lunedì 26 dicembre 2016

La lettera del M° Sperlinga al M° Bassetti.

M° Gianni SPERLINGA
Il Maestro Sperlinga Gianni nel riordinare il suo archivio ha trovato la copia di una lettera inviata al M° Vittorio Bassetti, il quale a suo tempo dirigeva il periodico “La stoccata”, con cui diffondeva il suo pensiero e dava voce a chi avesse qualcosa da dire. Molto spesso in contrasto con il Presidentissimo Nostini.
Mi ha pregato di riproporla integralmente.
Egr. M° Bassetti,
da tempo covavo il desiderio di esternarle alcune riflessioni sull’attività dei Maestri di scherma e poter quindi conoscere la sua opinione in merito e, finalmente, grazie ad una forzata inattività dovuta ad un intervento chirurgico, posso prendere la penna in mano.
Mi capita spesso di essere gratificato da parte dei genitori dei più piccoli tra i miei allievi con espressioni che suonano più o meno così:
“A parte la competenza tecnica, quello che apprezziamo in lei è la sua capacità di parlare coi nostri figli…e la consideriamo un maestro di vita”.
Lungi dal lusingarmi, questa definizione, sulla scorta delle esperienze vissute nell’ambito dell’ambiente schermistico, ha suscitato in me una serie di dubbi.
M° Vittorio BASSETTI
Maestro di vita??  Di quale vita??
In senso generico, s’intende. E così evidentemente intendono i genitori dei miei piccoli allievi; una vita basata sui valori della lealtà, dell’onestà, dell’impegno serio e profuso per il raggiungimento di taluni obbiettivi, tra i quali, oltre quelli strettamente agonistici, quelli della maturazione consapevole, del rispetto di sé e degli altri, etc…etc… .
Indubbiamente tutti bei valori! Che però la società di oggi mi pare mostri di apprezzare ipocritamente solo a parole.
In realtà i valori perseguiti dall’attuale società sono tutt’altri e mi pare di non sbagliare citando a caso:
·     avere il massimo col minimo sforzo, meglio se lo sforzo è di altri ;
·     rubare tutto ciò che è possibile (compresi i meriti) tutte le volte che la si può fare franca;
·     apparire buoni, bravi, onesti è molto più importante dell’essere bravi, buoni, onesti;
·     curare l’immagine con la complicità di tutti coloro che, pur sapendo che non sei né bravo, né buono, né onesto, per l’identico affermato culto dell’ipocrisia, ti citano ad esempio di bontà, bravura, onestà.(Mi pare che tra i campioni di quest’arte si possa citare il mondo del giornalismo sportivo…..)
·     cancellare la “riconoscenza” e sostituirla con la più miserabile delle caratteristiche umane : l’ ignavia."
Continuo a pensare e, quindi, a mettere in allarme i genitori che, perseguendo la trasmissione dei valori in cui credo, rischio di farne dei loro figli dei "disadattati sociali". In poche parole: in un mondo "sporco" le persone "pulite" sono destinate a trovare enormi difficoltà e vivere gigantesche delusioni.
Una lettera scritta molto tempo fa, non ricordo esattamente quando il Maestro Bassetti ha lasciato la vita terrena, credo non meno di due decenni fa, il cui contenuto è di una attualità disarmante: nulla è cambiato! E forse è stata una mia pia illusione pensare che l’evoluzione tecnologica e materiale della società potesse coincidere con quella morale ed intellettuale.
Caro Gianni grazie per aver riproposto i tuoi pensieri. Mi auguro che chi condivida le tue riflessioni si adoperi perché esse vengano recepite nell’ambito del proprio orto: se tutti lo facessimo probabilmente avremmo coltivato un terreno molto più ampio e diffuso dei pensieri che dovrebbero essere la normalità del vivere quotidiano.

Ezio RINALDI

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