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ARGOMENTI VARI

REGOLAMENTI

21 giugno 2014

IL SILENZIO


CHIARIMENTI F.I.S. SU INCOMPATIBILITA’
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE F.I.S.
2^ LETTERA APERTA AL PRESIDENTE F.I.S.
RISPOSTA DEL PRESIDENTE F.I.S. ALLE LETTERE APERTE
DIFFUSIONE DATI PERSONALI
IL MEZZO ED IL FINE: chiarimento dell’avv. PUGLISI
INOSSERVANZA DELLE REGOLE
CONFLITTO DI INTERESSI: siamo alle solite
IL G.P.G. “R. NOSTINI” E LA MISURA DELLE REGOLE
SOLIDARIETA’ ALL’ARBITRO INTERNAZIONALE Emanuele BUCCA
SOLIDARIETA’ AI FRATELLI Giuseppe ed Emanuele BUCCA
ERAVAMO QUATTRO AMICI AL BAR
OPERAZIONE SCHERMA PULITA
FIABE, BALLE E TASSE
MULTE, RIGORE E APPLICAZIONE DEI REGOLAMENTI: sono uguali per tutti?
"La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo  la si è taciuta"

16 giugno 2014

CAMPIONATI EUROPEI ASSOLUTI - STRASBURGO 2014


http://www.taffera.it/css/images/9.jpgE’ calato il sipario sui Campionati Europei Assoluti di Strasburgo 2014 ed l bilancio si può considerare sicuramente positivo.
Si è sempre pronti alla critica ed alla crocifissione quando le cose non vanno bene, meno solleciti si è nell’attribuire i meriti acquisiti sul campo. Sempre più spesso si afferma che i successi nella scherma sono di proprietà dei Maestri e degli atleti, mentre i flop appartengono ai Commissari. Credo che le vittorie e le sconfitte abbiano gli stessi genitori, pertanto se crocifiggiamo un CT per le mancate affermazioni dobbiamo essere altrettanto solleciti nell’attribuirgli i meriti di un risultato positivo, ovvero se i CT non hanno alcuna proprietà nei trionfi così non hanno alcun demerito negli insuccessi, quindi delle due l’una. Personalmente ritengo che i CT siano retribuiti per assumersi alcune precise responsabilità, soprattutto nelle decisioni.
Da queste pagine sono partite le critiche più feroci al settore spada, peraltro basate su precisi numeri ed analisi, ma proprio per questo è doveroso riconoscere il positivo lavoro svolto e da appassionato spadista auspico un viatico sempre più affermativo, che possa condurre al traguardo finale, con la consapevolezza di poterlo conseguire. Il mio pensiero sulla figura del CT della spada non cambia, ma non posso esimermi dal riconoscergli i meriti di una affermazione che fa solo bene all’intero movimento. Ciò comunque non è e non deve essere il passaporto per gestioni discutibili: mi spiego meglio. Se vogliamo dare una mano affinché i ragazzi e le ragazze siano sereni e trovino la giusta concentrazione per proseguire un cammino difficile ma certamente percorribile, si rende necessario allentare la morsa delle critiche a tutti i costi, al tempo stesso il CT assuma una condotta (parliamo sempre dal punto di vista tecnico-gestionale e non da quello personale) meno discutibile e per aiutarlo a fare ciò gli farò pervenire alcune riflessioni anonime inviate al sottoscritto. In esse si manifestano dubbi sulla gestione tecnica e sul modus operandi del Commissario: le prenda in seria considerazione.
La sciabola Italiana conferma i progressi già evidenziati in altre occasioni, a dimostrazione di una programmazione efficace. Mi spiace sostenere che per il fioretto non c’è molto da dire, purtroppo però è così: ci meraviglieremmo se desse segni di cedimento, quindi è un settore confermatissimo, dal quale, purtroppo, ci si aspetta sempre molto.
E che dire della scherma in carrozzina? I nostri atleti sono ai vertici internazionali e ci regalano emozioni sempre nuove. Oggi leggendo la Gazzetta dello Sport ho potuto notare che nulla è stato scritto per loro, anzi è stato pubblicato il medagliere per la scherma in piedi, come se i nostri atleti in carrozzina non esistessero. Sono orgoglioso di poter pubblicare i nomi degli atleti arrivati al podio:
TRIGILIA Loredana (F.F. cat. “A” – Bronzo); RUSSO William (sp. M. cat.”C” – bronzo); VIO Beatrice Maria (F.F. cat.”B” – oro);  TRIGILIA Loredana, VIO Beatrice Maria e Andreea MOGOS (F.F. sq. –oro)
Ezio RINALDI

12 giugno 2014

MULTE, RIGORE E APPLICAZIONE DEI REGOLAMENTI: sono uguali per tutti?

La vicenda della multa comminata a Sala d’armi Trinacria per avere omesso di comunicare la mancata partecipazione di un atleta già iscritto alla gara (cfr. “fiabe, balle e tasse” del 30 maggio 2014) mi ha sollecitato alcune riflessioni che vorrei condividere con i consumati lettori di questo blog.

Qual è la natura della “multa per assenza” alle gare, quale ne è la funzione e quale l’utilità?

L’art. 4 delle Disposizioni per lo svolgimento dell’attività agonistica e preagonistica stabilisce che “il termine per la comunicazione delle eventuali defezioni è fissato per le ore 11.00 del giorno precedente ciascuna gara  ……. Se un atleta iscritto ad una gara non si presenta all’appello in pedana, senza fornire idoneo documento giustificativo e omettendo di dare comunicazione dell’assenza entro i termini sopra indicati, la Società di appartenenza è multata di Euro 50,00, salvi ulteriori provvedimenti disciplinari”.

Sintassi a parte, la lettura della disposizione chiarisce che la multa di che trattasi ha natura di sanzione disciplinare. Lo suggerisce l’uso dell’aggettivo “ulteriori” premesso al sintagma “sanzioni disciplinari” e la scelta del termine “multa” per indicare la pena prescelta.

Sennonché, il Regolamento di Giustizia garantisce che le sanzioni disciplinari possano essere irrogate dall’organo a ciò deputato soltanto a termine di un giudizio nel quale l’incolpato sia stato messo in condizione di offrire giustificazione agli addebiti e per altro verso non sembra che tra i compiti  assegnati al Segretario generale dallo Statuto federale vi sia anche quello di irrogare sanzioni disciplinari.

Allora delle due l’una, o siamo di fronte ad un metodo sanzionatorio sui generis, oppure la cd. multa, in realtà, non è una sanzione disciplinare bensì una penale, vale a dire una sorta di risarcimento forfettario per il danno causato con l’assenza.

Ora, la previsione di una penale potrebbe anche essere ragionevole se non fosse che l’incameramento della quota di iscrizione, previsto in caso di assenza, svolge già la stessa funzione risarcitoria e se non fosse che, nei fatti, l’assenza non tempestivamente comunicata non arreca agli organizzatori della gara alcun danno che non sia già stato adeguatamente remunerato dalla quota d’iscrizione.

Cercherò di essere più chiara.

Come tutti ben sappiamo, le spese per il funzionamento delle gare sono coperte dalla quota di partecipazione (che di recente ha subito un aumento), che ciascun atleta è tenuto a versare in anticipo. Poiché in caso di assenza, anche giustificata, non si ha diritto al rimborso della quota già versata, è impossibile che dalla mancata partecipazione alla gara possa derivare agli organizzatori un danno corrispondente all’impossibilità di far fronte ai costi organizzativi.

Arbitri, direttori di gara, etc. saranno remunerati in ogni caso, partecipino o meno gli atleti alla gara, con il denaro che questi ultimi hanno versato all’atto dell’iscrizione.

Quale danno può dunque lamentare la Federazione? Adesso che i gironi vengono formati con un semplice click sul computer, non può essere reclamato neppure un particolare disagio organizzativo.

Certo, se una società dovesse utilizzare lo strumento delle assenze di massa per boicottare una gara, irrogare una sanzione sarebbe atto dovuto, ma in questo caso la Federazione disporrebbe di mezzi più consistenti ed adeguati che non una multa ad importo fisso.

Da qualunque angolazione si guardi, mi sembra che la previsione della multa non abbai una ragionevolezza intrinseca. Ma al contrario, se  si considerano i costi che le famiglie e le società sono chiamate a sopportare ogni anno per partecipare alle gare, abbia una portata quasi vessatoria.

Anche perché può ben succedere che, senza che vi sia dolo o negligenza, le circostanze che hanno determinato l’assenza siano tali da far dimenticare all’atleta l’onere della comunicazione, oppure che tali circostanze sopravvengano soltanto dopo che  è trascorso il fatidico termine delle ore 11,00 del giorno precedente la gara. E abbiamo potuto constatare che, in atto,  la Federazione non chiede né il motivo dell’omissione né quando sia sorto l’impedimento, e non prevede termini a difesa; quindi non potrà acquistare rilievo il fatto che l’atleta, per esempio, si sia ammalato dopo le 11,00 del giorno precedente la gara, o, per caso, si sia rotto la gamba due giorni prima e, nella concitazione del momento abbia dimenticato di avvisare del fatto che non avrebbe più partecipato.

Sarebbe più corretto dunque, a mio avviso, anche in un’ottica di sostegno alle società,  agli atleti e alle loro famiglie, per i quali partecipare ad un numero significativo di gare è divenuto ogni giorno più oneroso, che la Federazione, a partire dalla prossima stagione agonistica, espunga dal regolamento delle gare la previsione della multa per assenza.

A meno che, ovviamente, la mia non sia una voce isolata dal coro, e siano tutti d’accordo sulla necessità della sanzione. In questo caso ben venga l’opinione di maggioranza, del resto il gregge è sempre felice di offrirsi per la tosatura, benché dolorosa, se giova al pastore, e l’opinione del gregge va sempre rispettata.

Infine, rimanendo in tema del particolare rigore con cui la FIS applica sempre i propri regolamenti, sottopongo all’attenzione dei lettori un singolare episodio nel quale mi sono imbattuta spigolando nel web.

In occasione dell’ultima festa della scherma svoltasi domenica scorsa a Porto Empedocle, la gara di sciabola femminile è stata vinta da un’esordiente tesserata con l’a.s.d. Mazara Scherma nata, secondo quanto riportato nella classifica ufficiale, nel 2002, e ciò benché, com’è ovvio, la circolare di gara limitasse tassativamente l’accesso “a tutti e soli”i  nati negli anni 2003 -2004- 2005 e 2006.

Una “giovanissima” tra le prime lame! Posso immaginare come si saranno sentite le sue concorrenti tutte nate nel 2005, e con quanta trepidante attesa attenderanno alle gare dell’anno prossimo.

Sarà stata una svista, o il Comitato Regionale ha consentito l’iscrizione in deroga perché, trattandosi di Regione a statuto speciale, in Sicilia “si fa sempre così”?

I consumati lettori di questo blog sapranno trovare, ancora una volta, la risposta nell’esperienza che hanno maturato vivendo da anni nel mondo dello sport.

Paola Puglisi