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24 settembre 2023

VILLA GLICINI: la casa nuova della scherma

1911
Oggi 23 settembre ho avuto il piacere di presenziare alla cerimonia di inaugurazione della nuova gestione della Villa Glicini, storico edificio nel cuore del Parco del Valentino a Torino.

Per i curiosi di storia, la Palazzina dei Glicini, così si trova nominata nelle vecchie mappe del parco, sorta a fianco del Castello del Valentino, denominato “Millefonti” in contrapposizione con quello di “Mirafiori” sorto a sud della cittadina subalpina, è una costruzione di metà Ottocento, la cui funzione è sempre stata di servizio alla grande area verde (e non come alcuni pensano come edificio per la manovalanza del Castello). Tra le prime notizie che ci sono giunte, ospitò dei ristoranti, poi venne convertita di palazzina amministrativa, e servì per le varie esposizioni tanto di moda a cavallo tra i due secoli. Negli anni ’20 divenne centro nevralgico della struttura organizzativa delle mostre fasciste, e quindi sede del Dopolavoro Poste e Telegrafi, dove c’erano anche corsi di scherma. Abbandonato nel ’45, seriamente danneggiato da un bombardamento, si pensò anche alla sua definitiva demolizione, quando agli inizi degli anni ’50 un comitato di ex-scoi dello scomparso Club di Scherma torinese, ottenne dal comune l’autorizzazione ad avviare lavori di ristrutturazione che, grazie anche al finanziamento della federazione di scherma, del CONI e del comune stesso, portarono l’edificio a divenire la storica casa della scherma che tutti conosciamo.

1928

Non serve ripercorrere tutta la storia di questo sport che è passata da quelle porte, come è inutile anche rivangare tutta la recentissima saga legale che ha portato ad una nuova gestione, oggi si deve giustamente parlare del loro di questi ultimi e del futuro della palazzina.

I miei più sinceri complimenti a questa cordata di coraggiosi sognatori, composta dalla storica Victoria Ginnastica che ha aperto una sezione di scherma, la recente Augusta Taurinorum, e altre realtà che arrivano dal fitness e dal tennis, assieme hanno formato una A.T.I. che ha vinto il bando di appalto della palazzina per i prossimi 17 anni, sfidando anche la cabala e l’italica superstizione.

Una sinergia che è apparsa vincente, e che oggi ha presentato al mondo dello sport torinese, e non solo, la sua visione di gestione. Le parole delle due anime di questo grande progetto, il presidente della Victoria Ezio Torta e l’amministratore dell’Augusta Amedeo Giani, hanno mostrato quanto affiatamento ci fosse tra i due, che si sono alternati nella presentazione del progetto con tempi che nemmeno celebri presentatori professionisti sanno tenere quando devono dividere il palco con un collega.

Belle le parole del presidente Ezio Torta, soprattutto l’apertura alla massima collaborazione con tutte le realtà del territorio, perché questo diventi un centro di eccellenza al servizio della scherma, e non alla gloria personale di qualcuno.

1928

Non sono mancati gli interventi anche dei politici presenti, che hanno celebrato il lavoro di questo team, tra questi voglio citare, ad onore degli ospiti, l’assessore allo sport della Regione Piemonte Ricca, quello della Città di Torino Carretta, il presidente del CONI Regionale Casale ed in rappresentanza della Federscherma, il vice-presidente Maurizio Randazzo.

Oggi
Dal mio personale punto di vista, in questo bel parterre, è mancata la presenza di una maggiore rappresentanza della scherma regionale. Poche le società presenti, oltre al sottoscritto ho notato solo altri due sodalizi presenti, e per il comitato regionale la sola presidentessa Cinzia Sacchetti. La storia legale dell’assegnazione di questa struttura è stata certamente travagliata, ma comunque nei limiti di quello che consente la legge, le sentenze sono state favorevoli agli attuali gestori, sarebbe quindi ora per tutti di lasciarsi alle spalle le vicende, cominciando piuttosto un nuovo corso che porti alla collaborazione. Piaccia, o non piaccia, questi saranno i vicini di casa di tutti noi per i prossimi anni, meglio presentarsi con una stretta di mano ed un cavalleresco onore delle armi a chi ha vinto la sua scommessa. Un rapporto di buon vicinato aiuta sempre la tranquillità del quartiere.

Inaugurazione 23.09.23

Parlando della struttura, sembra veramente incredibile nel poco tempo a disposizione, le chiavi ai nuovi inquilini sono state consegnate solo ad inizio giugno, siano riusciti a rendere la struttura esattamente come se fosse stata lasciata dai precedenti inquilini appena il giorno prima. Non fosse stato per il cambio dei colori sui muri, avrebbe potuto essere considerato tutto come prima. Sala di scherma con 18 pedane, gli

apparecchi a fondo pedana e non in mezzo danno indubbiamente una immagine maggiormente ordinata allo spazio, che senza armadietti lungo il perimetro sembra perfino più grande. La nuova gestione avrà il suo cuore sportivo nella spada gestita dall’ottimo maestro Maurizio Mencarelli, e la sciabola dei bravissimi tecnici Andrea Cutrupi e Amedeo Giani, quest’ultimo seguirà anche la paralimpica Andreaa Mogos, che si allena da anni presso l’Augusta Taurinorum. Una sinergia di intenti, che però consentirà alle due società di mantenere la propria identità, un equilibrio ideale.

Inaugurazione 23.09.23

La struttura, ovviamente, possiede anche altre attività collaterali, senza le quali raggiungere un equilibrio economico sarebbe impossibile con la sola scherma, si tratta di due campi da tennis, uno da calcetto ed una ampia area relax con piscina, dove viene svolto anche un centro estivo. Al piano superiore l’area fitness, e ci sarà anche spazio per un laboratorio di fisioterapia, gestito anche quello dall’ex-maestro di scherma Alessio Bonino, oggi apprezzato osteopata.

Ritengo che il gruppo, per quanto apparentemente eterogeneo, mi è parso ben affiatato, l’immagine data oggi è di solidità e idee chiare, non mi resta che augurare a tutti il mio più sincero in bocca al lupo per tutto quanto vorranno realizzare nella Palazzina dei Glicini.

Paolo CUCCU

22 settembre 2023

CALENDARIO GARE: pro e contro

Augusto COSENTINO
Alcune considerazioni sul calendario delle gare di scherma per l’anno 2023-2024. Anzitutto si plaude per la tempestività di uscita e perché tutte le caselle quest’anno sembrano già segnate (a parte una), senza aspettare modifiche in corso d’opera, che provocherebbero problematiche organizzative a molte società, specialmente a quelle più piccole e con le sedi più disagiate.

Facciamo ora qualche osservazione sulla distribuzione geografica delle sedi di gara.

Il calendario dalle sedi più problematiche resta quello dei più giovani. Le due prove del GPG di sciabola sono abbastanza ben distribuite sul territorio (a San Severo e a Rovigo), anche se si tratta di località non del tutto favorevoli dal punto di vista dei trasporti. Resta da definire la prova del Gran Prix a squadre. Il fioretto è ancora una volta sbilanciato verso il centro-nord (Ancona e Rovigo, con prova a squadre a Terni), confermando un trend che sta provocando, negli anni, la sparizione del fioretto dal sud Italia. Anche la spada risulta poco distribuita geograficamente, con le due prove individuali a Ravenna e Vercelli e quella a squadre nella sede del tutto liminare di Bolzano. Per tutte le armi resta l’appuntamento finale del Gran Premio Giovanissimi “Renzo Nostini” a Riccione ai primi di maggio. Proprio per i più piccoli, che dovrebbero essere favoriti nelle loro trasferte, non si è fatto uno sforzo per cercare sedi di gara più comode e raggiungibili.

Migliore la situazione per i cadetti. Per Fioretto e Sciabola (le due armi sono accoppiate nelle stesse gare, vista l’esiguità dei numeri) ci sono due gare di qualificazione, equamente distribuite tra nord e sud Italia, anche se su sedi mal servite dal punto di vista dei trasporti (Salsomaggiore e Foggia). La gara finale della stagione sarà, in base alla classifica, a Genova (Campionato Italiano) e a Riccione (Campionato Gold).

Simile situazione per i cadetti della spada, anche se le due sedi scelte, pure queste a nord e a sud, sono meglio collegate (Legnano, servita dall’aeroporto di Malpensa, e Catania, con l’aeroporto di Fontanarossa).

Altresì la distribuzione delle date delle gare dei cadetti è abbastanza dilatata, a distanza di ogni 3 mesi circa.

Una situazione simile troviamo per quanto riguarda il campionato Giovani di Fioretto e Sciabola: pur se le due sedi di gara sono abbastanza vicine tra loro e non al sud e al nord come per i cadetti, si trovano in una posizione sufficientemente centrale (Foligno e Lucca), mentre per la spada sono unite alle gare dei cadetti (Legnano e Catania, per le qualificazioni, Genova e Riccione per le fasi finali, per le quali valgono le considerazioni fatte sopra).

Un po’ più sbilanciate verso il nord Italia le sedi di gara degli assoluti. Le qualificazioni di Fioretto e Sciabola si terranno a Caorle e a Lucca, quelle di spada a Caorle e Casale Monferrato. Maggior equilibrio nelle sedi delle gare zonali rispetto all’anno scorso: la zona 1, molto più piccola e compatta dal punto di vista territoriale, è meno problematica (Bergamo è abbastanza centrale, mentre Bolzano tende a essere abbastanza periferica e distante). La zona 2, pur essendo molto più grande, vede due sedi abbastanza centrali e collegate (Bari e soprattutto Napoli). Il campionato Gold, alle 6 armi, sarà a Piacenza, mentre i Campionati Italiani si terranno in una sede forse molto scomoda per tutti, ma che premia una regione che fa forse i maggiori sacrifici per raggiungere le sedi di gara: la Sardegna.

Nel complesso, rispetto ai calendari degli anni passati, si nota uno sforzo per cercare sedi di gara più distribuite nelle varie regioni della penisola. Alcune zone restano ancora favorite, per cui ci saranno società che avranno minori costi e fatica per le trasferte, altre che dovranno invece organizzare viaggi più lunghi e costosi, che quest’anno, col caro-benzina e coi prezzi degli aerei cresciuti a dismisura, risulteranno ancora più gravosi. Chiaramente si tiene conto delle società disponibili ad organizzare le gare e del fatto che alcune regioni hanno un numero di tesserati e di società infinitamente più alto di altre. Ma la politica di favorire le zone in cui la scherma è più diffusa non è l’unica possibile. Negli Stati Uniti si persegue la politica organizzativa opposta: per la scelta delle sedi di gara si privilegiano le zone in cui la scherma è meno diffusa, in modo da favorire la diffusione del movimento. Si auspica dunque, per gli anni a venire, un ulteriore sforzo, come quest’anno, per organizzare un calendario schermistico che permetta a tutti gli atleti di poter partecipare alle prove senza un aggravio di tempi di trasferta, fatica per gli atleti ed esborso economico. Si auspica altresì un maggiore sforzo da parte della Federazione nella concessione di rimborsi graduali e che tengano conto dell’effettiva spesa da parte delle società e dei singoli atleti. L’attuale sistema risulta del tutto inefficace.

Augusto COSENTINO




19 settembre 2023

CAMBI DI SOCIETA' PER TECNICI ED ATLETI

Sul web un genitore ha lamentato la mancanza di vincoli per i maestri/tecnici che decidono di cessare le proprie prestazioni con il club, pertanto egli può stabilire la cessazione della collaborazione quando vuole e come vuole, mentre per gli atleti non è così. Ovvero questi ultimi per lasciare la società ed accasarsi presso altra associazione, devono pagare una quota a seconda della bravura del bimbo/a e della permanenza presso il club di origine.

Per i Tecnici/maestri la soluzione più logica sarebbe quella di sottoporli a regolare contratto di lavoro (per questo basta rivolgersi ad un commercialista). Nel caso non si voglia porre in essere un contratto il tecnico/maestro potrebbe aprirsi una partita IVA e rilasciare regolare fattura. Il compenso per esso potrebbe essere scaglionato un po’ come ad avanzamento dei lavori, cioè di tre mesi in tre mesi o mensilmente, ma anche settimanalmente. Le soluzioni per trattenere un tecnico si trovano sempre, sempre che ci sia la volontà di trovarle. Al momento la professione di Maestro di scherma è stata riconosciuta a livello europeo ma non è stato ancora approvato un contratto nazionale.

Per i cambi di società, le “DISPOSIZIONI PER LO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITA AGONISTICA – ANNO 2023-2024”, con l’articolo 17, disciplinano il passaggio di un atleta tra una società ed un’altra. In esse si parla soltanto di agonismo e non di attività ludico sportiva, quindi provo ad esplicitare il mio pensiero, sulla base delle esperienze vissute.

In quasi tutte le famiglie italiane si cerca di far fare sport ai propri figli, le ragioni sono diverse e non è ora il caso di elencarle, quindi la maggior parte dei genitori-non tutti per fortuna- scelgono lo sport, facendo credere ai ragazzi di essere loro ad indicare quale vorrebbero praticare.

Nel caso della scherma il bimbo/a viene accompagnato in una palestra, i genitori parlano con i dirigenti, più spesso con il Maestro, e decidono un periodo di prova gratuito (lo si fa in tutti gli sport). Dopo di che se al bimbo/a piace inizia il periodo di insegnamento e si stabilisce la retta mensile, trimestrale o annuale: a seconda del tipo di pagamento si possono ottenere degli sconti. Ora i genitori non pensano minimamente ad una attività agonistica poiché ritengono che i propri rampolli debbano giocare e socializzare con gli altri bambini. Pertanto, fin qui si stabilisce un rapporto tra l’esercente ed il cliente, ovvero pago una retta per avere un servizio.

Con il tempo i dirigenti del club, più sovente il Maestro, dicono ai genitori che il loro figlio/a ha le qualità necessarie per intraprendere una attività agonistica, ovvero misurarsi con gli altri. E qui cambia tutto il discorso. A chi giova intraprendere l’attività agonistica? Sicuramente alla società che oltre ad incassare una retta mensile, si prende anche i punti che il piccolo, e dopo grande atleta, consegue con la sua partecipazione alle gare. Punti che concorrono alla formazione di una graduatoria per club (gran premio di società) con i quali si ottengono i contributi federali sulla base della classifica finale conseguita.

Detta attività serve anche a dimostrare il lavoro svolto sul territorio, locale e nazionale, in termini sociali, per la quale è possibile chiedere contributi alle amministrazioni regionali, provinciali e comunali. Detti contributi non sempre sono elargiti in denaro. Infatti, sovente si tramutano in concessione di impianti con canoni calmierati oppure sulle utenze: bollette per il gas, luce, riscaldamento, pulizie e guardiania. Va detto che non tutte le amministrazioni si dimostrano sensibili alle attività svolte dai club sportivi, a meno che non si tratti di calcio.

In tutto ciò l’atleta non percepisce nulla. Con il tempo, e se egli ha raggiunto un eccellente livello, può aspirare ad entrare in un centro sportivo di Forza Armata o Corpi armati dello Stato e fare, quindi, una attività da atleta professionista. Su 20.000 iscritti alla FIS, di cui circa 8.000 agonisti, 350/400 circa riescono a far parte dei centri sportivi con la divisa (bisogna superare un concorso per titoli sportivi, oltre, naturalmente al titolo di studio).

A mio avviso i club, per l’attività ludico sportiva, non dovrebbero avere alcun motivo per non concedere il nulla osta al trasferimento del ragazzo/a (per me sarebbe sufficiente una comunicazione scritta al club, nella quale si manifesta l’intenzione di cambiare società).

Diversa la situazione per l’atleta agonista, il quale, con la sua attività, svolta con il proprio portafoglio, contribuisce notevolmente alla vita agonista e finanziaria del club di appartenenza, conseguentemente se decidesse di cambiare società, i cui motivi sono solo suoi, non dovrebbe versare alcun indennizzo al club cedente proprio in virtù del fatto che ha continuato a versare la retta, pur svolgendo attività agonistica. Se invece il Club avesse rinunciato alla retta il discorso cambia, in questo caso sarebbe sufficiente prendere il 100% dei punti che l’atleta consegue nel primo anno del nuovo tesseramento; 80% il secondo anno; il 50% il terzo anno; il 25% il quarto anno. Dal quinto anno il punteggio dovrebbe andare totalmente alla nuova società. Diverso ancora se la vecchia società non solo avesse rinunciato alla retta ma avrebbe anche contribuito al sostegno finanziario totale o parziale alle trasferte dell’atleta, allora avrebbe diritto ad un risarcimento finanziario calcolato in base al valore dell’atleta ed alla permanenza al vecchio club. In questo senso vi rimando ad un articolo scritto in proposito dal Maestro SPERLINGA Gianni il 13 novembre 2020 da titolo: “PROPOSTE DELLA METHODOS S.S.D.: i passaggi di società, pubblicato su questo blog. Non è esattamente il mio pensiero però ci si avvicina moltissimo.

Al momento bisogna attenersi alla citata normativa sull’attività agonistica per i cambi di società e comunque sarebbe sempre auspicabile una separazione consensuale ed in amicizia.

Ezio RINALDI

 

16 settembre 2023

DUBBI E SOSPETTI

Con l'articolo "Cherchez les Russes?" Gil Pezza ha posto in evidenza il dubbio che la sanzione al Presidente della Federazione di Scherma Messicana possa avere un fine politico. Il video sembra confermare tale ipotesi.

Certo è che dal filmato non sembra sia stata commessa una infrazione così grave da meritare un cartellino nero.

Un grande politico italiano, tale Giulio Andreotti, sovente affermava che "a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca".

Al fine di dissipare ogni possibile dubbio ed illazioni varie, il Presidente AZZI potrebbe farsi promotore di una iniziativa politica affinchè i paventati dubbi e pettegolezzi siano respinti ai sospettosi.

Ezio RINALDI

 





10 settembre 2023

Cherchez les Russes?

 
Quando si tratta di cartellini neri  sembrano esserci due tendenze. La prima tendenza è che gli arbitri a volte sono restii ad assegnarli  per  atti di cattiva condotta; questo perché nella maggior parte dei casi  la persona coinvolta è un noto schermidore o allenatore. In tal caso, la colpa è della Federazione di appartenenza che permette a queste “personalità” di sviluppare nel corso degli anni un senso di immunità totale, quando, ovviamente, questo poi esplode in faccia alla Federazione. 
La seconda tendenza è che il DT li assegna  per ragioni apparentemente ingiustificate, come nel recente scandalo del cartellino nero ai Mondiali di Milano in cui la schermitrice ucraina Olga Kharlan sembrava essere presa di mira con premeditazione da alcuni membri del DT. Questo scandalo è stato poi risolto in modo da consentire alla FIE di salvare la faccia e impedire le dimissioni di coloro che ne erano direttamente e indirettamente responsabili. Ma la politica nel caso Kharlan era evidente: Una Russa  ed una Ucraina  si confrontano su una pedana di scherma. Per questo motivo è anche giusto dire che è facile speculare ed inventarsi complotti di sana pianta. 

Un altro esempio dell’intervento del DT di assegnare un cartellino nero si è verificato il 20 Giugno u.s., ai  Campionati Pan-Am di Zona (Lima, Perù) al termine del match  della squadra femminile di fioretto, che ha visto il Messico prevalere sul Cile in un ultimo assalto ben combattuto per la medaglia di bronzo. In questo caso, il bersaglio del cartellino nero è stato il Sig. Jorge Castro Rea,  Presidente della Federazione Messicana, che è stato visto esultare in maniera più che sportiva dopo che la fiorettista Messicana ha segnato la stoccata vincente. Con grande costernazione del signor Castro Rea e dei presenti, questo momento di celebrazione è stato interrotto dal signor Josè Benavidez, Venezuelano e membro del DT (che secondo quanto riferito da terzi fa il tecnico di scherma  in Uzbekistan), che, avvicinandosi al signor Castro Rea, gli assegna  un cartellino nero. La testimonianza successivamente presentata dal signor Sergio Groupierre, un membro molto rispettato della FIE, sostiene che non vi è stato alcun comportamento scorretto  da parte del signor Castro Rea, confutando così le affermazioni avanzate dal sig. Benavidez nel suo rapporto. Va notato però che ci sono altri due testimoni che concordano con il signor Benavidez; anche se alcuni sostengono che tali testimoni non sono affidabili e che erano addirittura assenti dal luogo di gara durante l’incontro Messico-Cile. Sembra poi che l’arbitro dell’incontro non abbia rivolto nessun avvertimento (per comportamento scorretto ) al signor Castro Rea durante l’incontro. Ho sentito che ci sono segnalazioni di videoclip di questo incidente, che non mostrano alcun comportamento sanzionabile da parte del signor Castro Rea. Invito chiunque abbia questi videoclip a scaricarli sui  social media. 

Questa sanzione è stata  impugnata dal Sig.Castro Rea  e verrà giudicata dalla Commissione Disciplinare  della FIE ( Donald Alperstein, Marius Barladeanu, e Sharif Hussein). Non sono a conoscenza di tutti i fatti e delle testimonianze di questo caso, ma penso che per essere scrupoloso, tale pannello dovrebbe anche porsi la proverbiale domanda: a chi giova tutto ciò? 

e magari tenere in conto la politica interna Messicana. In effetti, sembra che ci sia in corso una lotta di potere per il controllo e/o la sopravvivenza della Federazione Messicana di Scherma. Vedi,  https://sportsmedia.games/2023/09/08/conade-desconoce-a-la-federacion-mexicana-de-esgrima/.  Le domande chiave sono:
- Chi c'è dietro questa lotta di il potere nel mondo dello sport Messicano?
- Chi altro vuole candidarsi alla presidenza della Federazione Messicana di Scherma?
- Che impatto avrà questo cartellino nero sulla candidatura del Sig. Castro Rea (come titolare o meno) alle elezioni del 2024 per la presidenza della Federazione messicana di scherma?

GIL PEZZA

VERSIONE INGLESE

When it comes to black-cards, there appears to be two trends.  The first trend is that referees often do not issue them even for egregious acts of misconduct; this because the individual involved is a well known fencer or coach. In such case, the fault lies with the governing body of origin that allows these “ celebrities” to develop a sense of blanket immunity over the years, until, of course, it blows up in their face. 


The second trend is the DT issuing black cards for seemingly unjustified reasons as in the recent black card scandal at the Milan World Championship  in which Ukrainian fencer Olga Kharlan seemed to be targeted with premeditation by certain members of the DT. This scandal was then settled in a way to allow the FIE to save face and prevent the resignation of those who were directly and indirectly responsible for it.  But the politics in the Kharlan case were apparent: A Russian and a Ukranian confronting themselves on a fencing strip.  Because of this, it is also fair to say, that it is easy to speculate and conjure up wild theories of conspiracy. 


Another example, of DT’s intervention in issuing a black card occurred on June 20, 2023, at the Pan-Am Zonal Championship   (Lima, Perù) at the conclusion of the women’s team match,  which saw Mexico prevail over Chile in a well-fought, down-to-the-line last bout for the Bronze medal. In that case, the target of the black card was Mr. Jorge Castro Rea, President of the Mexican Federation who cheered in a very sportsmanlike way after the Mexican fencer scored the winning touch.  Much to the consternation of Mr. Castro Rea and of those present, this moment of celebration was interrupted by Mr.Josè Benavidez a  Venezuelan and member of the DT (who reportedly coaches in Uzbekistan), who walked towards Mr. Castro Rea and issued him a black-card. Testimony later submitted to the FIE by Mr. Sergio Groupierre, a most respected member of the FIE, supports the proposition that there was no  misconduct on the part of Mr. Castro Rea; thereby refuting the factual allegations made by Mr. Benavidez in his report. It must be noted, however, that there are other two witnesses who  agree with Mr. Benavidez; although there are allegations that they are not reliable and not even present at the venue at the time of the Mexico-Chile match. Most importantly, it seems that the referee did not issue any warnings  of any kind to Mr. Castro Rea throughout the entire match. I heard that there are reports of video clips of this incident, which do not show any sanctionable behavior on the part of Mr. Castro Rea.  I invite anyone who has these clips to post them on social media.  


Be that as it may, the matter has been appealed by Mr. Castro Rea to the FIE and it is now in front of the FIE Disciplinary Council (Donald Alperstein, Marius Barladeanu, e Sharif Hussein). I’m not privy to all the facts and testimony in this case but I think that to be thorough the Disciplinary Council  should also ask the proverbial question: Cui bono? and maybe take into account Mexican internal politics. In fact, there seems to be a power struggle for the control and/or survival of the Mexican Fencing Federation.  See, https://sportsmedia.games/2023/09/08/conade-desconoce-a-la-federacion-mexicana-de-esgrima/. The key  questions are: 

  • Who is behind this power struggle in Mexico? 
  • Who else wants to run for President of the Mexican Fencing Federation?
  • What impact does this black card have on Mr. Castro Rea‘s candidacy (as the incumbent or not)  in the 2024 elections for President of the Mexican Fencing Federation? 
 

GIL PEZZA


05 settembre 2023

AMARCORD 3

Ecco a voi l'ultima parte del numero 6/87 della "SCHERMA". Diversi e significativi articoli dell'epoca, con classifiche e risultati delle varie gare che tutti aspettavano con ansia, soprattutto i più piccini i quali non vedevano l'ora di poter leggere il proprio nome e vedere la propria foto. 
Mi mancano i numero 7,8 e 9 /87, se qualcuno li avesse potrei pubblicarli continuando così i ricordi del passato.

















03 settembre 2023

AMARCORD 2

Cari Amici, proseguendo con la pubblicazione del n.6/87 della rivista SCHERMA, potete leggere articoli inerenti la Spada femminile, ricordo che si trattava del 1° campionato (sperimentale) di categoria e dal quale vennero pescate le prime convocate per la formazione della relativa nazionale. A seguire un articolo sul master di spada e i successivi attinenti ai campioni italiani di fioretto e spada categoria giovani, poi quello riguardante i più piccoli che prendevano parte al Gran Prix Giovanissimi, infine la classifica del Gran Premio di società che quell'anno fu vinta dal C.S. Roma. Nei prossimi giorni pubblicherò il n.3 di amarcord.

Buona visione e lettura!

Ezio RINALDI






01 settembre 2023

AMARCORD

Nell’articolo “ CAMP E CONVOCAZIONI” ho fatto riferimento a corsi e camp organizzati dalla FIS ed ho dimenticato di citarne le località: LIZZANO IN BELVEDERE per le femminucce e ZOCCA per i maschietti. Nel ricordare quel periodo mi è venuta voglia di tornare indietro, se non con l’età (purtroppo non si può) almeno con ricordi attraverso documenti in mio possesso.

Quelli della mia generazione ricorderanno sicuramente la rivista ufficiale della FIS, io ne ho conservato qualche numero e sfogliandone le pagine ho potuto rivivere attraverso foto e articoli una parte di quel favoloso periodo.

La rivista usciva mensilmente e l’aspettavamo tutti con ansia, poiché in essa venivano riportati eventi, classifiche e articoli scritti da amatori, talvolta genitori e più spesso dirigenti federali e societari.

In questo articolo vi parlo del numero 6 di giugno 1987. A pag. 2 tre foto nelle quali si vede un giovane Aurelio VIRGILIO, in compagnia di altrettanto giovane Lioniero DEL MASCHIO, i quali premiavano le società protagoniste del Gran Premio giovanissimi. In terza pagina l’indice e la pubblicazione dei risultati degli esami per Maestri ed Istruttori di scherma a seguire l’editoriale del Presidentissimo NOSTINI e l’articolo sul Gran Premio Giovanissimi con foto e commenti per ogni arma. Quell’anno si disputò il campionato sperimentale di spada femminile.


Mi fermo qui e nei prossimi giorni pubblicherò altre pagine di quel numero. Intanto sono sicuro che la visione delle foto pubblicate farà sgorgare qualche lacrimuccia. Buona lettura.

Ezio RINALDI