martedì 31 marzo 2020

CORONAVIRUS - LA FIS: donazioni e solidarietà

Ricevo e volentieri pubblico il contributo letterario che segue. Considerate le reiterate minacce da parte FIS di interessare la procura federale per le ipotetiche azioni disciplinari verso autori di scritti su piattaforme varie, l'articolista, si è firmato con un Nick name . 
Ezio RINALDI
"In questo momento cosi difficile mi stavo chiedendo “Chi voglio essere durante il COVID19?”.  Prendendo in prestito uno schema trovato in rete possiamo dividerci in 3 zone, quelli all’interno della Zona di Paura, quelli dentro la Zona di Apprendimento e quelli dentro la Zona di crescita. Se volessi fare il figo direi di essere nella Zona di Crescita ma ahimè ad uno sguardo più attento devo ammettere che mi trovo al confine tra quella di Paura e quella di Apprendimento alternando momenti in cui mi trovo contagiato dalle emozioni legate alla paura ed alla rabbia ad altri in cui invece acquisisco una maggiore consapevolezza e penso a come comportarmi.


Adesso, volendo fare un salto di qualità vorrei pormi nella zona di crescita. Pertanto, non posso che essere grato alla FIS ed apprezzare il gesto di donazione che la stessa ha fatto verso il reparto “Covid-19” di medicina interna del Policlinico Tor Vergata di Roma di “ben” 10 fonendoscopi che, come dice Maria Adelaide Marini, “è un gesto dall’altissimo valore simbolico”(fonte ANSA). Ora mi chiedo… ma la mia Federazione in quale zona vuole posizionarsi? Perché sono andato, mio malgrado, a cercare su internet il costo di questo attrezzo ospedaliero e, forse non ci crederete, ma costa la stratosferica (si fa per dire) cifra (in media) di circa 200 euro. Quindi la FIS ha donato per circa 2000 euro. Nella considerazione della disponibilità di liquidità che ha adesso la Federazione, derivante da spese di trasferte del Presidente congelate, spese trasferte nazionali non sostenute all’estero, avanzo per spese non sostenute dall’allestimento di numerose gare non capisco come si possa vantare di aver donato per una cifra così irrisoria per uno strumento, tra l’altro, che non mi pare essere stato mai menzionato come uno tra quelli di cui si ha disperatamente bisogno in questa emergenza sanitaria.
Non voglio criticare a tutti i costi ma vorrei analizzare i fatti così come sono. Permettetemi di guardarmi intorno, fatemi vedere cosa fanno negli altri sport… sai mai che si possa trovare una qualche forma di ispirazione! Nel ciclismo è nata un’asta benefica alla quale sarà possibile partecipare attraverso i social network e la Cicloexperience. C’è anche Damiano Cima, che ha messo all’asta la maglia con la quale ha vinto lo scorso anno, una tappa del Giro d’Italia. Dal ciclismo alla pallacanestro la solidarietà va avanti, con il cestista Marco Belinelli, guardia della Nazionale e dei San Antonio Spurs, figlio di un medico, alla sua Bologna, che lo ha reso celebre, ha fatto una consistente donazione, per acquistare apparecchiature sanitarie per l’Ospedale Maggiore. Ecco… in mezzo a tutto questo io vedo un assordante silenzio. Innanzitutto voglio mettere al primo posto quello dei 3 nostri CT. Come tutti sanno i nostri blasonati commissari tecnici sono ben stipendiati dalle nostre amate Forze dell’Ordine. Certo non sarà un lauto stipendio se comparato con quello di un dottore o primario, che in questi momenti si fa turno di 12 ore in Ospedale, rischiando pure di beccarsi un virus, ma per starsene a casa o sul balcone a fare  lezione dire che non è malaccio non è una bestemmia. Ora mi chiedo….ma un Cipressa che ha dichiarato nel 2017 e nel 2018 di aver percepito dalla sola FIS 100.000 (centomila) euro annui (dati pubblici ricavabili su www.consulentipubblici.gov.it) non potrebbe mettersi una mano sul cuore (oltre che sulla coscienza) e donare una cifra “simbolica” di 10 mila euro da devolvere alle società con meno di tot. atleti o mettersi insieme agli altri due CT e donare un totale di 30 mila euro a favore di un S. Raffaele o quant’altro? Perché non mettere queste cifre a disposizione della collettività e organizzare un atto di solidarietà come quello messo in campo dalla AS Roma, che ha portato pacchi per i suoi affiliati over 75? Mi piacerebbe vedere un Montano, una Di Francisca fare altrettanto… mettere magari all’asta qualcosa… certo non siamo uno sport famoso ma in questo momento anche questi gesti “simbolici” come detto prima sarebbero un bel segnale per tutti noi…sia tesserati che non alla FIS.
Le idee si sprecano…basterebbe lasciare la propria ”comfort zone" e mettersi non in quella della “paura” bensì in quella della “crescita” per crescere, ma davvero, tutti insieme e aiutare chi ha più bisogno di noi. Se non ora, quando?
JACK L’ILLUSO" 

sabato 28 marzo 2020

PRESIDENTE SCARSO: è tempo di agire!


Caro Presidente SCARSO,
è arrivato il momento delle grandi scelte, magari a te sgradite, ma giuste, necessarie e popolari per verità e fini nobili.
Le priorità di una Federazione le detta il Presidente, per il bene se non di tutti, almeno di molti, mai di pochi.
Come primo atto del tuo mandato quadriennale 2017- 2020 hai posto la guerra all'Accademia, i cui effetti si sono trascinati sino ad oggi.
Abbi ora il coraggio di dire al nostro popolo che questa guerra, improvvida, l'hai persa.
E te lo dice la massima Corte di giustizia amministrativa, non il tuo " avversario " Rinaldi.
Il Consiglio di Stato ha definitivamente cancellato quel disegno matricida, ed ora hai una sola soluzione: sotterrare l'ascia di guerra, riscrivere lo Statuto federale ed occuparti delle vere emergenze della Scherma Italiana.
Del resto, lo stesso Collegio di Garanzia del CONI non ti ha detto che lo statuto sia regolare, ma ha dichiarato improcedibile il ricorso fatto dagli affiliati al tribunale federale e alla corte federale di appello, che incredibilmente, ma correttamente, ti avevano dato torto.
Il mio appello è rivolto a te, ma anche a ogni singolo consigliere, perché nessuno può sottrarsi alle responsabilità di buon governo, in questo momento tanto tragico per l'Italia.
Sul blog ho pubblicato le proposte di Italia Scherma, ricevendo per lo più commenti favorevoli e pochi contrari.
Quelli contrari schernivano le proposte, tacciandole come "irrealizzabili".
Di seguito il link della FIDAL (http://runfest.it/content/Consiglio-la-road-map-dei-prossimi-mesi/126781), dal quale potrai leggere le dell'atletica leggera italiana, la madre di tutte le discipline olimpiche.
Ebbene, queste proposte vanno proprio nella direzione di quanto suggerito da Italia Scherma, che non ha fatto altro che raccogliere, con buon senso, indicazioni e grida di dolore espressi dal territorio. Quel territorio che tu hai dimenticato, per me, da lustri.
Ora è tempo di rimediare, ora è tempo di riparare ai tanti errori commessi, ora è tempo che tu non sia più l'uomo solo al comando.
Ascolta, almeno per una volta, la voce di chi non ti vuole sempre accondiscendere. 
Ascolta le parole di verità scandite dal Consiglio di Stato sulla vicenda Accademia.
Ascolta le Istituzioni, immagino dal CONI al Governo, che chiedono alla FIS di rientrare nei perimetri fissati dalle Leggi e dai Poteri dello Stato.
Ascolta la voce delle 330 società che formano la FIS, la maggior parte delle quali già sopravvivono a stento e ora è sull'orlo del baratro, se la FIS non immette liquidità a favore dei piccoli e medi Affiliati.
La ricetta del buon medico per lo sport ammalato è scritta, basta rilasciarla.
Segui la FIDAL, per una volta abbi l'umiltà di comprendere che le migliori pratiche non sempre sono espresse dalla tua gestione.
Ezio Rinaldi

mercoledì 25 marzo 2020

LE PROPOSTE DI ITALIA SCHERMA

Italia Scherma ha pubblicato sul proprio sito un documento particolarmente interessante, che, ottenutane l'autorizzazione dall'autore, pubblico volentieri sulla "Piazza", affinché possa raggiungere il più alto numero di letture.
Ezio RINALDI




martedì 24 marzo 2020

LE SENTENZE SI RISPETTANO!

La vicenda FIS/ANS sembra non voler aver fine: di chi le responsabilità? A mio avviso questo consiglio federale sta trascinando la Federazione in un baratro dal quale sarà molto difficile risalire e per che cosa poi? Si è sempre sostenuto che le sentenze si devono rispettare ed eseguire, ma sembra che non per tutti sia così, ovvero per questa dirigenza quelle a loro favorevoli si devono osservare, mentre i verdetti contrari devono essere disattesi, leggendoli in maniera difforme da quanto in essi disposto. E si che il ricorso al Consiglio di Stato è stato adito proprio dalla FIS ed avendone ottenuto il respingimento, con fantasiose ed ardite ricostruzioni, si cerca di far passare il concetto che il massimo organo amministrativo giudicante abbia, per così dire, emesso un giudizio a lei favorevole. Poco importa se la conclusione della sentenza recita: PQM, Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull’appello di cui in epigrafe, lo respinge. Suggerii al Presidente Scarso, in tempi antecedenti l'emissione del giudizio, di promuovere un incontro a quattr'occhi con il Presidente dell'Accademia al fine di trovare una accettabile soluzione per entrambe le parti: forse ho parlato da solo!
Di seguito il comunicato dell'Accademia Nazionale di Scherma a firma del suo Presidente.
Ezio RINALDI

lunedì 23 marzo 2020

POST CORONAVIRUS: calendario gare - Le proposte di Massimo BERTACCHINI

M° Massimo BERTACCHINI
Amici schermidori, mi è piaciuto molto l’intervento sul finto Consiglio Federale, mai avvenuto. Leggo tanto di altre Federazioni che si riuniscono e hanno già messo in atto provvedimenti per il futuro. Il Tennis ha previsto 3milioni di Euro a favore dei Circoli di Tennis (cioè le Società sportive), hanno previsto la quota associativa di 1cent di Euro solo per far partire il sistema informatico di tutti i tesserati. Il calcio addirittura parla di congelare gli stipendi, il CT del Basket si è dimezzato lo stipendio.
Il nostro Consiglio non si è mai riunito e ci aggiorna solo con comunicati rispetto alla sentenza del Consiglio di Stato, cosa che preoccupa visto che ogni scelta e ogni denuncia, soprattutto dopo un momento di crisi come questo, ricadrà su tutti noi tesserati e sul nostro sport. Ci dicono poi di essere vicini alle Società ed alla base: ma come, non è dato sapere. Un primo comunicato, sollecitato dal Blog, ci parla di anticipo dei premi e di un fondo nato dal risparmio delle attuali spese di trasferte e gare, tra l’altro stimolato dall’articolo del Blog. Ma, alla fine l’unico atto concreto è stata la lista di interesse federale aggiornata, contro ogni regolamento e soprattutto contro ogni decennale abitudine.
Detto questo, poiché sono un pratico, mi piace sempre proporre e quindi ho immaginato un possibile scenario post-coronavirus, si potrebbe riprendere e sfruttare il calendario partendo dal weekend del 22/24 maggio (tempo limite per concludere entro giugno il calendario gare).
Presupposto fondamentale, la FIS è l’organizzatrice degli eventi, sintetizzati in massimo sei da svolgersi in altrettanti weekend. 
L’idea è quella di abolire le gare GPG e concentrare tutto sul Campionato Italiano, questo perché sicuramente la ripresa avrà un impatto sulle famiglie ed è noto che le gare GPG sono quelle che nella quasi totalità coinvolgono le famiglie. Il Campionato Italiano sarebbe da recuperare nella settimana che include il 2 giugno festa nazionale.
Le altre gare, come vedete nella tabella dovrebbero essere recuperate accorpando alcuni eventi tra loro. Ho valutato, secondo i comunicati ufficiali degli ultimi anni, il numero di atleti (per eccesso sono certo che questa emergenza porterà ad un calo notevole delle presenze). L’accorpamento è diviso anche per età cercando di gravare il meno possibile sulle trasferte.
Inutile dire che considerando l’emergenza si dovrà concordare con le Amministrazioni locali, cercando anche l’aiuto se necessario del CONI e del Ministero, la gratuità delle strutture e la massima disponibilità nella gestione logistica. Ritengo che in ogni caso, dopo questa crisi economica, se la Federazione si presenta dalle Amministrazioni portando in un weekend un movimento di circa 2000 persone, la disponibilità difficilmente sarà rifiutata.
Nel prospetto delle sedi a noi note, ho inserito il numero di pedane abitualmente utilizzate, ma anche quelle utilizzabili conoscendo la struttura.
Inutile dire che l’alternativa ultima e non disprezzabile e chiudere un accordo con qualche amministrazione che ha strutture fieristiche da valorizzare e non utilizzate, o altro tipo e destinarle per 6 settimane alla scherma ed al recupero gare. Questo porterebbe gli interessati anche ad un risparmio economico potendo gestire la logistica degli atleti, arbitri e accompagnatori in prospettiva.
CALENDARIO GARE:
22/24 MAGGIO
29/02 MAGGIO/GIUGNO (GPG)
5/7 GIUGNO
12/14 GIUGNO
19/21 GIUGNO 
25/28 GIUGNO  (ASSOLUTI+…)
1°weekend: II° prova U20 1000/ Campionati Ita. U20 SQ (circa 100 sq)
2°weekend: Campionati Italiani GPG 3200  
3°weekend: II°prova Qualif. Naz. 850/Camp. Ita. Sq B1/C1 (700 atleti circa)
4°weekend: Coppa Italia Assoluta 1100 +A2 (96sq 380atleti) 
5°weekend: Campionati Italiani Master 550/ Coppa Italia U17 900
6°week: Campionati Italiani Assoluti 500+A1 (80sq) + Parolimpica / Campionati Italiani U20/U17 500
Sedi Concretamente in grado di Gestire gli Eventi (ordine alfabetico). 
ADRIA 42  (50)
ANCONA 32(40)
CAORLE 24 (30)
CASALE M. 40 (55)
NAPOLI 12 (30)
REVENNA 30 (35)
ROMA 28
TERNI 30
Appassionatamente
Massimo BERTACCHINI

mercoledì 18 marzo 2020

SCARSO SENSO DELLE ISTITUZIONI


Come quasi tutti quelli che si interessano di scherma, siano essi atleti, parenti di atleti, maestri (pardon,“tecnici” secondo la FIS), dirigenti, aficionados vari, ormai ben sanno, è stata depositata la sentenza del Consiglio di Stato n. 1852/2020 (pubblicata ieri). Il giudice amministrativo di secondo grado era chiamato a decidere sull’appello proposto dalla federazione, avverso la sentenza del TAR Lazio, relativa alla nota questione della potestà di rilasciare i diplomi magistrali. In entrambi i gradi di giudizio è stato chiarito che tale potestà spetta all’Accademia Nazionale di Scherma e non ad altri.
Partendo da questo dato (ormai non più modificabile), bisognerebbe rivedere i rapporti tra Accademia e FIS, ovviamente muovendo da posizioni diverse da quelle originarie e distantissime da quelle (umilianti) che la federazione avrebbe voluto imporre dopo “lo scippo”.
E invece …… colpo di scena! Come si sarebbe detto qualche anno fa.
La FIS dà una sua lettura, tutta particolare, della sentenza e ne rovescia il contenuto e il significato. Probabilmente anche la sentenza conterrà refusi non sostanziali che la lettura ortopedica dei giuristi di Corte (chi altrimenti?) è stata in grado di individuare e correggere. Dunque, secondo questa singolare interpretazione, il Consiglio di Stato avrebbe riconosciuto la autonomia della FIS (rispetto a chi?); non basta: il supremo organo di giustizia amministrativa avrebbe chiarito (in quale parte della sentenza?) che FIS ed Accademia Nazionale di Scherma hanno “ambiti di operatività contigui, ma separati”. Ergo: in ragione delle modifiche statutarie e della rielaborazione dello SNAQ, verrà confermata la validità dei titoli rilasciati ai “tecnici” a far tempo dal marzo 2017; premessa questa perché poi la federazione continui ad organizzare, facendo tutto da sola, altre sedute d’esame.
Che dire? È un evidente caso di umorismo involontario. Il giudice amministrativo dice l’esatto contrario, vale a dire che è l’Accademia Nazionale di Scherma ad essere autonoma rispetto alla FIS, la quale, viceversa, ne aveva sostenuto la subordinazione. L’ANS non ha alcun vincolo gerarchico rispetto alla federazione. È vero che la FIS può riconoscere un ente, attribuendogli una funzione strumentale al perseguimento dei suoi fini, ma l’Accademia è molto più antica della federazione ed è già stata riconosciuta (dallo Stato). La sentenza poi afferma a chiare lettere (sarebbe superfluo ribadirlo, ma sembra che in federazione facciano fatica ad assimilare i concetti semplici) che proprio il regio decreto del 1880, che attribuì all’ANS personalità giuridica, la abilitò al rilascio dei diplomi magistrali e che tale funzione è sempre stata – dunque per ben oltre un secolo e fino ai giorni nostri – ribadita dalle successive “fonti”, fino a quelle recenti di livello soprannazionale (direttive CE ed UE), poi recepite nel Piano di riordino delle professioni. Vi è poi un passaggio tutt’altro che secondario: quello in cui si chiarisce che la istituzione del CONI ed i successivi riassetti normativi non hanno affatto (implicitamente) abrogato le fonti normative che legittimano l’ANS a fare quel che fa.
E poi (anche questo scrive il Consiglio di Stato) la FIS rimane competente per gli aspetti organizzativi della attività sportiva. Non è poco, ma – che ci volete fare? – ne resta fuori l’attività di verifica della preparazione tecnica di chi aspira ad insegnare e la conseguente potestà di rilasciare il titolo professionale. Questa spettava e spetta all’Accademia. Altrimenti perché il TAR avrebbe condannato la FIS a risarcire i danni all’ANS? Il Consiglio di Stato ha confermato anche tale parte della sentenza di primo grado. Forse, riflettendo (anche) su tale “particolare”, la FIS potrebbe rendersi conto di aver perso (anche) in appello.
Ed ancora: nemmeno dal CONI – come pure ha reiteratamente sostenuto la FIS – essa può ricevere il tanto agognato potere; la competenza del CONI in materia è limitata al riconoscimento dei titoli professionali equipollenti, rilasciati in ambito comunitario.
Ma, a proposito del CONI, non è che esca benissimo da questa storia; avrebbe dovuto sorvegliare e intervenire per evitare la violazione di norme di legge, di statuto e di direttive europee e, va da sé, per evitare che il giudice amministrativo lo smentisse platealmente.  Sembrerebbe una figuraccia! Infatti il CONI ha “affiancato” la FIS in secondo grado e, dunque, non ha avuto un’ottima performance neanche sul piano processuale. Eppure chi scrive ricorda di avere, in due occasioni, avuto contatti con chi curava, sul versante giuridico-giudiziario, gli interessi del CONI e di avere - con pazienza - tentato di spiegare perché la FIS era stata gravemente scorretta quando si era arrogata il potere di organizzare gli esami “in solitario” e perché era stata platealmente in errore quando aveva tentato di resistere all’azione giudiziaria che l’Accademia aveva inevitabilmente (e, oggi si può dire, fondatamente) intrapreso contro “lo scippo”.
Tutto inutile: la volontà di cancellare dal mondo sportivo (indovinate perché) un Ente che vive ed opera da oltre 150 anni era, evidentemente, più forte di qualsiasi ragionamento, anche se ancorato a precise norme di legge.
Il riscontro ex post è dato proprio dal comunicato della FIS di cui si diceva sopra. La (grottesca) lettura “a rovescio” della sentenza è il sintomo evidente del proposito incrollabile di realizzare un disegno egemonico, nel perseguimento del quale si dimostra la nessuna considerazione in cui sono tenute le sentenze dei giudici del nostro Paese (anche di quelli al massimo livello). Siamo di fronte alla prova provata di uno scarso senso delle istituzioni, di un atteggiamento sostanzialmente autoreferenziale, della incapacità di ammettere limiti, errori e sconfitte che ha caratterizzato, almeno in questo settore, il modus operandi della dirigenza federale. I futuri elettori potrebbero (dovrebbero?) riflettere.
Il “proclama” di ieri contiene, oltretutto, il preannuncio di un reato, anzi di una serie reiterata di reati: l’esercizio abusivo di una professione, posto in esser da tutti i “falsi diplomati”. Se infatti, è ormai definitivamente (e giudiziariamente) chiarito che chi non ha superato la prova di esame presso l’Accademia Nazionale di Scherma non è in possesso di valido titolo professionale, sembra inevitabile che chi, essendosi “diplomato” (solo) presso la FIS, si improvvisasse maestro (o tecnico di terzo livello, ça va sans dire) commetterebbe il reato di cui all’art. 348 cod.pen. Questo articolo contiene, poi, un ultimo, interessante comma che prevede la punizione del “professionista che ha determinato altri a commettere il reato … ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato”.
E francamente credo che l’Accademia Nazionale di Scherma tutelerà le sue prerogative anche azionando lo strumento penale.
Maurizio FUMO
P.S.
Di seguito, dal sito federale, il comunicato FIS

SENTENZA CONSIGLIO DI STATO - COMUNICAZIONE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA SCHERMA 
ROMA - La Federazione Italiana Scherma, con la tranquillità, la serenità e l’assoluta trasparenza con cui ha sempre gestito ed affrontato la questione relativa alla vertenza con l’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli, prende atto della sentenza del Consiglio di Stato relativa alla nota controversia.
 La sentenza evidenzia come gli ambiti di operatività di Federazione ed Accademia siano contigui ma non coincidenti ed in tale direzione, la Federazione continuerà a formare ed abilitare tecnici sportivi di scherma che possano affiliare le società schermistiche.
 Pertanto, anche in considerazione delle recenti modifiche statutarie,  si comunica che, compatibilmente con le disposizioni governative in tema di emergenza sanitaria, si provvederà ad adeguare il regolamento SNAQ per la qualifica dei tecnici sportivi della Federazione Italiana Scherma e, successivamente, a fissare le modalità che consentano di confermare la validità dei titoli rilasciati ai tecnici sportivi fin dal marzo 2017.
 Conseguentemente, ed in armonia con quanto statuito dal Consiglio di Stato, operando quale ente autonomo e competente al rilascio di diplomi dei tecnici sportivi di primo, secondo e terzo livello, la Federazione assumerà quanto prima le necessarie deliberazioni per consentire agli interessati di concludere il percorso formativo della scuola magistrale secondo le norme di cui sopra.

lunedì 16 marzo 2020

C’E’ UN GIUDICE A BERLINO

A Potsdam, vicino Berlino, l'imperatore Federico II di Prussia voleva espropriare il mulino di un mugnaio per abbatterlo perché il mulino danneggiava il panorama del suo nuovo castello di SansSouci. Il mugnaio si rivolse ai giudici, ma i giudici temevano il re e gli diedero torto. Ma il mugnaio aveva fede nella giustizia e grande tenacia e alla fine riuscì a trovare un giudice a Berlino che diede torto al re.
Nello stesso modo l’Accademia Nazionale di Scherma ha avuto tenacia e fede nella giustizia e ha trovato i suoi giudici a Berlino: l’anno scorso il Tar e oggi il Consiglio di Stato, hanno messo la parola fine allo scippo che la Federazione aveva fatto nel 2017.
E’ un fatto ormai incontrovertibile che i titoli magistrali li rilascia l’Accademia e la Federazione non può farlo. 
Ma vi dirò di più, secondo il Consiglio di Stato, neppure il CONI può abilitare i Maestri di scherma, questa prerogativa è solo dell’Accademia.
Il Consiglio di Stato ci ha tenuto a precisare anche che cambiare il nome non serve a nulla. Che si chiamino maestri di scherma, istruttori nazionali o tecnici federali non cambia niente: chi insegna la scherma per una società o per un amico, per denaro o gratuitamente, che si tratti di scherma olimpica, storica, artistica o amatoriale, qualunque nome decida di darsi, dovrà comunque avere prima superato l’esame in Accademia.
Quindi anche la modifica un po’ furbetta approvata dall’Assemblea il 19 maggio scorso non è servita a nulla. Come tutti saprete, l’Accademia ha avuto l’accortezza di impugnare dinanzi al TAR lo Statuto e la Delibera di Giunta CONI che lo ha approvato. E nulla importa che il Collegio di Garanzia qualche giorno fa abbia giudicato valido lo Statuto, perché il 21 aprile il Tar dovrà occuparsene nuovamente per l’Accademia.
A questo punto mi chiedo, che senso ha avuto questo delirio di onnipotenza federale? Il Consiglio Federale ha sprecato enormi risorse per sovvertire l’ordinamento giuridico, e non c’è riuscito. Ha tirato in ballo il CONI, che ha rimediato una figuraccia colossale e si è sentito dire che neanche lui può abilitare i tecnici di scherma. Ha indotto i partecipanti all’Assemblea a votare un Statuto che sarà annullato a breve. Ha illuso tanti tecnici spacciandogli diplomi che valgono carta straccia. Ha invitato tutti a non partecipare ai Qualification DAy indetti dall’Accademia
 E tutto questo perché?
Soltanto perché questo Consiglio Federale non sa ammettere di avere torto. E’ disposto a trascinare un intero movimento alla rovina pur di non ammettere la verità pura e semplice, cioè di aver commesso il più grande errore giuridico, politico e strategico degli ultimi venti anni.
Chi potrà mai più credere a questo Consiglio Federale? Che si dimetta!
Che il CONI nomini un Commissario adesso e smetta di sottovalutare il problema FIS, non commetta anche lui lo stesso errore un’altra volta.
Ezio RINALDI

RIFLESSIONI E PROPOSTE DEL MAESTRO CUCCU


M° Paolo CUCCU
Gentili lettori, scrivo per tutti quelli che leggono assiduamente questo blog, un po’ meno per quei quattro troll che purtroppo hanno colonizzato questa pagina, di cui sappiamo tutti nome e cognome (fare copia/incolla di un proprio scritto su fb e tradurlo qui come anonimo non aiuta a celare la propria identità), ma che pateticamente proseguono a insultare pensando di essere furbi. Premetto che scrivo a titolo personale, come ho sempre fatto, non sono stato nominato portavoce di nessuno, persona o gruppo che sia, incarico che in ogni caso rifiuterei seccamente. Ognuno è perfettamente in grado di esprimere il proprio pensiero, e lo fa nelle sedi e con le persone con cui ritiene opportuno farlo. Deluderò molto quei quattro cialtroni di cui sopra, in quanto vengo a fare proposte concrete di miglioria dell’attività agonistica e della professione di Maestro di Scherma, cose per cui non si necessita fare nomi di improbabili candidati, lascio ancora a voi questo piacere, che da bravi voyeur virtuali ogni giorno non vi fate mancare (attenzione però che alla lunga si diventa ciechi).
Prima di parlare di nomi e di ruoli, sarebbe opportuno cominciare a definire cosa si intendono, e prima ancora analizzare le mancanze per andare a proporre alternative valide. Cosa mi porta a fare queste proposte? Sicuramente l’amore per la scherma, la passione che mi spinge ogni giorno a lavorare e provare a migliorare, non certo la fame di potere, spero anzi che alla fine di questa massacrante campagna elettorale del sottoscritto ci si dimentichi, vorrà dire che i prossimi dirigenti stanno facendo bene il loro lavoro. Perché non credo in questa dirigenza? Dire che non ci credo è fuorviante. Hanno indubbiamente svolto un buon lavoro, errori pochi e tante cose buone a cui dobbiamo rendere atto. Ora però il loro percorso è terminato, hanno preso la federazione, l’hanno fatta crescere, portata fino a dove era possibile per le loro capacità e la loro visione, adesso però il progetto scherma sta ristagnando. Serve un gruppo nuovo, che lo prenda dove è stato portato dai predecessori e lo faccia evolvere ulteriormente, fino a quando anche loro raggiungeranno il limite e dovranno passare la mano ad altri. In un processo di cambiamento per crescere, e non solo per cambiare. In caso di nuova affermazione del gruppo attuale, sono fermamente convinto che non potranno fare un ulteriore salto in avanti, con un nuovo progetto, al massimo potranno conservare quanto ottenuto, con migliorie minime e non influenti sul risultato finale.
Tra le varie cose che non sono stati in grado di apportare, ed anche per il futuro non se ne prevede visti i nomi che insistentemente circolano, è un consigliere che provenga dal quel nutrito gruppo di tecnici civili, coloro i quali hanno come reddito prevalente quello derivante dalla propria attività magistrale. Non c’è mai stato nei precedenti consigli, e questo gruppo non ha intenzione di inserirlo in quello prossimo. Sono loro che oggi si lamentano maggiormente e subiscono ogni conseguenza delle scelte federali, sia in tema di promozione che di organizzazione dell’attività agonistica. Se domani, per assurdo, la scherma smettesse di esistere, tutti i consiglieri semplicemente proseguirebbero in quella che è la loro vista di tutti i giorni. Qualcuno con il suo stipendio pubblico, altri con lo studio privati, altri ancora con la pensione, ma quelli che hanno investito la loro vita nella scherma? Quelli restano semplicemente con un pugno di mosche in mano. Quando un tecnico militare o dopolavorista perde nella sua società il 30% degli iscritti, per lui che non vive di scherma è una scocciatura, ma certamente non un problema. Quando un tecnico vive del solo stipendio della società, perdere un terzo delle quote significa un dramma, e non può essere liquidato da un consigliere federale che piccato risponde “è fisiologico”, perché dimostra ben poca sensibilità di fronte al problema di chi manda avanti questo sport con sacrifici notevoli, e che non si vede riconosciuta nemmeno l’empatia che magari riconosciamo ad un randagio che incontriamo per strada. L’organizzazione dell’attività agonistica non può prescindere da un confronto con i tecnici civili che vivono di scherma, che sono già molti ed in futuro a breve scadenza diventeranno sempre di più, in quanto la situazione economica italiana porterà sempre più ragazzi a valutare lo sport con una importante alternativa ai lavori tradizionali.
L’organizzazione dell’attività agonistica, come già detto, sarà il vero nodo gordiano che il prossimo consiglio federale dovrà sciogliere, possibilmente senza colpi di daga. Senza entrare nel gossip di questa o quella sede, società o quant’altro serva solo a gettare fumo negli occhi ai tifosi-politici, si possono indirizzare delle linee guida da seguire senza deroghe. Per prima cosa non ci dovranno più essere gare nazionali nei mesi di dicembre e gennaio, quelli che notoriamente creano il maggior numero di disagi agli atleti e alle loro famiglie. Aggiungendo che il fine settimana prima d natale e quello successivo all’epifania non potrà essere utilizzato per competizioni di nessun tipo. Basta con gare a due giorni da Natale o il giorno della Befana, quanto le spese di pernotto e trasporto sono alle stelle, ma soprattutto per rispetto delle famiglie, che magari hanno anche altro da fare nella vita che sacrificarla sull’altare del dio della scherma. Settembre non potrà essere utilizzato per le gare di qualificazione, in quanto almeno la metà delle società completa l’iter di affiliazione in quel periodo, e chi ha degli intoppi burocratici non deve essere penalizzato dalla stessa federazione. 
Non potranno più esserci due gare nazionali della stessa specialità in fine settima consecutivi, o peggio ancora nello stesso. I ragazzi che praticano questo sport per il 98% non sono professionisti, e non possono tornare a casa la domenica notte per ripartire il giovedì mattina, e per poi magari vedersi anche i quattro mesi successivi senza nulla da fare. Il numero di cadetti ammessi alla prima prova U20 dovrà salire ad almeno il 50%, anche per aumentare il numero dei partecipanti delle gare attualmente più povere. Per creare una maggiore fidelizzazione degli atleti, e fare qualcosa di concreto contro l’abbandono altissimo di adolescenti nei primi 3 anni post GPG, i Cadetti avranno una stagione agonistica simile a quella della categoria Allievi. Nelle stesse giornate di gara delle competizioni regionali/interregionali GPG ci sarà anche la loro categoria. Questo per due motivi fondamentali: il primo, per sostenere le regioni che hanno numeri più bassi (16 su 20), creando quindi un maggiore introito di quote d’iscrizione, secondo per dare anche agli atleti di medio-basso livello la possibilità di giocarsi qualche competizione tecnicamente alla loro portata e logisticamente non dispendiosa per le famiglie. L’accesso ai campionati nazionali U17 sarà valutato sul ranking nazionale, creato con gli stessi criteri di quello del GPG (2 gare su 3 regionali/interregionali e 2 su 3 nazionali), ovviamente verrà tolta la Coppa Italia, una trasferta in meno per tutti. Si qualificheranno i peimi 128 atleti del ranking di specialità, così diamo un significato alle levatacce all’alba.
LE PREMIAZIONI TORNERANNO AD ESSERE PER I PRIMI 8 CLASSIFICATI, PER OGNI GARA DI OGNI CATEGORIA. Siamo tutti d’accordo che sia stato ampiamente dimostrato che non si risparmia tempo, tantomeno soldi, avendo oggi a disposizioni la possibilità di acquistare medaglie a 2 euro.
Si creerà così quella parte di attività squisitamente promozionale, che manca totalmente in questo momento, e che crea la fidelizzazione dei ragazzi.
I luoghi che ospiteranno qualsiasi gara nazionale, dovranno garantire adeguati supporti logistici da e per la principale stazione ferroviaria prossima alla sede, stop a gare in paesini che costringono a doversi muovere in macchina, o affittare una macchina o un ancora più costoso taxi, con relativi costi a carico delle famiglie. Le gare nazionali dovranno essere ospitate da strutture non solo adeguati negli spazi, ma anche nella possibilità di essere raggiunte solo con i consueti mezzi pubblici.
Il maggiore contributo arrivato da “sport&salute”, che si dovrà lottare per rendere permanente, sarà utilizzato anche a favore di un maggiore aiuto per atleti e famiglie, i più importanti e consistenti sponsor che ha questa federazione. Per le gare nazionali verrà erogato un contributo che potrà arrivare al 50% del costo di affitto di una qualsiasi struttura che risulti più agevole da raggiungere e meglio attrezzata per ospitare manifestazioni di scherma. Questo per dare la possibilità a chiunque di potere proporre la propria città per ospitare manifestazioni federali, e senza che la cosa si traduca in un aumento considerevole dei costi di trasferta per chi parteciperà. Naturalmente verrà conservato il contributo annuale a tutte le società, fermo restando che appare evidente che si tratti poi solo di un sostegno simbolico per l’80% delle realtà sul territorio nazionale, ma è necessario anche fare atti simbolici di vicinanza con i tanti sacrifici delle piccole e medie società, che compongono l’ossatura che mantiene in piedi questa federazione.
Sempre in un’ottica di riduzione dei costi di trasferta, verranno abolite le qualificazioni di zona per il fioretto e la sciabola, oramai decisamente anacronistiche. Come per l’attività di spada avranno uno sviluppo regionale o interregionale, anche nell’ottica di favorire la pratica di altre armi in zona dove oramai le specialità convenzionali sono ridotte numericamente all’osso, se non proprio scomparse.
Le prove del GPG dovranno obbligatoriamente prevedere una prova in regione di tutte e tre le armi, con valore di titolo regionale per ogni categoria/arma. Fermo restando gli attuali criteri di qualificazione, tra i quali verrà anche inserita una prova regionale/interregionale a squadre, al fine di incentivare questo tipo di competizione, che specie tra gli U14 è notevolmente coinvolgente e interessante.
Credo di avere già messo in discussione parecchi argomenti concreti, che possono già costituire un programma piuttosto corposo e concreto. Non mi aspetto un gran numero di risposte intelligenti, perché quel tipo di persona non ha paura di mostrarsi in volto, e tende ad esprimere il proprio pensiero dal vivo, sono quindi fiducioso che alle prossime gare ci sarà finalmente qualcosa di serio di cui discutere, e non i soliti gossip dei tifosi-politici.
M° Paolo CUCCU

venerdì 13 marzo 2020

LE LISTE FEDERALI: quali sono i criteri per la loro compilazione?


Maestro Massimo BERTACCHINI
Leggo dal sito FIS, di un “Aggiornamento delle Liste di Interesse” nelle quali sono stati aggiunti alcuni nomi tra quelli di Interesse Federale.
Consideriamo prima cosa che questo documento è Ufficiale e rientra in quelli di interesse pubblico come atto pubblico essendo indispensabile per la partecipazione ai Concorsi per i Gruppi sportivi dello Stato. Diciamo che al pari di lauree e diplomi, non possono essere rilasciati senza criteri e soprattutto senza l’approvazione di organi superiori.
Detto ciò mi chiedo come possa la Federazione smentire se stessa. Pubblica un documento il giorno 11 marzo ma con data 13 marzo, cioè due giorni dopo la pubblicazione, scrive nel documento che si tratta di un provvedimento che fa riferimento al Regolamento Organico articolo 110.
Allora avete letto il Regolamento all’Articolo 110? Dal sito FIS (https://www.federscherma.it/ homepage/la-federazione/statuti-e-regolamenti/944-nuovo-regolamento-organico/file.html): classificazione tecnica 1. Tutti gli schermitori che svolgono attività agonistica sono classificati in base ai loro risultati secondo le disposizioni annualmente deliberate dal Consiglio Federale. Parla di un Elenco Annuale Approvato dal Consiglio Federale. Vi invito a notare che lo stesso comunicato fa riferimento all’elenco del 20.01.20 e lo chiama Elenco 2020. Quindi quello del 2020 lo avevate già pubblicato ed approvato, pertanto mi chiedo, quale norma di Regolamento ne prevede l’aggiornamento, per altro parziale senza che la stagione sia finita?
L’aver inserito, per la prima volta nella storia, i nomi con la stagione in corso e soprattutto senza alcun motivo tecnico, a chi giova?
In detto documento leggiamo che ci sono gli atleti della squadra che ha partecipato agli Europei giovanili di Porec, ma mai nella storia sono stati inseriti gli atleti secondo il semplice criterio di una sola convocazione europea U17? Inoltre, in un’arma è stato anche inserito un atleta del ’92. 
A questo punto le domande sono tante: ma quindi adesso per un eventuale concorso pubblico potranno partecipare tutti i nuovi inseriti, contrariamente a quanto previsto dai regolamenti e soprattutto da 30anni di prassi?
Stando alle disposizioni del Governo in materia di Emergenza Coronavirus e relativa deroga a chi è nelle Liste, non sarebbe stato più giusto creare delle liste regionali e dare così la possibilità ai primi (tot) del Ranking di allenarsi evitando che ci siano casi di singoli inseriti nelle liste federali e quindi privi di ogni possibilità di allenarsi?
La domanda finale è: ma in un momento così di crisi, c’è ancora qualcuno che riesce ad essere diabolico e sfruttare il caos a suo piacimento?Appassionatamente
Massimo Bertacchini”.

mercoledì 11 marzo 2020

IL SILENZIO DELLE PECORE


Come sempre, sono qui a rispondere e confrontarmi con i frequentatori della “Piazza”. Prendo spunto dal commentatore del 11.03.2020 ore 09,05 inerente la sentenza emessa dal Collegio di Garanzia dello Sport.

Parto dal presupposto che le sentenze degli Organi giudicanti, anche quando non ci piacciono, vadano rispettate ed è esattamente quello che faccio. Non vi è alcun dubbio che il provvedimento, soprattutto dopo due gradi di giudizio dei Tribunali federali, faccia molto male ma questo è e con questo dobbiamo andare avanti. Nell’articolo ho preannunciato il ricorso al TAR, non sarò io il firmatario ma coloro che ne hanno causa, i quali me ne hanno anticipato la volontà.

Il mio silenzio non servirebbe a niente, ho appoggiato con tutte le mie forze le iniziative giudiziarie e non sarebbe corretto né onorevole fuggire, quindi prendendo atto delle decisioni assunte affermo che chiusa una porta potrebbe aprirsi un portone. Pertanto nessuna scoppola, d’altra parte hanno gioito, con moderazione, i ricorrenti quando hanno ottenuto provvedimenti favorevoli oggi tocca al Consiglio federale ed ai suoi sostenitori, quindi una volta l’uno ed una volta l’altro. Però non si pensi che si sia posta la parola fine, il passaggio dalla giustizia sportiva era un passo obbligato per adire quella ordinaria. Questo è quanto.

Oggi, si deve guardare avanti senza tenere conto dei vari giudizi ancora pendenti e delle future iniziative dei ricorrenti. Come? Ritenendo che il processo di rinnovamento debba necessariamente realizzarsi, poiché l’attuale dirigenza, checche se ne voglia dire, ha mostrato notevoli segni di stanchezza e una certa sclerotizzazione della sua azione, sia arrivata al capolinea. In questo quadro, chi vorrà competere per il cambiamento lo dovrà fare su una piattaforma di un confronto politico e programmatico, ovvero presentare alla base gli interventi da realizzare sulle criticità che l’attuale dirigenza ha palesato. Pertanto mi piacerà che si discuta su argomenti come:  revisione del calendario gare, con un attento esame di tutte le sue sfaccettature; settore tecnico; settore arbitrale; settore promozione e comunicazione; aiuto alle società. Non sarò certamente io a trattare di questi ed altri argomenti, sicuramente dovranno farlo i candidati. A me piacerebbe una federazione in cui tutti, e dico tutti, avessero la possibilità di esprimere le loro opinioni, ancorchè rispettose dei regolamenti, senza la paura di incappare nelle maglie della giustizia federale o peggio nelle ire di chi comanda: è un sogno? Spero si possa realizzare, così ponendo fine all’anonimato.

Il commentatore dice: “non vorrei stare nei panni di Rinaldi”. E perché mai? Io ci sto bene, perché non fuggo, non mi nascondo e mi assumo le responsabilità derivanti dalle mie azioni, quindi perché dovrei stare male?

Infine, non sono il leader di una coalizione. In tal senso ho abdicato da tempo, però resto sempre un forte sostenitore di un continuo rinnovamento, che permetta una crescita costante in tutti i settori federali. Mi piacerebbe che non ci fosse il nepotismo e clientelismo ma tanto spazio alla meritocrazia.

Per quanto riguarda “l’obbliquità” forse intendeva dire “ambiguità”? Non credo mi si possa additare come una persona ambigua.

Caro anonimo come vedi sono qua con idee chiare e senza fuggire. Vorrei precisarti che in certi casi il cosiddetto “silenzio d’oro” appartiene alle pecore.

Ezio RINALDI

martedì 10 marzo 2020

INVALIDITÀ DELLO STATUTO FEDERALE: la decisione del Collegio di Garanzia dello Sport

Con Decisione assunta oggi il Collegio di Garanzia dello Sport ha annullato la Decisione della Corte d’appello Federale circa l’invalidità dello Statuto approvato dall’Assemblea il 19 maggio 2019.
Ha, poi, rigettato il ricorso avverso lo Statuto redatto dal Commissario ad Acta per sopravvenuta carenza di interesse.
Entrambe le Decisioni verranno impugnate dinanzi al TAR del Lazio non appena saranno depositate le motivazioni.
In ogni caso resta da convocare l’Assemblea Nazionale Straordinaria per la ratifica dello Statuto, così come richiesto dalla Giunta Nazionale del CONI.
Ezio RINALDI