30 luglio 2023

UN GIORNO DA SPETTATORE AL MONDIALE DI MILANO

L’occasione a suo modo storica del primo Campionato mondiale di scherma ospitato da Milano, 12 anni dopo l’ultima tappa iridata in Italia a Catania nel 2011, e coincidenze favorevoli mi hanno portato ieri, venerdì 28 luglio, al padiglione dell’Allianz MiCo per seguire da spettatore le fasi finali delle prove a squadre di spada femminile e di sciabola maschile.
Fermo restando che un Mondiale, proprio per le sue caratteristiche di prova internazionale per eccellenza con l’arrivo di atleti, squadre e relative e delegazioni da ogni angolo del globo, richiede uno spazio di elevate dimensioni anche per consentire un adeguato svolgimento delle gare così come del riscaldamento degli atleti, l’impressione tuttavia è stata quella di un padiglione estremamente dispersivo, certo per gli spettatori – molti dei quali, a giudicare dai dialoghi captati sulle tribune, poco avvezzi o addirittura digiuni di scherma – ma probabilmente anche per gli addetti ai lavori.
Personalmente ho sempre ritenuto che una competizione sportiva debba essere ospitata in un impianto sportivo (il buon “vecchio” Palalido, oggi Allianz Cloud dopo il restauro) o almeno in una struttura adatta anche alle manifestazioni sportive di alto livello come, appunto, un Mondiale di disciplina (penso al Forum di Assago, nell’immediata prima cintura di Milano) pur sapendo bene che nella scherma, molto spesso, i comitati organizzatori optano per strutture di altra tipologia, dai centri congressi fino addirittura alle hall per concerti.
Un centro convegni ricavato da un padiglione fieristico, quale di fatto è l’Allianz MiCo, per giunta su più livelli e con scale mobili disposte a indovinello per capire dov’è la salita e dove la discesa, non pare il luogo ideale per avvicinare, anche fisicamente, il pubblico alle gare. Per fortuna, la tradizionale assenza di barriere che caratterizza ogni gara di scherma permetteva, con un po’ di fortuna e altrettanta intraprendenza e sempre nel rispetto di atleti che gareggiavano per un titolo iridato, un contatto ravvicinato con gli schermidori: diversi, soprattutto giovani e giovanissimi, hanno chiesto foto o selfie ai loro beniamini lungo gli infiniti corridoi.
Venendo alle note più cronistiche – talvolta si può essere spettatori fino a un certo punto – il livello delle gare, va detto con un’ottima visuale dalle tribune sia nelle pedane laterali che in quella centrale per le finali, è stato piuttosto elevato. Prestazione nel complesso sfilacciata e parecchio nervosa quella degli sciabolatori azzurri, che hanno chiuso sesti dopo l’assalto contro i ben più solidi tedeschi (45-35 il finale) mentre per le spadiste un argento che avrebbe potuto essere oro contro una Polonia arcigna ma non irresistibile (32-28 il finale, con le azzurre arrivate a +2 nell’ultimo parziale, in cui una Fiamingo troppo incerta rende un parziale di 3-9 all’avversaria Swaowska). Emozioni vive, come sempre, nella finale per l’oro di sciabola maschile, con Szilagyi che con un ultimo parziale degno della sua classe regala all’Ungheria l’oro sulla Corea del Sud (45-42).  
Mattia Boretti

29 luglio 2023

IL PASTICCIO

Olga Kharlan
Dopo la squalifica di Olga Kharlan per non aver salutato, al termine dell’assalto, l’avversaria, la russa SMIRNOVA, vi è stata una sollevazione popolare: pochi quelli favorevoli alla Smirnova, i quali poi sono gli stessi che vorrebbero l’Ucraina arrendersi a Mosca, in modo che possa cessare il conflitto.

L’episodio sportivo è diventato un caso internazionale e la sanzione un fatto grave. Talchè, riunioni febbrili e consultazioni convulse, il ministro dello sport Francese che inviava una lettera di contestazione su quanto deciso, il ministro dello sport italiano Abodi chiedeva al CONI, alla FIS ed al COL (Fichera) di fornire tutti gli elementi in loro possesso che hanno condotto alla grave decisione. Infine la lettera del Presidente del CIO che scrive direttamente alla Kharlan, assicurandole uno slot in più alle olimpiadi parigine appositamente per lei, manifestandole sostegno e vicinanza, hanno indotto il Comitato esecutivo della FIE prima a confermare di aver agito in conformità alle proprie regole e sanzioni e poi ad ammettere di aver modificato un articolo del proprio regolamento per poter sospendere la squalifica inflitta all’atleta ucraina.

Come è facile capire la toppa è peggio del buco. La Kharlan ha poi ammesso che la sanzione era giusta perché ha rifiutato di stringere la mano ad una atleta neutrale. Dichiarazione che di fatto sconfessa tutte le sue prese di posizione ed anche l’eventuale accordo precedente preso con i vertici della FIE per un sostegno sul saluto ed allora andava sanzionata, punto e basta.

Il reggente della FIE Katsiadakis ha dichiarato che le decisioni assunte sono state prese nel rispetto dello spirito olimpico, dopo aver incontrato la Kharlan ed aver consultato il Comitato olimpico internazionale.

Diventa inevitabile porre alcuni interrogativi:

1.       Quali erano le regole da rispettare?;

2.       Gli atleti Ucraini e Russi erano stati informati sulle norme che sarebbero state applicate?;

3.       Perché togliere la squalifica se la Kharlan ha ammesso di aver sbagliato?

4.       Aver tolto la squalifica significa aver falsato una gara e danneggiato un atleta?

Sono contento, e credo lo siano in tanti, tantissimi, che la sciabolatrice sia stata riammessa, perché a mio avviso nei suoi confronti era stata commessa una ingiustizia. Al tempo stesso, ho la sensazione che la sua ammissione di colpa possa essere stata una forzatura, in cambio della quale le avrebbero revocato la squalifica.

Comunque la si voglia vedere, una cosa è certa: è stata fatta una figura a dir poco barbina, creando un precedente pericolosissimo. Spero che il caso faccia capire a tutti che la chiarezza delle norme ed un comportamento coerente con esse sono indispensabili per una corretta gestione di un sistema.

Ezio RINALDI

28 luglio 2023

IL CASO KHARLAN: un brutta pagina di sport

Su tutti i quotidiani e nei vari telegiornali si parla del caso KHARLAN, ovvero dell’assalto di scherma tra l’ucraina e la russa Smirnova dove la prima, a fine assalto ha fatto il saluto porgendo la lama all’avversaria mentre quest’ultima non ha accettato tale modalità.

Procediamo con ordine. Gli atleti russi che abbiano accettato tutte le condizioni ed i limiti imposti dal CIO sono stati ammessi ai campionati del mondo di scherma. Prima della Kharlan altri atleti ucraini si sono rifiutati di incrociare il ferro con gli atleti russi. Vista la particolare situazione, prima dell’inizio della competizione la FIE avrebbe dovuto informare o ribadire ai russi ed agli ucraini le regole in atto. Ciò avrebbe consentito alla Karlan, in particolar modo, di decidere serenamente se scendere in pedana o meno.

Sono in tanti ad affermare che la politica non dovrebbe entrare nel merito delle questioni sportive in quanto lo sport dovrebbe essere il mezzo per unire e non per dividere. In linea di principio questo assioma è assolutamente condivisibile, nella realtà ci troviamo di fronte ad una situazione di particolare gestione poiché due paesi sono in guerra uno (Russia) ha aggredito/invaso l’altro (Ucraina) ed è molto difficile restare sereni di fronte a morti, distruzioni e violenze di vario genere.

Tornado all’assalto, La Kharlan ha deciso, sembra autonomamente, di prendere parte al campionato del mondo chiedendo delle garanzie proprio sul saluto e sembra che dai vertici FIE (Katziadakis) le sia stato garantito una sorta di protezione, cosa poi non avvenuta.  Dai filmati che girano in rete a me è sembrato che l’atleta ucraina si sia comportata secondo le norme anti covid, che attualmente sono ancora in vigore (leggere l’articolo a firma di Gil PEZZA pubblicato il 28.07.2023 sulla “Piazza”. Pertanto a fine assalto, vinto 15-7, ha fatto il saluto all’avversaria porgendo la lama, la Smirnova lo rifiutava. La Kharlan veniva dichiarata vincitrice e lasciava la pedana, mentre la russa, in accordo con i suoi accompagnatori, decideva di presentare ricorso ponendo in atto una protesta, piazzandosi con una sedia a centro pedana per ben 45 minuti. Dopo circa un’ora di febbrili consultazioni, riunioni e quant’altro, all’atleta ucraina veniva assegnato un cartellino nero e, conseguentemente, squalificata. Non so dirvi se la FIE troverà una via d’uscita per farla partecipare alla gara a squadre, importantissima per la qualifica olimpica.

Mi sento di condividere chi ha affermato che la Kharlan sia caduta in un tranello con la complicità della FIE, infatti i russi l’hanno aspettata al varco e si sono sostanzialmente vendicati, chiedendo l’applicazione del regolamento. Ma quale regolamento? In vigore ce ne sono due: uno pre covid e un altro anti covid. Quale dei due deve essere applicato? Vale la pena ricordare che in talune situazioni le norme anti covid sono ancora VALIDE (non in ITALIA) 

Probabilmente la lobby di potere di Usmanov, che tutt’ora controlla saldamente la FIE, ha prevalso ancora. 

Ho letto di tutto, addirittura della non sportività della Kharlan e chi lo afferma è in malafede. Nel mondo dello sport vi è tanta ipocrisia ed in nome del Dio denaro si pongono in essere compromessi (è un eufemismo) che nulla hanno a che fare con lo sport.

Quella del 27.07.2023 è stata una squallida giornata di sport, una sconfitta dirigenziale, nella quale si sono messi in evidenza piccoli dirigenti cui non affiderei nemmeno la rasatura dell’erba del giardino di casa mia.

A mio parere la Kharlan non doveva essere squalificata e gli autori della disfattta possono essere identificati nel Governo, nel CIO, nella FIE, nel CONI ma anche nella FIS, ognuno secondo le proprie responsabilita.

è stata una brutta pagina di questo mondiale, soprattutto una pessima gestione della vicenda.

Tutto quanto scritto su questo blog e sulle varie piattaforme non deve far passare in secondo piano la meravigliosa impresa dello schermidore jesino.

Ci rallegriamo per la stupenda vittoria di Tommaso MARINI, salito sul gradino più alto del podio mondiale - ECCEZIONALE!

Ezio RINALDI

IL SALUTO O STRETTA DI MANO A FINE GARA


Il saluto incrociando o toccando il ferro con l’avversario a fine assalto (il “Saluto Covid”) subentrato con la normativa Covid è ora accettato di fatto come una valida alternativa della stretta di mano nei campionati USA. Infatti, nei club, qui negli USA, è usato anche a fine lezione con il Maestro. 
È senz’altro più funzionale ed igienico della stretta di mano. 
Resta la questione se la stretta di mano sia ancora l’unica forma di saluto in vigore alle gare FIE e di conseguenza, cosa succede se un tiratore usa il Saluto Covid e l’avversario insiste invece sulla stretta di mano? Può l’arbitro o il DT sanzionare il tiratore con un black card per avere rifiutato la stretta di mano?
La normativa Covid del Febbraio 2022, a pagina 23 stipula:
Stretta di mano degli schermitori alla fine dell'incontro: sostituita da un saluto; Articolo rilevante t. 122. Applicabile alle gare a squadre
Rimane da stabilire quindi, se tale normativa sia stata abrogata. Una ricerca del sito FIE rivela una Lettera Informativa, Numero 1.23 che stipula:
2. Protocollo Covid-19
Le misure sanitarie alle competizioni FIE sono state adattate come segue, fino a nuovo avviso:
·       Indossare una mascherina sanitaria non è più obbligatorio, ma rimane raccomandato;
·      I partecipanti dovranno presentare agli organizzatori il risultato negativo di un test Covid-19 (PCR o test rapido dell'antigene), effettuato entro un massimo di 72 ore prima dell'arrivo nel paese.
Da notare l’uso del verbo adattare; per inciso adattare significa “fornire dei requisiti imposti da una norma di funzionalità e convenienza”. Infatti, si consiglia  l’uso  della mascherina Covid anche se non è più obligatoria. Rimane implicito che se uno sceglie di indossare la mascherina Covid può scegliere di salutare senza la stretta di mano. Ciò che conta è che la Lettera Informativa Numero 1.23 non abroga (ma adatta), le normative precedenti.  Quindi, il Saluto Covid a fine assalto è ancora in vigore. 
Non sono al corrente se vi siano altre normative FIE piu recenti della Lettera 1.23.  In ogni caso, un tiratore sanzionato dovrebbe fare una ricerca dei video della gara in cui è stato sanzionato, per vedere se vi è stata una applicazione selettiva delle sanzioni FIE. Per esempio, se altri tiratori che  hanno optato per il Saluto Covid sono stati sanzionati con la black card; oppure, se il Saluto Covid è stato usato da altri nella stessa gara senza l’intervento dell’arbitro per imporre la stretta di mano.  

VERSIONE INGLESE

The salute by tapping the opponent’s  blade at the end of the bout  (the “Covid Salute”) – introduced by FIE Covid rules, is still widely used as an alternative to the handshake. Indeed, In fencing clubs in the U.S., it  is also used at the end of the lesson with the coach. Without question, it is more functional and sanitary than a handshake.
The question remains whether the handshake is still the only accepted  form of greeting at the end of the bout under current FIE rules. As a hypothetical then,  what happens if a fencers opts for the Covid Salute  but the opponent insists, instead, to shake hands?   Can the referee or the TD, then sanction said fencer with a black card for refusing to shake hands?
The February 2022, FIE COVID RULES at page 23 state in pertinent part:
Fencers’ handshake at end of bout: Replaced with a salute; Relevant Article t.122. Applicable for team competitions Therefore, it remains to be determined whether such a rule has been repealed. A search of the FIE site reveals Information Letter Number 1.23, which stipulates:
Covid-19 protocol. The sanitary measures at FIE competitions have been adapted as follows, until further notice: - Wearing a sanitary mask is no longer compulsory but remains recommended; - Participants will have to present to the organizers the negative result of a Covid-19 test (PCR or rapid antigen test), carried out within a maximum of 72 hours before arrival in the country [Emphasis added].
Note the choice of the verb “to adapt;” incidentally, to adapt means to “make (something) suitable for a new use or purpose; modify” (Oxford Languages). For this reason, the Covid mask is still recommended although no longer  mandatory. It follows then that  if a fencer chooses to wear the Covid mask, that same fencers may opt to use the Covid Salute rather than the handshake. Be that  it may, Information Letter Number 1.23 does not repeal (but adapts) the February 2022, FIE COVID Rules. Therefore, the Covid Salute at the end of the bout is still a valid alternative under current FIE rules.
I am not aware if there are other, more recent “Information FIE Letters on Covid that modify or repeal the February 2022, FIE COVID Rules. Regardless, if a fencer were sanctioned in the above hypothetical, that fencer should review all videos of the competition  to determine if there was a selective applications of sanctions. For example, were there  other fencers who were not sanctioned for the same behavior? Or were there bouts in which the fencers opted for the Covid Salute? And, if so, did the referee intervene to enforce the handshake?
Sent from my iPhone
Please excuse any typos

Gil PEZZA

27 luglio 2023

MONDIALI DI SCHERMA MILANO 2023: 4 medaglie: un oro, due argenti e un bronzo

Il fioretto femminile
Guardando il tabellone della diretta, doveva essere la giornata di Lee Kiefer, numero 2 del ranking cioè appena dopo la francese Ysaora Thibus. Invece come al solito il cinema Italia ha dato in mondovisione una replica dove le protagoniste si sono scambiate i ruoli, giusto per variare un po’ i sapori.
Per farvi capire bene la giornata di oggi, la Kiefer aveva divorato con facilità tutte, e dico tutte, le sue avversarie. 15-8 alla Dhuique-Hein, 15-11 alla Wu, 15-5 alla Dubrovich, connazionale, e 15-7 alla Sauer, poi però si è letteralmente scontrata, non a caso, con Alice Volpi che le ha rifilato un elegante 15-13 in semifinale. Gara di tutto rispetto non c’è che dire, ma nulla a confronto con il quartetto italiano, Arianna Errigo in primis.
Dite quello che volete, che è la vita di coppia, la maternità, lo stop del covid, ma facendo una gara come la sua, e vedersela arrivare in finale quasi senza sforzo e con una maturità degna di tanta esperienza è una grande soddisfazione. La giornata di oggi per lei cominciava dalla eliminazione diretta, dopo che le vittorie del girone di due giorni prima le avevano regalato la 17a posizione, a pochi passi da quella della Thibus nel tabellone.
Pareva spensierata mentre dava 15-6 alla Zhang, che a dispetto del nome è canadese, per lavorarsi la Chan di Hong Kong senza sforzo, 15-9, e arrivare alla Thibus che non perdeva di vista neanche poi tanto da lontano, ma senza paura, perché quando se l’è trovata davanti, l’ha parcheggiata nei sedicesimi con un pulito 15-10. Ben più facile e per certi versi inspiegabile l’assalto che la roulette del serpentone ha portato la Calugareanu negli ottavi, con la quale ha sciorinato più o meno tutto il vocabolario della scherma, con botte diritte (tante), prima e schiena (svariate), pompa (alcune), anticipi (quanto basta), alternandole fra loro un po’ come ne aveva voglia e chiudere l’assalto 15-2. quel risultato l’ha quindi fatta arrivare alla semifinale dove avrebbe incontrato la connazionale Favaretto.
Martina è una ragazza di Camposampiero, pochi chilometri a nord di Padova. Ha un volto elegante e un sorriso affilato come i suoi occhi azzurri e che mostrano bene tutti i suoi 21 anni. La sua gara partiva con la greca Garyfallou che di fatto con il suo 15-6 è stata una specie di riscaldamento per incrociare nei trentaduesimi la più coriacea delle inglesi presenti a Milano, Carolina Stutchbury. Piccola scattante, con una guardia chiusa e protesa in avanti che non aveva nessuna intenzione di lasciare la vittoria a nessuna (teniamola d’occhio per le prossime volte, va non si sa mai). L’assalto non è stato facile, dopotutto è un mondiale, tanto che sul 14-9 la sveglia di Carolina è suonata forte, tanto da farla uscire dal letto e inanellare quattro stoccate maledette durante le quali Martina ha dovuto mostrare il gruppo sanguigno della sua scherma. Se avete tempo e spero lo avrete, cari fiorettisti, andate a vedere l’assalto e poi mi saprete dire se le donne nella scherma sono meno entusiasmanti degli uomini. Comunque Carolina ha lasciato la pedana con un 13-15 e una buona ripetizione del manuale di scherma italiana. Due ore dopo, tanto è il tempo intercorso per incrociare il ferro con Anita Blaze, il livello si era decisamente abbassato, perché la francese è andata a casa con un 15-9, e la storia dei transalpini nel fioretto femminile per oggi terminava qui. Al contrario Martina caminava verso la giapponese Azuma, anche lei sistemata per 15-9 non del tutto facilmente, benché tenuta sempre sotto controllo. La vittoria l’ha fatta entrare nei quarti di finale incontrando una radiosa Errigo, con la quale ha perso, con onore 15-10 che vale uno splendido bronzo.
Ma state tranquilli, non ci siamo persi l’altra Martina, la Batini. Alle 9.45 ha cominciato la sua gara, dando un 15-10 alla Cheng di Hong Kong, e uguale punteggio alla israeliana Kuritzky, per nulla facile all’inizio, poi, una volta capita, è diventata una specie di ruzzino come si dice a Pisa. Subito dopo è passata alla più facile cinese Huang alla quale ha somministrato un 15-8, per cedere negli ottavi alla compagna Alice Volpi.
Alice oggi era in grandissima forma. Le rimproveravano di non aver mai vinto una gara, o di averne vinte poche. Bah, meglio tacere. Qualcuna l’aveva anche sfottuta, a mio giudizio esagerando, ma chiunque conosce questo sport sa che era solo una questione di tempo e quel tempo, a dispetto del ciclone che si è abbattuto su Milano, è arrivato oggi. Terza del tableau ha esordito con un complicato 15-12 alla Koreana Hong. Dall’entusiasmo si capiva che aveva la dose giusta di grinta in petto. La salita però era ancora irta, perché l’americana Scruggs non aveva voglia di perdere. Evidentemente presso la scuola di Peter Westbrook insegnano ad avere gli occhi della tigre, come diceva Apollo Creed a Rocky Balboa, ma non è servito del tutto, perché è finita 15-14 anche se deve aver lasciato il segno in entrambe, come il 15-12 alla polacca Walczyk-Klimaszyk, anche lei avversaria tosta, segno che il fioretto, sebbene sia poco praticato, sta pian piano salendo di livello, per lo meno in Europa e, per ora, negli Stati Uniti.
Negli ottavi Alice ha poi eliminato l’amica Batini con 15-7, assalto che l’ha preparata alla semifinale con l’altra statunitense, la Kiefer che sebbene fosse convinta di poter entrare in finale, ma non aveva fatto i conti con la volpe italiana che l’ha sistemata a dovere con un elegante 15-13.
il resto è storia. Prima Volpi, seconda Errigo, terza a parimerito Favaretto e Kiefer. Non si smette mai di cantare l’inno.
La spada maschile
La spada non dà mai risultati aspettati e nemmeno questa volta ci è riuscita. Il campione si è rivelato un ventitreenne ungherese, dal volto sorridente e bonario, che ha superato un altro giovanissimo, il romano Davide Di Veroli che ha fatto una gara impeccabile dall’alto dei suoi... ventuno anni. Ma procediamo per gradi.
Gli spadisti presenti per la fase dei gironi erano 227, un gran bel numero che si è assottigliato a 175 nel momento in cui sono passati alla diretta. Il risultato ha prodotto un tabellone di partenza attestato sui 256esimi che una volta sfoltito è andato a completare quello dei 128esimi. La gara più folta del campionato! Fra questi c’era anche Gabriele Cimini che non ha saputo brillare del tutto, e forse starà già pensando di rifarsi con la gara a squadre.
Il resto della gara è stato lasciato agli altri tre campioni messi assieme dal CT Chiadò. Federico Vismara, settimo del ranking non si presentava male, e il tabellone non gli era inizialmente sfavorevole, infatti l’assalto con il croato Markota è stato gestito bene, al pari del successivo con il francese Borel, un ragazzone (si fa per dire) di 34 anni che potrebbe fare soggezione anche a Godzilla, vista l’altezza, ma non a Vismara che gli ha tenuto testa fino all’ultimo, seppur non abbia vinto, ma per una sola stoccata di differenza.
Valerio Cuomo più fortunato nel tabellone, ma non senza merito, ha rifilato un onesto 15-13 al kazaco Sertay, un 15-9 all’israeliano Freilich e un 15-13 a Koki Kano, che aveva vinto poco meno di un mese fa i campionati asiatici, cioè non proprio uno sconosciuto. Dire che l’assalto è stato gestito bene sarebbe riduttivo, perché la prestazione è stata fenomenale. La sua caratteristica nel saper entrare e uscire di misura a un ritmo forsennato, gli ha garantito delle scelte di tempo tali da poter mettere quindici entusiasmanti stoccate, sulle quali non tutti avrebbero scommesso prima del match. Subito dopo, cioè meno di un’ora dopo, sulla sua strada si è trovato Ruslan Kurbanov, un personaggino solo apparentemente non molto raccomandabile, non solo per via della vistosa cicatrice sulla nuca, ma anche per il cipiglio poco incline al sorriso. Nulla da dire sulla scherma del cosacco, semplice, poco fantasiosa, ma concreta, che ha di certo avuto la meglio su quella del napoletano che forse non aveva recuperato pienamente dopo l’assalto con il nipponico. Nessuna pecca però, anzi noi tutti lo incoraggiamo a brillare, certi che saprà far parlare di sé ancora molto. Certo se avesse vinto si sarebbe trovato contro Mate Koch, il quale ha avuto la meglio sia su Kurbanov in semifinale che sull’altro italiano Di Veroli, ma in finale.
Primo del ranking Davide era deciso più che mai, infatti ha vinto 15-5 sul sudafricano Losevskiy, uno schermitore dalla tenera età di quarantanni, forse il più vecchio di questo mondiale. Nei 32esimi mantiene il primato e la facilità di gioco anche con il polacco Antikiewitcz al quale rifila un facile 15-4. Finalmente nel turno successivo si deve impegnare di più con il finlandese Paavolainen che di certo rivedremo in altre gare e che ha avuto la sfortuna di trovarsi un italiano in grazia divina davanti a lui. Sebbene in vantaggio, Di Veroli ha saputo fare una rimonta diabolica all’ultimo secondo che lo ha portato a pareggiare il punteggio partendo da due stoccate sotto, e a soli 4 secondi dalla fine, cioè quando il match per i comuni mortali sarebbe stato concluso. Non per re Davide, che non si è scoraggiato ed è riuscito ad andare al minuto supplementare vincendo 15-14.
Questo gli ha permesso di raggiungere la semifinale con il francese Romain Cannone, che era il campione mondiale in carica, ma che non ha impaurito il romano, che gli ha rifilato 15 stoccate, prendendone solo 5. Na’ passeggiata.
La finale fra Di Veroli e Koch, era stata annunciata, ma solo a metà (il nostro sondaggio lo dava per vincente, ricordate?), e ha visto due tipi di scherma così diverse che nessuno se l’aspettava. Mentre l’italiano cercava di essere scattante e pronto a entrare e uscire dalla misura e tirare al momento più favorevole, l’ungherese stava quasi fermo. La scelta conservativa, apparentemente innocua, quasi da nerd oserei dire, ma nei fatti non meno agile, gli ha permesso di fare il minimo sforzo con la massima resa, una scelta che alla fine lo ha premiato con l’oro.
Adesso l’Italia è in testa al medagliere con 1 Oro, 3 argenti e 2 bronzi, per un totale di 6 medaglie… e siamo solo alla seconda giornata!
Fabrizio Orsini

26 luglio 2023

MONDIALI DI SCHERMA MILANO 2023: è franco-americana la prima giornata dell'evento milanese.

Vince la prima medaglia in palio del mondiale milanese di scherma la francese Marie Florence Candassamy, una ragazzona alta quasi quanto la Torre Allianz che troneggia City Life e non molto distante dal MiCo, e che non era la favorita, pur occupando la terza posizione del ranking. 

Il nostro sondaggio dava per vincente Mara Navarria e infatti la friulana ha inanellato una serie di assalti ben eseguiti, segno di una maturità tecnica e atletica che però è andata a infrangersi su una impeccabile Alberta Santuccio la quale ha saputo guadagnarsi la finale e dare alla connazionale il privilegio del bronzo.

La differenza fra l’italiana e la francese era evidente in più o meno una ventina di centimetri, e una scherma basata sull’attesa della transalpina che sfruttava il vantaggio della lunghezza del braccio che per ovvietà faceva arrivare al bersaglio prima la sua punta che quella della Santuccio. Ogni volta che l’italiana agiva sul ferro, la francese perdeva, e riuscire a colpire l’esile braccio non doveva essere del tutto semplice. Mara Navarria invece sebbene fosse riuscita a vincere con eleganza ogni assalto, soprattutto quello contro la temibilissima Kong Man Wai Vivian, prima del ranking e favoritissima per l’oro, ha dovuto cedere il passo alla siciliana, mancando la finale per una sola stoccata.

Due parole vanno spese anche per Rossella Fiamingo, che ha perso contro la Sun Ywien, 8-9 in un assalto dove ha sbagliato davvero poco, e perdendo la possibilità di entrare nella rosa delle quattro. In questa gara l’abbiamo vista a un alto livello tecnico e di forma, dimostrando che questa squadra ha davvero le qualità per andare avanti e far crescere dentro di sé anche le altre, prima fra tutte Federica Isola, che sebbene avesse fatto un gran risultato nel girone, si è arenata alla cinese Yu Sihan fermata nel turno successivo da Alexandra N’Dolo. Ora devono ricalibrarsi per affrontare la gara a squadre che sarà di certo interessantissima.

Diversa sorte per la sciabola maschile, che ha visto un parterre di atleti di tutto rispetto.

Il campione mondiale, da oggi è americano, e si chiama Eli Dershwitz, 14° del ranking, il quale si è presentato in una forma talmente smagliante e crescente durante tutta la gara che ha fatto davvero impressione. Nel primo assalto ha bruciato lentamente l’iraniano Fotouhi Mohamed con un 15-12, al contrario, cioè più rapidamente, il nostro Gigi nazionale Samele, con un impressionante 15-6 nel turno successivo e rifilare poco dopo un fiammante 15-10 al koreano Ha Hansoi. Pareva si sarebbe arrestato davanti a sua maestà Aaron Szilagyi, ma niente affatto perché ha chiuso vincendo con un inaspettato 15-13. Dopotutto l’ungherese fino a quel momento non aveva cacciato una sola goccia di sudore se non contro il nostro Luca Curatoli dandogli un 15-12, tanto che contro l’americano sembrava che se la sarebbe potuta cavare, mentre è accaduto tutto il contrario. Per cui in finale si sono dati appuntamento il georgiano Sandro Bazadze che al pari dell’ungherese aveva avuto qualche grattacapo solo con l’egiziano Ziad Elsissy, sibillino il 15-14 finale.

Perciò, cambiato lo spettacolo in programma da una banale ma ipotetica replica fra Georgia e Ungheria, a uno di assoluta prima visione con Usa in prima fila, gli spettatori si sono seduti comodi per constatare come si muovesse il clone schermistico di Steve Austin l’uomo bionico che batteva quasi senza battere ciglio il georgiano, che solo per la mole fisica fa una certa paura anche in lontananza.

Non poteva cominciare meglio il mondiale milanese, che aveva in platea nientemeno che il Presidente della repubblica quale spettatore!

Fabrizio Orsini

21 luglio 2023

I vincitori del Mondiale di scherma di Milano 2023


I vincitori del Mondiale di scherma di Milano 2023

Manca solo un giorno all’inizio del Mondiale di Milano, quando il 22 luglio cominceranno le fasi eliminatorie della più importante gara schermistica di quest’anno.

Nel costruire il sondaggio abbiamo inserito non solo i più importanti schermitori e schermitrici del ranking internazionale, ma anche i vincitori dei singoli campionati continentali, che pian piano, stanno emergendo e in molti casi diventando anche molto forti.

Per la prima volta l’anno scorso la sciabola femminile fu vinta da una giapponese, Misaki Emura, e gli iraniani, Pakdaman in testa, facevano tremare le pedane della sciabola assieme agli egiziani, che in Africa dominano senza sforzo. Che dire degli americani che nel fioretto si stanno dando parecchio da fare, tanto da essere i veri avversari degli italiani? Da tenere d’occhio sia tra le donne che tra gli uomini.

Abbiamo inserito Ruben Limardo Gascon nella lista degli spadisti non solo perché ha vinto una medaglia d’oro all’olimpiade di Londra, ma perché è riemerso in questo periodo vincendo il campionato panamericano, forse dopo aver sistemato i passati problemi che lo hanno visto eclissarsi. E sebbene koreani e cinesi non siano da meno, anche loro sono stati inseriti nel nostro sondaggio, perché si sono ampiamente visti nelle gare di coppa del mondo e nei campionati asiatici, dimostrando che sanno essere competitivi.

Insomma questo mondiale meneghino mostrerà uno scenario schermistico spettacolare e il nostro sondaggio sarà messo come retroscena per confermare o rivedere le previsioni dei nostri seppur pochi opinionisti.

Fabrizio Orsini


Sciabola Maschile

1° Aaron Szilagy

2° Luigi Samele

3° Luigi Curatoli – Sandro Badzaze/Sebastien Patrice


Sciabola Femminile

1a Martina Criscio

2a Sara Balser

3a Manon Apithy Brunet – Misaki Emura


Fioretto Maschile

1° Tommaso Marini – Daniele Garozzo

2° Filippo Macchi

3° Alessio Foconi – Alexander Massialas


Fioretto Femminile

1a Alice Volpi

2a Martina Favaretto

3a Lee Kiefer – Ysaora Thibus


Spada Maschile

1° Davide Di Veroli

2° Federico Vismara

3° Koki Kano – Romain Cannone


Spada Femminile

1a Mara Navarria

2a Rossella Fiamingo

3a Alexandra Louis Marie – Nathalie Moelhausen


Spada maschile Squadre

1a ITALIA

2a FRANCIA

3a GIAPPONE


Spada femminile Squadre

1a ITALIA

2a FRANCIA

3a KOREA – CINA


Fioretto maschile Squadre

1a ITALIA

2a FRANCIA

3a USA


Fioretto femminile Squadre

1a ITALIA

2a GERMANIA – USA

3a FRANCIA


Sciabola maschile Squadre

1a ITALIA

2a UNGHERIA

3a KOREA


Sciabola femminile Squadre

1a ITALIA

2a FRANCIA

3a UNGHERIA – EGITTO – UKRAINA 


Se così dovesse finire il mondiale, avremmo la seguente classifica per medaglie

1a ITALIA 16 medaglie

2a FRANCIA 8 medaglie

3a UNGHERIA 3 medaglie di cui una d’oro

4a USA 3 medaglie

5a GIAPPONE e KOREA 2 medaglie

6a GERMANIA 1 medaglia di argento

7a CINA – UKRAINA – GEORGIA – BRASILE – EGITTO.