lunedì 29 marzo 2021

POLEMICHE VARIE

Valentina VEZZALI
Mi chiedono di scrivere dell’Italia che ha conquistato l’oro a squadre nella spada e certamente sarà fatto, unitamente ai risultati delle gare inerenti il fioretto, in svolgimento questo fine settimana. A gare concluse, sarà certamente, more solito, redatto un articolo con i risultati conseguiti.
Adesso mi preme maggiormente segnalare una serie di vicende che hanno visto, come attori ed attrici, alcuni rappresentanti della scherma italiana e, in particolar modo, VEZZALI, DI FRANCISCA e CIPRESSA.
La prima, nominata Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport, ha fatto un intervento davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato, il quale è stato ritenuto dalla “associazione palestre” assai deludente, per il fatto che non avrebbe “rappresentato la gravissima situazione nella quale versa l’intero settore dello sport”, essendosi limitata “a parlare della carenza della impiantistica sportiva e della importanza dello sport come inclusione sociale nelle aree più disagiate, richiamando il relativo progetto. Un intervento completamente fuori luogo in un momento in cui avrebbe dovuto parlare di ben altro, da un sostegno economico, per la totale mancanza di entrate, ad un programma di accompagnamento e rilancio, in vista delle future riaperture. L’ennesima delusione a firma di chi rappresenta lo sport.”. Commento durissimo nei confronti del Sottosegretario, in particolar modo se paragonato a quello dell’ANSA, che riporto integralmente e testualmente: I 700 milioni dal Recovery Plan non sono sufficienti per il mondo dello sport? L'individuazione di questa cifra risponde a soddisfare le esigenze minime. Tuttavia, è mia intenzione avviare un confronto con il governo per una più equa redistribuzione delle risorse."
Così il sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali, rispondendo alle domande degli onorevoli e dei senatori in occasione dell'audizione presso le commissioni riunite VII Camera e 7/a Senato, sui contenuti della proposta di piano nazionale di ripresa e resilienza.
Quanto al decreto 'sostegno' alle società sportive Asd e Ssd, che rischiano la chiusura, la sottosegretaria precisa: "E' mia intenzione dare il giusto valore ad Asd e Ssd e seguirò personalmente l'evolversi del decreto, mi sono già avviata con il Mef affinché arrivino le giuste risorse alle società sportive" (ANSA).
E’ del tutto evidente che l’Associazione non ha ascoltato con la dovuta e giusta attenzione, giacché, da quanto riportato dall’ANSA, Valentina VEZZALI ha fatto cenno al decreto “sostegno”, prendendo impegno a seguire direttamente gli sviluppi della situazione e affermando, peraltro, che i 700 milioni del Recovery plan è una cifra minima per soddisfare le esigenze del settore.
Aspettiamo, e vediamo, l’evolversi della situazione e poi si potranno fare le opportune valutazioni, senza sconti. Vale la pena ricordare che, al momento della sua nomina, lo stanziamento era già stato programmato.
Elisa Di Francisca
Altro motivo di malcontento è stata la sostituzione di Giuseppe PIERRO alla guida del Dipartimento per lo Sport, che ha suscitato il risentimento dell’On. Spadafora, predecessore della Vezzali. L’ex Ministro per lo sport, infatti, ritiene ingiustificato tale provvedimento, poiché, nel contesto attuale, avrebbe preferito una certa continuità con il precedente Governo, pur ritenendo la sostituzione rientrante nelle prerogative del Sottosegretario. Ma ciò che non mi piace - e mi disturba alquanto - è il fatto che l’ex Ministro paventi che tale decisione non sarebbe dell’attuale Sottosegretario (Vezzali) ma in qualche modo voluta da altri (Draghi?). Potrebbe avere ragione, ma il Governo attuale nasce per dare una svolta ed una maggiore incisività rispetto al precedente ed in questo ambito, credo, sia avvenuta la sostituzione. Chiarisco subito che in linea di principio concordo con l’On. Spadafora, nel senso che radere al suolo tutto ciò che è stato fatto prima e ricominciare daccapo non rientra nei miei parametri gestionali. Non conosco Giuseppe PIERRO, però, se è stato un dirigente capace, ben poteva rimanere al suo posto, nel segno di quella continuità tanto cara all’ex Ministro, al quale rappresento che la sua riforma, però, non trova il mio gradimento e probabilmente non è piaciuta nemmeno agli attuali governanti. In tal senso vale la pena ricordare che i decreti attuativi sono stati approvati in tutta fretta altrimenti la legge non sarebbe entrata in vigore, con il rischio di ricominciare tutto daccapo. Per me, forse, sarebbe stata la cosa migliore, mal digerisco l’intromissione della politica nello sport: infatti, a mio sommesso avviso, la politica divide; mentre, lo sport non ha barriere, non ha colori, non ha religione e al suo interno, almeno in teoria, tutti sono uguali. Pertanto, caro Onorevole, pur non piacendomi il provvedimento, alla luce dei nuovi impulsi che il Governo vuole dare al sistema Italia, peraltro sostenuti dal Suo partito, lo accetto nella speranza che il Sottosegretario VEZZZALI sappia dare un contributo incisivo e decisivo.
Altra occasione di polemiche è data dalla pubblicazione del libro autobiografico di Elisa Di
Andrea Cipressa
Francisca, nel quale la jesina si racconta a cuore aperto trattando anche argomenti molto personali, come le scelte amorose, la fatica di crescere, la ribellione al padre, alla scuola, la violenza confusa con l’amore
, la ragazza che vuole prendersi tutto, la confusione che non trova un porto, la libertà del piacere, l'atleta che vince, la donna che perde, la madre. In queste narrazioni è da notare che Elisa è sicuramente, e (per me) coraggiosamente, sempre stata se stessa, con tutti gli annessi e connessi di una personalità molto forte, che grava come un macigno sulle sue spalle e non le consente di essere una persona normale. Nel suo libro, evidentemente ha dato molto spazio a quella che per molti anni è stata la sua vita, cioè la scherma, ed in tale contesto non poteva certamente mancare il riferimento al CT del fioretto. Infatti, Cipressa, in un post sulla sua pagina face book, recrimina sulla circostanza in cui la Di Francisca lo definisce un “CT che non funziona”. Egli pone in evidenza di essere un Commissario vincente, come se chi lo ha preceduto non avesse vinto niente (FINI-MAGRO-CERIONI).
Personalmente, ritengo Cipressa un buon gestore del suo settore ed in quanto tale ha portato a casa più di qualche alloro, quindi diamo a Cesare quel che è di Cesare. Ma quando succedono queste cose la verità sta sempre nel mezzo. Infatti, se bisogna riconoscergli gli allori, la stessa cosa non si può dire per la conduzione di alcune situazioni che avrebbero richiesto una maggiore incisività nelle decisioni. In tal senso, ricordo l’aspra polemica tra la Di Francisca e Arianna Errigo e, probabilmente, la gestione di quella vicenda non è piaciuta alla Jesina.
Se fossi io il CT, non avrei commentato il libro di Elisa su facebook, per me è una caduta di stile (siamo prigionieri dei social), lo avrei fatto attraverso una intervista su qualche quotidiano importante. Però ognuno di noi ha un suo modo di essere: Io il mio, Elisa e Cipressa il loro.
Insomma, quello che voglio dire è che nessuno è senza peccato e qualche volta un esame di coscienza andrebbe fatto.
Ezio RINALDI

domenica 21 marzo 2021

LECITA L'ELEZIONE DEL Dr. Gabriele ARU AL C.R. FIS DELLA LOMBARDIA

In merito alla nota posizione del Dr. ARU Gabriele, circa la legittimità della sua elezione quale componente del Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Lombardia, il Consiglio federale, riunitosi il 17 marzo u.s., ha stabilito la legittimità della sua elezione, in forza (UDITE, UDITE) di apposita dichiarazione acquisita da parte dello stesso interessato; conseguentemente, ha ritenuto che allo stato attuale non sussistano elementi tali da giustificare l’adozione di un provvedimento di decadenza.

Ora, atteso che il fatto è eticamente insostenibile, che tale provvedimento sa tanto di vecchie logiche riproposte, mi domando se la sanzione di radiazione assunta dall’associazione benemerita “UNIONE NAZIONALE VETERANI DELLO SPORT” sia stata revocata, ovvero al Dr. ARU sia stata concessa la grazia. In caso contrario non mi riesce proprio di capire come si possa dichiarare LEGITTIMA l’elezione di un radiato!

Mi preme precisare che, come ho già avuto modo di dichiarare, non ho nulla verso il dott. ARU, e mi preme sottolineare che egli si comporta per ciò gli è consentito fare. A me, e credo al mondo schermistico, interessa l’applicazione delle direttive (leggi -regolamenti) al fine di garantire il corretto comportamento da parte di tutti gli affiliati e tesserati.

Ciò che stride è il silenzio del CONI, il quale, pur in presenza di fatti conclamati, non ritiene opportuno intervenire. Ma già l’Ente non si sporca le mani per simili quisquiglie. Allora intervenga il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport Valentina VEZZALI! Dimenticavo, il sottosegretario è stato componente del Consiglio uscente, che ha sottaciuto il provvedimento di radiazione. Ergo, si guarderà bene dall’assumere iniziative tese a riportare la vicenda in un alveo di legalità.

Non nascondo che avrei voluto iniziare questo quadriennio all’insegna della collaborazione, ma se i presupposti sono questi preferisco restare dove sono. Non si può collaborare con chi riconosce legittima la elezione di un radiato.

Concludo, permettendomi di precisare che finalmente mi è assolutamente chiaro il concetto di “continuità” al quale faceva riferimento il Presidente AZZI in campagna elettorale; sicchè, non è inverosimile affermare che siamo già all’acme dell’ipocrisia.

Ezio RINALDI

martedì 16 marzo 2021

COVID, SCHERMA E ZONE COLORATE

Prof. Emilio M° BASILE
È da giorni che provo a districarmi tra norme e decreti per cercare una soluzione agli allenamenti schermistici in zona rossa (la Campania è diventata tale da lunedì) e nelle altre zone (quella arancione scuro ad esempio) non è contemplata dal ministero della salute, ma dopo una affannosa ricerca, e soprattutto dopo aver letto tante, cose cerco in questo blog conforto e un confronto.
Sul sito CONI l’unico calendario pubblicato per la scherma è quello del 25 gennaio mentre la FIS ne pubblica un secondo, ma solo sul proprio sito, il 30 gennaio. inutile dire che quello sul sito CONI (unico a fare fede) nel solo mese di marzo propone una quantità impressionante di gare regionali, che per ovvie ragioni non può tener conto delle zone rosse, e due gare master.
Il calendario FIS del 30 gennaio invece ha una consistente attività e, soprattutto, oltre a quelle regionali ha il piano completo dell’attività nazionale. Nemmeno a farlo apposta, i Comitati Regionali più attivi e zelanti hanno dato subito seguito ad una serie di eventi applicando i rigidi protocolli federali e addirittura aggiungendo qualcosa di proprio, purtroppo non sul versante sicurezza bensì su quello burocratico.
Ovviamente tutti vogliamo tornare all’agonismo, per pura voglia di normalità, che ha fatto sì che io stesso partecipassi ad un test-event senza approfondire troppo le autorizzazioni che erano necessarie per realizzarlo, ma purtroppo solo a freddo inizio a percepire alcune insolite e curiose contraddizioni.
Come giusta premessa, salta all’occhio che noi Maestri siamo talmente “affamati” di agonismo che gareggeremmo perfino a colpi di respiratore nella trachea, stando in un reparto covid; se poi si intravede all’orizzonte la possibilità di partecipare a gare dove il numero di concorrenti potrebbe essere minimo, con un considerevole aumento delle probabilità di successo e piazzamento per il proprio allievo, la cosa diventa è il caso di dirlo, “virale”! Ricordo che un mio Maestro riuscì nell’impresa di far diventare seconda categoria due sue fiorettiste portandole ad una gara open (circuito che tutti snobbavano) a Terni in un fine settimana climaticamente da incubo con pioggia, neve fango e smottamenti vari. Finirono seconda e terza su quattro partecipanti in una gara dal coefficiente pauroso riuscendo così a totalizzare i punti necessari all’impresa.
Così, tra le cose che più mi hanno colpito in questo panorama di ritorno all’agonismo, c’è il modulo di affidamento dell’atleta minorenne ad un “tecnico”, divulgato dal CR Lombardia (pubblicato anche sul corrispondente sito), un documento che mi preoccupa molto perché rappresenta, a mio avviso, il modo per individuare un responsabile in caso di contagio durante un evento agonistico.
In questo scenario, creato ex-novo dal CR Lombardia non saremmo più in presenza di un Comitato Organizzatore di gara, o alla presenza di una Direzione di Torneo con un medico di gara che devono osservare norme e responsabilità per legge. Non avremmo nemmeno un responsabile covid per la vigilanza circa il rispetto dei protocolli e, tutto sommato, non sarebbe più nemmeno necessario un protocollo da rispettare, perché avremmo un Maestro/Tecnico/responsabile al 100% di tutto. Il Maestro/Tecnico, quale responsabile per aver ricevuto la delega genitoriale alla tutela della salute del minore, con tutto ciò che ne deriva, si dovrà adoperare per evitare il contagio per se, per il minore affidato e per tutti quelli che gli stanno intorno. Tutto questo sperando che non debba dividersi tra più minori lasciandone incustodito uno (magari il pierino della situazione) all’interno del campo gara.
Ora, tralasciando i pierini di turno e partendo dal fatto che il documento richiesto per la partecipazione si configura come una “delega” che cede i diritti/doveri della patria potestà circa la salute del minore ad un estraneo (quello sì che è maggiorenne) mi sorge un dubbio circa la legittimità dell’operazione. Forse i colleghi “tecnici” non hanno afferrato il concetto e probabilmente si sono anche sentiti lusingati per l’importanza del ruolo di delegato. Ma dimenticano un piccolo dettaglio, (per usare un eufemismo), o forse una serie di dettagli, in quanto in nessun caso la salute di un minore può essere affidata ad estranei mediante delega. Infatti solo una persona che eserciti la patria potestà può decidere in quel preciso ambito, tanto che nemmeno nella scuola statale esiste e può esistere questa precisa casistica. In caso di emergenza, infatti, nelle scuole interviene l’autorità sanitaria che effettua gli interventi del caso e perfino in casi estremi, cioè in caso di rischio della vita del soggetto, si attende un genitore (non un insegnante) per le decisioni sul da farsi. L’autorità sanitaria, infatti, interviene autonomamente con decisioni importanti solo in caso di rischio mortale, mentre in tutti gli altri si aspetta l’espresso consenso di un genitore o di chi ne esercita la patria potestà.
Chi insegna a scuola sa bene di cosa parlo ma evidentemente l’essere portati al rango di “tecnici” ha conferito “poteri” che nemmeno il codice civile poteva prevedere. Il perché di una simile impossibilità è fin troppo evidente e senza scomodare casi concreti provo a farvi sorridere dicendo che in maniera del tutto assurda quanto ipotetica, che con una simile delega, quella persona che ha in mano la salute del minore, datagli con apposita delega, potrebbe decidere di far asportare una cornea o un rene al/alla ragazzo/a, (e se fosse proprio un cattivone con i proventi, visto il consenso dato dalla famiglia, magari potrebbe acquistare una bella sala scherma covidfree). È ovvio che è una battuta bella e buona, ma che apre in maniera burlesca a scenari inquietanti, specie di questi tempi.
Al di là della battuta, pare che si finga di non sapere o dimenticare che semmai, i responsabili della salute degli atleti, non sono i “tecnici” bensì i dirigenti e sempre a loro la famiglia delega, insieme all’istruzione schermisca dei figli anche la vigilanza ed organizzazione della stessa.
Il Maestro o il “tecnico” invece ha una responsabilità pari a quella del docente e in caso di infortunio la sua può essere al massimo una “culpa in vigilando” riferendosi ai casi specie, ma in riferimento alla salute e al suo stato preliminare, all’atto della consegna e poi riconsegna, chi può garantire? I dirigenti o più in particolare il Presidente dell’ASD, avrebbero la responsabilità dell’acquisizione dei certificati medici e della vigilanza e applicazione delle normative covid ad esempio? Se così fosse, mi chiedo come mai risulti mancante in questa opzione?
A questo punto mi piacerebbe conoscere l’autore di questa autentica “genialata” e ovviamente il suo curriculum, perché in un sol colpo ha realizzato:
- lo “scarico di responsabilità” di tutta l’organizzazione di una gara sui “tecnici”;
- l’aggiornamento del codice civile.
In termini sindacali questa sarebbe un’aberrazione da far notare con azioni forti e simboliche. Purtroppo non esistendo un sindacato, maestri e “tecnici” restano come sempre l’anello debole del sistema scherma, utile solo in certi momenti della vita della Federazione e facili da convincere a fare certe azioni, cose che con le giuste argomentazioni solo un presidente di club sa fare.
Il risultato è che le gare si sono svolte, e probabilmente si svolgeranno ancora, i maestri hanno accettato le deleghe e i genitori nemmeno si sono resi conto di cosa stessero concedendo con quella firma.
Mi restano, in sintesi, alcuni dubbi sui quali invito tutti alla riflessione:
  1. gli unici allenamenti possibili sembrano essere quelli all’interno dello stesso comune di residenza, nella speranza che la sala scherma sia posizionata bene;
  2. le disposizioni vigenti bloccano le attività in zona rossa per tutti (esclusi i nazionali probabilmente);
  3. in tutte le zone gli under 10 dovrebbero essere banditi dalle sale perché tesserati “non agonisti” e gli under 12 idem anche perché non hanno un titolo di campione italiano da assegnare;
  4. le gare di prossima realizzazione (e quelle già fatte con il modulo “lombardo”) si sono svolte rischiando sulla pelle e forse la reputazione di Maestri, “tecnici” e genitori inconsapevoli di non poter delegare quanto riportato sul modulo circa la salute dei figli;
  5. in tutte le zone (in particolare le arancioni e rosse) con il calendario pubblicato sul sito CONI, gli allenamenti dovrebbero essere sospesi per tutte le categorie che non hanno previsione di gare e non hanno possibilità di preiscrizione alle stesse;
  6. nelle zone dove non è possibile spostarsi e quindi allenarsi, occorrerebbe una iscrizione a gara (pubblicata sul sito coni) documentabile o una deroga più chiara e con tanto di modalità per poter partecipare agli allenamenti (le forze dell’ordine alla fine vogliono solo l’autocertificazione e procedono alla segnalazione se non convinti dal singolo).
Urgono regole chiare, o forse è meglio che siano del tutto oscure per poter continuare senza che se ne venga a capo. C’è di cui farsi venire il mal di testa, ma senza sgravio di responsabilità a terzi.
Emilio BASILE
 

sabato 13 marzo 2021

Valentina VEZZALI nominata Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport

Valentina VEZZALI

Il Presidente del Consiglio Mario DRAGHI ha scelto Valentina VEZZALI quale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport.

Un grande riconoscimento alla campionessa ed alla donna. La jesina è stata parlamentare della Repubblica nella passata legislatura, voluta dall’ex Presidente del Consiglio e senatore a vita Mario MONTI nella sua SCELTA CIVICA. Ma è anche un riconoscimento alla scherma italiana.

La “PIAZZA” manifesta a Valentina VEZZALI i complimenti per l’autorevole nomina e le augura un proficuo lavoro per il raggiungimento di sempre maggiori e prestigiosi successi.

IN BOCCA AL LUPO VALENTINA

mercoledì 3 marzo 2021

I NUMERI DELL'ASSEMBLEA: riflessioni e considerazioni.


L’alto numero dei contatti registrati nella giornata di lunedì 1 marzo 2021 (808), a tutt’oggi in costante crescita, mi ha fondatamente portato a ritenere che il mondo scherma stesse aspettando di leggere qualcosa sull’assemblea elettiva del 28 febbraio u.s..
Ora, poiché è mia intenzione rendere una serena, lucida e distaccata analisi dell’esito elettorale, affidata ad una fredda e distaccata osservazione dei dati numerici, scevra da ogni possibile coinvolgimento emotivo, ho volutamente atteso più di 48 ore, prima di pubblicare il mio pensiero al riguardo.
Conseguentemente, dovendo far riferimento all’elemento numerico ivi emerso, raffrontato con quello della scorsa tornata elettorale - come si rileva dal sottostante prospetto - nel 2016, le ben 122 espressioni di voto, in esse considerate gli assenti, i bianchi e nulli, su 416 aventi diritto, dissero che:
·     n. 49 votanti non volevano Scarso;
·     n. 73 disertarono l’assemblea.
Detta risultanza, 122 su 416, pari al 29,32%, in termini percentuali, costituiva già allora - a parer mio - una significativa e chiara manifestazione di un certo pensiero negativo che la base nutriva sulla precedente gestione.
Oggi, o, per meglio dire, domenica scorsa, ben 135 hanno preferito MAFFEI; a questi, in linea teorica, si potrebbero aggiungere gli ulteriori 30 voti riferibili agli assenti (affiliati e grandi elettori) e si giungerebbe così ad un totale di 165, che rappresenterebbe, sempre in termini percentuali, il 37,1% degli aventi diritto al voto. Ma, se si considera che il numero degli affiliati e tesserati nel 2021 è aumentato di 28 unità, detta percentuale scenderebbe al 32,9%; sicchè, è ragionevole supporre che la percentuale ottenuta da MAFFEI è gratificata da un numero superiore di affiliati e tesserati presenti in assemblea rispetto al 2016.
Tutto ciò, in buona sostanza, conferma quello che ho sempre sostenuto e più volte affermato: l’alternativa alla governance di Scarso poteva, teoricamente, contare su un bacino pari al 30/34% dell’elettorato.
Continuando nel confronto delle risultanze del 2016, va ricordato che la candidatura alla Presidenza del Dr. SEMINARA, posta all’ultimissimo momento, era stata avanzata e proposta sulla spinta di amici e mia in particolare; e molti elettori decisero di non presentarsi in assemblea, ritenendo inutile un viaggio a Roma, per votare un candidato sicuramente perdente (personalmente, non finirò mai di ringraziare l’amico Maurizio), peraltro del tutto privo dell’appeal del campione olimpico.
Pertanto, non vedo quel grande salto in avanti di Michele, il quale, di sicuro, ha guadagnato qualcosa (circa il 2,50%), ma che è ancora troppo poco per fronteggiare una corazzata come quella del neo Presidente eletto, chiaramente sostenuta, supportata e sponsorizzata dal Presidente uscente, Scarso, oggi Presidente Onorario (quindi, a mio avviso, ancora assiso sul precedente scranno).
Sono in molti a chiedersi le ragioni della sconfitta, che - a parere mio - non vanno ricercate unicamente nello strapotere di chi ha vinto, ma andrebbero individuate, se si volesse fare una obiettiva disamina, tra talune lacune della squadra di MAFFEI, le quali - a detta di molti - sono consistite in: carenza nella comunicazione; peso specifico della squadra; poca credibilità sulla stessa; mancata coesione tra coloro che avevano lo stesso obiettivo; ma a me interessa poco: ha vinto AZZI e di questo bisogna prenderne atto.
Un’analisi a parte merita la candidatura del Prof. Emilio Basile, che qualcuno sostiene aver sottratto voti a Maffei; al riguardo, vorrei porre in evidenza che chi ha votato per Emilio ha anche sostenuto Michele Maffei (basta fare l’addizione tra i voti presi da Tognolli e quelli di Emilio, la cui somma è 134, cioè lo stesso numero di voti presi MAFFEI); probabilmente, il singolo elettore che ha votato per Emilio non lo ha fatto per tutta la squadra.
Poco opportune sono apparse talune dichiarazioni rilasciate da alcuni eletti, sia a livello regionale che nazionale, a mio avviso un po’ ambigue e dal significato oscuro, dato che si è sentito affermare da costoro: “Sarò il Presidente di tutti se tutte le società collaboreranno.” Che Significa? Che la collaborazione deve essere assoggettata al volere della maggioranza? Che non si potranno esprimere liberamente le proprie opinioni se non in linea con chi governa?
Come pure sconvenienti sono parse le “reprimende” sui ricorsi. E’ stato affermato che vi sarà disponibilità verso gli esponenti della minoranza purchè la piantino di utilizzare lo strumento del ricorso, poiché verrebbe meno il punto di incontro e di idee comuni.
Bene! Allora finalmente saranno rispettate le sentenze, i regolamenti e tutti gli strumenti atti ad assicurare una reale democrazia. Personalmente gioisco a tale impegno, viceversa lo strumento del ricorso alle autorità competenti è e sarà sempre l’unico mezzo per tutelare i propri diritti. 
Mi sia consentito di avere dei dubbi poiché in tali dichiarazioni ci leggo:” o fate come vi diciamo o vi mettiamo fuori gioco”.
Al riguardo, mi avvalgo del pensiero espresso da una persona, la quale ha giustamente – ed io condivido – precisato che il 30/32% non è una minoranza da poco (quasi un terzo degli aventi diritto a voto, Io direi anche il 37%, ben più di un terzo) e che con l’attuale sistema elettorale si perde un importante principio della democrazia, visto che la minoranza non è rappresentata.
Concludo dicendo che questo Consiglio avrebbe a portata di mano la concreta possibilità di attuare una riforma affinché il candidato alla presidenza che superi il 30% dei voti possa sedere in consiglio proprio in rappresentanza del gruppo minoritario: sarebbe un segnale fortissimo di grande democrazia.
Intanto, alla nuova compagine governativa federale i complimenti per l’affermazione e gli auguri di un buon lavoro.
Ezio RINALDI