sabato 21 luglio 2018

RESTRIZIONI ANTICONCORRENZIALI: intervento dell'AGCM

Alcuni commenti agli articoli BREVE ANALISI DEL BLOG e LETTERA DI SCARSO 2004, in relazione ad ingiustificate restrizioni poste in essere da alcune federazioni, in particolare FIGC e FIT, hanno posto in evidenza problematiche inerenti la natura anticoncorrenziale dei vari bandi di ammissione ai corsi di formazione delle predette federazioni. Non è mia abitudine addentrarmi in campi ove la mia conoscenza è pari allo zero, però la lettura di tali commenti ha suscitato in me una forte curiosità tanto da indurmi ad approfondire, per quanto mi sia stato possibile, la questione. Di seguito riporto il comunicato dell’AGCM (Antitrust) con il quale informa di aver sanzionato la FIGC. per essere venuta meno alle regole della concorrenza. 
“I812 - FIGC: sanzione da oltre 3 milioni di euro per ingiustificate restrizioni all’accesso ad alcune qualifiche professionali
COMUNICATO STAMPA
FIGC: SANZIONE DA OLTRE 3MLN PER INGIUSTIFICATE RESTRIZIONI ALL’ACCESSO AD ALCUNE QUALIFICHE PROFESSIONALI 
Con provvedimento del 27 giugno 2018 l’Autorità ha sanzionato la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) per oltre tre milioni di euro, per la violazione dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), derivante dalla previsione di restrizioni all’accesso al mercato dei servizi professionali offerti da alcune specifiche figure di supporto alle squadre di calcio, in particolare: i Direttori Sportivi e i Collaboratori della Gestione Sportiva, che curano gli assetti organizzativi delle squadre di calcio in ambito, rispettivamente, professionistico e dilettantistico; gli Osservatori Calcistici, che svolgono attività di scouting, e i Match Analyst, che effettuano l’analisi statistica dei dati prestazionali di singoli calciatori e squadre.  
Il procedimento è stato avviato su segnalazione e ha accertato la natura anticoncorrenziale di quanto previsto da alcuni Regolamenti federali e dai relativi bandi di ammissione ai corsi di formazione in relazione alle figure professionali sopra richiamate, a partire almeno dal 2010. In particolare, la FIGC ha stabilito un numero massimo di soggetti ammessi a partecipare ai corsi di abilitazione, unitamente a requisiti di residenza e/o cittadinanza, oltre a riservare le anzidette attività ai soggetti iscritti in appositi elenchi federali, la cui iscrizione obbligatoria è condizionata alla frequenza e al superamento dei predetti percorsi di formazione, offerti in via esclusiva dalla FIGC.
L’Autorità, ad esito del procedimento, ha rilevato l’assenza di giustificazioni oggettive sottese alle restrizioni introdotte dalla FIGC relativamente all’accesso alle specifiche figure professionali in esame, peraltro non imposte dalle federazioni internazionali di riferimento (FIFA e UEFA), né contemplate in altri ordinamenti nazionali. Pertanto, in assenza di qualsiasi copertura normativa e, anzi, in un contesto normativo di liberalizzazione delle attività economiche, l’Autorità ha ritenuto che le restrizioni accertate costituissero un’infrazione grave dell’art. 101 del TFUE e ha ritenuto di irrogare alla Federazione Italiana Giuoco Calcio una sanzione di 3.330.659,69 euro, inferiore al massimo edittale di cui all’art. 15, comma 1, della L. n. 287/90.
Roma, 16 luglio 2018
Dopo la diffusione di tale comunicato i frequentatori della “Piazza” hanno scritto direttamente a me, chiedendomi informazioni su tutta la questione, in particolar modo sulla vicenda FIS/ANS. Il compito della "Piazza" è quello di informare i lettori e per rendere conseguenziale l’intero discorso, riporto di seguito i vari commenti apparsi sul blog, secondo l’ordine cronologico degli interventi:

Anonimo13 luglio 2018 07:16 - BREVE ANALISI DEL BLOG

Buongiorno Signor Rinaldi, allora è ufficiale, finalmente è finita l'epoca Scarso! Da oggi cercasi candidato disperatamente. Non so se dover ringraziare lei,il blog, i suoi amici PUGLISI, Fileccia e Seminara, ma certamente senza voi e loro adesso non saremmo a questo punto.
Ezio Rinaldi13 luglio 2018 20:59 - BREVE ANALISI DEL BLOG
Francamente non ho notizie nel senso da Lei indicato. A me risulta che Scarso presenterà la propria candidatura per il 5° mandato. Potrei considerare la Sua informazione una falsa notizia.
Anonimo17 luglio 2018 10:59 – 17 luglio 2018 ore 10,59 su LETTERA DI SCARSO 2004
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha stabilito che l’obbligo di seguire i percorsi formativi definiti in via esclusiva da una Federazione non è compatibile con le regole di concorrenza, in quanto l’esclusiva nella formazione risulta andare ben oltre quanto strettamente necessario per assicurare il corretto svolgimento della competizione sportiva, come invece richiesto dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea Meca Medina e Majcen del 2006, per sottrarre regole federali restrittive al divieto di cui all’articolo 101 TFUE.
L’AGCM ha fatto propria la sentenza del TAR Lazio n. 37668/2010, nella quale è stata riconosciuta la natura restrittiva del divieto imposto dalla Federazione Italiana Tennis (FIT) ai circoli sportivi (nei quali si svolge necessariamente attività addestrativa e competitiva) di utilizzare personale tecnico non tesserato da tale Federazione, in quanto siffatto divieto impedisce “l’accesso a un particolare settore del mondo del lavoro a professionisti " di indiscussa capacità e "ai circoli di poter scegliere liberamente i maestri di tennis da assumere in base non solo alle capacità tecniche ma anche dei corrispettivi richiesti, con palese violazione delle leggi di mercato perché una determinata categoria professionale (i tecnici affiliati) assume nel mercato una posizione dominante e monopolistica non per condizioni obiettive e naturali, ma solo perché chi li rappresenta ritiene di essere la sola a dettare leggi sul mercato”.
La FIT e la FIS sono federazioni dilettantistiche.
Infine, occorre precisare che l’AGCOM ha contestato la regolarità di liste tecniche del tutto simili a quella tenuta da Crisci e dall’Aims. Il Garante ha condannato il calcio per elenchi nei quali “rimangono iscritti soggetti che non potrebbero competere effettivamente sul mercato, per motivi anagrafici o perché sospesi, né sembra potersi escludere che compaiano anche persone decedute, atteso che, come visto, in alcuni casi gli iscritti risultano nati negli anni ’20”.
L’AGCOM conclude che i “sistemi di formazione del documento del CONI “SNaQ”, nel quale alle Federazioni, e soprattutto al CONI, è attribuita la supervisione e il controllo della formazione (e non l’esclusiva dell’organizzazione e dello svolgimento di essa)”.
L’Accademia napoletana starà godendo, gli Enti di promozione brindano.
Ai solóni federali un bel saluto.
Ciao Ciao Ciao Crisci, Lauria, Scarso, Azzi e compagnia cantante.
Anonimo13 luglio 2018 18:20 - BREVE ANALISI DEL BLOG
Scarso neppure immagina di quali questioni dovrà rispondere nei prossimi giorni
aahhahhahhahhhahhahhhahhhahhhahhhhahhhhhhaaahhhh the fencing's values with bullying and the darkness
Ezio Rinaldi13 luglio 2018 21:00 - BREVE ANALISI DEL BLOG
Ci illumini, ci dia qualche indizio.
Anonimo17 luglio 2018 10:39 - BREVE ANALISI DEL BLOG
Buongiorno Signor Rinaldi, ripeto allora è ufficiale, finalmente è finita l'epoca Scarso!
http://www.agcm.it/component/joomdoc/allegati-news/I812_ch.%20istr.%20%20sanz.pdf/download.html
L'Antirust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha sanzionato la Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) per oltre tre milioni di euro, con provvedimento del 27 giugno 2018, per la violazione dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE).
Scarso trema perché l'Antitrust ha stabilito che "non vi possono essere autonome scelte delle Federazioni sportive nazionali, che si autoattribuiscono un potere regolatorio, introducendo restrizioni quantitative all’accesso e altri vincoli ingiustificati (obbligo di frequentare i corsi federali, iscrizione a Liste federali) per l’esercizio di talune attività. Ciò a beneficio di operatori economici rappresentati nei propri organi decisionali ".Con la sentenza dell’Antitrust si è sfasciato anche il connubio FISAIMS sulla gestione della formazione e certificazione dei quadri tecnici e con esso è finito il potere di condizionamento elettorale nelle Assemblee federali. Inoltre va cancellato da Statuto e Regolamento Organico l’obbligo del tecnico abilitato per le affiliazioni. Le società di scherma si affiliano, l’importante è che ci sia prova della presenza di un tecnico idoneo all’insegnamento della scherma.
Da oggi, ripeto, cercasi candidato Presidente FIS disperatamente.
Devo ringraziare lei, il blog, i suoi amici Fileccia e Seminara, ma certamente PUGLISI, che potrà divertirsi con l'Antitrust sull’applicabilità del diritto antitrust al settore dello sport (scherma, FIS/AIMS).
Al pari della FIGC, la FIS "nella sua veste di ente rappresentativo di imprese che operano sul mercato in modo indipendente e stabile, costituisce ai fini antitrust un’associazione di imprese. Per giurisprudenza costante, la nozione di associazione di impresa è ampia e prescinde dalla natura lucrativa o meno dell’attività perseguita, nonché dalla qualifica giuridica detenuta nell’ambito dell’ordinamento nazionale di appartenenza. Al riguardo, si ricordano anche i precedenti europei nel settore dello sport che qualificano le federazioni sportive (nazionali o internazionali) come associazioni di imprese, se non addirittura come esse stesse imprese”.
Sulla base di quanto precede, i regolamenti della FIS e i bandi conseguentemente adottati possono essere oggetto di istruttoria dell’Antitrust e sono qualificabili, alla luce del diritto della concorrenza, come decisioni di associazione di imprese, ai sensi dell’articolo 101 TFUE.
L’Antitrust ha sentenziato che non può rilevare quanto sostenuto da FIGC in riferimento al ruolo pubblicistico attribuito alle federazioni sportive dall’articolo 23 dello statuto del CONI, che, coerentemente all’articolo 15 del Decreto Legislativo. n. 242/1999, enumera le specifiche attività aventi tale connotazione.
Nel caso di specie, l’Antitrust ha ricordato che i Regolamenti e i bandi di cui trattasi intervengono a disciplinare in maniera ingiustificatamente restrittiva un’attività economica di prestazione di servizi e non assumono pertanto la valenza pubblicistica delle discipline puramente sportive invece tese, come tali, a garantire la regolarità delle competizioni.
Paolo Cuccu17 luglio 2018 21:10 - BREVE ANALISI DEL BLOG
Forse le sfugge che noi facciamo scherma e non calcio.
Buongiorno Signor Cuccu
l’AGCM ha sanzionato la FIGC per pratiche scorrette. Il tema non è affatto nuovo e, richiamando precedenti decisioni emesse in tale senso dall'AGCM (provvedimento n. 18285 contro la Federazione Italiana Sport Equestri - FISE), investe in pieno il comportamento adottato da tutte le FSN in materia di formazione, regolamenti, corsi, bandi e rilascio di qualifiche per tecnici sportivi.
Tra i principi cardine di uno Stato di Diritto vi è la “certezza” del suo ordinamento giuridico. Certezza che, in concreto, pur essendo la meta, non sempre è raggiungibile perché la norma, anche quella apparentemente più chiara e più semplice, è suscettibile di interpretazioni molteplici.
La “certezza”, quindi, è affidata anche all’opera dell’AGCM, oltre che a quella del Legislatore attraverso la produzione normativa.
L’AGCOM basa la sua ratio decidendi nell’interpretazione che di simili questioni la stessa AGCOM ha dato in precedenza con riferimento ai fatti di causa.
Questo recente provvedimento dell’AGCM rileva principalmente per tre ragioni. L’AGCM ha poteri ispettivi invasivi attraverso i quali può recuperare informazioni e documenti rilevanti, altrimenti non ottenibili da un privato (tesserato FIS). Il provvedimento di condanna antitrust costituisce prova della condotta illecita nel procedimento di risarcimento del danno esperito dai soggetti danneggiati (tesserati FSN). Ancora più rilevante, l’AGCM ha stabilito che tutte le FSN (FIS) non possono comportarsi come si è comportata la FIGC.
Il beneficio che l’utente (tesserato FIS) trae dall’intervento antitrust, non è quindi nella sanzione irrogata, che rimane nelle casse dell’AGCM, bensì nell’opportunità’ di utilizzare il provvedimento AGCM come prova della condotta illecita tenuta dalla FIGC ma anche da altre FSN (FIS) se le FSN hanno fatto ricorso a medesime irregolarità.
Lo chiarisce una sentenza della Cassazione prima, e il d.lgs n. 3/2017 di recepimento della direttiva n. 2014/104/CE, poi.
La questione FIS-ANS assume ora una diversa posizione giuridica per tre ragioni. Il provvedimento dell’AGCOM può essere portato all’attenzione del TAR, nella causa FIS-ANS. Il provvedimento dell’AGCOM può essere portato all’attenzione del CONI per il suo esercizio di vigilanza. Ancora più rilevante, l’AGCOM può essere attivata dall’ANS e da tutti i tesserati FIS che ritengono irregolari regolamento scuola magistrale, bandi e diplomi magistrali FIS.
Credo, e vorrei che qualcuno confutasse le tesi su riportate, la questione sia molto, ma molto, seria e che la FIS si sia infilata in un cul-de-sac. D’altra parte quando si crede di poter fare tutto in nome del potere gestito, si incorre in disavventure di questo genere. Il futuro ci darà l’esito di quanto segnalato, però mi faccio una domanda:” Ma qui il Procuratore federale può prendere l’iniziativa di aprire un fascicolo ed accertare internamente come stanno le cose? Oppure sarà necessario proseguire nelle sedi appropriate?”
Ezio RINALDI

sabato 14 luglio 2018

LA LETTERA DI SCARSO DEL 2004

Alcuni avvenimenti accaduti in questi giorni, che non posso, al momento, riportare ma mi riprometto di farlo non appena mi sarà possibile, mi hanno fatto riflettere e sono giunto alla determinazione di pubblicare la lettera che segue (trascritta integralmente) affinché valutiate con serenità, onestà intellettuale ed al tempo stesso con molta attenzione i contenuti in essa riportati. 
Mi astengo da qualsiasi pensiero in proposito, ma mi piacerebbe che lo faceste voi cari lettori.
Ezio RINALDI 

"M°. Giorgio SCARSO
00198 ROMA
Via Bisagno, 14  -  Tel: 06 8603243
97015 MODICA                                                                                                            Ai Signori Presidenti
Via R. Partigiana, 41 – Tel: 0932 762805                                                                     Delle Società Schermistiche Italiane
Cell: 333 4855544 – 3486127021                                                                                Ai Grandi Elettori Atleti
                                                                                                                                     Ai Grandi Elettori tecnici
          Stimatissimi Signori
Nel quadriennio olimpico che sta per concludersi, ho lavorato intensamente per la Fis, che, grazie al voto del Consiglio Direttivo, ho rappresentato fin dall’inizio del mandato con la carica di Vice Presidente.
Ho profuso nell’incarico, di cui mi sento onorato, tutte le mie energie, spinto dalla passione e dal-l’amore per il nostro sport, sentimenti che mi hanno sempre accompagnato.
Certo, del mio operato non saranno mancati errori, -  ma il lavoro produce anche errori, importante è saperli riconoscere con prontezza, umiltà e modificarsi – so però di aver agito, comunque sempre con spirito di servizio, nell’interesse comune, a volte tentando mediazioni spesso difficili, a volte sostenendo decisioni a mio parere utili alla scherma, anche se non sempre da tutti condivise.
L’esperienza di questi anni è stata per me preziosa, e tuttavia frustrante. Ho constatato, ad un certo punto, che le principali resistenze alla soluzione dei problemi stavano proprio nella filosofia e nella pratica di gestione di molti componenti della maggioranza uscente. Da quando poi, grazie ad alcuni successi politici organizzativi in campo nazionale e internazionale sono stato individuato come un potenzia-le “rivale”, per le elezioni ormai prossime, buona parte del mio lavoro è stato vanificato.
Sono, quindi, giunto alla conclusione che sia necessario un ricambio alla guida Federale, che vorrei al servizio di tutto il nostro mondo. Attualmente, mia impressione è che la carica che si ricopre, sia interpretata come un privilegio, dimenticando i veri destinatari del nostro impegno. In particolare, mi piace sottolineare il ruolo centrale che rivestono i dirigenti di società e delle famiglie dei nostri atleti, i quali sono, di fatto, gli unici e veri sponsor della Fis. Basti pensare ai loro sacrifici economici per sostenere gli atleti, dei cui risultati, poi, tutti ci gloriamo. I risultati, anche quelli olimpici, sono frutto del lavoro di tanti: società, atleti, tecnici, e devono dunque portare “linfa vitale” alla scherma e non devono servire a consolidare l’immagine ed il potere di pochi. Consolidamento di poteri che di fatto impedisce una sana dialettica e la necessaria crescita di nuovi dirigenti con grave danno per il futuro della nostra federazione. Non a caso il CONI ha posto il limite di due mandati nella carica di Presidente, anche se gli interessati sono corsi ai ripari facendo approvare una norma transitoria riportata all’art. 71 del nuovo statuto Fis.
Ho avuto l’impressione che alcuni, per attaccamento alla carica che ricoprono, siano disposti ad ogni compromesso. Sono pronti ad allearsi con il nemico disprezzato di ieri, pur di mantenere la poltrona: con loro si può essere sia amici da blandire e premiare se innocui, nemici da punire se possibili concorrenti. Tecniche collaudate mi pare che siano spesso impiegate, da piccoli gruppi di potere, per pilotare consigli ed assemblee (l’esempio del Comitato regionale Sicilia ne è la prova), e condurre a decisioni prese prima ed altrove.
Abbiamo vissuto in questi anni con la costante consapevolezza che le nostre risorse erano in diminuzione, e nonostante ciò, abituati a spendere quanto il Coni ha elargito, non abbiamo mai imparato a far emergere le immense potenzialità del nostro mondo, fatto di persone, di idee e di passione, e radicato in una tradizione insuperabile. Confortati dalle medaglie, che sono sempre puntualmente arrivate, e che ci adopereremo affinché continuino ad arrivare, abbiamo continuato passivamente ad attendere il contributo del Coni, invece di cercare altre opportunità che ci sono, e che altri, più abili e intraprendenti, riescono a sfruttare. Il pessimo bilancio del settore sponsor è sotto gli occhi di tutti.
In vista delle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio, tutti promettono miglioramenti economici a tutti: ai commissari (v.si il contratto quadriennale stipulato con il Commissario del F.to F.le che oltre ad essere esoso economicamente è quanto meno politicamente inopportuno, in quanto deliberato a scadenza di mandato), ai maestri, agli atleti, senza pensare minimamente alla copertura  di queste maggiori spese, se non, immaginando un ulteriore aumento delle quote di tesseramento, di affiliazione e di iscrizione alle gare, o peggio ancora riducendo l’attività del settore giovanile così come è avvenuto quest’anno.
Così non può continuare. Molti, fra Voi, mi hanno chiesto insistentemente, di impegnarmi a cambiare le cose; ci ho provato più volte, ma spesso il gioco delle maggioranze ha ostacolato i cambiamenti. Ho riflettuto a lungo, e sono arrivato alla conclusione che l’unica possibilità perché possa continuare ad incidere in modo positivo sulla politica federale sia l’assunzione diretta di una maggiore responsabilità.
E’ per questo motivo che Vi comunico la mia intenzione di candidarmi alla presidenza federale, e Vi chiedo di sostenermi col Vostro voto insieme con i candidati al consiglio direttivo che condivideranno le mie linee programmatiche. Vi comunicherò i nomi successivamente, quando la squadra sarà messa a punto, dopo le modiche statutarie da discutere con severo ma attento senso critico, da approvare solo se proiettate nell’esclusivo interesse del nostro sport. Tra l’altro vi sono anche differenti proposte sul numero dei consiglieri federali.
Il programma di massima pubblicato sul sito www.giorgioscarso.it è atto dovuto. Sono pienamente consapevole del fatto che chiunque può presentarne uno credibile. Altra cosa è realizzarlo. Altra ancora, volerlo davvero realizzare. Lo scetticismo in materia è del naturale e giustificabile. Per convincerVI del fatto che la mia non è semplice e scontata propaganda, posso solo offrirVi, come garanzia , la mia esperienza personale, fatta di impegno costante, ed anche di realizzazioni a beneficio della comunità schermistica. Sono restio a parlare di me e dei miei meriti, veri o presunti, ma in questa circostanza è doveroso farlo: una breve sintesi della mia vita è a margine del programma.
Considerate il programma come una bozza, un cantiere aperto in cui inserire i Vostri suggerimenti e contributi di cui farò tesoro nella stesura del programma definitivo. Per favorire questo processo ho attivato il sito web al quale Vi invito a collegarvi, scrivendo, criticando, suggerendo.
Personalmente, non prometto null’altro che il mio impegno a lavorare in pro della scherma, cercando di razionalizzare le spese e di provare a portare ulteriori risorse economiche al nostro mondo, al fine di venire in contro nei tempi e nei modi dovuti, alle legittime aspettative di chi ha fatto grande la scherma Italiana senza penalizzare la base, quindi le società e le famiglie.
Concludo, testimoniando il massimo rispetto e gratitudine agli amici del consiglio uscente con i quali ho lavorato, anche se con alcuni spesso mi sono trovato su posizioni contrapposte.
Mi auguro che la competizione elettorale sia serena e corretta: da parte mia farò di tutto perché ciò avvenga. A Voi il compito di giudicare, e di scegliere.
I miei più cordiali saluti



22 ottobre 2004"

venerdì 6 luglio 2018

BREVE ANALISI DEL BLOG


Dopo aver superato i 500.000 contatti, vale la pena fare un breve bilancio del Blog.
La “Piazza” nasce il 19 marzo 2012, con la pubblicazione del primo articolo. Il 2018 ha festeggiato il 6° anno di vita: sono stati pubblicati ben 486 articoli che hanno visto pareri, pro e contro, con oltre 60.000 commenti. I 10 articoli più letti sono stati: DOPING TECNOLOGICO: esiste anche nella scherma?; INTEGRAZIONE E PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI; INDAGINI GIUDIZIARIE2; DEFERITI; L’IRA DI SANDRO CUOMO; LE VERITA’ PARALLELE DELLA F.I.S. – 3^ parte; INDAGATI ALCUNI SOCI DELL’A.N.S. DALLA PROCURA FEDERALE; F.I.S./A.N.S.: guerra totale; LUTTO NELLA SCHERMA; GIUSTIZIA E POLTRONE. 
Moltissimi i Paesi che si sono collegati, in particolar modo: ITALIA; U.S.A.; GERMANIA; RUSSIA; FRANCIA; UNGHERIA; REGNO UNITO; UCRAINA; KUWAIT; SPAGNA.
Ai contatti di ogni Nazione sono da defalcare quelli che la dirigenza federale ha effettuato quando si trovava loro ospite, ma ciò non intacca minimamente il successo del blog a livello planetario. Nella top ten non appaiono Paesi come il Giappone, il Brasile, i paesi africani ed australiani, dai quali sono pervenuti diversi collegamenti.
Ciò che ha suscitato i maggiori interessi da parte del pubblico, come si evince dalla graduatoria dei primi 10, sono gli articoli riguardanti tutte quelle questioni legali e regolamentari oltre, naturalmente quelli riguardanti il settore tecnico, di cui senza il blog non si sarebbero avute notizie: direi che la “Piazza” abbia assolto alla sua missione in modo assolutamente completo.
Ezio RINALDI
 
In questi anni ci sono state denunce a carico del sottoscritto con l’accusa di diffamazione: credo di poter dimostrare nelle opportune sedi l’infondatezza di tali accuse. Si dice che Il blog sia inviso all’attuale dirigenza e non ho motivo di dubitarne, considerato che il Presidente federale, lo ha definito un “luogo di raccolta di scritti di tono polemico ed offensivo”, qualcun altro lo ha definito una “bettola”, insomma, parrebbe che l’Istituzione lo veda come qualcosa da eliminare o quantomeno da non frequentare, peccato che i componenti della stessa lo leggano continuamente.
E chiaro che scendendo in “Piazza”, mettendoci la faccia, non si possa pretendere di godere delle simpatie delle alte sfere, in particolar modo se il motto della “Piazza” è: LIBERI PENSIERI SUL MONDO DELLA SCHERMA: tutto quello che gli altri non dicono:”.
Con un po’ di civetteria e vanità, non posso nascondere che la cosa mi piace moltissimo e sono soddisfatto del lavoro sin qui fatto. Devo riconoscere che una gran parte del merito per questo indiscutibile successo vada ascritto agli amici FILECCIA, PUGLISI e SEMINARA. Le vicende da loro pubblicate hanno contribuito in maniera significativa all’affermazione del blog. Quindi a loro va il mio sentito grazie, ma non posso dimenticare chi ha commentato e scritto articoli firmandoli come CUCCU e ORSINI. Devo anche ammettere che in più di una circostanza ho avuto momenti di flessione per i quali la chiusura del blog era la soluzione migliore. A darmi conforto, oltre i soliti amici, sono stati i 60.000 e più commenti, i quali, in un modo o nell’altro, mi hanno dato la spinta a continuare. Ringrazio quelli che hanno dissentito dalla linea editoriale, con critiche, a volte, molto dure (non è che io sia stato da meno), ma ciò ha contribuito alla mia crescita intellettuale e senza di loro, non avrei allargato gli orizzonti dei miei pensieri e, forse, non avrei fatto alcuni esami di coscienza.
La storia del blog mi dice di continuare ed è esattamente quello che farò! Grazie a tutti i frequentatori della “Piazza”.
Ezio RINALDI

lunedì 25 giugno 2018

MAESTRI D'ARME - I riconoscimenti della FIS


Foto di gruppo dei nuovi maestri d’arme riconosciuti dalla FIS
In quest’ultimo fine settimana sono stati riconosciuti dalla FIS i titoli di Maestro (?!) di scherma storica rilasciati dall’AIMA (acronimo di Associazione Italiana Maestri d’Arme). La cosa mi ha lasciato quanto mai stupito perché, da quanto mi è a conoscenza, da una parte si cerca di arrivare ad un tavolo di discussione, data l’iniziativa di un autorevole componente dell’ANS, per cercare soluzioni adeguate alla spiacevolissima crisi tra FIS e Accademia, mentre dall’altra non si tiene minimamente conto di tali iniziative, anzi sembra che si voglia dire: ”a noi non interessano tali propositi, procediamo per la nostra strada”, di fatto chiudendo la porta a ogni possibile dialogo.
L’AIMA è una associazione di professionisti istituita ai sensi della legge n.4/2013. Tale legge, ha introdotto in Italia la figura della professione non regolamentata (ad es. Amministratore di condominio). La prima riflessione che mi viene da fare è relativa allo status di detta professione, poiché essa rientra tra quelle non regolamentate e per tale ragione non potrebbe insistere su aree che sono di pertinenza esclusiva delle professioni già disciplinate. Peraltro le associazioni di professionisti non regolamentate devono essere riconosciute dal MISE (acronimo di Ministero per lo sviluppo economico).
Cuomo, Loda', Campofreda, Gotti, Randazzo

Il CONI si è più volte pronunciato sul divieto ai professionisti non regolamentati di esercitare le loro attività in seno al modello sportivo organizzato cioè dentro le organizzazioni riconosciute dal CONI (FSN, DSA, EPS, società sportive).
Il così detto maestro d'arme diplomato dall'AIMA è totalmente coincidente con la figura del Maestro di scherma - maestro d'armi tipizzata dal decreto legislativo n.15/2016 nonché dal Piano Nazionale di Riforma delle Professioni, emanato dallo Stato italiano. Tale Piano di Riforma delle Professioni è stato trasmesso alla Commissione Europea a cura del Dipartimento Politiche Europee, in applicazione della direttiva 2013/55/UE (che modifica la precedente direttiva 2005/36/CE) sul riconoscimento delle qualifiche professionali. La Commissione Europea ha pubblicato sul proprio sito le professioni regolamentate, corredandole di apposite schede informative. Sembra, quindi, di capire che la FIS si sia sovrapposta al CONI.
Tutto ciò detto, è quantomeno stupefacente che la FIS:
a.      dichiari pubblicamente (ed in diversi suoi atti) che i tecnici insegnanti la scherma siano dilettanti;
b.      riconosca l'AIMA, suoi diplomi e suoi diplomati, i quali sono dichiaratamente professionisti ai sensi della legge n.4/2013. Quindi si riafferma il concetto che L’AIMA è una associazione di professionisti istituita, appunto, ai sensi della precitata legge n.4/2013.
In tutto ciò il CONI come si pone? Qual è la sua posizione? Lascia fare? Ritengo, invece, quanto mai necessario un intervento chiarificatore, poiché, a mio avviso, e se non ho male interpretato le leggi, statuti e regolamenti in vigore, la situazione potrebbe essere assai pericolosa per tutte le parti in causa.
A breve pubblicherò la lettera con cui il Presidente Scarso presentò la propria candidatura alla presidenza (2004), la quale evidenzia, allo stato attuale, l’assoluta incoerenza di quanto affermato e promesso: devo dire che sono felice ed orgoglioso di non far parte di questa Federazione.
Ezio RINALDI

sabato 23 giugno 2018

EUROPEI ASSOLUTI DI SCHERMA - NOVI SAD 2018

Si sono da poco conclusi gli Europei di scherma nella città Serba di Novi Sad, con un bilancio di 8 medaglie per l’Italia, un oro, quattro argenti e tre bronzi che corrisponde a un terzo posto nel medagliere finale.
L’immagine che ci rimarrà più impressa negli occhi l’ha colta Augusto Bizzi, ritraendo un Daniele Garozzo in ginocchio e incredulo, con l’esultazione diabolica e meritata di Alexey Cheremisinov sullo sfondo, dopo che questi aveva preso un impossibile 11-14 per trasformarlo in un 15-14 a suo vantaggio. Simmetrica sorte per Arianna Errigo, che perdeva con Irina Deriglazova, ma che poi si è aggiudicata l’oro, indice, che sta diventando sempre più sicura di sé sulla pedana. Non dimentichiamo la vicinanza di Alice Volpi che per la verità non manca mai il podio.
Altro discorso va fatto sulla sciabola, dove le donne non hanno brillato e gli uomini hanno scintillato d’argento solo nella prova a squadre, mentre la spada ha portato a casa solo un bronzo che sono certo sta molto stretto a tutti. Crisi del settore? O di tutta la nazionale italiana? Di certo è una flessione che preoccupa in vari ambienti e i recenti episodi sul doping tecnologico non hanno certo aiutato gli sciabolatori, che forse erano sotto pressione dall’attento sguardo dei controlli internazionali.
Intanto il fioretto statunitense ai campionati panamericani non ha avuto rivali e la spada cinese è salita sul podio più alto in quelli asiatici, il che vuol dire che il mondo, prima stava a guardare gli italiani ammirando e studiando i loro segreti, mentre ora pare aver assimilato più di una lezione, forse credo tutto il manuale!
La Francia si sta consolidando sempre più nella spada e la sta esportando, al pari degli italiani, i quali, facendo medesima cosa con il fioretto, hanno creato senza alcuna magia un avversario che ci sta letteralmente schiacciando.
Le 8 medaglie di Novi Sad sono poche rispetto alle 11 di Tblisi dello scorso anno, ma sono molte rispetto alle 5 di Torùn e moltissime in rapporto a quelle di Legnano del 2012, che furono tristemente 3. C’è da dire però che con questo europeo abbiamo raggiunto e superato le 100 medaglie in campo continentale, dal 2005, anno di insediamento di Scarso alla presidenza FIS. Per essere precisi 108.
Vediamo una notevole e preoccupante avanzata della Russia, che da qualche anno è diventata oramai la nazione da battere. I suoi incredibili 6 ori europei, pongono un record che praticamente l’Italia non ha mai raggiunto nel campionato continentale negli ultimi 13 anni. Non siamo più i favoriti, cioè il Paese da battere: le altre nazioni non stanno a guardare. Si potrebbe obiettare che le medaglie d'argento avrebbero potuto essere d'oro ed in questo caso anche il medagliere sarebbe stato diverso, guadagnando, forse, la prima posizione. Purtroppo con i se e con i ma non si va da nessuna parte e basta guardare lo specchio sottostante per analizzare con obiettività questo europeo. Certamente qualcosa è mancato e molti esami di coscienza andranno fatti a vari livelli, ma speriamo di riuscire a trovare quanto prima la quadra giusta per non arrivare il prossimo mese a Wuxi con gli artigli e le lame spuntate.
Una analisi più appropriata andrà fatta dopo i prossimi mondiali e, qualora sarà confermato il trend di questo europeo, soprattutto per spada e sciabola, allora dovremo preoccuparci seriamente.
Fabrizio Orsini


mercoledì 20 giugno 2018

LETTERA DEL PRESIDENTE DELL'AIMS

Cari lettori e frequentatori della Piazza, ricevo dal Presidente dell'AIMS, Maestro Saverio CRISCI, con l'autorizzazione a pubblicarla, la lettera che segue.
Ringrazio il Presidente dell'Associazione per il suo intervento sul Blog.
Ezio RINALDI

domenica 17 giugno 2018

CONTESA FIS/AIMS-ANS


Un tema che da sempre suscita interesse ed interventi di vario genere e di diversi personaggi, anonimi e non. Il quarto capitolo della saga è stato letto 1568 volte (fino ad ora) con 95 commenti, alcuni dei quali miei, in risposta ad altrettante esposizioni. Cosa ne è venuto fuori? Quello che mi è saltato agli occhi è stata la faziosità, la cecità e la inopportunità di alcuni commenti, soprattutto quelli post partecipazione del Presidente del CONI agli esami per il conseguimento dell’attestato di tecnico di scherma. A tale cerimonia era presente il gotha dello sport nazionale – Malagò – e della scherma – Scarso, buona parte del Consiglio Direttivo e dell’AIMS. Dalle foto in mio possesso, sono reperibili sul sito FIS, devo ammettere che la sala di scherma del Centro federale è stata ben allestita, una scenografia quindi degna di un evento che sta molto a cuore alla FIS. Ma torniamo all’analisi dell’articolo. Nei vari interventi si è tornati a parlare di statuti approvati/non approvati; sulla competenza FIS in merito all’approvazione degli statuti di enti non affiliati; di serietà della federazione; strumentalizzazione a fini politici da parte dell’opposizione; di condotta non solo consona ma addirittura legittima nei confronti dell’ANS. Ciò mi ha molto infastidito (forse sono di parte?) perché mentre da una parte si espongono fatti con documenti, dall’altra, i lealisti, argomentano con: “Il suo è un commento legittimo, di una legittima stanchezza. Ma mi creda, ha le idee parecchio distorte da una sola campana. Quella dell'ANS. Perché l'altra campana, quella della FIS, qui non parla perché si vede che ha scelto di parlare solo nelle sedi opportune. Questo fa la differenza tra un Ente serio e uno meno.”.
Pur rispettando tale pensiero credo di poter affermare che è molto incoerente, e mi spiego: se la FIS non parla non capisco perché intervengono i lealisti a sostegno di una posizione e di una condotta che la stessa Federazione sottace poiché ne vorrà parlare nelle sedi opportune? E quali sono tali sedi? Il CONI, la Procura della Repubblica, il TAR? L’idea che ho in mente è che i fedelealisti intervengano con il consenso federale in quanto le argomentazioni sono sempre le stesse: la ANS è vecchia; non si è adeguata; lo statuto non è conforme a quello federale; vuole porsi al pari della FIS etc, etc. Tutte tesi che attengono al pensiero federale, non dei fedelealisti, dico federale, e mai una discussione nel vero merito della questione. Per quanto riguarda le sedi opportune, se non ci fosse stata la Piazza di questi argomenti non si sarebbe mai discusso, di più, direi che non si sarebbero conosciuti, con buona pace del movimento. La Piazza ha dato spazio a tutti, evitando qualsiasi censura, dando la possibilità a chiunque abbia voluto intervenire di essere ospite gradito. Pertanto, la Piazza è un luogo virtuale dove è lecito fare delle domande e sarebbe lecito avere delle risposte, anche dalla FIS, perchè se la differenza tra un ente serio e uno meno sta nel nascondersi dietro la motivazione :”parlo nelle sedi opportune” significa che non si hanno argomentazioni convincenti e si cerca di prendere tempo, evitando il confronto. Come ho sempre affermato, non si ha la volontà per sedersi seriamente ad un tavolo per addivenire ad una soluzione equa, che rispetti la dignità di ognuno, ovvero dichiarare apertamente che l’ANS per la Federazione non esiste più e solo a quel punto potranno proseguire in altre sedi le iniziative ritenute adeguate al caso.
Ezio RINALDI

domenica 3 giugno 2018

F.I.S. - A.I.M.S. - A.N.S.: quarto capitolo

ACCADEMIA NAZIONALE DI SCHERMA
ENTE MORALE FONDATO IN NAPOLI 1861 -ASD

Premessa: questa puntata contiene, accanto ad un breve (ma necessario) riepilogo della vicenda relativa alla incresciosa contrapposizione tra Accademia Nazionale di Scherma e Federazione Italiana di Scherma, alcune “novità” degne di nota che il lettore (e, a maggior ragione, l’aspirante maestro o istruttore) avrà tutto l’interesse a conoscere.
Nel clima di leale collaborazione che, per decenni, ha caratterizzato i rapporti tra FIS e Accademia Nazionale di Scherma, gli esami si sono svolti (in genere a Napoli e qualche volta anche a Norcia) innanzi a commissioni composte da rappresentati dei due Enti. La presidenza della commissione è sempre stata assunta dal presidente dell’Accademia e da un socio da lui delegato e ciò in quanto, come è noto, è l’Accademia Nazionale di Scherma e non la FIS il soggetto legittimato al rilascio del diploma di istruttore e maestro di scherma. Va da sé che l’Accademia ha sempre indicato quali suoi rappresentati persone tecnicamente competenti, vale a dire (per la gran parte) maestri o anche (ma in numero molto minore) dilettanti di provata esperienza. In ogni caso, la collegialità della deliberazione ha sempre garantito la obiettività e la “tecnicità” della valutazione.
Per decenni la FIS non ha mai messo in dubbio la legittimazione dell’Accademia, né avrebbe potuto
farlo, in quanto, come più volte chiarito e come si ribadirà di qui a poco, è l’Accademia l’unico ente
autorizzato per legge al rilascio del diploma. 
Tanto ciò è vero che, nel passato, la federazione ha addirittura sostenuto economicamente l’Accademia Nazionale di Scherma proprio per consentirle di svolgere la fondamentale funzione di organizzare gli esami per il conferimento della qualifica professionale. A titolo di mero esempio si può ricordare la delibera n. 40 del giorno 8 marzo 1999 che così recitava: “… preso atto che l’Accademia Nazionale di Napoli è l’unico Ente civile autorizzato da una legge dello Stato al rilascio dei diplomi magistrali, ……delibera l’assegnazione all’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli di un contributo straordinario pari a lire 12.000.000 (dodicimilioni) da imputarsi al Cap. 106050”.
Ora è davvero paradossale che, nel momento in cui la normativa nazionale riceve riconoscimento e  ratifica in sede europea (cfr. le direttive 2005/36/CE e 2013/55/CE, recepite con i decreti legislativi 206/2007 e 15/2016), la FIS abbia deciso, con un provvedimento violativo di norme di legge e del suo stesso statuto (art. 1 comma 12), di “avocare” a sé l’organizzazione e lo svolgimento degli esami e il conseguente rilascio del diploma. Risale infatti proprio al periodo tra il dicembre 2016 e il gennaio 2017 la (singolare) decisione federale che ha portato alla gestione unilaterale degli esami.
La ragione di tale comportamento non è mai stata resa nota e, a distanza di tempo, ancora “il mistero”  resta. Possono formularsi solo ipotesi.
A ben vedere, nel recente passato la FIS ha, per ben due volte, preteso dall’Accademia Nazionale di Scherma la modifica del suo statuto per renderlo “compatibile” – questa la ragione esplicitata - con le
direttive del CONI (quali, di preciso, non è stato mai chiarito). Ora, a prescindere dal fatto che la federazione non può imporre (ma caso mai suggerire) ad un ente del tutto autonomo, avente per altro
personalità giuridica, di modificare lo statuto (a suo tempo e più volte - nelle varie e successive versioni - approvato dall’autorità prefettizia), resta il fatto che l’Accademia, pro bono pacis, ha comunque (e, si ripete, per ben due volte!) accontentato la FIS, introducendo nella sua “carta fondamentale” quelle (minime e alquanto pretestuose) modifiche che le erano state richieste. Dunque i desiderata della FIS sono stati recepiti perché, in effetti (badate bene!), le modifiche furono addirittura concordate con i “plenipotenziari” federali designati dal presidente Scarso; per di più, all’esito del secondo incontro, il presidente della FIS indirizzò una lettera (22 giugno 2016) al presidente dell’Accademia, con la quale si rallegrava e si complimentava per i risultati raggiunti e per il clima positivo che aveva caratterizzato la riunione.
Eppure qualche mese dopo, senza che nessuna novità fosse intervenuta, la FIS, sconfessando di fatto i suoi “ambasciatori”, ha violato l’accordo, ha ignorato il contenuto della lettera “complimentosa” è si è fatta gli esami per conto suo.
Gli “ambasciatori”, per parte loro, sembrano aver incassato il colpo senza fare una piega. Ma, è ovvio, ognuno ha il suo stile, conseguenza della considerazione che ciascuno ha di se stesso.
Non basta: in un delirante (e pretestuoso) crescendo di volontà punitiva, la dirigenza FIS ha deferito alla giustizia sportiva alcuni soci dell’Accademia (tra i quali il nostro Segretario e l’olimpionico Michele Maffei) per il voto espresso nell’assemblea nel corso della quale il nostro Sodalizio aveva deciso di resistere alla spoliazione che la federazione stava perseguendo con determinazione degna di miglior causa. Costoro tuttavia (ben difesi dall’avv.sa Puglisi) sono stati assolti “con formula piena”. Come se non bastasse, il giudice sportivo ha chiarito (ad abundantiam, a nostro modo di vedere) che l’Accademia Nazionale di Scherma non ha alcun rapporto di subordinazione con la FIS.
Naturalmente è stato inevitabile da parte dell’Accademia Nazionale di Scherma adire il TAR, invocando la sospensiva dell’abusiva attività promossa dalla FIS. Il TAR non ha concesso la sospensiva ed ha riservato il giudizio definitivo “al merito”. La causa è fissata per il prossimo autunno. È infatti ovvio che l’Accademia resisterà con ogni mezzo e in tutte le sedi all’atto di usurpazione subìto (se necessario fino al Consiglio di Stato e alla Cassazione) perché ne va della sua principale funzione e della esistenza stessa di un Ente, unico al mondo (e conosciuto e riconosciuto in tutto il mondo schermistico), che ha ben 157 anni di storia. Come tale dovrebbe, essere valorizzato e non certo svilito dalle istituzioni sportive nazionali (e non ci si riferisce solo alla federazione !).
Per altro (e francamente sembra il colmo), la FIS, non contenta di emettere in house i suoi diplomi, pretende di non riconoscere più il titolo conferito dall’Accademia e non si comprende se intenda fare ciò con valenza ex nunc o ex tunc; in questo secondo caso tutti i maestri di scherma presenti in Italia (compreso il presidente Scarso?) e molti nel mondo sarebbero – secondo la FIS – privi di legittimazione.
Questo per quel che riguarda il versante amministrativo, ma… esiste anche quello penale.
L’articolo 348 del codice penale (esercizio abusivo di una professione) è stato, come è noto, recentemente modificato (legge n. 3/2018) nel senso di una maggiore severità: non solo è prevista la pena congiunta della reclusione e della multa (come prima), ma: a) è imposta la pubblicazione della sentenza, b) è obbligatoria la confisca delle cose utilizzate per commettere il reato (le attrezzature sportive e gli immobili nei quali l’attività ha avuto luogo) e, ciò che più rileva, c) è estesa la punibilità a chi ha determinato altri a commettere il reato, ovvero ha diretto l’attività di chi nel reato ha concorso.
E non ha forse determinato altri a commettere il reato colui il quale ha conferito un titolo professionale invalido in base al quale il malcapitato potrebbe aprire una sala di scherma, reclutare allievi e “insegnare” tale disciplina sportiva?
Ora non può essere dubbio che, per esercitare la professione di maestro o istruttore di scherma, sia necessaria una abilitazione, conseguente al superamento dell’esame presso il Soggetto che a tanto è - dalla legge - deputato.
La fonte normativa che attribuisce all’Accademia Nazionale di Scherma il titolo per conferire il diploma professionale ha forza di legge: si tratta - come ogni schermitore sa o dovrebbe sapere - di un decreto reale del 1880, più volte prorogato e recepito da successive fonti (in due occasioni previo parere del Consiglio di Stato). Da ultimo, come si diceva, la normativa europea, con le ricordate direttive 2005/36/CE e 2013/55/CE, recepite con i decreti legislativi 206/2007 e 15/2016, ha chiarito che per diventare maestro di scherma ai sensi del decreto legislativo 708/1947 (punto 11 dell’art. 3) “la normativa italiana prevede che il candidato, in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore, superi l’esame abilitativo presso l’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli, al quale è possibile accedere dopo la frequenza con esito positivo di corsi di istruzione e formazione ecc…..[omissis].
Né la norma può essere aggirata dando al titolo una dizione formalmente diversa (ad es. “allenatore”, invece che “maestro” o “istruttore”) perché ciò che conta è la effettività della condotta e non la mera
forma verbale della dizione.
Potrebbero (dovrebbero?) pertanto essere investite le competenti Procure della repubblica cui andrebbero segnalati quei soggetti che, magari in buona fede (finché non avranno letto la presente “puntata”), eserciteranno (e stanno esercitando) abusivamente (perché non regolarmente diplomati) la professione di maestro o istruttore di scherma.
Perché, sia ben chiaro, costoro potrebbero anche essere stati (fino ad ora) in buona fede (in fin dei conti hanno “un pezzo di carta” con l’intestazione FIS), ma chi ha rilasciato tale pseudo-diploma certamente in buona fede non è; e, poiché, come si è sopra chiarito, costui ha in qualche modo determinato altri a commettere il reato (cfr. art 348 comma 3 codice penale), egli potrebbe essere meritevole, secondo il Legislatore, della pena della reclusione da 1 a 5 anni e della multa da 15.000 a 75.000 euro.
E poi – è da chiedersi – chi abbia obbligo e chi abbia interesse a segnalare alla autorità giudiziaria una simile situazione contra legem.
La risposta alla prima domanda è ovvia: il CONI, ente di diritto pubblico, cui compete, tra gli altri, il compito di vigilare sul corretto svolgimento della attività sportiva e delle attività strumentali ad essa.
Altrettanto ovvia è la risposta alla seconda domanda: l’interesse è dell’Accademia Nazionale di Scherma.
Ma, abbandonando per un momento il versante strettamente legale, una domanda di comune buon senso si impone: ne valeva (e ne vale) la pena? Francamente non si afferra la ragione di tale assurdo modo di procedere; sfugge il motivo per il quale si è “buttata a mare” una collaborazione che durava da decenni e che ha sempre dato ottimi risultati, né è chiaro il fondamento di questo impulso distruttivo (ed autodistruttivo) di rapporti istituzionali ed umani che si erano (così pareva) sedimentati nel tempo, appare insomma difficile individuare la logica che ha indotto persone a dire una cosa e poi ad agire in modo completamente opposto agli impegni presi e ai vincoli normativi vigenti.
A meno che non si ipotizzi la presenza di “appetiti” che mal si conciliano con la esistenza di un ente terzo, indipendente e neutro (composto, in gran parte, di persone che “non vivono di scherma”), ente che tuttavia ha il potere di conferire un titolo professionale abilitante all’insegnamento di una disciplina sportiva. In fin dei conti, si tratta di “un brandello di potere” che può far gola a chi ha lo scopo e l’ambizione di amministrare le carriere dei professionisti della scherma. È un potere che può contare e pesare anche in termini di voti.
Si tratta però di una condotta dissennata perché espone la FIS (e di riflesso il CONI) a conseguenze tutt’altro che positive, ad una pubblicità a tinte fosche e, non da ultimo, espone i singoli (quelli che credono o vogliono credere di aver conseguito il titolo di istruttore o di maestro) a subire, come si è premesso, denunzie e - probabilmente – indagini, processi e (forse) condanne.
Il tutto in uno scenario e in un contesto già di per sé turbolento e poco rassicurante, considerata l’esistenza di una non sopita querelle per la registrazione in Prefettura delle modifiche dello statuto FIS, nonché l’esistenza di esposti, denunzie e querele che sembrano fiorire in siti, lontani da Roma, in siti, vale a dire, lontani dal luogo nel quale si esercita - in maniera non mediata (questo è un eufemismo) - il “potere centrale” (altro eufemismo) federale.
Ma ormai il dado è (a quanto pare) tratto.
                                                                                             

 Il Presidente Dott. Pasquale La Ragione

martedì 29 maggio 2018

DOPING TECNOLOGICO: c'è anche nella scherma?

Ai recenti Campionati Italiani Giovani, ha destato sorpresa, e direi anche perplessità, il provvedimento della Commissione SEMI con il quale, alla fine di un assalto di finale, ha disposto un inusuale quanto intempestivo controllo delle attrezzature degli atleti in gara. A quel punto si sono rincorse voci e sospetti, ma a detta dei presenti, pare non siano emerse irregolarità a carico di nessuno degli atleti. Sembra, però che vi siano stati dei comportamenti che abbiamo destato qualche sospetto sulla possibile manomissione delle attrezzature ritirate. 
Il sospetto, sembra, siamo sempre nel campo delle ipotesi, sia supportato da alcuni video, i quali girerebbero  in maniera quasi virale, e dagli stessi apparrebbero strani comportamenti di uno dei genitori degli atleti, il quale pare abbia tra le mani un oggetto (si presume un telecomando) con cui avrebbe potuto inviare un segnale di inibizione/interruzione all’apparecchio segna stoccate, facendo sì che questo segnali solo una delle due luci.
Nei video in argomento, con i quali sarebbe stato ripreso l’intero l’assalto tra i due schermidori, sembrerebbe che vi sia un filmato che riprenda uno spettatore, molto interessato, armeggiare in maniera compulsiva con qualcosa che ha in tasca.
L’episodio, dicono sempre le voci di corridoio, pare sia ormai sulla bocca di tanti frequentatori dei palazzetti, ma soprattutto tra gli addetti ai lavori, tant’è che anche ai recenti campionati del mondo di Verona più volte, in occasioni di alcuni match che vedevano coinvolto uno degli atleti di cui sopra, vi siano state stoccate incomprensibilmente non segnalate dall’apparecchio, con vibranti proteste soprattutto della delegazione russa.  Sembra inoltre che nel mese di marzo del 2017 sia stata inviata una mail alla FIE e per conoscenza ai componenti della commissione atleti, nella quale vengono addirittura segnalati dei match specifici, con l’elencazione delle stoccate sulle quali, pare, siano stati adombrati sospetti sulla loro regolarità.
Certamente l’intervento della Commissione SEMI farà chiarezza sull’episodio che, sono convinto, risulterà assolutamente inesistente. D’altronde, qualora fosse vero vi immaginate che figura faremmo anche a livello internazionale?
Intanto altri soffioni riferiscono della convocazione di un atleta e dei suoi genitori dal Presidente FIS: che pensare? Che ci sia qualcosa di vero? Oppure il Presidente vorrà dire ai convenuti che sono sotto osservazione? Spero ci sia presto un comunicato chiarificatore che possa eliminare dicerie, sospetti, malignità e pettegolezzi vari.
Ezio RINALDI


lunedì 28 maggio 2018

La "stalla" democratica

Gli ultimi eventi politici, specialmente quelli avvenuti dal 4/3/18 a tutt'oggi, hanno dimostrato che ci sono le persone per bene - e sono tante - che si recano alle urne e votano.
Essi lo fanno perché, nonostante le delusioni e le disillusioni, ciascuno ha bisogno di credere, sempre, in un cambiamento in positivo: e allora, vanno e votano, esprimendo la loro preferenza, secondo coscienza, dando fiducia alla persona, o a quella parte politica, che più ha saputo essere vicina a quel determinato "sentire" o è stata più capace a smuovere l'empatia dell'elettore.
Dopo, uscite dal seggio, queste persone attendono fiduciose che il cambiamento si realizzi.
Ma poi si aprono le urne e, finito il "teatrino pre-elettorale", si apre quello "post elettorale", dove, mentre gli elettori, ciascuno in proprio, continuano le proprie vite e attendono l'avverarsi della promessa di cambiamento, gli eletti si trasfigurano e iniziano una triste e squallida lotta di potere per il potere, continuando, successivamente, a produrre ogni sforzo solo e soltanto per il mantenimento dello stesso (cosa ancora più triste e squallida), senza occuparsi o preoccuparsi minimamente di lavorare, operare e adoperarsi nell'attuazione del tanto decantato cambiamento, strombazzato a viva voce in sede pre-elettorale, e provocando così un pericoloso ed ineluttabile precipitare in una situazione di stallo. 
Il perché di questo mutamento/trasfigurazione è assolutamente chiaro, limpido, lampante e manifesto: loro, gli eletti, il cambiamento che volevano lo hanno già ottenuto.
E lo stallo si tramuta, miseramente, in una "stalla".
Meditate, gente, meditate.
Cordialmente
Gaspare Fardella