Questa impresa di Arianna Fontana è grandiosa, non c’è alcun
dubbio e siccome siamo in attesa di altre gare che la riguardano e speriamo di
altri podi, è probabile che il record del più grande schermitore di tutti i
tempi, durato tre quarti si secolo, crollerà e forse, anzi ci auguriamo, che
Arianna lo conserverà per molto tempo.
Una quasi identica tenuta lo ebbe il record del livornese
Nedo Nadi, il quale conservava il primato di cinque medaglie d’oro in una sola
olimpiade vinte nel 1920 ad Amsterdam. Questo risultato crollò a Monaco nel
1972, per mano, o se vogliamo bracciata, del nuotatore americano di origine
ebraica Mark Spitz. Un muro che durava “solo” da mezzo secolo, cinquantadue
anni per la precisione, che poi venne ampiamente superato nel terzo millennio
da Michael Phelps, sempre nel nuoto, sempre americano.
Due italiani, due schermitori, eppure qualcuno ancora oggi
mi dice che “ci vorrebbe un Sinner che sia in grado di appassionare i ragazzi
per farli venire in palestra di scherma”, mentre io, quando vedo le statistiche
del nostro sport, mi chiedo cosa non si debba ancora dire, per avere le
palestre più piene.
Arianna Fontana spero sia destinata a diventare la più
grande atleta di tutti i tempi, in quanto potrebbe raggiungere la ginnasta
Larysa Latynina che detiene il primato di diciotto medaglie olimpiche, come la
sciatrice norvegese Marit Biøjorgen tenendo conto che le ventotto di Phelps
sono ancora molto lontane.
Forza azzurri!
Fabrizio Orsini
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