martedì 7 luglio 2020

AMPIE FINESTRE, MA L'ARIA NON CAMBIA, INCOGNITA LA DATA PER LE ELEZIONI FEDERALI


In data 2 luglio 2020 si è riunita la Giunta Esecutiva del CONI e a valle delle discussioni all’ordine del giorno il grande tema atteso da tutti era: quando andremo a votare? La risposta è per ora un’incognita e vediamo perché.
Prima dello slittamento delle olimpiadi la finestra elettorale per le Federazioni nazionali era stabilita entro il primo trimestre dell’anno successivo alle olimpiadi. La Federazione italiana scherma aveva più volte ripetuto che sarebbe andata a votare a febbraio del 2021, cioè 30 giorni prima dell’ultimo mese per ottemperare alla scadenza.
Con l’arrivo del Covid19, lo scenario globale è stato ridisegnato in quanto con l’Olimpiade spostata di un anno, si era fatta strada l’idea di andare ad elezioni dopo l’evento olimpico e ciò per dar modo di portare a termine il progetto sportivo per il quale i Consigli direttivi in carica avevano ed hanno lavorato.
La congiuntura dovuta alla situazione politica e al Covid19 ha radicalmente modificato il quadro politico amministrativo e sportivo, per il quale si sono intraprese iniziative affinchè le federazioni convocassero il loro congresso elettivo dopo le olimpiadi. Le volontà dei vari presidenti sono state contrastanti. Infatti una parte di esse hanno spinto affinchè le elezioni si svolgessero entro il 2020 – fine del quadriennio – così come previsto dalla legge in vigore, mentre altre erano di parere contrario.
La Giunta, evidentemente in accordo con le autorità governative nazionali, ha stabilito che la finestra per l’evento elettivo sia compresa tra settembre 2020 e il 17 ottobre 2021, lasciando alle federazioni la libertà di scelta.
Credo che la decisione sia figlia del nuovo scenario e si può ben capirne le ragioni, anche se non del tutto condivisibili. Infatti provate a immaginare la frustrazione di un Consiglio Direttivo eletto nel 2016, che ha lavorato per quattro anni verso l’obiettivo finale, ma poi perde le elezioni del 2020, e quindi per ragioni estranee alle proprie decisioni non potrà partecipare alle olimpiadi del 2021, potrebbe sembrare un’ingiustizia: in realtà non lo sarebbe, poiché il mandato dura 4 anni, a prescindere dall’evento olimpico e normalmente termina dopo le olimpiadi. E se queste non dovessero avere luogo? Infatti, poiché sia il primo ministro giapponese che il presidente del comitato organizzatore delle olimpiadi non hanno fornito rassicurazioni sul loro svolgimento ci sono fondati motivi per supporlo. Peraltro, stando ai vari comunicati governativi, il Covid19 non è affatto sconfitto, specie nei paesi asiatici, quindi lo svolgimento delle elezioni in una finestra che va da settembre 2020 ad ottobre 2021 lo ritengo una inutile forzatura. Se proprio ci si volesse prendere un po’ di tempo per migliorare il periodo di riflessione elettorale, reputo il prossimo mese di febbraio il periodo più indicato per andare a votare e soprattutto un lasso di tempo sufficiente per dirimere dilemmi che nel caso della FIS, stando al di fuori dei giochi politici, sono molto complicati da leggere.
Come ormai risaputo, ci saranno due gruppi a contendersi la gestione federale ma nessuno dei due ha fatto annunci, né su chi sarà il nuovo presidente, né sui consiglieri. Solo “Piazzadellascherma” ha espresso ipotesi che non sono state avvalorate da nessuno, inoltre non vi sono programmi di lavoro, tanto che tutto appare ancora molto oscuro. Infine, i vari rumors riferiscono di una possibile e mai tramontata ricandidatura di Scarso, soprattutto se i decreti attuativi della legge di riforma dello sport glielo consentissero. Questi infatti sono in fase di discussione piuttosto animata, con risvolti molto complessi all’interno dell’attuale governo nazionale, al punto che Scarso potrebbe indire le elezioni a novembre anziché febbraio, con la possibilità di presentarsi al congresso elettivo FIE, che sarà entro fine 2020, con la forza ed i “galloni” di presidente in carica e, quindi, dall’alto di una celebrata sua rielezione, giocando d’anticipo sugli avversari, e forse anche creando non poche difficoltà, sotto l’aspetto logistico, ai singoli club, che fra settembre e novembre saranno impegnati nel tesseramento, non certamente del tutto agevole, visto il particolare momento.
Un’ultima voce va espressa in merito allo Statuto infinito, per il quale non è dato sapere se sia stato approvato, né a che punto sia, nonostante sia stato dato mandato ad un nuovo commissario ad acta per le opportune modiche segnalate anche dal CONI.
Sono, comunque, più che sicuro che Scarso inviterà a votare gli elettori in maniera leale ed onorevole, in un’epoca del tutto libera da eventuali nuovi focolai, lasciando la possibilità anche agli avversari di potersi organizzare al meglio e questo soprattutto per continuare a poter dire a pieno titolo: Viva la scherma!
Fabrizio ORSINI

mercoledì 1 luglio 2020

IL VECCHIO ED IL NUOVO


Tempo fa ebbi modo di intrattenere conversazioni su “Il nuovo che avanza” e, ricordo, fui rimproverato poiché il mio slogan su tale concetto fu ritenuto contraddittorio con la mia stessa persona.
Chiariamo subito che si parlava di politica federale e dei futuri assetti dirigenziali. Il mio interlocutore mi rimproverò per lo slogan da me sbandierato e cioè: “abbiamo bisogno di cambiare, di avere gente nuova con stimoli nuovi per una federazione diversa e più dinamica rispetto al recente passato”. Ebbene il rimprovero era riferito al fatto che una eventuale alternativa alla dirigenza allora in carica (parliamo delle elezioni per il rinnovo delle cariche federali relative al quadriennio 2017-2020), per il semplice fatto che potesse essere sostenuta dal sottoscritto, non rappresentasse il “nuovo”.
Ci sarebbe molto da dissertare sull’argomento, ma ognuno ha le proprie idee e la propria visione di insieme delle cose, ed Io le rispetto tutte, ciò non mi impedì dall’esprimere il mio pensiero su tale aspetto. Quel concetto è tornato di attualità.
Cosa vuol dire essere “nuovo” o “vecchio”? Per me “nuovo” significa qualcosa di diverso rispetto all’esistente, quindi, nel caso specifico, una nuova dirigenza rispetto a quella attuale, cioè persone qualificate che non abbiano nulla a che fare con il passato: per tale ragione tempo fa dichiarai pubblicamente, e lo confermo di nuovo, di non essere interessato a cariche di nessun genere.
Pertanto, personalmente, non mi ritengo il “vecchio che avanza” ma, forte di una esperienza maturata al servizio della federazione, una persona che, guardando al futuro, propone cose nuove. Posso essere criticato sul modo di esporle, ma non nel concetto di base.
Vecchio” vuol dire persona che ha molti anni o persona che malgrado l’età non avanzata ha le caratteristiche di chi è anziano, insomma qualcosa di antiquato. In tal senso, mi si lasci passare la presunzione: non sono né vecchio né ho le caratteristiche di un anziano con un cervello afflitto da senilità.
Forse il mio interlocutore di allora, così come tanti altri oggi, intendeva altre cose, come: ”te lo raccomando quello!”, oppure: “vabbé, ma è sostenuto da quello!” ed allora qui entriamo in un altro campo e cioè la credibilità di una persona e quindi la sua onestà.
Ora bisogna chiarire il concetto di onestà, termine conosciuto, pare, da tutti (ma è proprio così?). E bisogna spiegare anche il concetto di “innovare”, tanto per parlare di “nuovo”.
Per “onèsto” intendo persona che agisce con lealtà, rettitudine sincerità, in base a principi morali universalmente validi, astenendosi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che esercita, all’ambiente in cui vive. Dunque una persona che non abbia subito condanne di nessun genere, tantomeno sportive e che, oltre ad esprimere onestà d’animo agisca in conformità alla legge morale, dell’onore, della rettitudine e dalla probità. In altre parole che non abbia nulla in sé di moralmente riprovevole.
In sintesi, l’onestà è la qualità umana di agire e comunicare in maniera sincera, astenendosi da azioni riprovevoli verso il prossimo fondate sull’inganno. Quindi non mentire e non ingannare!
Non sono il censore che possa mettersi su un piedistallo ed arringare il prossimo su questi concetti: mi sono sempre definito un peccatore e come tale ho le mie responsabilità. Ma chi può farlo? Mi si indichi tra le persone del nostro mondo soggetti di tal specie. Credo siano in pochi, quindi prima di additarmi quale persona dall’abbraccio mortale ci si faccia un esame di coscienza e si abbia il semplice coraggio di affermare: “ Non credo al cambiamento proposto e sono per l’attuale dirigenza”, senza cercare scuse inverosimili, come l’accostamento del sottoscritto, a questo od a quello, sia determinante per il successo dell’una o dell’altra fazione.
Innovare” letteralmente significa rendere nuovo, ma più semplicemente intendiamo il voler mutare uno stato di cose, introducendo norme, metodi e sistemi nuovi per riacquistare forza, vigore ed efficienza.
Dunque innovare è l’atto, l’opera di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di gestione. In senso concreto, novità, mutamento, trasformazione che modifichi radicalmente o provochi comunque un efficace svecchiamento in un ordinamento politico, sportivo e sociale. L’innovazione è un processo che dovrebbe garantire risultati o benefici maggiori ad un sistema, anche se a volte non sempre si rivela efficace rispetto a ciò che si intende innovare: ma è il nostro caso? Non credo. Gli uomini e le donne che si propongono (alcune di queste persone si sono già manifestate) sono di caratura molto importante (è il mio pensiero).
Motore dell'innovazione è l'Etica, cioè il desiderio sincero e forte di servire l'uomo (produrre qualcosa di buono e di bello); quando questo sentimento è limitato a sé stessi, la capacità innovativa risulta minore. Innovatore è colui che riesce a sognare qualcosa di diverso, di migliore per tutti, potrebbe essere un sognatore che intenda trasportare nella realtà il sogno per cui si batte. Con un po’ di presunzione, ritengo che chi si propone, quale concorrente ed alternativa al vertice federale sia un idealista con propositi ben illuminati. Qualora dovessi sbagliarmi, state tranquilli che sarò il primo ad ammetterlo e fare ammenda.
Proviamo a fare delle ipotesi sul nostro futuro politico, cosa scegliere per il nostro domani? Da una parte abbiamo un gruppo di persone che rappresenta la continuità gestionale dell’attuale establishment: AZZI, DE BARTOLOMEO, ANCARANI, RANDAZZO, VEZZALI, LAURIA, PASTORE, BURATTI, CAMPOFREDA. Alcuni di questi cederanno il passo a nuovi volti e di questi si parla di PICCININO, MANZONI e AUTUORI ma anche di qualche componente del GSA; dall’altra ci sono SCISCIOLO, MARTINO, VISCARDI, ZALAFFI, BERTACCHINI, non è dato conoscere altri nomi anche se ne girano alcuni molto ma molto interessanti. Credo siano tutte persone meritevoli di attenzione con una differenza, taluni del primo elenco sono ormai vetusti, in termini politici, avendo superato o stanno portando a termine il terzo mandato e per la mia filosofia è troppo tempo che occupano la poltrona anche se, devo ammettere, sono comunque persone di una certa validità, ma non rappresentano il nuovo poiché hanno assorbito concetti della scuola scarsiana (vecchia politica del dout des); l’altro gruppo, sia pure in fase di completamento, esprime novità e freschezza pur in presenza di qualche neo.
Credo che questa piccola disamina possa dare un significato pratico sul “nuovo” e sul “vecchio”. Si parlerà di programmi, di organigrammi, di come organizzare i vari settori, si faranno promesse, insomma ci saranno tanti argomenti sui quali discutere, però di due cose sono sicuro e cioè: la simpatia che ognuno di loro saprà accattivarsi ed il portafoglio del presidente, nel senso che chi è in carica potrà gestire la campagna elettorale da una posizione di privilegio. Il “nuovo” dovrà dimostrare la propria valenza con argomenti pratici e di presa sull’elettorato se vorrà assurgere al privilegio di amministrare una grande federazione come la FIS.
Ezio RINALDI

venerdì 26 giugno 2020

VILLA GLICINI:sospensione dello sfratto per il C.S. Torino.


Villa Glicini
Vi ricordate l’articolo “IL C.S. TORINO SFRATTATO DALLA SUA SEDE STORICA”, pubblicato il 17 marzo 2019?
In quella circostanza misi in evidenza i pessimi rapporti tra il Club e l’amministrazione comunale, tanto da non riuscire a trovare una sintesi che soddisfacesse le parti in causa. Una visione diametralmente opposta, i cui risvolti portarono le due fazioni in tribunale, precisamente al TAR piemontese, su istanza del Club che denunciava l’illegittimità del provvedimento di sfratto.
 Il Tribunale Amministrativo, a maggio, aveva sentenziato lo sfratto esecutivo del Club dalla sua sede storica (villa Glicini). Sembrava, quindi, che ormai il prestigioso sodalizio dovesse trovarsi altra sistemazione. Invece il Presidente Vecchione adiva il Consiglio di Stato chiedendo la revoca della sentenza  ed in data 19 giugno la quinta sezione del massimo organo amministrativo dello Stato, ha disposto, in attesa di entrare nel merito del contendere, la sospensione della sentenza del Tar Piemonte, accogliendo la richiesta cautelare del CSTO e addebitando al Comune le spese processuali,  consentendo al Club di permanere a Villa Glicini ed iniziare la programmazione delle attività,
Non può che far piacere la sospensione dello sfratto, anche se i giochi non sono ancora finiti poiché il Consiglio di Stato dovrà entrare nel merito della questione ed emettere una sentenza che ponga fine ad una diatriba che può partorire solo danni in capo ai soci, ma soprattutto agli schermidori ed alla scherma.
Il massimo dirigente del club, avv. Vecchione, ha inviato al Presidente del CONI, Giovanni MALAGO’, ed al Presidente FIS, maestro Giorgio SCARSO, una informativa, la leggo più come diffida, con la quale ha inteso richiamare l’attenzione sul quadro normativo che riguarda la struttura ospitante il CSTO e la loro posizione privilegiata a tutela della scherma e della struttura di “Villa Glicini”.  Nel documento è riportata la storia degli atti in essere e stipulati nel corso degli anni. La lettura di detti atti fa trasparire valide ragioni a supporto della posizione del Club.
E’ chiaro che l’amministrazione comunale abbia visioni diverse, che non sto a sindacare, ma non posso non rilevare che l’azione del Comune possa portare alla soppressione del C.S. Torino quindi alla dipartita di uno dei più antichi club schermistici di Italia.
Vorrei anche ricordare che il Presidente della FIS all’insorgere della vicenda inviava al Club due ispettori nelle persone di Piero Floreani e di Furio Ginori per capire cosa stesse accadendo.
I due ispettori riferivano che il Club ed i suoi dirigenti non avevano violato alcunché. Tutto però finiva lì, ed il Comune, che aveva già collezionato due sentenze di condanna in favore del Club, una terza in arrivo sulla determinazione del risarcimento danni per non aver consegnato l’impianto a norma, nonché due archiviazioni dei “minacciati” provvedimenti di revoca della concessione, per la loro infondatezza, non intraprese azioni di concertazione con il CSTO. Azioni ampiamente pubblicizzate dalla Sindaca nell’incontro con il Presidente FIS.
L’avv. Vecchione ha fatto quanto era nella sua possibilità per la difesa del Club e della scherma in generale, anche se qualcosa non mi torna. Ho la sensazione che ci sia stato, e forse c’è ancora, un regista capace di dirigere da dietro le quinte una faccenda dai contorni chiari da una parte e nebulosi dall’altra.
Certo è che le istituzioni sportive non siano state incisive, verrebbe da dire quasi assenti, e si ha la percezione che il Club sia stato lasciato solo.
Se così non fosse, non è mai troppo tardi per le massime istituzioni tutelare la scherma a Torino.
Ho contattato l’avv. Vecchione per un commento sulla sentenza del TAR ed una previsione per il Consiglio di Stato del prossimo dicembre, ma ha preferito astenersi per mantenere il fermo riserbo per il dovuto rispetto al Consiglio di Stato e che avrebbe liberamente rilasciato dichiarazioni all’esito, sia positivo che negativo, del massimo organo amministrativo dello Stato.
Auspico che si torni alla normalità con sani rapporti con l’amministrazione comunale e la certezza della sede per il C.S. Torino.
Ezio RINALDI


lunedì 22 giugno 2020

LA PAURA ASIMMETRICA


Di guerra asimmetrica abbiamo sentito spesso parlare, negli ultimi tempi, con riferimento al terrorismo. Il virus che ci affligge oggi con particolare severità ci ha fatto paragonare, impropriamente, la situazione che stiamo vivendo ad una guerra: asimmetrica, appunto. I virus, anche l’ultimo, tenendo al margine le immancabili certezze complottistiche, fanno il loro mestiere, da sempre, e non hanno un generale che li guidi. Seguono le leggi di madre natura, che è cieca, ma ci vede benissimo, e di cui anche noi siamo figli legittimi, e spesso scriteriati. Possiamo scegliere, però - grazie alla briciola di consapevolezza di cui siamo dotati - se essere parte di un meccanismo cieco, o se riuscire a svincolarcene, almeno in parte, almeno qualche volta.
Il cosiddetto buonsenso ci porta a trovare un ragionevole e sempre molto personale compromesso fra la paura e il rischio. Nel caso in questione - stiamo parlando del virus che ci tormenta, ma anche di altri, e di altri rischi che fanno parte inscindibile della vita – l’eccesso di paura ci porterebbe ad un isolamento totale ed eterno: non potremo mai avere la sicurezza assoluta di evitarlo.
D’altra parte, si deve pur vivere, e questo comporta dei rischi. Ne conosciamo alcuni, altri ne ignoriamo, e accettiamo quotidianamente una certa dose di rischio.
Fra la paura e l’accettazione del rischio siamo costretti a trovare un difficile equilibrio, che dipende dalla personale valutazione. Sarà giusta? Sarà sbagliata? Ma bisogna pur respirare, mangiare, e in qualche misura aprirsi al mondo pericoloso che c’è là fuori: facendo finta che non ce ne sia un altro altrettanto pericoloso qua dentro…
C’è poi la questione della responsabilità: le mie valutazioni, e le mie decisioni, influiscono certamente anche sul rischio che carico sulle spalle degli altri. Da qui non si scappa. O forse sì: basta delegare. E noi, vivendo in una società fortemente strutturata, l’abbiamo fatto, e ne subiamo le conseguenze, nel bene e nel male.
Abbiamo, perciò, chi decide per noi, e detta le regole. Tutto bene, se le persone che dettano le regole fossero esenti dai problemi che affliggono anche noi. Scienza e politica devono sorreggersi fra di loro, ma camminano sulle gambe degli uomini, che come noi hanno difetti, ambizioni, interessi: e anche se non ne avessero, ci penseremmo subito noi a trovare il pelo nell’uovo, o la trave nell’occhio.
Mettiamoci ora nei panni di chi detta le regole, a qualunque livello. Se sbaglia, ha la responsabilità di errori anche tragici (chissà quanti ne sono stati già fatti!), e quindi l’effetto della paura sarà particolarmente forte, e le misure adottate tenderanno ad essere sempre più restrittive. Quando però l’effetto delle norme restrittive si farà sentire anche in altri settori, con conseguenze di gravità crescente, bisognerà fare un po’ di marcia indietro: si naviga, sempre, fra Scilla e Cariddi.
In questa situazione di impasse, di incertezza, la scappatoia più comune è lo scaricabarile: caricare la propria responsabilità sulle spalle degli altri, a cascata. Regole precise, ma anche no, in modo da potersi attribuire il merito dei risultati positivi, e scaricare la colpa di quelli negativi.
La paura, dicevo all’inizio, è asimmetrica. È forte, è vicina, morde di più: ed è per questo che da sempre è sfruttata da chi vuol condurre persone e popoli a comportamenti dannosi e assurdi, tranne che per chi la usa a suo vantaggio. E quando la paura, grazie al bombardamento quotidiano di notizie più o meno attendibili, ha contagiato un numero abbastanza ampio di persone, l’individuo che vuole conservare una certa capacità critica, un sano buonsenso, diventa agli occhi dei più il cattivo, l’irresponsabile, l’untore: ed è costretto a cedere, per evitare la riprovazione sociale, o peggio. Certo, ci sono dei casi in cui la coscienza ci può, ci deve, impedire di cedere: anche questa è una valutazione personale. Alla fine, tutto ci riconduce a noi stessi.
Mi domando, ad esempio, cosa succederà quando le regole stabilite dall’alto ci diranno che sarà possibile riprendere la normale attività, come già in parte succede. Il virus è ancora fra noi, e in certe parti del mondo, con cui abbiamo contatti quotidiani, galoppa ancora. Faremo finta che non ci sia più pericolo? Qualcuno, nello scarico a cascata delle responsabilità, si ergerà a guardiano della salute e agiterà ancora lo spettro della paura, impedendo a chi sta sotto di lui di poter ripartire? Penso alle scuole, ad esempio, che potrebbero bloccare una miriade di palestre di cui vivono tanti sport amatoriali.
E allora? Ricette, devo ammetterlo, non ne ho. Vivo giorno per giorno, mi adeguo alle regole, con una certa elasticità. Cerco di mantenere in vita la mia capacità critica e spero, come tutti, che la morsa della paura si allenti. In fondo - neanche tanto in fondo - sono tra i fortunati. Ad altri è andata peggio, e presto a molti toccherà subire gli effetti collaterali della grande paura. Auguro a tutti loro, e a tutti noi, che non siano troppo gravi.
Giancarlo TORAN

venerdì 19 giugno 2020

LA SCHERMA E IL COVID19, IN ITALIA E NEL MONDO


Cosa accadrebbe se fermassimo il mondo per tre mesi e poi ripartissimo? Intanto bisognerebbe trovare un motivo plausibile per farlo e poi dovremmo vedere le conseguenze che questo motivo ha prodotto sul mondo intero. Ed è quello che è accaduto alla fine di febbraio in tutto il pianeta.
Ma gli effetti di questo virus però non sono ancora calcolabili al meglio e per la verità è difficile trasformare il lockdown in una ripartenza con elementi virtuosi di rilancio dell’economia, delle relazioni e dei lavori politici. Non parliamo dello sport, cosa che pare essere ancora più difficile, specie qui in Italia e vediamo il perché nel dettaglio.
In data 17 maggio 2020 è stato emanato un Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri, dal titolo: “Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, Recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19”
e pubblicato al seguente indirizzo web https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/05/17/ 20A02717/sg, di conseguenza la Federscherma ha costruito il suo protocollo informando le società sportive, einviando via mail molto materiale molto ben fatto e preciso, redatto dall’Ing. Lucia Fontana e dall’Avv. Monica Campione, che sono esperti del settore e lo si vede dai loro elaborati, molto accurati e precisi.
In sostanza il DPCM 17 maggio 2020, non è altro che una sorta di declinazione della normativa relativa alla sicurezza prevenzione e protezione sui luoghi di lavoro, applicata alla vita di tutti i giorni, ma declinata in chiave igienistica. È ovviamente un mio libero parere che non mira a trovare adepti, né sostenitori e se poi vi saranno detrattori, ne prenderò atto. Infine va detto che è una legge dello stato che va osservata senza detrazioni, anche perché si rischiano ammende e sanzioni, penali e civili.
Io però mi sono chiesto molto candidamente come si siano comportati in merito gli altri stati dell’Europa, e non solo, così ho fatto una ricerca che vi voglio sottoporvi.
In Francia la Federation Française Escrime, ha aperto una pagina apposita dal titolo: La FFE répond a vos questions, (=La FFE risponde alle vostre domande): https://www.escrime-ffe.fr/fr/actualites/toutes-les-actualites/197-la-ffe-repond-a-vos-questions-n-deg-10.html dove illustrano “un plan d’accompagnement exceptionnel à la reprise”, (=un piano di accompagnamento alla ripresa) che NON riguarda misure sanitarie, bensì economiche, con 100.000€ di budget totale a disposizione per aiutare i clubs, più 500kit di Prémière touche per riprendere le attività in sala e anche all’aperto, ma soprattutto nelle scuole. Ovviamente tutto si basa su una strettissima campagna di studio e reperimento di informazioni tramite questionario, che è possibile visionare qui: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdWk6o4SVhnW–OnGakZ-6DvmMe3x9Wwc MHN aQzGK4dEJew/viewform che tutto sommato non è molto diverso da quello che aveva fatto pervenire la FIS tramite i Comitati Regionali.
In sostanza sono più gli aiuti che i divieti, e quasi non si parla né di sanzioni, né di protocolli e né di igienizzazione o sanitizzazione.
In Inghilterra
Il sito della British Fencing Association, è molto interessante, in quanto ha una specifica pagina dedicata al COVID19 con le seguenti voci, poco verbose e molto pratiche:
COVID19 Latest News
COVID19 Zone
Advice for Coaches
Advice for Clubs
Online Coaching Guidelines
#FIT2Fence
In nessuna di queste pagine si parla di scherma indoor, ma solo outdoor, dando linee guida di come praticarla e qui potrete trovare quello che vi serve:
Vi posso garantire che l’analisi di rischio della FIS è enormemente più dettagliata ed esaustiva di quella inglese, e per la verità quella inglese non è una vera analisi di rischio, al contrario è una tabella per far fare l’analisi di rischio ai maestri di scherma, di concerto con i suoi collaboratori ed eventualmente i genitori.
Gli inglesi però ci tengono a informare che *no sparring and no fencing lessons currently permitted* (=non è permesso attualmente fare lezioni e assalti) per cui se andrete in UK, state molto attenti, perché non potrete incrociare le lame con nessuno.
In Spagna
La Spagna, che tanto ci ha appassionato e forse anche terrorizzato nelle settimane di più alto contagio, appare meno drammatica di quanto ci potremmo aspettare. Anzi, direi ottimista, in quanto il giorno 20 giugno riprenderanno le gare iberiche. Si tratta solo di gare per veterani, cioè master, ma sempre gare sono, vedere per credere https://www.esgrima.es/competiciones-de-torneo/?tournament_id=CEVET, mentre per la faccenda Covid19, i files relativi a come riprendere le attività non sono più scaricabili: https://www.esgrima.es/informacion-sobre-las-fases-de-desescalada-en-el-deporte/, e forse la ragione sta nel fatto che essendo in qualche modo ripresa l’attività è inutile attenersi?
In Germania
Io credo che in questo frangente la più interessante delle federazioni europee sia la Germania. I tedeschi, tanto ossequianti delle regole, e delle norme, si sono attivati come previsto con molta precisione e uno stile comunicativo molto friendly. Gare bloccate, allenamenti controllati, e ovviamente l’immancabile opuscolo per gestire la pandemia e le attività di ripresa, redatto dal dipartimento di medicina dello sport e che per vostra curiosità potrete scaricare qui:
Ancora più interessante vedere come in realtà sia la psiche degli schermitori nelle attenzioni federali, in quanto è predisposto un documento di tre pagine e un referente per poter affrontare il tema della pandemia a questo indirizzo: http://www.fechten.org/fileadmin/userupload/Empfehlungen CoronaSportpsychologie.pdf, Invece per quanto riguarda la ripresa degli allenamenti la DFB ha predisposto un documento cui attenersi, http://www.fechten.org/fileadmin/userupload/Corona UebergangsregelnzurWiederaufnahmedTrainingsbetriebs29.04.20.pdfcompatibilmente con le regole delle varie regioni tedesche, di sole 6 (sei) pagine, grazie al quale gli schermitori tedeschi sono stati autorizzati ad allenarsi già a partire dal 29 aprile 2020.
Vediamo adesso due stati che ritengo importanti per questa faccenda dell’oramai famigerato virus.
Gli USA
Gli Stati Uniti non sono stati da meno. Gare cancellate e poche parole, una pagina web con poche informazioni e molto chiare, suddivise per clubs, atleti, e operatori del settore, dove fino alla loro Fase 2 le attività di allenamento non sono consentite, mentre dalla Fase 3 potranno allenarsi solo gruppi inferiori a 10 persone, e non in spazi chiusi “Public health authorities allow small group activities (< 10 people), but public training facilities remain closed”. Il documento di sole 7 (sette) pagine lo trovate qui: https://cdn2.sportngin.com/attachments/document/1c39-2159784/USOPC ReturntoTrainingConsiderations.pdf#_ga=2.81101399.1908171982.1592405201-2139313289.1592405201
Ancora più interessante è che gli americani hanno già previsto un percorso serratissimo fino alla Phase 5, comprensiva di vaccinazione di Atleti e allenatori: “A vaccine or cure for COVID-19 is developed:
a. Incorporate COVID-19 vaccination into the standard vaccinations of athletes, coaches and staff”.
Ottime le Raccomandazioni per la disinfezione di attrezzature e living spaces per le attività di allenamento”:
il tutto premesso da un semplice: Hard (Non-porous) Surfaces If surfaces are dirty, they should be cleaned using a detergent or soap and water prior to disinfection.
(= Superfici dure (non porose) - Se le superfici sono sporche, devono essere pulite con un detergente o acqua e sapone prima della disinfezione). Dividendo così come avviene in Italia le due fasi di pulitura e disinfezione. Molto accurata e precisa e anche la Check list per la pulizia degli ambienti che è soprattutto pratica. https://cdn1.sportngin.com/attachments/document/ec39-2156746/ NSCASafetyChecklist.pdf#_ga=2.22334587.1908171982.1592405201-2139313289.1592405201
In Cina
Anche se Hong Kong è un caso specifico, è bene sapere che sembri non essere stata colpita dal virus e nel loro sito federale non appaiono notizie in merito e anche i frequenti Tiktokers che postano video, non sembrano interessati dalle problematiche innescate dalla recente pandemia.
Stesso stile anche per gli impenetrabili siti cinesi e della China Fencing Federation http://fencing.sport.org.cn/, come se nulla fosse accaduto.
In Giappone
Molto asciutti e immediati anche i giapponesi, che sono il popolo più organizzato del mondo e anche il più pulito, che anche in questo caso non si sono smentiti. Ovviamente è illeggibile per noi il loro pdf per le attività di contrasto al Covid19, ma se volete vedere cosa hanno fatto sono comunque molto interessanti le informazioni per gli allenamenti stando a casa:  https://fencing-jpn.jp/news/ 23427/ e il loro protocollo per la gestione dell’emergenza, senza quasi aver mai interrotto le attività di lavoro né di allenamento, né quelle di gara: https://fencing-jpn.jp/news/23420/
Conclusioni
Sarò sincero, in questo lungo viaggio informatico non ho trovato alcun riferimento a normative nemmeno minimamente simili a quelle italiane. Vero è che non mi sono addentrato nei siti governativi delle singole nazioni, ma è altrettanto vero che nessuna di queste federazioni straniere ha mai citato leggi, decreti e normative del loro stato in maniera così precisa come quelle citate dai protocolli italiani.
Come dice il celebre adagio: “paese che vai usanza che trovi” nulla da dire, però mi sia consentita una critica morale verso chi ha fatto le leggi italiane, dicendo che in questa emergenza pandemica avevamo bisogno di tutto, tranne che di una politica del contenimento dal contagio che avesse risvolti di tipo civile e penale verso eventuali contagi per l’accensione di nuovi focolai influenzali.
Chiedo venia se non sono stato preciso nella ricerca, ma sono certo che se vi sono errori in quello che ho detto, “mi corrigerete”.
Auguro alla Scherma italiana una ripresa grandiosa e sempre al top, perché cari amici ne abbiamo tutti un gran bisogno.
In bocca al lupo e buona estate schermistica a tutti!
Fabrizio ORSINI

lunedì 15 giugno 2020

BATTITORE LIBERO


M° Giancarlo TORAN
Un articolo per Piazzascherma non l’avevo mai scritto, e pensavo di avere i miei buoni motivi. La posizione “politica” del curatore del blog, Ezio Rinaldi, era ed è chiaramente di opposizione all’attuale gruppo dirigente: lui non ne ha mai fatto mistero, e quindi su questa piazza virtuale si sono espressi in tanti che la pensano più o meno come lui. Non sono mancati, però, quelli di opinione contraria, e questo ha reso il blog un punto di incontro molto frequentato, come dimostra l’elevatissimo numero di visualizzazioni.
Personalmente, mi ritengo un “battitore libero”: non ambisco a cariche, il mio percorso l’ho fatto, le mie esperienze le ho avute, nel bene e nel male. Sento di potermi esprimere abbastanza liberamente, anche se molto raramente ho scritto di politica, negli ultimi anni.
Quel che mi ha tenuto lontano dal dire qui la mia, in tante occasioni, è stato l’anonimato. Non sono del tutto contrario: capisco i timori di chi si espone, ed ha qualcosa da perdere. Tuttavia è fin troppo facile, per chi vuol restare anonimo, lasciarsi andare a esagerazioni che talvolta superano, e di molto, il limite del buon gusto, se non del lecito.
Non è poi facile né piacevole dialogare o discutere con chi sa tutto di te, perché ti firmi, mentre tu non sai chi si nasconde dietro certe frasi. A lungo andare, queste distorsioni hanno portato alla chiusura del blog, e questo è dispiaciuto a molti - anche a me - che hanno espresso il loro disappunto chiedendone la riapertura, ma con nuove regole, che scoraggiassero l’anonimato. Nel senso che chi ha seri motivi per non firmarsi può farlo, a condizione di rendere nota la sua identità al gestore del blog, che si impegna a non renderla nota, salvo casi particolari, che si possono intuire. Materia spinosa, che probabilmente allontanerà da Piazzascherma molti scrittori abituali.
Scrivo, quindi, dopo aver espresso il mio disappunto per la chiusura, un po’ per coerenza, un po’ con la speranza di un dibattito più sano e costruttivo. La situazione attuale è molto critica - non solo per la scherma - e le prossime scadenze potrebbero modificare radicalmente la geografia del nostro mondo.
Diciamo la verità: c’è molta confusione sotto il cielo. Quindi - mi perdonino Confucio e Mao se li cito a sproposito - ci sono anche grandi opportunità, per chi le sa cogliere.
Covid-19 e sue complicate conseguenze, sentenze, ricorsi, modifiche statutarie, elezioni si oppure no, sono tanti aspetti che potrebbero diventare secondari o esplosivi, da soli o in rapporto con il cambiamento più complesso di tutti: quello che si attende da parte del Governo, e di Sport e Salute, entro la fine dell’estate.
Siamo abituati ai grandi annunci che rimangono tali, alle montagne che partoriscono topolini, e non sappiamo cosa succederà questa volta. Certo è che la coperta è troppo corta, e sarà difficile trovare un equo compromesso, ad esempio, fra le esigenze degli operatori sportivi e quelle delle società sportive. La crisi economica in arrivo non sarà certo di aiuto, e temo anche, per il delicato equilibrio del nostro sistema sportivo, che qualcuno si accorga che la guerra fredda è finita da un pezzo: che ne sarà dello sport militare?
In tutto questo fermento potrebbe essere di aiuto un buon confronto di idee: Piazzascherma potrebbe diventare – è un augurio – un luogo di confronto, liberandosi dal vecchio cliché. I social non hanno la stessa funzione, perché polverizzano idee e punti di vista, e ognuno va a cercare opinioni che confermino la propria. I siti della Federazione informano, ma dall’alto, e non permettono il dialogo: senza critiche, e risposte nel merito, la mitica “base” non è per nulla coinvolta.
Quindi, e concludo, ho deciso di dare anch’io qui il mio piccolo ma libero contributo: spero di ritrovarmi presto in buona e numerosa compagnia. 

sabato 13 giugno 2020

GRUPPO DI REDAZIONE DI PIAZZA DELLA SCHERMA

Alberto COLTORTI
Francesco STORACE
Come ho avuto modo di scrivere in un commento, il blog ha riaperto sulla spinta di numerose richieste ma con regole più stringenti. In tale ambito, mi sono confrontato con alcune figure, per me di assoluto rilievo, con le quali si è stabilito di costituire un Gruppo di redazione.
Detto gruppo ha fissato lo scopo per la suddetta costituzione: cooperare con i loro scritti al fine di fornire notizie ed informazioni su varie tematiche.  Quindi un gruppo di persone che decide di sostenere il blog con lo scopo di informare ma soprattutto di dialogare su vari argomenti del mondo schermistico, pertanto uno scopo determinato e non generico.
Il “Gruppo”, si propone di creare un collegamento con la base ma anche con i vertici, perseguendo, come anzidetto, finalità di informazione e di dialogo su argomenti di interesse generale ma anche particolare.
Giancarlo TORAN
Gaspare FARDELLA
In questi anni si è scritto di tutto ma sempre con la certezza di poter dimostrare la legittimità di quanto asserito. Colgo anche l’occasione per ribadire la mia posizione: sono per il rinnovamento e non dimentico ciò che si è scritto e promesso in passato. Chi lo desideri potrà scrivere di politica, candidati e programmi, in ossequio alle proprie idee e convincimenti, attenendosi alle nuove regole del Blog.
Fabrizio ORSINI
Emilio BASILE
L'anonimato cosiddetto anti-federale era tollerato per evitare che lo scrivere in chiaro il proprio pensiero potesse essere motivo di iniziative disciplinari da parte degli organi di giustizia federale. Ciò che mi è sempre rimasto incomprensibile è stato l’anonimato dei pro federali: scrivendo in chiaro da chi sarebbero stati perseguiti? Personalmente ho sempre consentito a tutti di esprimere le proprie opinioni e se qualcuno lo nega è in perfetta malafede.
Ezio RINALDI

Il titolare del blog sarà sempre schierato ma nulla c’entra con le varie pubblicazioni, però tutto questo appartiene ormai al passato: è iniziata una nuova fase e la costituzione di un gruppo di redazione ne è la testimonianza. Con il Permesso degli interessati pubblico di seguito i nominativi componenti la redazione:
M° Giancarlo TORAN; avv. Gaspare FARDELLA; avv. Francesco STORACE; Prof. Emilio BASILE; Arch. Fabrizio ORSINI; M° Alberto COLTORTI e, naturalmente, Ezio RINALDI
Ezio RINALDI

lunedì 8 giugno 2020

PROVVEDIMENTI ECONOMICI E RIVISITAZIONE ATTIVITA' AGONISTICA

Nel fine settimana 6/7 giugno2020 si è svolta, via telematica, la riunione del Consiglio Federale FIS. Tanti gli argomenti trattati, in particolar modo quelli inerenti il sostegno economico per l’attività di base, ma non meno importante è stata la rivisitazione dell’attività agonistica che sarà più rispondente alle esigenze di società atleti, maestri e genitori. Procediamo con ordine.
Con l’articolo “PROVVEDIMENTI DI SOSTEGNO DELIBERATI DAL CONSIGLIO FEDERALE” pubblicato in data 11 maggio 2020, avevo già trattato l’argomento, plaudendo alle iniziative federali, riconoscendone l’assoluta validità, in particolar modo per due delibere adottate, la prima riguarda il protocollo per la ripresa delle attività; la seconda attinente al piano degli interventi a sostegno del movimento, con uno stanziamento di € 1.860.000. Mentre per il protocollo sono state recepite le disposizioni governative e del CONI, anche se in in tale documento vi sono diverse criticità, ma, considerata la mia limitata preparazione nel settore, non mi addentro in tale contesto, lasciando ad altri le competenti analisi, per gli interventi economici ho qualche riserva. Nel precitato articolo formulavo le seguenti proposte:
  1. Restituzione immediata e totale delle quote di tesseramento, come già fatto per le affiliazioni;
  2. 1€ per riaffiliare la società e 1€ per tutti i tesseramenti;
  3. Contributi alle società: 1.000€ a tutte e una quota per merito senza la barriera di un tot di punti raggiunti, ovvero calcolare il totale dei punti messi insieme da tutte le società e dividere il totale dei contributi per il totale dei punti: es. 500.000 (stanziamento contributi): 100.000(totale dei punti messi insieme dalle società) si ha il contributo per ogni punto, quindi si moltiplichi questo per il numero dei punti acquisito da ogni società e si avrà un sostegno ai club secondo un principio meritocratico.

La società “SPORT E SALUTE” ha sbloccato 17 milioni di euro da destinare alla  ”riapertura delle società di base ed alla messa in sicurezza dei loro impianti dal punto di vista sanitario, come annunciato in Parlamento dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora”.
Per tale risorsa economica la Sport e Salute, con nota del suo Presidente, chiede ai destinatari della predetta liquidità una rendicontazione dell’uso dei contributi in modo che sia verificabile il sostegno diretto allo sport di base, quindi una precisa destinazione.
Nel comunicato federale si legge: ”Per quanto concerne le società che si riaffilieranno, il Consiglio federale ha confermato la previsione di un contributo straordinario che si articolerà in una quota fissa di 1000 euro e di una quota variabile che sarà determinata dal numero di atleti agonisti tesserati alla data del 15 marzo 2020 che si ritessereranno come agonisti per la nuova stagione entro il 15 dicembre 2020.
Inoltre, grazie alle ulteriori risorse messe a disposizione da Sport e Salute, svincolando i finanziamenti per il progetto "Sport di Tutti", il Consiglio federale ha previsto l'erogazione di un ulteriore contributo di 300 euro, che punta ad alleviare le spese per la sanificazione e l'igienizzazione, e che sarà destinato alle società che si riaffilieranno per la stagione 2020-2021.
Tutto sembrerebbe perfetto, purtroppo non è così poiché per accedere ai precitati contributi sarà necessario riaffiliarsi e ciò comporterà un esborso iniziale che, se tutto va bene, dovrebbe essere anticipato dalla società ovvero spesso direttamente dal Presidente, e mentre per i grandi club non ci dovrebbero essere problemi per le piccole società sarà completamente diverso. Potrei sbagliarmi, il Consiglio potrebbe aver fatto attente valutazioni conseguentemente il mio pensiero sarebbe fuori luogo.
Probabilmente mi sfugge qualcosa in quanto alcuni giorni orsono si è tenuta una riunione telematica tra il Presidente, presente il suo vice ed il consigliere piemontese Randazzo oltre, naturalmente, al Presidente del C.R. Locale Cinzia Sacchetti, e le società piemontesi, durante la quale sono stati trattati i vari problemi connessi con la situazione attuale, covid19 e relative conseguenze. In tale contesto ci sono stati vari interventi uno dei quali è stato particolarmente apprezzato dal Presidente Scarso, di cui, successivamente, è stato richiesto un contributo scritto da sottoporre alla prima riunione utile del Consiglio Direttivo. Riporto, di seguito, il Concorso offerto dal Maestro CUCCU:
ELIMINAZIONE DEL DOPPIO TESSERAMENTO PER I TECNICI: tale proposta dovrebbe diventare strutturale poiché sovente il presidente di un club è anche il tecnico affiliante, oppure ricopre la carica di consigliere. Inoltre con l’aumento dell’attività Master, molti tecnici sono anche atleti. Il doppio tesseramento: prima come tecnico e poi come atleta e/o dirigente non trova una ragionevole motivazione per la sua esistenza. La eliminazione di uno dei due potrebbe sgravare la società di un costo mantenendo un unico pagamento come per l’atleta che fa anche il dirigente. Può essere anche il costo di tesseramento più alto, ovvero 48euro, ma che sia uno solo;
RIDUZIONE A 5€ DEL TESSERAMENTO PER I DIRIGENTI DI SOCIETÀ: nelle realtà associative, di tutte le dimensioni, il ruolo di Presidente o di Consigliere è frequentemente svolto da un genitore che si offre quale volontario per collaborare alla gestione della società. Lo stesso, spesso, mette a disposizione gratuitamente le sue competenze quali di commercialista, medico, avvocato, ecc.. Dovere imporre un tesseramento di 48euro per un socio che nulla costa alla Federazione, in quanto non svolge al suo interno nessun compito se non quello di collaboratore volontario di un affiliato, appare come una tassazione iniqua, che nelle medie e piccole società, che rappresentano il 70% degli affiliati, ha un certo peso;
REVISIONE DEL CONTRIBUTO STRAORDINARIO PER OGNI ATLETA RIAFFLIATO NELLA PROSSIMA STAGIONE: Tale misura ha il carattere di una tantum, e che nel futuro non potrà essere replicato. Almeno non in questa forma. Proprio il suo carattere di sostegno in questo momento difficile richiederebbe dei criteri meno stringenti. Limitare il contributo al solo numero di atleti che già tesserati in questa stagione lo saranno per lo stesso affiliato anche nella prossima fa apparire la cosa come una sorta di partita di giro tra i soldi che il socio versa per il tesseramento federale e quanto la FIS gira al Circolo a titolo di contributo, sminuendone il valore, anche dal punto di vista promozionale.
Proposte assolutamente condivisibili ed aggiungerei che per riaffiliare un club, solo per la prossima stagione, potrebbe bastare il tesseramento di un atleta.
Le considerazioni che mi vengono in mente sono: perchè chiedere un contributo scritto se poi non lo si tiene minimamente in considerazione?; perché non affrontare il problema con provvedimenti shok che darebbero una spinta reale al sostegno dell’attività di base? Certo ci vuole coraggio e con tutto il rispetto per le iniziative poste in campo non mi sembra che siano particolarmente coraggiose.
Infine poche parole sulle “ipotesi relative al nuovo calendario federale ed alle nuove disposizioni per l'attività agonistica che puntano sulla regionalizzazione delle gare ed una fase nazionale limitata ai qualificati, da svolgersi nella fase conclusiva della stagione, oltre anche ad una diversificazione dei numeri di qualificati in base alle varie armi ed allo storico dei partecipanti alle diverse competizioni.”. BENE anzi BENISSIMO: senza ironia, però ci voleva il covid19 per arrivarci: è da tanto che la base richiede una attività articolata più sulla regionalizzazione.
Farebbe piacere conoscere i contenuti delle relazioni dei CT per il lavoro svolto negli ultimi tre mesi e per il quale sono stati regolarmente retribuiti.
Ezio RINALDI