lunedì 21 gennaio 2019

DENARO E RIVOLUZIONE


Ai lettori più attenti della Piazza non sarà sfuggita la rivoluzione in atto nel modo dello sport. E mi riferisco, ovviamente, alla sostituzione di CONI Servizi con la nuova “Sport e Salute s.p.a.”
A prescindere dalle ragioni politiche più o meno evidenti che hanno portato il Governo ad intervenire sul CONI, quello che conta, ormai, sono gli effetti dell’intervento perché la nuova società “è il soggetto incaricato di attuare le scelte di politica pubblica sportiva, con particolare riferimento all’erogazione dei contributi per l’attività sportiva da destinare alle Federazioni Sportive Nazionali”. “A tal riguardo la Società istituisce un sistema separato a fini contabili ed organizzativi, che provvede al riparto delle risorse, da qualificare quali contributi pubblici”.
In parole povere, dato che la società “agirà quale struttura operativa dell’Autorità del Governo competente in materia di sport” da oggi lo Stato oltre a destinare i finanziamenti pubblici allo sport vorrà mettere becco su come e quando debbano essere spesi.
Onestamente non so dire se questo sarà un bene o un male per lo sport italiano, lo potrà dire soltanto il tempo. Quello che mi aspetto, e francamente spero, nel breve termine è di vedere finalmente un po’ di trasparenza nella gestione del denaro da parte delle Federazioni.
Prendiamo il caso della Federazione Italiana Scherma; qualcuno dei lettori è in grado di spiegare come vengono spesi i soldi iscritti in bilancio? Penso proprio di no perché il bilancio federale non chiarisce assolutamente nulla.
Le entrate e le spese sono organizzate in macro voci che non consentono in alcun modo una verifica immediata sulla regolarità dei conti.
Ovviamente non intendo con questo insinuare che il bilancio non sia corretto, bensì che non può essere letto dai tesserati.
E perché dovrebbe, potrà dire qualcuno. Semplice, perché il denaro speso è nostro e abbiamo il diritto di sapere come viene speso. Il Consiglio federale è solo l’Amministratore del condominio scherma, e chi è che non vuol sapere come l’amministratore spende i soldi dei condomini?
Capita a volte che le spese delle trasferte siano duplicate, che qualcuno chieda rimborsi per attività non svolta. Il nostro Amministratore se n’è mai accorto?
Io sì. Per puro caso mi sono venute tra le mani alcune fatture di rimborsi e ho visto che alcuni “tesserati” in questi anni hanno fatto i furbetti chiedendo denaro per prestazioni inesistenti. Ovviamente ho denunciato il fatto all’autorità giudiziaria, ma il nostro Amministratore di Condominio se n’è accorto o è abituato a pagare cash a vista fattura?
Non vorreste saperlo? Non vorrà saperlo Sport e Salute spa? Speriamo di sì perché ogni centesimo pagato ai furbetti è un centesimo tolto alle Società, agli atleti, ai maestri e alle famiglie.
Nel frattempo sappiate, cari lettori, che grazie alla lungimiranza del Tribunale Federale ormai ogni tesserato è legittimato ad impugnare qualunque delibera del Consiglio Federale che incide sui propri diritti. Quindi ciascuno di noi potrà impugnare anche la delibera del Consiglio Federale che approva il bilancio se ritiene che sia errata. 
Cominciamo a chiedere alla Segreteria Federale di fornirci i giustificativi delle spese effettuate, non possono negarne la visione. Forza guardiamo come viene speso il nostro denaro, è un nostro diritto.
Svegliatevi, la rivoluzione è iniziata!
V. V. V. V. V.

martedì 15 gennaio 2019

DOPING TECNOLOGICO: lettera aperta al Presidente Giorgio SCARSO

Presidente Scarso
Presidente Scarso, per la possibile gravità dei fatti che hanno esposto sul blog e che ora mi sento di rappresentarti in questa lettera aperta, non mi sono rivolto a te chiamandoti Giorgio, ma ho optato per un formale rispetto delle cariche istituzionali che stai ricoprendo ininterrottamente dal 2000, cioè da diciannove anni, appellandoti con l'ultima che rivesti da quattro mandati.
Tu che hai dichiarato ad amici comuni di essere un attento lettore del blog, avrai visto che da tempo siamo stati investiti della questione di un presunto caso di illecito sportivo, che non escludendo interventi esterni sul corretto funzionamento del materiale schermistico in uso, qualcuno ha denominato “doping tecnologico”.
I commentatori, quantunque anonimi e questo te la dice lunga sulla percezione della libera manifestazione del pensiero nel nostro ambiente, hanno condiviso indizi, che tu hai il dovere in prima persona di verificare con il Consiglio federale e con l’ausilio della Commissione SEMI.
Del resto nasci Maestro di scherma, sei stato un sottufficiale, hai dunque strumenti cognitivi che ti consentono di distinguere il nero dal bianco, il corretto dal fallace, il reale dal fantasioso.
Mi è stato riferito invece che non te ne sei occupato in prima persona, proprio tu che gestisci ogni singola spetto della vita federale. Mi risulta che avresti attivato contemporaneamente l’Ufficio di Procura e la Commissione SEMI, ma dubito che il primo organo federale abbia usato il secondo quale consulente tecnico d’ufficio. Anzi, ti anticipo le possibili conclusioni alle quali sono giunti. Archiviazione e nulla di fatto.
Forse il controllo della Commissione SEMI al termine del Campionato italiano di sciabola femminile a Verona 2018 è motivo di imbarazzo? La questione l’avete affrontate in Consiglio federale? Per trasparenza, sarebbe opportuno, forse doveroso, condividere le vostre conclusioni.
Mi è stato riferito che qualcuno fortemente sospettato, in quanto sempre nei luoghi e al momento dei fatti rappresentati (e video ripreso da qualche operatore sportivo tesserato per la FIS), sia stato destinatario di una informale interdizione all’accesso ai luoghi di gara. Se fosse vero, accertata la sua assenza dai luoghi di gara, mi chiedo come tutto ciò sia possibile. Una persona innocente avrebbe scatenato l’inferno di fronte a questa ingiustizia. Si è lamentato?
Puoi raccogliere tra i commenti degli anonimi tutte le fonti di prova che riterrai utili per le tue valutazioni e le tue scelte politiche, perché un Presidente di quelle è chiamato a darne conto, da subito e certamente a fine mandato.
Ad ogni modo, se vorrai, posso produrre un elenco con tutti i link dei video nei quali si vedono queste anomalie, come riportati nel blog.
Per adesso, mi limito in questa lettera aperta a condividere due commenti che mi hanno toccato personalmente e che troverai pubblicati sul blog, ma li trascrivo poiché potrebbero esserti sfuggiti:

passante
“Indignati di tutto il movimento schermistico unitevi contro il doping tecnologico (Risposta all’appello dell’anonimo 15 gennaio 2019 15:59.)
Non ho vissuto l’età del fascismo e dei totalitarismi che sancì la morte del pensiero critico, ma oggi più che mai posso considerare quanto sia pericoloso il sonno della ragione. Non posso accettare che la società possa arretrare su ogni campo, tutto accelerato dalla crisi economica e globale del nuovo millennio, dove i valori fondamentali sono stati generalmente sostituiti da scorciatoie per trovare in fretta false virtù. Un semplice prendere le distanze in privato non può bastare, non è più possibile il “silenzio” anzi può rappresentare una scelta immorale, un disimpegno colpevole. 
Oggi non è più tempo di tacere, è tempo di prendere una posizione perché ogni esitazione potrebbe mettere a rischio le grandi conquiste culturali e valoriali dell’olimpismo. Il fair play e la correttezza non possono essere valori negoziabili. Nell’età delle interconnessioni non c‘è niente di più assurdamente anacronistico dei muri e dei silenzi colpevoli. Non ci si può salvare dicendo al dopatore tecnologico di non farsi più vedere, lasciando la dopata libera di costruirsi una nuova verginità e minacciando chiunque chieda giustizia o un minimo di chiarezza. 
Giubbetto elettrico
Quello che maggiormente preoccupa non è il ristretto e circoscritto agire scorretto del nucleo dopatore e dopata tecnologici, ma la constatazione delle omissioni numerose che colleziona e che una larga fetta anche di persone per bene, che sono prossime a questi soggetti, non si sia resa ancora conto che con il suo silenzio si è prostituita alla peggiore delle dittature, quella incapace di cogliere i segni del tempo, incapace di progettare un mondo di donne e uomini dello sport in grado di vivere insieme correttamente e di manifestare liberamente il proprio pensiero di fronte alle evidenze.
Sciabola
Appartengo al mondo della formazione, sto, pertanto, in trincea a contatto con nuove generazioni vivaci, intelligenti, informatizzate e “smart” che “vivendo questi eventi di scandalo” rischiano di precipitare nel baratro dell’indifferenza o, nella peggiore delle ipotesi, dell’emulazione pericolosa e ignorante. Questi nostri giovani, invece, meritano di essere salvati, meritano una scherma in grado di coniugare pathos e logos, una scherma che percepisca le rinunce e il duro lavoro senza scorciatoie come “pane quotidiano”.
La mia è una preghiera di donna laica a Rinaldi, affinché pubblichi una lettera aperta al Presidente Scarso. Ma è anche un invito ai lettori, perché possano riversare tutte le informazioni in loro possesso ancorché in forma anonima, come io stessa sto facendo per tutelare le mie allieve, i miei allievi, la mia società.”;
“Rispondo all’appello.
La scusa accampata da Scarsosan e dai suoi adepti è che non vi sono prove rappresentative per questi gravissimi fatti di doping tecnologico. La risposta più becera è “grazie al c…”, la SEMI ha fatto il controllo a Verona a giochi finiti. Perché però non investigare con le prove indiziarie? Tutti sappiamo che l’esistenza del doping tecnologico da provare si può ricavare attraverso una relazione costituita o da leggi scientifiche o da una massima di esperienza.
Non avrà in nessun caso una prova dichiarativa, perché nessuno della cerchia dei responsabilità andrà a dirti come si sono svolti i fatti relativi. Andiamo avanti con l’indizio e per cercare di dare una definizione di indizio ci si rivolge a due concetti: il primo è la massima di esperienza ed il secondo è la legge scientifica.


Le massime di esperienza come dice la parola stessa sono ricavate dalla comune esperienza tenuto conto di quello che succede nella generalità dei casi. La legge scientifica, è una legge che si caratterizza perché è soggetta a verifica attraverso un metodo sperimentale, cioè attraverso uno specialista della materia (perito) che potrà fare conoscere al giudice una legge scientifica. 
Una delle regole che il codice di procedura penale pone in materia di prova è quella secondo la quale la prova di un fatto reato non può essere ricavata se non da indizi che siano gravi precisi e concordanti: un indizio è grave quando è dotato di un grado di persuasività elevato e riesce a resistere a eventuali obiezioni. Un indizio è preciso quando non è suscettibile di diverse interpretazioni. Un indizio è concordante nel senso che ci devono essere più indizi che confluiscono nella stessa direzione. 
Per ora mi limito a questi indizi gravi, precisi e concordanti, che ho ricevuto da un amico straniero. Mi ha segnalato fatti gravi datati 2015. Siamo nella finale Cadetti World Championships Tashkent con la Nikitina, il 2 aprile https://www.youtube.com/watch?v=JnARSwWo364.
Le sequenze impressionanti sono a 1:48:21, 1:49:27, 1:50:14, 1:58:00. Per un totale di 4 anomalie che beneficano sempre la stessa persona.
Già nell’assalto precedente con la Emura altre 7 anomalie che sempre beneficiano la stessa persona https://www.youtube.com/watch?v=JnARSwWo364: 43:45, 43:54, 44:38, 48:02, 48:32, 48:35, 50:50.
Persino l’assalto prima, quello con la Podpaskova con altre 4 anomalie che beneficiano sempre la stessa persona https://www.youtube.com/watch?v=FOyF-drME68: 3:40:27, 3:40:52, 3:43:48, 3:44:45.
Non ci crederete, ma anche prima con la Michel altre 6 anomalie https://www.youtube.com/watch?v=FOyF-drME68: 1:44:17, 1:44:48, 1:45:08, 1:45:20, 1:46:15, 1:52:00.
Persino nei 32 con la Jo 5 anomalie https://www.youtube.com/watch?v=FOyF-drME68: 1:01:08, 1:01:54, 1:02:45, 1:03:24, 1:06:59.”
Ezio RINALDI

venerdì 11 gennaio 2019

NUOVE NORME SULLA NON COMBATTIVITA': cotte e mangiate

La grande festa per i 105 anni della FIE sarà ricordata per l’approvazione del nuovo regolamento internazionale sulla non combattività. Credo che ogni atleta darà un nome del tutto personale a questa norma della quale non si era ancora capito quando sarebbe entrata in vigore in Italia. La risposta al quesito è stata data oggi, con un documento federale che recita lapidariamente che le regole relative “all’art. t.124 inerente la non combattività […] sono state recepite dalla FIS e sono applicate, a partire dalla medesima data (cioè l’11 gennaio 2019 ndr), a tutte le competizioni ufficiali”.
Così l’eccessivo onere incorso a organizzare campionati nazionali e non, e forse nei tempi morti a leggere il blog da parte di certi esponenti federali, ha fatto tralasciare questo importante tassello per l’attuazione della norma, che li ha visti correre dritti alla penna per stilare un comunicato, il n°43/19, perché si erano evidentemente dimenticati.
Nessun preavviso che potesse dare il tempo ragionevole di capire questa nuova trovata, che snatura l’essenza della spada di natura attendista e riflessiva, che di fatto avviene alla vigilia delle gare a squadre di spada di C2, unita ad altre di sciabola e fioretto individuali. Maestri e atleti dovranno mettersi sotto oggi e domani per metabolizzare questa nuova norma concepita male, recepita peggio e messa in pratica alla bell’e meglio.
Siamo di fronte a un cortocircuito schermistico che nessuno si aspettava e, se come dicono alcuni sia vero che la norma sia stata concepita in Italia, da persone che siedono su alte sedie del comando federale, o tecnico, il fatto che sia stata applicata con notevole fretta e ancor più strana furia, fa supporre che il focus lavorativo a viale Tiziano sia da altre parti.
Agli atleti e ai maestri in gara non resta altro che dire: in bocca al lupo e agli arbitri buon lavoro.
ANONIMO ATLETA
ANONIMO MAESTRO
ANONIMA SOCIETA'

giovedì 10 gennaio 2019

CAMPIONATI ITALIANI ASSOLUTI DI SCHERMA - Palermo 2019


L’assegnazione dei Campionati Italiani Assoluti di scherma, di previsto svolgimento nel mese di giugno 2019, a Palermo è l’ennesimo evento sportivo che la Regione Sicilia si appresta ad ospitare ma, escluso che il comune possa sganciare qualche quattrino, non è dato ancora conoscere chi e in che misura sopporterà il relativo onere finanziario.  Ma, procediamo con ordine.

Qualche giorno fa è apparso sul sito federale un articolo (https: //www. federscherma.it /homepage/media/news/14-news/top-news/29773-verso-palermo 2019-continua-l-entusiasmo-la-regione-sicilia-al-fianco-del-comitato-organizzatore.html) che annuncia con entusiasmo la scesa in campo della Regione Siciliana nel merito degli “Assoluti” palermitani.  Sul sito federale campeggia ancora la fotografia del presidente Scarso ripreso insieme al vicepresidente della Regione e ad un tale Fabrizio Bignardelli che l’articolista ci presenta come componente dello staff del presidente.

PALERMO
Molti di voi ricorderanno che alcuni precedenti schermistici avuti luogo nella Trinacria non furono rose e fiori e se la storia vale qualcosa ho l’impressione che il futuro non sarà diverso.
Intanto va detto che le risorse finanziare della Regione sono tutt’altro che floride, pertanto non si comprende come possa l’ente aiutare economicamente  la F.I.S. nell’organizzazione dell’evento. Ma questo è un discorso che svilupperemo in seguito.
LE UNIVERSIADI IN SICILIA – CATANIA 1997
Alle Universiadi siciliane 1997 un tale Fabrizio Bignardelli fu Coordinatore della Commissione Marketing e Propaganda.
La cronaca giornalistica ricorda quella manifestazione come un evento parecchio negativo (http://www.ilgiornale.it/news/cronache/flop-sicilia-97-oltre-met-degli-impianti-non-venne-1114079.html;
Qualcuno certamente rileverà che si tratta di vicende assai risalenti nel tempo.
Veniamo, allora, ai  più recenti CAMPIONATI MONDIALI DI SCHERMA  tenutisi a CATANIA nel 2011.
Anche per i Mondiali di scherma nel luglio 2013 su Repubblica venne denunciata una sorte di appaltopoli dello sport finita con l’arresto di un dominus della società Jumbo Grandi Eventi https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/07/10/grandi-eventi-lappaltopoli-dello-sport.html.
Per quanto riguarda il sig. Fabrizio BIGNARDELLI, presentatoci come componente dello staff del Presidente (di quale staff? Quello del presidente Scarso o quello del presidente regionale Musumeci?), qualcuno dei commentatori del blog ha rilevato che non risultano collegamenti con la scherma e che da una ricerca su internet, sotto il generico nome Fabrizio Bignardelli, vi è invece un CV di tutto rispetto: http://www.pa.camcom.it/content_files/content/CV%20FBignardelli%20sintetico.pdf
ma anche notizie un po’ spiacevoli;
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/11/07/tangenti-alla-provincia-il-pm-accusa-bignardelli.html;
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/11/25/fabrizio-bignardelli-il-grande-fratello-degli-anni.html;
https://blog.libero.it/nalya/1689465.html.
Probabilmente si tratterà di un omonimo, almeno lo spero, però sarebbe cosa gradita al movimento schermistico italiano, che il Presidentissimo Scarso smentisse o confermasse pubblicamente tale eventuale coincidenza.
Infine, mi preme sottolineare che l’enfasi del comunicato federale  strida in maniera molto forte in rapporto alla salute delle finanze dell’Ente Siciliano, infatti dal quotidiano “LA  SICILIA” si apprende di preoccupanti disavanzi di bilancio:
https://www.lasicilia.it/news/home/194021/regione-alla-corde-disavanzo-di-536-mln-dieta-a-suon-di-tagli-ecco-in-quali-settori.html;
"REGIONE ALLE CORDE, DISAVANZO DI 536 MILIONI: DIETA A SUON DI TAGLI  - IL PRESIDENTE MUSUMECI: «LA SITUAZIONE È DRAMMATICA». DAL BILANCIO CONSOLIDATO PER IL 2017 APPROVATO DAL GOVERNO MUSUMECI, È EMERSO CHE I DEBITI PER IL SISTEMA SICILIA È PARI A 12,9 MILIARDI DI EURO".
Presidente SCARSO sarebbe utile conoscere che tipo di impatto avranno gli eventi schermistici organizzati in Regione sul mostruoso debito di 12,9 miliardi di euro.
Sono preoccupato! Ho ragione di esserlo?
Ezio RINALDI

mercoledì 9 gennaio 2019

AUGURI a Pietro FARDELLA


Scusatemi se approfitto di questo spazio, ma desidero porgere a mio padre i sensi della mia enorme ed immensa felicità per il suo prestigioso traguardo raggiunto: oggi compie ben 92 anni.
E' proprio vero, la SCHERMA allunga la vita.
Auguri infiniti, papà.
Gaspare 

venerdì 4 gennaio 2019

QUELLI CHE PAGANO IL CONTO A TUTTI

Con questo scritto voglio rivolgermi con lo stile della “lettera aperta”, a quelli che considero il vero sponsor della Federazione Italiana Scherma: i genitori.
“Carissimi genitori, ma anche nonni, zii, fratelli e sorelle di chiunque in famiglia abbia un parente che ha contratto la malattia della scherma, vi scrivo una riflessione su quello che siete. Per meglio dire, per come vi vedo. Per farlo voglio prendere spunto da una frase che ho letto in un commento nel blog:
noi genitori siamo la spina dorsale, la linfa, perciò sostegno fondamentale che regge il tutto... e non contiamo niente... bisogna lavorare su questa verità
Tralasciando inutili considerazioni sulla veridicità dell’identità dell’anonimo, che magari potrebbe anche non essere un genitore, voglio prendere in considerazione solo il contenuto. Un concetto che sempre più spesso sento esprimere nei parterre delle gare, sulle gradinate, nelle palestre, ovunque due genitori di qualche spadaccino si incontrino, e discutano del come mai due persone che vivono la loro quotidianità agli antipodi della penisola, periodicamente si possano incontrare nello stesso posto, lo stesso giorno, alla stessa ora. Il perché accada è abbastanza semplice da spiegare: capita perché siete il vero motore di questa Federazione, siete voi che con i vostri soldi (il vostro lavoro, i vostri sacrifici), permettete a qualcuno di pavoneggiarsi scrivendo, e dicendo, quanto è stato bravo a costringervi ancora una volta a spenderli quei soldi per portare i figliolo a fare un paio di orette di gara a centinaia di kilometri da casa, in un giorno feriale, facendovi spendere per viaggiare, dormire, mangiare e magari pagare anche qualche multa. Perché di questo si vantano, di come ancora una volta sono stati bravi a sottomettervi al loro capriccio, ai loro interessi politici.
E voi a brontolare sommessamente, ma comunque sempre pronti a sottomettervi. Perché “I figli... so' pezzi 'e core”, e loro lo sanno, e vi usano.
Cari genitori, inquadrata la situazione sarebbe ora di proporre una soluzione. Prima però dovete rispondere ad un fondamentale quesito : perché non contate niente? In realtà non è così, almeno in apparenza. Non contate nulla perché avete l’italico vizio di delegare. In Italia esiste la democrazia, e tutti sono chiamati a farne parte, ma nella maggioranza dei casi non vogliono, la vedono come una scocciatura. E delegano.
Si delega per l’assemblea di condominio, per i rappresentanti di classe, per quelli sul luogo di lavoro, e quindi perché non farlo anche nella società sportiva del figlio? E un continuo delegare ad altri le decisioni sulla propria vita, ed il risultato è che chi raccoglie queste deleghe lo fa in maniera tutt’altro che disinteressata, pro domo proprio. Prende le vostre deleghe, e ci costruisce il suo potere, la sua piccola nicchia di convenienza personale. Piccola, ma che si ingigantisce mano a mano che si sale nella scala di comando. Il piccolo raccoglie poche deleghe e in cambio di un piatto di lenticchie le cede ad uno appena più importante di lui, che le scambierà con uno più grande in cambio di qualche favore più appetitoso, e così via fino in cima. Voi genitori avete deciso scientemente di non contare nulla, nessuno ha in mano strumenti atti a raggiungere questo scopo.
Cari genitori, finito di lamentarvi sui luoghi di gare, nelle vostre società, sul blog, cioè finito di ululare alla luna, passate a fare le domande che vi ponete tra voi a coloro i quali avete delegato. Il primo è il presidente della vostra società, che voi avete eletto e delegato a rappresentare voi e le vostre istanze. Sempre mai ve le abbia chieste, non dando per scontato che tanto l’assemblea dei soci non è per voi un momento di democrazia interna ma solo una scocciatura, passando i giorni precedenti a raccogliere le vostre deleghe. Così da sollevarvi dalla scocciatura di perdere un paio d’ore a capire come funziona tutto il meccanismo federale. Sia mai che lo comprendiate, ma soprattutto che comprendiate il grande potere che avete in mano.
Cari genitori, le ultime elezioni il 90% dei presidenti che avete eletto nelle vostre associazioni ha votato per questo presidente e questo direttivo. Quindi c’è il 90% di probabilità che il presidente del genitore che ha scritto quella frase abbia votato per loro. I presidenti da voi eletti hanno votato per questo sistema che vi sta massacrando, e perché? Però non fatevi abbindolare dalla classiche risposte “non c’era alternativa”, “gli altri erano anche peggio”. Per prima cosa una alternativa c’è sempre. Se ritenevano gli altri candidati così perniciosi per la scherma italiana, potevano anche annullare la scheda. Se il presidente non avesse raggiunto il 55% dei voti, non sarebbe stato eletto e avremmo avuto un periodo di transizione gestito da un commissario straordinario, e magari in quel periodo sarebbe emerso un candidato che magari sarebbe piaciuto a tutti. In ogni caso non avremmo avuto questo presidente e questo direttivo. Che poi gli altri avrebbero fatto peggio, cari genitori, credetemi la vedo dura. Forse uguale, ma peggio lo vedo oltre ogni umana capacità. E poi questi saccenti hanno il dono della preveggenza? Come facevano a sapere con tanta certezza che sarebbero stati peggio?
Poi andate dal vostro Maestro, e chiedetegli con schiettezza: ma tu che ci guadagni con questa federazione? Potreste scoprire, con vostro grande rammarico, che tanti hanno guardato al loro interesse di bottega piuttosto che al bene dei propri atleti. Che magari grazie a questo direttivo hanno ottenuto un incarico come referente di CAF, o magari semplicemente ne hanno ospitato uno. Roba da chiodi, si parla di un compenso pari a 50euro lordi, roba che viene voglia di dire loro : “guarda, te li do io di tasca mia e pure netti che mi costa meno, ma per piacere smettila di appoggiare gente che me ne fa spendere centinaia se non migliaia all’anno solo per fare contenti gli amici degli amici”
Cari genitori, se poi con capiscono il vostro chiarissimo messaggio, basta che tra due anni la smettiate di delegare, e vi presentiate a vivere la vostra associazione, sia con il voto che con la disponibilità a diventare presidente o consigliere. Andate alla prossima assemblea che eleggerà il diretto VOI, e non delegate qualcuno che andrà lì a contrattare per se o per i figli, fate capire che la democrazia funziona perché ne avete preso coscienza, e non siete più disposti a non contare niente. Usate questi due anni per conoscere chi si propone come alternativa, non fatevi dire chi sono da terzi che hanno tutta la convenienza personale a che le cose restino esattamente come sono.
Cari genitori diventate parte attiva di questa politica federale, e non solo “portafogli che camminano”, perché questi vostri delegati è così che vi vedono. E per quello alla fine il conto da pagare lo portano a voi.
Con stima e affetto.” 
#QUATTRINI

domenica 30 dicembre 2018

RIFLESSIONI SULLE NUOVE REGOLE RELATIVE ALLA NON COMBATTIVITA' NELLA SPADA, EMANATE DALLA FIE

E’ stata approva dalla FIE la nuova regolamentazione sulla passività negli assalti di spada e la cosa mi ha incuriosito molto, talché ho interpellato due fra i più autorevoli cultori ed insegnati dell’arma non convenzionale: il Maestro SPERLINGA Gianni ed il Maestro TORAN Giancarlo. Il secondo ha pubblicato su facebook in “La frase schermistica” il suo pensiero e devo dire in modo assai esauriente. Quindi non mi dilungo più di tanto nella disamina dello scritto dell’autorevole autore, mentre vi riporto la sintesi della chiacchierata con il Maestro SPERLINGA enunciandovi a tal proposito il mio pensiero.
La scherma, tra gli sport di situazione, è certamente tra quelli che richiedono una maggiore capacità intellettiva nel leggere i comportamenti, le intenzioni, gli automatismi degli avversari e nello scegliere le contrarie più adatte per portare a segno le stoccate.
Ovviamente accompagnata da una preparazione fisica e tecnica ottimale, questa “lettura” è quella che rende la scherma (in generale) e la spada (in particolare) sport “intelligente”.
D’altronde l’etimologia della parola intelligenza, non a caso deriva dall’unione dei due vocaboli latini “intus” e “ligere”: leggere dentro, in profondità.
M° Gianni SPERLINGA
Il Maestro Sperlinga afferma che questa premessa si accompagna, nella sua mente, alla esperienza nelle aule della scuola italiana, come docente di materie letterarie.
Durante, appunto, questa esperienza ha dovuto prendere atto che le istituzioni, recitando una certa preoccupazione per la presenza nelle varie classi di elementi meno capaci, hanno pensato di risolvere il problema abbassando il livello.
Questo parallelismo (assolutamente personale) lo porta in maniera spontanea alla proposta di cambiamento che la FIE ha approvato, relativamente al problema della presunta “non combattività” nella spada.
A suo avviso, il pretesto scatenante di questa ricerca di cambiamento risiede nel fatto che la scherma e la spada stentano a trovare spazio in televisione e sono poco comprese dal “pubblico”. Hanno, quindi, pensato bene di stravolgerne non solo le regole ma l’essenza stessa, eliminando proprio quella caratteristica che la rende non solo affascinante ma anche altamente formativa: l’intelligenza.
Il Maestro Sperlinga non si sofferma sulle cause dello scarso seguito da parte degli spettatori, bensì sulla presunzione e sulla carente lungimiranza tecnica della commissione (formata certamente da dirigenti, atleti ed ex “campioni”… quindi competenti) che è giunta alla conclusione di eliminare la caratteristica meno spettacolare: l’intelligenza. Probabilmente costoro hanno dimenticato in che modo hanno guadagnato i loro successi e non riuscendo più a “veder dentro” stanno finendo per uccidere la scherma.
Personalmente non riesco a credere che i rappresentanti (chi erano i presenti?) della FIS possano aver accettato passivamente l’approvazione di queste regole. Sarebbe interessante conoscere la posizione della FIS in materia, gli eventuali interventi e le argomentazioni sostenute. Non vorrei che un malinteso spirito di “collaborazione” li abbia spinti a tacere o a sostenere pedissequamente idee (si fa per dire) altrui.
La scherma è sempre stato lo sport più seguito in TV durante le Olimpiadi, al di là del fatto che fosse capita o no, semplicemente perché è vincente.
Il tifoso è attratto dalle medaglie, per il resto capisce assai poco di ciò che la TV gli propina e men che meno la comprensione delle regole!
Tant’è vero che la stessa commissione, anziché semplificarle le complica e le rende enigmatiche e incomprensibili alla collettività. La spada, libera dal vincolo della convenzione, è sempre stata la più compresa proprio perché, assegnando il punto a chi tocca per primo e uno ciascuno se toccano insieme, non ha bisogno delle innumerevoli e a volte acrobatiche spiegazioni dei “commentatori”, come avviene per sciabola e fioretto.
Ritengo che chi ha pensato bene di sostituire la “libertà” tipica della spada, mettendole una camicia di forza abbia deciso a priori un gratuito vantaggio a favore dei più forti, di coloro che sono più avanti nel ranking.
La scherma, secondo me, non deve assolutamente inseguire, in maniera innaturale, il favore di un pubblico che, fondamentalmente, conosce poco le regole e forse è anche giusto che non le conosca, e di una parte dei mezzi di informazione votati solo alla quantità e mai alla qualità. 
Si dice in giro che le nuove disposizioni per la passività piacciano al CT Sandro CUOMO, il quale in uno degli ultimi collegiali si sarebbe addirittura vantato di aver ideato il nuovo regolamento. 
Sulla sua pagina facebook ha scritto:” Approvato al congresso FIE il testo per contrastare la passività.
M° Giancarlo TORAN
Sono in attesa di leggere il testo definitivo, ma la proposta della commissione atleti In linea di principio si avvicina molto alla proposta della priorità alternata avanzata qualche tempo fa, ovvero viene sanzionata la passività con una stoccata, ma la differenza sostanziale è che la sanzione toccherà solo allo schermidore in svantaggio.
Se i tiratori sono in parità subiranno un punto di penalità entrambi. Alla quarta sanzione si viene squalificati dalla gara.
In caso di parità, verrà squalificato solo lo schermidore più basso di ranking.
Nella gara a squadre vale lo stesso principio, una discreta rivoluzione…”
La domanda è:” Perché abbia voluto una simile modifica? A chi gioverebbe? E perché non aprire prima un tavolo con i più autorevoli insegnanti dell’arma non convenzionale, per un confronto serio e produttivo? 
Con questo pensiero non intendo erigermi a sapientone della scherma e della spada in particolare, bensì fornire una riflessione, che nasce da una trentennale conoscenza dell’arma.
Vi consiglio la lettura integrale di quanto scritto dall’autorevole Maestro TORAN, il quale non polemizza, ma spiega esaurientemente i pro ed i contro di un simile provvedimento. A me non resta che augurarvi BUON 2019.
Ezio RINALDI

sabato 29 dicembre 2018

Gran Prix Kinder +Sport Under 14 di Scherma a Treviso – 14, 15 e 16 dicembre 2018

Gentile Rinaldi, come oramai vedo sia diventata consuetudine, mi rivolgo al suo blog per una protesta nei confronti della Federazione. Anche se dovrei meglio specificare scrivendo che mi rivolgo a tutti per l’ennesima mancanza di rispetto di questa gruppo dirigente nei confronti di tesserati, tecnici e genitori. Lo faccio dopo qualche giorno dagli eventi, perché sinceramente ero convinto che qualcuno lo avrebbe fatto prima, almeno nei commenti. Ma negli ultimi giorni tutta l’attenzione del suo blog è stata rivolta geograficamente verso sud, cioè verso il “collegiale” che la nazionale di sciabola ha svolto a Palermo. Io invece vorrei ribaltare completamente il punto di vista geografico, riportandolo a Nord. Precisamente in quel di Treviso.
La capitale della marca ha visto lo svolgersi dell’ultimo evento agonistico dell’anno, almeno quello del calendario federale, cioè la prima prova nazionale di fioretto del GPG.
Si potrebbe cominciare con l’assurda programmazione di una gara per U14 con partenza il venerdì, al solo scopo di diminuire il numero dei partecipanti alle competizioni di sabato e domenica, perché si è ampiamente capito che la gara si DEVE fare in quel luogo, ma soprattutto la DEVE fare quella società. Tanto amica del presidente. Tanto per gradire alla riduzione ci ha pensato il movimento stesso, visto che i partecipanti risultavano un centinaio in meno rispetto allo scorso anno. Inutile farlo notare a chi di dovere, tanto per loro è sempre tutto fisiologico. 
La cronaca però la comincio con l’inizio delle gare, che ha avuto un che di surreale. Avendo solo due gare in programma, la prima prendeva avvio alle ore 10.00 AM, plastica dimostrazione che non c’è assolutamente nessuna necessità di fare iniziare delle competizioni all’alba. Peccato che la sede, come tutti sappiamo, è dotata di quelle finestrate di dimensioni freudiane (complessi dell’architetto?) che fanno entrare il sole manco fossimo alla piscina della SPA. Risultato? Otto pedane completamente inagibili, nonostante i kilometri di nastro profusi sulle maschere dei poveri bambini. Grande segno di rispetto per chi si fa centinaia, se non migliaia, di kilometri a spese proprie. Il tocco di surreale ce lo ha però regalato l’organizzazione locale, quando interrogata sul perché si ostinino ogni anno a lasciare quelle vetrate libere, rispondeva “le previsioni davano nuvoloso”. Insomma, colpa di Bernacca. 
Lo stesso problema, ovviamente, si è avuto anche gli altri due giorni. Ovviamente l’organizzazione locale ben si è guardata di trovarci rimedio, e quella federale non ha trovato di meglio che inibire l’utilizzo di 8 pedane causa sole. Ma attenzione, dalle 8.30 alle 10.00, cioè quando la luce perfettamente consentiva di poterle utilizzare, mentre dalle 10.00 in poi non c’erano problemi, dimostrando di avere perfettamente capito che cosa fosse successo il giorno prima. Perché ricordatevi: c’è sempre del metodo nella follia.
Inutile dire che le gare previste hanno subito rallentamenti abnormi, con ore di attesa tra un turno e l’altro. Questo ha provocato un carico di presenze contemporaneo enorme, con tutti i problemi già riscontrati lo scorso anno. Si aveva un padiglione con temperature tropicali e l’altro con 15 gradi in meno. Ragazzi e famiglie ammassati alla meno peggio, passaggi continui, condensa di umidità che ha fatto piovere dentro. Sarebbe bella una statistica di quanti nei giorni successivi alla gara sono rimasti a letto con l’influenza.
Però il bar, la cosa che veramente aveva a cuore l’organizzazione locale, ha funzionato alla grande per tutti e tre i giorni, mai un minimo errore, una piccola sbavatura. Tutto perfetto.
Interessante anche la composizione arbitrale, con presidenti di giuria che il fioretto forse lo hanno visto in foto un paio di volte. Ragazzi che fanno spada, in società che fanno solo spada, che il fioretto lo vedono alle gare e basta, hanno letteralmente falsato non solo assalti, ma intere gare. Solita incredibile risposta: devono fare esperienza. Come se nel calcio a fare esperienza li si manda alla finale del campionato nazionale. 
I ragazzi, le società, i genitori ed anche i tecnici (perfino loro), meritano rispetto. Le gare nel GPG, specie quelle di calendario ufficiale, non sono state create perché arbitri disinteressati al fioretto vengano a fare “esperienza”, ma perché si costruiscano le nuove leve del domani. Quelle che dovranno sostituire da alto livello i nostri campioni, quelle che verranno ad arricchire le gare, e anche quelli che un domani raccoglieranno il testimone nelle sale di scherma portando avanti questo sport. Così li facciamo smettere e basta.
Mi scuso per la lunghezza dello sfogo, ma credetemi ho cercato di essere estremamente sintetico. Grazie a tutti per l’attenzione.
ANONIMO ISTRUTTORE

lunedì 24 dicembre 2018

AUGURI

Cari amici frequentatori della "Piazza", Dirigenti, Tecnici, Atleti o semplici genitori del mondo scherma

Ezio RINALDI

giovedì 20 dicembre 2018

FEDERSOCIAL: quanto ci costi?

Il timore che pervade presidenti di club, maestri, atleti e perfino genitori di perdere qualcosa o di essere proscritti è, ormai, un fatto acclarato. Infatti sempre più frequentemente ricevo sulla mia e-mail richieste di pubblicazione di articoli e commenti senza la firma degli autori. Francamente lo faccio di malavoglia poiché non si possono affrontare battaglie sacrosante nascondendosi dietro l'anonimato: non è questo il contributo che si deve dare o per meglio dire il modo con cui si intende manifestare/denunciare fatti e situazioni. D'altra parte non posso nemmeno non rilevare una realtà ormai consolidata, quindi pubblico il contributo inviatomi da un anonimo maestro (sarà il già conosciuto ANONIMO MAESTRO? Ah, saperlo!), il quale peraltro allega all'articolo la lettera inviata agli atleti, ripulita di riferimenti a persone in essa citate. 
Ezio RINALDI
"Come ormai noto il Presidente Scarso ha inviato una lettera agli atleti convocati per il ritiro di sciabola Maschile e Femminile che si  è svolto a Palermo. 
Questo ritiro è stato da molti ritenuto assolutamente inutile. Infatti non è di poco conto che il prossimo impegno agonistico questi atleti non lo avranno prima di febbraio in occasione della prova di Coppa del Mondo a Varsavia e soprattutto con le festività natalizie per lo mezzo. Infatti ad un attento conoscitore di metodologie di allenamento questo periodo dell’anno non poteva che essere dedicato alla così detta fase di carico e non certo a quella tecnica tipica di un ritiro collegiale.
Ma questo deve essere assolutamente noto anche la Presidente di Federsocial tant’è che nella sua lettera, che pubblichiamo integralmente, già dal secondo capoverso ammette che per far fronte alle spese del ritiro dovrà distogliere “qualche momento” gli atleti per far si che questi aderiscano a delle iniziative che coinvolgono il contesto socio culturale locale a favore della scherma (per la serie l’allenamento non ci interessa cerchiamo di fare altro).
Pubblichiamo integralmente anche il programma di allenamento dal quale si può notare che il tempo dedicato all’allenamento è relegato a poche ore pomeridiane (circa 2) da lunedì a mercoledì e qualche ora in più il giovedì. Da alcuni spettatori presenti ci viene peraltro  riferito che le ore dedicate sono state anche meno di quelle previste dal programma.
Fatte queste sintetiche valutazioni ci chiediamo quale sia la vera opportunità da cogliere con questo ritiro che qualcuno racconta sia totalmente spesato dal Comune di Palermo ma allora ci chiediamo:
·         Perché il presidente nella sua lettera esordisce dichiarando:”…. Per far fronte alle relative spese abbiamo aderito ad una serie di iniziative….”
·         Perché  buttare via circa  7mila euro pari alle diarie giornaliere (130 € die) dei circa 10 professionisti presenti (maestri, preparatori, medici ecc) che non rientrerebbero comunque nelle spese che il Comune di Palermo potrebbe rimborsare?
·         Perché il CT Sirovich nei giorni prima del ritiro si è recato presso solo una delle società palermitane a fare attività di promozione e non presso tutti i club della citta?
·         E’ moralmente corretto che un Presidente di federazione “inviti” gli atleti a pubblicare sulla propria pagina istagram delle attività e per verificare che “l’invito” sia stato accettato chieda agli stessi di mandare una relazione con  le copie degli screeshot?
·         Ci possiamo aspettare che questa attività venga fatta anche in altre regioni e non solo alla sua cara terra natia?
·         Le storie che ritraggono atleti alle prese con vassoi di cannoli, piuttosto che di maestri che si rimpinzano di maritozzi o lumi dell’hotel utilizzati come appendiabiti per le giacche con il logo Italia, danno un’immagine veramente positiva della scherma italiana?
·         L’utilizzo di uno sfavillante hotel non è in contrasto con la sobrietà e morigeratezza invocata dal segretario generale in occasione delle lamentele di alcuni genitori che protestavano per la mancata fornitura di carta igienica e asciugamani nel ritiro degli azzurrini nella struttura della Cecchignola, dove gli atleti inoltre, sono stati sistemati in camerate da sei/otto posti letto con un solo bagno e mai pulite durante la loro permanenza?
Insomma ne abbiamo abbastanza per poter dire definitivamente basta ad una federazione dove il privilegio di alcuni è la prassi, dove la preoccupazione quotidiana di maestri e dirigenti è quella di essere amici della persona giusta, dove le regole non vengono mai dette in anticipo ma sempre dopo gli eventi, dove la programmazione è mera utopia, dove la meritocrazia è una chimera insomma basta ad una federazione dove per fare sport non ci si deve battere l’avversario ma contro l’ establishment.
ANONIMO MAESTRO"