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| Alisher USMANOV |
Liberi pensieri sul mondo della scherma: tutto quello che gli altri non dicono!
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| Alisher USMANOV |
| Simone VANNI |
D. Un grande mondiale, te lo aspettavi?
R.
Aspettavo non proprio, ma ci contavo molto, quello sì. Con tanti campioni a
disposizione un risultato di qualità è prevedibile sulla carta, ma poi non
sempre va tutto bene. Le medaglie vanno portate a casa sul serio, e non si può
dare nulla per scontato.
D.
Tu hai ereditato una nazionale molto vincente e diretta da un grande CT,
Stefano Cerioni, come è stato vissuto questo passaggio di consegne?
R.
Da parte degli atleti devi chiederlo a loro, ovviamente, ma da parte mia
ammetto che sostituire il più grande CT che l’Italia abbia mai avuto, dapprima
non è stato facile. Però il mio obiettivo è dare dare una mia impronta e
costruire uno stile personale dove l’atleta è al centro e si lavora su di lui
con grande attenzione.
D.
Abbiamo visto un Marini completamente rinato. È frutto di questo lavoro?
R.
Tommaso è di suo un grande campione. Ha preso decisioni e fatto cambiamenti che
gli hanno fatto cercare un nuovo equilibrio e la nazionale ha saputo aspettare
con pazienza che ritrovasse la giusta alchimia di gioco e allenamento e infatti
si sta esprimendo ad ottimi livelli.
D.
Nella finale del Campionato a Hong Kong è stato determinante.
R.
Esattamente e non avevamo dubbi che sarebbe stato davvero così.
D.
Parlaci dei nuovi fiorettisti.
R.
I nuovi si stanno facendo sotto e stanno scalpitando tenendo conto che in Coppa
del mondo stanno facendo esperienza con buone prestazioni anche se a volte in
Italia e maggiormente nel fioretto, mi tocca dire con una punta di ironia, che
andare a podio non basta.
D.
Siamo un popolo esigente, sempre per rimarcare con ironia. Invece le donne
hanno brillato come sempre, e stiamo vedendo emergere Anna Cristino sempre più.
Quando le hai detto che avrebbe chiuso la gara a squadre, come ha reagito?
R.
In realtà glielo abbiamo detto già a Tiblisi nel mondiale di un anno fa.
Oramai la formula è ben collaudata e lei sa che deve chiudere e riesce a farlo
reggendo bene il ruolo che le è stato costruito addosso. Nulla da aggiungere.
D.
Ha di fatto un maestro con il quale c’è intesa. La nazionale parla sempre più
toscano e rispetto alle grandi atlete del passato, che avevano ognuna una
personalità elettrica ora mi sembra di capire che sia tutto diverso.
R.
Sì la squadra è molto diversa e con caratteri del tutto differenti da quelli
del passato. Il clima è sempre positivo e concentrato sulla collaborazione
reciproca e con gli obiettivi pienamente condivisi da ognuna, per cui di meglio
non si poteva sperare, con Arianna, Alice, Martina Batini, Martina Favaretto e
Anna.
D.
Ecco, ma proprio perché l’hai citata, parlaci del ruolo di Alice Volpi
nell’attività della nazionale. Dal discorso post medaglia del presidente Luigi
Mazzone e del suo vice e capo delegazione, Daniele Garozzo, è stata di
grandissimo aiuto.
R.
Mi associo completamente alle parole spese da loro nei confronti di Alice, la
quale dopo una pausa è ritornata a lavorare con il gruppo e a ottimi livelli,
con un ritmo pieno, al quale manca forse un pochino di continuità nei
risultati, ma sono certo che arriveranno. Diamole tempo.
D.
Parlaci invece del Mondiale giovani e cadetti di Rio. Qualcosa non è andato
come avrebbe dovuto?
R.
Non sono d’accordo. Intanto non si può vincere sempre, specie se hai tanti
atleti che si propongono. In generale ritengo che vada visto sempre il
bicchiere mezzo pieno, e sempre in generale vedo che il trend dei risultati è
positivo. Se fosse negativo, riterrei che le cose andrebbero cambiate, ma penso
che sia più giusto considerare che il lavoro c’è e che ci sono anche gli
atleti. Poi se guardiamo chi avevamo davanti, non possiamo non notare che due
cadetti di Hong Kong tirano abitualmente in Coppa del mondo ed erano al
mondiale di casa, dove comunque hanno chiuso bene la classifica. Per quanto mi
riguarda credo che l’impostazione del lavoro sia molto buona.
D.
Prossimi appuntamenti?
R.
La nazionale andrà in ritiro a Roma verso metà settembre perché la prima prova
di Coppa è in Giappone a ottobre.
D. Buon lavoro e in bocca a lupo per tutto il fioretto italiano.
Fabrizio ORSINI
Oggi piango la scomparsa di Bruno PANNARIA, un autentico AMICO e personaggio di spessore del mondo scherma. Ho molti ricordi di Bruno, in particolar modo la nostra partecipazione alle olimpiadi di Pechino. Potrei citarne tanti altri ma non servirebbe a niente se non a lacerarmi il cuore per un fratello che non c'è più.Bruno PANNARIA
Nato il 21 marzo 1964 a Massa Carrara, ma romano in tutto se stesso, laureato in Economia e commercio presso l'Università di Pisa è' stato un esempio rarissimo di attaccamento allo sport della scherma, che amava, insieme alla sua Roma. Ha dedicato molte energie al nostro sport ,che ha servito e sostenuto per una vita, in particolar modo presso l'A.S. GAUDINI, supportandone l'attività insieme ai fratelli De Santis - Daniele e Giuseppe - quando il club insisteva in via Sannio.
Bruno ha partecipato dinamicamente a tante attività federali anche nella sua veste di componente la Commissione Arbitrale. Tra le manifestazioni che lo hanno visto maggiormente impegnato una menzione particolare per l’organizzazione del Trofeo in memoria di Marta Russo.
Il funerale sarà celebrato sabato alle ore 10,30 a Roma, nella Cripta della chiesta di San Pio X alla Balduina.
Alla moglie Valeria e ai figli
Tommaso e Rachele, il più sincero cordoglio e l’abbraccio Di tutta PIAZZA SCHERMA.
Ezio RINALDI
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| Zomparelli Maurizio |
| Il M° Andrea Boerella insieme alla moglie Francesca Bortolozzi |
È il miglior risultato nella storia
schermistica della Repubblica Cheka, Alexander Choupenich è campione del mondo
e, come al solito, dietro questo successo c’è molta Italia, che sembra essere
un risultato quasi del tutto azzurro anche questo.
D. Cosa puoi dirci di Choupenitch? Tu lo conosci bene
vero?
R. Molto bene direi, visto che si è
allenato con me da settembre 2022 a dicembre 2023.
D. Mi sembra di intuire che sei contento
del risultato.
R. Come
maestro sono molto felice che Alex abbia raggiunto questo traguardo in quanto
puntava in alto da molto tempo e sentivo che prima o poi sarebbe arrivato un
risultato del genere. Spiace per Filippo Macchi, che di certo si rifarà, ma
Alex è un atleta esemplare, un professionista eccellente e spero che ricordi
con piacere il periodo passato assieme.
D. Come mai non hai continuato ad
allenarlo?
R. Le
condizioni lavorative non mi permettevano di seguirlo più come prima. Andare
due giorni a settimana a Praga era troppo impegnativo fisicamente.
D. Però dopo ha saputo continuare con
una certa efficacia.
R. Non va
dimenticato che dopo di me ha cominciato a lavorare con Giovanni Bortolaso, che
ha compiuto il lavoro fino a portarlo a Hong Kong. Tieni conto che già a Tokyo,
quando conquistò il bronzo alle olimpiadi, sulla sua panchina c’era Stefano
Cerioni.
D. Praticamente il fioretto parla mestrino, se si sale di
livello nel mondo?
R. Ebbene sì.
D. L’ultimo successo della scherma
cecoslovacca, risale al 1924 con un quarto posto nella sciabola a squadre, alle
olimpiadi di Amsterdam e sempre per mano di Livio di Rosa, che evidentemente,
visti i risultati può essere definito il Re Mida della scherma italiana.
R. Fu Livio a
dirmi di questo risultato molti anni fa, e proprio per questo andando a Praga,
chiesi di visitare il vecchio club dove insegnò e lì ho toccato con mano la
memoria di quanto conservato, foto, documenti, e svariate altre cose, che mi
hanno molto commosso. Anche lì maestro indimenticato, anche se non fanno più
scherma a un alto livello. A quel tempo i maestri erano eccellenti in tutte e
tre le armi e lui lo era veramente.
D. Comunque un risultato molto italo-boemo, dopo 102 anni
di distanza.
R. È un risultato denso di significato
che mi riempie di orgoglio.
D. Forse se avesse continuato con te il
lavoro di allenamento, a bordo pedana a Hong Kong ci saresti stato tu.
R. Chi lo sa. Magari sì.
D. Cosa stai facendo adesso, visto che è un anno che non
si sentiamo.
R. Io sono
stato chiamato come maestro per svariati seminari in molte parti del mondo,
Bulgaria, Olanda, e negli Stati Uniti dove ho visto il circuito estivo di gare
nazionali, che ritengo molto interessante sotto molti aspetti.
D. Quindi pensi di continuare andando
all’estero?
R. Lo spero. Anche perché cambiare
ambiente mi ha fatto bene.
D. Te lo auguriamo, e sempre con
maggior soddisfazione personale.
| Martina FAVARETTO |
In
cima al medagliere mondiale di scherma c’è l’Italia di Mazzone, che per la
verità è quasi uguale a quella di Azzi il precedente Presidente federale,
benchè sia stata aggiustata qua e là più sulle panchine che negli atleti. È
comunque una nuova vittoria che si aggiunge alle altre passate, andando a
ingrossare il numero di medaglie complessivo che è a dir poco esorbitante.
| Martini, Marini, Macchi, Bianchi |
| Batini, Favaretto, Errigo e Cristino |
La
prima del continente africano è l’Egitto, mentre la prima di quello Americano
sono gli Usa. Corea sempre in alto come già detto, ma incalzata dai nipponici
che hanno evidentemente saputo costruire un successo costante nel tempo, ma fra
queste due non vanno dimenticate Cina e Hong Kong che seguono la Corea di poche
lunghezze, prima di arrivare agli atleti del Sol levante. Va rimarcato che il
grande numero di medaglie resta in Europa, dove spiccano gli slavi, cioè Russi,
Kazaki, Cheki, Ukraini, Estoni, Rumeni, i già citati e formidabili Ungheresi e,
fanalino di coda, ma ben presenti, i Polacchi.
| Di Veroli |
Spicca
per la prima volta la medaglia dell’Arabia Saudita nella spada, ma anche di
Mohamed El Sayed n°1 del Ranking nella spada individuale, che ha trascinato
l’Egitto al bronzo a squadre, diretti dall’inossidabile Sandro Cuomo, il quale si
unisce a Maurizio Zomparelli che allena il fioretto a Hong Kong, Giovanni
Bortolaso ben piazzato sulla sedia di Alexander Coupenich in Repubblica Cheka e
Francesco De Robbio – vice allenatore - , sebbene da poco, su quella della Cina
della di Sciabola femminile e maschile. Tutte nazioni che sono andate a
medaglia, per non dimenticare che un certo numero di nazionali di fioretto, si
sono allenate nel nuovo centro sportivo di Jesi, diretto da Stefano Cerioni,
dimostrando così la vitalità della scherma italiana e il livello della sua
classe magistrale.
Fabrizio ORSINI
É improvvisamente venuto a mancare oggi Antonio Tonini di Viareggio, marito di Margherita Zalaffi.
Esprimiamo le nostre sentite condoglianze all'ex campionessa ed alla famiglia.
Apprendiamo con un certo imbarazzo del provvedimento che la
USA Fencing Association ha adottato nei confronti di un tesserato FIS.
Noi in passato abbiamo trattato l'argomento e non intendiamo tornarci su. Ogni riflessione la lasciamo ai lettori.
Fabrizio Orsini
A
luglio 2025 abbiamo pubblicato l’articolo “LA BRUTTA STORIA DI CHIANCIANO:
assunto un provvedimento di radiazione”, crediamo sia giustissimo dare lo
stesso risalto al provvedimento di ASSOLUZIONE degli imputati. Pur restando
fermamente convinti della solidarietà alla vittima ciò non può impedirci
prendere atto della sentenza: insomma diamo a Cesare quel che è di Cesare.
“Tutto
era cominciato nel 2023, una ragazza di origini messicane, ma battente bandiera
uzbeka, durante allenamenti assieme alla nazionale italiana si risvegliava una
mattina in preda a una situazione che la indusse a sporgere denuncia per
stupro, indicando due sciabolatori italiani, i quali oggi, alla fine dell’iter
processuale, sono stati scagionati, perché “il fatto non sussiste”.
All’uscita
dell’aula di tribunale, oggi, Fernanda Herrera così si chiama la ragazza, in
preda a un più che comprensibile shock emotivo, ha detto: “Sono una
sciabolatrice messicana, e io sono venuta qua in Italia per allenarmi per
prepararmi per le olimpiadi di Los Angeles. Io ero qua con mia mamma e con la
sicurezza che tutto poteva andare avanti, che potevo trovare un futuro qua in
Italia e per sfortuna mi sono trovata con le peggiori persone che possono
esistere in questo mondo. E io non ho mai voluto far vedere la mia faccia. In
questi tre anni in cui ho sofferto questa cosa… io sono stanca e mi farò vedere
perché sono orgogliosa di me, sono orgogliosa che per tre anni a parte lottare
per i miei risultati e per le mie medaglie, in quanto ne ho vinte tante, sono
qua a lottare anche per la mia giustizia e non mi fermerò mai. Non ci posso
credere che le cose siano andate così, ma io andrò fino alla fine, con il mio
avvocato a trovare la mia giustizia. Perché questo non può succedere a non sono
solo io, sono tanti i casi nello sport, nel mondo, che vogliono silenziare le
donne. Questo non può più succedere. Il punto non è proteggere le donne, no, è
di educare voi i figli, educare tutti” (Fonte pagina Instagram de “Il
Messaggero”)
I
fatti si svolsero fra il 4 e il 5 agosto del 2023 quando Fernanda Herrera aveva
17 anni e si risvegliò accanto a Lapo Pucci ed Emanuele Nardella in stato confusionale
motivo per il quale decise di sporgere denuncia contro i ragazzi. Le parti in
causa chiesero e ottennero di accedere alla “giustizia riparativa prevista
dalla riforma Cartabia” che dà la possibilità di sconto in caso di una
eventuale condanna.
La
storia poi si complica di fronte a un ricorso presentato dalla parte in causa,
ma mai spedito dal Tribunale all’ente di riferimento. Tale azione avrebbe precluso
di dare maggiore chiarezza ai fatti, impedendo con ciò di dare la possibilità
di una difesa più attenta.
Una faccenda che merita di essere seguita ancora, visto che la ragazza ha dichiarato che non si fermerà fino a quando non avrà ottenuto giustizia. Intanto, ci poniamo delle domande, la prima: uno dei ragazzi è stato radiato dalla FIS, dobbiamo desumere che possa essere reintegrato? L’Esercito quale provvedimento adotterà? Ovvero anche in questo caso potrebbe essere reintegrato nella Forza Armata, con relativo rimborso di tutti gli stipendi?
https://www.instagram.com/reel/DYffxPliwLL/?igsh=amo1dGZ1NmxubnJ1
Ezio
RINALDI
| Alex ZANARDI |
Il popolo della scherma si stringe alla moglie e al figlio,
il quale per alcune stagioni è stato schermitore. Anni fa lo avevamo infatti
visto più volte a bordo pedana mentre seguiva gli assalti del figlio specie
durante il GPG di Riccione. Pochi, se non quasi nessuno si avvicinò a lui per
fare foto, o distrarlo dalla gara cui teneva molto, perché questo è lo stile di
un popolo di sportivi mite e ben consapevole del limite che non va
oltrepassato.
Ciononostante la Scherma italiana ci tiene a portare il
proprio messaggio di cordoglio e vicinanza alla famiglia Zanardi, consapevole
del valore del grande campione, ma soprattutto dell’impareggiabile uomo che
era.
Fabrizio ORSINI