giovedì 22 settembre 2022

GLI IGNOTI LEONI DA TASTIERA

Quando fu istituito il gruppo “genitori scherma” ne fui entusiasta poiché, finalmente, i genitori degli atleti non avrebbero più partecipato all’attività federale con particolare riferimento a quella agonistica, in forma passiva. Infatti sul “Gruppo” i genitori intervengono con informazioni varie ed un continuo scambio di opinioni. Un apporto significativo lo forniscono anche autorevoli dirigenti di società con notizie ed informazioni assai utili. Il “Gruppo” non si pone fini politici, tutt’altro, quindi nessuna controversia con la Federazione, alla quale si rivolge sempre con il dovuto rispetto, ponendo richieste di chiarimenti o di interventi al fine di avere utili strumenti per agire nel rispetto dei regolamenti.

Fatta questa doverosa premessa, leggendo i vari commenti ho appreso che taluno, in forma anonima sia intervenuto segnalando a chi di competenza post ritenuti inadeguati o forse offensivi verso qualcuno. Se così fosse perché non rivolgersi all’amministratore del “Gruppo” chiedendogli di rimuovere il post incriminato invece di segnalarlo ai gestori di Facebook? E perché farlo in forma anonima?

Sul blog “piazza della scherma” per un certo tempo furono ammessi al forum gli anonimi, con l’intento di dare voce a chi per svariati motivi, in primis i rapporti con la FIS, non poteva o non voleva esporsi. Inizialmente tutto andò bene ma man mano che trascorreva il tempo gli interventi si fecero sempre più litigiosi e spesso ai limiti della liceità. Francamente non riuscivo a stare dietro a tutti, tant’è che qualcuno mi è sfuggì e ciò mi ha procurato delle querele (due, una archiviata e la seconda in itinere). Per tale ragione prima chiusi il blog e poi su sollecitazione di molti, anche su facebook, riaprii con la condizione che gli anonimi non avrebbero più trovato spazio.

Purtroppo gli ignoti leoni da tastiera sono ometti, omuncoli, quaquaraquà, insomma gente da niente che al solo starnutire di qualcuno tremano, però in anonimo sono coraggiosissimi, fortissimi ed affrontano i pericoli con grande forza e tenacia. Non è facile eliminarli, soprattutto su piattaforme come facebook. A costoro non interessa il bene comune, non hanno rispetto per iniziative quali quella del gruppo “Genitori scherma”, loro guardano solo a sè stessi, insomma brutta gente.

Scrivo sul blog poiché in passato sono stato fortemente schierato ed oggi non vorrei che la mia presenza possa essere interpretata in maniera strumentale, quindi da questa “Piazza” tutta la mia solidarietà agli amministratori del “Gruppo” e tutta la mia vicinanza come genitore e nonno di una atleta.

Un’ultima osservazione, i luoghi ospitanti le gare sono aperti al pubblico, ciò non significa che sia autorizzato il passeggio nel parterre, lì ci possono stare solo gli atleti ed i loro tecnici accreditati, gli altri devono insistere sulle tribune o nei luoghi ad essi destinati, certamente non per strada.

Ezio RINALDI 

mercoledì 14 settembre 2022

ATTIVITA' SCHERMISTICA E CRISI ECONOMICA

Ci siamo, come ogni stagione le palestre delle società di scherma riaprono i battenti. Alcune lo hanno già fatto la scorsa settimana, la maggior parte lo farà nella prossima, qualcuno dovrà aspettare anche qualche giorno in più, a causa dei soliti ritardi delle amministrazioni civiche e delle scuole nel dare il via libera alle attività in orario extra scolastico.
Che stagione ci aspetta? Difficile fare previsioni, arriviamo da 3 anni fortemente segnati dall’emergenza pandemica, con lockdown totali, parziali, a macchia di leopardo, locali e nazionali a colori e fasce di rischio. Con la sola e unica certezza, che lo sport era sempre il primo a chiudere e l’ultimo a riaprire. Noi, tutto sommato, siamo stati anche dei privilegiati. Le società che disponevano di locali propri hanno potuto proseguire quantomeno l’attività agonistica, anche nei periodi di zona rossa. Ma giusto per gli atleti agonisti, almeno per chi ha rispettato le regole. Le limitazioni hanno comunque prodotto dei danni al sistema sportivo. I sostegni del primo governo Conte hanno aiutato le società a superare il momento di chiusura totale, e nello scorso anno sono riusciti a sopperire al fisiologico calo delle iscrizioni, ma quest’anno? Il governo Draghi ha mostrato meno sensibilità verso lo sport, dando priorità ad altri settori produttivi, dimenticando (come tutti i governi che l’hanno preceduto), che comunque è un settore che in ogni caso produce il 3% del PIL nazionale, e che forse meriterebbe maggiori investimenti.
I dati ISTAT ci dicono che il sistema sportivo del CONI ha perso, tra il 2019 ed il 2020 l’anno nero del Covid, circa 400.000 tesserati, un numero enorme. La scherma ne ha persi circa 2.000, e con i suoi 18.719 tesserati quali atleti si attesta al 34° posto tra le Federazioni sportive italiane, tornando all’incirca ai numeri del 2014. Una manciata di praticanti in più rispetto al Tiro a Volo, una in meno rispetto al Bridge. Facendo una brutale analisi della situazione, che non ha nessuna pretesa di studio sociologico o economico, vediamo che dal 2019 al 2020 le società affiliate alla FIS sono rimaste grossomodo le stesse, 337 contro 330, alcune però perse per via di accorpamenti, sempre auspicabili tra realtà piccole e simili sullo stesso territorio. I sostegni alle società, al netto delle sterili polemiche da bar, hanno evidentemente avuto una certa efficacia, assieme naturalmente alla italica capacità di adattarsi ad ogni situazione, e fare enormi sacrifici per andare avanti. Poco, o nulla, sono state invece sostenute le famiglie, e difatti le perdite su quel fronte sono da considerarsi importanti.
Non abbiamo numeri reali per il 2021, ma visto come è andato avanti, tra chiusure e allarmi continui, non possiamo pensare che ci siano stati clamorosi recuperi. Anche i numeri delle competizioni, in generale flessione, ci dicono che se siamo riusciti a tenere i numeri del 2020, siamo già stati bravi. Ora però si avvia la prima stagione del ritorno alla normalità, o quasi. I governanti non prevedono gravi ripercussioni in termini di chiusure, ma incombe un altro nemico dello sport, quello storico: le spese a carico delle famiglie. Terminata la crisi pandemica, almeno dal punto di vista economico, ecco che si affaccia una nuova crisi portata dalla guerra russo-ucraina. Lungi da me dare qualsiasi giudizio di sorta, ma è un dato oggettivo che come tutto abbia subito rincari a doppia cifra percentuale, e la stagione che ci aspetta è l’inverno, con tutte le conseguenze sui bilanci familiari portate dalle bollette del riscaldamento. La campagna elettorale anticipata non aiuta, con questo continuo terrorismo psicologico, fatto di slogan a base di “presto saremo tutti poveri”. Una famiglia, davanti a questa prospettiva, può pensare di mettersi in casa ulteriori spese dovute allo sport dei figli?
Forse il governo avrebbe dovuto porsi questa domanda, a cominciare dalla sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali, che arrivando da uno sport tutt’altro che economico come la scherma, avrebbe dovuto avere maggiore sensibilità verso le famiglie del ceto medio e basso, le più in difficoltà in questo momento storico nel fare continuare l’attività sportiva ai propri figli. Come si poteva fare? Non faccio retorica affermando che stornando una piccola percentuale delle varie e superflue spese dello Stato dirottandole sullo sport, si sarebbe fatto in modo da ripartire tutti senza problemi (parliamo di miliardi di euro, nemmeno milioni), ma qualche spicciolo di poteva, e doveva, trovare per mettendoli a disposizione delle famiglie. In piena crisi pandemica, nell’estate del 2020, quando l’Italia timidamente ripartiva, qualcuno pensò che per aiutare lo sport e le famiglie sarebbero stati utili dei voucher, da spendere nelle palestre delle società affiliate al CONI. Già questo sarebbe un bel segnale, in un momento in cui tutti hanno il terrore di fare qualsiasi spesa che non sia indispensabile per l’immediata sopravvivenza, dire che l’avviamento allo sport lo paga lo stato, per fare ripartire anche questo comparto, sarebbe stato un bel segnale in controtendenza al clima attuale. Certo, lo stato non può pagare tutto e per sempre, ma è questo l’anno in cui le società hanno maggiormente bisogno di aumentare il numero degli iscritti che non solo tamponare le perdite economiche con ristori a pioggia. Perché la pioggia passa, mentre un iscritto fidelizzato torna anche l’anno successivo, quando invece deve pagarsi tutto. Un’altra proposta a favore delle famiglie poteva essere una revisione di quanto si può dedurre dalle tasse. Ad oggi sono appena 38 euro (il 19% della quota fino ad un massimo di 200euro, risibile), poteva essere il 19% di qualsiasi cifra, e magari poter anche scaricare l’iva sull’acquisto del materiale sportivo: nella scherma queste due cose combinate potrebbe abbattere, e di molto, la quota associativa annuale.
Invece, ancora una volta, in una situazione di crisi economica mondiale senza precedenti, se non nell’immediato dopoguerra, tutto il peso della prevenzione sanitaria dato dallo sport, ricadrà sulle fragili spalle delle società sportive, delle famiglie, e dei soliti volontari, senza i quali nulla funzionerebbe in questo paese. Da oggi si torna a pagare tutto a prezzo pieno: affiliazione, tesseramento, si torna a pagare il doppio tesseramento per il Maestro-atleta, o dirigente societario, si torna a pagare 48 euro per tesserare il consigliere che ricopre tale incarico per mero spirito di servizio e che alla federazione non costa nulla, ma  peserà sulle casse societarie. Ricordo ancora quando in un incontro elettorale prima dell’ultima tornata, in presenza del futuro presidente Azzi, del presidente Scarso, dei candidati consiglieri federali, dissi che gli aiuti alle società andavano resi strutturali, e non momentanei, perché passata l’emergenza i suoi effetti sarebbero rimasti per altri anni. Nessuno ha ritenuto di ascoltare, peccato.
Paolo CUCCU

mercoledì 7 settembre 2022

Paolo CUCCU racconta la scherma a Torino

Carissimi amici della scherma,

per una volta voglio scrivere qualche riga non per parlare di politica schermistica, ma di storia della scherma. Avverto il lettore che farò anche un pochino di autopromozione, perché ho scritto un libro sulla storia della scherma torinese. Un’idea che mi è nata 11 anni addietro, quando il giornale più importante di Torino, la mia città, ha messo on line gratuitamente tutto il suo archivio, a disposizione di chiunque volesse spulciarlo per trovare ogni genere di notizia. Naturalmente ho cominciato nel modo più ovvio: digitando nella finestra della ricerca la parola chiave “scherma”, e così mi sono apparse migliaia di pagine, con altrettanti articoli, cominciando dal 1867 fino ai giorni nostri. Pazientemente ho cominciato a raccogliere, e poi catalogare, questa mole immensa di informazione. Quello che nella mia mente era solo un libro con qualche episodio, a cominciato a diventare una specie di enciclopedia. Dopo l’archivio, sono passato a setacciare i bollettini federali, procurandomeli sia con acquisti che con prestiti da chiunque ne avesse anche solo uno, e poi andando anche nei microfilm alla biblioteca centrale dell’altro quotidiano torinese Gazzetta del Popolo, che chiuse i battenti

nel 1983, ma che li aprì anche prima de La Stampa, nel 1848. Fatta questa raccolta, sono dovuto passare alla fase più “dolorosa”, quella del “cosa tagliare”. Alla fine, credo di avere trovato un buon compromesso, nel mettere assieme materiale per tre libri piuttosto agili, da 140 massimo 150 pagine ciascuno, con all’interno biografie, ma anche eventi ed episodi che hanno caratterizzato la storia della scherma nella mia città. In questo primo volume, potrete leggere articoli d’epoca dei campioni come Giorgio Anglesio, il primo torinese vincitore di un campionato del mondo individuale nella spada, e Giuseppe Delfino capace della doppietta d’oro a Roma 1960, anche lui nella spada. Ma anche oscuri personaggi come l’ardito Carlo Natoli, che con la sua gamba di legno reggeva lo scontro nella sciabola della Torino anni ’30, fu però anche fascista della prima ora, alfiere di una squadraccia che venne coinvolta nei fatti di sangue del 1922. Ci saranno anche maestri celebri nel XIX° secolo come Giovanni Gandolfi, che fu maestro anche di Giovanni Giolitti e autore di un apprezzato trattato di sciabola, sia da sala che da duello (e anche questo oggetto di prossima pubblicazione). Troverete anche il mecenate Teofilo Rossi, rampollo di quella famiglia celebre nel mondo dei beveraggi alcolici come “Martini & Rossi”, inizierà una dinastia di appassionati di scherma che creerà il celebre “Trofeo Martini”, non solo a Torino, ma anche a Parigi, Londra e New York. Ci saranno ancora molti altri personaggi, credetemi vale la pena leggerlo, fino alla fine, dove ho inserito alcune foto d’epoca della mia collezione.

Lo potete acquista sulla piattaforma Amazon, anche in formato kindle, basta cercare il titolo:

“PERSONAGGI, STORIE E LUOGHI DI UN SECOLO DI SCHERMA A TORINO 1861-1961”

Paolo CUCCU

venerdì 2 settembre 2022

ACCADEMIA NAZIONALE DI SCHERMA: una sede che da fastidio!


Non sono molto avvezzo all’utilizzo dei vari social però uso facebook per il blog, quindi ogni tanto lo apro e una passeggiata su tale piattaforma me la faccio. In una di queste ho potuto leggere un commento del Dr. Maurizio FUMO, ex Presidente della V° sezione della Corte di Cassazione, inerente l’Accademia Nazionale di Scherma (ANS). Riporto integralmente il post: “
L’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli, che ha 161 anni e da più di 30 cerca una sede nella nostra città, ne ha trovato, in pochi mesi, una a Prato. Rappresentata la cosa al competente assessore della città metropolitana, ci siamo sentiti rispondere che “Napoli non è in Toscana”. Traduzione: quello che è possibile altrove non è possibile qui, non perché non ci siano spazi e locali disponibili, ma perché noi amministratori pubblici non sappiamo/vogliamo/possiamo dare una risposta ad un’esigenza che non ci appare prioritaria. In fin dei conti, soddisfare la vostra richiesta non porta voti, non porta pubblicità, non determina visibilità. E poi non vogliamo pestare i piedi a nessuno. Si tratta solo di storia, cultura, identità, tradizione sportiva. Siete l’unico ente che in Italia può rilasciare il titolo di maestro di scherma? E’ irrilevante. Avete vinto un contenzioso giudiziario contro la Federazione Scherma che aveva tentato di sottrarvi questa prerogativa? Non ci interessa. Avete bisogno di una sede per non estinguervi? Arrangiatevi: la scherma non è il calcio.
Ovviamente l’Accademia non si trasferirà a Prato, ma a Prato finirà per avere la sede operativa. Quella legale continuerà a fluttuare nell’aria inquinata (anche dalla politica) di questa masochistica.”
Al di là delle varie considerazioni, nelle quali non voglio entrarci, una seria riflessione sul passaggio (sul politicante di turno): “…. E poi non vogliamo pestare i piedi a nessuno...”, penso sia doverosa.
Cosa significa “non vogliamo pestare i piedi a nessuno?” Il Comune di Napoli non vuole entrare in conflitto con chi? Mi sembra di rivedere un film già visto.
Si sa che l’ANS, per ragioni connesse ai vari esposti/ricorsi/contenziosi, ha avuto delle forti divergenze con la FIS e che nella città di Napoli e provincie sono presenti fortissime connessioni con club, che hanno espresso ed esprimono cariche ad altissimo livello nella dirigenza federale, come nessun’altra regione ha saputo fare. Per cui potrebbe essere lecito supporre che, data la familiarità con nomi noti della scherma nel territorio di Napoli, prima di concedere spazi a chicchessia, anche se intimamente legati alla scherma da 161 anni, sia necessario porre in essere una serie di manovre di avvicinamento, per sondare la possibilità di lasciar entrare anche l’ANS nel novero dei beneficiari di spazi comunali o regionali. E’ noto, infatti, che il vecchio impianto dello stadio collana, abbandonato nottetempo a causa di un dissesto della struttura, ha visto l’ANS trasferirsi in un nuovo impianto, che però trovasi nello stesso stadio. Tale impianto fu poi concesso alla federazione, la quale, attraverso un bando pubblico, lo affidò ad un singolo club (il club schermistico partenopeo del maestro Sandro Cuomo). L’affido prevedeva esplicitamente che si fosse dovuta mantenere la presenza dell’ANS nella struttura; tuttavia, in seguito, il club trovò il modo di far liberare i locali che l’accademia occupava. Da allora, l’ANS è costretta ad un pellegrinaggio senza sosta. Che oggi l’Ente morale partenopeo debba essere penalizzato dalla amministrazione napoletana, a causa dei suoi colpevoli conflitti con la FIS, diretti o indiretti, e con i suoi rappresentanti napoletani (per ragioni più o meno giustificate), è cosa assai singolare e ben nota. Sarà proprio la FIS, e/o i suoi dirigenti partenopei, quel soggetto a cui non si vogliono pestare i piedi? Se così fosse ci troveremmo di fronte ad una situazione a dir poco allucinante e paradossale, e mi fermo qui.
A mio avviso, la verità potrebbe essere molto più semplice e consistere nell’impoverimento della cultura sportiva e della scherma in particolare. Mettere sullo stesso piano una qualunque ASD e l’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli rappresenta un paradosso mostruoso. Eppure, in tanti oggi approfittano e denominano la propria ASD con “Accademia”, “Federazione”, “Ente” e spacciano per buoni corsi di formazione o attestati di qualsiasi natura. Anche i Politici sono legati ad Associazioni che rappresentano in alcuni casi occasioni politiche importanti, in altri dei veri e propri salvadanai per rendere piaceri elettorali. A Napoli, nell’Area dei beni comuni, rientrano alcune tra le occupazioni più longeve della storia. Un veloce giro sui social potrebbe aprirvi la mente in tal senso. Fortunatamente, gli esperti sanno che alcune denominazioni sono vietate poiché possono generare confusione nell’utenza e, pertanto, ci auguriamo che la nuova amministrazione della città di Napoli e della Regione sappiano approfittare di questo scorcio di vacanze per documentarsi sulla storia e sull’Accademia. Spero anche che questo piccolo scritto accenda una lucina su una vicenda che ha del paradossale.
“Nemo propheta in patria”, mai frase fu più vera e più appropriata. Napoli, città bellissima e culturalmente significativa, ha la fortuna di avere una Associazione che ha creato la scherma in Italia e nel mondo e che nasce ben prima della Federazione: basterebbe solo questo a spingere le autorità comunali a guardare all’Associazione con una sensibilità più appropriata.
Ho sempre auspicato un dialogo vero tra le parti, poiché ritengo delittuoso vedere un Ente come l’ANS trattato come un cancro da estirpare/eliminare dalla famiglia della scherma Italiana, ed attualmente avversato in questo anche dalla amministrazione comunale. Che dire? Se non che il tutto è sempre dettato dalle convenienze e da ritorni personali.
L’Accademia troverà una sede e continuerà a vivere così come ha fatto nei suoi 161 anni di esistenza.
Ezio RINALDI
 

sabato 20 agosto 2022

CAMBI DI SOCIETA'

Il 1 settembre si sta avvicinando e da quel giorno inizia il nuovo tesseramento per la stagione agonistica 2022/23 e molti sono i genitori che stanno pensando di far cambiare società di tesseramento ai propri figli, con motivazioni più o meno valide, dalla insoddisfazione per i metodi adottati in palestra circa l'approccio con i bambini alla ricerca di soluzioni tecniche per far migliorare il proprio figlio. Non entro nel merito delle ragioni a tali iniziative, posso solo affermare che se decido di portare i miei figli in una palestra perchè facciano sport e pago regolarmente una retta significa che acquisto un servizio e come tale mi devo ritenere libero di andare dove voglio. Questo in linea teorica, in realtà lo sport ha regole, che piaccia o meno, vanno rispettate. L'articolo 17 del regolamento per l'attività agonistica della Federazione Italiana Scherma disciplina tutta la materia, quindi se ci si tessera poi bisogna sottostare alla regolamentazione vigente. Per la mia esperienza, sia di genitore che di ex vice presidente federale e atleta amatoriale, suggerisco ai genitori di specificare al presidente del club se si intende praticare una attività agonistica o ludico sportiva poichè da qui possono essere posti in atto accordi differenti per soddisfare le proprie esigenze. Fatta questa premessa, di seguito trovate l'intero articolo 17 il quale è un pò palloso da leggere però è indispensabile per avere le leve per muoversi in ambito schermistico. Per brevità, riporto anche una sintetica ed esaustiva spiegazione del Maestro Paolo CUCCU,pubblicata su facebook:
"Nel caso l'atleta non abbia ottenuto risultati ove previsto un indennizzo, si cambia liberamente. Il nulla osta per il trasferimento arriva alla società di provenienza, che ha 5 giorni per confermare con o senza il rilascio dei punti. Nel caso non lo faccia, dopo 5 giorni il trasferimento passa d'ufficio, ed i punti vanno alla società di provenienza.
Se c'è un eventuale indennizzo da versare, le situazioni sono 3:
- la società di provenienza non lo richiede, richiede, quindi è tutto come sopra
- la società lo richiede, ma la società ricevente non vuole pagare, quindi il trasferimento c'è comunque, ma non si possono fare gare ufficiali fino a quando non si paga.
- la società di provenienza fa resistenza, la società ricevente paga l'indennità alla federazione e ottiene il trasferimento totale, sarà poi la federazione a versare l'indennità alla società d'origine
In ogni caso non ci si può opporre al trasferimento."

Sono comunque a disposizione per eventuali chiarimenti/suggerimenti.
Ezio RINALDI

sabato 13 agosto 2022

RICORDATEVI

Sto per avventurarmi su un terreno assai pericoloso: quello della politica. Non l’ho mai fatto e non vorrei farlo, ma nella commedia in onda, nella quale sta dando il peggio di sé stessa, la politica, come sempre, dimentica, e mi preme sottolinearlo, i veri problemi del paese.
Finora abbiamo assistito alla stipula di accordi ed alla disattesa degli stessi solo per l’interesse della poltrona e tra i tanti proclami, invettive ed offese evidenzio come non si parli concretamente di programmi da sottoporre al popolo votante. L’unico di cui sono a conoscenza è quello del centrodestra, articolato in 15 punti ed al 15° dei quali si accenna allo sport. Ve l’ho riporto integralmente:
15. Giovani, sport e sociale
  • Valutazione dell'impatto generazionale delle leggi e dei provvedimenti a tutela delle future generazioni;
  • Sostegno allo sport, quale strumento di crescita e integrazione sociale e promozione di stili di vita sani;
  • Potenziamento degli strumenti di finanziamento, per esperienze formative e lavorative all'estero per giovani diplomati e laureati, finalizzate al reimpiego sul territorio nazionale delle competenze acquisite;
  • Supporto e valorizzazione degli enti del Terzo settore e delle associazioni sportive dilettantistiche, nell'ottica del principio di sussidiarietà;
  • Reintroduzione e rafforzamento del sistema del prestito d'onore per studenti universitari;
  • • Programma di investimento e potenziamento dell'impiantistica sportiva, anche scolastica e universitaria;
  • Introduzione di borse di studio universitarie per meriti sportivi;
  • Promozione e rilancio dell’artigianato e dell’impresa, come prospettiva lavorativa per le nuove generazioni;
  • Supporto all'imprenditoria giovanile, incentivi alla creazione di start up tecnologiche e a valenza sociale.
Come potete notare, in un programma articolato su 15 punti, solo quattro righe sono destinate allo sport, nelle quali ci potrebbe essere tutto e l’esatto contrario.
Devo ammettere che finora solo il centrodestra ha presentato qualcosa e bisognerà aspettare che anche le altre forze politiche facciano lo stesso. Si parla di 8 miliardi per l’adeguamento stipendiale per gli insegnati, di percentuali della flat tax (15/23%), di adeguamento delle pensioni minime a 1.000€, ma non una parola concreta sui necessari interventi per lo sport.
Se gli aumenti dovuti alla guerra in Ucraina, ma anche alla durissima fase pandemica, portano ad una inflazione oscillante  al 10% ed alla conseguente perdita del potere di acquisto, è evidente che un nucleo familiare composto da 4 persone, con un reddito totale di 3.000 € mensili, sia costretto a fare delle scelte, ovvero delle rinunce, e ciò porta a ricadute inevitabili sullo sport, quali: meno tesserati, meno quote associative, meno introiti, più licenziamenti di tecnici e collaboratori vari; per non parlare, poi, di una possibile riduzione degli interventi manutentivi - peraltro, già scadenti - dei vari impianti sportivi.
Non voglio andare oltre, mi auguro soltanto, ma lo auguro a tutto il mondo sportivo, che si trovino adeguate soluzioni per efficaci interventi a sostegno dello sport e non proclami che lasciano il tempo che trovano.
Navigando su internet, in particolare su facebook, mi sono imbattuto su alcune affermazioni, sulle quali mi trovo assolutamente d’accordo e che mi limito a trascrivere:
Ricordatevi i banchi a rotelle di quel geniale ministro della pubblica istruzione.
Ricordatevi lo spreco di fondi per sovvenzionare i monopattini elettrici.
Ricordatevi la triplicazione delle bollette luce gas e l’aumento del costo di tutto del 20%, mentre il vostro stipendio é rimasto fermo.
Ricordatevi che molti dei vostri medici di famiglia sono solo dei neolaureati senza formazione perché lo Stato nonostante l’emergenza non ha tolto gli sbarramenti e i numeri chiusi.
Ricordatevi in che condizioni hanno lavorato gli infermieri e quanti di loro si sono licenziati… entrate in un reparto e constatate come l’organico sia assolutamente insufficiente.
Ricordatevi che i vostri bimbi a scuola sono formati da maestri cinquantenni reperiti d’urgenza e senza corsi di formazione, perché anche la scuola pubblica non è da meno.
Ricordate che il comparto pubblico è da sempre in totale difficoltà e la Giustizia è in grande sofferenza (queste “difficoltà” e “sofferenze” hanno una pesante ricaduta sul “cittadino”)
Ricordate e non fate i soliti smemorati.
Aggiungo io, infine, ricordatevi soprattutto dello spreco di denaro pubblico che avrebbe potuto essere investito nello sport.
Auguro a tutti voi un felice, sereno e distensivo ferragosto.
Ezio RINALDI

domenica 7 agosto 2022

È etico usare l’etica per sopprimere la libertà di pensiero e di critica?

Caro Ezio,
vorrei riprendere l’argomento vertente sul Codice Etico, che è stato oggetto di un tuo specifico articolo, in data 4 Luglio u.s., dal titolo appunto Codice Etico: qualche riflessione, per l’enorme importanza che questo tema riveste, specialmente nel contesto di una federazione sportiva, nel sapere “come”, “perché” e “da chi” questi codici etici vengono redatti ed, infine “a chi” gli stessi si rivolgono.
Ma prima di addentrarmi nella trattazione, sento il bisogno di precisare che non ho letto il codice in questione e non sono a conoscenza della procedura seguita nella sua preparazione e che, quindi, le mie riflessioni sono, oltre che – come la legge – generali ed astratte, basate principalmente sulla mia personale esperienza diretta in questo campo, avendo lavorato molto con compagnie varie, non-profits, start-ups, associazioni sportive, enti para-statali; attualmente, sono anche il Chair del Constitution and Bylaws Committee della USFCA, associazione professionale dei tecnici di scherma negli USA.
Detto questo, occorre innanzitutto evidenziare che vi è una notevole confusione tra i concetti di “etica” e “deontologia” (contesto filosofico a parte) nell’ambito dei rispettivi principi regolatori, perchè:
  • il primo termine serve a descrivere le regole adottate da una associazione per disciplinare il comportamento etico dei suoi iscritti/associati;
  • il secondo fissa le regole di condotta, imposte da un apposito codice, che regola specificamente i rapporti ed il comportamento di una categoria di professionisti.
Altro aspetto da chiarire, in proposito, è la differenza tra i principi di “etica universale” ed un qualunque “codice etico”, idoneo a regolamentare, per esempio, gli eventuali conflitti: in linea generale ed astratta, un qualsiasi “codice” contiene, da un lato, norme di carattere comportamentale, che devono essere seguite da tutti, e, dall’altro, la previsione di specifiche sanzioni, da applicare in caso di loro inosservanza.
Questo è un aspetto molto importante, da tener sempre presente nella iniziale ideazione e successiva realizzazione di ogni “codice”, poiché ci possono essere percorsi diversi che conducono a provvedimenti disciplinari o sanzioni o ripercussioni differenti. Negli USA, poi, è stata istituita una struttura che si chiama “Safesport” che prevede un percorso obbligatorio e separato da tutte le altre questioni etiche.
E’, dunque, di vitale importante che non si faccia un minestrone di tutto, perché poi non si capirebbe il vero motivo per cui Tizio viene multato, o Caio è stato sospeso, mentre Sempronio sembra averla fatta franca; ed è altrettanto fondamentale che queste cose siano spiegate chiaramente, per essere capite da tutti in qualsiasi contesto (azienda, associazione o libera professione), visto che ogni regola comportamentale viene codificata nell’interesse dell’azienda e dei suoi impiegati, o nell’interesse di una associazione e dei suoi soci. Se poi ci si rivolge ad altri contesti, come una federazione sportiva o una libera professione (avvocati, medici, ecc.), le regole (rectius: disposizioni codificate) vengono predisposte anche nell’interesse pubblico, il quale (interesse pubblico), se presente e ricorrente, può legittimare l’intervento del legislatore, come è stato – e lo cito ad esempio calzante - per il Congresso USA, che ha modificato il Ted Stevens Olympic and Amateur Act creando Safesport (subchapter §220541), con una capitalizzazione iniziale di fondi pubblici per proteggere gli atleti minorenni da abusi sessuali, verbali, fisici e/o psicologici.
 Inoltre, ciò che va notato è che ogni parte, settore, sezione di questi codici deve essere allineata con un interesse legittimo da tutelare: che sia il bene dello sport, della federazione, dei suoi soci, dei suoi atleti, degli ufficiali di gara e cosi via. In poche parole, un codice etico non può essere usato né per imbavagliare critiche all’esecutivo, nè per imbavagliare o imbrigliare l’esecutivo stesso: una tale condotta sarebbe non soltanto contraria al bene dello sport, della federazione e dei soci, ma soprattutto all’interesse pubblico, bastando rammentare che per imbavagliare un consiglio di amministrazione viene solitamente utilizzata la c.d. “clausola di riservatezza”, e non il codice etico, come nel caso della FIE (FIE Administrative Rule 5.1.2.4). Bisogna precisare che una clausola di riservatezza nel contesto di un Federazione sportiva non è di per sé ‘imbavagliante” se applicata ai tempi tecnici di rilascio delle informazioni oppure alla protezione di notizie e fatti protetti da una delle norme della privacy.  Poi, ci sono situazioni in cui delle critiche possono essere sanzionate perché abbinate con comportamenti scorretti o perché risultano in una forma di bullismo mediatico. In altri termini, in un codice deontologico per tecnici di scherma mi sembra legittimo imporre un divieto ai tecnici di criticare -in un modo non contemplato dal regolamento, l’operato degli arbitri sia sul luogo di gara che nei social media; questo deve essere proposto, sicuramente nell’interesse comune, ma soprattutto per assicurare le regole di buona condotta, l’osservanza dei regolamenti ed il rispetto dell’arbitro.
La persecuzione illegittima della critica o, peggio, del dissenso non può essere tollerata; specialmente nel contesto delle Federazioni sportive che derivano dal COI (tali federazioni denominate in Inglese National Governing Bodies e chiamare comunemente NGBs), dove tesserati sono, in effetti, dei coscritti, dato che non possono iscriversi altrove per praticare lo sport desiderato. In ogni caso, bisogna combatterla collettivamente con l’attivismo, cercando di eliminarla dagli statuti o anche mettendo in atto una sorta di “disobbedienza organizzata”, attraverso azioni collettive atte a portare questi nodi illegitimi al pettine.
E questo perché, a mio avviso, gli NGB, o - se preferite - le Federazioni Nazionali, in virtù della loro funzione pubblica, dovrebbero essere più democratici di una “POLIS” di antica e greca memoria, contraddistinti da una vera e autentica trasparenza cristallina. Purtroppo, però, l’esclusione dalle regole del libero mercato, spesso concorre a trasformare la gestione di una federazione in una sorta di club privato, come ho avuto modo di rilevare da uno studio comparativo, che ho di recente iniziato – e ancora ben lungi dall’essere ultimato – e che mi ha portato ad esaminare i rispettivi statuti di 50 NGB Americani, da cui è emerso un trend abbastanza preoccupante, visto che ho potuto rilevare la loro scarsa inclinazione agli istituti di “democrazia diretta”, alcuni esempi:
  • la carica del Presidente viene abolita e sostituita con quella del Chair del consiglio di amministrazione;
  • diventa sempre più difficile nominare dei candidati per le elezioni del consiglio di amministrazione, al di fuori da quelli ufficialmente proposti dal NGB;.
  • il potere di modificare con facilità lo statuto della federazione risiede ora principalmente nel consiglio di amministrazione del NGB;
  • diventa ancor più difficile per i tesserati proporre modiche statutarie, come è appunto il caso della Federazione scherma Americana, la quale richiede, inizialmente, che una proposta di modifica dello statuto sia sottoscritta da non meno del 5 per cento dei soci che rappresentano non meno di 50 club separati; successivamente, questa viene esaminata da un avvocato di quella stessa federazione - che, evidentemente, lo ha lei stessa in precedenza nominato - il quale, in teoria, dovrebbe limitarsi a verificare che gli emendamenti proposti non siano in contraddizione con gli altri elementi dello statuto rispondendo così ad una funzione di garanzia. In realtà, il risultato è ben diverso, perchè se tali proposte di modica hanno incontrato la precedente opposizione del CdA la chiesta proposta potrebbe non pervenire mai all’attenzione dell’organo decidente e, perciò, mai votata, in quanto “silurata” (cioè, rimossa e/o eliminata) dall’avvocato del NGB.
Se si considera, ancora, l’intero contesto di un NGB (e, cioè, tutte le figure che si muovono al suo interno), il problema diventa ancora più complesso, poiché si devono prevedere e regolare i rapporti tra questo e le società ed altri soggetti che sono:
  • impiegati o collaboratori esterni;
  • eletti ed elettori;
  • affiliati e/o tesserati e/o iscritti e/o associati (e, in ultimo, i genitori di soci minorenni);
  • tra i soci poi ci possono essere, dirigenti di società di categorie di professionisti (tecnici) che possono essere soggetti ad un proprio Codice Deontologico ed altri che hanno ruoli importanti nella supply-chain, come medici, arbitri e fornitori di materiali. Mi sembra logico, quindi, che rappresentanti di questi soggetti di rilievo siano inclusi nella ideazione dei codici etici. Resta inteso che è essenziale che i tecnici della scherma abbiano il proprio Codice Deontologico.
E’ dunque evidente, data la molteplicità di soggetti, figure ed enti che ruotano all’interno di ogni Federazione, che occorra suddividere le tematiche per “aree” e dare priorità a quelle più importanti, di maggiore impatto sociale e collettivo. Qui di seguito, provo a soffermarmi solo su alcuni punti chiave, non mancando di precisare che le procedure e le sanzioni per violazioni del codice etico devono essere espresse chiaramente, e – se possibile – anche in modo molto semplice, nello statuto.
1) Conflitti di interesse nel Consiglio di Amministrazione del NGB.
Qui è importante rilevare che gli eventuali conflitti possono essere reali o soltanto percepiti e che bisogna evitare persino l’apparenza di scorrettezza; e ciò al fine di evitare che vi possa essere anche la mera impressione che la decisione presa soddisfi gli interessi propri del Consiglio o di qualche suo membro, in contrasto degli interessi generali del NGB o della collettività (ricordate la storia della “Moglie di Cesare”? Mi sembra che nel Blog se ne sia parlato).
2) Conflitto di interesse basato su relazioni personali tra Dirigenti, Commissari Tecnici, allenatori della nazionale e singoli atleti.
Dato che tra i primi (dirigenti, CT ed allenatori) ed i secondi (atleti di alto livello) intercorre generalmente un rapporto di potere differenziale, essendo i primi avvolti di autorità, le relazioni interpersonali tra costoro devono essere espressamente vietate dal codice etico del NGB. Qui negli USA, questo cadrebbe sotto le direttive SAFESPORT che impone, sotto pena di sanzioni per l’eventuale trasgressore, l’obbligo di segnalare la violazione commessa a SAFESPORT, da parte di chiunque ne fosse al corrente. Nell’ottica di una sana e corretta gestione, questo tipo di comportamento deve essere specificato anche nei contratti tra il CT e l’ NGB e gli allenatori e l’NGB; questo per renderlo punibile come violazione del contratto, del codice etico del NGB e/o del Codice Deontologico.  Qui negli USA, un tecnico può essere sospeso a tempo determinato oppure anche radiato a vita da SAFESPORT; lo stesso vale per i dirigenti, anche se eletti, i quali possono essere a loro volta sospesi o espulsi dal NGB. Questo tipo di confliito aumenta esponenzialmente di importanza se l’NGB ha un metodo di selezione soggettiva per formare le squadre nazionali.
In fine, una pianificazione accurata dei conflitti d’interesse dovrebbe includere dei  protocolli da seguire nel caso sorgano conflitti basati su rapporti di famiglia che coinvolgano gli atleti della nazionale: in questo caso, l’importanza del conflitto aumenta esponenzialmente soprattutto se l’NGB ha un metodo di selezione soggettivo, e non oggettivo, nel formare le squadre nazionali, ed occorre fare di tutto per evitare di mettere in una situazione di forte ed insostenibile imbarazzo gli stessi atleti (di cui non hanno colpa), che restano così esposti a critiche personali, che dovrebbero, invece, essere rivolte a chi governa.
Gil PEZZA

venerdì 29 luglio 2022

CAMPIONATI DEL MONDO DI SCHERMA: Il Cairo 15/23 luglio 2022

F.F.: Palumbo, Errigo,Volpi, Favaretto
Un Mondiale certamente splendido per l’Italia, soprattutto per quanto riguarda la specialità del fioretto
Tommaso MARINI
: i ragazzi/e infatti hanno vinto due argenti nelle prove individuali e, soprattutto, si sono portati a casa il titolo in entrambe le prove a squadre.

C’era da ricostruire, non dal punto di vista tecnico quanto da quello mentale ed in questo CERIONI ha fatto il suo: basti vedere come sia stata rigenerata Arianna ERRIGO, tornata ai livelli di un tempo. 

Arianna Errigo

Rossella Fiamingo
Nel ricambio, necessario in vista delle olimpiadi, emerge un talento puro come MARINI (22 anni), tesserato per le Fiamme Oro.
Note deludenti per le sciabolatrici che nella gara a squadre sono state eliminate dall’Ungheria nei quarti. Mentre nell’individuale le ragazze si sono fermate agli ottavi e sedicesimi. Non riusciamo proprio ad emergere in quest’arma tranne in rare occasioni. Il CT ZANOTTI dovrà assolutamente intervenire perché stante ai risultati il futuro non si presenta roseo. Per gli uomini un bronzo a squadre ma nell’individuale si fermano nei quarti ed ottavi. Al di la del bronzo, anche qui il CT dovrà riflettere, anche se, va detto, ci sono spiragli di ottimismo. 
Sc.M.:Curatoli, Samele, Torre, Gallo
F.F.m.: Garozzo, Avola,Marini, Foconi

Nella spada uomini individuale è stata una debacle, Di Veroli e Vismara escono agli ottavi, mentre Santarelli e Cimini si fermano molto prima. Nella gara a squadre i ragazzi si arrendono in finale alla Francia e conquistano l’argento, lottando a viso aperto con i transalpini. Il risultato nell’individuale rispecchia quello dell’europeo: è un problema di testa? 

Sp.f.: Santuccio, Navarria, Fiamingo, Isola

Sp.M. Cimini,Vismara,Santarelli,Di Veroli

Le ragazze conquistano il bronzo individuale con FIAMINGO e l’argento a squadre. Risultati assai promettenti in prospettiva mondiale. Nel 2023 cominciano le qualificazioni per Parigi 2024. 

In tutto ciò si evidenzia che 2 medaglie individuali sono pervenute da atlete che superano i 30 anni: OCCHIO!

La stragrande maggioranza degli atleti di vertice veste una divisa (atleti professionisti) e forse un inizio di rinnovamento dovrà essere promosso proprio dai gruppi sportivi in divisa?

MEDAGLIERE MONDIALI SCHERMA 2022

#

Paese

O

A

B

T.

1

Francia

4

2

2

8

2

Corea del Sud

3

0

0

3

3

Italia

2

4

2

8

4

Ungheria

2

1

0

3

5

Giappone

1

1

2

4

6

USA

0

2

2

4

7

Azerbaigian

0

1

0

1

7

Germania

0

1

0

1

9

Hong Kong Cina

0

0

2

2

9

Romania

0

0

2

2

11

Belgio

0

0

1

1

11

Georgia

0

0

1

1

11

Grecia

0

0

1

1

11

Polonia

0

0

1

1

11

Spagna

0

0

1

1

11

Ucraina

0

0

1

1

#

Totale

12

12

18

42

Ezio RINALDI