domenica 11 aprile 2021

LEALTA', CORRETTEZZA E RISPETTO

Tempo fa scrissi un articolo sull’etica e la morale, affermando che non tutti concordano sul significato effettivo di tali termini. Oggi mi cimento nello spiegare, secondo la mia visione, cosa intendo per LEALTA’, SINCERITA’ e RISPETTO ma ci aggiungo anche la RETTITUDINE.
Prima voglio precisare che il tutto nasce da una aspra quanto onesta discussione, nata, peraltro, su supposte pugnalate virtuali ricevute.
Tengo a precisare che non intendo fare la morale a chi legge né, tampoco, rivolgermi a qualcuno in particolare.
Navigando in internet mi sono imbattuto in Antonia GRAVINA, che, scusate la mia ignoranza, non conosco, ma è autrice di frasi significative e tra queste ne ho scelto una che riporto integralmente:” Essere sinceri è una virtù per pochi. Gli ipocriti continuassero pure a fingere ciò che non sono e ciò che non saranno mai.”. La cosa mi ha incuriosito e ho cercato di approfondire imbattendomi in un’altra citazione fatta da Marina IACOPINO: “Ci sono virtù che non si possono acquisire, sono come una tabula rasa. I valori come il rispetto, la lealtà, il perdono, la clemenza ce li portiamo dentro e nessuno ce li ha inculcati, ma fanno parte della nostra essenza! Il rispetto, unito alla sincerità ed alla lealtà, dovrebbe essere il pilastro su cui si basa ogni rapporto. Nel momento in cui ti rendi conto che dall’altra parte manca tutto questo, sempre con sorriso e senza fartene accorgere, tratta costoro come meritano di essere trattati.
Una frase più ricorrente, non sono riuscito a trovare l’autore, ma che mi piace moltissimo, perché mi riconosco in tale espressione, è: “Il rispetto è molto di più di una parola. Il rispetto non si pronuncia, si dimostra. Il rispetto è sincerità, coerenza e lealtà. E’ il saper guardare gli altri come guarderesti te tesso, esattamente allo stesso identico modo. Se hai sofferto e sai cosa vuol dire, non far soffrire. Se sei stato deluso, non deludere, Se sei stato ferito, non ferire.
Sono frasi che mettono in evidenza l’essenza di quei valori, come appunto lealtà, sincerità, rispetto e rettitudine, che per tutti dovrebbero rappresentare il filo conduttore degli esseri umani, nei rapporti interpersonali.
Cosa significa tutto questo? Semplicemente che, quando si vive in una comunità, fisica o virtuale, ci sono delle regole, non scritte, che ognuno di noi dovrebbe darsi e rispettare. Purtroppo, e forse anche io non sono immune da peccati, sovente si approfitta della buona fede altrui per fare i furbi o per servire uno sciocco padrone. Approfittare di un certo consesso per riferire a terzi frasi o esternazioni pronunciate da taluno facente parte di quel determinato circolo, al quale si è aderito senza alcuna costrizione, soprattutto se accettato con fiducia da quel gruppo virtuale è da persone opportuniste, ingannevoli, in buona sostanza abominevoli e subdole.
Ora, dico io, tutto si può fare, ma, in questo caso, certamente non guardarsi allo specchio senza provare disgusto e ribrezzo per se stessi.
Una delle caratteristiche significative per i militari, di qualunque grado, è la rettitudine, la quale racchiude in sé i valori di cui stiamo parlando.
Se per ingraziarsi qualcuno, magari con carica importante, si debba fare il delatore, allora i valori di cui stiamo trattando non fanno certamente parte del bagaglio umano e culturale di siffatte persone e per loro provo una gran pena. E una gran pena dovrebbe provarla anche il destinatario di tale delazione.
La schiettezza è insita nelle persone leali che vogliono vivere nelle regole sane della legge, anche nella legge di vita, la quale, secondo il mio pensiero, decreta i principi di rispetto e amore verso il prossimo con naturale espressione e senza doppi fini. Questo è per me il significato di essere leale.
Oggi sono leale verso me stesso, rispettando tutti e credendo ancora in alcune persone. Soprattutto in quelle che con autenticità e pulizia morale mi hanno sbattuto in faccia la realtà o la verità.
Non nascondo che talora faccio fatica a credere nella lealtà, soprattutto quando scopri che taluni soggetti, di cui avevi una certa fiducia, sono protagonisti di episodi biasimevoli, come la delazione. A costoro poco importa di quanto possa essere ignobile il loro comportamento e quanto danno possano arrecare.
Cionondimeno, non smetto di credere nel prossimo, ma credo meno alle parole e premio i piccoli gesti.
Non ho mai avuto paura di dire ciò che penso alla gente, avendo sempre il giusto rispetto. La trasparenza è ciò che spesso mi contraddistingue e forse per questo non capirò mai chi per dire qualcosa si nasconde dietro gesti o parole di altri. L’essere sincero mi fa sentire meglio, sapendo che darò comunque la possibilità di chiarirsi a chi è stato destinatario della mia sincerità.
La rettitudine ha un prezzo, un costo, il cui valore è però difficile da quantificare ed appartiene a quelle persone che non hanno timore di affrontare gli eventi, di qualunque natura, che la vita presenta in ogni momento del loro percorso.
Ezio RINALDI

giovedì 8 aprile 2021

MONDIALI GIOVANI,PIRAMIDI E FARAONI

Sono passati circa 40 giorni dall’insediamento del nuovo presidente federale a Viale Tiziano, ma chi ha fatto il primo viaggio è stato il Presidente onorario che ha presenziato a il Cairo, Egitto, ai  Mondiali giovani, al cui evento per volere del Presidente Paolo Azzi, sono stati assenti gli italiani.

Motivi di salute per i nostri atleti, hanno fatto pendere il piatto della grande bilancia di Anubi verso la casa blindata dal lockdown, piuttosto che verso il faraonico regno di Ramsete II.

Alla gara hanno trionfato gli Egiziani nella sciabola maschile a squadre, battendo (meritatamente) nientemeno che i russi. Un evento epocale, che finalmente vede emergere in questo sport anche l’Africa.

Eppure, nonostante gli azzurri siano assenti, c’è un italiano presente ai mondiali: si tratta del Presidente onorario, Giorgio Scarso.

La notizia la dà direttamente lui, in una lettera di condoglianze alla famiglia del M° Antonio Zumbo della società Lame azzurre, che tristemente ci ha lasciato. Ai sentimenti di vicinanza per la grave perdita, si apprende che purtroppo non potrà partecipare alle esequie perché: “impegnato nei Campionati del mondo a Il Cairo”.

Non conosciamo i validi motivi per i quali è volato a Il Cairo, resta però sospeso il quesito che sorge spontaneo: “perché?”, e nonostante gli atleti che aspettavano il momento da tempo, non siano potuti partire, nemmeno a spese proprie od organizzandosi in gruppi autonomi. Non mi addentro nelle tariffe, ma credo che se siano riusciti ad arrivare in Egitto sia i coreani che gli americani, forse gli italiani avrebbero potuto fare uno sforzo in più.

In un’epoca attuale in cui anche gli antichi faraoni si muovono in camere pressurizzate con azoto, per raggiungere la nuova dimora (non pretendo la stessa cosa per gli atleti, sia ben chiaro), forse la FIS avrebbe potuto fare uno sforzo maggiore, dopotutto siamo così vicini.

Alla famiglia Zumbo e alla Società Lame azzurre va il cordoglio da parte di tutta la scherma italiana e di questo blog in particolare.

ORSINI Fabrizio

martedì 6 aprile 2021

Raymond DOMENECH: nuovo direttore tecnico nazionale della scherma Francese

Raymond DOMENECH
La fonte è la pagina Facebook del club Escrime Paris Nord, dalla quale trapela la notizia che Raymond Domenech, il passato selezionatore della nazionale di calcio francese, è il nuovo Direttore Tecnico Nazionale della scherma francese.
Il ruolo di questo Direttore non si conosce appieno, ma sempre dal post compare la sua frase: “La mia grande conoscenza del calcio mi permette di agire in qualsiasi sport”. Il comunicato poi prosegue dicendo: “Il primo passo del nuovo DTN sarà l’incarico di mutare la scherma in sport da esterno, con l’introduzione di scarpe con tacchetti e divise impermeabili - ci saranno nuove innovazioni – promette il nuovo DTN.”
Fatta la tara al personaggio e al comunicato, che ha dello stravagante, c’è chi sospira di felicità, in quanto finalmente si parla di scherma, anziché di tornei, che non ci sono nemmeno più a causa del Covid e ci chiediamo il significato di questa decisione della Federatione.
I vantaggi saranno di sicuro due.
Il primo è che la scherma francese, che sembrerebbe non avere problemi di numeri, vuol puntare su un personaggio calcistico quale direttore tecnico nazionale, di certo per far parlare di sé. Anche se farà degli esperimenti, magari stravaganti, il processo mediatico sarà innescato con una certa enfasi e i giornali ne parleranno parecchio, andando in quei meandri giornalistici in cui di solito la massa dei lettori non vaa leggere e la cosa di certo porterà un notevole interesse.
Il secondo è l’innovazione in tutti i sensi. Dopo il covid, molte palestre sono state chiuse e solo gli sport all’aperto hanno beneficiato, il che vuol dire che se la scherma si fa solo al chiuso, in un nuovo evento epidemico simile a quello che stiamo vivendo, le cose si metteranno maluccio e bisognerà trovare non una soluzione, ma LA soluzione.
Sono avanti? Sono sciocchi? Sono folli? È del tutto inutile? E l’Italia andrà avanti a colpi di decreti, interpretazioni e di regolamenti e protocolli? Credete davvero che ci faranno trovare soluzioni alternative in salsa di pomodoro nostrano?
La Federatione sta cercando evidentemente di mettere le mani avanti, vuole innovare e il loro nuovo presidente Bruno Gares evidentemente non aspetta proposte, in quanto è passato ai fatti, senza tanto tergiversare.
Ci chiediamo quali invece saranno le innovazioni della FIS, che ad oggi ha pensato di chiudere la partecipazione degli italiani ai mondiali giovani de Il Cairo in Egitto, per rischio covid e non senza polemiche.
Certo se la FIS avesse un Direttore Tecnico Nazionale sarebbe una figura interessante, uno che si potrebbe occupare di controllare se tutte le società italiane, nonostante l’epidemia, siano operative, se hanno una sala scherma vera o la devono condividere con altri sport, se hanno maestri con titolo valido (ah no, questo no, scusate non volevo toccare un tasto dolente), se vi sono problemi di altro tipo che impediscano il buon svolgimento delle attività ecc. ecc….
Sarebbe come creare un potere che potrebbe in qualche modo sostituire quello del presidente.
Ah ecco perché in Italia non c’è un Direttore Tecnico Nazionale.
Fabrizio Orsini
 

giovedì 1 aprile 2021

ORGANI DI GIUSTIZIA: riforma ineludibile

Il regolamento di giustizia in vigore dal 01/04/2016 tra le tante novità ha introdotto delle modifiche in merito alla nomina dei membri degli Organi di Giustizia e della Procura Federale.
Antecedentemente il 2016 i responsabili di questi ultimi Uffici formulavano la propria candidatura nel contesto dell’Assemblea Straordinaria con cui veniva eletto il Presidente ed il Consiglio Federale cercando i consensi necessari per l’elezione nello specifico incarico.
Con l’introduzione delle nuove norme, non è più così. Tutti gli Organi di Giustizia e la Procura Federale sono nominati dal nuovo Consiglio Federale, su proposta del Presidente Federale, e nel caso della Procura anche del Procuratore Federale, previa una verifica da parte della Commissione Federale di Garanzia dei requisiti posseduti dai “nominandi”, necessari a conseguire l’idoneità alla nomina.

Gli Organi di Giustizia e la Procura Federale si compongono:

Giudici Sportivi

-      Giudice Sportivo Nazionale (1 soggetto) competente (art.53 RG):

    ·    regolarità delle gare e omologazione dei risultati;
·    regolarità dei campi e attrezzature sportive;
·    regolarità dello status posseduto dai soggetti partecipanti alle gare,
·    comportamenti dei soggetti tenuti nel contesto delle gare;
·   ogni altro fatto rilevante per l’ordinamento sportivo tenuto nel contesto delle gare;
· a giudicare su istanze di soggetto titolare di una situazione giuridicamente protetta nell’ordinamento federale comunque riferita a fatti avvenuti nel corso delle gare.

-    Corte Sportiva D’Appello (6 soggetti di cui uno con funzioni di Presidente)         competente (art.56 RG):

·    A giudicare in seconda istanza sui ricorsi avverso le decisioni del Giudice Sportivo Nazionale e sulle richieste di ricusazione del predetto Organo di Giustizia.

A fattor comune, per far parte dei predetti Organi di Giustizia è necessario essere in possesso di specifiche competenze nell’ambito dell’ordinamento sportivo ed essere inclusi nelle seguenti categorie:

-      Professori e Ricercatori universitari, anche a riposo, in materie giuridiche;
-      Magistrati, anche a riposo, della giurisdizione ordinaria, amministrativa, contabile o militare;
-      Avvocati dello Stato anche a riposo;
-      Notai;
-      Avvocati iscritti negli Albi dei relativi Consigli dell’Ordine;
-      Iscritti negli Albi dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili.

Giudici Federali

-   Tribunale Federale (5 soggetti di cui uno con funzioni di Presidente) competente (art.56 RG):

·    Su tutti i fatti rilevanti per l’ordinamento sportivo in relazione ai quali non sia stato instaurato né risulti pendente un procedimento dinanzi al Giudice Sportivo Nazionale.

-  Corte Federale di Appello (5 soggetti di cui uno con funzioni di Presidente) competente (art.56 RG):

·   Giudica in secondo grado sui ricorsi proposti contro le decisioni del Tribunale Federale ed è competente a decidere sulle istanze di ricusazione dei membri del Tribunale Federale.

A fattor comune, per far parte dei predetti Organi di Giustizia è necessario essere in possesso di specifiche competenze nell’ambito dell’ordinamento sportivo ed essere inclusi nelle seguenti categorie:

Professori e Ricercatori universitari, anche a riposo, in materie giuridiche;

-   Magistrati, anche a riposo, della giurisdizione ordinaria, amministrativa,  contabile o militare;

-   Avvocati dello Stato anche a riposo;

-   Notai;

-   Avvocati iscritti, per almeno 5 anni, negli Albi dei relativi Consigli dell’Ordine;

-    Procura Federale

La Procura Federale (1 Procuratore, 1 o più Procuratore Aggiunto e 1 o più Sostituto Procuratore sulla base del vigente Statuto Federale) è competente (art.56 RG):
Ad esercitare in via esclusiva l’azione disciplinare nei confronti di tesserati, affiliati ed altri soggetti legittimati secondo le norme della federazione quando non sussistono elementi per addivenire all’archiviazione. 
Per l’incarico di Procuratore Federale o di Aggiunto è necessario essere in possesso di specifiche competenze nell’ambito dell’ordinamento sportivo ed essere inclusi nelle seguenti categorie:

-   Professori e Ricercatori universitari, anche a riposo, in materie giuridiche;

-   Magistrati, anche a riposo, della giurisdizione ordinaria, amministrativa, contabile o militare;

-   Avvocati dello Stato anche a riposo;

-   Notai;

-   Avvocati iscritti, per almeno 5 anni, negli Albi dei relativi Consigli dell’Ordine;

- Alti Ufficiali delle Forze dell’Ordine o Dirigenti Generali della Pubblica Ammnistrazione anche a riposo.
Per l’incarico di Sostituto Procuratore Federale è necessario essere in possesso di specifiche competenze nell’ambito dell’ordinamento sportivo ed essere inclusi nelle seguenti categorie:

-   Professori e Ricercatori universitari, anche a riposo, in materie giuridiche;

-   Magistrati, anche a riposo, della giurisdizione ordinaria, amministrativa, contabile o militare;

-   Avvocati dello Stato anche a riposo;

-   Notai;

-   Avvocati iscritti, per almeno 5 anni, negli Albi dei relativi Consigli dell’Ordine;

-   Iscritti negli Albi dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili;

-   Degli Ufficiali delle Forze dell’Ordine anche a riposo;

- Dei laureati in materie giuridiche che abbiano maturato almeno due anni nell’ordinamento sportivo.
E’ necessario sottolineare che dopo l’elezione del nuovo Consiglio e Presidente federale,
i “vecchi” Organi di giustizia e Procura Federale continuano ad assicurare le loro attività in regime di “prorogatio” finchè i nuovi membri non avranno ricevuto sostanzialmente:

-   L’idoneità sui requisiti da parte della Commissione Federale di Garanzia;

-   La nomina del Consiglio Federale su proposta del Presidente e, per la Procura, anche del Procuratore.

La carica di componente di Organo di giustizia o di procuratore presso la Federazione è incompatibile con la carica di componente di Organo di giustizia presso il CONI o di componente della Procura Generale dello Sport, nonché con la carica di componente di Organo di Giustizia o di procuratore presso altre Federazioni, salvo quanto previsto all’art. 7 comma 5 dei principi fondamentali.
Questo il quadro normativo attuale. Pertanto il Presidente Federale si nomina i giudici che potrebbero giudicarlo in presenza di ricorsi degli affiliati e tesserati. In buona sostanza mi nomino i Giudici che devono rispondere a me di tutti i loro atti e se alcuni di essi dovessero divergere dalla linea federale li sostituisco quando mi pare.
Credo non sia questo il sistema migliore per garantire equità di giudizio tra Organi federali (Presidente e Consiglio Direttivo) e affiliati e tesserati.
In tale quadro una riforma che porti ad una acclarata indipendenza degli Organi di Giustizia sia quanto mai opportuna e necessaria. Ritengo, altresì che detti Organi siano tutti elettivi e che possano rimanere in carica per tutto l quadriennio olimpico, anche in presenza di una caduta dell’intero consiglio ovvero di un commissariamento da parte del CONI.
Ezio RINALDI