Egr. Sig.
RINALDI
sia gli
interventi sul futuro della Sciabola che quelli relativi agli Europei di
Montreux sono la sintesi, a mio avviso, di una vera e propria crisi del settore
scherma, anche se il Medagliere potrebbe smentirmi. Infatti se togliessimo il
“solito” fioretto, leggiamo di 2 medaglie per arma. Poca cosa se osserviamo il
numero di atleti nella finale ad 8 della Russia o della Francia. Se
consideriamo che per le altre nazioni spesso emergono nomi nuovi e per l’Italia
da tempo sono sempre gli stessi, il quadro diventa più chiaro. Per la spada,
oltre Fiammingo, i nomi sono i soliti da molti anni. La sciabola, certo si è
parlato di ringiovanimento, escludendo atleti come Marzocca e Tarantino, ma
oltre la Gregorio, dove sono gli altri?
Si è parlato
del settore arbitrale che scoraggia la partecipazione alla sciabola. Tutto
vero, ma questo è solo un mattone del palazzo, chiamato Politica, che è stato
costruito in ogni settore con una applicazione maniacale. Parlando con chi
nella scherma ha fatto i capelli bianchi, mi conferma che prima c’era la
politica di un presidente FIS ed un CT, ma era una cosa che riguardava i 10
atleti del giro della nazionale e i 4/5 arbitri. I maestri entravano nel giro
solo se avevano atleti in nazionale. Ora la politica la si tocca con un dito a
livello regionale, zonale, nazionale. Va dalla assegnazione delle gare da
organizzare, agli arbitri da convocare, dall’inserimento nelle varie
commissioni, alla gestione dei vari Caf.
Purtroppo
noto che la politica la fa da padrone in tutte le aree, compreso quella della
formazione e promozione di istruttori ad ogni livello. Tutto è politica e ogni
cosa rappresenta un voto, un consenso o solo un silenzio (assordante per citare
il blog). Quando poi il dissenso si manifesta ecco sorgere la politica vera,
quella dell’isolamento, del boicottaggio dello svuotamento. La politica del
silenzio e degli sguardi, che dicono più di mille parole. Quella politica
sottile, che colpendo prima la periferia e poi i grandi club, porta all’isolamento
di chi, anche in senso costruttivo, ha avuto il grande torto di aver parlato o
detto qualcosa, che ha alzato la polvere. Senza considerare che magari quella
polvere provoca allergia ed uno starnuto provoca vento e quello alza la
polvere. Quella polvere che tutti vedono ma che nessuno osa togliere di mezzo, la
si mette sotto il tappeto. Forse la si vuole utilizzare per un proprio
tornaconto, ma a che pro?
Concludendo mi
lasci dire quello che il blog non ha voluto dire sulla Spada. Ben vengano i forum
sulla crisi della sciabola per rivitalizzare l’arma ma perché non si fanno
anche per l’arma non convenzionale? Da diverso tempo vive uno stato di immobilismo
a cui fa seguito un silenzio assordante di chi avendone la responsabilità, con
coerenza(!?), continua imperterrito nel mantenimento dello status quo. E’ stata
smantellata una squadra, rea di essersi rivolta disperatamente al presidente
del Coni, dopo il silenzio della FIS. In questo settore c’è troppa cecità e
complicità: si ha l’impressione di vivere uno strapotere nella sua gestione,
con un sistema clientelare se non addirittura nepotista. Gli errori sono sotto
gli occhi di tutti ma nessuno interviene tanto meno chi dovrebbe, si percepisce
la sensazione che si voglia scaricare sugli atleti la responsabilità di un
fallimento annunciato.
Ma forse la
sintesi sta nelle autorizzazioni che la FIS ha concesso per partecipare a spese
proprie all’allenamento di preparazione al Mondiale di Mosca. Tale
autorizzazione vede 6 atleti, 5 uomini ed 1 donna che, sempre a mio avviso, non
avrebbero i requisiti per essere in quel contesto, 4 dei quali appartengono
alla stessa parrocchia e 2 ad un distaccamento delle diocesi principale. Le
loro posizioni nei ranking sono esime, esime. Nulla da dire sui meritevoli, ci
mancherebbe, che hanno fatto richiesta, però i nostri nazionali, prima di un
Mondiale, dovrebbero avere sparring partener di pari livello se non superiore.
Non mi si dica che tutti possono fare domanda di ammissione, poiché dovrebbe
esistere una regola che preveda l’occupazione delle prime 50 posizioni del
ranking per essere accettati a tali allenamenti. Se si “omaggiano” atleti non
meritevoli di convocazioni come si può pensare alla crescita con un ricambio
onesto? E con questo sistema dove si pensa di andare? Forse per prati a
raccogliere la cicoria, e magari lo
facessero, almeno lì non si farebbero danni.
Italo Rossi