domenica 29 luglio 2018

I MONDIALI DI WUXI


Panorama della città di WUXI
Si sono conclusi i Mondiali cinesi di Wuxi, e l’Italia ha chiuso con un bottino di 7 medaglie: 4 ori, 2 argenti e 1 bronzo. Malgrado il -2 rispetto alla spedizione tedesca a Lipsia di un anno fa, l’ulteriore allargamento della platea delle Nazionali da medaglia (14 in questa edizione) ci permette di concludere in testa al medagliere. In questo senso si direbbe certamente un Mondiale dagli aspetti positivi, tuttavia la nostra riflessione vuole andare oltre. La competizione cinese ci dice che il fioretto rimane l’arma di punta della nostra scherma (5 metalli, circa il 71,428% del monte complessivo), seguito a distanza dalla sciabola (circa 14,285%) e la spada (circa 14,285%).
Se proprio si vuole puntare l’occhio sui medaglieri azzurri, un’analisi disaggregata dei medaglieri europei e mondiali dal 2005 (anno di inizio della Presidenza Scarso) a oggi, peraltro, suggerisce riflessioni più ampie e abbastanza lontane dai trionfalismi veri o esibiti da parte dello staff federale e rilanciati da diversi organi d’informazione. Su 84 medaglie complessive, infatti, ben 53 vengono dal fioretto, 18 dalla sciabola e 13 dalla spada, ricalcando in proporzione i risultati cinesi. Il tema che si pone, ormai da anni in termini di lavoro federale, rimanda a due aspetti di fondo: avviare una rotazione più incisiva degli atleti in gara, così da incoraggiare quelli oggi in seconda fila a sfruttare le occasioni di scalzare chi sta davanti, senza dover aspettare che si liberi un posto. Il caso della sciabola maschile è abbastanza emblematico in questo senso, ma il discorso vale in genere per tutte e tre le armi. E ancora un coinvolgimento maggiore del vivaio in ottica Nazionale maggiore, e non solo in chiave di strategie promozionali peraltro di dubbia efficacia: il progetto 3R (Rimini-Roma-Rio) si può dire sia infatti fallito miseramente, mentre della Generazione 2024 sembra scomparsa dai radar in coincidenza con il ritiro della candidatura di Roma a ospitare l’Olimpiade.
Ritornando a Wuxi, nel FIORETTO solo la sconfitta, una sorpresa più per proporzioni e andamento che per qualità complessiva espressa in pedana dalle due formazioni, del quartetto femminile (Volpi, Errigo, Mancini, Cini) nella finale per l’oro a squadre contro gli Stati Uniti ha impedito un poker di medaglie d’oro costruito dalle due vittorie all’individuale (Alice Volpi e Alessio Foconi, entrambi al primo oro iridato in carriera, complimenti!) e dalla vittoria a squadre al maschile (Garozzo, Foconi, Avola, Cassarà). Se Alice Volpi completa finalmente un percorso di consacrazione al vertice della specialità iniziato con la vittoria nel Trofeo INALPI di Torino nel 2015 e proseguito fino all’argento mondiale di un anno fa a Lipsia, Alessio Foconi riscatta il meritato premio a un’ottima stagione e più in generale a una carriera fatta di grandi sacrifici e di scelte spesso controcorrente e con pochi adagi, a partire dalla scelta di mantenere Terni come sua sede di allenamenti. Il bronzo di Arianna Errigo ha invece almeno due ombre: la sconfitta, netta (15-2), in semifinale contro la pur ottima francese Thibus, e la scelta (confermata) di proseguire sulla strada della doppia arma (fioretto e sciabola) in ottica Tokyo 2020: come già scritto, da parte nostra confermiamo l’impressione che si tratti di una scelta poco comprensibile oltreché poco compatibile con le esigenze e il dispendio fisico della scherma odierna. Quanto ad alcune uscite del CT Cipressa, affermare ad esempio che il fioretto italiano potrebbe essere gestito anche da un salumiere, con tutto il rispetto per quest’ultimo, non è una bestemmia poiché da che si ricordi vinceva Attilio FINI (non era neanche maestro), ha vinto Michele LEONARDI (Maestro), ha vinto Andrea MAGRO (maestro), ha vinto Titta Coletti, ha vinto Stefano CERIONI e ora vince Andrea CIPRESSA. Il filo conduttore è che in quest’arma siamo tuttora i più forti del pianeta e non tanto perché ci sia una strategia federale, ma perché siamo fiorettisti nel sangue, abbiamo i migliori maestri al mondo, i quali lavorano in sala con i loro allievi, sputando sangue sulla pedana.
Per la SPADA, ad eccezione della medaglia d’oro con cui Mara Navarria ha potuto mettere la maiuscola, a 33 anni, a una carriera già notevole (è solo la terza spadista azzurra a riuscirci), il bilancio non può dirsi positivo. La spada vive di sussulti, ha sempre vissuto così, però oggi abbiamo un CT che quando vince si sente il più bravo di tutti, ma quando perde pare dissolversi. L’unica medaglia vinta nella spada è figlia della determinazione, volontà e sacrificio di un’atleta trentatreenne che ha iniziato la stagione a proprie spese (evidentemente il CT l’aveva scaricata…) con un impegno tale da portarla al primo posto del ranking mondiale prima della Cina. L’atleta in argomento, forse non ha mai avuto dal commissario d’arma la considerazione che merita ed a tal proposito vale la pena ricordare che nel 2003, sempre con CUOMO Ct, fece quasi tutto il circuito della Coppa del mondo Giovani a proprie spese, vincendola, eppure non venne convocata per i Mondiali. In tutte le dichiarazioni rilasciate dalla ragazza, sia sui giornali che sui social ringrazia tutti tranne la Federazione,  il CT ed il suo staff: a noi pare un chiaro messaggio, e chi vuol intendere intenda. Qualcuno si è poi posto il problema della gestione di Rossella FIAMINGO? Un’atleta piena di talento, già oggi una delle più forti spadiste della storia, ma qui una domanda è d’obbligo: come mai questa ragazza nei momenti importanti non ha il suo maestro – Gianni SPERLINGA – al suo fianco? Perché non viene convocato?  All’Olimpiade di Rio, pur dalla tribuna ma era almeno presente ed ha potuto fornire il suo contributo, tanto che l’atleta conseguì una splendida medaglia d’argento. Cosa ci sia sotto è un mistero, che però viene pagato a caro prezzo. Non addentriamoci poi in quella maschile, che ha un preparatore mentale nel dr. Luigi MAZZONE e, al di là di Paolo PIZZO, peraltro portato ai mondiali senza adeguata preparazione ma in cui almeno gli si è lasciata la possibilità di difendere il titolo, gli altri come mai hanno bucato la gara, sia nell’individuale che a squadre? Al netto delle imprevedibilità connesse all’arma, i risultati delle due prove a squadre sono stati nettamente sotto alle attese, e specialmente il nono posto delle ragazze conferma una crisi di risultati e, forse, di struttura stessa del quartetto emersa già con la mancata qualificazione all’ultima Olimpiade e a cui neppure gli ultimi interventi del Ct (Clerici per Santuccio) sembrano nei fatti aver posto alcun rimedio.
La SCIABOLA prosegue il trend degli ultimi anni, fra luci e ombre. Il quartetto maschile (Curatoli, Samele, Berrè, Montano) conquista un argento che conferma la qualità complessiva di una squadra che può puntare sempre al podio ma che dovrebbe porsi comunque il tema di iniziare un processo più incisivo di rinnovamento e inserimento di nuove forze. A livello femminile incide in negativo il non aver approfittato, in ottica podio, di una prova individuale che ha regalato molte più sorprese del previsto, mentre il quarto posto nella prova a squadre toglie eccessivamente merito al nostro quartetto (Gregorio, Vecchi, Gulotta, Criscio) che difendeva il titolo conquistato a Lipsia un anno fa, ma va comunque dato merito per un ottimo assalto in semifinale contro la Russia, perduto solo all’ultima stoccata, che conferma tutte le potenzialità di un gruppo sempre in grado di lottare almeno per il podio e con la possibilità di raggiungere la piena maturità in coincidenza con il prossimo biennio olimpico.
  Mattia Boretti

venerdì 27 luglio 2018

DOPING TECNOLOGICO: è tutto chiaro?


Alcune settimane fa come di consueto si è svolto l’allenamento collegiale in previsione dei Campionati del Mondo in Cina, che si stanno concludendo in queste ore. In particolar modo durante il ritiro di sciabola femminile sono accaduti episodi a dir poco spiacevoli.
Come tutti ricorderanno nelle settimane scorse le quattro finaliste dei Campionati Italiani di sciabola femminile successivamente al maldestro controllo della commissione SEMI, proprio in occasione della finale dei Campionati Italiani di Verona, avevano inviato alla FIS la richiesta per l’istituzione di una commissione federale di garanzia atta ad accertare:

  • L’esistenza di segnalazioni anomale;
  • le circostanze e le procedure adottate per l’accertamento SEMI;
  • la visione di qualsiasi filmato e/o video arbitraggio dei match in cui erano coinvolte le suddette finaliste al fine di accertare eventuali anomalie;
  • le eventuali responsabilità di soggetti tesserati e non;
Ad onor del vero l’istanza è stata firmata solo da tre delle quattro atlete finaliste.
Il Segretario Generale, il 1° giugno, nel dare riscontro a tale istanza, a sua volta intimava alle firmatarie di inoltrare, senza indugio, ogni altra informazione utile al fine di consentire alla segreteria generale di individuare gli uffici o gli organi competenti per esaminare le stesse e predisporre una relazione da presentare al consiglio federale. Nella stessa corrispondenza, il Segretario Generale sottolineava che il controllo della SEMI era stato effettuato secondo quanto previsto dalla norme FIE. Sin qui l’antefatto.
Trascorso oltre un mese, la mattina del 5 luglio, nel corso del suddetto allenamento, pare si sia presentato il Procuratore Generale delle FIS, il quale, sembra che, rivolgendosi alla prima delle atlete firmatarie della petizione inviata alla FIS, nel tentare di avviare una sorta di interrogatorio, abbia usato toni, da taluni ritenuti non idonei. I soffioni riferiscono che il Procuratore inizialmente non si sia qualificato ed alla richiesta di spiegazioni di una delle atlete abbia risposto, con tono piccato: ”Qui le domande le faccio io”.   Ne è seguita una educata ma quanto mai decisa risposta da parte dell’atleta Interpellata, la quale, in sostanza, avrebbe dichiarato di non avere nulla da aggiungere a quanto esposto con la precitata istanza, a cui non era stata data alcun riscontro da parte federale, almeno fino a quel momento. Il Procuratore Federale ha poi convocato riservatamente anche l’altra finalista presente all’allenamento ed anch’essa firmataria della richiesta. La serie di domande avrebbe visibilmente scosso la ragazza, tanto da non poter proseguire l’allenamento. Infine è stata convocata anche l’ultima atleta presente all’allenamento ed anch’essa finalista dei Campionati Italiani, quant’unque non firmataria dell’istanza, che però alla fine del colloquio non mostrava particolare turbamento, probabilmente solo perché maggiormente in grado di gestire le emozioni.
Detta iniziativa avrebbe provocato uno stato turbativo sullo stesso allenamento, dove il CT, probabilmente consapevole del fatto che fossero presenti elementi di disturbo, aveva appena terminato un lungo discorso sulla necessità di fare squadra e che qualsiasi elemento che avesse potuto turbare l’ambiente doveva essere tenuto fuori da quella sede.
Se il tutto rispondesse al vero, sarebbe sconcertante, poiché atlete che abbiamo cercato di rappresentare una esigenza di chiarezza in relazione a possibili anomalie sui materiali controllati, anziché ricevere il plauso della Federazione siano state oggetto di un interrogatorio per lo meno anomalo, viste le condizioni e le modalità in cui si sarebbe svolto. E’ pur vero che la Procura federale agisce autonomamente ma ciò che stupisce è la mancanza di iniziativa in relazione ad altri fatti ben più gravi e di cui la Procura è sicuramente a conoscenza. L’opinione che mi sono fatta e di tutt’altro avviso e lo spiegherò più avanti. Terminata la sua azione il Procuratore lasciava la sede dell’allenamento. Sarà un caso che nelle prime ore pomeridiane la segreteria generale inviava la seguente pec:
…..omissis… Il Consiglio federale ha ritenuto di trasmettere tutta la documentazione inerente alle circostanze segnalate alla Commissione SEMI. Il Consiglio ha infatti valutato la suddetta Commissione quale unica struttura Federale preposta a vagliare ogni questione relativa all’efficienza dei materiali tecnici utilizzati per lo svolgimento di attività schermistiche… 

Tale comunicazione è quando mai contraddittoria. Infatti, se il Consiglio Federale ha fatto le valutazioni richiamate nella citata “pec” come mai si è presentato il procuratore federale per fare delle indagini?
Parrebbe quanto meno strano che lo stesso sia venuto a conoscenza autonomamente dei fatti. E se così non è stato, perché il Consiglio federale avrebbe individuato nella Commissione SEMI l’unica struttura preposta a vagliare ogni decisione relativa ai materiali tecnici se poi invece ne viene informata anche un’altra? Oppure il Procuratore Federale dipende dalla Commissione SEMI ed indirizza le sue indagini su indicazioni di quest’ultima?
Sulla base di quanto contenuto nella “pec” si avanzano seri dubbi sulle iniziative della Procura federale, non a caso proprio il 19 luglio 2018 sulla Gazzetta dello Sport e su altri quotidiani il Gen. Enrico CATALDI Procuratore della super Procura CONI si è dimesso dalla sua carica, dichiarando che la Super Procura non può lottare contro le lobby delle federazioni. Nel leggere i resoconti della stampa, le motivazioni addotte danno un sinistro quadro della Giustizia Sportiva, facendo capire che le Procure federali fanno quello che vogliono. L’atto del Generale rafforza in me l’idea che della giustizia sportiva non si possa nutrire una fiducia incondizionata poiché, sempre da quanto emerge sugli organi di stampa essa il più delle volte è al servizio del potere. Il titolo di uno degli articoli recita: “Il Generale CATALDI: “Me ne vado, la Super Procura non può lottare contro le lobby delle federazioni” e se lo dice lui!
Rimane il fatto che per il CONI è una mazzata tremenda, che potrebbe avere ripercussioni a livello governativo. Intanto, a quanto è dato sapere, il Governo sembra abbia stoppato i “Principi informatori del CONI” perché vorrebbe vederci più chiaro. Credo sempre più fermamente che la permanenza sullo stesso scranno per diversi mandati sia penalizzante per la crescita e per la vitalità del movimento sportivo, portando il vertice a ritenere la carica non più un servizio per la base bensì il consolidamento di posizioni di ingiustificato privilegio.
Ezio RINALDI

sabato 21 luglio 2018

RESTRIZIONI ANTICONCORRENZIALI: intervento dell'AGCM

Alcuni commenti agli articoli BREVE ANALISI DEL BLOG e LETTERA DI SCARSO 2004, in relazione ad ingiustificate restrizioni poste in essere da alcune federazioni, in particolare FIGC e FIT, hanno posto in evidenza problematiche inerenti la natura anticoncorrenziale dei vari bandi di ammissione ai corsi di formazione delle predette federazioni. Non è mia abitudine addentrarmi in campi ove la mia conoscenza è pari allo zero, però la lettura di tali commenti ha suscitato in me una forte curiosità tanto da indurmi ad approfondire, per quanto mi sia stato possibile, la questione. Di seguito riporto il comunicato dell’AGCM (Antitrust) con il quale informa di aver sanzionato la FIGC. per essere venuta meno alle regole della concorrenza. 
“I812 - FIGC: sanzione da oltre 3 milioni di euro per ingiustificate restrizioni all’accesso ad alcune qualifiche professionali
COMUNICATO STAMPA
FIGC: SANZIONE DA OLTRE 3MLN PER INGIUSTIFICATE RESTRIZIONI ALL’ACCESSO AD ALCUNE QUALIFICHE PROFESSIONALI 
Con provvedimento del 27 giugno 2018 l’Autorità ha sanzionato la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) per oltre tre milioni di euro, per la violazione dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), derivante dalla previsione di restrizioni all’accesso al mercato dei servizi professionali offerti da alcune specifiche figure di supporto alle squadre di calcio, in particolare: i Direttori Sportivi e i Collaboratori della Gestione Sportiva, che curano gli assetti organizzativi delle squadre di calcio in ambito, rispettivamente, professionistico e dilettantistico; gli Osservatori Calcistici, che svolgono attività di scouting, e i Match Analyst, che effettuano l’analisi statistica dei dati prestazionali di singoli calciatori e squadre.  
Il procedimento è stato avviato su segnalazione e ha accertato la natura anticoncorrenziale di quanto previsto da alcuni Regolamenti federali e dai relativi bandi di ammissione ai corsi di formazione in relazione alle figure professionali sopra richiamate, a partire almeno dal 2010. In particolare, la FIGC ha stabilito un numero massimo di soggetti ammessi a partecipare ai corsi di abilitazione, unitamente a requisiti di residenza e/o cittadinanza, oltre a riservare le anzidette attività ai soggetti iscritti in appositi elenchi federali, la cui iscrizione obbligatoria è condizionata alla frequenza e al superamento dei predetti percorsi di formazione, offerti in via esclusiva dalla FIGC.
L’Autorità, ad esito del procedimento, ha rilevato l’assenza di giustificazioni oggettive sottese alle restrizioni introdotte dalla FIGC relativamente all’accesso alle specifiche figure professionali in esame, peraltro non imposte dalle federazioni internazionali di riferimento (FIFA e UEFA), né contemplate in altri ordinamenti nazionali. Pertanto, in assenza di qualsiasi copertura normativa e, anzi, in un contesto normativo di liberalizzazione delle attività economiche, l’Autorità ha ritenuto che le restrizioni accertate costituissero un’infrazione grave dell’art. 101 del TFUE e ha ritenuto di irrogare alla Federazione Italiana Giuoco Calcio una sanzione di 3.330.659,69 euro, inferiore al massimo edittale di cui all’art. 15, comma 1, della L. n. 287/90.
Roma, 16 luglio 2018
Dopo la diffusione di tale comunicato i frequentatori della “Piazza” hanno scritto direttamente a me, chiedendomi informazioni su tutta la questione, in particolar modo sulla vicenda FIS/ANS. Il compito della "Piazza" è quello di informare i lettori e per rendere conseguenziale l’intero discorso, riporto di seguito i vari commenti apparsi sul blog, secondo l’ordine cronologico degli interventi:

Anonimo13 luglio 2018 07:16 - BREVE ANALISI DEL BLOG

Buongiorno Signor Rinaldi, allora è ufficiale, finalmente è finita l'epoca Scarso! Da oggi cercasi candidato disperatamente. Non so se dover ringraziare lei,il blog, i suoi amici PUGLISI, Fileccia e Seminara, ma certamente senza voi e loro adesso non saremmo a questo punto.
Ezio Rinaldi13 luglio 2018 20:59 - BREVE ANALISI DEL BLOG
Francamente non ho notizie nel senso da Lei indicato. A me risulta che Scarso presenterà la propria candidatura per il 5° mandato. Potrei considerare la Sua informazione una falsa notizia.
Anonimo17 luglio 2018 10:59 – 17 luglio 2018 ore 10,59 su LETTERA DI SCARSO 2004
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha stabilito che l’obbligo di seguire i percorsi formativi definiti in via esclusiva da una Federazione non è compatibile con le regole di concorrenza, in quanto l’esclusiva nella formazione risulta andare ben oltre quanto strettamente necessario per assicurare il corretto svolgimento della competizione sportiva, come invece richiesto dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea Meca Medina e Majcen del 2006, per sottrarre regole federali restrittive al divieto di cui all’articolo 101 TFUE.
L’AGCM ha fatto propria la sentenza del TAR Lazio n. 37668/2010, nella quale è stata riconosciuta la natura restrittiva del divieto imposto dalla Federazione Italiana Tennis (FIT) ai circoli sportivi (nei quali si svolge necessariamente attività addestrativa e competitiva) di utilizzare personale tecnico non tesserato da tale Federazione, in quanto siffatto divieto impedisce “l’accesso a un particolare settore del mondo del lavoro a professionisti " di indiscussa capacità e "ai circoli di poter scegliere liberamente i maestri di tennis da assumere in base non solo alle capacità tecniche ma anche dei corrispettivi richiesti, con palese violazione delle leggi di mercato perché una determinata categoria professionale (i tecnici affiliati) assume nel mercato una posizione dominante e monopolistica non per condizioni obiettive e naturali, ma solo perché chi li rappresenta ritiene di essere la sola a dettare leggi sul mercato”.
La FIT e la FIS sono federazioni dilettantistiche.
Infine, occorre precisare che l’AGCOM ha contestato la regolarità di liste tecniche del tutto simili a quella tenuta da Crisci e dall’Aims. Il Garante ha condannato il calcio per elenchi nei quali “rimangono iscritti soggetti che non potrebbero competere effettivamente sul mercato, per motivi anagrafici o perché sospesi, né sembra potersi escludere che compaiano anche persone decedute, atteso che, come visto, in alcuni casi gli iscritti risultano nati negli anni ’20”.
L’AGCOM conclude che i “sistemi di formazione del documento del CONI “SNaQ”, nel quale alle Federazioni, e soprattutto al CONI, è attribuita la supervisione e il controllo della formazione (e non l’esclusiva dell’organizzazione e dello svolgimento di essa)”.
L’Accademia napoletana starà godendo, gli Enti di promozione brindano.
Ai solóni federali un bel saluto.
Ciao Ciao Ciao Crisci, Lauria, Scarso, Azzi e compagnia cantante.
Anonimo13 luglio 2018 18:20 - BREVE ANALISI DEL BLOG
Scarso neppure immagina di quali questioni dovrà rispondere nei prossimi giorni
aahhahhahhahhhahhahhhahhhahhhahhhhahhhhhhaaahhhh the fencing's values with bullying and the darkness
Ezio Rinaldi13 luglio 2018 21:00 - BREVE ANALISI DEL BLOG
Ci illumini, ci dia qualche indizio.
Anonimo17 luglio 2018 10:39 - BREVE ANALISI DEL BLOG
Buongiorno Signor Rinaldi, ripeto allora è ufficiale, finalmente è finita l'epoca Scarso!
http://www.agcm.it/component/joomdoc/allegati-news/I812_ch.%20istr.%20%20sanz.pdf/download.html
L'Antirust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha sanzionato la Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) per oltre tre milioni di euro, con provvedimento del 27 giugno 2018, per la violazione dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE).
Scarso trema perché l'Antitrust ha stabilito che "non vi possono essere autonome scelte delle Federazioni sportive nazionali, che si autoattribuiscono un potere regolatorio, introducendo restrizioni quantitative all’accesso e altri vincoli ingiustificati (obbligo di frequentare i corsi federali, iscrizione a Liste federali) per l’esercizio di talune attività. Ciò a beneficio di operatori economici rappresentati nei propri organi decisionali ".Con la sentenza dell’Antitrust si è sfasciato anche il connubio FISAIMS sulla gestione della formazione e certificazione dei quadri tecnici e con esso è finito il potere di condizionamento elettorale nelle Assemblee federali. Inoltre va cancellato da Statuto e Regolamento Organico l’obbligo del tecnico abilitato per le affiliazioni. Le società di scherma si affiliano, l’importante è che ci sia prova della presenza di un tecnico idoneo all’insegnamento della scherma.
Da oggi, ripeto, cercasi candidato Presidente FIS disperatamente.
Devo ringraziare lei, il blog, i suoi amici Fileccia e Seminara, ma certamente PUGLISI, che potrà divertirsi con l'Antitrust sull’applicabilità del diritto antitrust al settore dello sport (scherma, FIS/AIMS).
Al pari della FIGC, la FIS "nella sua veste di ente rappresentativo di imprese che operano sul mercato in modo indipendente e stabile, costituisce ai fini antitrust un’associazione di imprese. Per giurisprudenza costante, la nozione di associazione di impresa è ampia e prescinde dalla natura lucrativa o meno dell’attività perseguita, nonché dalla qualifica giuridica detenuta nell’ambito dell’ordinamento nazionale di appartenenza. Al riguardo, si ricordano anche i precedenti europei nel settore dello sport che qualificano le federazioni sportive (nazionali o internazionali) come associazioni di imprese, se non addirittura come esse stesse imprese”.
Sulla base di quanto precede, i regolamenti della FIS e i bandi conseguentemente adottati possono essere oggetto di istruttoria dell’Antitrust e sono qualificabili, alla luce del diritto della concorrenza, come decisioni di associazione di imprese, ai sensi dell’articolo 101 TFUE.
L’Antitrust ha sentenziato che non può rilevare quanto sostenuto da FIGC in riferimento al ruolo pubblicistico attribuito alle federazioni sportive dall’articolo 23 dello statuto del CONI, che, coerentemente all’articolo 15 del Decreto Legislativo. n. 242/1999, enumera le specifiche attività aventi tale connotazione.
Nel caso di specie, l’Antitrust ha ricordato che i Regolamenti e i bandi di cui trattasi intervengono a disciplinare in maniera ingiustificatamente restrittiva un’attività economica di prestazione di servizi e non assumono pertanto la valenza pubblicistica delle discipline puramente sportive invece tese, come tali, a garantire la regolarità delle competizioni.
Paolo Cuccu17 luglio 2018 21:10 - BREVE ANALISI DEL BLOG
Forse le sfugge che noi facciamo scherma e non calcio.
Buongiorno Signor Cuccu
l’AGCM ha sanzionato la FIGC per pratiche scorrette. Il tema non è affatto nuovo e, richiamando precedenti decisioni emesse in tale senso dall'AGCM (provvedimento n. 18285 contro la Federazione Italiana Sport Equestri - FISE), investe in pieno il comportamento adottato da tutte le FSN in materia di formazione, regolamenti, corsi, bandi e rilascio di qualifiche per tecnici sportivi.
Tra i principi cardine di uno Stato di Diritto vi è la “certezza” del suo ordinamento giuridico. Certezza che, in concreto, pur essendo la meta, non sempre è raggiungibile perché la norma, anche quella apparentemente più chiara e più semplice, è suscettibile di interpretazioni molteplici.
La “certezza”, quindi, è affidata anche all’opera dell’AGCM, oltre che a quella del Legislatore attraverso la produzione normativa.
L’AGCOM basa la sua ratio decidendi nell’interpretazione che di simili questioni la stessa AGCOM ha dato in precedenza con riferimento ai fatti di causa.
Questo recente provvedimento dell’AGCM rileva principalmente per tre ragioni. L’AGCM ha poteri ispettivi invasivi attraverso i quali può recuperare informazioni e documenti rilevanti, altrimenti non ottenibili da un privato (tesserato FIS). Il provvedimento di condanna antitrust costituisce prova della condotta illecita nel procedimento di risarcimento del danno esperito dai soggetti danneggiati (tesserati FSN). Ancora più rilevante, l’AGCM ha stabilito che tutte le FSN (FIS) non possono comportarsi come si è comportata la FIGC.
Il beneficio che l’utente (tesserato FIS) trae dall’intervento antitrust, non è quindi nella sanzione irrogata, che rimane nelle casse dell’AGCM, bensì nell’opportunità’ di utilizzare il provvedimento AGCM come prova della condotta illecita tenuta dalla FIGC ma anche da altre FSN (FIS) se le FSN hanno fatto ricorso a medesime irregolarità.
Lo chiarisce una sentenza della Cassazione prima, e il d.lgs n. 3/2017 di recepimento della direttiva n. 2014/104/CE, poi.
La questione FIS-ANS assume ora una diversa posizione giuridica per tre ragioni. Il provvedimento dell’AGCOM può essere portato all’attenzione del TAR, nella causa FIS-ANS. Il provvedimento dell’AGCOM può essere portato all’attenzione del CONI per il suo esercizio di vigilanza. Ancora più rilevante, l’AGCOM può essere attivata dall’ANS e da tutti i tesserati FIS che ritengono irregolari regolamento scuola magistrale, bandi e diplomi magistrali FIS.
Credo, e vorrei che qualcuno confutasse le tesi su riportate, la questione sia molto, ma molto, seria e che la FIS si sia infilata in un cul-de-sac. D’altra parte quando si crede di poter fare tutto in nome del potere gestito, si incorre in disavventure di questo genere. Il futuro ci darà l’esito di quanto segnalato, però mi faccio una domanda:” Ma qui il Procuratore federale può prendere l’iniziativa di aprire un fascicolo ed accertare internamente come stanno le cose? Oppure sarà necessario proseguire nelle sedi appropriate?”
Ezio RINALDI

sabato 14 luglio 2018

LA LETTERA DI SCARSO DEL 2004

Alcuni avvenimenti accaduti in questi giorni, che non posso, al momento, riportare ma mi riprometto di farlo non appena mi sarà possibile, mi hanno fatto riflettere e sono giunto alla determinazione di pubblicare la lettera che segue (trascritta integralmente) affinché valutiate con serenità, onestà intellettuale ed al tempo stesso con molta attenzione i contenuti in essa riportati. 
Mi astengo da qualsiasi pensiero in proposito, ma mi piacerebbe che lo faceste voi cari lettori.
Ezio RINALDI 

"M°. Giorgio SCARSO
00198 ROMA
Via Bisagno, 14  -  Tel: 06 8603243
97015 MODICA                                                                                                            Ai Signori Presidenti
Via R. Partigiana, 41 – Tel: 0932 762805                                                                     Delle Società Schermistiche Italiane
Cell: 333 4855544 – 3486127021                                                                                Ai Grandi Elettori Atleti
                                                                                                                                     Ai Grandi Elettori tecnici
          Stimatissimi Signori
Nel quadriennio olimpico che sta per concludersi, ho lavorato intensamente per la Fis, che, grazie al voto del Consiglio Direttivo, ho rappresentato fin dall’inizio del mandato con la carica di Vice Presidente.
Ho profuso nell’incarico, di cui mi sento onorato, tutte le mie energie, spinto dalla passione e dal-l’amore per il nostro sport, sentimenti che mi hanno sempre accompagnato.
Certo, del mio operato non saranno mancati errori, -  ma il lavoro produce anche errori, importante è saperli riconoscere con prontezza, umiltà e modificarsi – so però di aver agito, comunque sempre con spirito di servizio, nell’interesse comune, a volte tentando mediazioni spesso difficili, a volte sostenendo decisioni a mio parere utili alla scherma, anche se non sempre da tutti condivise.
L’esperienza di questi anni è stata per me preziosa, e tuttavia frustrante. Ho constatato, ad un certo punto, che le principali resistenze alla soluzione dei problemi stavano proprio nella filosofia e nella pratica di gestione di molti componenti della maggioranza uscente. Da quando poi, grazie ad alcuni successi politici organizzativi in campo nazionale e internazionale sono stato individuato come un potenzia-le “rivale”, per le elezioni ormai prossime, buona parte del mio lavoro è stato vanificato.
Sono, quindi, giunto alla conclusione che sia necessario un ricambio alla guida Federale, che vorrei al servizio di tutto il nostro mondo. Attualmente, mia impressione è che la carica che si ricopre, sia interpretata come un privilegio, dimenticando i veri destinatari del nostro impegno. In particolare, mi piace sottolineare il ruolo centrale che rivestono i dirigenti di società e delle famiglie dei nostri atleti, i quali sono, di fatto, gli unici e veri sponsor della Fis. Basti pensare ai loro sacrifici economici per sostenere gli atleti, dei cui risultati, poi, tutti ci gloriamo. I risultati, anche quelli olimpici, sono frutto del lavoro di tanti: società, atleti, tecnici, e devono dunque portare “linfa vitale” alla scherma e non devono servire a consolidare l’immagine ed il potere di pochi. Consolidamento di poteri che di fatto impedisce una sana dialettica e la necessaria crescita di nuovi dirigenti con grave danno per il futuro della nostra federazione. Non a caso il CONI ha posto il limite di due mandati nella carica di Presidente, anche se gli interessati sono corsi ai ripari facendo approvare una norma transitoria riportata all’art. 71 del nuovo statuto Fis.
Ho avuto l’impressione che alcuni, per attaccamento alla carica che ricoprono, siano disposti ad ogni compromesso. Sono pronti ad allearsi con il nemico disprezzato di ieri, pur di mantenere la poltrona: con loro si può essere sia amici da blandire e premiare se innocui, nemici da punire se possibili concorrenti. Tecniche collaudate mi pare che siano spesso impiegate, da piccoli gruppi di potere, per pilotare consigli ed assemblee (l’esempio del Comitato regionale Sicilia ne è la prova), e condurre a decisioni prese prima ed altrove.
Abbiamo vissuto in questi anni con la costante consapevolezza che le nostre risorse erano in diminuzione, e nonostante ciò, abituati a spendere quanto il Coni ha elargito, non abbiamo mai imparato a far emergere le immense potenzialità del nostro mondo, fatto di persone, di idee e di passione, e radicato in una tradizione insuperabile. Confortati dalle medaglie, che sono sempre puntualmente arrivate, e che ci adopereremo affinché continuino ad arrivare, abbiamo continuato passivamente ad attendere il contributo del Coni, invece di cercare altre opportunità che ci sono, e che altri, più abili e intraprendenti, riescono a sfruttare. Il pessimo bilancio del settore sponsor è sotto gli occhi di tutti.
In vista delle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio, tutti promettono miglioramenti economici a tutti: ai commissari (v.si il contratto quadriennale stipulato con il Commissario del F.to F.le che oltre ad essere esoso economicamente è quanto meno politicamente inopportuno, in quanto deliberato a scadenza di mandato), ai maestri, agli atleti, senza pensare minimamente alla copertura  di queste maggiori spese, se non, immaginando un ulteriore aumento delle quote di tesseramento, di affiliazione e di iscrizione alle gare, o peggio ancora riducendo l’attività del settore giovanile così come è avvenuto quest’anno.
Così non può continuare. Molti, fra Voi, mi hanno chiesto insistentemente, di impegnarmi a cambiare le cose; ci ho provato più volte, ma spesso il gioco delle maggioranze ha ostacolato i cambiamenti. Ho riflettuto a lungo, e sono arrivato alla conclusione che l’unica possibilità perché possa continuare ad incidere in modo positivo sulla politica federale sia l’assunzione diretta di una maggiore responsabilità.
E’ per questo motivo che Vi comunico la mia intenzione di candidarmi alla presidenza federale, e Vi chiedo di sostenermi col Vostro voto insieme con i candidati al consiglio direttivo che condivideranno le mie linee programmatiche. Vi comunicherò i nomi successivamente, quando la squadra sarà messa a punto, dopo le modiche statutarie da discutere con severo ma attento senso critico, da approvare solo se proiettate nell’esclusivo interesse del nostro sport. Tra l’altro vi sono anche differenti proposte sul numero dei consiglieri federali.
Il programma di massima pubblicato sul sito www.giorgioscarso.it è atto dovuto. Sono pienamente consapevole del fatto che chiunque può presentarne uno credibile. Altra cosa è realizzarlo. Altra ancora, volerlo davvero realizzare. Lo scetticismo in materia è del naturale e giustificabile. Per convincerVI del fatto che la mia non è semplice e scontata propaganda, posso solo offrirVi, come garanzia , la mia esperienza personale, fatta di impegno costante, ed anche di realizzazioni a beneficio della comunità schermistica. Sono restio a parlare di me e dei miei meriti, veri o presunti, ma in questa circostanza è doveroso farlo: una breve sintesi della mia vita è a margine del programma.
Considerate il programma come una bozza, un cantiere aperto in cui inserire i Vostri suggerimenti e contributi di cui farò tesoro nella stesura del programma definitivo. Per favorire questo processo ho attivato il sito web al quale Vi invito a collegarvi, scrivendo, criticando, suggerendo.
Personalmente, non prometto null’altro che il mio impegno a lavorare in pro della scherma, cercando di razionalizzare le spese e di provare a portare ulteriori risorse economiche al nostro mondo, al fine di venire in contro nei tempi e nei modi dovuti, alle legittime aspettative di chi ha fatto grande la scherma Italiana senza penalizzare la base, quindi le società e le famiglie.
Concludo, testimoniando il massimo rispetto e gratitudine agli amici del consiglio uscente con i quali ho lavorato, anche se con alcuni spesso mi sono trovato su posizioni contrapposte.
Mi auguro che la competizione elettorale sia serena e corretta: da parte mia farò di tutto perché ciò avvenga. A Voi il compito di giudicare, e di scegliere.
I miei più cordiali saluti



22 ottobre 2004"

venerdì 6 luglio 2018

BREVE ANALISI DEL BLOG


Dopo aver superato i 500.000 contatti, vale la pena fare un breve bilancio del Blog.
La “Piazza” nasce il 19 marzo 2012, con la pubblicazione del primo articolo. Il 2018 ha festeggiato il 6° anno di vita: sono stati pubblicati ben 486 articoli che hanno visto pareri, pro e contro, con oltre 60.000 commenti. I 10 articoli più letti sono stati: DOPING TECNOLOGICO: esiste anche nella scherma?; INTEGRAZIONE E PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI; INDAGINI GIUDIZIARIE2; DEFERITI; L’IRA DI SANDRO CUOMO; LE VERITA’ PARALLELE DELLA F.I.S. – 3^ parte; INDAGATI ALCUNI SOCI DELL’A.N.S. DALLA PROCURA FEDERALE; F.I.S./A.N.S.: guerra totale; LUTTO NELLA SCHERMA; GIUSTIZIA E POLTRONE. 
Moltissimi i Paesi che si sono collegati, in particolar modo: ITALIA; U.S.A.; GERMANIA; RUSSIA; FRANCIA; UNGHERIA; REGNO UNITO; UCRAINA; KUWAIT; SPAGNA.
Ai contatti di ogni Nazione sono da defalcare quelli che la dirigenza federale ha effettuato quando si trovava loro ospite, ma ciò non intacca minimamente il successo del blog a livello planetario. Nella top ten non appaiono Paesi come il Giappone, il Brasile, i paesi africani ed australiani, dai quali sono pervenuti diversi collegamenti.
Ciò che ha suscitato i maggiori interessi da parte del pubblico, come si evince dalla graduatoria dei primi 10, sono gli articoli riguardanti tutte quelle questioni legali e regolamentari oltre, naturalmente quelli riguardanti il settore tecnico, di cui senza il blog non si sarebbero avute notizie: direi che la “Piazza” abbia assolto alla sua missione in modo assolutamente completo.
Ezio RINALDI
 
In questi anni ci sono state denunce a carico del sottoscritto con l’accusa di diffamazione: credo di poter dimostrare nelle opportune sedi l’infondatezza di tali accuse. Si dice che Il blog sia inviso all’attuale dirigenza e non ho motivo di dubitarne, considerato che il Presidente federale, lo ha definito un “luogo di raccolta di scritti di tono polemico ed offensivo”, qualcun altro lo ha definito una “bettola”, insomma, parrebbe che l’Istituzione lo veda come qualcosa da eliminare o quantomeno da non frequentare, peccato che i componenti della stessa lo leggano continuamente.
E chiaro che scendendo in “Piazza”, mettendoci la faccia, non si possa pretendere di godere delle simpatie delle alte sfere, in particolar modo se il motto della “Piazza” è: LIBERI PENSIERI SUL MONDO DELLA SCHERMA: tutto quello che gli altri non dicono:”.
Con un po’ di civetteria e vanità, non posso nascondere che la cosa mi piace moltissimo e sono soddisfatto del lavoro sin qui fatto. Devo riconoscere che una gran parte del merito per questo indiscutibile successo vada ascritto agli amici FILECCIA, PUGLISI e SEMINARA. Le vicende da loro pubblicate hanno contribuito in maniera significativa all’affermazione del blog. Quindi a loro va il mio sentito grazie, ma non posso dimenticare chi ha commentato e scritto articoli firmandoli come CUCCU e ORSINI. Devo anche ammettere che in più di una circostanza ho avuto momenti di flessione per i quali la chiusura del blog era la soluzione migliore. A darmi conforto, oltre i soliti amici, sono stati i 60.000 e più commenti, i quali, in un modo o nell’altro, mi hanno dato la spinta a continuare. Ringrazio quelli che hanno dissentito dalla linea editoriale, con critiche, a volte, molto dure (non è che io sia stato da meno), ma ciò ha contribuito alla mia crescita intellettuale e senza di loro, non avrei allargato gli orizzonti dei miei pensieri e, forse, non avrei fatto alcuni esami di coscienza.
La storia del blog mi dice di continuare ed è esattamente quello che farò! Grazie a tutti i frequentatori della “Piazza”.
Ezio RINALDI