Un grande in bocca a lupo a tutti i nostri atleti e tutto lo staff.
Ezio RINALDI
Un grande in bocca a lupo a tutti i nostri atleti e tutto lo staff.
Ezio RINALDI
Il trofeo Luxardo di Sciabola maschile, la gara di Fioretto
a Il Cairo, e quella di Sciabola femminile ad Atene, ovvero tutte le gare
internazionali che si svolgeranno nei giorni 5-8 marzo sono ufficialmente
rimandate.
La notizia è stata reperita tramite Instagram dalla pagina
instagram cyrusofchaos molto nota agli sciabolatori e agli schermitori
in genere, dove compare una lettera firmata della CEO della FIE Nathalie
Rodriguez.
La riportiamo anche noi a beneficio del grande popolo della
scherma, in quanto è giusto che sappia che a causa della situazione
internazionale in Iran e nel medio oriente è avvenuta l’imponente cancellazione
di 2800 voli internazionali, cosa che non consentirà la ripresa delle attività
internazionali a breve. Infatti è probabile che queste tre gare, si potranno
recuperare molto avanti, forse addirittura dopo i Mondiali di scherma Cadetti e
Giovani che si svolgeranno a Rio de Janeiro dall’1 al 9 aprile, data
disponibile a valle di tutte le altre prove internazionali.
Ezio RINALDI
Sono anni che ci lamentiamo dello strabismo giornalistico
verso i risultati sportivi diversi dal calcio, e credo sia arrivato il tempo di
cambiare qualcosa nella comunicazione. Nel giorno in cui l’Italia ha vinto
cinque medaglie all’olimpiade di Milano Cortina, la Gazzetta dello sport ha
fatto un trafiletto di taglio alto sotto la testata, per dare al calcio tutto
il resto della pagina, ovviamente una notizia del tutto marginale e
insignificante rispetto a quella olimpica.
Se poi aggiungiamo che i calciatori del maggiore campionato
italiano sono quasi tutti stranieri, non capisco perché ci si accanisca così
tanto nel raccontarne le vicende. Confesso che l’attaccamento alla maglia possa
essere trainante, ma aprire gli occhi sulla realtà sarebbe quantomai opportuno.
Cosa fare allora? Se fossi Rockfeller mi aprirei una testata giornalistica che
parli di tutti gli sport, tranne del calcio, o per lo meno ne parlerei per
canzonarlo e tirando in questo caso sì, qualche calcio negli stinchi con il
preciso scopo di dare una svegliatina a chi segue questo sport con approccio
religioso e integralista.
La coda dell’occhio mi è poi caduta su una specie di dettaglio che poi dettaglio non è ovvero che la Norvegia sta vincendo il medagliere delle olimpiadi per la quarta edizione invernale consecutiva, di fronte ad altri giganti della neve come Svezia e Finlandia, ma soprattutto davanti a nazioni demograficamente più potenti come quasi tutti gli stati che ha messo dietro con grande diligenza. Infatti la Norvegia ha gli stessi abitanti della regione Piemonte, su una superficie molto più estesa, lo ammetto, e nonostante questo ha trovato una quadra efficace per produrre una dinamica sportiva nazionale da far impallidire il mondo. Per fare questo hanno infatti regolarizzato il gioco d’azzardo tramite una società che si chiama Norsk tipping che incassa il 100% degli introiti derivati, e li reinveste in modo totale a sostegno di tutte le spese sportive del paese. Si tratta non solo di pagare l’attività di allenamento degli atleti, ma anche i costi di gestione degli spazi e molto altro, cosa che consente di non aver paura di fare sport, in Norvegia.
Ma non è tutto perché lo sport giovanile fino ai tredici
anni non è competitivo, non vi sono campioni durante le gare e tutti ricevono
una medaglia alla fine della loro competizione, questo per mantenere alto il
livello di partecipazione agonistica, che strutturata in tal modo ha del
paradossale, ma evidentemente porta frutto.
Magari non sono forti nella scherma, perché ancora non si
sono accorti di qualche maestro italiano che in patria è desideroso di migrare,
altrimenti ho come il timore, mi direte voi fondato, che riuscirebbero a fare
ben altri risultati di quelli che attualmente hanno. Mi sa che gli va dato
tempo.
Curioso come invece in Italia lo sport sia stato spostato
totalmente sulle spalle delle società sportive e come è naturale su quelle
delle famiglie degli atleti. Socialismo sportivo in salsa norvegese, contro
liberismo qualunquista in pummarola italica? Mi sa di sì e ci chiediamo chi
vincerà la sfida nel lungo termine. Per ora stanno vincendo i norvegesi.
Credo che si debba quindi ragionare in termini del tutto
diversi e trovare una via adeguata a molte delle sfide che ci troviamo davanti,
e siamo solo all’inizio. Pensiamoci assieme sia per la comunicazione che per
l’attività in campo, perché messo così non credo che il sistema in atto possa
funzionare bene, e men che meno possa portare i frutti sperati.
| Edoardo Mangiarotti |
Nell’amara contentezza di aver visto infrangere un record di
sessantasei anni, ho poi guardato la classifica dei più medagliati e fra i
primi quattordici, compaiono solo (si fa per dire) sette schermitori, cioè
Edoardo Mangiarotti con tredici, Valentina Vezzali nove come Giulio Gaudini, il
più alto schernitore della storia con i suoi 2,04m, seguiti a ruota da Giovanna
Trillini a otto e Gustavo Marzi a sette, quindi Nedo Nadi e Giuseppe Delfino
entrambi con sei medaglie. Non so quando questa ulteriore statistica potrà
essere demolita, ma se tanto mi dà tanto, potrebbero volerci dai cinque ai sei
decenni.
| Arianna Fontana |
Numeri che fanno riflettere sul valore della scherma nel
grande palmarès olimpico italiano e mondiale, una storia che meriterebbe di
essere pesata bene a partire dalla nostra stessa federazione.
E' doveroso e ci fa immensamente piacere formulare alla grande Arianna Fontana i nostri complimenti e il nostro sentito grazie per aver contribuito, in maniera significativa, a dare lustro allo sport italiano.
Fabrizio ORSINI
Il provvedimento arriva dopo un procedimento penale, cui la Federazione non ha potuto sottrarsi, e non sappiamo se in maniera proporzionata alla sentenza
oppure no. Al fine di tenere informato il popolo della scherma, ci riserviamo di acquisire ulteriori notizie sull'argomento e, soprattutto, se l'adozione della sanzione sia stata congrua alla eventuale gravità del fatto accaduto.
Ci preme far sapere che sia più che mai giusto, in base ai
principi espressi dal diritto alla privacy e per proteggere da eventuali
haters gli attori in causa, che in tale documento non si faccia alcun riferimento a persone o a
fatti avvenuti. Pertanto, se non vedrete per circa due mesi taluni personaggi nei prossimi appuntamenti agonistici, sappiate che è perché sono stati sospesi per fatti a noi non noti(?!).
Vi invitiamo, quindi, ad essere presenti in gara il più possibile nei prossimi due mesi, e ciò al fine di evitare che possiate essere individuati o semplicemente accostati a degli ipotetici colpevoli.
Ezio RINALDI
Questa impresa di Arianna Fontana è grandiosa, non c’è alcun
dubbio e siccome siamo in attesa di altre gare che la riguardano e speriamo di
altri podi, è probabile che il record del più grande schermitore di tutti i
tempi, durato tre quarti si secolo, crollerà e forse, anzi ci auguriamo, che
Arianna lo conserverà per molto tempo.
Una quasi identica tenuta lo ebbe il record del livornese
Nedo Nadi, il quale conservava il primato di cinque medaglie d’oro in una sola
olimpiade vinte nel 1920 ad Amsterdam. Questo risultato crollò a Monaco nel
1972, per mano, o se vogliamo bracciata, del nuotatore americano di origine
ebraica Mark Spitz. Un muro che durava “solo” da mezzo secolo, cinquantadue
anni per la precisione, che poi venne ampiamente superato nel terzo millennio
da Michael Phelps, sempre nel nuoto, sempre americano.
Due italiani, due schermitori, eppure qualcuno ancora oggi
mi dice che “ci vorrebbe un Sinner che sia in grado di appassionare i ragazzi
per farli venire in palestra di scherma”, mentre io, quando vedo le statistiche
del nostro sport, mi chiedo cosa non si debba ancora dire, per avere le
palestre più piene.
Arianna Fontana spero sia destinata a diventare la più
grande atleta di tutti i tempi, in quanto potrebbe raggiungere la ginnasta
Larysa Latynina che detiene il primato di diciotto medaglie olimpiche, come la
sciatrice norvegese Marit Biøjorgen tenendo conto che le ventotto di Phelps
sono ancora molto lontane.
Forza azzurri!
Fabrizio Orsini
Scenografie,
musiche, costumi, coreografie, canti e recitazioni, hanno saputo creare una
narrazione così efficace che verrebbe voglia di farne un’altra, magari a Roma
nel 2040, alla faccia della Raggi volle cancellare co’ du’ schizzi de penna,
quella del 2032.
Il
rischio era quello di vedere una mediocre imitazione, se non addirittura
replica della cerimonia di Torino 2006, con Pavarotti, Bolle, e la Ferrari che
sgommava, invece, sebbene alcuni temi sono stati comuni in modo inevitabile, la
loro declinazione è stata originale e non ripetitiva. Gli ospiti, Mariah Carey,
Lang Lang, non sono stati predominanti rispetto a Cecilia Bartoli e Andrea
Bocelli, come invece furono Lady Gaga e Celine Dion a Parigi. Ognuno ha
partecipato come comprimari adorabili dimostrando che si possa essere
culturalmente inclusivi, senza strafare, ottenendo una perfetta armonia fra le
parti, o meglio le sequenze, al punto che la frase dello stilista Valentino
“l’eleganza è equilibrio fra proporzioni, emozione e sorpresa”, sembra essere stato
il mantra di chi ha concepito tutto lo spettacolo.
Infatti
proprio di equilibrio si tratta, poiché quella semplicità che ha visto sfilare
la Fiaccola per tutta Italia, è la stessa che ha spolverato il tram per portare
gente comune, artisti, bambini e il Presidente della repubblica, seppur guidato
dal sempre simpatico Valentino Rossi. Una narrazione così semplice che ha
ricordato, anche se da lontano, il neorealismo semplice di Zavattini e De Sica.
I
monumenti milanesi visti con nonchalance, e non eccessivo romanticismo, mi
hanno fatto voglia di prendere il treno e andarci, e non ce ne frega nulla se
potremmo incontrare Snoop Dog o altri poco interessanti personaggi. (PS la
frottola che Skysport ha messo in rete dicendo che ci sarebbe stato Tom Cruise,
è inspiegabile)
Immancabile
l’Andrea nazionale Bocelli e la sempreverde “Nessun dorma” di Puccini, accanto
a “Volare”, di Modugno interpretata e bene all’americana, da Mariah Carey cui
va il nostro plauso per averla imparata in italiano, mentre inutile è parsa la
polemica di Ghali che avrebbe voluto cantare l’inno di Mameli, soffiato (per
fortuna) dall’altra nazionale Laura Pausini, che ha saputo lanciare il do con
il suo petto e penso che l’abbia anche meritato, in questi trent’anni di
carriera. Nulla da fare per l’italo tunisino, più tunisino che italo, visto che
ha fatto parlare di sé per giorni in quanto voleva cantare in arabo, è stata
destinata una perfetta poesia di Gianni Rodari sulla pace.
Stucchevole,
a mio personalissimo giudizio, il ritornello sulla resilienza e l’inclusione,
oramai aggettivi in dismissione, e persino la ridondanza sulla pace, cosa che i
popoli vogliono sempre più, a dispetto degli sforzi dei politici. A questa
ridondanza si affianca in qualche modo, anche la già vista celebrazione
parigina dell’eroismo femminile, che a Milano è tornata nei militari schierati
sempre in numero uguali di maschi e femmine, l’inspiegabile quadro su
Margherita Hack, con Samantha Cristoforetti, seguito dal pipponcino, per
fortuna breve, di Charlize Theron che ha recitato una frase di Nelson Mandela,
sempre sulla pace, il tutto contornato da ballerini che figuravano una colomba
della pace, sdraiandosi sul palcoscenico, riproposta dalla regia anche tramite
un disegno di luce anche questo tema un tantinello ripetitivo, come a dire che
i compiti a casa sono stati fatti.
Sorprendente
il discorso di Giovanni Malagò, che ha soffiato la scena a Buonfiglio, in
qualità di presidente del Comitato organizzatore dell’olimpiade e presenziando
quindi accanto alla quarantaduenne Kirsty Coventry, presidentessa del CIO. Il
suo inglese è formidabile, fluente ed efficace, al punto che sembrava
addirittura leggere il gobbo. Al contrario il primo discorso olimpico della
zimbabuese Coventry che è sembrata molto più emozionata dell’italiano.
Esilarante
invece Brenda Lodigiani, che ha mimato, purtroppo, solo una piccola parte dei
tipici gesti degli italiani che tutti conoscono, e molto simpatica Sabrina
Impacciatore, trasformata in cartoon e poi in ballerina. Anche loro donne, ma
evidentemente Checco Zalone non era abbastanza sportively correct.
Alla
fine il toto accensione ha lasciato tutti felicemente soddisfatti, in quanto
Alberto Tomba e Deborah Compagnoni hanno acceso il braciere milanese mentre
quello Ampezzano è stato illuminato dalla bergamasca Sofia Goggia, alla quale
avrei accoppiato in modo simmetrico Gustav Thoeni, invece di fargli fare solo
il penultimo tratto.
Se
questo è l’inizio, allora non vedo l’ora di vedere il resto pur sapendo che
sabato e domenica ci sarà il Grand Prix Inalpi di fioretto a Torino.
Forza
e sempre ai nostri Azzurri!
Fabrizio Orsini
Sembra
un secolo fa, ma di fatto sono passati solo dodici mesi dalle ultime elezioni,
visto che Mazzone è stato eletto il 25 gennaio del 2025 un anno in cui sono
accadute molte cose, e il Blog è sempre stato vicino ai suoi lettori, sempre
pronto a informare in milleuno dettagli le vicende della nostra Federazione.
Ammettiamo
che sono stati dodici mesi un po’ scarni di articoli, solo 64, con una media di
poco più di cinque al mese, e con un Novembre vuoto di notizie da parte nostra.
Se pensiamo che il 2024 vide la bellezza di 96 articoli, otto per mese,
ammettiamo di aver scritto molto meno, ma era anche l’anno delle olimpiadi
parigine, ricordate?
Quest’anno
però abbiamo inaugurato le interviste a campioni e maestri italiani, cosa che
continueremo a fare, anche perché i contatti nel 2025 sono stati 108.000, che corrispondono a una media di
9000 mensili. Dati che ci riscaldano il cuore, perché nonostante una
lieve flessione della nostra presenza sul web, l’interesse per le nostre
ricerche è stato sempre alto da parte dei lettori, ragion per cui andremo
avanti con il solito entusiasmo e la solita serietà per raccontare in maniera
indipendente e libera cosa accade nella scherma.
Non
nascondiamo che ci schiereremo sempre e comunque per il nostro candidato
presidente preferito, allorquando se ne manifesterà l’occasione, perché abbiamo
una nostra visione della scherma e della sua gestione.
Da
oramai tredici anni diamo opinioni, raccogliamo notizie, e talvolta sveliamo
piccoli segreti che gli infaticabili lavoratori della pedana non conoscono. Un
esempio su tutti fu rivelare che la Federazione di Mazzone non era altro che un
riciclaggio della Federazione di Scarso, ben mascherata, cui per altro nessuno
credette né a noi, né chi esprimeva a chiarissime lettere che nulla sarebbe
cambiato se fosse stato eletto il giovane dottore catanese. Di contro
esprimevamo il nostro sostegno a Paolo Azzi, che fin dal suo insediamento, pur
difendendo il lavoro fatto negli anni con il proprio mentore Scarso per
l’appunto, nei fatti ne prendeva le distanze con il suo stile morbido ed
equilibrato, forte dell’avvicendamento e della difesa dei ruoli che ognuno
ricopriva. Una cosa che forse non piacque al punto che fu creata una cordata
per la sua sostituzione e che vide il Presidente Onorario attore protagonista nel
supportare il nuovo Presidente, e mi si passi il paragone, quasi in perfetto
stile gattopardesco.
Interessante
invece un dato emerso durante le interviste, cioè il nuovo Consiglio non ha
percepito il blog come un ricettacolo di comari che sparlottano senza conoscere
né verificare i fatti, anzi tutto il contrario. E proprio per questa serietà
intrinseca, ogni intervista è stata sempre accolta dai suoi protagonisti con
entusiasmo e profonda collaborazione. A ognuno di loro va il nostro
ringraziamento con la speranza futura di poter ampliare sempre più il popolo di
questi protagonisti.
Propositi
per il nuovo anno, come tutti ne vogliamo fare, purché reali e proficui per la
scherma in generale.
1. Statistiche. Cercheremo di migliorarle e
approfondirle per capire se le innovazioni apportate dal Consiglio federale
saranno efficaci oppure no. Perciò ci occuperemo di risultati sportivi, ma
anche di numeri di tesserati, perché la forza di una federazione non sono solo
i suoi campioni, quanto tutto il movimento.
2. Critica. Il blog non è solo cronaca, ma anche
critica a margine dei fatti e degli eventi. Ci preme mantenere questo taglio
anche se è scomodo, se urta alcune persone. Ma è proprio per questo che
rinnoviamo l’invito a commentare, e a scrivere, perché ogni persona che abbia
voglia di far sentire la propria voce, vuoi con un articolo, o con una
intervista è sempre benvenuto e il Blog si farà garante di opinioni e serietà
comunicativa.
3. Politica. Ci occuperemo sempre del ruolo dei
protagonisti federali, perché pensiamo che la federazione sia di tutti, e come
recita l’articolo della Costituzione italiana, il Popolo è sovrano, e quindi
anche il popolo della scherma è tale nei confronti dei suoi governanti. Per
questo motivo riteniamo che la politica federale abbia e avrà un peso sempre
crescente, soprattutto perché la Fis è vincente, ma numericamente bassa, forse
troppo in rapporto alle sue medaglie.
4. Nuove
idee. Al fine di
fornire un contributo al miglioramento del sistema, in tredici anni abbiamo esposto
molte idee e formulato diverse proposte. Vorremmo fare di più e siamo in grado
farlo ma abbiamo anche bisogno di chi sia capace di recepirle. Tutto ciò al
fine di raggiungere una dimensione più popolare, più utile, e a nostro avviso
più adeguata alle richieste, così da sbloccare i numeri che come sappiamo sono
da tempo, in modo preoccupante, in situazione di stallo.
5. Speranze. Molte e di vario tipo. In tale
quadro riferiamo testualmente quanto ci è stato segnalato da più parti, non
ultimo nella gara di Fiumicino (Cadetti – Giovani ed assoluti): ”Per prima cosa
ci auguriamo che i costi si abbassino, per esempio il tesseramento, le gare, le
trasferte, i materiali. Ma anche che il calendario sia organizzato meglio,
con più gare vicine, magari entro l’ora di spostamento, e laddove i numeri sono
maggiori, creare una formula ad hoc, per una gestione più agile della
prestazione. (Giusto per informarvi, l’ultima gara GPG interregionale
Lombardia/Piemonte vedeva nella categoria Maschietti spada una presenza di 56
atleti, mentre quella accorpata Ragazzi-Allievi, il triplo, cioè 153).
Altra speranza è quella di non
veder morire le armi convenzionali che attualmente sopravvivono, o se
vogliamo agonizzano. (Sempre nella medesima gara Interregionale i Maschietti
di fioretto erano 26, mentre gli sciabolatori erano 19. Invece nella categoria
Ragazzi-Allievi i fiorettisti erano 66 mentre gli sciabolatori 50). Se
siamo coscienti del fatto che la categoria GPG sia il seminario della scherma,
il vivaio, il terreno da coltivare, non possiamo far altro che sperare di
aprire un tavolo di riflessione serio e unire le forze ed essere totalmente
operativi.”
Formuliamo
a tutti gli auguri per un 2026 secondo le proprie aspettative.
Ezio
RINALDI
Fabrizio
ORSINI