venerdì 12 luglio 2013

L' AMICIZIA

Alcune riflessioni sul significato dell’amicizia, un fenomeno che ho analizzato con passione a seguito di una affermazione fatta da una persona che fa sport ed insegna una disciplina sportiva.
Questa persona ha scritto: “sembra banale, ma solo pochi dei nostri “amici” si possono considerare tali. Molti ai nostri occhi potrebbero esserlo ma solo pochi lo sono realmente. Certo l’amico, come si dice, si riconosce nel momento del bisogno, ma secondo me il vero amico è quel qualcuno in grado anche di sgridarti, di tirarti uno schiaffo...L’amicizia o è sincera o non esiste, purtroppo molte volte e' fondata solo da interessi e, appena questi finiscono, anche l'amicizia svanisce!”
Esiste l’amicizia nel mondo sportivo contemporaneo? Analizzando quanto affermato credo che la risposta vada più in senso negativo che positivo, infatti anche la mia esperienza mi induce a qualche dubbio perché il mondo dello sport, che dovrebbe essere un’isola di pulizia, trasparenza, lealtà, sincerità e di tutti quei valori morali sui quali, in teoria, poggia o dovrebbe poggiare tutta la sua impalcatura, è invece dominato anch’esso dagli interessi e dall’utile che se ne può ricavare.
In tale contesto c’è ben poco spazio per rapporti personali sinceri. Il mondo moderno, inoltre, ci impone continuo mutamento. Quando cambiamo residenza e lavoro o lasciamo un determinato incarico finiamo anche per lasciare i vecchi amici. Promettiamo di rivederci ma, poi, sorgono in noi nuovi interessi, nuovi bisogni, abbiamo nuovi incontri. In tale ambito potrei dire, quindi, che la parola amicizia finisce per indicare più i criteri particolaristici, i privilegi, grandi e piccoli, in un sistema che, se fosse giusto, dovrebbe essere retto da criteri universalistici e di merito.
Di seguito esprimo il mio pensiero su quello che dovrebbe rappresentare il sentimento di amicizia.
l' amicizia, è un tipo di legame sociale accompagnato da un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o di differente sesso.
Da un punto di vista soggettivo, insieme all' amore, l' amicizia è un atteggiamento nei confronti degli altri, caratterizzato da una rilevante carica emotiva e fondante la vita sociale del singolo. In quasi tutte le culture, l'amicizia viene intesa e percepita come un rapporto alla pari, basato sul rispetto, la stima, e la disponibilità reciproca. L'amicizia non prevede l'esclusività affettiva: gli amici possono cioè frequentare altri individui a scopo amoroso, sessuale, relazionale ecc. senza che il rapporto vicendevole di amicizia ne risulti compromesso.
Il tema dell'amicizia è al centro di innumerevoli opere dell'arte e dell'ingegno; fu trattato già da ARISTOTELE e CICERONE ed è oggetto di canzoni, testi letterari, opere filmiche e via dicendo.
In genere, si distinguono diversi gradi di amicizia, dall'amicizia casuale legata a una simpatia che emerge fortuitamente in una certa circostanza magari in modo temporaneo, all'amicizia cosiddetta intima, ovvero associata a un rapporto continuativo nel tempo fra persone che arrivano a stabilire un grado di confidenza reciproca paragonabile a quella tipica del rapporto di coppia.
L'amicizia è stata considerata in ogni epoca una delle esperienze umane fondamentali, ed è stata santificata da tutte le religioni.
In tutte le cosiddette Religioni abramitiche ricorre il racconto di Davide e Gionata. Per gli antichi romani, popolo, almeno alle origini, molto pratico e poco portato a enfatizzare i sentimenti umani, equivaleva alla "sodalitas", cioè alla solidarietà fra gruppi di individui - detti "sodales" - accomunati da uno stesso scopo pratico da raggiungere, come ad esempio i legionari impegnati nelle campagne di conquista.
ARISTOTELE ha distinto tre tipi di amicizia: 1 amicizia basata sul piacere; 2 amicizia basata sull'interesse; 3 amicizia basata sulla bontà.
Nel divenire dello sviluppo dell' emotività individuale, le amicizie vengono dopo il rapporto con i genitori e prima dei legami di coppia che si stabiliscono alla soglia della maturità. Nel periodo che intercorre fra la fine dell'infanzia e l'inizio dell'età adulta, gli amici sono spesso la componente più importante della vita emotiva dell'adolescente, e spesso raggiungono un livello di intensità mai più eguagliato in seguito. Queste amicizie si stabiliscono il più delle volte, ma non necessariamente, con individui dello stesso sesso ed età.
Le prime forme d'amicizia si possono avere anche nei primi anni di vita quando i bambini condividono gli stessi giochi e le stesse esperienze ludiche e di crescita. I bimbi piccoli incontrano i loro coetanei all'interno del nido e con loro instaurano delle semplici relazioni che ancora non si possono definire amicizia. Due bambini che giocano insieme entrano in relazione e si conoscono a vicenda. Con l'ingresso nella scuola materna, i bambini imparano le abilità fondamentali che servono per lo sviluppo e la nascita delle nuove amicizie. Negli anni della scuola materna preferiscono stare insieme ad alcuni bambini rispetto ad altri e nelle sezioni nascono anche i primi gruppi di amici. Nella scuola elementare i bambini trascorrono molte ore con i loro compagni e cercano punti di riferimento all'interno della classe. Solitamente il punto di riferimento è un compagno dello stesso sesso, ma può anche accadere che nascano amicizie tra coetanei di sesso differente. Le amicizie alla fine della scuola elementare sono ormai consolidate e solitamente destinate a cambiare con l'ingresso nella scuola media. I bambini instaurano amicizie con i coetanei o con altri bimbi di età differente anche in altri luoghi come nei parchi o nelle ludoteche.
Come si diceva un gruppo di amici consiste di due o più persone gratificate a stare insieme da sentimenti di cameratismo, esclusività e reciproco interesse. Ci sono varie "gradazioni" e "sfumature" nei modi di intendere questo sentimento, tanto che, nelle varie culture, ci sono da sempre stati diversi modi di intendere e manifestare l'amicizia.
In Occidente i contatti fisici intimi hanno assunto nell'ultimo secolo una connotazione decisamente "sessuale", e praticarli fra amici è considerato un tabù. Tuttavia un modo appena accennato, quasi "rituale", di abbracciarsi e baciarsi  può essere accettato, anche se solo in determinati contesti; comunque tra le femmine è maggiormente diffuso l'uso di gesti intimi anche in amicizia (come il tenersi per mano o baciarsi sulle guance) ed è anche socialmente accettato come modo normale di esprimere tale sentimento mentre lo stesso non accade invece nelle amicizie instaurate tra maschi dove, al contrario, gesti intimi affettivi sono molto rari (se non completamente assenti) e comunque non considerati una consuetudine dalla collettività come accade invece per le amicizie femminili.
Fanno eccezione i bambini, la cui amicizia può tradursi in manifestazioni di stretta intimità anche tra maschi, che vengono però soppresse successivamente per uniformarsi alle convenzioni sociali.
Sebbene nell'accezione originaria il termine indichi l'amicizia fra individui, viene a volte usato anche nel contesto delle relazioni politiche per indicare una particolare condizione delle relazioni fra stati o popoli (si veda l'amicizia "franco-tedesca") legati da affinità e comuni interessi.
A questo riguardo vale citare una celebre affermazione dello statista inglese Benjamin DISRAELI che ebbe a dire: "Le nazioni non hanno mai amici stabili e nemmeno nemici stabili. Solo interessi permanenti."
Credo che il concetto di amicizia sia stato espresso in maniera esaustiva. In tale contesto e volendo fare un parallelismo con il mondo dello sport, fatte salve rare eccezioni in cui prevalgono i veri sentimenti, potrei, anzi posso sicuramente affermare che il pensiero di Benjamin DISRAELI  si attagli perfettamente con gran parte del mondo sportivo.
Riporto alcune citazioni di ARISTOTELE sull’amicizia e l’amico:
·      Ci si dovrebbe comportare con i propri amici come noi vorremmo che si comportassero con noi;
·      Cos'è un amico? Una singola anima che vive in due corpi;
·      La cattiva sorte ci mostra chi non sono i veri amici;
·      Si decide in fretta di essere amici, ma l'amicizia è un frutto che matura lentamente.
Personalmente quando do amicizia lo faccio a 360° e quasi sempre in forma unilaterale: l’amicizia ricambiata la posso contare sulle dita di una mano. Spesso sono stato tradito dai cosiddetti “AMICI”: mi è successo nell’ambito della mia professione ed in quello dello sport. Me ne sono fatta una ragione e continuo a dare senza chiedere, se non il rispetto per il mio pensiero.
Ezio RINALDI

3 commenti:

  1. Caro Ezio hai scritto delle verità che nessuno può disconoscere perché molte volte anche a me è successo di dover constatare con sommo rammarico che quello che credevo fosse un amico si e rivelato semplicemente una persona che fingeva amicizia per raggiungere il suo scopo, ma caro Ezio non dubitare che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine ,e queste persone si ritroveranno sole e scansate da tutte quelle persone di sani principi e vivaddio ancora c'è sono tante.
    cordiali saluti Enzo

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  2. Dopo qualche giorno ho letto queste riflessioni sull'amicizia. Certo ora mi sento inserito nella categoria che Aristotele definisce "per interesse", ma solo perchè essere Tuo amico mi ha portato ad avere molto, sicuramente più di quanto Ti ho dato... Però potrebbe essere solo una sensazione; forse anche Tu pensi lo stesso e questa, secondo me, potrebbe essere definita "Vera Amicizia", in cui le due parti sentono di avere avuto di più di quanto sono riuscite a dare! Grazie di cuore Amico

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  3. Caro Amico, contravvenendo in modo del tutto eccezionale alla linea intrapresa, ho pubblicato il tuo commento. Certamente saprai che per una ben definita scelta non pubblico più post anonimi, per te l'eccezione l'ho fatta perché credo di conoscerti e quindi di saper chi sei. Credimi quello che ho scritto è esattamente ciò che penso e per me esserti amico è un onore.
    Ciao, Ezio

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