domenica 11 novembre 2018

SOGNO o.......


La scherma o, meglio, la passione per la scherma riempie tanto la mia vita da imporre la sua presenza anche nei momenti più impensabili: durante il sonno!
Ho sognato, infatti di essere un CT, di godere, come tecnico, di una grande, considerazione da parte del presidente FIS, nonostante, non abbia acquisito alcun merito particolare e non abbia mai formato schermitori di rilievo.
Stupito io stesso della mia posizione, mi guardo attorno per capire come sfruttarla al meglio.
Prima di tutto decido di circondarmi di collaboratori che non discutano le mie scelte, i quali, tenuto conto della grande considerazione di cui beneficio, non potranno e non vorranno mai mettere in ombra la mia persona e il mio ruolo.
Poi (decido) di gratificare un gran numero di “operatori”, per avere una base consistente di sostenitori “interessati”.
Avendo in mente un progetto finalizzato al successo di qualche mio giovane protetto/a, cerco di condividere i meriti acquisiti da altri tecnici per farli miei, alla prima occasione, e di guadagnarmi la stima, l’ammirazione e la gratitudine dei miei protetti/e, di uno/a in particolare, agevolandone con tutti i mezzi il cammino (la carriera). E cavolo! Se no che CT sarei, se non cercassi in tutti modi di rinforzare le posizioni acquisite e di averne qualche vantaggio? Certo, i miei protetti/e sono giovani, “chiusi” da atleti/e più grandi e titolati/e di loro. Nel sogno mi sovviene una soluzione, un modus operandi che arriva tra un raduno e l’altro, che ritengo percorribile e che pochi potrebbero contestare: largo ai giovani!
Prima faccio carte false per far partecipare i miei protetti/e, e di questi uno/a in particolare, a più competizioni possibili (magari, anche ai mondiali universitari…d’altronde, cavolo, ci andranno anche loro all’università). Con tante occasioni, prima o poi, visto che in realtà sono anche abbastanza bravi/e, qualche risultato lo porteranno a casa?
E, caspita, nel sogno sta andando veramente bene. Perché, allora, non cercare di spianare la strada ad almeno uno/a di essi, quello a cui tengo di più, verso l’olimpiade? La strada più agevole sarebbe senz’altro quella dell’inserimento nella squadra assoluti. Ma come farlo/a entrare? Quella attuale ha ben fatto fino ad ora e l’atleta più avanti con gli anni (che avrei potuto mettere fuori) ha conseguito risultati di assoluto prestigio. Quindi come inserire in squadra il mio/a favorito/a? Sacrificando chi? Con quante critiche?
Ma ecco ancora l’idea risolutiva (cavolo sono proprio in gamba, peccato che è un sogno): convoco, guardando al futuro (eh,eh) due giovani, un maschio e una femmina, togliendo dalla squadra due pezzi da novanta, dimostrazione evidente della mia buona intenzione di inserire i giovani per far fare loro esperienza, che non manca certamente agli esclusi i quali, ingenuamente penseranno, per i loro precedenti, di essere al sicuro da “sorprese”.
Ciò fatto non mi resta che sperare nel mio “Culo”, che ha dato fin qui prove egregie, rendendomi protagonista di numerosi successi personali. Se la squadra dove inserisco il mio/a pupillo/a dovesse far risultato…il gioco è fatto! Chi potrà mai criticare il CT di aver dato fiducia alla squadra vincente?
Il tempo c’è, io mi sto preparando da un bel po’ e qualcuno/a grazie alle mie “cure” prima o poi comincerà a rendere meno del solito….beh, mi pare di poter nutrire fiducia.
Dimenticavo, il preparatore fisico, ormai abituato a fare gite gratis, poiché, diciamolo chiaramente, nonostante sia rifiutato da tutti i nazionali l’ho portato dappertutto, comincia a pensare di averne diritto. Ma va bene, in realtà fa parte del mio staff e può essere ancora utile.
Mi sveglio e mi accorgo che era solo un sogno….
Ugo SCASSAMAZZO


martedì 6 novembre 2018

RIDIMENSIONATO MALAGO'


Giovanni MALAGO'
E’ di qualche giorno fa la notizia secondo la quale il Governo abbia inserito nella legge di bilancio una riforma del CONI e che vede MALAGO’ attapirato poiché tale iniziativa, di fatto, svuoterebbe di potere il presidente e l’ente. Infatti lo strumento di controllo in mano al massimo ente sportivo, ovvero la gestione del contributo governativo, il cui importo ammonta a circa 420 milioni di euro, passerà di mano, lasciandogli poco più di 40 milioni per la preparazione olimpica, mentre tutto il resto verrebbe gestito dalla partecipata SPORT e SALUTE spa, i cui vertici saranno nominati dal Governo.
Di fatto le federazioni riceverebbero il contributo necessario alla loro sopravvivenza direttamente dallo Stato per il tramite del costituendo nuovo ente, nel quale il CONI stesso non potrà più metterci piede, grazie a clausole di salvaguardia che impediranno ai dirigenti sportivi di occuparsi ancora di denaro, anche indirettamente (almeno temporalmente).
Sembrerebbe che MALAGO’ stia cercando aiuti presso altri autorevoli personaggi affinché si possa mettere un argine alla iniziativa governativa.
Questi in estrema sintesi i fatti. Alcuni media ritengono l’intervento del Governo sacrosanto ed avrebbero auspicato che detta riforma potesse essere applicata già dal 2018 o, al massimo, dal 2019, invece lo sarebbe dal 2020.  Al di là di qualsiasi opinione che ogni lettore potrà farsi, è d’uopo soffermarsi sul perché il Governo abbia ritenuto necessario tale azione e soprattutto senza concordarla con i vertici sportivi. Si è tanto parlato dell’immobilismo, per esempio, verso l’Atletica Leggera, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti; del disastro relativo al commissariamento della Federcalcio, dove ad un certo punto non si è capito più nulla; del maldestro intervento a protezione di qualche Presidente, autore di modifiche statutarie fatte passare come refusi; delle dimissioni del super procuratore del CONI, Gen. CATALDI; delle candidature di Milano, Torino e Cortina quali sedi per le olimpiadi invernali. Insomma da tutto ciò emergerebbe una gestione autoreferenziale tendente a non modificare lo status quo, peraltro evidenziato dal fatto di concedere ai presidenti in carica che stiano terminando il terzo mandato, o che lo abbiano addirittura superato, la possibilità di un ulteriore quadriennio.
Ebbene, a chi giova tutto questo? A chi giova che lo sport rimanga in questa stagnazione? Perché affidarsi sempre a soggetti che hanno già scritto la storia qualche decennio fa e che sarebbe il caso di lasciarli alle loro incombenze private piuttosto che trasformali sistematicamente nei nuovi traghettatori?
Vale la pena ribadire (lo ha già detto qualcun altro) che lo sport italiano non sopravvive esclusivamente grazie al CONI ed ai suoi sforzi ma più strumentalmente al fatto che la presenza dei Gruppi Sportivi Militari garantisce agli sport di nicchia di essere competitivi a livello mondiale e di vincere medaglie olimpiche. In buona sostanza i dirigenti del CONI e delle varie federazioni avrebbero fatto passare il concetto per il quale il merito dei successi sia da ascriversi alla loro azione.
La realtà ci dice che laddove inizia ad esserci professionismo, lo sport italiano perde competitività. Così è successo per diversi sport: finché gli stipendi statali sono stati competitivi con un mondo sportivo mediamente povero, gli sport di nicchia, e non solo, riuscivano ad essere concorrenziali a livello mondiale. Quando i soldi hanno iniziato a circolare, all’inizio del XXI secolo, l’Italia non è stata più in grado di competere alla pari in campo internazionale. Una siffatta situazione richiedeva un intervento che potesse disciplinare meglio le attività delle varie federazioni ed è in questo senso che va letta l’iniziativa governativa.
Tutto ciò detto devo anche segnalare il fallimento della governance sportiva se si è finito per consegnare lo sport alla politica, badate bene, non allo Stato ma alla politica, perdendo così la propria autonomia, e questo potrei definirlo, anzi lo definisco tragico. Lo sport indipendente dalla politica unisce le varie anime, senza distinzioni di colore o di partito ma da ora in poi, qualora il provvedimento venisse approvato, ma non ho dubbi che lo sia, potrebbe non essere più cosi: chi vivrà vedrà. Prendiamo atto che il presidente del CONI, in futuro, non potrà più operare come nel passato e questa forse è la nota positiva della riforma.
Ezio RINALDI

lunedì 29 ottobre 2018

NON SE NE PUO' PIU': lo sfogo del Maestro TORAN


Dalla pagina facebook del Maestro Giancarlo TORAN riporto il suo sfogo relativo alla gara satellite di Antalya in Turchia.
21.10.2018 alle 19:07
Ancora un podio, un argento, per Marta Cammilletti, che ad Antalya, in Turchia, ha partecipato ad una prova di coppa del mondo satellite. Un argento che lascia però l’amaro in bocca. Come restereste se vi venisse comunicato dalla Fie, un attimo prima di iniziare, che le regole della gara cui partecipate, con sacrificio economico personale, saranno cambiate in modo sostanziale, e per voi mai sperimentato, nella parte finale della gara? 
La storia è questa: la Fis chiede a Marco Malvezzi la cortesia di portare ad Antalya un apparecchio da testare, in cui il bersaglio non valido è abolito. Da testare, non da utilizzare in gara. Ed invece, incredibilmente, è quello che succede: e neanche per tutta la gara, così da orientarsi almeno un po’, ma solo nella parte finale, il tabellone dei primi otto.
A niente sono servite le proteste. Marta ha iniziato vincendo tutti gli assalti del suo girone e poi, con distacchi abissali, tutti gli assalti di diretta, fino alla finalissima. Qui si è trovata di fronte un’avversaria alta due metri – la vedete nella foto, è l’olandese Rentier – che ha sfruttato alla perfezione le nuove regole, che favoriscono sfacciatamente chi è più alto, e i comportamenti che dal punto di vista della convenzione sono scorretti: immaginate di fare una bella parata e risposta, che va però in bersaglio non valido, mentre l’avversario tira dentro, e fa un punto che altrimenti sarebbe annullato.
Ci siamo quasi assuefatti, con gli anni, a questo modo per me inconcepibile di operare. Si inventano nuove regole, che modificano sostanzialmente o capovolgono le regole dell’arma (si pensi alla definizione di attacco nel fioretto, o alla passività nella spada), e le si impongono senza la necessaria sperimentazione: che si fa, ma in corso d’opera, e sulla pelle di chi ha speso fior di quattrini per andare a fare una gara importante e costosa, all’estero, e si trova a dover affrontare un gioco stravolto, cui non ha potuto prepararsi.
Non riesco a comprendere la logica sottostante queste decisioni, che mi sembrano aberranti. Si vuole forse accelerare verso l’arma unica? Cosa resta del fioretto originario?
Spero che la nostra Federazione si opponga con decisione a questo modo di fare, nell’interesse della scherma. Non se ne può più.
Ecco, parto dalla speranza del Maestro, il quale vorrebbe che la Federazione Italiana scherma si opponesse a questo tipo di decisioni, prese sulla pelle degli atleti, decisioni assunte dalla FIE, per rilevare come i nostri rappresentanti all’interno del massimo organismo mondiale di scherma non siano evidentemente tenuti nelle debite considerazioni  pur occupando tutti i posti disponibili nelle varie commissioni e nel Bureau,  e non assicurano di certo sufficienti garanzie ai nostri atleti  ove impegnati in gare internazionali.
Nel direttivo FIE vi è anche il Presidente FIS, già vice presidente dell’organismo, ma, evidentemente in forte calo di autorevolezza e nel potenziale ruolo di influenser della politica internazionale.
Mi dicono che sia stata inviata una lettera alla Federazione mondiale ma che sia rimasta lettera morta. Ciò dimostrerebbe, se ce ne fosse ancora bisogno, la china politica internazionale di Scarso. Può darsi che mi sbagli, ma sarà il tempo a dirlo, intanto registro ciò che è accaduto sulla pelle delle atlete.
A questo punto mi sorge un interrogativo, A cosa servono allora gli accordi internazionali sottoscritti dalla FIS con le altre federazioni?  Quale è lo scopo? Se stipulo un accordo/convezione con un partner è perché oltre a dare devo riceverne un beneficio. Nel caso specifico i partner della FIS che benefici ci assicurano? E la FIS cosa offre loro? Tutti i viaggi del presidente per le varie destinazioni planetarie a che servono?  Se questi accordi fruttano un consenso politico in favore di Scarso in ambito FIE , per assicurargli la riconferma nel massimo Organismo mondiale, quali sono i benefici che in tale ruolo egli riesce ad assicurare alla nostra federazione? 
Ma se stipulare accordi ed entrare nel bureau dà questi risultati sarebbe bene che il Presidente FIS se ne restasse a casa per cedere il passo a chi potrà fare meglio di lui (non sarebbe nemmeno tanto difficile). E’ mio parere che ormai si vada in giro a distribuire riconoscimenti, la maggior parte dei quali serve forse solo a fare propaganda allo scopo di riuscire a conservare la poltrona.
Si, hai ragione Maestro TORAN: non se ne può proprio più e spero che il mondo della scherma ne voglia prendere atto.
Ezio RINALDI


lunedì 22 ottobre 2018

LE REGOLE DEGLI AMICI

Legnano
Legnano, gara nazionale cadetti di spada maschile, atleti da tutta la nazione, organizzazione impeccabile, come sempre, il tutto unito a fatti strani.
La gara, che si sviluppava su due impianti, il palazzetto e un tendone, per consentire di avere il numero di pedane necessarie alla competizione, vedeva anche un severo metodo di rilascio dei pass, onde evitare la presenza di accompagnatori selvaggi che fluttuavano ovunque e affollare inutilmente il parterre.
A rilasciare i pass si trovava il preposto federale, che con la consueta serietà verificava se la persona che chiedeva l’innovativo braccialetto da indossare al polso appartenesse alla lista degli aventi diritto, cioè gli istruttori.
Curioso come su quella lista siano comparsi anche personaggi che non solo non sono istruttori, ma nemmeno dirigenti, e guarda un po’ nemmeno tesserati alla federazione. Eppure sono stati visti aggirarsi per le pedane con tanto di bracciale al polso.
Ovviamente i dettagli li dobbiamo omettere, e così anche le foto che li vedono per nulla trafelati aggirarsi in gara, come se nulla fosse, perché non abbiamo intenzione di chiacchierare di lui, lei e loro, quanto del fatto che nonostante si fosse stretta la morsa dei controlli per gli accessi, questi invece comparissero nella lista degli aventi diritto, come se le regole per certi amici, si potessero addolcire.
Perciò in nome della trasparenza, chiediamo che la lista degli aventi diritto ad entrare nel parterre, venga pubblicata a inizio stagione, con l’obiettivo di essere sempre più consapevoli dei diritti e anche dei doveri di ognuno, beninteso che per entrare nel parterre, potrebbe bastare essere in possesso del tesserino di tecnico federale, per poterlo esibire senza dover richiedere fantomatici braccialetti o altro a ogni gara. Ma è un uovo di Colombo così semplice che metterebbe in crisi be più di un organo o personaggio che invece ama gestire certe regole con più rilassatezza.
Ugo SCASSAMAZZO

martedì 16 ottobre 2018

IL TRIONFO DELLA VERITÀ 2.0


Cari amici, lettori e frequentatori della “PIAZZA”, ricordate l’articolo https: // piazzadellascherma.blogspot.com/2014/05/fiabe-balle-e-tasse.html, a firma di Antonello FILECCIA?
 Il pezzo fu “privatamente” contestato dal Segretario Generale FIS Marco CANNELLA, il quale, sebbene da me garantito nel suo diritto di replica,  preferì  tacere e sporgere querela per diffamazione nei miei confronti e nei confronti dell’autore del pezzo.
 In data 20 ottobre 2016 il GIP del Tribunale di Roma, su proposta del Pubblico Ministero e contro l’opposizione del querelante, ha archiviato il procedimento a mio carico ritenendo la querela infondata.
I medesimi fatti sono stati oggetto di un secondo procedimento che mi ha visto nuovamente indagato del reato di diffamazione in concorso con il dott. Fileccia; anche in questo caso il Pubblico Ministero ha chiesto l’archiviazione per insussistenza del reato ma Cannella ha proposto nuovamente opposizione e in data 19 settembre 2018 si è svolta una nuova udienza dinanzi ad un nuovo Giudice che, oggi, 15 ottobre 2018, ha comunicato il secondo verdetto: Detto provvedimento ha attestato, se mai ve ne fosse bisogno, l’assoluta liceità di critica ma soprattutto che i fatti citati nel pezzo di Fileccia sono stati ritenuti STORICAMENTE NON CONTESTATI. Ciò significa, in altri termini, che i fatti descritti rispondevano al vero.
Da varie indiscrezioni ho appreso che in itinere potrebbero esserci altre denuncie/querele sia a mio carico che verso il Blog,  ma considerato che gli articoli pubblicati sulla piazza sono sistematicamente sottoposti alla vaglio di persone altamente qualificate ancor prima della loro pubblicazione,  suppongo che gli esiti di eventuali  querele potrebbero essere uguali ai precedenti, cioè l’archiviazione.
Mi domando invece : è mai possibile che con tutti gli esperti giuridici di cui dispone la FIS, oltre al consulente legale, Cannella si è comunque determinato a sporgere l’inutile querela? 
Da parte mia ho atteso l’emissione dei provvedimenti in modo assolutamente sereno, conscio del fatto di essermi sempre comportato correttamente a dispetto di coloro  continuano a indicarmi come il male oscuro da eliminare a tutti i costi. 
E questa seconda archiviazione  sopraggiunge al momento giusto  in quanto mi dà la carica e la forza per continuare nella direzione intrapresa alcuni anni fa.
Altra riflessione che faccio: invece di sporgere inutili denunce e querele perché non accettare un confronto aperto sulle varie tematiche portate alla luce da questa “PIAZZA”? E se non si vuole scendere nell’agone del blog, perché non convocare una assemblea Straordinaria per discutere su tutto ciò che ieri ed oggi viene contestato dai tesserati? Di cosa si ha paura?
Ribadisco un concetto ed un valore fondamentale che sorregge questo BLOG:” Chi vuole contestare quanto viene pubblicato qui si comporti da vero sportivo  e come tale accetti il  pubblico confronto; prenda in mano la “penna”  e dia  voce alla propria opinione in modo libero e democratico, così come ho sempre auspicato, su questa piazza che è sempre stata e continuerà ad esserlo, aperta a tutti!
Ezio RINALDI

domenica 14 ottobre 2018

OLIMPIADI GIOVANI DI BUENOS AIRES: successo o fallimento?

Tre atleti alle Olimpiadi giovani di Buenos Aires e tre meritatissime medaglie: due d’oro e una d’argento; ma questa spedizione italiana, può ritenersi un successo sotto ogni aspetto, o esistono sfumature che mettono in crisi alcuni lati della gestione della gara?
Nel precedente articolo abbiamo visto come la spedizione italiana in Argentina abbia mostrato foschi chiaroscuri nel taglio degli atleti italiani che sulla vincentissima Federscherma sono stati ridotti da 5 a 3, cioè quasi dimezzati. La gara ha poi messo ancora più in luce la brillantezza dei nostri tre campioni, Davide Di Veroli, Martina Favaretto e Filippo Macchi. Nonostante Martina abbia fatto una gara ineccepibile, si è trovata di fronte la giapponese Yuka Ueno, che ancora non riesce a battere, ma siamo certi che è solo questione di tempo. Di Veroli invece si è distinto andando verso la medaglia d’oro con la solita scioltezza, confermando le aspettative. Filippo Macchi invece nel fioretto ha terminato solo settimo, perdendo dal francese che poi ha vinto la gara e anche per lui siamo certi che basterà perseverare per ottenere i migliori risultati che noi tutti gli auguriamo di centrare.
Quello che possiamo dire sia del tutto discutibile è stato il marketing dell’evento, con la sua comunicazione. Il nostro biasimo va tutto devoluto alla gestione dell’immagine federale, relativamente alla gara di scherma, infatti nell’era dell’informazione digitale, che per di più è gratuita, in quanto non ha bisogno né di giornalisti tanto meno di redazioni, con una informazione che corre lungo l’etere e viene recapitata sullo smartphone delle persone, ci chiediamo come mai si sia arrivati a tanta superficialità nella pubblicazione e visibilità dell’evento sia prima che durante e dopo. La superficialità nel voler o saper mostrare i successi raggiunti, lascia stupiti e apre a numerosi dubbi sulle capacità di chi la gestisce.
La cosa peggiore è stato vedere che le notizie venivano date con grande ritardo sui social, con privilegio per Facebook, dove è più complicato trovare le informazioni, a detrimento di Instagram, che ha un target più giovanile e gli hashtag sono più veloci da rintracciare. Infatti, se la notizia ben fotografata dall’ormai internazionale Augusto Bizzi veniva data con tempestività, mancava del tutto il wording descrittivo che consentiva di capire a che punto fosse la gara e a che livello gli atleti. Uno sforzo che sarebbe costato davvero poco, se la FIS si fosse occupata del marketing di valore, quello che dà la visibilità necessaria con informazioni adeguate per seguire gli eventi dove gli italiani spiccano più o meno quasi sempre. Invece le notizie su Facebook sono abbastanza descrittive, ma non sempre, mentre quelle su Instagram sono quasi sempre prive di contenuti, con una serie di hashtag significativi, ma manca quasi sempre la notizia, nella didascalia o come dovremmo chiamarlo il post. Questo denota non solo superficialità, ma anche incapacità di intendere il senso sia dell’hashatag che quello del post, infatti per trovare il post uso il primo, ma se nel secondo non trovo la notizia è tutto vano.
E adesso passiamo al secondo e più scottante dei problemi: la mancanza delle sponsorizzate. Il problema endemico della nostra federazione sono i numeri. Una patologia cronica delle società sportive e quindi anche della federazione, il cui sintomo è la scarsa quantità di schermitori per rendere il movimento più solido e anche più performante. Se con tutti i campioni che la scherma produce, non si riesce ad avere una corretta visibilità al di fuori del mondo della scherma, per convogliare atleti di ogni età nelle palestre, possiamo dire che la pubblicità che la Federazione esercita sui social e nel web vale poco meno di zero. È notorio infatti che i giovani siano molto attenti più sul web, che sulla televisione o i giornali, il che vuol dire che è quello il luogo privilegiato per la pubblicità efficace che una federazione deve ricavarsi. Non ultimo fra questi avere un canale web con una apertura al mondo dell’informazione che è ancora tutta da progettare e realizzare. Ma per fare tutto questo bisognerebbe avere uno staff che si occupasse del visual marketing della FIS, altra grande e imprescindibile frontiera che la vecchia Federazione pare non voglia prendere in considerazione e che lascia gli schermitori dubbiosi sul loro futuro.
Tutto questo è accaduto in un periodo dell’anno in cui si apriva la stagione sportiva e le società avevano un bisogno totale di pubblicità. Invece ogni anno si glissa in maniera oramai troppo evidente, segno che l’aumento degli iscritti a Viale Tiziano non è argomento di interesse.

Bisogna ammettere che il web marketing è una frontiera che la nuova federazione post-Giorgio Scarso dovrà prendere in considerazione, specie se riuscirà a risparmiare soldi tagliando quei capitoli inutili o troppo pesanti che forse da molti anni gravano sulle tasche degli schermitori italiani. Mentre se l’attuale squadra di governo resterà al potere, possiamo stare tranquilli che le cose non cambieranno e come al solito, nonostante i grandi successi sportivi internazionali, la scherma rimarrà sempre la cenerentola d’Italia.
SCASSAMAZZO Ugo

mercoledì 10 ottobre 2018

IL TRAMONTO: è già iniziato per il Presidente federale?


Si stanno svolgendo le Olimpiadi giovani di Buenos Aires e due schermitori su cinque sono stati lasciati a casa per esubero di atleti. A nulla è valso il potere di Giorgio Scarso nel CONI che non ha saputo difendere lo sport di cui è presidente indiscusso da quasi 16 anni.
Estate 2018, tutto è pronto per una olimpiade, quella giovani che è la prima della loro vita. Cinque schermitori italiani sono al di sopra di ogni più felice aspettativa, perché a ottobre 2018 si confronteranno davanti ai più forti e motivati atleti del mondo a Buenos Aires per partecipare a un avvenimento che sulla carta, per loro non si ripeterà più, ma solo per esclusive ragioni anagrafiche.
Filippo Macchi, Davide Di Veroli, Martina Favaretto, Sara Kowalczyk e Benedetta Taricco non stanno più nella pelle per la felicità, ma soprattutto è il biglietto per potersi affacciare alla Olimpiade di Tokyo o quella successiva. Un traguardo che non si cancellerà mai più nel loro palmares di atleti. Ma non hanno calcolato un piccolo dettaglio, che gli atleti Italiani autorizzati dal CIO potevano essere solo 73, (e noi ignoriamo il metodo di calcolo che ha impiegato il Comitée), a fronte dei 91 qualificati. Un segno piuttosto interessante della vitalità dello sport giovanile italiano, alla faccia della carenza di impianti sportivi e di una legislazione in merito del tutto al loro livello.
Così il CONI, che non si aspettava di dover tagliare gli atleti ha dovuto prendere delle decisioni piuttosto drastiche e lasciarne a casa 18 che tristemente per ora ripongono nel cassetto la speranza di affrontare la competizione a cinque cerchi, la più ambita del mondo e della storia. Fra questi, sempre Malagò e il suo staff, ha dovuto lasciare a casa anche due dei cinque schermitori, alla faccia dell’ex vice presidente del CONI che pare non conti più nulla nel Palazzo H a Roma. Il segnale viene dai tagli riportati agli schermitori, che sarebbero con ogni probabilità saliti tutti o quasi sul podio, a favore di altri due atleti o sport, le cui federazioni evidentemente valgono politicamente molto di più di questa tanto piccola nei numeri, quanto grande nei risultati, Federscherma.
Per far tacere la cosa è stato dato a Di Veroli per una meritatissima ennesima volta nella scherma, l’incarico di portare la bandiera nella sfilata iniziale, pur in presenza di altri atleti meritevoli.
Il popolo della scherma però non è del tutto scimunito, e ha cercato di vederci chiaro, se non chiarissimo, ed è bastato bussare nemmeno tanto forte qua e là per ottenere l’informazione che ci ha permesso di scoprire tutto. Cosa pensava il Presidente, che il silenzio del quale ha ammantato la “mai-stata-sua” federazione sarebbe durato per sempre?
Ora aspettiamo che la scherma italiana, possa svettare sul podio e far brillare una olimpiade che è sempre di più dipendente dai nostri formidabili atleti.
Viva la scherma e i suoi schermitori!
Ezio RINALDI

martedì 2 ottobre 2018

GENOVA, IL PONTE MORANDI E LA SCHERMA: lettera di una ex spadista.


Giordana COMPARINI
Qualche giorno fa, passeggiando sul web mi sono fermato sulla pagina facebook di Pianeta Scherma perché mi aveva incuriosito e colpito una lettera scritta da una ex spadista, che riporto per intero, in quanto merita non solo pieno rispetto ma anche una seria e profonda riflessione.
Pianeta Scherma scrive:
A seguito della tragedia del crollo del Ponte Morandi, la Fis, di concerto col Comitato Regionale Liguria, ha deciso di ammettere tutti gli atleti liguri alla prima prova Open senza dover passare dalla qualifica regionale, stanti anche i problemi di viabilità che rendono particolarmente complicato il raggiungimento del luogo di gara (l'appuntamento, da calendario, era fissato a Voltri per il 14 ottobre). Sulla decisione della Fis riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta da una spadista ligure.
Cara Fis,
Mi è stato insegnato che a “caval donato non si guarda in bocca” e quindi prendo atto per alcuni, del tuo regalo, per tanti, fortunatamente, del tuo gesto che hai fatto per la mia Regione e città colpita dalla tragedia del Morandi e a, prescindere da come abbia cominciato e andrò avanti, ti voglio comunque ringraziare di cuore. Sinceramente.
Però ci tenevo a dirti che mi è anche stato insegnato, e ti sarà familiare, ad aspettare fino alla 15esima stoccata, ed oggi più che mai la mia amata/odiata Zena (=Genova ndr) lo sta facendo. Ho visto vigili del fuoco, volontari della croce, polizia, municipale, infermieri e medici mettersi le loro divise e scendere in strada per affrontare quell’orrore che è il Morandi. Orrore che si è portato via, come ben sai, 43 persone accertate e che ha stravolto tutta la precaria certezza di quotidianità a cui ci siamo sempre aggrappati, sperando non cadesse mai. Quindi ti chiedo, tradendo le mie prime righe, tra tutte le cose che si potevano fare, come mai ci rendi ancora “vittime” impedendoci di scegliere, noi che possiamo, il nostro sport e di rendere omaggio alla nostra città con l’unica divisa che ce lo può permettere? Non so Fis, forse si poteva trovare un altro posto più “agevolmente raggiungibile” nei limiti della “nuova viabilità” del resto stiamo affrontando il Salone nautico, a breve avremo la consueta Coppa Pompilio…
Non so, forse, da buona genovese potevate ridurci le quote iscrizione gare…
Non so, destinare i nostri soldi alle unità cinofile, agli enti di volontariato che stanno aiutando nella zona colpita gli operatori…
Non saprei, in effetti non indosso la tua di divisa. Probabilmente è solo una riflessione mugugnosa di una vecchia calcatrice di pedane che poteva essere, come ognuno di noi, una del 14/8.
Grazie
Giordana”
La prova cui lei si riferisce si sarebbe disputata a Voltri, località a ovest di Genova, la cui raggiungibilità era agevolata dal vicino ponte Morandi e che dopo il suo crollo è diventata molto più difficoltosa.
Non giudico e non intendo strumentalizzare una tragedia che non ha colpito solo Genova ma, moralmente tutta l’Italia. Quindi, in linea generale il provvedimento trova tutta la sua validità nel voler essere vicino a Genova ed ai Genovesi e francamente, sotto questo aspetto sono d’accordo con la FIS. Non posso, altresì sottacere il malessere di una genovese e forse non solo suo, la quale rivendica il diritto di scelta, nel senso che la ex spadista avrebbe visto meglio un provvedimento di conferma della gara in altro luogo ligure, con la donazione delle quote di iscrizione a qualche associazione di volontariato che ancora operano in quel territorio. Insomma dare un segno più tangibile di solidarietà piuttosto che agevolare poche unità schermistiche. In questo senso apprezzo molto il pensiero di Giordana COMPARINI, ancorché espresso in forma pubblica. E’ altrettanto vero che nella regione ed a Genova in particolare avranno luogo ben altri eventi i quali dovranno fare i conti con una viabilità divenuta complicatissima, quindi l’ex spadista, mi pare di capire, avrebbe gradito altro tipo di intervento da parte federale che non una carità forse non richiesta.
Giordana COMPARINI, che ho avuto nella Sezione Scherma dell’allora Centro Sportivo dell’Esercito (CSE), la ricordo come una persona dalla grande sensibilità ed un profondo senso delle istituzioni e se ha sentito il bisogno di scrivere il suo pensiero lo ha fatto certamente per il grande amore che nutre per la sua città. Leggendo poi i post dei commentatori che ritenevano e ritengono giusto il provvedimento della FIS, nessuno ha risposto alla domanda di Giordana:” perché è giusto il provvedimento?” Ecco, si può essere d’accordo o meno con la lettera pubblicata ma alla domanda posta bisognerebbe dare una risposta e ciò non è avvenuto, ci si è limitati a dire che il provvedimento è stato giusto e non mi risulta che la FIS le abbia dato un qualche riscontro. Ci provo Io. Cara Giordana spesso pecchiamo di mancanza di idee, oppure in circostanze tragiche come quella di Genova siamo attanagliati dalla paura di sbagliare, oppure nella fretta di aiutare o di voler dare un segnale di vicinanza assumiamo iniziative di valore non all’altezza dell’evento che ci colpisce. E’ l’unica risposta che posso ipotizzare, altre teorie le lascio alla tua immaginazione.
Forza Genova! E forza a tutte quelle regioni e località colpite da eventi tragici.

martedì 18 settembre 2018

FESTA DELLA SCHERMA 2018: considerazioni ed alcune domande al Presidente SCARSO

Giorgio SCARSO - Presidente FIS

Come da comunicato FIS, il Presidente Scarso ha definito la festa della scherma 2018  a Gardone Riviera “Un momento di incontro importante”. Tralascio tutti i passaggi relativi alle premiazioni e riconoscimenti vari e mi soffermo sulle dichiarazioni del massimo dirigente federale: un incontro che - scrive Scarso - vuole essere un'opportunità di confronto con la base ed il Consiglio federale, sull'attività svolta nella stagione appena conclusasi e su quanto programmato per la stagione 2018-2019. Programmazione, suscettibile di modifiche, che potrebbero rendersi opportune alle luce dell'auspicato momento di interazione tra la base ed il Consiglio federale. Mi piace altresì evidenziare - continua il vertice federale - che l'incontro con le Società, risponde alle esigenze di consentire alla base di apportare con suggerimento, proposte e critiche costruttive, un fattivo contributo alla gestione del "sistema Scherma". L'incontro risponde alla forte volontà del Consiglio federale, di confrontarsi con la base in maniera diretta ed informale e di fatto sostituisce l'Assemblea biennale della società, che come a tutti noto, è stata abolita su precisa indicazione del CONI. In considerazione di ciò, sono a chiederVi di partecipare a detto incontro, che quest'anno si prevede particolarmente significativo in vista dell'inizio della stagione di qualificazione olimpica e della prossima Assemblea Straordinaria delle società per le opportune modifiche statutarie". Sulla base di tali esternazioni faccio alcune considerazioni:

a. quando il presidente afferma che l’incontro di fatto sostituisce le abolite assemblee biennali, probabilmente trascura il fatto che il CONI ha, sì, vietato di inserire negli statuti la previsione di una convocazione obbligatoria dell’assemblea straordinaria a scadenze fisse, ma  non ha vietato, né lo avrebbe potuto in alcun modo, di convocare le assemblee ogni qualvolta se ne avverta la necessità, poiché ciò rientra tra le specifiche competenze federali. Il momento assembleare ha una valenza politica ed amministrativa di particolare importanza ed è l’idonea sede per il confronto con la base;
b. Scarso sa quale sia la differenza tra incontro ed assemblea?
c. Quante volte sono state fatte proposte costruttive per migliorare il sistema scherma? E quante volte il Presidente ha dato significativi riscontri?
Considerato il fatto che egli non ha ancora risposto alle diverse sollecitazioni, fatte anche da persone e società a lui molto vicine, visto poi il gran numero di interventi sul blog sui vari argomenti, ritengo opportuno porre al Presidente alcune domande, domande che, come egli può constatare leggendo il blog, provengono dalla base: affiliati, tesserati o semplici genitori:
  1. Ha promesso di rinnovare la fis: ci può dire dove e come?
  2. Ha promesso di ascoltare la base: a parte l’incontro ad ogni festa della scherma, dove peraltro la partecipazione non è mai stata significativa, ci può dire in cosa consista il suo "ascoltare la base" e quali proposte provenienti dalla base sono mai state discusse o attuate?
  3. Ha smantellato i rapporti con l'Accademia Nazionale di Scherma che, peraltro, ha sempre garantito, sotto il controllo della FIS, il corretto svolgimento degli esami per il conseguito dei titoli di Istruttore Nazionale e Maestro di Scherma, ci può dire in virtù di quale convinzione o necessità lo ha fatto?
  4. Nella lettura del Suo programma:
       a.   Pag. 6: “progetto NUOVE LAME attraverso l’azione dei C.R. organizzare eventi ludico-promozionale, al fine di garantire ai neo praticanti, compresi nella fascia 11-14 anni, un approccio graduale e corretto all’attività agonistica limitando spese di trasferta” NON REALIZZATO;
b. pag.7:  “prevedere la possibilità di partecipare al circuito Europeo cadetti con un numero ben definito, le cui spese saranno a carico della federazione” NON REALIZZATO;
c. Pag. 8 “apportare modifiche al regolamento dell’attività agonistica ed in particolare rivisitare la norma relativa al numero degli atleti ammessi nelle singole specialità, ai Campionati Italiani Assoluti” NON REALIZZATO.
Può dare delle risposte a suddetti punti?
Ezio RINALDI

domenica 2 settembre 2018

AUTORIZZAZIONI A PROPRIE SPESE


La stagione 2018/2019 si appresta a partire ed uno dei primi atti della Federazione già lascia tutti sconcertati per decisioni e incapacità organizzativa, peraltro senza alcun cambiamento in termini di sorprese e favoritismi. 
Uno dei primi atti è stato quello legato alle  autorizzazioni a proprie spese per la  partecipazione agli allenamenti degli Azzurrini c.d. “a porte aperte” di Sciabola Maschile e Femminile e già c’è chi grida allo scandalo. 
Infatti tra gli atleti autorizzati a proprie spese per la sciabola maschile ve n’è uno di cui si è già parlato in passato, per aver vinto un campionato italiano grazie ad un cartellino nero successivamente ritirato. La sanzione prima comminata e come detto successivamente annullata, ha consentito all’atleta di partecipare ai successivi campionati italiani ed in virtù del risultato ottenuto, anche ai campionati del mondo di categoria ai quali probabilmente non avrebbe partecipato. Tale risultato, pare gli abbia consentito anche l’arruolamento in un gruppo sportivo militare. 
Al precedente allenamento degli azzurrini, svoltosi a Cascia nello scorso mese di luglio l’atleta, sempre autorizzato a proprie spese, pare per un atto di bullismo, sia stato espulso insieme con altro atleta. Quantunque le Disposizioni prevedano specificatamente art. 7: “….omissis…….Non saranno ammesse richieste di ammissione di partecipazione presentate da atleti o tecnici che abbiano subito un provvedimento di espulsione nell’anno precedente…”per lui la regola non vale, tant’è che sarà presente all’allenamento del prossimo 3 settembre, sempre autorizzato a proprie spese.
E’ facilmente immaginabile la pressione che si possa subire, soprattutto in presenza di legami di interdipendenza con l’atleta e la società di appartenenza. Probabilmente si potrebbero ricevere indicazioni, se non addirittura esortazioni, a convocare comunque il soggetto che, oltre alle intemperanze caratteriali, occupa una posizione nel ranking non meritevole della chiamata e ciò al fine di non attestare il fallimento di una scelta o di un investimento, rivelatosi errato. E’ del tutto sterile ribadire che non sono stati autorizzati atleti ben più alti nel ranking rispetto al medesimo.
 A tal proposito in campo femminile sono state autorizzate atlete che occupano posizioni ben oltre la 20^ nella categoria Cadette e addirittura oltre l’80^ nella categoria Giovani. Così come in campo maschile atlete che orbitano intorno alla 90^ posizione nei Cadetti e 50^ nei Giovani a discapito di altri atleti che addirittura occupano posizioni tra le prime 15 del ranking Giovani.
L'altra incomprensibile stravaganza della Federazione, in quest'occasione, è legata al soggiorno degli atleti autorizzati. Infatti questi ultimi non potranno pernottare all'interno della struttura ospitante gli atleti convocati, dovendo, di conseguenza, trovarsi una sistemazione alternativa all’esterno. Mi domando come possa pretendere la FIS di mantenere il controllo sugli atleti minori come peraltro lei stessa scrive all’Art. 3 sempre delle citate Disposizioni dove dice: “omissis…. Gli atleti ammessi seguiranno il medesimo programma dei convocati……….omissis ivi comprese le norme disciplinari, con particolare riferimento al rispetto degli orari, impegno negli allenamenti e disciplina”   e soprattutto, che segnale arriva alle famiglie, le quali invieranno un ragazzino o una ragazzina di  15/16 anni in una città come la capitale fuori da uno spazio controllato dallo staff tecnico? La Federazione probabilmente ignora o dimentica che ai minori è vietato il soggiorno in Hotel se non accompagnati da un maggiorenne. 
Infatti secondo l’articolo 2 del Codice Civile le persone minori degli anni 18 non hanno la capacità di agire ossia non possono compiere atti che comportino l’esercizio di diritti e l’assunzione di obblighi.
In questo modo in sostanza la Federazione si rende promotrice di un comportamento “fuorilegge” invitando di fatto le famiglie a “spedire” atleti minorenni che dovranno autogestirsi tra la sede dell’allenamento e l’albergo in una città da oltre 4mln di abitanti con tutto quello che una situazione del genere possa comportare in termini di sicurezza ed incolumità: Se questo è il buongiorno ne vedremo delle belle!!
Ezio RINALDI

mercoledì 29 agosto 2018

APPLICARE LA LEGGE NON E' POI REATO

 Carlo Macri, ex presidente della FIPAV giorni fa si è dimesso dalla carica di membro della giunta del CONI, in quanto l’incarico era incompatibile con il nuovo, presso l’Ufficio sport del Governo, guidato da Giancarlo Giorgetti.
Non era difficile capire che la somma di cariche andava ridotta, specie dopo 22 anni di presidenza della Federazione Italiana Pallavolo (1995-2017) e quello di consigliere del CONI. Cosicchè Macri ha deciso di allentare la presa sulla sua federazione e rinunciare nobilmente agli incarichi per essa ed evitare un ingolfamento che avrebbe impedito il nuovo lavoro.
Il sottosegretario allo sport Giorgetti che lo ha voluto, era già stato revisore dei conti per la FIPAV e conosceva bene Macri, perciò lo ha chiamato a collaborare, forte della stima e delle indubbie capacità sul campo.
Sul tavolo da lavoro sono molti i temi da affrontare, come la revisione della Legge Melandri, dove si dice che il precedente ministro Luca Lotti abbia creato più problemi che soluzioni, specie nella ridistribuzione dei proventi dei diritti calcistici provenienti dalla TV, che andava riequilibrata. Altre faccende riguardano i soldi che talvolta fluiscono mediante inspiegabili meccanismi attraverso progetti (vedi il Piano dello sport) che vedono coinvolti molti consulenti, a scapito dei fatti, che rimangono alla fine solo parole.
C’era pertanto bisogno al Governo di una persona affidabile che conoscesse la storia e le storie recenti del CONI tale da poter dare riscontri obiettivi e avulsi da legami di ogni genere, per potersi muovere correttamente.
Al popolo della scherma non può saltare all’occhio che Macri sia diventato presidente in un’era simile a quella di Giorgio Scarso (in carica ininterrottamente dal 2005), che di legami in CONI ne ha parecchi, e che ultimamente a Malagò ha fatto avere ben più di un semplice mal di pancia (vedi l’eterna vicenda dello Statuto e dei Commissari ad acta). La differenza fra Macri e Scarso è che il primo ha saputo raggiungere il clamoroso traguardo di rendere il Volley lo sport più praticato in Italia, dopo il calcio, mentre l’altro ancora si barcamena con una scarsa ventina di migliaia di iscritti, dei quali tanti, ma tanti di meno pratica l'agonismo!!!
Scarso invece ha a suo vantaggio una quantità di medaglie continentali, mondiali e olimpiche da capogiro, ma non possiamo dire che sia merito suo (vedi articolo https://piazzadellascherma.blogspot.com/2018/08/mondiali-di-wuxi-il-voto-di-scarso.html?m=1 ), in quanto il trend statistico è da sempre attestato su cifre costanti che dimostrano che il lavoro di Scarso in merito non c’è stato o è stato minimo, se non addirittura è stato “scarso”, tanto da far emergere trend negativi nella spada e statici nella sciabola.
Eppure nella sua lunga navigazione il presidente di Modica è stato membro della giunta CONI, e della giunta FIE, cose che avrebbero dovuto dargli l’occasione di sfruttare il potere in maniera consona e lanciare la scherma italiana a vari livelli sia in Italia che all’estero. Al contrario pare che le crescite siano del tutto fisiologiche, merito della comparsa dei social, che hanno annullato le spese pubblicitarie e aumentato la visibilità in modo capillare. Praticamente ci sarebbe riuscito chiunque, anche un non esperto di media e comunicazione.
L’esempio di Magri, purtroppo non è replicabile nella scherma, perché il presidente attuale ha al suo attivo oramai una sola carica, e dimettendosi dalla quale perderebbe quella visibilità che solo con la scherma ha potuto acquisire, apparendo, di fatto, come un potente uomo dello sport italiano, e tornerebbe in quel di Modica a curare i propri interessi, da semplice pensionato dell’esercito. Le ragioni poi potrebbero essere solo personali o per raggiunto numero di mandati, che invece, grazie allo scavalcamento della legge Melandri gli ha consentito di raggiungere il quarto mandato consecutivo. Il tutto è avvenuto con un dribbling a centro campo grazie al lavoro di chi ha modificato lo statuto, senza pensare alle conseguenze.
La speranza è di vedere cambiare le normative, per garantire in modo naturale il cambio dei vertici e degli apparati centrali e periferici delle direzioni sportive federali, dal CONI ai Comitati Regionali e Provinciali, per evitare una sclerotizzazione del potere e l’irrigidimento degli organigrammi. Questo infatti reca al potere il triste effetto di essere sempre nelle mani dei soliti amici, quando invece cambiare è più sano che confermare le squadre “che vincono” anche se non è così, in quanto non è reato applicare la legge.
Ezio RINALDI

mercoledì 22 agosto 2018

STATUTI E PRINCIPI INFORMATORI

Mi sono appropriato del seguente commento anonimo all’articolo “CODICE ETICO: esiste? E’ applicato? E per chi?” nella certezza di fare cosa gradita ai frequentatori della Piazza, i quali sono chiamati ad esporre il proprio pensiero in merito alla legge 11 gennaio 2018 n.8
Più o meno negli stessi giorni in cui su "piazzadellascherma" si dibatte della questione etica e al CONI è stata annunciata la ripresa della discussione del testo sullo Statuto e sui Principi Informatori, Carlo Macri si dimette da membro di Giunta Nazionale CONI, anche per avere superato il limite dei mandati, stabilito dalla nuova legge 11 gennaio 2018.
Queste dimissioni coinvolgono nella riflessione sulla questione etica non solo i membri degli organi direttivi nazionali e territoriali del CONI, ma anche quelli delle federazioni sportive nazionali. 
Carlo Macri
All’articolo 2 (Modifica all'articolo 16 del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242), la legge 11 gennaio 2018, n. 8 ha fissato, in modo chiaro e incontrovertibile, il limite dei tre mandati per il presidente e i membri degli organi direttivi nazionali e territoriali delle federazioni sportive nazionali. All’articolo 6 (Disposizioni transitorie e finali), infine, viene consentito ai presidenti e ai membri nazionali e territoriali delle federazioni sportive nazionali che sono in carica alla data di entrata in vigore della legge e che hanno già raggiunto il limite di tre mandati, di svolgere, se eletti, un ulteriore mandato.
In via transitoria, quindi, il Legislatore consente un ulteriore mandato a coloro che non si trovano al di sopra del limite dei tre mandati, mentre esclude coloro che hanno superato questo valore o punto di riferimento, cioè coloro che sono giunti al quarto, quinto, sesto o ulteriore mandato?
Le recenti dimissioni del membro di Giunta Nazionale CONI  Carlo Macri forniscono un primo caso pratico alla teoria dell’argomentazione giuridica, che si preoccupa della questione del perché nell’interpretazione della legge si sia realizzata una determinata attribuzione di significato e non eventualmente un’altra.
Palazzo H (CONI)

Il caso Macri consente, in sostanza, di esaminare, sul piano ricostruttivo, o di suggerire, sul piano prescrittivo, gli argomenti usati o da usare per giustificare un certo tipo di risultato interpretativo e/o applicativo della legge 11 gennaio 2018, n. 8.
Non si può escludere che prossimamente la Presidenza del Consiglio dei Ministri dia l’interpretazione «burocratica». Questa è l’interpretazione che gli organi della Pubblica Amministrazione danno alle leggi attraverso l’emanazione di circolari ministeriali, le quali hanno valore vincolante per i presidenti e i membri degli organi direttivi nazionali e territoriali delle federazioni sportive nazionali.
Da château d'If mi farebbe pertanto piacere leggere giudizi dei frequentatori di "piazzadellascherma".
Coordinate 43°16′47.5″N 5°19′30.5″
Ezio RINALDI


domenica 12 agosto 2018

CODICE ETICO: esiste? E' applicato? E per chi?


Definire oggi il codice etico è come spesso accade in questa federazione definire un modo di regolare la gestione dei rapporti fra affiliati e  tesserati troppo spesso suscettibile di interpretazione. In altri ambiti sportivi chi riveste il ruolo di arbitro si vede interdetto lo svolgimento di molteplici attività federali, nel calcio ad esempio è vietata qualsiasi attività che preveda un tesseramento ed è persino vietato intrattenere rapporti con tesserati  che possano dare adito a malevole interpretazioni.
ricorderete tutti la figura dell'arbitro Concetto Lo Bello, che si vide censurato perché agente di assicurazione di una nota compagnia assicurativa nazionale che aveva fra gli azionisti di maggioranza soggetti facilmente riconducibili ad una importante società calcistica piemontese, risolse il problema rimettendo il mandato agenziale, oppure recentemente le polemiche che investirono Pierluigi Collina allorché una società sportiva (il Milan) ebbe come sponsor un marchio automobilistico tedesco, società con  la quale il Collina intratteneva rapporti lavorativi di consulenza commerciale da ben prima che si concretizzasse il contratto di sponsorizzazione. Ebbene, per evitare che qualche malevolo commentatore potesse fare allusioni di alcun tipo su possibili decisioni arbitrali che avrebbero potuto favorire la squadra sponsorizzata dal marchio comune datore di lavoro, l'attento Collina, arbitro di indiscussa bravura e direi sicura terzietà,  si dimise dall'incarico professionale mantenendo il solo rapporto con l 'A.I.A. salvo poi dimettersi anche da questa sempre per illazioni seguite a quel rapporto , ed è indiscutibile che è stato un arbitro che ha   raggiunto i  maggiori successi mondiali possibili in campo arbitrale. In quasi tutte le federazioni sportive la figura dell'arbitro deve essere ben definita e differenziata dalla figura del tesserato. Nella scherma no.
Assistiamo, a qualunque livello, ad arbitraggi nei quali il tecnico o l'istruttore, palese o occulto, o il compagno di società arbitra l'allievo o il compagno appunto. Ciò è ancora più inaccettabile vista la assoluta rilevanza del giudizio arbitrale in ambito schermistico. Urge una modifica. Recentemente su un noto social sono apparse foto ritraenti un noto arbitro internazionale,un direttore di torneo, più di un maestro, tutti comunque riconducibili ad una associazione schermistica siciliana di buon livello,  in atteggiamento a dir poco confidenziale con un tecnico ed atleta d'altra società, con un passato d'atleta di  gran livello , maestro di società, ed oggi persino facente parte dello staff federale come C.T. . Il tutto con tanto di nomi e cognomi ed un esplicito reciproco ringraziamento per le vacanze trascorse insieme. Ma non è finita qui.... c'è persino chi , atleta anch'esso, fra i commenti a queste foto, sono più d'una, si duole per non essere partecipe di tanta intimità e chi di rimando gli dice "sono a tua disposizione caro amico"!!!
A disposizione? ....che significa? Che potrebbe significare? Siamo fuori dal mondo
Rubo una pensiero  ad un amico.....ma se Orsato o Rizzoli o Tagliavento, arbitri di calcio,ospitassero  a casa propria, al mare o in montagna,o solo andassero a prendere un gelato insieme , che so ,  con Allegri  piuttosto che Ancelotti o Mancini sapete cosa accadrebbe? Come minimo deferimento e sospensione dalla attività, multe salatissime e poi polemiche a mai finire. È figuratevi poi le tifoserie...!! Nella scherma no.
L'arbitro nella scherma è, a volte persino a  dispetto dell'evidenza, assolutamente terzo e imparziale. Questo l'assunto federale. Non mi sento affatto di condividere queste sicurezze federali. Secondo me l'arbitro di scherma,col sistema attuale, quando assomma alla funzione esercitata al momento  anche la figura di tesserato, a qualunque livello e qualsivoglia veste rivesta in una società schermistica, in modo palese o occulto o attraverso congiunti,  non è terzo. Voi che leggete a questo punto direte...ma che c'entra il codice etico? Non prevede niente di quello che ho scritto, ma vi rispondo, è moralmente accettabile, etico, che quanto sopra descritto accada? È notorio che tecnici palesi o occulti, atleti di livello e non, funzionari federali e persino dirigenti federali, ricadano in situazioni moralmente e eticamente censurabili, nelle cosiddette incompatibilità. Ma perché tutto questo venga supinamente accettato nel mondo della scherma,  io non lo comprendo. Se pongo , come ho fatto, la domanda ai singoli interessati, atleti o maestri è indifferente,  ricevo solo consenso, mugugni, lamentele e mille aneddoti, ma guai a pensare di poter avere il coraggio delle proprie idee, di parlare. Si continua piuttosto a penalizzare le società che alzano la testa,  solo perché hanno il coraggio di dissentire. Riforma del sistema arbitrale, revisione della figura dei tecnici e loro rivalutazione, riforma dei calendari oggi sempre più penalizzanti nei confronti dei più, maggiore trasparenza nelle attività federali, perché non è condivisibile il pensiero di chi taccia di ostruzionismo chi chiede documenti o informazioni pur percependo per l'incarico svolto stipendi spropositati, applicazione effettiva Delle incompatibilità, ripristino dell'assemblea biennale, revisione e riforma di statuto e regolamento, revisione del sistema Delle convocazioni,  rispetto del ranking, maggiore attenzione da parte della federazione nei confronti delle società medio-piccole. E chiedere troppo?
Coriolano della Floresta

martedì 7 agosto 2018

CALENDARIO GARE 2018-2019: Cui prodest?

E alla fine è arrivata la fine, intendendo la fine nella stagione sportiva, certamente nulla di biblico. Anche i campionati del mondo sono andati in archivio, e se non fosse stato per i social network probabilmente nessuno, oltre gli addetti ai lavori, se ne sarebbe accorto. Questa è però un’altra storia. Con gli ultimi giorni di luglio si chiude anche quella che è la programmazione dell’attività della prossima stagione. Si impone e si rinnova ogni anno questa sorta di rito, soprattutto dal punto di vista economico, visto che il calendario agonistico ogni anno impone nuove prove e nuove acrobazie da circo.
Nel lontano 2004 l’attuale presidente (a vita?) Giorgio Scarso prometteva “impegno a lavorare in pro della scherma, cercando di razionalizzare le spese e di provare a portare ulteriori risorse economiche al nostro mondo, al fine di venire in contro nei tempi e nei modi dovuti, alle legittime aspettative di chi ha fatto grande la scherma Italiana senza penalizzare la base, quindi le società e le famiglie.“ Da allora sono passati quattordici anni, e quattordici stagioni agonistiche, e devo dire che per quanto possa essersi impegnato, il risultato è piuttosto scarso. E mi si perdoni il gioco di parole.
Primo sguardo al calendario e già cominciano i problemi, o meglio gli aumenti di spese. Lo scorso anno ci furono grosse lamentele sui luoghi di gara, in particolare Treviso e Terni, giudicati inadeguati sia per gli spazi sia per le dotazioni logistiche a ospitare gare nazionali. Come sempre il vertice federale si è mostrato attento alle lamentele della base, ha posto rimedio all’incresciosa situazione. La soluzione è di quelle però che lasciano quantomeno perplessi: invece di due giorni di gare ne facciamo tre. Passare da due giorni a tre comporta un aumento secco del 50% dei costi. Occorrerà pagare tre giorni di arbitri, computeresti, direzione di torneo, ambulanza, armiere anziché due. Per le società significa avere almeno un tecnico impegnato per quattro giorni di trasferta, con la conseguenza ricaduta sull’organizzazione dell’attività di sala. Nelle piccole società, che sono poi la stragrande maggioranza, potrebbe anche significare uno o perfino due giorni di chiusura forzata. Per i genitori chiedere un giorno di ferie, se non due quando la prole, la gara ce l’ha venerdì e per raggiungere il luogo di gara occorre un viaggio. Se questo è “razionalizzare le spese”, “venire in contro nei tempi e nei modi dovuti” a società e famiglie, allora i nostri dirigenti dovrebbero riscrivere tutti i manuali di economia, perché è evidente che non c’ha capito nulla nessuno. Resta però in bocca quell’amaro retrogusto che lascia chi le decisioni non le prende per raziocinio, ma solo per dimostrare “chi comanda”.
La ciliegina sulla torta è senza dubbio l’organizzazione della Coppa Italia U17 e U20 in concomitanza con i Campionati Italiani master. Ora, in un discorso di “razionalizzazione”, ci sta certamente che alcune gare possano essere accorpate nello stesso luogo. Anzi, è auspicabile che in futuro avvenga anche per altre manifestazioni, ma il senso di fare due gare nello stesso posto ma in giorni differenti, ecco questo proprio mi sfugge. Si comincerà mercoledì 1 maggio per finire nella successiva domenica 5 maggio. Perché? I tre giorni delle gare non erano sufficienti? Il luogo di gara di Casale Monferrato, per chi ci è stato, è immenso. Può tranquillamente assorbire il peso logistico di qualche pedana in più, se veramente serve, visto che alcune gare dei Master hanno un pugno di iscritti, e le gare a squadre specie femminili si risolvono in una sfida a due. Le stesse gare U20 della Coppa Italia non hanno un elevatissimo numero d’iscritti, anche qui specie quelle femminili di fioretto e sciabola che quasi si contano con le mani. Allora perché intestardirsi ad aumentare le spese?
Stesso discorso, anzi stesso disorientamento, per i campionati nazionali a squadre. Fermo restando la serie A1 rimasta assieme ai campionati italiani assoluti, com’è giusto che sia, non si capisce perché si è dovuto “spacchettare” la Coppa Italia e il campionato nazionale di serie A2. Ma soprattutto perché disputare tutti i campionati dalla B1 alla serie C di ogni arma ad Adria, e lo stesso giorno solo la A2 a Reggio Emilia. Perché? Cui prodest? Cui bono? Sicuramente non le famiglie e le società. La conclusione della stagione è veramente la ciliegina sulla torta, nel giro di una settimana Novara e Palermo. Eh niente, fa già ridere così.
Bisogna dare atto che in realtà già nel suo programma del 2004 il presidente (a vita?) già ci metteva tutti in guardia “In vista delle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio, tutti promettono miglioramenti economici a tutti“. Insomma ci aveva avvisato prima, ma l’abbiamo votato lo stesso.Adesso non resta che cominciare a ragionare sulla prossima stagione, quali gare fare e quali invece saltare. Occorrerà mettere sul bilancino il valore dei propri tesserati e il costo di una competizione per valutare se il rapporto risultato/costo sia favorevole. Ed è proprio in questo rapporto che troviamo il perché il nostro sport a mano a mano che sale l’età aumenta anche la percentuale di abbandono, in un rapporto direttamente proporzionale.
Finisco facendo mie le parole del nostro presidente (a vita?) riguardo alla prossima tornata elettorale. Allora fu quella dove lo vedeva candidato per la prima volta alla presidenza, la prossima potrebbe essere la quinta giusto perché il “Consolidamento di poteri che di fatto impedisce una sana dialettica e la necessaria crescita di nuovi dirigenti con grave danno per il futuro della nostra federazione. Non a caso il CONI ha posto il limite di due mandati nella carica di Presidente, anche se gli interessati sono corsi ai ripari facendo approvare una norma transitoria riportata all’art. 71 del nuovo statuto Fis.
Mi auguro che la competizione elettorale sia serena e corretta: da parte mia farò di tutto perché ciò avvenga. A Voi il compito di giudicare, e di scegliere.
Buona stagione a tutti
Vittorio PASSETTI