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28 maggio 2017

IL PROGRAMMA MILLE MIGLIA

Salve a tutti gli amici (e non) della scherma. Anche quest'anno, per la verità con largo anticipo rispetto alle stagioni precedenti, la federazione ha pubblicato la prima bozza del calendario agonistico della prossima stagione. Anche quest'anno, come per gli anni passati, non mancano le perplessità legate alle scelta sia delle date che delle sedi. Inutile poi rimarcare come tutto rimane uguale nella sua impostazione di base, quella tanto per intenderci che era il filo conduttore già dell'attività di Nedo Nadi e Gustavo Marzi negli anni '20/'30 del secolo scorso. Da quel punto di vista in 100 anni ben poca strada è stata fatta. In compenso la prossima stagione ne faranno tantissima i tesserati, ed ancora di più i loro tecnici che seguendo più categorie avranno da vincere molti premi del programma Mille miglia. Magre soddisfazioni, ma vuoi mettere?
Troppi gli argomenti da trattare e poco lo spazio per farlo, senza dimenticarmi che dilungarmi troppo nell'esposizione otterrebbe l'effetto opposto a quello desiderato, invece di interessare il lettore lo farei addormentare.
Quindi proverò con velocissime "toccata e fuga" a fare alcune domande e sperare in qualche sensata risposta. Cominciamo con la categoria principale, ovvero gli "Assoluti". Come ogni anno saranno solo 2 le prove di qualificazione, di cui la prima il 30 settembre. Ma i campionati italiani saranno dal 7 al 10 giugno 2018, ma che senso ha piazzare una gara di qualificazione così importante 10 mesi prima del campionato nazionale??? Poi non si capisce perché la prima prova di qualificazione per il fioretto e la sciabola sia aperta a tutti mentre la seconda debba essere subordinata ad una qualificazione di zona. Ancora una volta una organizzazione contraddittoria, tanto per far spendere soldi per una trasferta in più.
Interessante sarà invece la trasferta in quel di Colle Val D'Elsa, dove il calendario ha voluto collocare l'unica prova U23 nazionale. Visto lo scarso successo in termini numerici delle ultime due edizioni, rispettivamente a Norcia e Foggia, stavolta evidentemente non si vogliono correre rischi e si è scelta una sede priva anche della stazione ferroviaria. Per vostra informazione è stata chiusa nel 1991, attualmente l'edificio ospita una farmacia mentre al posto della sede dei binari è nato un ampio parcheggio. Almeno da quel punto di vista non ci saranno problemi. Resta da chiedersi se al posto di una strana prova di qualificazione di zona non sarebbe stato più utile per tutti andare a rafforzare questa categoria inserendo una prova nazionale in più, e magari andando anche a scegliere sedi più raggiungibili dagli atleti.
Anche quest'anno avremo le due prove di qualificazione nazionale per i "cadetti" ed i "giovani", e poi la coppa Italia per quelli che non si qualificheranno direttamente. Idea egregia, giusto dare una seconda chance a tutti, soprattutto agli atleti di livello medio-basso, serve a motivarli e dare ossigeno alle società con la loro continuità di tesseramento nel tempo. Speriamo però che quest'anno la sezione "giovani" non sia limitata solo ai tre anni della categoria, perché anche questo appare un controsenso. Magari è anche interessante separare "giovani" e "cadetti", soprattutto in ambito femminile deve le seconde spessissimo spadroneggiano sulle più grandi, almeno quando la classifica scende, ma vedere garette da 20 partecipanti non si può proprio. Applicando il criterio secco del 30% out dopo il girone si rischia il controsenso di avere atlete eliminate nel girone che si qualificano per la gara più importante dell'anno. Così non ha nessun significato agonistico, una qualificazione che si possa definire tale deve almeno prevedere che un atleta per accedere al tabellone dei 16 debba superare il girone e almeno 2 incontri di eliminazione diretta. Se vogliamo invogliare le ragazze meno dotate a restare lo stesso tra noi, cerchiamo di potenziare il circuito U23 nazionale invece che creare delle gare "ghetto" dalle quali escono qualificate che fanno solo arrabbiare chi magari se la sarebbe meritata di più.
Altra considerazione a margine: considerando che le "giovani" qualificate direttamente sono state una decina circa, sommando poi quelle che hanno disputato la Coppa Italia di categoria arriviamo a una trentina di atlete dal 1997 al 1999. Questi sono i numeri su cui i CT debbono lavorare che creare una squadra nazionale competitiva a livello mondiale. Meditiamo.
Nel GPG è stato, a mio modestissimo avviso, compiuto il capolavoro. Dopo avere tanto pubblicizzato questo progetto per ravvivare la sciabola, per renderla maggiormente interessante, per creare gare numericamente più ricche, ecco nell'ambito di questi bei paroloni le due prove nazionali saranno a San Severo e Mazara del Vallo!! Cioè lontano, e non poco, da quelle zone che oramai la sciabola la stanno abbandonando. E tra le ragioni di questo anche il fatto che risulta troppo costosa sia in termini di materiali che, appunto, di trasferte. Mi sembra un controsenso assurdo, non sarebbe stato più logico magari spostare una delle specialità che hanno gare al nord in una delle due sedi meridionali e mettere una prova nazionale di sciabola al nord? Certo, la prova nazionale a squadre è a Lucca, solo che se le società non mettono ragazzini a fare sciabola, per i motivi sopra citati, mi pare evidente che non ci saranno squadre. Il Gran Premio Giovanissimi a metà maggio sembra un dispetto, quasi che per il prossimo anno la selezione di voglia fare all'ingresso, cercando di tenere lontani quanti più bambini possibile. Per aumentare i numeri occorre prima di tutto lavorare sui bambini, ma anche su quell'80% di piccole società che per questi costi sempre più folli si stanno orientando tutte sulla "monoarma", togliendo la possibilità a tanti potenziali buoni atleti di sciabola e fioretto di potersi esprimere. Non è pensabile ad oggi che una media società, per non dire quelle piccole, possa permettersi di pagare trasferte per tutta Italia ai propri tecnici. Per forza di cosa occorre dimezzare le spese, e quindi anche l'attività.
Quello che sembra anche lo spirito che anima ogni anno la scelta della sede e delle date del campionato italiano master. Anche per il prossimo anno la gara si protrarrà anche in un lunedì, non di festa ma qualsiasi, perché notoriamente l'attività Master è fatta da persone che a stare fuori casa di lunedì problemi non ne ha. E visto che a Longarone, dove quest'anno si terranno, la lunedì hanno voluto piazzarci le gare che hanno il minore afflusso, magari per il prossimo anno a Bari riusciranno a non avere proprio iscritti. Che sia questo in realtà il vero obbiettivo? Quello che fa più arrabbiare è che il buon senso, almeno quello, viene applicato solo in periodo elettorale, quando servono i voti e i tesserati è meglio non farli arrabbiare troppo, poi ovviamente passata la festa……
In questa bozza spariscono i CAF, uno dei cavalli di battaglia del presidente quando cominciò il suo percorso quale massimo dirigente della FIS. Una vero peccato, se questa mancanza dovesse venire confermata anche nella versione definitiva del calendario. Negli anni non si è mai riusciti a dare una propria identità ad una idea che avrebbe potuto essere uno dei fiori all'occhiello della federazione. Prima si è cercato di legarli alla partecipazione alle competizioni internazionali, poi si è regalato un pass per gli Open Nazionali trasformandoli in una specie di "gara-non-gara", quindi si sono tolti gli U20 e inseriti gli "Allievi", ma niente. Non si è mai voluto trasformare questo "allenamento" in un momento di crescita importante per tecnici ed atleti, sempre tutto lasciato alla buona volontà locale, che spesso (almeno per quello che riguarda il Piemonte) è decisamente mancata, decretandone l'inevitabile fallimento.
Certo, una logica in questa distribuzione di sedi e gare sembra esserci: quella del massimo profitto per chi le ospita. Le gare di spada al Nord e quelle di Sciabola al sud, la dove le due specialità registrano il maggior numero di adepti, il fioretto si cerca di tenerlo nel mezzo o verso il nord-est dove ci sono in maggiore quantità. Ma questo non è modo di sviluppare uno sport, ma di farlo morire, riducendolo ad una attività localizzata e sempre meno importante. Questo calendario, ancora una volta, mi da la netta sensazione che siano i soci al servizio della Federazione, e non il contrario come dovrebbe essere.
Paolo CUCCU

18 commenti:

  1. Ho letto l'articolo e prima di leggere la firma ho pensato:"scritto bene e preciso nelle osservazioni...uno che ci tiene al futuro della scherma! Sarà mica paolo cuccu!" E poi con piacere ho letto la firma.
    Marco puglisi

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  2. Considerazioni e suggerimenti condivisibili, la cosa triste è che la FIS è sempre sorda e a nessuno dei Consiglieri eletti interessa cosa pensa la base e le esigenze di chi lo sport lo fa e non lo predica per 'diversi' interessi. Decisamente i soci sono al servizio non della FIS ma di quelli che cercano 'altro' dalla Federazione.
    Condivido con chi scriveva di attivare gare con Enti di promozione.

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  3. Ognuno co''a farina sua ce fa li gnocchi che je pare

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  4. Caro amico, hai perfettamente ragione: ognuno con la sua farina ci fa gli gnocchi che gli pare. Hai solo dimenticato che la farina appartiene alle società, ai tesserati e per ultimo ai genitori! Pertanto con la farina che non ti appartiene non puoi fare gli gnocchi che ti pare.

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  5. Beh, insomma...se la farina è una sacco grande...ai voglia di fare gnocchi!...quando la farina è un sacchettino...beh ci fai appena du bucatini...finché ci sarà una sacco enorme contro un sacchettino tipo bustina da zucchero...mi sa che nun c'è sta niente da fa

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  6. Come a dire: " se ci sono i fessi che pagano, noi continuiamo a fare i caxxi nostri." Mi sembra un'ottima filosofia: complimenti davvero!

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  7. Mi spiace ma caro presidenti i tuoi fedeli lecca piedi, per venerazione o dipendenza, non perdono mai l'occasione di evidenziare e ricordarci quale sia la tua Politica, cioè fare quello che vuole senza mai considerare quali siano le esigenze della base. La farina non ti appartiene caro presidente ma la cosa peggiore la fai impastare a incompetenti e i Consiglieri li magnano solo.

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  8. Se il sacco è grande e con tanta farina...vuol dire che per quel saccone va bene così!...il sacchettino nun serve a niente ! Sono Caxxi della maggioranza che ha riempito il sacco

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    1. Bhe.... è una logica che non fa una grinza.
      Complimenti!!!!

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  9. E c'è da sperare che quel sacco non sia bucato sennò.......

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  10. Festa farina e forca era la politica dei RE, al presidente è rimasta la farina e a noi la forca. Molto triste che i tesserati della scherma sono considerati un sacco di farina prodotto fondamentale per realizzare tante pietanze, ma malleabile e senza identità, da sola non serve a niente. Grazie presidente che ci consideri gente malleabile che non serve a niente. Il sacco è grande, ma anche bucato, sei sicuro di non perder tutto.

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  11. Io non so che farina usino, di che qualità sia e il sacchettino dentro ha dello zucchero. Quello che non capisco è come si possano mettere due gare nazionali di spada del GPG nel giro di una settimana ai due angoli opposti dell'Italia, 11 febbraio a Bolzano e subito il 17 a Caserta.

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    1. A Cuccu, statte tranquillo e pazienta ancora un pochetto perchè, gira e rigira, er centriolo finirà sempre in culo all'ortolano!

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    2. Ma l'ortolano sono gli associati o l'attuale Consiglio direttivo?

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    3. Interpreti a suo gusto

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    4. Carissimo profano di Romana genia, auspico che in futuro tu possa esprimere le tue idee in modo temperato e con un linguaggio appropriato. Qualsiasi leggerezza su argomenti seri dovrebbe essere attentamente evitata. Niente è infatti permesso tranne ciò che è strettamente consono con i canoni dell’armonia e dell’amore fraterno.

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    5. A fratè ma ndò stavi? C'è se mancato un sacco!

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  12. LA FARINA DEL DIAVOLO VA SEMPRE IN CRUSCA

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