venerdì 27 gennaio 2023

PARLIAMO DI SOLDI E DI MAESTRI

La questione dei maestri non penso sia solo una faccenda di diplomi e di quale ente sia migliore di un altro, per erogare dei titoli, cosa peraltro molto importante, cui purtroppo non si è trovato ancora un accordo finale che abbia reso tutte le parti coinvolte pienamente soddisfatte.
Credo invece che vi sia una questione ben più importante del nemmeno tanto semplice titolo di maestro, parlo dei soldi, quelli che ora lo Stato ci chiede di dichiarare, secondo metodi e regole vigenti, senza tuttavia capire le problematiche dello sport italiano. Vediamo nel dettaglio.
Per poter esercitare la professione di maestro o allenatore sportivo si potrà optare per una delle quattro possibili soluzioni lavorative:
1) lavorare gratis, cioè come volontario non retribuito;
2) aprire P. IVA e agire secondo un regime professionale con relativa fattura a scadenze concordate;
3) essere assunti dalla società sportiva, quali dipendenti, con contratti di Co.Co.Co., o Part-time;
4) operare in regime di prestazione occasionale.
I più esperti potranno correggermi o integrare quanto detto con riferimenti di legge e tecniche contabili che non sono mia materia.ì e se vi sono errori chiedo venia.
Di queste quattro possibilità possiamo estrarne due, cioè la 2 e la 3, che ci fanno riflettere parecchio in quanto pongono il focus sulla professione vera e propria. Questi due punti fanno emergere quali siano i veri lavoratori sportivi, separandoli dai cosiddetti dilettanti, o dopolavoristi (lo dico senza spregio, sia ben chiaro) i quali possono permettersi di guadagnare poco o nulla facendo gli allenatori.
È di certo una conquista, che, come già detto in un articolo precedente, contiene i bonus (dell’aver riconosciuto come tale il lavoro di allenatore sportivo), ma anche i malus (fiscali, gestionali, burocratici con costi aggiuntivi per quanto riguarda i contributi assicurativi previdenziali).
Sia ben inteso, che con questi malus gli allenatori potranno ritirarsi a una certa età con una pensione, che sarà pagata (credo in maniera piuttosto cara) dagli atleti/famiglie degli sportivi. Ripeto è una grande conquista, ma sappiamo bene che ci sono sport e sport, cioè sport che possono permettersi aumenti di costi degli allenatori grazie al grande numero di praticanti, e sport che faranno di certo fatica. La scherma è uno di questi sport.
A costo di ripetermi mi chiedo ancora una volta dov’erano i rappresentanti federali e sportivi di questi sport minori, quando si discutevano le riforme.
Ma veniamo ai soldi e parliamo non solo di quelli delle società, o delle famiglie, che dovranno sborsare, ma quelli dei maestri.
Per prima cosa i contributi, qualsiasi essi saranno, verranno versati nelle Casse previdenziali del soggetto ricevente. Se l’istituto sarà l’INPS o l’ENPALS le cose saranno facili, ma per gli altri servirà un ricongiungimento a fine carriera o per lo meno chiarimenti in merito per evitare che i contributi versati vengano persi definitivamente, in quanto parrebbe che se si è iscritti a un ente diverso dai sopracitati, (sottolineo parrebbe) i contributi potrebbero (e sottolineo potrebbero) essere persi se non si raggiungono i minimi versati e che credo ammontino ad almeno 10 anni di contribuzione.
Detto questo, mi chiedo se esistano associazioni di categoria. La categoria in questione è “l’allenatore sportivo”, e non mi pare che si sia trovato un soggetto per farlo sedere al tavolo al fine di delineare i problemi con lo Stato e le istituzioni coinvolte. La risposta è retorica quanto la domanda: ovviamente no. A quel fatidico appuntamento (che non c’è mai stato! Sia detto a chiare lettere) i rappresentanti degli allenatori, non c’erano, nonostante la riforma avesse una brandizzazione di classe: Valentina Vezzali.
Eppure gli allenatori sono parecchi in Italia, possibile che non vi sia un referente nazionale? In questa Italia delle poltrone, sempre pronta a farne sorgere di nuove, possibile che nessuno si sia preso la briga di dire: “lo faccio io”? Né la CISL né una UIL, e nemmeno una CGL, eppure senza allenatori, lo sport non si mette in marcia. Forse gli allenatori non portano voti, perché le ASD, sono enti a-partitici e a-politici? Eh già, proprio così mi sa.
Nella scherma però un’ente di riferimento c’era, cioè l’AIMS, che oggi parrebbe più interessata a rilasciare i diplomi di maestro, già appannaggio dell’ANS, con la quale ha ingaggiato assieme alla FIS una inspiegabile diatriba non ancora sedata, perdendo di vista quello che a Roma si stava costruendo, nemmeno tanto in silenzio. Eppure il ruolo sindacale a mio modesto avviso sembrerebbe ben più prestigioso che fare l’insegnante in un corso formativo per aspiranti istruttori, ma magari posso anche ammettere che non sia così per tutti quanti.
Perciò mi chiedo se non sia meglio rimettere tutto a posto com’era prima, fra AIMS FIS e ANS, facendo una seduta programmatica, in cui si stabiliscono ruoli, obiettivi e soprattutto meccanismi virtuosi che possano portare a un sostegno dell’anello più debole della catena schermistica e più in generale sportiva, che è quella degli allenatori. Eh sì, credo che sia un argomento delicato, importante e non derogabile che esorto a mettere sul tavolo da parte di questi tre enti, e magari a dialogare con altre Federazioni, provando a ispirarsi ai maestri di sci, e le guide alpine, che invece l’albo professionale lo hanno e sono di certo più avanti.
In conclusione cito quanto fecero gli italiani a Vienna all’inizio del Novecento, quando Barbasetti, Franceschinis e Della Santa, assieme ai maestri austriaci, fondarono l’Accademia dell’arte della scherma, il cui obiettivo era quello di organizzare un torneo annuale per raccogliere fondi da far confluire nelle casse dell’Associazione per sostenere i maestri di scherma in pensione e quelli in malattia (ma anche le vedove e gli orfani!). Furono profetici, e non nego che l’idea è altamente interessante e declinabile in altre forme nel nostro tempo, per sostenere o integrare quella cassa previdenziale di quei tanti maestri che hanno deciso di rischiare su sé stessi e sulla professione e fare solo il maestro di scherma. Io sono uno di quelli.
Fabrizio Orsini

giovedì 12 gennaio 2023

ALLA FIS PIACE LA RIFORMA DELLO SPORT?

Non abbiamo ancora capito che se alla FIS piaccia o no la riforma dello sport, e precisamente tutte quelle leggi e norme che regolano la riforma della professione (maestri/allenatori ecc...) che il governo ha prodotto in questi anni, anche grazie alla sottosegretaria dello sport, on. Valentina Vezzali.
Con la nuova riforma i maestri di scherma smettono di essere dei dilettanti o dopolavoristi, come abbiamo detto tante volte e diventano professionisti. Il tutto si evince dal fatto che dovranno pagarsi la retta previdenziale, e fatturare i loro introiti, in quanto la vecchia legge che consentiva di guadagnare esentasse fino a 10.000€ l’anno, decadrà dal luglio 2023. (In realtà decadeva dal 1° gennaio di questo anno, ma il governo ha pensato bene di far finire la vecchia stagione sportiva in gloria e dare il tempo alle ASD di sistemarsi a dovere).
Ora non si discute né dei grandi sport, come calcio, basket e volley, né di tennis o nuoto che sono gli sport che piacciono tanto allo Stato, alle politiche statali, e ai media, (basti vedere quanti campi e impianti natatori esistono in queste discipline, talvolta senza che vi siano nemmeno associazioni che le usino). Dicevamo che non si discute di questi sport che sono un grande motore anche economico, in quanto tutti assieme raggiungono e superano il milione di atleti, fra agonisti e non. Si discute invece della scherma, che è lo sport che ci interessa e ci chiediamo a gran voce come ne uscirà da questa riforma.
In sintesi i maestri potranno diventare liberi professionisti, aprendo partita IVA, oppure essere assunti come dipendenti dalla associazione di riferimento, infine lavorare con contratti part-time. Da anni si parlava della riforma della professione, di contratti e di previdenza sociale e infortuni nel settore sportivo dilettantistico, ma in alcun modo si è mai presa in mano la questione nemmeno per capirci qualcosa. Dicevo infatti che si parlava, in quanto nessuno infatti ha mai né gridato, né sbattuto il pugno sul tavolo per tutelare i maestri, nonostante sia in aumento il numero di quelli che stanno diventando operatori del settore a tempo pieno.
Ora, va detto, che con la riforma le ASD dovranno in tutti i modi darsi da fare, non solo per mettere in regola i loro maestri/istruttori, ma anche mettere a bilancio un aumento consistente pro/capite di spese. La burocrazia aumenterà e anche di conseguenza i controlli.
Nel 2023 ce lo aspettavamo, e forse era anche ora, se non fosse che lo sport italiano è più o meno un settore agonizzante. L’ipertrofia del calcio, unita alla crescita spontanea in altri sport che negli ultimi due decenni si è avuta e che ha visto anche la redazione di statistiche spesso fine a sé stesse, con leggi che non rispecchiano l’andamento sociale (cioè la riforma di cui stiamo parlando), ma che aiutano solo la ragioneria e i conti dello Stato, vedono i piccoli sport parificati in tutto e per tutto ai grandi che fino a oggi sono stati visti come “gli unici, veri, meritevoli” sport praticati dagli italiani. Tutto sbagliato, ovviamente. In questo clima di innovazione (se così la possiamo mettere) viene da chiedersi chi fossero i rappresentanti dello sport in generale, quando si sono seduti al tavolo delle trattative. Vogliamo mettere sullo stesso piano sport che hanno 5-10.000 iscritti con quelli che ne hanno 100.000? Vogliamo parificare Federazioni le cui ASD lavorano al 100% in impianti costruiti dallo Stato per il puro piacere di avere lo stadio, o la piscina, o i campi da tennis, o la pista da atletica, contro quelli che si devono arrangiare in palestre scolastiche e che anche per questo motivo, hanno un numero esiguo di praticanti?
Quel “todos caballeros” che ora vede un allenatore di calcio uguagliato al maestro di scherma, fa piuttosto ridere, non perché uno sia più dell’altro, ma perché le prospettive di lavoro e di azione dell’uno e dell’altro sono completamente impari, non paragonabili. La riforma che si capisce bene è una riforma più economica che sociale, ha dei bonus, (i maestri sono finalmente riconosciuti come dei professionisti!), ma si fonda su dei malus (i costi saranno sostenibili dai maestri stessi e dalle ASD, costi sia detto importanti, se il numero di maestri in palestra aumenta) e che la scherma non pensiamo riuscirà a risolvere schioccando le dita.
Voglio farla breve, così ci capiamo senza girare troppo attorno al problema. Dalla prossima stagione sportiva, le nostre ASD dovranno aumentare le spese per i loro maestri del 30%, soldi che andranno a confluire nelle tasse governative e nella cassa previdenziale per dare ai maestri una pensione alla fine della carriera, tenendo conto che è una professione altamente logorante nel fisico.
Chi sosterrà questi costi saranno le ASD che faranno ricadere i costi sugli atleti e le famiglie e lo sport diventerà sempre di più (e questo lo dico in generale) come una attività impegnativa dal punto di vista economico. Darà di certo dei benefici, ma sarà molto costoso per le famiglie. Per poter ammortizzare il costo dei maestri prodotto dalla riforma, i numeri in palestra dovranno aumentare considerevolmente, ma aumentando gli atleti, aumenteranno anche i maestri, producendo una catena, o un meccanismo di aumento e ridimensionamento dei costi, che è prevedibile più in alto che non in basso.
A questo punto la FIS. Se per la nuova riforma servirà un aumento di atleti, e quindi nuovi maestri, viene da chiedersi quali saranno le politiche della Federazione in tal senso?
1) I maestri. Parrebbe già risolta la questione. Da anni la FIS ha avocato a sé la formazione e la titolazione dei maestri e non sto a dire altro, visto che la faccenda è complessa e dolorosa a vari livelli. Resta il fatto che mi sembra di capire che il numero di maestri diplomati in un anno, non sia in crescita, ma resti più o meno lo stesso di quando l’ente che rilasciava i diplomi era solo uno, cioè l’Accademia Nazionale di Scherma. Zero crescita, zero vantaggi. E di quelli che si diplomano, chi va veramente in palestra a insegnare?
2) Gli atleti. Non mi pare che vi sia una politica federale tesa a far aumentare gli atleti. Non vi è stato infatti un abbassamento dei costi di iscrizione e tesseramento. Nemmeno il favorire la pratica a livello amatoriale con gare classificate dal livello di bravura, cosa che aiuterebbe a far diminuire il cosiddetto drop-out schermistico, cioè l’abbandono dello sport che nel nostro caso, per moltissimi motivi è molto ampio. Nessun circuito virtuoso di allenamento e condivisione della pratica sportiva è stato creato, (mentre è stato ideato un nuovo Dispositivo per gli allenamenti e gare di spada del 4 gennaio u.s.), mentre si segnala di contro un focus esagerato sulle gare ad alta prestazione. Poca se non pochissima pubblicità a vario livello, tranne l’essere riusciti a far entrare i maestri nelle scuole e negli oratori e per questo a retribuirli, il tutto avvenuto in maniera finalmente sistematica, cosa che ci fa plaudire la FIS e ben sperare per il futuro!
3) Gli spazi. Una percentuale di società sportive lavora ancora nelle palestre scolastiche e per questo, quotidianamente monta e smonta le apparecchiature. Trasporta sempre armi e bagagli e in taluni casi lavora su più palestre tanto che il maestro è costretto a trasformare la propria macchina nell’elemento decisivo per poter fare lo sport che tanto ama. Ecco, con questa premessa non mi pare che vi siano programmi federali inerenti alla sensibilizzazione delle amministrazioni dello Stato per investire nel nostro sport. Anzi, mi sento dire (da medici e insegnanti scolastici per fare degli esempi) che per crescere umanamente e socialmente bisogna fare sport di gruppo e non individuali, un segno che in molte sacche sociali (specie quelle importanti) la scherma è ancora uno sport del tutto sconosciuto e molto ancorato ai luoghi comuni.
Tutto ciò detto, voglio trarre alcune considerazioni.
Se con la riforma dello sport i maestri dovranno costare molto alle ASD, e comunque più di prima, i numeri dovranno aumentare, oppure far crescere le rette procapite per atleta. Ma l’aumento degli atleti comporta anche la necessità impellente di avere uno spazio adeguato, tenendo presente che il costo degli immobili, in Italia come altrove, non è mai basso. Certo se le amministrazioni quando progettano una palestra scolastica ascoltassero le necessità dei loro cittadini e delle associazioni sportive, tutto sarebbe più facile, ma si sa, la politica in Italia più che unire, divide.
Però la Federazione, conoscendo i propri iscritti, e tramite loro potrebbe cominciare a dialogare con le amministrazioni. Potrebbe mettere da parte le correnti politiche interne e guardare al bene collettivo di questo sport. Potrebbe farlo per lo meno temporaneamente, in quanto le dinamiche elettorali e programmatiche e lo scontro tra gruppi che la pensano in maniera diversa, credo che non generino solo attriti, ma siano soprattutto di stimolo alla riflessione e alla crescita globale.
Fabrizio ORSINI

domenica 8 gennaio 2023

DISPOSIZIONI PER GLI INCONTRI AMICHEVOLI DI SPADA

Il 2023 inizia con una direttiva federale che definire discutibile è un eufemismo.
Con un nuovo comunicato promosso il 4 gennaio, ma come recita bene in seconda pagina approvato il 19 dicembre 2022 il cui titolo “Disposizioni per gli incontri amichevoli di spada” è tutto un programma. I buoni propositi di fine anno, fanno seguire le azioni in quello nuovo. Quando si dice che gli estremi si toccano!
Il titolo. Alla frase: “Disposizioni per gli incontri amichevoli di spada” il lettore capisce bene che si tratta di normative, regole, indicazioni, buone norme, o di buon senso. Nulla da eccepire. L’ente che emana le disposizioni è la Federazione Italiana Scherma, il che presuppone che il detto regolamento abbia valore gestionale. È solo relativo alla spada, e non a Sciabola e Fioretto. Non ancora ovvio.
L’incipit.La Federazione Italiana Scherma […] prende atto e plaude all’organizzazione di sessioni [di scherma ndr] di natura amichevole, che sono state proposte con regole che replicano nel loro svolgimento la struttura di una competizione”. (Fa piacere che la FIS si accorga di tale movimento e infatti passa ad una sua disamina che riassume per punti scrivendo le seguenti parole):
Nello specifico rappresenta che: (sottolineiamo che viene detto che la FIS dice: “rappresenta che”)
1. Le manifestazioni (vedi sessioni di cui sopra), sono riservate solo alla specialità della spada per categorie U14, cadetti, giovani, under23 assoluti e master (cioè tutte).
2. In nessun caso assumono la denominazione di “Campionato o “Trofeo”, né assegnano alcun “titolo” ancorché non ufficiale (es. “Campione studentesco”) ma sono definite solo come “Allenamento”, “Incontro” e/o con termini generici “Maratona” “Disfida” ed altro.
(Queste gare collaterali, rispetto a quelle della FIS, sono organizzate per aumentare il livello di soddisfacimento dell’atleta e per fare sessioni di gara migliorative rispetto a quelle organizzate dalla FIS, come da questo blog oramai si dice da anni. Ciò, in poche parole, significa che in FIS si fanno gare troppo dispendiose e di scarso soddisfacimento atletico, moltissimi atleti infatti fanno il girone e vanno a casa, tutt’al più escono alla prima diretta, con una spesa per assalto eccessivo, in rapporto a trasferta e spese collaterali. Queste manifestazioni hanno un costo di trasferta bassissimo e mirano a far tirare gli atleti. Ovviamente, i più meritevoli, cioè i vincitori, portano a casa il premio, per il quale non vi è nulla di male a darlo e la loro denominazione è “vincitore della gara di… o del campionato di… o del trofeo di…, dovendo tra l’altro far notare che non mi pare che i termini di “Campionato”, “trofeo”, o “campione” siano stati registrati da parte della FIS e siano di sua esclusiva proprietà e uso. Precisiamo però che la FIS sta facendo una disamina del movimento delle competizioni extrafederale).
3. È consentito, per le manifestazioni a squadre o a coppie, inserire nel regolamento la possibilità di iscrivere squadre formate da atleti di società diverse.
(ci chiediamo se, a monte dei primi due punti, che erano solo descrittivi del fenomeno, a questo punto si sia voluto introdurre un primo ed iniziale principio, necessario per regolare lo svolgimento delle suddette manifestazioni fin dal loro esordio. La formula “è consentito” parrebbe introdurre il dubbio che il punto 1 e 2 non siano descrittivi del fenomeno, ma siano normativi anch’essi. Ma andiamo avanti).
4. La partecipazione di atleti stranieri è libera
(che vorrebbe dire? Anche la partecipazione alle gare ufficiali della FIS è libera da parte degli atleti stranieri, purché siano in regola con le disposizioni federali, quindi? È una sottolineatura che forse era doverosa. Ok.)
5. I partecipanti sono tenuti ad attenersi rigidamente alle norme di sicurezza in merito al vestiario ed alle armi previste dai vigenti regolamenti tecnici della FIE e della FIS. La verifica di dette norme è abitualmente a carico del COL;
6. I partecipanti sono tenuti al rispetto delle norme disciplinari previste dai vigenti regolamenti tecnici della FIE e della FIS. Qualsiasi violazione di natura disciplinare è segnalata dal Direttore di Torneo nelle forme previste dal vigente Regolamento di Giustizia della FIS.
(Nuova norma, [oramai sono tutte norme, giusto?] più che giusta, ma ci chiediamo se l’allenamento fosse di natura non federale, ma CSEN o AICS o UISP o altro, varrebbero le stesse regole? Cioè la FIS ha giurisdizione anche su di loro? E se fra quegli atleti non ve ne fossero di iscritti alla FIS, cosa accadrebbe?)
7.1 (manca il punto 7 che fa da intro alla seguente serie di punti, ma riteniamo che sia una solo una precisazione non sostanziale) Al fine di favorire il carattere amichevole delle manifestazioni, le stesse sono gestite con il metodo dell’autoarbitraggio, affidando quindi la direzione degli assalti stessi e/o (sic!) a tesserati agonisti maggiorenni facenti parte della società organizzatrice o del COL.
(ci chiediamo se sia una constatazione in virtù del fatto che il verbo è al presente “sono gestite”, o una indicazione, o una regola da seguire, per la quale sarebbe stata più appropriato un “devono essere gestite”).
7.2 In nessun caso è consentito l’autoarbitraggio a partecipanti o tesserati minorenni.
(questo è un divieto, si capisce bene)
7.3 La gestione della manifestazione è affidata a un Direttore di Torneo e a un computerista che verranno inviati dalla società organizzatrice e/o dal COL, previa autorizzazione della Commissione GSA e del Settore Tecnico della FIS per quanto di rispettiva competenza.
(Il periodo qui esposto è composto da due parti, delle quali ci sembra di capire che la prima è una constatazione [si veda il verbo al presente in forma assertiva “la gestione ... è affidata...”] mentre la seconda è normativa e credo di capire che “la società organizzatrice deve mandare un computerista a gestire la gara”. Ci chiediamo quindi se sia davvero così, se siamo incappati nel problema verbale di cui al punto 7.1).
7.4 Può altresì essere inviato un Arbitro nazionale o regionale, autorizzato nelle stesse forme di cui al comma precedente, che avrà il compito di sovraintendere alla manifestazione in ogni sua fase e intervenire ove richiesto e ove lo ritenga necessario.
(Ma non c’era un Direttore di Torneo? È in alternativa a lui?  O in aggiunta? E quindi lo sceglie la società sportiva o il COL?)
7.5 I poteri decisionali sono affidati al Direttore di Torneo e, laddove presente, all’Arbitro nazionale o regionale di cui al punto precedente.
(Quindi l’Arbitro è una possibile alternativa, ora è chiaro).
Sono lontano dalle gare da molto tempo e può essere che molte cose siano cambiate, però in questo caso non mi sembra.
Concludo chiedendomi se tali “disposizioni” siano state varate più per controllare che per aiutare il popolo della scherma, nella sua grande passione sportiva. Naturalmente ho espresso il mio pensiero, augurandomi di non aver fatto confusione.
Buon anno!
Ezio RINALDI

mercoledì 4 gennaio 2023

CONVOCAZIONI PER GARE DI COPPA DEL MONDO

E’ arrivato il momento di parlare delle convocazioni degli atleti/e per gare di coppa del mondo. Alcuni di essi ed i loro I genitori lamentano una gestione federale imperfetta e vediamo il perchè.
L'Italia è uno dei pochissimi Paesi in cui esiste la distinzione tra atleti convocati e autorizzati, ovvero tra atleti che partecipano alle gare di Coppa del Mondo a totale carico della Federazione e atleti che invece partecipano a tali competizioni interamente a proprie spese. In particolare, se si guarda alle Nazioni che occupano i vertici delle classifiche mondiali nelle 3 armi, l'Italia è l'unico Paese ad attuare questa politica.

Che si tratti di una scelta giusta o sbagliata, motivante o demotivante, selettiva o discriminatoria non saprei dirlo, certo è che il budget a disposizione della nostra Federscherma permetterebbe anche di sostenere quegli atleti che partecipano alle gare di coppa del mondo a spese proprie, proprio perché meritevoli di considerazione ed attenzione, seppur con riserva o ancora sub judice.

Ad aggravare la situazione per gli atleti autorizzati (e, soprattutto, le loro famiglie!) ci sono alcuni aspetti non trascurabili, quali:

1)  il variegato calendario internazionale, con almeno 4 gare di Coppa del Mondo su 8, fuori dall'Europa (questo per quanto riguarda la categoria Assoluti);

2)      le condizioni e modalità imposte dalla Federazione, ai fini della concessione dell’autorizzazione a partecipare.

Riguardo al punto 1), poco si può fare, il mondo della scherma è sempre più globale ed è equo alternare geograficamente le gare.

La FIE potrebbe migliorare, in certi casi, la distribuzione geografico-temporale delle competizioni ma è comprensibile quanto sia complesso il processo di stesura del calendario internazionale.
Per quanto concerne il punto 2), il problema è, invece, meramente italiano e federale. Vediamo nel dettaglio quali sono le problematiche che affliggono gli atleti autorizzati della nostra Nazionale.
Dal punto di vista normativo, il regolamento federale prevede che, per le gare di Coppa del Mondo, le richieste di partecipazione a proprie spese debbano essere effettuate 15 giorni prima della gara. La Federazione emette il verdetto il giorno successivo, ovvero 14 giorni prima della gara. In caso di eventuali rinunce, gli eventuali scorrimenti vengono comunicati solo 10 giorni prima della gara.
Da queste disposizioni emerge lampante quanto i termini imposti dalla Federazione siano estremamente ristretti.

Fino a che si tratta di acquistare voli aerei per destinazioni europee il problema, seppur presente, è di portata limitata. Un volo per Parigi, Barcellona o Varsavia acquistato così sotto data costerà sicuramente da Euro 100 a 300 circa in più rispetto ad un acquisto effettuato con un mese o più di anticipo.
Quando, invece, la destinazione da raggiungere è asiatica, americana o africana, la situazione si fa grave. Quale persona ragionevole acquisterebbe un volo intercontinentale con soli 14 o addirittura 10 giorni di anticipo? Nessuna, fatta eccezione per gli schermidori italiani a proprie spese, costretti a investire Euro 1000 o più a volo per un totale di 8 gare di Coppa del Mondo ogni anno.
Ma non è finita qui. Il regolamento federale stabilisce anche i criteri di merito per l'autorizzazione alle Gare di Coppa del Mondo.

Nella categoria Assoluti, il CT ha totale libertà di scelta sulle convocazioni e sulle autorizzazioni, a parte 2 posti: uno è per il miglior atleta assoluto, l'altro è per il miglior atleta U23 tra i richiedenti (considerando il ranking nazionale assoluto).

Un atleta che progetta di partecipare ad una gara di Coppa del Mondo a proprie spese è quindi obbligato ad aspettare gli ultimi 14 o 10 giorni prima della gara. In alternativa, se occupa una posizione alta nel ranking italiano, può letteralmente "farsi due calcoli" sulla base degli atleti convocati dal CT.

Per fare un esempio, un atleta assoluto che occupa la 6a posizione nel ranking, ha la matematica certezza di essere autorizzato se il CT convoca i primi 5 del ranking. Lo stesso vale per il primo atleta U23 del ranking assoluto escluso dalle scelte di convocazione del CT.

Sarebbe quindi auspicabile che i commissari tecnici delle varie armi emanassero le loro convocazioni quanto più celermente possibile, se non altro per permettere ai 2 atleti che verranno autorizzati in base al ranking di acquistare i voli in anticipo. Considerando che le gare di Coppa del Mondo del calendario Assoluti hanno cadenza mensile e che le prove nazionali assoluti sono 2 all'anno, sarebbe ragionevole la pubblicazione delle convocazioni nel più breve tempo possibile, ovvero il giorno dopo l'ultima gara utile.

Questa pratica di mero buon senso non andrebbe contro nessuna norma federale, né inficerebbe la libertà di scelta dei CT.

Parimenti, per rimanere in tema di buon senso, sarebbe caldamente gradito che la Federazione modificasse i termini per le autorizzazioni da 15 a 30 giorni. È impensabile che un atleta venga a conoscenza di poter partecipare ad una gara intercontinentale con soli 10 giorni di anticipo (ovvero più o meno quando dovrebbe fisicamente partire) ed è irrispettoso che debba sostenere il costo di un volo last minute di questa portata.

Queste pratiche federali sono immutate da almeno un decennio.

Come è possibile che nessun CT e, ancora peggio, nessun esponente federale o rappresentante degli atleti si sia mai posto il problema, nonostante le tante lamentele di atleti e genitori?
Come è possibile mancare di rispetto, perché di rispetto si tratta, alle tante famiglie che investono sui propri figli, contribuendo così a mantenere vivo il movimento schermistico giovanile?

A onor del vero bisogna specificare che alcuni commissari tecnici del fioretto e della sciabola, in occasione delle gare più dispendiose, si sono più o meno organizzati in modo autonomo per emanare le convocazioni e le autorizzazioni celermente (in ogni caso si tratta di pratiche marginali e limitate).
Per concludere, le considerazioni sin qui evidenziate sono volte a far comprendere a tutti, in primis alla Federazione, la situazione in cui verte un grandissimo numero di atleti: basti pensare a quante sono le gare di Coppa del Mondo, assolute e giovanili, maschili e femminili, nelle 3 armi, nell'arco di un anno.E per quanto riguarda la nostra Federscherma, basterebbe un piccolissimo sforzo per venire incontro a tutti questi atleti che investono continuamente su loro stessi per rappresentare la Nazionale italiana, la stessa Nazionale dei convocati.

Ezio RINALDI

venerdì 23 dicembre 2022

LETTERA A BABBO NATALE

Cari amici ho trovato questa bellissima lettera a Babbo Natale scritta da un certo Francesco. Mi è piaciuta moltissimo e la condivido in tutto e per tutto. L’ho integrata con alcuni riferimenti alla Federazione Italiana Scherma.

“Caro Babbo Natale,

sono passati tanti anni dall’ultima volta che ti ho scritto. Da allora sono cambiate tante cose.

Ovviamente adesso so che non esisti nella realtà. E allora perché ti scrivo se non esisti?
Ti scrivo perché invece esiste ancora l’idea che hanno di te i bambini, cioè che tu sia reale. Quindi, ecco la mia lettera per te!

Ovviamente non ti chiederò giocattoli: fai contenti tutti i piccolini, perché lo meritano. Ma allora, cosa voglio da te ora che sono adulto? ti starai domandando.
Vorrei che tu portassi, almeno nella notte di Natale in cui passi con la tua slitta, un po’ di pace e salute a tutti quelli che sognano la magia del Natale, soprattutto nei luoghi dove dal cielo piovono bombe invece che regali.

Ma quella è colpa nostra, dell’uomo, e capisco che tu puoi farci poco.

Che cosa posso chiederti? Vorrei vedere serene tutte le persone a me più care. Già, la serenità è un gran bel dono. E i sorrisi veri, quelli nell’animo e negli occhi, valgono doppio rispetto a quelli importanti ma brevi della felicità.

Poi vorrei che chi ha poco tempo accanto a sé o davanti a sé, ne avesse un po’ di più. Perché il tempo è il dono più prezioso che abbiamo, ma spesso lo diamo per scontato.
Sì, ma qualcosa di più personale non lo chiedi? ti starai domandando mentre leggi questa mia lettera.

Qualcosa che serve proprio a me ci sarebbe… Ogni tanto vorrei incontrare per qualche minuto, che ne so … mentre passeggio, qualcuno in particolare che non c’è più, e farci solo due chiacchiere come si fa con gli amici che trovi per caso. Ma realmente, non nella mia fantasia. Mi riferisco a parenti, amici, a qualche vecchio professore, … insomma a persone per me importanti che ci hanno già lasciato. Per chiedere loro dove sono, cosa fanno, se possono vederci e se sto facendo qualcosa di buono anch’io nella vita. …Già, ho tante domande.

Chiedo troppo, Babbo Natale?

Ma visto che ho iniziato, allora esagero. Vorrei anche dare una sbirciatina al mio futuro, ormai verso il tramonto. Piccola, mi raccomando, e solo per vedere qualche bel particolare. Magari se riuscirò a dare un vero contributo alla federazione sportiva che tanto amo: la scherma. E si, perché non proprio tutto va bene, Ci sono genitori che rimproverano la Federazione scherma per decisioni non condivisibili poiché si tratta dello spostamento di gare in termini di date, orari e sedi, quindi soldi da spendere. Ora non sto qui a dirti quali, basta andare sui social, oggi tanto di moda, e si trovano le lamentele di questi genitori.

Ci sarebbe ancora un’altra cosa: in ambito federale mi piacerebbe vedere una giustizia indipendente cioè non di nomina ma elettiva, al pari di tutti gli altri organi federali. Vedi tu cosa puoi fare. Le altre cose no, non voglio proprio saperle, non devo, perché si cammina un passo alla volta. Se no si finisce per guardare solo il traguardo e mai le orme.

Adesso ho chiesto veramente troppo, non è vero, caro Babbo Natale? Non puoi portarmi quello che voglio? Devo cambiare richieste? Devo chiederti solamente regali che si possano incartare e mettere nel tuo sacco?

E allora facciamo finta che sono di nuovo bambino e, se vuoi, portami un po’ di quella gioiosa fanciullezza che mi ha fatto vivere serenamente per un bel po’ del mio tempo. Ma giusto per chiederti qualcosa di materiale e farti contento: a me basta chiudere un po’ gli occhi davanti alle luci del mio albero di Natale, nel buio del salotto, per respirare tutti i miei periodi dei Natali passati, dei regali chiesti e arrivati, o di quelli sognati e basta, oppure di quelli inattesi. E poi riaprire gli occhi e guardare al presente, che è l’unico tempo che abbiamo a disposizione: al silenzio o al chiasso di questi momenti, ai riflessi delle lucine colorate sui muri, alle letterine sotto l’albero dove ancora tu sei presente con adesivi e carta colorata, al profumo dello zucchero a velo sul pandoro, al calore del termosifone vicino alla finestra, ai canti di Natale, ai film alla tv, ai libri sugli scaffali della libreria di casa. E a chi ho vicino o sento vicino a me.

In fondo è giusto così, perché c’è un tempo per ogni cosa, ma bisogna riuscire ad accorgersene.
…E se da qualche parte, nel tuo mondo irreale dovessi vedere il me bambino, dagli un bell’abbraccio da parte mia, perché a volte mi manca. Poi corri, perché anche tutti gli altri bambini ti aspettano.

Porta i regali a tutti, mi raccomando, non dimenticare nessuna letterina.
Buon Natale anche a te, caro Babbo Natale!”

Ezio RINALDI

sabato 17 dicembre 2022

La FIE ed il gioco delle tre tavolette. “English Version follows Italian one”

Ho letto con molto interesse gli interventi dalla platea di Otto Drakenberg, Presidente della Federazione Svedese di Scherma, delegato ufficiale al Congresso FIE di Losanna del 26 Novembre u.s., riportati su Twitter da Joonas Lyytinen, Presidente della Federazione Finlandese: https://twitter.com/joonasl/status/1596520283598454788.
Questo perchè, dai suoi commenti, sembrerebbe che  il Sig.Drakenberg fosse uno dei pochi che avesse capito il gioco delle tre tavolette (in Italia: delle tre carte, ovvero “la carta vince, la carta perde, dove è la carta?), che il ComEx stava propinando ai membri del Congresso, sulla ratifica dello status di Presidente ad interim del Signor Katsiadakis. Bisogna precisare però che, nel gioco delle tre tavolette, chi accetta di giocare è consapevole della abilità e della destrezza di chi dirige il gioco ed è per questo motivo che la la Corte di Cassazione Italiana, nel 2019 (sentenza n. 48159), ha stabilito il principio che il suddetto gioco non costituisce reato: “La consapevolezza esclude la truffa ed il raggiro. Senza tale consapevolezza, però, il raggiro sussiste”.
E, allora, è da chiedersi: come è stato perpetrato quindi questo gioco di prestigio sui delegati?
Per poter rispondere in modo esaustivo a tale interrogativo, occorre ricondurci inizialmente al punto 4 dell’agenda del Congresso - che riporto  “verbatim” - così recitava: Ratification of the Executive Committee’s decision regarding the appointment of the interim President. (tradotto in Italiano significa: Ratifica della decisione del Comitato Esecutivo relativa alla nomina del Presidente ad interim); e, dopo di che, precisare che, il giorno del Congresso, tale argomento è stato presentato come una semplice mozione che è stata votata, sic et simpliciter (come direbbero i latini), immediatamente dopo il coraggioso intervento Svedese. In tal modo,  il Congresso, nella sua collegialità, stante la parvenza di “semplice mozione”, derivata dalla maniera in cui questa era stata presentata, ha ratificato, senza alcuna difficoltà (111 SI; 24 NO e 2 astenuti), la precedente delibera del ComEx, sulla cui legittimità molti dubbi si nutrono
E’, quindi, abbastanza spontaneo chiedersi se i soci del Congresso fossero in effetti pienamente consapevoli di ciò che stavano votando, in considerazione soprattutto della assoluta mancanza di trasparenza da parte di una maggioranza del Comex, circostanza questa che porterebbe ad ipotizzare la sussistenza della su cennata fattispecie del raggiro. Per comprendere come ciò sia avvenuto è necessario riassumere alcuni fatti chiave e le corrispondenti azioni intraprese dal ComEx della FIE.
Informazioni di base
Come è noto, il presidente della FIE Usmanov non si è dimesso, né è stato rimosso dall'incarico dal ComEx della FIE. Piuttosto, il Sig. Usmanov si è temporaneamente auto-sospeso dall’esercizio delle sue funzioni di Presidente FIE, rilasciando la seguente dichiarazione, l’ 1 marzo 2022, sul sito web della FIE, che da allora, stranamente, è stata rimossa dal sito web.
Il 28 febbraio 2022 sono diventato il bersaglio di misure restrittive imposte dall'Unione Europea. Ritengo che tale decisione sia ingiusta e le ragioni addotte per giustificare le sanzioni sono un insieme di accuse false e diffamatorie che danneggiano il mio onore, la dignità e la reputazione aziendale. Userò tutti i mezzi legali per proteggere il mio onore e la mia reputazione.
Con la presente sospendo l'esercizio delle mie funzioni di Presidente della Federazione Internazionale di Scherma con effetto immediato fino al ripristino della giustizia.
Questa la versione originale dal sito Fie in data 1 Marzo, 2022.

Durante i due giorni successivi, rispettivamente il 2 e il 3 Marzo u.s., il ComEx ha intrapreso queste due importanti azioni esecutive, che, come i gemelli siamesi, fanno parte dello stesso ed identico modus agendi.
1. Il ComEx ha accettato e ratificato la decisione  del sig. Usmanov di "autosospendere temporaneamente" l'esercizio delle sue funzioni di Presidente della FIE.
2. Il ComEx ha nominato il Sig. Katsiadakis Presidente ad interim. Nomina che Sig. Katsiadakis ha accettato. Cfr. Lettera urgente FIE n. 1-22.. (https://static.fie.org/uploads/27/136005-lettre%20urgente%201-22%203%20L.pdf)
Quindi, la nomina del Sig. Katsiadakis a presidente ad interim a suo tempo fu basata sull'autosospensione del presidente Usmanov. Ciò nonostante, il suddetto punto 4 dell'ordine del giorno sottopose al Congresso solo la ratifica della nomina del signor Katsiadakis a presidente ad interim. Mentre l’auto sospensione del Presidente Usmanov, che è la genesi inseparabile della nomina di Katsiadakis a presidente ad interim, è stata intenzionalmente omessa da quello stesso punto 4 dell’agenda: ciò, evidentemente,  al solo fine di non attirare l’attenzione sullo status del Sig. Umanov all’interno della FIE, dal momento che non si è dimesso nè fatto decadere dalla sua posizione.
Quindi, il solo voto positivo e/o favorevole, con un semplice “SI”, sulla ratifica del Presidente Interim, conta, e soprattutto vale, anche come un implicito “SI” per il suo gemello siamese, cioè la ratifica dell’auto sospensione del Presidente Usmanov.
Tutto ciò non è certamente sfuggito all'attenzione del Sig. Drakenberg. che ha sollevato alcune questioni molto critiche dall'aula del Congresso sulla legittimità della procedura utilizzata dal ComEx della FIE, riguardante: (a) lo status del Segretario Generale della FIE; (b) l’autosospensione temporanea del sig. Usmanov; (c) ed alcune lacune negli statuti FIE, la cui interpretazione rimane tutt’ora poco chiara, durante un vivace dibattito con Nathalie Rodriguez, CEO della FIE.
Secondo il feed Twitter, gentilmente fornito personalmente e direttamente dal Sig. Joonas Lyytinen, alla platea del Congresso, c'era una situazione di "confusione e caos.” Ciò nonostante, le mozioni d'ordine, opportunamente sollevate dal Sig. Drakenberg, sono state sommariamente trattate e liquidate e non è mai seguita una discussione sulla legittimità delle azioni intraprese dal Sig. Usmanov e dal ComEx. Si è invece votato per la ratifica delle decisioni del ComEx, in merito al Presidente ad interim con il seguente esito 111 SI, 24 NO e 2 astenuti.
Resta inteso che se ci fosse un premio per la persona piu creativa dell’anno, tale premio dovrebbe senz’altro andare a chi ha pianificato il voto sul punto 4 dell’agenda.
Rimane un post scriptum importante: Se qualcuno crede che l'atto di "auto-sospensione temporanea" sia una questione minore, si sbaglia. In effetti, la "sospensione temporanea" da parte dei leader sportivi può durare e essere combattuta per molti anni. Vedi, questo articolo intitolato Hickey si dimette dal CIO dopo sei anni di autosospensione dopo Rio 2016” di Duncan Mackay su Inside the Games, datato 5 dicembre 2022. https://www.insidethegames.biz/articles/1131287/patrick-hickey-resigns-from-ioc#comments.
Siamo pronti a vivere per anni in questo limbo?
Gil PEZZA

THE FIE’s Three-Card Trick

I read with great interest the remarks made by Otto Drakenberg, President of the Swedish Fencing Federation, official delegate at the FIE Congress in Lausanne on November 26, 2022, as reported on Twitter by Joonas Lyytinen, President of the Finnish Federation. https://twitter.com/joonasl/status/1596520283598454788.
Mr. Drakensberg is one of the few delegates who understood the Three-card Trick, a confidence game in which the victims, or "marks,” are tricked into betting a sum of money, on the assumption that they can find the "money card" (typically the Queen) among three face-down playing cards.
Although in this case there was no betting involved, the FIE ComEx played a Three-Card Trick on the delegates when it asked them for the ratification of the status of Mr. Katsiadakis as FIE Interim President. To clarify, the difference between the well-known con game and that by ComEx is that in the con game the players are well-aware of the dealer’s ability and dexterity in hiding the Queen card and, therefore, they play the game at their own peril. At the FIE Congress instead, the game was played deceptively, unbeknownst to the delegates. In addition, the hidden card was not the Queen but the real status of Mr. Usmanov, the ‘temporarily self-suspended’ President of the FIE.
How was this sleight of hand perpetrated on the delegates?
Let’s examine Item 4. of the Congress agenda, as drafted:  https://static.fie.org/uploads/28/144984-1. OJ Congres 2022 ang.pdf
4.  Ratification of the Executive Committee's decisions regarding the appointment of the Interim President.
On the day of the Congress this item was presented as a motion to ratify the ComEx decision to accept Mr. Usmanov ‘temporary self-suspension from the functions of President’ and put out to a vote immediately after the vigorous remarks of Mr. Drakenberg, Swedish Federation President, and delegate at the Congress, with a result of 111 YES, 24 NO and 2 abstentions.
One must wonder, however, whether members of Congress were aware of what they were voting for.
The deception, i.e., Three-card Trick in this case is the total lack of transparency on the part of a majority of ComEx. To fully understand how this could happen, it is necessary to review some of the relevant facts that occurred in the FIE in March of 2022.
  • FIE President Usmanov did NOT submit a letter of resignation, and FIE ComEx did not remove him from his position as President.
  • Mr. Usmanov personally decided the ‘suspend the exercise of his duties as the President of the FIE,’ by issuing the following statement on March 1, 2022, on the FIE website, which has since been removed from the website.
On 28 February 2022 I became the target of restrictive measures imposed by the European Union. I believe that such decision is unfair, and the reasons employed to justify the sanctions are a set of false and defamatory allegations damaging my honor, dignity, and business reputation. I will use all legal means to protect my honor and reputation.
I hereby suspend the exercise of my duties as the President of the International Fencing Federation effective immediately until justice is restored.
During the following two days, March 2nd, and 3rd, respectively, the FIE ComEx took these two important executive actions, which, like conjoined twins, are part of the same res gestae:
1.    FIE ComEX accepted and ratified Mr. Usmanov’s personal decision to ‘temporarily self-suspend’ the exercise of his duties as FIE President.
2.    FIE ComEx appointed, Mr. Katsiadakis, Interim President, which Mr. Katsiadakis accepted. See, FIE Urgent Letter N°1-22  (https://static.fie.org/uploads/27/136005-lettre%20urgente%201-22%203%20L.pdf).
Even though President Usmanov’s ‘temporary self-suspension’ was the genesis of Mr. Katsiadakis’ appointment as Interim President, item 4. of the agenda produced by FIE ComEx, submitted ONLY the Ratification of the Executive Committee's decisions regarding the appointment of the Interim President, not the ratification of the personal act of Mr. Usmanov to ‘temporarily self-suspend’ from the functions of FIE President.
 
Presumably, this was done not to draw attention to Mr. Usmanov's temporary suspended status in the FIE, since he did not resign and ComEx did not dismiss him. Therefore, a “YES” vote on the Interim President’s ratification also counted as an implied “YES” for its conjoined twin, i.e., the ratification of President Usmanov’s ‘temporary self-suspension from his functions of FIE President.’
All this did not escape the attention of Mr. Drakenberg who raised some very critical questions from the Congress’ floor on the legitimacy of the procedure used by FIE ComEx concerning (a) the status of the FIE General Secretary, (b) Mr. Usmanov's temporary self-suspension, (c) gaps in the current statutes, and their unclear interpretation, during a lively debate with Nathalie Rodriguez, FIE CEO.
According to the contemporary Twitter feed kindly provided by Mr. Joonas Lyytinen, there was a situation of “confusion and chaos” on the floor. Nevertheless, the point of order Mr. Drakensberg properly raised was summarily dismissed and a discussion on the legitimacy of the actions taken by Mr. Usmanov and ComEx never ensued. Instead, a vote was taken for ratification of ComEx’ decisions regarding Interim President with the following result 111 YES, 24 NO and 2 abstentions.
If there were an award for the most creative person of the year, it should certainly go to whoever planned the vote on point 4. of the agenda, as drafted.
An important post scriptum, If anyone believes that the act of ‘temporary self-suspension’ is a minor issue, they are wrong. In fact, “temporary suspension’ by sport leaders may last and be fought on for many years. See,  this article entitled “Hickey resigns from IOC after six years self-suspended following Rio 2016  by Duncan Mackay on Inside the Games, dated December 5, 2022.
https://www.insidethegames.biz/articles/1131287/patrick-hickey-resigns-from-ioc#comments
Are we ready live for years in this limbo?
Gil PEZZA
 

venerdì 9 dicembre 2022

COMPETIZIONI E MOLESTIE

In questi primi giorni di dicembre, due sono gli avvenimenti/eventi/fatti degni di cronaca: uno negativo ed uno positivo. Cominciamo da quello negativo.

Il primo si riferisce alle accuse di molestie sessuali di cui è incolpato un noto arbitro di scherma, per le quali la Procura di Rimini lo ha rinviato a giudizio. Premesso che, da autentico “garantista”, credo nessuno debba essere ritenuto colpevole, fino a sentenza, passata in giudicato, che lo riconosca tale, non posso però esimermi dal ricordare come l’arbitro in questione si fosse già reso protagonista di analoghi comportamenti in passato con una ragazza ventenne, tanto da patteggiare, con la Federazione Italiana Scherma,  la sanzione disciplinare della sospensione di gg.30 dalle convocazioni arbitrali. Molti ritennero tale pena iniqua rispetto alle imputazioni di cui l’arbitro venne ritenuto responsabile. Scontata tale sanzione, l’attore in argomento venne riconvocato dalla FIS, nella funzione di arbitro in una gara dove competeva anche la sedicenne oggetto delle sue insane attenzioni. Giornalisticamente, si occupò del caso “La Repubblica” con diversi articoli, ripresi anche dal blog ed altre testate regionali e locali.

Considerato che Change thegame è in prima linea nella battaglia sugli abusi e molestie sessuali, nel consigliare di fare una visita alla sua pagina facebook, mi limito a riprendere quanto dalla stessa postato sull’argomento.(https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1303329217132338&id= 197928591005745&sfnsn=scwspwa)

“Nel marzo di quest’anno change thegame ha sollecitato l’attenzione della procura federale dello sport sulle accuse mosse nei confronti del sig. Emanuele Bucca, arbitro internazionale di scherma, per un tentativo di violenza sessuale in danno di una collega. Accuse che si erano risolte con l’accordo tra Bucca e la Procura Federale FIS per l’irrogazione della sanzione di soli trenta giorni di squalifica.

Soltanto un mese dopo abbiamo appreso che Bucca avrebbe compiuto atti di violenza sessuale anche nei confronti di due atlete minorenni, senza che la FIS, che pure ne aveva appresa notizia dai genitori di una delle vittime, avesse ancora adottato alcuna misura nei suoi confronti.

L’avvio delle indagini per una delle due ipotesi di reato ha determinato l’avvio del procedimento sportivo e la sospensione cautelare dell’incolpato. Tuttavia, nonostante la decantata celerità del processo sportivo, apprendiamo dal sito federale FIS che il processo è stato sospeso su richiesta del Procuratore federale e della difesa dell’incolpato, in attesa del completamento delle indagini penali.

Oggi la Procura della Repubblica presso il tribunale di Riccione ha chiesto il rinvio a giudizio di Emanuele Bucca per uno dei due episodi di violenza, per l’altro il rinvio a giudizio è già avvenuto.

Auspichiamo che questa notizia basti agli Organi di giustizia Fis e alla Procura Federale per convincersi di poter portare a termine il procedimento disciplinare e per acclarare con la necessaria autonomia e la dovuta celerità, la responsabilità sportiva dell’incolpato, rendendo giustizia alle vittime e restituendo dignità al movimento sportivo.”

E’ chiaro, a questo punto, che i fatti saranno dibattuti durante il processo ed in quella sede i vari attori esporranno le loro tesi accusatorie e difensive, quindi non stiamo qui a condannare nessuno perché siamo tutti innocenti fino alla sentenza di condanna. Ciò che mi disturba e meraviglia e che la FIS per prendere una decisione attenda l’esito del processo e nel frattempo l’accusato cosa fa? Continua ad arbitrare? Credo che un atto di responsabilità da parte dell’imputato sarebbe stato quanto mai auspicabile e cioè una autosospensione dalle attività arbitrali, dirigenziali e didattiche fino al temine dell’iter processuale. In mancanza di tale atto, la FIS avrebbe avuto il dovere di intervenire per fermare l’arbitro, sospendendolo fino alla definitiva sentenza.

Pertanto, sull’argomento, sono costretto a ribadire l’appello “NON ABBASSIAMO LA GUARDIA”, con la viva speranza che non solo venga ascoltato, ma che soprattutto non venga “dimenticato”.

Il secondo avvenimento riguarda lo svolgimento della 2^ prova Nazionale master di fioretto spada e sciabola, che vedrà il suo svolgimento nei giorni 17 e 18 dicembre 2022 nel Pala Emanuele di Ariccia, con organizzazione a cura dell’Aprilia scherma. Devo subito dire che, se il buon giorno si vede dal mattino, allora sarà una bella giornata. Ho visitato il sito dell’Aprilia scherma ed ho potuto notare la presenza di una informazione precisa e puntuale; non solo, ho pure constatato che la due giorni ariccina vedrà il suo epilogo in una cena di gala, alla quale potranno intervenire i master partecipanti alla gara e, se non ho letto male, aperta a tutti gli iscritti FIS. Una iniziativa che spero faccia da apripista ad altre organizzazioni. Ai conduttori della manifestazione un grande in bocca al lupo, con la certezza che tutto andrà per il meglio.

Spero mi facciano avere dei comunicati che con piacere pubblicherei sul blog.

Ezio RINALDI

mercoledì 7 dicembre 2022

La Proposta del Congresso Straordinario della FIE a Marzo, l’ha avanzata Barzini? - “English Version follows Italian one”

 “Ricordati Mike, chi avanzerà la proposta di Barzini quello è il traditore.”(Don Vito Corleone)

Ricordiamo tutti questa famosa battuta del film “Il Padrino”. Allo stesso modo, vorrei chi è stato, alla riunione del 25 Novembre dell’esecutivo della FIE (ComeEx), a proporre, per primo, di tenere un Congresso straordinario della FIE nel Marzo p.v, per deliberare il rientro in gara degli atleti Russi e Belorussi.

Da notare che il ComEx avrebbe potuto semplicemente posticipare la decisione, come già fatto in precedenza. La convocazione, invece, di un Congresso Straordinario ha il valore ed il significato di voler prendere (furbescamente) due piccioni con una fava. Infatti, come primo atto, si è rimossa (cioè, tolta) una pericolosa, quanto fastidiosa ed imbarazzante patata bollente dal piatto; come secondo atto, invece, si è cercato di garantire, in maniera strisciante, la risoluzione (forse) definitiva di una questione (diventata ormai ricorrente), appena in tempo per l’inizio della nuova stagione di qualifica, che appunto comincia proprio ad Aprile.

Beh, uno potrebbe dire: cosa c'è male in ciò?

Niente, ovviamente, ma le accuse fatte dal delegato degli Stati Uniti, a proposito della possibile compravendita di voti, hanno gettano una luce sinistra su tutti i procedimenti FIE, anche se - per il momento - rimangono solo semplici ipotesi accusatorie. Tuttavia, non nascondo che mi sarebbe piaciuto essere una mosca sul muro, durante la riunione del 25 Novembre, appunto per vedere da chi è stata avanzata la proposta del Congresso Straordinario.

Illustri membri del ComEx, se mettete a dura prova la vostra memoria, dovreste ricordare chi è quella persona. Ora, se le accuse fatte dal delegato degli Stati Uniti si dimostrassero infondate, allora, questo sarebbe semplicemente un esempio di esercizio di democrazia, all’interno di un'organizzazione. Ma, se puta caso, queste accuse dovessero risultare, invece, fondate, allora, signore e signori, chi potrebbe negare che all’interno del ComEx vi è un traditore, la cui identità è certamente a Voi ben nota?

Gil PEZZA

Is the FIE Extraordinary Congress in March a Barzini meeting?

Listen, whoever comes to you with this Barzini meeting, he's the traitor. Don't forget that” (Don Vito Corleone to his son Michael).

 We all remember this famous line from The Godfather. By the same token, I would like to know who at the November 25th meeting of the FIE Executive Committee (ComEx) brought up first the idea of having an Extraordinary Congress of the FIE in March 2023, for the purpose of having the FIE delegates vote on the readmission of fencers from Russia and Belarus to international FIE competitions.

 The ComEx could have tabled the matter in camera. But by remanding it to an Extraordinary Congress convened for the mentioned special purpose, it conveniently removed the matter from its own discretion and ensured that the question would be “called” and voted on just in time for the 2024 Olympic qualification season starting in April 2023.

 Well, what’s wrong with that one may say?

 Nothing, but for the allegations made by the United States delegate at the FIE Congress, that someone has been buying votes on this issue. Clearly, this casts a sinister light on all FIE proceedings, even if, for the time being, these are just allegations. I wish I could have been a fly on the wall at the November 25th ComEx meeting to see who first proposed the idea of the Extraordinary Congress.

 All ComEx members should have no problem remembering who did it.

 If the allegations made by the US delegate prove to be unfounded, then what we have is just democracy at work in an organization. But if perchance such  allegations turn out to be true, then there may be a “traitor” à la Barzini in The Godfather inside the ComEx meeting and only those who were present may know who it is.