giovedì 19 settembre 2013

DECRETO DEL "FARE" - Abrograto l'obbligo dei certificati medici per lo sport amatoriale.

Mi è stato posto il seguente quesito, al quale rispondo non già in qualità di esperto (non sono medico) ma semplicemente come dirigente sportivo:
 
"Gioco a Bridge e ho la qualifica di "AGONISTA".
Come agonista la Federazione Italiana Gioco Bridge mi obbliga a sottopormi a visita medica sportiva (!) che accerti la mia idoneità all'attività "agonistica".
Il Bridge è un gioco che si fa a tavolino e con le carte!
Dopo il "Decreto del Fare", sono obbligato ancora a fare il certificato di idoneità da parte del medico sportivo per svolgere questa attività "sedentaria? Grazie."
 
Atteso che il gioco del bridge si svolge da seduti e che in siffatta posizione non si compiono sforzi tali da alterare il sistema cardiocircolatorio, verrebbe da rispondere che sarebbe una sciocchezza spendere quattrini per una certificazione non necessaria. Il problema secondo me è di natura psicofisica cioè trattandosi pur sempre di competizioni che impegnano emotivamente e che le emozioni alterano il sistema cardiocircolatorio, la visita medica è necessaria. Faccio un esempio: quante volte  in presenza di avvenimenti che vedevano coinvolte persone a noi care siamo stati soggetti a palpitazioni con conseguente aumento delle pulsazioni cardiache? E perché i cardiologi vietano ai pazienti portatori di patologie cardiache emozioni di vario genere? Quindi, a mio avviso, la visita medica con il rilascio della relativa certificazione anche per il bridge, ancorché competitivo, è un atto assolutamente necessario e bene fa la Federazione Italiana Gioco Bridge a richiederle ai suoi tesserati.
Spero di aver dato un contributo al quesito, ma rimprovero chi mi ha scritto per aver scelto l'anonimato per una domanda di interesse generale.
Ezio RINALDI

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