Tuttavia, l'efficacia della proposta dipende dall'applicazione delle sanzioni da parte delle federazioni nazionali; poiché anche la FIE risulterebbe impotente (nel Caso addotasse la proposta Inglese) se una federazione nazionale scegliesse invece di "insabbiare" la questione omettendo, per esempio, le dovute sanzioni disciplinari.
L'esperienza storica degli Stati Uniti evidenzia questo problema: finché le procedure rimanevano interne agli organismi delle federazioni nazionali, gli scandali venivano spesso ignorati e, di conseguenza, comportamenti criminali non venivano sanzionati dalle varie federazioni USA. L'istituzione di Safesport (nonostante le sue grosse imperfezioni) da parte del Congresso USA ha cambiato questo, creando un sistema preventivo e investigativo con l'obbligo di segnalazione da parte di tecnici, dirigenti e adulti, che rende più difficile nascondere gli scandali; infatti, ad esempio, la mancata segnalazione viene punita con sanzioni. Da precisare che Safesport è una procedura civile non penale. Pertanto, la sospensione o la radiazione a vita da uno sport sono sanzioni di natura civile. Quindi, la formale "presunzione di innocenza" non si applica. A differenza del diritto penale, dove l'imputato è presunto innocente, nei casi civili negli Stati Uniti la responsabilità è determinata sulla base di una "preponderanza di prove", in cui l'attore deve dimostrare che la sua richiesta è più probabilmente vera che no.
Un esempio notevole è il caso di Ivan Lee, ex presidente del consiglio di amministrazione (Chairman) della Federazione scherma USA che è stato radiato a vita dalla scherma dopo essersi dichiarato colpevole in fase giudiziaria di un capo di accusa per abuso sessuale di terzo grado e un capo di accusa per contatto forzato; un risultato altamente improbabile senza l'esistenza di SafeSport.
Safesport come valvola di sicurezza: nel caso il citato Ivan Lee, fosse stato giudicato non colpevole in sede giudiziaria, sarebbe comunque stato possibile avviare una procedura Safesport per sospenderlo o radiarlo (sempre se l'onere della prova fosse soddisfatto), dato che lo standard della preponderanza di prove è più facilmente raggiungibile rispetto a quello penale, che richiede la prova oltre ogni ragionevole dubbio.
Retoricamente: Quante federazioni oserebbero radiare a vita il loro presidente con i loro attuali sistemi di gestione interna di queste problematiche? In realtà, quando queste questioni vengono gestite internamente da una federazione, il cosiddetto insabbiamento è direttamente proporzionale all'importanza o al rango dell'autore del reato. È invece dovere sacrosanto di ogni federazione di proteggere gli atleti minorenni e di prevenirne abusi e soprusi.
Gil PEZZA