di Cosimo Cito
La ricostruzione della vicenda
mette in evidenza la diversa visione di Procura federale e Procura generale del
Coni sul caso dell'arbitro di sciabola, accusato da una ragazza di molestie
sessuali e giunto a un patteggiamento "senza incolpazione", senza
cioè la pubblicazione del dispositivo della sentenza
La storia di Emanuele Bucca,
l’arbitro di sciabola accusato di molestie sessuali da
una aspirante collega ventenne e sotto indagine da parte della Procura di
Rimini per un analogo episodio ai danni di un’atleta minorenne, rischia di
provocare un terremoto all’interno dello sport italiano. In una nota la
Federscherma ha ricostruito la vicenda, difendendo il proprio operato. Ma lo
svolgersi dei fatti fa venire alla luce evidenti criticità nella gestione della
vicenda e nei rapporti tra la propria Procura federale e la Procura generale
del Coni.
Questa la ricostruzione punto per
punto, utile a capire le dinamiche intercorse tra federazione e Coni, Procura
federale Fis e Procura generale del Comitato olimpico italiano. Bucca ha
evitato il processo sportivo appellandosi all’articolo 86 del Regolamento di
giustizia FIS, che fa riferimento all’istituto del patteggiamento “senza
incolpazione”, ossia senza che il dispositivo della sentenza venga reso
pubblico. Nel caso di Bucca (i fatti risalgono all’ottobre 2021 e avvengono in
hotel a Riccione), secondo la ricostruzione del Procuratore generale del Coni
Taucer del 24 marzo 2022 in seguito alla richiesta di chiarimenti formulata
dall’associazione ChangeTheGame il 21 febbraio 2022, avviene questo:
Il 1° gennaio 2022 il Procuratore
federale della FIS informa la Procura del Coni del possibile accordo con Bucca.
Il 10 gennaio la Procura Generale
del Coni riscontrava la richiesta di accordo “erroneamente nulla osservando in
merito”.
Il 12 gennaio la Procura generale
informa la Procura Federale di non poter aderire al patteggiamento e invita la
stessa a esercitare l’azione disciplinare, mediante
atto di deferimento, nei confronti di Bucca. Il segretario generale della Fis
Marco Cannella nega di aver mai ricevuto questa comunicazione.
Il 28 febbraio la Procura del Coni
scrive una nota alla FIS contestando che era impossibile non avesse ricevuto la
precedente nota del 12 gennaio 2022,
comunque
visibile al Procuratore federale sulla piattaforma – il database presso la
Procura del Coni che contiene tutte le azioni disciplinari intraprese dai
Procuratori federali delle singole federazioni-, e invitava il Presidente FIS a
riconvocare il Consiglio federale per rivedere la propria decisione.
Il 18 marzo, su richiesta del
Procuratore Federale, si svolge un incontro, al quale prendono parte, oltre al
Prefetto Taucer, al Segretario della stessa Procura Generale dello Sport e allo
stesso Procuratore Federale, anche il Presidente Federale Azzi e il Segretario
Generale. il Prefetto Taucer confermava i contenuti della comunicazione del 12
gennaio 2022, ribadendo l’opportunità, vista la gravità dei fatti, che nei
confronti di Bucca venisse esercitata l’azione disciplinare mediante atto di
deferimento a giudizio dinanzi al Tribunale Federale.
La nota della Federscherma
Lo
stesso giorno però la Procura Generale del Coni riceve da parte del Procuratore
Federale – tramite inserimento sulla piattaforma informatica – la comunicazione
per mezzo della quale il Presidente Federale informa che, sentito anche il
Consiglio Federale in data 13 marzo 2022, confermava di non avere osservazioni
da formulare in merito all’accordo e che quindi la vicenda era sostanzialmente
chiusa con il patteggiamento e la sospensione di trenta giorni. In una nota la
Federscherma fa riferimento a “trasparenza e senso di responsabilità” nella
volontà di tutelare la presunta vittima delle molestie “per il quale è stato
valutato opportuno non dare riscontro dell’accordo fra l’incolpato e la
Procura”. "Se la Federscherma avesse avuto a cuore la vittima" fa
notare ChangeTheGame "la sanzione patteggiata non sarebbe stata
certamente di un mese soltanto"."
Dalla pagina facebook de il cavallo rosa change the game:
Nel caso di specie, secondo la ricostruzione dei fatti riportata dal Prefetto Taucer nella sua nota del 24 marzo 2022 in riscontro alle richieste di chiarimenti formulate da ChangeTheGame con nota del 21.2.2022, sarebbe avvenuto che:
a) il Procuratore federale FIS ha informato la Procura Generale del Coni del possibile accordo tramite inserimento sulla piattaforma, in data 1° gennaio 2022;

"Conseguentemente, appurate le responsabilità [...], o si dimette il Procuratore Generale del CONI o il Presidente FIS che ha firmato la nota in cui contesta il Comitato Olimpico Italiano"...
RispondiEliminaovvero, aggiungo io, proprio in virtù delle (irreali) contestazioni mosse al CONI, si commissaria la FIS: mi sembra sia l'unica opzione valida rimasta.
Meditate, gente, meditate.
Cordialmente.
Gaspare Fardella