13 febbraio 2026

UN RECORD DI SESSANTASEI ANNI

Sesto giorno di olimpiade invernale e scricchiola il record di Edoardo Mangiarotti delle 13 medaglie vinte in sole quattro olimpiadi, dislocate in un quarto di secolo e con una guerra mondiale nel mezzo. Oggi infatti, 12 febbraio 2026 a Milano-Cortina, Arianna Fontana ha eguagliato il grande campione della scherma italiano con tredici medaglie vinte alle olimpiadi, riuscendo nell’impresa in “solo” sei olimpiadi e dopo “soli” settantasei anni!

Questa impresa di Arianna Fontana è grandiosa, non c’è alcun dubbio e siccome siamo in attesa di altre gare che la riguardano e speriamo di altri podi, è probabile che il record del più grande schermitore di tutti i tempi, durato tre quarti si secolo, crollerà e forse, anzi ci auguriamo, che Arianna lo conserverà per molto tempo.

Una quasi identica tenuta lo ebbe il record del livornese Nedo Nadi, il quale conservava il primato di cinque medaglie d’oro in una sola olimpiade vinte nel 1920 ad Amsterdam. Questo risultato crollò a Monaco nel 1972, per mano, o se vogliamo bracciata, del nuotatore americano di origine ebraica Mark Spitz. Un muro che durava “solo” da mezzo secolo, cinquantadue anni per la precisione, che poi venne ampiamente superato nel terzo millennio da Michael Phelps, sempre nel nuoto, sempre americano.

Due italiani, due schermitori, eppure qualcuno ancora oggi mi dice che “ci vorrebbe un Sinner che sia in grado di appassionare i ragazzi per farli venire in palestra di scherma”, mentre io, quando vedo le statistiche del nostro sport, mi chiedo cosa non si debba ancora dire, per avere le palestre più piene.

Arianna Fontana spero sia destinata a diventare la più grande atleta di tutti i tempi, in quanto potrebbe raggiungere la ginnasta Larysa Latynina che detiene il primato di diciotto medaglie olimpiche, come la sciatrice norvegese Marit Biøjorgen tenendo conto che le ventotto di Phelps sono ancora molto lontane.

Forza azzurri!

Fabrizio Orsini

 

07 febbraio 2026

Un inizio magnifico – Milano Cortina 2026

L’inizio della Olimpiade Milano-cortinese, è stata un magnifico successo tanto da far scolorire la grandeur francese, grazie a una organizzazione ben più umile, e dimessa, ma di grande effetto e Marco Balich è infatti una garanzia di successo. Se solo Macron gli avesse fatto una telefonata due anni fa, la cerimonia di apertura dei Giochi parigini, non sarebbe finita in una grottesca e indigesta sceneggiata, specie per i presenti, i quali sotto la pioggia preferirono la fuga, alla presenza.

Scenografie, musiche, costumi, coreografie, canti e recitazioni, hanno saputo creare una narrazione così efficace che verrebbe voglia di farne un’altra, magari a Roma nel 2040, alla faccia della Raggi volle cancellare co’ du’ schizzi de penna, quella del 2032.

Il rischio era quello di vedere una mediocre imitazione, se non addirittura replica della cerimonia di Torino 2006, con Pavarotti, Bolle, e la Ferrari che sgommava, invece, sebbene alcuni temi sono stati comuni in modo inevitabile, la loro declinazione è stata originale e non ripetitiva. Gli ospiti, Mariah Carey, Lang Lang, non sono stati predominanti rispetto a Cecilia Bartoli e Andrea Bocelli, come invece furono Lady Gaga e Celine Dion a Parigi. Ognuno ha partecipato come comprimari adorabili dimostrando che si possa essere culturalmente inclusivi, senza strafare, ottenendo una perfetta armonia fra le parti, o meglio le sequenze, al punto che la frase dello stilista Valentino “l’eleganza è equilibrio fra proporzioni, emozione e sorpresa”, sembra essere stato il mantra di chi ha concepito tutto lo spettacolo.

Infatti proprio di equilibrio si tratta, poiché quella semplicità che ha visto sfilare la Fiaccola per tutta Italia, è la stessa che ha spolverato il tram per portare gente comune, artisti, bambini e il Presidente della repubblica, seppur guidato dal sempre simpatico Valentino Rossi. Una narrazione così semplice che ha ricordato, anche se da lontano, il neorealismo semplice di Zavattini e De Sica.

I monumenti milanesi visti con nonchalance, e non eccessivo romanticismo, mi hanno fatto voglia di prendere il treno e andarci, e non ce ne frega nulla se potremmo incontrare Snoop Dog o altri poco interessanti personaggi. (PS la frottola che Skysport ha messo in rete dicendo che ci sarebbe stato Tom Cruise, è inspiegabile)

Immancabile l’Andrea nazionale Bocelli e la sempreverde “Nessun dorma” di Puccini, accanto a “Volare”, di Modugno interpretata e bene all’americana, da Mariah Carey cui va il nostro plauso per averla imparata in italiano, mentre inutile è parsa la polemica di Ghali che avrebbe voluto cantare l’inno di Mameli, soffiato (per fortuna) dall’altra nazionale Laura Pausini, che ha saputo lanciare il do con il suo petto e penso che l’abbia anche meritato, in questi trent’anni di carriera. Nulla da fare per l’italo tunisino, più tunisino che italo, visto che ha fatto parlare di sé per giorni in quanto voleva cantare in arabo, è stata destinata una perfetta poesia di Gianni Rodari sulla pace.

Stucchevole, a mio personalissimo giudizio, il ritornello sulla resilienza e l’inclusione, oramai aggettivi in dismissione, e persino la ridondanza sulla pace, cosa che i popoli vogliono sempre più, a dispetto degli sforzi dei politici. A questa ridondanza si affianca in qualche modo, anche la già vista celebrazione parigina dell’eroismo femminile, che a Milano è tornata nei militari schierati sempre in numero uguali di maschi e femmine, l’inspiegabile quadro su Margherita Hack, con Samantha Cristoforetti, seguito dal pipponcino, per fortuna breve, di Charlize Theron che ha recitato una frase di Nelson Mandela, sempre sulla pace, il tutto contornato da ballerini che figuravano una colomba della pace, sdraiandosi sul palcoscenico, riproposta dalla regia anche tramite un disegno di luce anche questo tema un tantinello ripetitivo, come a dire che i compiti a casa sono stati fatti.

Sorprendente il discorso di Giovanni Malagò, che ha soffiato la scena a Buonfiglio, in qualità di presidente del Comitato organizzatore dell’olimpiade e presenziando quindi accanto alla quarantaduenne Kirsty Coventry, presidentessa del CIO. Il suo inglese è formidabile, fluente ed efficace, al punto che sembrava addirittura leggere il gobbo. Al contrario il primo discorso olimpico della zimbabuese Coventry che è sembrata molto più emozionata dell’italiano.

Esilarante invece Brenda Lodigiani, che ha mimato, purtroppo, solo una piccola parte dei tipici gesti degli italiani che tutti conoscono, e molto simpatica Sabrina Impacciatore, trasformata in cartoon e poi in ballerina. Anche loro donne, ma evidentemente Checco Zalone non era abbastanza sportively correct.

Alla fine il toto accensione ha lasciato tutti felicemente soddisfatti, in quanto Alberto Tomba e Deborah Compagnoni hanno acceso il braciere milanese mentre quello Ampezzano è stato illuminato dalla bergamasca Sofia Goggia, alla quale avrei accoppiato in modo simmetrico Gustav Thoeni, invece di fargli fare solo il penultimo tratto.

Se questo è l’inizio, allora non vedo l’ora di vedere il resto pur sapendo che sabato e domenica ci sarà il Grand Prix Inalpi di fioretto a Torino.

Forza e sempre ai nostri Azzurri!

Fabrizio Orsini


10 gennaio 2026

BILANCIO DI UN ANNO

Un altro anno schermistico se n’è andato, il 2025, ovvero l’anno del nuovo insediamento presidenziale di Luigi Mazzone e di un Consiglio che in alcune sue componenti affrontava, ed affronta, per la prima volta il tema della gestione federale, poiché in passato non era mai stato coinvolto in attività federali in posizioni dirigenziali, e che prometteva innovamento, e cambiamenti.

Sembra un secolo fa, ma di fatto sono passati solo dodici mesi dalle ultime elezioni, visto che Mazzone è stato eletto il 25 gennaio del 2025 un anno in cui sono accadute molte cose, e il Blog è sempre stato vicino ai suoi lettori, sempre pronto a informare in milleuno dettagli le vicende della nostra Federazione.

Ammettiamo che sono stati dodici mesi un po’ scarni di articoli, solo 64, con una media di poco più di cinque al mese, e con un Novembre vuoto di notizie da parte nostra. Se pensiamo che il 2024 vide la bellezza di 96 articoli, otto per mese, ammettiamo di aver scritto molto meno, ma era anche l’anno delle olimpiadi parigine, ricordate?

Quest’anno però abbiamo inaugurato le interviste a campioni e maestri italiani, cosa che continueremo a fare, anche perché i contatti nel 2025 sono stati 108.000, che corrispondono a una media di 9000 mensili. Dati che ci riscaldano il cuore, perché nonostante una lieve flessione della nostra presenza sul web, l’interesse per le nostre ricerche è stato sempre alto da parte dei lettori, ragion per cui andremo avanti con il solito entusiasmo e la solita serietà per raccontare in maniera indipendente e libera cosa accade nella scherma.

Non nascondiamo che ci schiereremo sempre e comunque per il nostro candidato presidente preferito, allorquando se ne manifesterà l’occasione, perché abbiamo una nostra visione della scherma e della sua gestione.

Da oramai tredici anni diamo opinioni, raccogliamo notizie, e talvolta sveliamo piccoli segreti che gli infaticabili lavoratori della pedana non conoscono. Un esempio su tutti fu rivelare che la Federazione di Mazzone non era altro che un riciclaggio della Federazione di Scarso, ben mascherata, cui per altro nessuno credette né a noi, né chi esprimeva a chiarissime lettere che nulla sarebbe cambiato se fosse stato eletto il giovane dottore catanese. Di contro esprimevamo il nostro sostegno a Paolo Azzi, che fin dal suo insediamento, pur difendendo il lavoro fatto negli anni con il proprio mentore Scarso per l’appunto, nei fatti ne prendeva le distanze con il suo stile morbido ed equilibrato, forte dell’avvicendamento e della difesa dei ruoli che ognuno ricopriva. Una cosa che forse non piacque al punto che fu creata una cordata per la sua sostituzione e che vide il Presidente Onorario attore protagonista nel supportare il nuovo Presidente, e mi si passi il paragone, quasi in perfetto stile gattopardesco.

Interessante invece un dato emerso durante le interviste, cioè il nuovo Consiglio non ha percepito il blog come un ricettacolo di comari che sparlottano senza conoscere né verificare i fatti, anzi tutto il contrario. E proprio per questa serietà intrinseca, ogni intervista è stata sempre accolta dai suoi protagonisti con entusiasmo e profonda collaborazione. A ognuno di loro va il nostro ringraziamento con la speranza futura di poter ampliare sempre più il popolo di questi protagonisti.

Propositi per il nuovo anno, come tutti ne vogliamo fare, purché reali e proficui per la scherma in generale.

1. Statistiche. Cercheremo di migliorarle e approfondirle per capire se le innovazioni apportate dal Consiglio federale saranno efficaci oppure no. Perciò ci occuperemo di risultati sportivi, ma anche di numeri di tesserati, perché la forza di una federazione non sono solo i suoi campioni, quanto tutto il movimento.

2. Critica. Il blog non è solo cronaca, ma anche critica a margine dei fatti e degli eventi. Ci preme mantenere questo taglio anche se è scomodo, se urta alcune persone. Ma è proprio per questo che rinnoviamo l’invito a commentare, e a scrivere, perché ogni persona che abbia voglia di far sentire la propria voce, vuoi con un articolo, o con una intervista è sempre benvenuto e il Blog si farà garante di opinioni e serietà comunicativa.

3. Politica. Ci occuperemo sempre del ruolo dei protagonisti federali, perché pensiamo che la federazione sia di tutti, e come recita l’articolo della Costituzione italiana, il Popolo è sovrano, e quindi anche il popolo della scherma è tale nei confronti dei suoi governanti. Per questo motivo riteniamo che la politica federale abbia e avrà un peso sempre crescente, soprattutto perché la Fis è vincente, ma numericamente bassa, forse troppo in rapporto alle sue medaglie.

4.  Nuove idee. Al fine di fornire un contributo al miglioramento del sistema, in tredici anni abbiamo esposto molte idee e formulato diverse proposte. Vorremmo fare di più e siamo in grado farlo ma abbiamo anche bisogno di chi sia capace di recepirle. Tutto ciò al fine di raggiungere una dimensione più popolare, più utile, e a nostro avviso più adeguata alle richieste, così da sbloccare i numeri che come sappiamo sono da tempo, in modo preoccupante, in situazione di stallo.

5.   Speranze. Molte e di vario tipo. In tale quadro riferiamo testualmente quanto ci è stato segnalato da più parti, non ultimo nella gara di Fiumicino (Cadetti – Giovani ed assoluti): ”Per prima cosa ci auguriamo che i costi si abbassino, per esempio il tesseramento, le gare, le trasferte, i materiali. Ma anche che il calendario sia organizzato meglio, con più gare vicine, magari entro l’ora di spostamento, e laddove i numeri sono maggiori, creare una formula ad hoc, per una gestione più agile della prestazione. (Giusto per informarvi, l’ultima gara GPG interregionale Lombardia/Piemonte vedeva nella categoria Maschietti spada una presenza di 56 atleti, mentre quella accorpata Ragazzi-Allievi, il triplo, cioè 153).

Altra speranza è quella di non veder morire le armi convenzionali che attualmente sopravvivono, o se vogliamo agonizzano. (Sempre nella medesima gara Interregionale i Maschietti di fioretto erano 26, mentre gli sciabolatori erano 19. Invece nella categoria Ragazzi-Allievi i fiorettisti erano 66 mentre gli sciabolatori 50). Se siamo coscienti del fatto che la categoria GPG sia il seminario della scherma, il vivaio, il terreno da coltivare, non possiamo far altro che sperare di aprire un tavolo di riflessione serio e unire le forze ed essere totalmente operativi.”

Formuliamo a tutti gli auguri per un 2026 secondo le proprie aspettative.

Ezio RINALDI

Fabrizio ORSINI

31 dicembre 2025

UN 2025 PIENO DI SUCCESSI MA GLI AZZURRI NON FIGURANO NELLA TOP 20 DELLO SPORT ITALIANO

Siamo al 31 dicembre 2025 e come sempre a fine anno si fanno i bilanci e lo ha fatto anche il presidente federale Gigi Mazzone, il quale ha posto giustamente in rilievo l'attività dell'intero anno. Ha magnificato alcuni successi dei nostri sciabolatori (vittoria al mondiale) e in generale di tutta la scherma italiana.

A fronte di tali successi spiace constatare che nessun schermidore FIS sia stato inserito tra i migliori 20 atleti dell'anno. Eppure dagli ultimi mondiali la scherma azzurra è tornata con un pieno di medaglie quindi viene da chiedersi come mai la stampa italiana non ha dato risalto ai risultati azzurri? E' forse una lacuna comunicativa? Forse è proprio cosi, quindi ritengo che poco si sia fatto in termini di divulgazione dei risultati conseguiti. L'addetto stampa federale è un serio professionista e proprio per le sue capacità mi permetto di esortarlo ad una più efficace comunicazione.

Spiace, perchè come posto in rilevo dal presidente federale, sono state vinte 140 medaglie fra cadetti, giovani, e assoluti nelle varie competizioni europee e mondiali, pertanto i nostri ragazzi avrebbero meritato una maggiore attenzione e considerazione.

Con queste riflessioni mi piace augurare al mondo schermistico italiano ed in particolare al Consiglio direttivo, il conseguimento di sempre maggiori successi con un 2026 che possa mettere in primo piano i ragazzi della scherma.


Ezio RINALDI


24 dicembre 2025

GIUSTIZIA SPORTIVA: le indicazioni della UE.

Dalla pagina facebook di GENTE DI SPORT, per opportuna informazione, riporto il pezzo che segue. Sarebbe facile affermare che da sempre auspico una riforma della Giustizia sportiva. Ho sostenuto e sostengo che i componenti degli organi della Magistratura federale debbano essere elettivi e non di nomina dei Presidenti: diversi articoli sono stati pubblicati su questa "Piazza", l'ultimo in ordine di tempo: “GIUSTIZIA SPORTIVA: si riuscirà mai a realizzare una vera riforma?”

Un' altra grande innovazione sarebbe l'elezione dei Vice Presidenti federali che oggi sono di nomina del Consiglio. Ricordo bene perchè fu deciso di modificare l'allora normativa ma non voglio tediarvi nel raccontarvela, riporto solo che attualmente un Vice presidente che osasse avere una difforme visione, su alcuni aspetti gestionali, dalle linee del Presidente o del Consiglio potrebbe essere tranquillamente sollevato dall'incarico, ergo non si potrebbero avere idee diverse se non approvate dal Presidente. Sono fermamente convinto che l'elezione dei vice garantirebbe un maggior equilibrio dei poteri all'interno dell'organismo federale. 

LA F.I.S. potrebbe assumere un ruolo guida se decidesse di procedere ad un esame della situazione ed anticipare i tempi rispetto alle iniziative UE: lo farà mai? Spero di si.

Un ultimo pensiero va al progetto ECOBLADE del quale ne abbiamo parlato in un precedente articolo e qui voglio confermare quanto scritto al riguardo. In prospettiva sostenibilità ecologica, l'iniziativa va assolutamente supportata, sono meno positivo sull'aspetto economico e spiego perché: il ricavato dalla vendita delle lame rotte non produrrà importi significativi per le società ed allora avrei presentato il progetto titolandolo: " ECOSTENIBILITA' E RICERCA SANITARIA". Sicuramente avrebbe avuto un impatto più significativo per la sua riuscita. In altre parole, il ricavato dalle vendite delle lame rotte destinarlo alla beneficenza, intesa come aiuto alla ricerca oncologica o altre malattie incurabili. 

Con questi pensieri mi è caro formulare a tutti i frequentatori della “PIAZZA” gli auguri sinceri e fraterni per un  sereno ed armonioso Santo Natale, sperando che le idee espresse possano trovare accoglienza. 

Ezio RINALDI


Pasquino ·
Amministratore
Persona più attiva
 ·Ieri alle 08:55 ·
LA MAZZATA
Dall’Unione europea arriva una mazzata alla gestione della giustizia sportiva che deve far riflettere e spingere ad una riforma vera, civile, coerente del sistema.
Il 18 dicembre l’avvocatura della Corte di Giustizia dell’Unione europea ha fatto una cosa apparentemente noiosa, tecnicamente elegante, giuridicamente impeccabile.
Ha compiuto un piccolo atto rivoluzionario: ha ridisegnato i confini tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria, ricordando a tutti che l’autonomia dello sport (nell'ambito della giustizia) non è un fortino inespugnabile, ma una delega condizionata. E revocabile.
Tradotto in lingua comprensibile anche a noi semplici "tifosi della curva": d’ora in poi il diritto non resta fuori dallo stadio e dallo sport.
La giustizia sportiva non può essere un sistema chiuso, autoreferenziale, immune da controlli esterni. Se viola i principi fondamentali del diritto europeo – concorrenza, difesa, proporzionalità – allora sì, il giudice ordinario può e deve intervenire.
Non è la fine dello sport, come qualcuno sostiene.
È la fine dell’arbitrio travestito da tradizione, dal "si è sempre fatto così".
È il tramonto dell’idea che basti una sigla federale per sospendere lo Stato di diritto.
Il paradosso è che lo sport, che ama raccontarsi come epica popolare e di valori, per decenni ha avuto una giustizia degna di un club privato.
Oggi l'Avvocatura della Corte UE ricorda che le regole possono essere speciali, ma i diritti no. Quelli restano universali, anche se indossi i pantaloncini e giochi di sabato.
Cambia tutto? Forse no, non subito.
La Corte UE ora deve esprimersi entro 90 giorni, ma raramente non considera vincolante il parere dell'Avvocatura.
Se la Corte dovesse sostenere il parere dell'Avvocatura ci dovrà essere una rivoluzione consistente della giustizia sportiva. La possibilità di appellarsi alla giustizia ordinaria, farebbe finalmente cadere il castello di carta delle nomine dei procuratori e dei giudici direttamente da parte dei Presidenti e dei Consigli Federali, con conseguenti costi esorbitanti per le Federazioni che potrebbero vedersi decuplicati i procedimenti che arriverebbero sul tavolo dei giudici ordinari. Quindi prima di intentare un procedimento contro qualche "dissenziente", ci dovranno pensare 10 volte, altrimenti rischieranno di farsi tornare indietro con relativi costi e risarcimenti, sentenze dei giudici ordinari che dipendono dallo Stato e non dalle Federazioni stesse.
Le resistenze saranno feroci, le interpretazioni “creative”, i tentativi di annacquare la portata della sentenza già in corso. Ma una cosa è certa: il muro è crepato.
Ora si, che la commissione per la riforma della giustizia sportiva ha una occasione straordinaria.
Fare la cosa giusta.
Anche richiesta a livello europeo.
Generare una VERA terzietà, scegliere SOLO in base alle competenze ed ABOLIRE i conflitti di interesse.
Queste le linee guida.
Buon lavoro, non ci sono più scuse.
Per chi vuole leggere l'intero parere:

01 dicembre 2025

PROGETTO ECOBLADE

Vi ricordate il progetto “Ecoblade”, quello che durante la campagna elettorale del 2024 intendeva riciclare le lame spezzate? (articolo pubblicato su piazza della scherma il 23 novembre 2024 a firma di Fabrizio ORSINI) È partito.

Il n.2 della FIS ha ripreso la tematica annunciando, tramite un video postato sui social, la messa in opera del progetto. Pertanto vale la pena andare un po' più a fondo e per due semplici motivi: 1. Fornire un contributo di idee alla FIS; 2. Analizzare il progetto sia sotto l’aspetto economico che ambientale.

Non voglio entrare, almeno per il momento, in altri temi assai interessanti: ne parleremo in futuro.

Allo stato attuale vale la pena prendere atto che un progetto annunciato in campagna elettorale sta prendendo corpo.

Il piano prevede la raccolta delle lame rotte e la relativa consegna sui luoghi di gara.  L’azienda che compirà il miracolo della rifusione sarà la Valbruna di Vicenza, chiacchierata sul sito del TG3 (https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2025/11/vicenza-bolzano-caso-acciaierie-valbruna-governo-ha-annunciato-di-voler-esercitare-golden-power-e40b31c3-00d0-4492-a8e4-6ee6a292ec21.html), per alcune faccende legate all’assegnazione fondiaria e i soldi, che derivano da questo, che sono il capitolo più interessante della vicenda. Non si intende entrare nel merito della bontà della iniziativa bensì sottoporvi alcuni dati scevri da ideologie o contrapposizioni nei confronti di alcuno.

Il costo dell’acciaio viene pagato circa 1.500€/ton (https://mercatometalli.com/quotazione-rottami/quotazione-rottami-mercato-italiano-quotazioni-rottami-di-acciaio-mercato-italiano/, una cifra non molto distante dal costo dell’acciaio edilizio. Se il peso di una lama si aggira sui 0,4kg (peso molto generoso!), per raggiungere 1,5k€, la FIS dovrebbe totalizzare almeno il peso di 3.750 lame.

Se a una gara come quella Cadetti di Roma, i 1.411 partecipanti avessero spezzato una lama, il progetto Ecoblade avrebbe raggiunto la stratosferica percentuale di circa mezza tonnellata, per un ipotetico incasso di 850/900€. Se e solo se ogni atleta avesse rotto una lama, cifra altamente improbabile.

Facciamo però un secondo calcolo, più esteso e supponiamo che lo sportello per incamerare le lame spezzate sia aperto tutto l’anno e alla fine della stagione sportiva la FIS abbia totalizzato la straordinaria cifra di una lama spezzata per ogni atleta agonista, che dal sito Scherma.me sembrerebbe essere il magico numero di 10.736 atleti, si potrebbe totalizzare circa 4.300kg, cioè 4,3ton, che tradotti in soldi, sarebbero 6.450€, il tutto da ripartire per 362 società (fonte Scherma.me), così come promesso dal Sito federale. Tirando le somme vorrebbe dire poco meno di 18€ per ciascuna società. Ma provate a pensare se ogni atleta rompesse non una, ma tre lame all’anno, siamo nell’ordine di circa 35,6€ per società sportiva!

Considerato, stando ai calcoli, che l’importo conseguibile sarebbe di irrisoria portata, allora sarebbe auspicabile porre in essere iniziative o, se volete, regolamentazioni, che disciplinino la destinazione degli importi realizzati.

Tutto ciò detto, se lo scopo è fornire un contributo alla ecosostenibilità, credo che l’iniziativa vada semplicemente sostenuta, contrariamente se la meta è realizzare un introito da destinare alle società credo che la montagna abbia partorito un topolino.

In conclusione, ho come la sensazione che il progetto sia un lampo che non genererebbe nè un temporale nè una bella giornata.

Ezio RINALDI

30 ottobre 2025

GIUSTIZIA SPORTIVA: si riuscirà mai a realizzare una vera riforma?



Sull' argomento tanto inchiostro è stato versato su questa "Piazza". In ordine cronologico l'ultimo è stato fatto quando abbiamo parlato della "nomina" degli Organi di Giustizia nominati dal Consiglio Federale.
Ho lasciato trascorrere qualche giorno prima di esprimere il mio pensiero, già noto ai frequentatori della "Piazza", ma voglio ribardirlo ancora. La Giustizia non può e non deve essere domestica poichè nessuno si sente garatito circa l'imparzialità dei suoi componenti. Si badi bene, non accuso nessuno e sono convinto che essi siano sicuramente all'altezza del compito ed aggiungo che non potrebbe essere diversamente. Però, diceva un politico italiano, ormai passato a miglior vita, che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Condivido tale assunto ed auspico che, se non gli organi federali, almento la politica voglia metter mano alla questione, cercando di realizzare una vera riforma della Giustizia sportiva che per  me sarebbe quella di rendere elettiva la nomina dei suoi componenti. 
Auspico anche un'altra riforma, quella relativa ai due vice presidenti, oggi eletti dal Consiglio federale ma, di fatto espressione del Presidente. Sarebbe opportuno che detti dirigenti fossero eletti dalla base al pari del Presidente e dei consiglieri. Chi concorre per la carica di Vice non dovrebbe concorrere per quella di Consigliere.
Si riuscirà nell'impresa? Ai posteri l'ardua sentenza!
Ezio RINALDI


15 ottobre 2025

FEDERAZIONI CHE CORRONO E LA SCHERMA CAMMINA: i numeri sono numeri

Un successo dietro l'altro nello sport italiano. Prima il tennis, poi il volley, per non parlare del nuoto e l'atletica. Maluccio il basket, che evidentemente sta passando un momentaccio, ma si intravvede che gli anticorpi per guarire li ha tutti e infine la scherma. Medaglie, trofei, e successo e soprattutto pubblicità.

Interessantissimo quello che ha pubblicato la Federazione Tennis e Padel, nel 2020 c'erano 325.974 tesserati, 3.168 affiliati (cioè società sportive), 9.944 campi da tennis, 270.846 partecipazioni a tornei agonistici. I dati di oggi sono ancora più notevoli perchè i tesserati sono 1.151.769 (esatto più di un milione), 4.096 gli affiliati, e ben 14.603 campi da tennis. Pressochè raddoppiati i partecipanti ai tornei agonistici. Numeri da capogiro, di una federazione che ha non solo il professionismo il quale viene utilizzato anche (forse soprattutto) a proprio beneficio per far crescere i numeri dei cosiddetti dilettanti, e rendere il movimento tennistico sempre più grande perché il potere di una federazione sono i suoi tesserati.

Alcuni giorni fa, nemmeno a farlo apposta, Anna Danesi (capitana della nazionale volley), ricevuta dal Presidente della repubblica, Sergio Mattarella ha ringraziato le 281.349 tesserate del volley, cioè solo le donne, le quali a suo dire fanno pensare “che il futuro della pallavolo femminile italiana non possa essere che fantastico” aggiungendo poi una riflessione ammirevole sul conflitto sport e studio che è il grande dramma della scuola italiana, la quale ci insegna che i greci hanno inventato le olimpiadi, ma poi se uno studente partecipa a una gara, è la prima a indignarsi per la trascuratezza scolastica.

Questi successi, che si affiancano a quelli del nuoto e del basket, sono figli di una politica degli impianti di carattere nazionale sia federale che extra federale. Non c'è progettista che si metta a disegnare una palestra, che non pensi alle dimensioni “standard” degli ambienti, ovvero che siano calzanti per il basket e la pallavolo, così come non c'è comunello anche misero, che non aspiri ad avere nel suo territorio una piscina. Per il tennis poi non ne parliamo. Paese che vai, campetto che trovi.

C'è quindi da chiedersi a quando una politica federale ed extrafederale che si occupi in modo aperto e deciso degli spazi per la scherma, ovvero di un annoso problema che è sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno vuole vedere.

Molte le testimonianze in merito, alcune anche autorevoli, e spiace dirlo, ma in nessun Consiglio federale, anche del passato, si è mai affrontato il tema degli impianti schermistici in maniera nazionale, soprattutto in modo concreto. Diverse le motivazioni, tutte a mio avviso risibili ed inaccettabili.

Qualche eccezione la si trova in taluni eccellenti dirigenti periferici della scherma, i quali hanno saputo trovare le risorse adatte per creare palestre favolose, con metodi virtuosi e soprattutto con la complicità splendida delle amministrazioni locali, ma non per tutti è così.

Eppure il metodo, ve lo assicuro, sarebbe relativamente facile ed il relativo marketing a costo zero. Se tutti sognano i dollari di Sinner, parimenti aspirano ai successi delle farfalle della ritmica, che dal punto di vista economico sono ben più magri e anche lì lo spazio gigantesco per tale disciplina salta sempre fuori dove là dove viene praticata.

Mi chiedo, quindi, come mai i giovani, pur aspirando ai successi, magari per una partecipazione a trasmissioni televisive dalle quali ricavare degli introiti significativi, non debbano avere spazi appropriati alla pratica schermistica, ma anche adeguati impianti per l’organizzazione delle gare? E’ mai possibile che sia così difficile porre in atto una politica impiantistica per la scherma? La scherma sta perdendo il fascino che aveva fino a qualche anno fa: si è forse incrinato qualcosa da qualche parte? Eppure anche a Viale Tiziano i numeri hanno spaventato, lo stesso Daniele Garozzo ha detto su questo blog che i Cadetti sono di un numero mostruosamente inferiore rispetto al GPG, il che vuol dire che l'abbandono è vertiginoso.

Era stata promessa una app, che avrebbe fatto meraviglie, e che stiamo “app..ettando” con trepidazione, ma oramai la stagione è partita, le società per la maggior parte continuano montare e smontare apparecchi e pedane, e i numeri, che sono numeri, sono sempre gli stessi.

Qualcosa deve assolutamente cambiare, il CdF in tal senso dovrà attuare una politica molto più incisiva.

18 settembre 2025

IL MONDIALE PARALIMPICO: quasi un fantasma!

E ora parliamo del mondiale paralimpici di IKSAN. Era partito con grande slancio per poi trasformarsi in un evento quasi fantasma.

Prima di partire abbiamo visto con piacere, il video del Capo delegazione Bebe Vio Grandis, ma anche la presentazione di ogni atleta su Instagram, cosa piacevolissima, visto che non conosciamo molti dei ragazzi che sono in nazionale. E anche una narrazione precisa e puntuale per ogni medaglia, ma poi, non sappiamo per quale motivo, tutta la concentrazione mediatica si è come spenta. Un breve e succinto riepilogo sul Sito federale, cioè un elenco di quanto vinto e i risultati degli atleti e un’archiviazione quasi irrintracciabile nel mare magnum del web, che solo Google è stato capace di trovare.

Interviste? Poche grazie! Medagliere? Sì ma senza vanteria, sebbene l’Italia abbia chiuso la classifica in seconda posizione, dietro la Cina! Highliths degli assalti? Quanto basta per non trovarli. Prossimi appuntamenti paralimpici? Chi può dirlo?

Insomma il mondiale paralimpico sembra diventato un mondiale fantasma, tenendo conto che l’unico soggetto che ne ha parlato è stato Sky sport, solo per pochi spettatori paganti, grazie alla voce di Sara Cometti, e rimbalzato dalla Federscherma.

Eppure meritavano di più le 7 medaglie azzurre. Due ori (Sciabola maschile a squadre) e Andreea Mogos (fioretto femminile Cat.B); due argenti (Squadra femminile fioretto) e Leonardo Rigo /Fioretto Cat.C); tre bronzi (Edoardo Giordan Sciabola Cat.A) Emanuele Lambertini (fioretto Cat.A) e Squadra fioretto maschile.

Noi del blog ci associamo alla nazionale paralimpica, e li sosteniamo in maniera totale, anche perchè questo secondo posto fa molto riflettere, infatti non si è vista la Francia, e nemmeno gli Stati uniti, sebbene la Cina abbia raccolto ventotto medaglie e noi, si fa per dire, solo sette. Una distanza vertiginosa che meriterebbe approfondimenti vari.

Quello paralimpico è inoltre proporzionato al movimento dei normodotati, scarno e poco attenzionato, sebbene la FIS abbia sempre curato con molto affetto tutto il settore, che vanta purtroppo pochi numeri e ancora meno tecnici e società disposte a portare avanti un discorso che varrebbe un lavoro più mirato.

Dal medagliere emerge in modo orgoglioso e meritatissimo, non solo la bravura degli atleti, ma quella del settore magistrale e dei preparatori fisici. Da fuori infatti non si può capire come mai, con così pochi atleti, si possano ottenere risultati così prestigiosi. Chi però conosce la scherma italiana sa che il trucco è proprio nella classe magistrale e nelle società di appartenenza che hanno saputo costruire ottimi atleti, per poi passarli alla Federazione che non ha sprecato nemmeno una goccia del talento dei nostri nazionali.

Affinché ci sia una maggiore promozione e, quindi una conoscenza più approfondita del settore, sarebbe necessario un potenziamento delle disponibilità a disposizione, sia come infrastrutture che di pubblicità. Siamo tutti a conoscenza delle carenze logistiche che i club devono affrontare quotidianamente, le quali non sono all’altezza dell’attività schermistica paralimpica. Insomma il settore meriterebbe di più, molto di più.

Sono già molti che segnaliamo una carente attività politica degli spazi schermistici, e, quindi, invitiamo la Federazione ad assumere significative iniziative per qualcosa di concreto, di serio. Crediamo anche che la federazione, con il coinvolgimento di tutte le federazioni, spinga verso il Coni talché l’intero sport fosse promotore di proposte di leggi speciali affinché tutti gli atleti paralimpici abbiano un adeguato supporto per la loro attività. In altre parole non rendiamo il paralimpico un settore quasi invisibile.

Ezio RINALDI

 

16 settembre 2025

GIUSTIZIA FEDERALE: è possibile una vera riforma?

Alberto ANCARANI
Dalla pagina facebook dell’avv. Alberto ANCARANI riprendo il post inerente la sua vicenda giudiziaria sportiva, risalente a qualche tempo fa e per la quale scrissi un articolo in cui, tra l'altro, asserivo che:

La madre di tutte le riforme riguarda la Giustizia Sportiva e il nodo da sciogliere è la mescolanza tra il Potere politico e quello Giudiziario. Attualmente i Presidenti, attraverso il Consiglio, scelgono i procuratori ed i Giudici Federali e, come si può ben intuire, in questo senso non esiste alcuna imparzialità. Si potrà avere una autentica riforma togliendo alle Federazioni la possibilità di nominarsi i Giudici altrimenti la montagna avrà partorito il classico topolino. Subito dopo andrebbe rivisto il Regolamento di Giustizia Federale.”

Alla luce di quanto pubblicato dall’avv. Ancarani ritengo doveroso proporre al Consiglio federale l’esame di una possibile riforma che darebbe molta più credibilità al sistema scherma e che, evidentemente, eviterebbe possibili contrasti, discussioni e dubbi vari.

Ezio RINALDI

 Alberto Ancarani

Preferiti ·sdrtSnopoef173f7f293 93a9u300ih83ag485fm7i80m09f6uf97tl707mu ·

Cari amici della Scherma, le sale sono riaperte ormai da due settimane e si ritorna nel vivo del nostro sport.

Questa è la prima stagione schermistica interamente gestita dalla nuova dirigenza nazionale, dunque il primo anno nel quale si potrà testare in tutto e per tutto la mano di chi ha ottenuto la maggioranza dei consensi all'assemblea del Gennaio 2025.

Personalmente ho lasciato che la "luna di miele con gli elettori" tipica di chi ha appena vinto le elezioni non venisse disturbata da alcuna contestazione "politica" perchè trovo sacrosanto che chi ha vinto esprimendo un programma elettorale sia messo nelle condizioni di metterlo in pratica.

Ovviamente al termine di questo primo anno schermistico ci saranno ampiamente le condizioni per esprimersi e per valutare, ma farlo prima, perlomeno da parte di chi ha governato fino all'altro ieri, rischia di apparire un esercizio infantile tipo "Volpe e Uva" che non mi appartiene.

Significa che quanto messo in pratica fin qui è apparso privo di motivi di contestazione? Tutt'altro. Ma molte delle scelte sono state conseguenze di ciò che è stato raccontato agli elettori, ed è giusto che gli elettori - che erano stati avvisati dalle controparti su quanto alcune promesse fossero discutibili o per meglio dire non applicabili - tocchino con mano ciò che hanno scelto.

Tutt'altro argomento è invece quello relativo a ciò che agli elettori non è stato raccontato o a ciò che le alleanze elettorali hanno costretto a determinare.

Mi riferisco alla mancanza di prese di distanze della Federazione su certe questioni relative a tesserati condannati per reati relativi alla sfera personale della persona.

Quando feci notare la questione su questo social, una cheerleader dell'attuale dirigenza, Anna Ferraro, mi segnalò alla Procura Federale, la quale aprì, per mano della Sostituto Procuratore Stefania Cappa, nominata dal nuovo consiglio federale e di cui consiglio ai tesserati FIS la ricerca del curriculum su google esclusivamente ai fini della massima trasparenza sugli organi di giustizia che potrebbero occuparsi di ciascuno di noi, un immediato procedimento nei miei confronti.

L'esito di questo procedimento nel quale il Tribunale Federale ha sancito la totale insindacabilità delle mie considerazioni, è reperibile al link "Giustizia federale" del sito federale. Purtroppo la Federazione, nonostante la rinuncia da me espressa al mio diritto alla privacy, si è rifiutata di pubblicare il mio nome nel pdf pubblicato, ma attraverso questo post risolviamo anche questo problema.

Da ultimo: se continueranno questi metodi non mancherò di rispondere colpo su colpo a prescindere da quanto tempo è passato dalle precedenti o manchi alle prossime elezioni federali.

#federscherma #cheerleader #giustiziafederale #assoluzionetotale #insindacabilita