lunedì 18 febbraio 2019

LE MENZOGNE FEDERALI: il TAR del Lazio dà ragione all’Accademia Nazionale di Scherma nel ricorso avverso i bandi di esame per tecnici di II e III livello, indetti dalla FIS.



Ricordate tutti gli articoli sulla querelle FIS/ANS ed a latere l’AIMS? Da dicembre 2016 ad oggi abbiamo sempre sostenuto che l’Accademia Nazionale di Scherma fosse l’unico ente riconosciuto dallo Stato per il rilascio di diplomi magistrali dei Maestri di Scherma. Ad un certo punto ci è sembrato di scrivere del nulla e nel nulla poiché la FIS con arroganza e protervia, calpestando statuto, regolamenti e leggi dello Stato avocò a se l’emanazione del bando d’esame per Istruttori Nazionali e Maestri di Scherma, esautorando così l’Accademia. Tante sono state le argomentazioni che la Federazione ha addotto a supporto delle proprie tesi. Esposizioni tese a disconoscere ciò che la legge di stato aveva disciplinato, riconoscendo all’ANS la prerogativa di rilasciare i predetti titoli magistrali. Riscrivere la storia di questi ultimi due anni sui contrasti che hanno caratterizzato la vita dei due enti sarebbe troppo lungo, quindi invito i frequentatori della “Piazza” a rinfrescarsi la memoria leggendo quanto pubblicato sul tema, da dicembre 2016 ad oggi. Fatta questa premessa, vi informo che il TAR del Lazio ha accolto il ricorso dell’Accademia in merito ai bandi d’esame indetti dalla FIS, disconoscendo di fatto tutto il suo operato. Di seguito il link che vi porta al provvedimento integrale del TAR del Lazio.
https://www.giustiziaamministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza?nodeRef=&schema=tar_rm&nrg=201701663&nomeFile=201902191_01.html&subDir=Provvedimenti 
In breve posso dirvi che il il TAR ha ritenute tutte le argomentazioni della FIS prive di pregio ed ha sentenziato, in conclusione ed in sintesi:
1.    la FIS ha agito illegittimamente;
2.    È illegittimo il Regolamento Attuativo SNAQ approvato dalla FIS il 16 gennaio 2017;
3.    Sono illegittimi i bandi di esame per tecnici di scherma di II e III livello indetti dopo il 16 gennaio 2017;
4.    Sono illegittimi i titoli FIS ricevuti dai candidati come tecnici di scherma di II e III livello dopo il 16 gennaio 2017;
5.    La FIS deve risarcire il danno procurato all’Accademia;
6.    La FIS deve pagare le spese del processo.
E non finisce qui poiché potrebbero essere inficiate alcune affiliazioni di società con conseguenze sulla partecipazione all’attività agonistica federale e sui premi destinati a società, atleti e tecnici. Gli effetti di tale sentenza sono inimmaginabili e certamente pregiudizievoli per l’immagine della federazione, trascinata in una guerra dagli esiti scontati, ma anche sotto l’aspetto economico: non mi sono cimentato in un calcolo del danno erariale a capo della federazione, sicuramente non sarà di poco conto!
Chi pagherà? Il legale rappresentate della FIS, i Consiglieri responsabili in solido con il Presidente o l’amministrazione federale? Credo fortemente che al Presidente ed ai Consiglieri non resti che il sacro dovere delle IRREVOCABILI DIMISSIONI.
Sono certo che l’Accademia troverà la giusta soluzione per impedire che coloro che oggi si ritrovano titolari di un foglio di carta che non vale nulla non siano le vittime innocenti di questa spregiudicata gestione federale.
Ezio RINALDI

venerdì 15 febbraio 2019

IL DUBBIO


Carissimo Ezio,  è da un po’ di tempo che non ci sentiamo. Forse dai tempi delle querele   che contro di noi sono state proposte del segretario federale Cannella - come è noto,  archiviate dai Giudici romani -.
Ti scrivo perché proprio ieri pomeriggio ho avuto occasione di incontrarlo nella mia città natale.
Poco dopo le ore 16.00 ho assistito, presso i locali del Circolo Ufficiali, alla conferenza stampa di presentazione dei Campionati assoluti 2019. Tra i relatori erano presenti il sindaco di Palermo, il presidente Scarso,  un colonnello dell’esercito,  una  professoressa universitaria e altri personaggi collaterali (sponsor, segretari di organi politici etc.). Fra il pubblico vi erano due o tre consiglieri federali, (grande assente la Valentina Vezzali), rappresentanti di asd, molti fotografi e, infine, il segretario Cannella. Vi era anche una sorta di presentatore il cui compito era quello di introdurre i relatori e coordinarne gli interventi. La conferenza, come al solito, è stata abbastanza monocorde ad eccezione dell’intervento del sindaco che invece ha dato un po’ di colore alla conferenza mostrando la sua eccezionale capacità oratoria,  espressione di un notevolissimo bagaglio culturale.
Al termine degli interventi è stata data parola al pubblico per soddisfare eventuali curiosità sull’evento. Un giovane, seduto in seconda fila, non saprei  dire se fosse un cronista locale o uno sportivo di passaggio,  ha posto una domanda abbastanza banale: “Dove si svolgeranno le gare?”
A questo punto, sarà stata forse una mia impressione,  ho percepito un certa tensione nei relatori. Il Presidente Scarso è rimasto in silenzio; la professoressa universitaria, decisamente più spigliata, ha risposto che il luogo di gara era  ancora un segreto e sarebbe stato una grande sorpresa; il sindaco ha reso il tutto ancora più enigmatico ed ha chiosato: “Considerate che  per adesso il posto è Palazzo delle Aquile”. 
Per chi non lo sapesse, Palazzo delle Aquile è la storica sede istituzionale del Comune di Palermo.
Devo dirti, caro Ezio, che questa circostanza mi ha destato qualche perplessità. Perché  rispondere in questo modo  ad una domanda assolutamente banale? E perché rispondere in modo suggestivo quando già nel dicembre scorso i media  avevano data per certa la notizia  che le gare si sarebbero svolte al PALAMANGANO?
Mentre mi appressavo all’uscita, in compagnia del dott. Maurizio Seminara, mi sono imbattuto nel segretario Cannella il quale, molto  cordialmente, si è soffermato a scambiare due chiacchiere con il dott. Seminara. Ho  colto l’occasione per chiedere al segretario per quale motivo aleggiasse  una sorta di mistero a proposito del luogo di gara, e gli ho chiesto se, per caso, ci fosse ancora qualche  problema sull’utilizzabilità del Palamangano atteso che il quotidiano “La Repubblica” nel mese di gennaio ne aveva segnalato alcune disfunzioni. (In effetti, un mio nipote, che si allena in quel palazzetto, mi ha raccontato che ancora oggi l'illuminazione è parecchio obsoleta; quasi la metà delle 42 vecchie lampade allo iodio sono già fulminate; gli sbalzi di tensione non di rado fanno andar via la luce e vogliono circa 18-20 minuti per riaccendersi e illuminarsi appieno. Anche l’agibilità della struttura sembra essere in discussione. Qualcuno dei custodi dice di avere fatto numerose segnalazioni,  ma nulla di fatto)
Il segretario, apparentemente serafico, ha risposto che qualunque problema sarebbe stato risolto dal COL. Ho replicato manifestando il mio sincero auspicio che tutto possa filare liscio fino alla fine. Approfittando della sua cordialità e cambiando argomento, gli ho  chiesto per quale motivo era stato cancellato dal sito federale il comunicato del 7 febbraio relativo agli atleti ammessi al CAF di Mazara del Vallo. I lettori ricorderanno, infatti, che a quel CAF, originariamente previsto per il 9 febbraio e già programmato per il giorno 16, erano stati ammessi soltanto i sei atleti della ASD Mazara Scherma. Gli ho anche chiesto se non fosse il caso di revocare l’abilitazione di un CAF caratterizzato, appunto,  da  scarsissima adesione, e così risparmiare un po’ di soldi.
Alla  domanda iI segretario ha mostrato parecchia incertezza  e,  non sapendo rispondere alcunché di preciso,  mi ha assicurato che avrebbe  provveduto a far ripubblicare il precedente comunicato contenente  i nomi dei 6 atleti iscritti, che solo per mero errore era scomparso dal sito federale.  Di contro, con spirito di assoluta collaborazione,  ho manifestato la disponibilità  a consegnargli una copia di quel comunicato nel caso i suoi uffici avessero smarrito l’originale. Il segretario, mi ha ringraziato per la segnalazione  e con una affabile stretta di mano si è frettolosamente congedato. Mentre correva via, per andare in aeroporto, gli ho urlato: “Mi raccomando segretario,  non lo dimentichi perché questa volta ci conto!” 
  A.  Fileccia

giovedì 14 febbraio 2019

2^ PROVA GPG regionale - TORINO 26/27 gennaio 2019

Trascorse oramai due settimane dall’evento, non vedendo alcuna comunicazione sul sito istituzionale della Federazione Italiana Scherma, ho chiesto al sig. Rinaldi ospitalità sul suo seguitissimo blog per pubblicare il comunicato stampa della 2° Prova Regionale GPG di Torino, patrocinata sia dalla Città Metropolitana che dalla Città di Torino. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i soci del Circolo per la loro preziosa collaborazione, che ha permesso la concreta realizzazione dell’evento, gli sponsor che hanno supportato economicamente l’organizzazione, e tra questi non posso non citare anche tutti i genitori degli oltre 300 partecipanti senza i quali non si potrebbe realizzare nulla, ed infine il Comitato FIS piemontese nella persona della sua presidentessa Cinzia Sacchetti per averci affidato l’organizzazione dell’evento.
PAOLO CUCCU


Torino, 29 gennaio 2019




GRAN PREMIO GIOVANISSIMI: LE GIOVANI LEVE DELLA SCHERMA HANNO DATO SPETTACOLO AL PALAZZETTO “LE CUPOLE” DI VIA ARTOM

Sabato 26 e domenica 27 gennaio le promesse della scherma si sono sfidate al palazzetto dello sport “Le Cupole” di via Artom 11 per la seconda prova del Gran Premio regionale Giovanissimi, patrocinata dalla Città di Torino e dalla Città Metropolitana. La gara era inserita nel calendario federale ed era valida come prova di qualificazione per il Gran Premio Giovanissimi nazionale, che si disputerà nel mese di maggio a Riccione per l’assegnazione dei titoli italiani  delle categorie Under 14.  Nella gara di Torino, sono saliti in pedana circa trecento Under 14 piemontesi che praticano il fioretto e la spada, a partire dai Maschietti e dalle Bambine nati nel 2008 per finire con gli Allievi e le Allieve del 2005. Nella giornata di sabato 26 si è inoltre disputata la gara di spada per gli atleti appartenenti alla categoria Assoluti, per l’assegnazione dei titoli regionali maschile e femminile.  La gara di fioretto della categoria Maschietti è stata vinta da Andrea Maino (Cuneo Scherma Academy), quella della categoria Bambine da Matilde Godone (Club Scherma Torino), quelle dei Giovanissimi da Luca Juravle (Circolo della Scherma Ramon Fonst Torino) e Vittoria Lingua (Circolo Schermistico Cuneo), quelle della categoria RagazziAllievi da Thomas Giordano (Circolo Schermistico Cuneo) e da Letizia Gabola (Circolo Scherma Torino). Le gare di spada hanno fatto registrare i successi di Lorenzo Ena (Club Scherma Casale) tra i Maschietti, Margherita Raiteri (Club Scherma Casale) tra le Bambine, Matteo Casalegno (Circolo Scherma Giuseppe Delfino) ed Isabella Torricelli (Pro Novara Scherma) tra i Giovanissimi, Giacomo Verduchi (Associazione Scherma Pro Vercelli) ed Eleonora Orso (Pro Novara Scherma) nelle categorie Ragazzi-Allievi. I titoli regionali assoluti di spada sono stati vinti da Francesco Ferraioli (Pietro Micca Biella) in campo maschile e da Marzia Cena (Associazione Scherma Pro Vercelli) in campo femminile.   La manifestazione è stata organizzata dal Circolo della Scherma Ramon Fonst di Torino e sostenuta dal progetto Kinder+ Sport della Ferrero, dalla MGV Group di La Loggia, dalla Eurofencing Italia di Navacchio e dalla Olio Ferrari sas. 

lunedì 11 febbraio 2019

DIVERSAMENTE ABILI E GARE PARALIMPICHE

Bebe VIO
Le gare paralimpiche stanno diventando un tema interessante per la Federazione Italiana Scherma, portabandiera è Bebe Vio, e gli atleti in carrozzina sono il fiore all’occhiello di uno sport che fino a oggi dà solo soddisfazioni in campo internazionale. Ma purtroppo solo in quello!
Il movimento disabili è del tutto asfittico, ha numeri bassissimi e un calendario gare che praticamente è considerato alla stessa stregua di quello dei normodotati. Gare sparse al nord, centro e sud; disabili che non navigano nell’oro e che hanno notevoli difficoltà logistiche, che ricadono sulle spalle di  accompagnatori, maestri, genitori e parenti. Per muoversi nella penisola, mettono a dura prova alberghi, mezzi di trasporto, luoghi di gara e le tasche delle società, parenti e degli atleti stessi. A me sembra che sia un campionato che non tenga conto di tutte queste cose, mentre si potrebbe fare meglio tutto quanto.
Cominciamo con la formula di gara. Perché devono fare gara secca con girone e eliminazioni dirette? Ci sono certi campionati di scherma in carrozzina che raccolgono quattro o cinque atleti, talvolta due o uno addirittura, i quali vengono accorpati alle altre categorie, ma solo nel girone, poi alla diretta, essendo una gara in solitaria, non vengono nemmeno ammessi, e gli viene data la coppa del vincitore. Il rischio come avviene è di fare una gara striminzita, priva di soddisfazione personale, al di là del risultato, che non tiene conto della spesa e della fatica nel muovere un atleta disabile. E per che cosa? Una coppettina con tanto di targhetta sopra?
La formula va assolutamente cambiata. Vanno riuniti gli atleti, fatte proposte che vanno condivise, magari con il Consiglio federale, magari allargato agli atelti disabili e le società sportive cui appartengono. Che male c’è ad avere una federazione che dialoga? Non ne vedo le paure. Proposte per cambiare la gara? Ma certo, eccone una: campionato di due o tre giorni, in cui l’atleta va in un luogo attrezzato con albergo o alberghi vicini, in maniera che le spese siano concentrate in un solo periodo dell’anno e fanno scherma per due o tre giorni. La spesa dell’atleta e degli accompagnatori è contenuta e mirata in un periodo preciso dell’anno e la speranza di divertirsi è maggiore. Non so infatti quanto siano contenti gli atleti disabili che debbano andare dal Piemonte o dalle Marche, fino a Napoli o Palermo per una gara secca in cui tirano per 4 assalti e tornano a casa. Lo stesso vale per un atleta siciliano che per una gara debba muoversi fino in Lombardia, tenuto conto che per certi versi anche Napoli e Palermo possono diventare economicamente impegnative se vivi in Puglia o in Calabria.
Vediamo la logistica. Perché ognuno per sé e Dio per tutti? Gli atleti disabili si conoscono più o meno tutti e tutti condividono le stesse problematiche. La gara potrebbe essere un momento di aggregazione formidabile per loro e per far crescere e consolidare il movimento. Perché allora vengono lasciati alla libera organizzazione? Va bene che la Federazione non è un’agenzia turistica, ma dovendo organizzare una gara di questo tipo, ritengo che si possano concentrare tutti gli atleti in un unico luogo con tanto di spazi vicini, per garantire una logistica coerente con la condizione degli atleti stessi e le necessità della gara. Sarebbe qualcosa di interessante anche dal punto di vista della visibilità, in quanto la scherma per disabili è ugualmente entusiasmante quanto quella dei normodotati se non di più, non vedo perché affogarla in un campionato nazionale con le complicatezze che sprigionano le varie problematiche del mondo della disabilità.
È un problema di dialogo? Di fantasia manageriale? Di competenza organizzativa?
Io credo che sia un po’ tutte queste cose, ma va fatto qualcosa in proposito, per rendere questo campionato una delle più belle gare sportive che si svolgono in Italia.
Ugo SCASSAMAZZO

martedì 5 febbraio 2019

INTEMPERANZE, INCREDULITA' E VOGLIA DI VOLTARE PAGINA

Il movimento schermistico invia segnali di intemperanza, incredulità e voglia di voltare pagina. Infatti, Nel del fine settimana del 2 e 3 u.s., sono stato contattato da due genitori, entrambi dirigenti di società, presenti sui luoghi di gara: uno al nord il 27 gennaio e l’altro al sud il 3 febbraio. I due genitori mi hanno chiesto la riservatezza sui loro nominativi e ciò al fine di evitare problemi agli atleti ed al club di appartenenza. Riporto integralmente i loro scritti. Di seguito la prima segnalazione:
“Domenica 27 gennaio ero a Busto Arsizio per la prova del circuito europeo U23, ben organizzata da Pro Patria Scherma ma sulla quale bisognerebbe veramente interrogarsi. Che senso ha una gara, perlomeno quella femminile a cui ho assistito, con solo una ventina di straniere su circa 160 presenti e molte over 23?   A parte questo interrogativo, sono stato spettatore di un episodio cui non si vorrebbe mai assistere: due maestri, uno dei quali nello staff della nazionale giovanile, che quasi vengono alle mani. La scazzottata non c’è stata solo perché divisi da altre persone e uno di loro, il maestro federale che aveva dato il via alla lite, allontanato a forza. Questa la sequenza dei fatti di cui sono stato spettatore incredulo.  C’è un punto contestato in maniera estremamente plateale dal maestro federale che inizia ad urlare contro l’arbitro. Questo non sanziona le intemperanze ma chiama il direttore di torneo che interviene in pedana. Dopo avere parlato con i due, arbitro e maestro, fa riprendere l’incontro e si allontana.  L’assalto si conclude con la sconfitta dell’allieva del maestro federale per 15/14. Saluti all’avversaria, al maestro dell’atleta che ha vinto e all’arbitro. Tutto sembra essere finito, ma così non è. Il protagonista torna sui propri passi e si avvicina urlando al collega che sta parlando con altre persone. Inizia ad apostrofarlo in modo estremante veemente, davanti a tutti con termini che ne mettono in dubbio onestà e moralità, finché alla reazione di questo, che fino a quel momento non aveva assolutamente reagito, non iniziano ad accapigliarsi e solo l’intervento di altre persone impedisce la rissa. Ora, mi chiedo, visto che il pessimo episodio è avvenuto davanti tutti e soprattutto agli arbitri, perché non sono stati presi provvedimenti disciplinari? e in particolare nei confronti del maestro che segue i nazionali U20, tra l’altro non nuovo a comportamenti molto sopra le righe?   Pensiero cattivo: forse proprio per il suo ruolo? Forse perché fa parte del cerchio magico? I vertici federali sono stati informati? “;

al sud invece è accaduto quanto segue:
“In occasione della gara interregionale a Foggia, ho assistito ad una scena molto brutta. Durante un incontro, un arbitro molto giovane veniva pesantemente mortificato e umiliato davanti a tante persone, da un signore che lo aveva affiancato durante il match. Poco dopo un maestro si avvicinava al tizio e tra loro iniziava un diverbio. Da poco frequento la scherma, per cui non conosco i nomi dei protagonisti. Però fossi stato il padre del giovane arbitro, sinceramente non so come avrei reagito. Presumo fosse il capo degli arbitri, e secondo il mio punto di vista non è stato per nulla professionale, perché avrebbe dovuto parlare al giovane arbitro in privato. Ripeto, screditare e sminuire l'operato del giovane arbitro in presenza di molte persone, è stata una scena non bella da vedere.”
Questi i fatti. Viene da pensare che la FIS sia assente, che non riesca a controllare quanto avviene sui luoghi di gara. Ciò che demoralizza è il comportamento del maestro di staff, il quale dovrebbe essere una guida sicura e di esempio, non solo per i propri allievi ma per tutti gli astanti. Una mia considerazione: un maestro di staff, se sottoposto a contratto federale, non dovrebbe operare in un club, dovendo assicurare la sua imparzialità e l’equidistanza da tutte le parti in causa, ma soprattutto verso gli atleti;
per quanto riguarda il modo di agire e la gestione di un momento di riscontro da parte di un arbitro con responsabilità coordinative e di verifica, non c’è molto da dire se non che, lo ribadisco ancora una volta, il settore va ristrutturato.
Al di là di eventuali riforme, divenute ormai assolutamente improcrastinabili, rimane la ferma convinzione che ci siano persone cui la posizione raggiunta le metta al riparo da qualsiasi violazione di regole e principi di lealtà e rispetto, sia per il proprio incarico che per le persone che sono chiamate ad amministrare. Ciò detto, da quanto mi è stato riferito, anche verbalmente, non ci sono stati provvedimento in loco né la opportuna segnalazione agli organi di giustizia (Giudice sportivo). In quest’ultimo caso, voglio augurarmi che i miei interlocutori si siano sbagliati o quanto meno gli sia sfuggita l’eventuale sanzione sul luogo di gara e la successiva informazione all’Autorità preposta.
Ezio RINALDI

sabato 2 febbraio 2019

GLI INCIDENTI DISCIPLINARI DI SCARSO

Avendo fatto accenno nei commenti all’articolo TERNI: confessioni, candidati e campagna elettorale, ad incidenti disciplinari in cui sarebbe incappato il Presidente federale e volendo rispondere ad alcuni interventi anonimi, eccomi a fare chiarezza.
Era l’anno 2004, Giorgio Scarso decise di porre la propria candidatura alla Presidenza della F.I.S. per il rinnovo delle cariche federali relative al quadriennio 2005/2008 e trovò nel sottoscritto un valido alleato. Non sto a dire come giungemmo a tale alleanza, ma arrivo subito al dunque.
Come è ben noto, in campagna elettorale si fanno patti e promesse per riuscire a conseguire il risultato della vittoria. Ebbene, Giorgio Scarso stipulò degli accordi con il Maestro Augugliaro, il quale rappresentava una certa fetta di elettorato, quindi una sorta di mi dai e ti do. Fui presente agli incontri tra i due, pertanto testimone oculare di quanto concordarono ed a tal proposito vi furono scambi epistolari, con i quali si chiarirono i termini dell’appoggio elettorale, cioè cosa avrebbe avuto il M° Augugliaro in cambio del suo sostegno. Dopo le elezioni quest’ultimo passò alla riscossione, ma trascorsero alcuni mesi affinché gli fosse data una risposta, nel frattempo gli furono fatte delle proposte, non ritenute adeguate e rispondenti agli accordi sottoscritti. Talché il M° Augugliaro denunciò all’autorità sportiva federale il neo eletto Presidente. Il Procuratore federale, ricevuto l’esposto comunicò ad entrambi l’apertura di un fascicolo e l’inizio delle indagini, al termine delle quali furono ambedue deferiti al Giudice unico, che fissò la data del processo sportivo. Al termine del dibattimento tutti e due subirono il provvedimento di di squalifica, 45 gg. a Scarso e 15 giorni ad Augugliaro per VOTO DI SCAMBIO. Il provvedimento assunto avrebbe impedito al Presidente di Rappresentare la Federazione ai Campionati del Mondo Assoluti di Torino. Per una settimana ressi (si fa per dire) il timone della federazione.
Naturalmente, Scarso ricorse al Giudice di appello, il quale senza entrare nel merito della sentenza di 1° grado, ritenne di annullare il provvedimento in quanto, a suo dire, erano scaduti i termini per presentare la denuncia. In verità il Regolamento di Giustizia dava ragione al Procuratore. Però, come ho sempre sostenuto, le sentenze si rispettano.
Nelle settimane successive, il Presidente rilasciò una intervista al magazine SCHERMAONLINE diretto dal Dr Antonio Fiore, nella quale si lasciò andare a commenti offensivi nei confronti di Augugliaro, che non perse tempo e denunciò l’accaduto alla Procura Federale, la quale deferì il Presidente al Giudice Unico. Al termine del processo l’Organo di 1° grado comminò al massimo vertice federale una AMMONIZIONE CON DIFFIDA. Tale provvedimento, di per se non molto pesante, aveva come attributo un periodo di tre mesi di condizionale, durante il quale se il Presidente avesse subito una qualsiasi sanzione sarebbe incorso automaticamente in una squalifica di tre mesi.
Qualche giorno dopo venne recapitato presso il mio domicilio, in forma anonima, un plico contenente la memoria difensiva di Scarso, relativa al processo di 1° grado, con la quale asserì che nelle dichiarazioni da me rilasciate al Procuratore federale affermai il falso. Dimostrai la inattendibilità del Presidente consegnando alla Procura federale i documenti attestanti la veridicità delle mie dichiarazioni. Il Procuratore si pronunciò a favore di Scarso, sostenendo che lo scritto non rendeva l’idea di ciò che si voleva manifestare e che ascoltandolo a viva voce il senso dello scritto assumeva un altro valore. In buona sostanza, avendo sovvertito il detto latino SCRIPTA MANENT VERBA VOLANT archiviò il caso, poiché il Presidente pur avendo rilasciato dichiarazioni ai limiti dell’illecito disciplinare non ebbe una condotta tale da dover subire una sanzione. La Procura salvò il Presidente poiché un qualsiasi provvedimento lo avrebbe tenuto fuori dalla federazione per tre mesi.
Questo è tutto. Ho volutamente tralasciato tutti gli aspetti politici che accompagnarono le vicende.

Ezio RINALDI