domenica 16 giugno 2019

GLI ACCADIMENTI F.I.S./A.N.S. visti dall'avv. Gaspare FARDELLA


avv. Gaspare FARDELLA
Cari lettori tutti, anonimi e non, fedelealisti e non, federalisti e non, sostenitori in buona fede e non, consentitemi di fare un breve excursus sui principali e più importanti accadimenti dell'anno in corso.
·  18/2/19, il TAR del Lazio accoglie il ricorso dell'ANS e, in poche, parole, riconosce e consacra all'Accademia la competenza al rilascio dei diplomi magistrali (che sono, poi, quelli di cui si fregiano, giustamente, Giorgio Scarso e Saverio Crisci, rispettivamente Presidenti della FIS e dell'AIMS).
· 19/5/19, l'assemblea straordinaria a Riccione, sapientemente gestita, cancella di netto il ruolo che lo Stato italiano ha da sempre, con apposita sua legge, assegnato all'ANS, e successivamente ribadito con la predetta sentenza del TAR, non riconoscendole più la legittimazione al rilascio dei titoli di insegnamento.
·  Siamo al paradosso: da un lato, l'ANS non può più rilasciare diplomi, anche se ne ha la competenza, facoltà e legittimazione, perché non vengono riconosciuti dalla FIS; dall'altro, la FIS che, seppur mancante di apposito provvedimento autorizzativo, si autoproclama abilitata al rilascio dei diplomi magistrali, di quei titoli  cioè che, essendo rilasciati in assenza di autorizzazione, sono del tutto privi di valore. Il paradosso sta proprio in questo: non si formano nuovi tecnici/maestri, perché chi è legittimato e autorizzato al rilascio dei diplomi validi non può farlo; mentre, chi non è autorizzato né legittimato a tale rilascio lo fa ugualmente, dando dei titoli che, allo stato, sono senza alcun valore.


· Sempre in quella assemblea (sembra) viene approvata la nuova dizione/denominazione da assegnare a chi è abilitato all'insegnamento, si lascia il titolo (storico) di "MAESTRO" per quello più moderno di "tecnico".
·  3/6/129, il Presidente Mattarella a Palermo, per la celebrazione dei 110 anni della FIS e dei centesimi campionati italiani, seppur in chiave quasi romantica, dà una valenza ed un significato assolutamente reale e condivisibile del termine MAESTRO, affermando  “Non è senza significato che l’istruttore di scherma sia chiamato ‘maestro’, perché c’è molto di pedagogico e di trasmissione di valori che la scherma immette nel nostro Paese.” 
In quel contesto, però, Giorgio Scarso si guarda bene dal correggere il Capo dello Stato, informandolo del fatto che quel termine è stato, qualche giorno prima, modificato e cancellato.
·   Nei giorni a seguire, comincia il caldo torrido a Palermo e, contemporaneamente, i Campionati Italiani Assoluti, che si svolgono, in considerazione della ben nota penuria di impianti sportivi cittadini, in un capannone plastificato; splendida idea, se non fosse che tali strutture hanno, come difetto, di mantenere al loro interno una temperatura che, durante tutte le gare, è stata in continua crescita, unitamente ad un elevato grado di umidità. 
Certo, il caldo di Palermo e la mancanza in loco di idonea impiantistica non sono da attribuire alla FIS, ma la scelta del periodo, del luogo e dei siti SI', sono assolutamente da ascrivere alla attuale governance, che avrebbe dovuto preventivamente ed adeguatamente valutare il tutto ed invece non lo ha fatto o saputo fare. 
·    Nel frattempo, il 4/6/19, la Errigo rovina a Scarso la festa dei 110 anni della FIS, rivolgendosi al TAS di Losanna e denunciando la Federazione di averla discriminata, per averle pregiudicato, di fatto, la qualificazione olimpica nella sciabola.
·     Sale così la temperatura della FIS, che sta superando i livelli di guardia.
· 14/6/19, arriva la mazzata finale: il CdS rigetta l'istanza cautelare, proposta dalla FIS, di sospensione dell'efficacia della sentenza del TAR del Lazio che ha riconosciuto le ragioni dell'ANS. 
In conclusione, non può non notarsi che, fatta eccezione del momento assembleare, che è stato dai vertici federali strumentalmente usato per dare una (vana quanto inutile) dimostrazione di forza, l'anno in corso si è rivelato un vero e proprio "annus horribilis" per i federali e federalisti tutti, ma in special modo per i vertici, che potrebbe rappresentare l'inizio di un inesorabile loro declino.
A tal riguardo, vorrei dedicare loro il seguente passo, tratto dalle Epistole di Orazio, che testualmente recita: "solve senescentem mature sanus equum, ne peccet ad extremum ridendus et ilia ducat" (stacca per tempo il cavallo che invecchia, se hai buon senso, prima che sfiancato stramazzi e desti il riso al traguardo). 
Ave atque vale 
Gaspare Fardella 
P.S.: Permettetemi una battuta finale.
Posto che il temine "maestro" è stato modificato in "tecnico", è ovvio che da adesso in poi dovremo chiamare con tale appellativo anche coloro che, nel passato, hanno conseguito il relativo titolo e ciò non potrà che valere per tutti.  
Ma un dubbio mi sovviene. 
Quando dovremo identificare un insegnante tra i più qualificati, in quanto dotato di una particolare "perizia", oppure colui che raggiunge le più alte cariche federali, al quale quella perizia gli dovrà essere concettualmente ed istituzionalmente riconosciuta, come lo chiameremo? 
Non c'è che una sola risposta: Perito Tecnico, e ciò varrà pure per i Presidenti FIS e AIMS, che peraltro quel titolo lo hanno conseguito all'ANS.

venerdì 14 giugno 2019

lunedì 10 giugno 2019

GLI ASSOLUTI NEL PALLONE (OVVERO CRONACA DI UNA GITA TURISTICA DA MALEBOLGE A GIUDECCA)


3 giugno 2019 – ore 9,30. E’una piacevole giornata estiva e la federazione guidata dal Tecnico Federale Giorgio Scarso apre la settimana dedicata all’appuntamento nazionale più importante dell’intera stagione agonistica con i festeggiamenti per il 110° anniversario della fondazione della Federazione Italiana Scherma. Il Tecnico federale Scarso invoca la benedizione di Dio e dei Santi sulla sua federazione e fa officiare una Messa solenne nella Cappella Palatina. Sotto lo sguardo severo del Cristo Pantocratore sfilano i consiglieri federali, qualche tesserato e la fila forzata degli ospiti istituzionali. ore 11,30 – Il gruppo si sposta a Palazzo dei Normanni dove il Presedente della Repubblica ricorda ai presenti i valori della scherma ed esalta la figura del Maestro di Scherma. Nessuno ritiene di dover aggiornare il Presidente del fatto che 246 tesserati (+ 6 astenuti) il 19 maggio hanno cancellato i Maestri di scherma sostituendoli con i tecnici federali, (più smart, più versatili, e più obbedienti).
4 giugno 2019 - ore 18,30 A villa Magnisi si riunisce il solito gruppo per sentire parlare di donne e sport. Il Tecnico Federale Scarso comunica ad un pubblico distratto che per la presenza delle donne nella dirigenza non bisogna forzare la mano ma occorre assecondarle perché quando si impone una determinata aliquota si rischia di avere delle persone non abbastanza coinvolte e ribadisce non bisogna forzare la mano. Ricorda poi che se si vuol fare bene il dirigente è necessario rinunciare a portare il cane dal veterinario e al compleanno della suocera. Chi ascolta si chiede se questo è un monito per le donne o una rampogna per tutti.
5 giugno 2019 – ore 12,00. L’estate comincia davvero a farsi sentire:27 gradi all’ombra, conferenza stampa di presentazione degli Assoluti, il Tecnico Federale Scarso lancia l’idea di candidare Palermo per i mondiali 2021.
6 giugno 2019 – ore 8,30. Palermo si sveglia in una bolla africana, 30 gradi all’esterno ma all’interno del Pallone (ovvero la tensostruttura dell’Architetto) già ci sono 40 gradi. Si fulmina il primo faretto ma non ci sono scale abbastanza alte per sostituirlo. Alle 12,30 l’afa e l’umidità sono insopportabili, le sciabolatrici boccheggiano, ma neppure gli spadisti se la passano meglio e il pubblico fugge via.
Sono iniziati i gironi infernali. Gli atleti si rivoltano, tutti vogliono tirare dentro il palazzetto dove i 35 gradi interni danno l’impressione di una gita al polo per chi proviene dal castigo del Pallone.
Neppure la trovata scenica di Piazza Bellini riesce a scacciare il peso della giornata e gli atleti si disfano in pedana. 
7 giugno 2019 – ore 8,30 Nella notte non è cambiato nulla e l’alba sorge sui 50 gradi del Pallone. Iniziano le gare a squadre e gli atleti ammassati dentro implorano la grazia, ma nessuno se la sente di lamentarsi con il Tecnico Federale Scarso.
ore 11,30 Il Presidente della Virtus Bologna prende l’iniziativa di aprire i tendoni laterali del Pallone e la temperatura scende a 45 gradi. Dopo il sollievo iniziale gli atleti ripiombano nello sconforto e al primo svenimento incrociano le lame e si rifiutano di continuare a tirare all’interno del Pallone. La scaletta delle gare salta, è il caos, le gare scivolano nell’infinito e diversi atleti perdono i voli già prenotati. E’ un delirio che terminerà sotto le cupolette di San Cataldo soltanto verso le 22,00.
8 giugno 2019 - Ormai nessuno spera più che la temperatura possa scendere, e ogni atleta si trascina verso il suo girone infernale. Salta l’impianto elettrico, e la federazione è costretta a spegnere persino i televisori. Il Presidente della Virtus torna a spendersi per gli atleti. Questa volta chiama i VV. FF. che fanno intervenire la ASL. I tendoni vengono aperti e gli sciabolatori potranno fare le dirette nel Palazzetto dove ci sono soltanto 30 gradi.
Di sera a P.zza Bellini Caruso lamenta che nessuno degli atleti gridi e la Volpi confessa di essere tropo stanca persino per gridare. Il Tecnico Federale Scarso non compare alla finale e qualcuno dice che stia passando il testimone a Paolo Azzi.
9 giugno 2019 – Il caldo africano sferra l’assalto finale agli assoluti: ormai persino Magni, in streaming, malgrado i pantaloncini a righe si lamenta del caldo e del sole che sbatte sugli occhi dei tiratori bloccando gli assalti. Azzi tiene la giacca sulle spalle senza più nascondere il sudore che chiazza la camicia e tutti barcollano sfatti. Il Tecnico Federale Scarso è sparito e il nome di Azzi prossimo candidato circola di bocca in bocca.
E siamo finalmente all’ultimo girone, quello della Giudecca.  

D. A.

mercoledì 5 giugno 2019

Arianna Errigo al Tas contro la Federscherma


Arianna ERRIGO
Arianna Errigo al Tas contro la Federscherma: "Mi hanno discriminata"

https://www.google.it/amp/s/sport.sky.it/altri-sport/scherma/2019/06/04/arianna-errigo-tas-losanna.amp.html

Le denunce non arrivano da una sola direzione, adesso c’è anche quella di Arianna ERRIGO al TAS di Losanna.
Entrare nel merito di questa iniziativa è complicato, quindi atteniamoci ai fatti sin qui pubblicati. La gestione di tale situazione dimostra la superficialità della dirigenza FIS che non ha tenuto conto dei precedenti, cioè di altri atleti che si sono rivolti al Tribunale sportivo, avendone poi ragione.
In altri analoghi procedimenti il TAS è stato chiaro: le Federazioni sportive nazionali devono indicare formalmente e con nitore le regole d'ingaggio e di consenso per la selezione del team olimpico.
La FIS lo ha fatto? No, anzi, ha dato (rectius detto) che i CT hanno piena discrezionalità.
Ritengo la vicenda molto grave, sia per l’atleta che per l’immagine della FIS e mai in passato, si era assistito ad un tale pasticcio.
Certo, ricevere un siluro di tale portata, in occasione dei festeggiamenti per i 110 anni della FIS, per il tecnico federale Scarso deve essere insopportabile. 
Permesso che la ERRIGO dovrebbe scegliere l’arma in cui è più forte (fioretto), visto la assoluta mancanza di regole e la scellerata gestione del caso, come dare torto all’atleta?
Ezio RINALDI


lunedì 3 giugno 2019

INCOERENZA ED ILLOGICITA' DEL GOVERNO FEDERALE

Riporto dalla pagina facebook di Italia scherma l'articolo che segue, il quale pone in evidenza l'incoerenza del Governo federale.
Ricorderete tutti che in Assemblea straordinaria per le modifiche statutarie fu proposto da Italia Scherma un emendamento per la parità di genere nell'ambito del Consiglio federale. Tutti sappiamo come è finita. Ora la governance, tra le iniziative a contorno dei Campionati Italiani Assoluti di Scherma, organizza il dibattito sul ruolo della donna nello sport professionistico e dirigenziale. Insomma una presa in giro ed uno schiaffo alle donne. Se realmente fossero convinti di quello che dicono perché non hanno condiviso l'emendamento presentato da Italia scherma?
PAROLE, PAROLE, SOLTANTO PAROLE in una canzone interpretata dalla grande Mina!
Un' altra significativa dimostrazione di illogicità di questo Consiglio sta nella parte finale dell'intervento che il Presidente della Repubblica Sergio MATTARELLA ha effettuato a Palermo nel parlare di scherma e dei Maestri. Il Presidente così si è espresso:
“Non è senza significato che l’istruttore di scherma sia chiamato ‘maestro’, perché c’è molto di pedagogico e di trasmissione di valori che la scherma immette nel nostro Paese.”
Sergio Mattarella
3 giugno 2019
Auspico che il Tecnico federale Giorgio SCARSO ne voglia prendere atto.
Ezio RINALDI



mercoledì 29 maggio 2019

LETTERA APERTA di Marcello SCISCIOLO

Marcello SCISCIOLO

  • Carissimi anonimi tutti, 

come tutti quelli che si appassionano alla vita della scherma italiana, da tempo leggo con interesse il blog Piazza della Scherma, non fosse altro per capire quale sia l’idea del “popolo della scherma” che, garantito dall’anonimato, può esprimere il proprio pensiero anche se a volte, sono sincero, eccessivamente prosaico o con cadute di stile. 
Ho da sempre avuto la fortuna e la forza di poterci “mettere la faccia” pubblicamente e senza timore, condizione irrinunciabile per il mio stile di vita, che non potrebbe mai deflettere verso “accrocchi” ed “accordi” che producano interessi personali, benché meno economici, a danno di quello che è lo sport che amo da sempre. 
Come probabilmente molti di voi sapranno lo scorso mese di novembre il sottoscritto in compagnia di Marco Arpino abbiamo incontrato il Presidente Scarso ed il Vice Presidente Pastore per una lunga chiacchierata nella quale, per garbo istituzionale, ci è sembrato corretto informare colui il quale avevamo sostenuto per più di tre mandati, che nella futura tornata elettorale, non avrebbe avuto più il nostro appoggio. 
Questo comportamento ai più è risultato strano, a qualcuno addirittura folle, ma come detto essere uomini liberi e leali è condizione che si conquista giorno per giorno. 
Ho sostenuto il Maestro Scarso sin da quando ero presidente del CR Puglia ed anche dopo come dirigente di club. Oggi però la mia idea di federazione non è più in linea con quella del consiglio federale da lui presieduto e non potevo non avvisare per primo, proprio colui che ho sostenuto per circa 20 anni ed al quale contesto tanti errori (soprattutto nelle ultime gestioni) ma riconosco anche tante cose fatte bene (prevalentemente nei primi anni di mandato federale). 
In questi ultimi mesi abbiamo avviato un’azione intensa con un gruppo di persone (straordinarie) con le quali coltiviamo l’idea e l’ambizione di disegnare una nuova federazione che metta al centro nuovamente e con maggiore forza i valori dello sport, della lealtà, della partecipazione. 
Da qualche tempo e da più parti, sento arrivare voci (infondate) che parlano di nomine e posti già assegnati a “Tizio” e “Caio” nonché di fantomatici consigli federali del futuro, con variegate composizioni nelle quali però vi è una sola componente fissa: Ezio Rinaldi e Gianni Augugliaro! 
E’ evidente che il popolo della scherma è alla ricerca di nomi sui quali affondare i propri artigli per sezionarne minuziosamente il loro passato e per il momento non avendone, sventola “spauracchi” che tali restano e saranno. Proprio Ezio Rinaldi in più riprese e in modi diversi, ha pubblicamente dichiarato e fatto notare, che la legge non gli consente di potersi candidare ma evidentemente a qualcuno è più comodo far continuare credere alle voci di corridoio che alla legge vigente. 
Sulla figura contrastata di Ezio Rinaldi, noto da anni un preconcetto di fondo quantunque, da quanto mi risulti, lui non abbia mai subito nessuna azione disciplinare per le malefatte, che a detta di alcuni, si sarebbe macchiato. A questo punto mi viene da pensare che le uniche condizioni possibili sono due: Rinaldi è veramente colpevole di quelle malefatte (a me peraltro non note) e qualche connivente non avendolo mai denunciato è diventando di fatto suo complice, oppure c’è qualcuno che ha montato un castello di carta non sostenuto da alcun fondamento, per cui si entra nel viscido terreno della diffamazione, tanto caro a molti. 
Fatte queste dovute sottolineature il Consiglio Federale del futuro non ha mai previsto e non prevedrà, nella sua composizione la presenza di Ezio Rinaldi, per sua stessa dichiarazione, e di Gianni Augugliaro. 
Mi spiace dover disinnescare il “giochino” di molti millantatori che da oggi non potranno più “arringare le folle” con composizioni di squadre che come detto rasentano la farsa. 
Il gruppo con il quale stiamo lavorando ha già ipotizzato un percorso e sono al vaglio una serie di candidature continuamente aperte al contributo di persone guidate dalla passione, desiderose di condividere le loro professionalità in modo che siano comprese a livello più ampio e che portino alla visione di un futuro migliore per la nostra amata Federazione. La passione di questi volontari deriva dalla consapevolezza che il nostro movimento necessita di un cambiamento, vero e di azioni migliorative e correttive. 
Questa consapevolezza porta con se anche un alto senso di responsabilità, verso lo sport, i maestri, gli atleti e le loro famiglie. Tutto ciò è alla base per la formazione di un team che non sia il frutto di accordi all’insegna del «io do, affinché tu dia». 
Questa scelta etica impone cambio di mentalità e il cambio di mentalità richiede tempo. 
Le professionalità in campo, che vi assicuro non contengono nessuno dei nomi che circolano, verranno rese note con nomi, cognomi, foto e curricula a tempo debito ed in piena trasparenza, in modo da dare a tutti la possibilità di fare valutazioni e scelte consapevoli, soprattutto perché le elezioni saranno a scrutinio segreto e solo la riservatezza dell’urna, potrà dare il vero valore delle forze in campo. 
Ad oggi quindi a chiunque vi parli di composizioni, squadre, CT ecc.. potrete rispondere con i tre setacci di Socrate: 
Ti sei accertato al di là di ogni dubbio che ciò che stai per dirmi è vero?” 
• Ciò che stai per dirmi è una cosa buona?”. 
• Ciò che vuoi dirmi mi sarà utile?” 
Bene, concluse il saggio, se ciò che vuoi dirmi non è Vero, non è Buono e neppure Utile, perché me lo vuoi dire? 
Infine un’ultima domanda spero vi possa pervadere dopo aver letto queste mie righe: “in che modo potrei essere utile in questa azione di rinnovamento?” 
Una “stretta di mano” schermistica a tutti 
Marcello Scisciolo

lunedì 27 maggio 2019

IL MALE OSCURO E LA LEADERSHIP

Ezio RINALDI
Non è mai semplice parlare di sé poiché cadere nei personalismi è pressoché inevitabile, ma considerato che si sono dette tante cose sul mio conto, alcune vere altre false e strumentali e, guarda caso, sempre in prossimità di eventi assembleari, credo di dover fare uno strappo alla regola.
Mi è stato riferito di un odio profondo verso la mia persona, in particolar modo da individui residenti nel nord ovest. Francamente non so proprio cosa possa aver fatto a quelle persone: se me lo spiegassero potrei chiedere scusa, se non addirittura il perdono. Sono più propenso a credere che sia una posizione precostituita e strumentale, per giustificare scelte che altrimenti sarebbero incomprensibili. 
Quello attuale è il 35° anno di dedizione alla galassia scherma, prima come dirigente periferico poi come consigliere nazionale, ricoprendo la carica di V. Presidente vicario, oggi come blogger di “Piazza Scherma”. Volendo raccontarli tutti vi annoierei, anche se sono stati e sono tutt’ora anni di intensa attività.
Oggi, e forse da sempre, sono identificato come il male oscuro della scherma, una specie di cancro da estirpare. Certo, non ho difficoltà ad ammetterlo, sono poco incline al compromesso, d’altra parte 45 anni di servizio militare, nel quale le virtù basilari da possedere erano, e per me lo sono ancora, rettitudine, franchezza e lealtà, mi hanno insegnato che il nero è nero ed il bianco è bianco, quindi a saper prendere decisioni e chi lo fa non è mai simpatico a tutti. Anche in quell’ambito sono stato un uomo intellettualmente libero e come tale mi sono sempre assunto le mie responsabilità: non mi sono mai nascosto.
Sono stato accusato, e lo sono tutt’ora, di fare politica con concetti ormai vetusti. Ma cosa significa fare politica? Vuol dire amministrare, governare in rappresentanza di chi ci ha scelti come dirigenti. Quindi quando parliamo di politica ci riferiamo alla scienza del governo. In questo contesto c’è il politicante, il quale, normalmente, è fortemente predisposto al compromesso, dice e non dice, è abile nello sfruttare le varie situazioni a proprio vantaggio e abitualmente è incline più al democratismo che alla democrazia. Egli mente sapendo di mentire, non mantiene la parola data, tende a procrastinare l’assunzione di impegni: nel concetto di fare politica non mi ci ritrovo in quanto credo di non essere né furbo, né astuto e tantomeno abile. Credo di non essere mai stato un politicante, con un pizzico di presunzione mi definirei un uomo che sa sfruttare quel minimo di intelligenza che il buon Dio gli ha dato, naturalmente non sono nemmeno una verginella: anche io ho da farmi perdonare diverse cose, ma ho sempre detto quel che penso, cercando di avere rispetto per i miei interlocutori. Di me si sa tutto, sono continuamente monitorato e spesso ben conscio di essere sotto controllo non ho nessuna difficoltà ad esternare il mio pensiero. Lo feci con il grande Renzo NOSTINI – allora ero un giovane Presidente di Comitato Regionale – con DI BLASI e lo faccio con SCARSO. Tutto ciò non significa che sono sempre dalla parte della ragione, tutt’altro, spesso sono in errore ma non ho remore a riconoscerlo e quando do la parola la mantengo, anche a costo di pagare oneri salatissimi. E credetemi il prezzo che ho pagato è stato molto elevato. 
Tutto ciò, però, appartiene al passato ed in quel trascorso ho dato quel che potevo, secondo le mie capacità ed è anche vero che ho attraversato diversi periodi storici, nei quali sono stato un attore protagonista, ma sempre nell’ottica di contribuire al miglioramento del nostro sistema. Con i vari Presidenti federali con cui ho avuto a che fare ho sempre tenuto un comportamento chiaro, senza equivoci tant’è che il Presidentissimo NOSTINI apprezzò molto la mia chiarezza quando egli, Presidente Federale e Presidente Onorario del Consiglio Nazionale del CONI, mi chiese se appoggiassi con il C.R. Lazio la sua ricandidatura o un candidato di sua emanazione: gli risposi, guardandolo negli occhi, che ero favorevole ad un rinnovamento in cui la sua persona o eventuali sue emanazioni non erano contemplate. Il risultato fu la nascita di una grande amicizia, tanto da essere suo ospite ed accreditato ai Giochi del Mediterraneo del 1997 in Bari. Di DI BLASI e di AUGUGLIARO sono tutt’ora in eccellenti rapporti e ne sono orgoglioso ed anche loro mi riconoscono la correttezza ed il rispetto che ho avuto ed ho tutt’ora nei lori riguardi.
Certo parlare chiaro, esprimendo il proprio pensiero in assoluta libertà, ha un costo e quando sul blog si afferma che non godrei di simpatie, che non sarei credibile è il prezzo da pagare. Però, credo che nessuno possa ritenermi inaffidabile; l’affidabilità è la certezza di un corretto comportamento, che non significa essere sempre nel giusto, bensì avere una linearità di pensiero. La mia linearità sta nella continua ricerca di una libertà che molti sistemi non ti concedono, ivi compreso quello nostro: la nascita di questo blog, permettetemi la presunzione, ne è la prova.
Non additatemi come leader. Non lo sono e non lo sono mai stato: i leader aggregano le masse, io al massimo poche decine di persone. Pertanto, come ho già avuto modo di scrivere, fatevene una ragione: i tempi mutano evolvendo ed in tale contesto c’è una nuova leadership portatrice di novità e nuova linfa dirigenziale, la quale mi vede suo sostenitore, ma nulla di più.
Spero di non avervi annoiato, ma considerato i commenti pubblicati sul blog, alcune precisazioni andavano fatte.
Ezio RINALDI

giovedì 23 maggio 2019

STATUTO-art.55: il pensiero del Maestro Paolo CUCCU


M° Paolo CUCCU
 Scrivo questo mio intervento sul blog a spiegazione di quanto da me presentato alla recente Assemblea Straordinaria della Federazione. Nel brevissimo tempo concesso per gli interventi, appena un minuto, era impossibile riuscire a dipanare un ragionamento a supporto dell’emendamento, anche solo discutere i contenuti della proposta federale. Abbiamo votato, e tutto è già stato deciso, ma credo fermamente che il compimento di un percorso democratico non possa prescindere dal sentire anche le ragioni “dell’altra parte”. Reputo che parlare di “mia parte” o “tua parte” in un consesso riunitosi esclusivamente per discutere, ed eventualmente modificare, lo statuto che tutti noi dobbiamo seguire e sotto il quale siamo tutti assieme, sia completamente fuori luogo. Magari sarebbe stato opportuno attendere l’Assemblea Elettiva, se proprio si riteneva necessario spaccare il movimento.
Vengo però al punto, anche se la premessa era doverosa, quello riguardante l’articolo 55 dello statuto.
Non ho compreso pienamente le ragioni della cancellazione dal comma 1 delle qualifiche di “Istruttore nazionale” e “Maestro”, sostituite con un generico “Tecnico federale” o titolo validamente riconosciuto. Per prima cosa le due figure altro non sono che tecnici federali, in quanto la federazione stessa si poggia su queste figure per la sua esistenza, ma oltre a questo erano qualifiche professionali chiare e precise, che delineavano altrettanto precise responsabilità e finalità. Solo questi potevano affiliare una società alla federazione, in quanto il titolo di “Istruttore Regionale” equivalente al I° grado, o di “Animatore schermistico” non poteva essere sufficiente. Con la generica dizione riportata sopra si apre, di fatto, la porta a tutti, in quanto anche il semplice “Animatore schermistico”, titolo che fu introdotto per coloro che prestavano la loro opera nei progetti scolastici o nelle palestre per la scherma di base, è un tecnico federale. 
Anche la specificazione di titolo “validamente riconosciuto dalla FIS” lascia qualche perplessità. La prima domanda è quella più ovvia: esistono titoli “non validamente riconosciuti dalla FIS”? Perché una cosa o è riconosciuta o non lo è, questa non è semantica ma forma. E la forma è sostanza. Se la risposta è si, allora quali sarebbero è perché la FIS li riconosce ma non li valida? Seconda domanda: perché questa fretta nell’introdurre la Scuola Magistrale della FIS in sostituzione, e non in affiancamento, a quella dell’Accademia? Conosciamo tutti la sentenza del TAR, e sappiamo tutti che il ricorso al Consiglio di Stato non è una sospensiva della sentenza, che resta valida e attuata fino a eventuale giudizio contrario, quindi nei fatti questo articolo resta “sub judice”, in quanto in caso di giudizio sfavorevole alla Federazione (dio non voglia), ci dovremmo tutti ritrovare per modificarlo nuovamente. A latere vorrei anche ricordare a tutti che non è del tutto corretto affermare che il CONI ha dato ampio mandato alle federazioni di formare i propri tecnici, ma a dato questa possibilità fermo restando quanto previsto dalla relativa federazione internazionale, che rimane comunque un ente superiore alla federazione nazionale. La FIE in questo senso non ha dato disposizioni alle federazioni a se affiliate di formare i propri tecnici, al contrario per esempio della UEFA nei confronti della FIGC. Oltretutto disconoscere l’Accademia, e quindi i suoi titoli, facendo unicamente riferimento al sistema SNAQ, aprirebbe scenari imprevisti, nei quali anche un EPS potrebbe formare tecnici di scherma, gli basterebbe aderire ai principi dello SNAQ, e poi con quale autorità la federazione ne disconoscerebbe la validità? Oltretutto facendolo, cadrebbe nell’errore nel quale già altre federazioni sono cascate, attivando il garante della concorrenza che altro non potrebbe fare che condannare la federazione stessa. Le sentenze le potete facilmente reperire su internet.
Terza domanda: perché cancellare la specificazione di “insegnamento attivo” della scherma? Esiste forse un modo per “insegnare passivamente”? Un tecnico o esercita presso qualche sala, oppure sta a casa a non fare nulla, non capisco quale possa essere la terza via che abbia necessitato questa modifica. Tra l’altro il successivo comma 2 indica chiaramente che un tecnico può essere inserito nella lista tecnica solo quando abbia raggiunto i 6 mesi di attività presso un affiliato, pertanto deve essere in condizione attiva per forza. Oppure si parte dal presupposto che ci siano affiliati disposti a dichiarare il falso?
Resta invece completamente nebuloso il percorso che debbano svolgere questi ipotetici soggetti che desiderino attivare dei propri corsi magistrali e vogliano farli riconoscere e validare dalla FIS. Il nuovo statuto parla chiaro: riconoscimento e validazione sono due cose diverse, che quindi presuppongono anche iter separati. Avendo cancellato la dizione “Enti”, a questo punto si può presumere che qualsiasi pinco pallino domattina, approvato lo statuto, possa avviare una sedicente associazione, federazione, qualsivoglia forma giuridicamente non riconosciuta, nominare al suo interno insegnanti e attribuire titoli di insegnamento alla scherma che fino a ieri avevano meramente titolo onorifico, se non in taluni casi configurarsi come reato, oggi invece pare sarà possibile. E non solo, potranno a pari dignità “regalata” dalla Federazione con la sua “validazione”, affiliare società, praticare attività agonistica, votare alle prossime elezioni. Mi chiedo se tutto questo realmente contribuisca alla diffusione della scherma, alla costituzione della sua reputazione, a alla credibilità del nostro ruolo di tecnici federali.
Sono però certo che non viviamo più nell’Italia di Cavour e Garibaldi, e che la moderna scuola di scherma debba essere al passo dei tempi, ma nei programmi e nei progetti, non semplicemente cancellando con un colpo di spugna il passato. Il termine “Maestro di Scherma” non è solo un titolo, parlando in termini moderni è un “brand”, è qualcosa che ci identifica. Come nel calcio c’è il “Mister”, nella pallacanestro o nella pallavolo c’è il “coach”, noi abbiamo il maestro. Pensiamo anche solo alla differenza tra il sentirsi chiamare da un giovane allievo “Mi scusi Maestro” o invece “Mi scusi Tecnico Federale di III° Livello”. Scusate, ma non mi pare abbia lo stesso fascino e lo stesso effetto. Le tradizioni sono la nostra identità, e se al moderno Maestro sono chieste tante competenze, lo stesso non si sentirà più vecchio e sorpassato solo perché appunto è titolato Maestro.
Alla luce di quanto da me esposto, ovvero la non necessità di modificare i titoli magistrali nella loro nomenclatura, di non avere chiaro l’iter di riconoscimento e validazione di titoli equivalenti, di non avere ancora concluso l’iter legale attivato dalla Federazione in merito all’attribuzione delle competenze tra la stessa e l’Accademia Nazionale di Scherma, reputo prematura la modifica dell’articolo 55 così come proposta dalla Federazione, e sarebbe stato opportuno mantenere l’articolo nella sua forma originaria, in attesa di chiarimenti e sviluppi definitivi. 
Un ultimo pensiero rivolto a chi il 23 maggio, come il prossimo 19 luglio, dalle proprie bacheche di fb o da Instagram, o da qualsiasi social inneggerà alla libertà di pensiero, anelerà un paese senza mafia, a tutti quelli che amano gli aforismi profondi “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”, a tutti loro dico che nel momento i cui vi è stato chiesto che volevate concedere questo diritto, avete votato contro. Quello era il momento di dare seguito a tante belle parole, peccato abbiate perso una importante occasione.
Grazie
Paolo CUCCU

sabato 18 maggio 2019

STATUTO FEDERALE ED IL RUOLO DELL'ANS: il pensiero di Michele MAFFEI


Michele MAFFEI
Alla viglia dell’Assemblea straordinaria di Riccione, convocata il 19 maggio p.v. per le modifiche allo Statuto, abbiamo raggiunto telefonicamente, il pluri Campione di scherma Michele MAFFEI, attualmente componente del Consiglio Nazionale del CONI, Presidente A.M.O.V.A. – Associazione Medaglie d’Oro al Valore Atletico, Commissario straordinario della Federazione Italiana Cricket, già Segretario generale della FIS e di altre prestigiose federazioni, al quale abbiano posto alcune domande sulle modifiche statutarie e più in particolare il ruolo dell’Accademia Nazionale di Scherma nell’ambito dello statuto federale.

D. L’Esecutivo federale propone l’assegnazione della prerogativa di formare gli insegnanti di scherma in via esclusiva alla FIS, facendo fuoriuscire di fatto l’Accademia dallo Statuto e disconoscendo i suoi titoli nonché il quadro normativo di riferimento nazionale ed internazionale: quale è il tuo pensiero in proposito?

R. Auspico che nel dibattito assembleare FIS ed ANS trovino un compromesso di reciproca soddisfazione, che consenta di lasciare aperte alcune possibilità per un dialogo e collaborazione costruttivi.

D. Qualora il Governo federale intenda comunque estromettere l’ANS dallo statuto, cosa ritieni sia necessario fare?

R. Attenersi alle leggi e normative disciplinanti la materia. In questo quadro non credo che si voglia agire in divergenza con le leggi in vigore.

Questo, in sintesi, il pensiero del grande campione ed è superfluo aggiungere altro.
Si ringrazia Michele Maffei per la sua disponibilità.
Ezio RINALDI


mercoledì 15 maggio 2019

LO STATUTO E LE PROPOSTE ELABORATE DAL CONSIGLIO: poca chiarezza!

Valentina VEZZALI
L’evento assembleare per le modifiche statutarie è sempre più vicino e la dirigenza federale non lesina sforzi per convincere la base della bontà delle proposte elaborate dal Consiglio ed in tale quadro, indice, convoca e riunisce a piè sospinto società, tecnici ed atleti.
L’ultima riunione, su invito del Presidente del C.R. locale, si è tenuta ad Ancona il giorno 11 maggio c.m. presso il Pala indoor, dove gli attori protagonisti sono stati il V. Presidente Azzi, la consigliera Vezzali ed il consigliere Lauria, i quali hanno tratteggiato le modifiche allo statuto che il Consiglio proporrà all’Assemblea Straordinaria del 19 maggio prossimo.

Dopo i convenevoli di rito, ha preso la parola il V. Presidente Azzi scusandosi con i presenti per non avere con sé i documenti relativi allo statuto, anche perché non sapeva (?!) di questo incontro e che sarebbe andato a memoria. Ha tenuto però a ricordare che la commissione Statuti e regolamenti, alla luce anche dell’ultimo intervento del commissario ad acta, ha ritenuto opportuno una rivisitazione dello statuto per eliminare le ridondanze e di conseguenza ha fatto un lavoro di ripulitura per rimuovere anche piccole variazioni lessicali. Dopo di che, affermando che in seguito sarebbero stati fatti i necessari approfondimenti, ha passato la parola alla Signora Vezzali. La quale ha porto ai presenti i soliti ringraziamenti di rito tenendosi, però, lontana dall’obiettivo dell’incontro, sostenendo che le tematiche oggetto delle variazioni statutarie sono quattro: la formazione; il ruolo del presidente
Paolo AZZI
che viene definito meglio; la quota di genere che viene inserita nello statuto e poi ha chiesto aiuto ad Azzi perché, purtroppo, in quel momento non ricordava quale fosse la quarta tematica. Si è potuto notare un certo imbarazzo e per uscirne è stata lasciata la parola alla platea, la quale con delle domande specifiche è riuscita a far emergere le mezze verità e le molte dimenticanze dei relatori. Tant’è che solo nella più dettagliata discussione si è scoperto che quando la consigliera Vezzali parlava di formazione si riferiva all’annosa vicenda dell’Accademia, che è cosa ben diversa. Solo a questo punto la discussione è stata ampia e dettagliata e ne è venuta fuori l’inopportunità di modificare le “regole del gioco” in pendenza di un giudizio. Il consigliere Lauria a fronte di una sollecitazione circa i nuovi bandi d’esame per tecnici di 2° e 3° livello ha dovuto ammettere che al momento non è possibile indirli, proprio in virtù della sentenza emessa dal TAR Lazio, per la quale la FIS ha inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato. Mentre il V. Presidente focalizzava l’attenzione sul riordino delle commissioni e/o su qualche norma obbligatoria prevista dal CONI, minimizzando la questione del raddoppio delle firme per il sostegno alla candidatura per la carica di Presidente FIS, gli astanti hanno incalzato i relatori sulle motivazioni a supporto delle modifiche statutarie. Per farla breve, si è avuta la sensazione di un quadro deprimente che ha evidenziato almeno tre importanti inadeguatezze:
Improvvisazione;
Insufficienza nel dare risposte su temi precisi;
Informativa nebbiosa ed affatto esaustiva sulle vere giustificazioni delle modifiche.
Purtroppo, in un franco contraddittorio ed in presenza di astanti non abituati a fare solo “le belle statuine” ma che pongono domande ed attendono riscontri, si è osservata la difficoltà di questo consiglio nel dare risposte esaustive.
Salvatore LAURIA
Hanno suscitato più di una perplessità alcune singolari affermazioni fatte dalla Vezzali.
La prima: su sollecitazione di una Maestra di Scherma, che le chiedeva se l'esistenza delle donne in consiglio fosse il minimo previsto dal CONI o se invece il Consiglio Federale avrebbe fatto di più,  ha risposto attestando che la presenza femminile sarebbe stata il minimo previsto e che d’altronde lei era contraria al concetto di “quote rosa”.
L’ex Onorevole, probabilmente aveva dimenticato tutte le interviste rilasciate dove, afferma il contrario, per non parlare addirittura del suo intervento in Parlamento a sostegno delle “quote rosa”.
La seconda: a proposito dell’aumento del numero dei consiglieri, le è stato chiesto se questa unità fosse destinata da statuto alla presenza di un rappresentante del mondo paralimpico, in modo che tutto il movimento potesse partecipare davvero alle decisioni federali. La Vezzali, cercando il consenso del V-Presidente Azzi, ha candidamente affermato che il mondo paralimpico, se vuole esser presente in consiglio, può presentare un candidato che dovrà farsi eleggere.!!??
Questo il resoconto della riunione così come mi è stato riferito da alcune delle persone presenti.
Indipendentemente da quanto emerso in sede di riunione, credo che il Governo federale faccia la sua parte, nel senso che informa e spiega il suo punto di vista. In questo quadro. Così come pubblicato da “Italia scherma” sulla propria pagina facebook e su tutte le piattaforme in cui è presente, anche “Piazza Scherma” vi esorta a partecipare alla riunione indetta per la sera del 18 maggio p.v., presso l’hotel EUR – Viale Faenza 5- Miramare RIMINI 
Ezio RINALDI