martedì 17 ottobre 2017

ANCONA: LA CARICA DEI 1000…..RIMASTI A CASA


Palaindoor di Ancona
Vorrei tornare sull’argomento della gara assoluta di Ancona. Il primo articolo ha parlato di quanto successo dal punto di vista strettamente elettorale, io vorrei restare sul tema politico ma parlando della parte partecipativa della competizione.

Prima di tutto il numero complessivo dei partecipanti, che come preiscrizioni segnavano 911. Il bicchiere mezzo pieno, perché proprio di mezzo bicchiere si è trattato.

Scorrendo il regolamento, e confrontando i numeri degli aventi diritto a partecipare a questa manifestazione sarebbero stati 1.739, praticamente il doppio di quelli poi effettivamente presentatisi.

Come sono suddivisi? Per primi ci sono tutti i cadetti del 2003 che lo scorso anno sono andati a disputare i campionati italiani Allievi a Riccione, delle quattro armi presenti ad Ancona sono stati 373. A questi si aggiungono i cadetti degli altri due anni presenti in classifica, ovvero 2001 e 2002, che in totale sono 546. Si sommano ancora i Giovani del 1998, 1999 e 2000 che sono tra tutte e quattro le armi 402. Per ultimi i seniores, ovvero dal 1997 e precedenti, che al netto del primo 70% aggiungono al conto ulteriori 418 potenziali iscritti. Per la cronaca questo regolamento ha tagliato fuori 176 atleti sul totale, ovvero gli over20 nell’ultimo 30% del rispettivo ranking di specialità.

La prima domanda è ovviamente perché di fronte ad una defezione del 50% non si sia preferito aggiungere qualche decina di presenze lasciando libero accesso a tutti i presenti nel ranking? La seconda è come mai questa debacle?

Ognuno potrà dare le sue risposte, più o meno intelligenti, la mia è che come sempre c’è una serie di cause che si segnalano da anni ma che evidentemente non interessa prendere in considerazione al momento della stesura del calendario.

La prima, più ovvia, è quella che una gara di questa portata il 30 settembre, quando le palestre sono aperte da un paio di settimane, non è una brillante strategia organizzativa. E non mi si venga a dire che questa o quella sono aperte già da tempo dei Faraoni, perché “questa o quella” sono aperte per i professionisti e gli atleti di punta assoluta, per il popolino si apre dopo. Ma siccome i titoli che si sparano sono “La carica dei 911”, mi pare evidente che ci cerchi prima di tutto il numero, allora forse sarebbe opportuno scegliere strategicamente la data.

Oltretutto se corrisponde al vero quanto riportato dai “rumors” del parterre, Ancona ospiterà fino al 2020 questa gara, la struttura appare assolutamente adeguata a ricevere anche qualche centinaio di atleti in più rispetto a quelli presenti, per cui non dovrebbero esserci grandi problemi.

Altro problema, come al solito, è il livello troppo alto della competizione. Continuando a buttare nello stesso calderone: professionisti, giovani della nazionale, dilettanti adulti e bambini di 13/14 anni si avranno sempre numeri deludenti di presenze sul potenziale che si sarebbe potuto raggiungere con una manifestazione organizzata in maniera più razionale.

Non siamo la Germania, qui non abbiamo gli stipendi più alti d’Europa, ma siamo il fanalino di coda. La gente comune, che rappresenta l’80% dei soci della FIS, fa i conti prima di spendere soldi, e mandare i figli, o anche se stessi, a fare 1000km più spese di alloggio per fare un girone da 5-6 assalti e se va bene una diretta “segnata dal destino” giudica che non sia conveniente. E resta a casa.

I tempi sono cambiati da quando tiravano Nedo Nadi e Edoardo Mangiarotti, oggi i professionisti non possono competere con atleti di livello amatoriale. Sarebbe come pretendere di fare giocare le qualificazioni di Champions al Barcellona partendo da un girone con squadre di panciuti dilettanti della domenica o peggio ancora bambini delle categorie giovanili. Ma ve li vedete Messi o Ronaldo scartare dei quattordicenni e poi magari esultare anche per il gol?

I professionisti, come in ogni sport, devono competere tra loro, in gare di alto livello che siano anche allenanti per loro e spettacolari per chi vuole vendere il prodotto scherma a potenziali sponsor.

Altro capitolo su cui vorrei che i lettori facessero una riflessione è quello degli altoparlanti. Questa mania tutta italiana di finire le gare il presto possibile, una frenesia che oramai sta diventando fanatismo nipponico, manco alle direzioni di torneo dessero dei premi di produzione in base all’orario di chiusura. Questo incessante susseguirsi di annunci e ripetizione dell’annuncio che non danno tregua praticamente fino alla premiazione dell’ultima gara. Sono fonte di tensione, perché stressano gli atleti, i tecnici, i genitori e chiunque sia dentro il palazzetto. Se io visitatore volessi provare a guardare una gara di scherma, scapperei via dopo poco con la testa che mi scoppia da tanto casino di crea con quelle maledette macchinette amplificatrici. Visto che abbiamo un così rigido e burocratico protocollo per le premiazioni, non sarebbe ora di avere anche qualche regoletta per l’organizzazione? Magari facciamo che si chiama il turno e finché non è terminato l’ultimo assalto non andiamo a chiamare quello dopo? Vediamo l’effetto che fa sui nervi delle persone, e sul rendimento dei ragazzi in pedana, che magari lasciati un pochino più sereni a tirare potrebbero anche tirare fuori risultati non pronosticabili.

Un ultimo appello all’on. Vezzali. Insistenti, ma non so dire quanto fondate, voci di corridoio la vorrebbero investita dello scomodo ruolo di prossimo candidato alla presidenza della Federazione più medagliata d’Italia. Non voglio augurarmi nulla in proposito, non conoscendo le sue idee in merito, e soprattutto se corrispondo al vero le voci, non posso esprimere giudizi di positività o negatività sulla base di una suggestione. Vorrei però, qualora fosse vero, che sia finalmente una candidatura per la Federazione, e non per se stessa. Che sia un candidato che non solo si sia posto le mie stesse domande durante i due giorni di presenza ad ancona, ma che abbia anche dato delle risposte. Sarebbe triste che un CAMPIONE, di quelli che si scrive tutto in maiuscolo, volesse ambire alla massima carica della “sua“ federazione solo per aggiungere un titolo ad un palmares che non ha nessun bisogno di altre medaglie.
Paolo CUCCU

16 commenti:

  1. Puoi già iniziare a scrivere un altro commento sulla debacle di presenze alla 1° prova del Gran Prix Kinder
    sciabola che si terrà in Sicilia il 18 novembre.
    Troppi eccessivi i costi della trasferta. Non ne vale la pena.

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    1. Rispondo al commento perchè sicuramente l'esimio lettore non ha una visione globale o quanto meno ha una visione della propria situazione e non di quella altrui. Penso sia troppo facile puntare il dito su Mazara del Vallo. Per una volta l'Italia dovrebbe scendere a Mazara del Vallo e spendere cifre che, le povere famiglie siciliane, affrontano ANNUALMENTE e per ogni singola gara (dall'U14 all'Assoluto) e per tre armi. Se dovessimo pensare a ciò che è stato scritto, allora la Sicilia, da sempre fucina di Campioni, dovrebbe restare completamente esclusa dal circuito organizzativo delle gare.
      Perchè non eliminarla completamente dalla geografia italiana?
      Ma di cosa stiamo parlando? Ma vi rendete conto che invece di valori sportivi si sta cercando una polemica sterile?
      Mettiamoci nei panni dei nostri amici siciliani e vediamo se qualcuno ha la voglia di criticare.....
      Mediamente una famiglia siciliana spende circa € 280,00 a competizione schermistica per coprire le spese di ISCRIZIONE,VIAGGIO AEREO, IMBARCO ATTREZZATURA SPORTIVA, VITTO, ALLOGGIO E NOLEGGIO AUTO e naturalmente le società devono pagare queste cifre anche per i Maestri.
      Moltiplicate questa cifra per il numero complessivo delle competizioni in calendario ed allora, forse, riuscirete a comprendere i sacrifici che la Sicilia affronta per cercare di creare quei CAMPIONI che poi magari riescono a vincere una medaglia Olimpica.
      Se non ho letto male credo che l'organizzazione del GPG di Sciabola di Mazara si sia prodigata per mettere a disposizione un servizio navetta ad orari fissi e GRATUITO (quindi a spese del COL) per chi prenota negli Hotel convenzionati uno dei quali non fa pagare i bambini sotto i 15 anni, ed un servizio TAXI a pagamento con cifra in convenzione di € 15,00 a tratta ( a mio avviso fattibile e bassa). Chi fa questo nei GPG Nazionali? Ve lo dico io, NESSUNO perchè i siciliani "sono abituati a partire" e se devono atterrare a Treviso per poi raggiungere Caorle non importa se devono noleggiare un auto o un pulmino.
      Prima di parlare e puntare il dito, vediamo cosa fa il nostro vicino e mettiamoci nei panni di tutti.

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    2. Seguendo il suo ragionamento il senso compiuto di quello che dice non è altro che "chi la fa, l'aspetti". Se io viaggio fino al profondo nord voi "dovete" viaggiare fino al profondo sud. E invece di continuare la guerra tra poveri, quest'ultimi si coalizzassero per smetterla tutti di dovere spendere un patrimonio per far fare uno sport ai figli?
      Qui si parte sempre dal dogmatico assunto che questa sia la migliore nonchè unica possibilità di praticare la scherma agonistica. ma chi l'ha detto? Dove sta scritto? Cominciamo con l'aprire la mente a nuove forme di selezione, se il fine ultimo della cosa è la creazione di campioni, che partano dal basso (anche delle spese) e non dall'alto.
      Gli apprezzabilissimi e meritevoli sforzi dell'organizzazione Mazarese, che qui deve includere la cittadinanza tutta, rischiano di venire prima vanificati da una presenza ben al di sotto delle aspettative, successivamente svilita da una inevitabile gogna mediatica fatta di ferocissime critiche.
      L'Italia è uno stivale, e non lo scopriamo oggi grazie a lei, è stretta e lunga. e soprattutto male amministrata, per cui gli spostamenti invece di essere naturalmente agevolati, sono costosi, disorganizzati e spesso inesistenti. Specie nel profondo sud. Visto che il paese nella sua globalità non lo possiamo cambiare, cominciamo a smetterla di scannarci e cercare di migliorare la nostra realtà. Che già come esempio per le nuove generazioni non sarebbe proprio male.

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    3. Caro Sig. Cuccu, la mia non voleva essere una sorta di ripicca verbale. Il mio voleva essere un appunto sul discorso costi che per la prima volta la gente si trova ad affrontare proprio perchè non abituata a viaggiare per tutto lo stivale. I già citati club schermistici siciliani, proprio per affrontare le enormi spese per i viaggi, sono costretti a comprare i biglietti aerei con largo anticipo cercando di trovare offerte vantaggiose. Se poi aggiungiamo che molte volte le sedi delle gare sono lontane da aeroporti, questi sono costretti a noleggiare auto facendo poi km su km per raggiungere la Città.
      Però non ho mai letto o sentito un "ammutinamento" da parte delle società siciliane ad alcuna gar Nazionale.
      Il mio era proprio uno sfogo sul post che parla di debacle di iscrizioni per la gara di Mazara.
      Il calendario delle gare è stato pubblicato molto tempo fa e quindi tutti erano nelle condizioni di trovare offerte voli. Noi per esempio siamo riusciti a trovare aerei per Terni su Roma a prezzi decenti (60€ A/R + costi di imbarco sacca + auto + benzina).
      Quindi a mio avviso è solo una questione di tempistica organizzativa. Credo che bisogna dare l'opportunità a tutti di partecipare e non, come dice lei di fare continue selezioni. Basta organizzarsi per tempo.

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  2. Invece dalla Sicilia per Erba,Caorle o Bolzano veniamo agratissi.

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    1. Nessuno vi punta la pistola per costringervi a partecipare e poi ognuno è libero di fare come gli pare.
      Mazara del Vallo prima e San Severo dopo scusateci ma ci pare eccessivo!

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    2. No ma anche se minimi avete i contributi FIS e poi da voi ci sono gare regionali che per molti sono un miraggio ed infatti le nazionali sono le poche occasioni di gareggiare.

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    3. Carissimo anonimo, proprio perchè a Erba, Caorle o Bolzano non si viaggia "agratissi" che sarebbe ora di offrire un prodotto che sia tollerabile nel rapporto qualità/costo. Le trasferte "da e per" hanno fatto il loro tempo, se mai l'hanno avuto. Oggi non sono solo anacronistiche, ma proprio antieconomiche, sia per l'economia di una federazione che deve movimentare uomini e mezzi da tutta Italia, sia per l'economia spicciola delle famiglie. E qui vorrei per l'ennesima volta ricordare che il vero sponsor della FIS sono le famiglie, perchè sono quelle finanziano realmente tutta l'attività. Cominciamo con il ripartire da una attività che se nonpuò essere a Km0 deve comunque essere tollerabile per le tasche di tutti i tesserati. E se da qualche parte i numeri sono troppo bassi, cominciamo con utilizzare li le risorse federali, invece di mandare maestri a gare in Svizzera con pochi partecipanti e quasi tutti italiani.

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  3. Mi sa che, da ora in poi, se ne vedranno delle belle.
    Anche perché ci sono tante sorpresone.
    Aspettate, gente, aspettate.
    Gaspare Fardella

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  4. la fis come Aiazzone: DISTRIBUZIONE NAZIONALE IN TUTTA L'ITALIA, ISOLE COMPRESE (ECCETTO SARDEGNA)!

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    1. Già la Sardegna. Terra sperduta e senza destino, lasciata ai margini del pensiero federale.

      PREFETTO DEL IV PILASTRO

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    2. In Sardegna si sono disputati i campionati italiani Cadetti e Giovani, non mi pare così dimenticata.

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    3. E negli ultimi 12 anni?

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  5. La cosa grave che non esiste un pensiero coerente o una "linea direttrice", non da trattato, ma da linguaggio italiano. Si sceglie la Sardegna con una gara di 'qualificati' ma se si vuole portare in Sardegna il movimento dovremmo portare gare dai grandi numeri. Non ci sono logiche nell'assegnazione delle gare se non amicizie o accordi politici.
    Il CF o chi per esso, scimmiottano le regole internazionali pensando di portare in una gara assoluta di qualificazione, l'attenzione mediatica che vantano i Campionati del Mondo. Anche noi qualifichiamo alle dirette i primi 16 del Ranking, peccato che non in tutte le armi abbiamo 16 bi, spesso si fermano ad 8 e gli altri 8 sono i miracolati che magari hanno potuto fare una gara di Coppa dall'altra parte del Mondo prendendo molti punti nel ranking italiano. E come un giochino malvagio, stando nei primi 16 parti quasi sempre dal tabellone dei 128/64 quindi con i primi incontri non impossibili e quando il gioco si fa duro sei già qualificato per la seconda prova e ha punti importanti per la finale.
    Come se non bastasse i primi 16, professionisti pagati e spesati, iniziano la gara alle 14 con oltre 200 atleti, come avvenuto ad Erba, che attendono le 14 per iniziare la loro eliminazione diretta, quando erano svegli dalle 7 per la gara alle solite 8 del mattino. Non solo attendi le 14 e se hai la fortuna/sfortuna di vincere e rischi di arrivare nei 32, è ormai tardi per tornare a casa e quindi scatta la seconda notte.
    Pensate per una gara iniziata alle 8 e finita alle 16 hai fatto solo i 32 e non hai i punti certi per la finale assoluta. Cosa hai ottenuto: 2 notti di hotel, 2 cene, 2 colazioni e 1/2 giorni di ferie prese. Un affare. Certo non si fa scherma per guadagnare ma neppure per spendere uno 'stipendio' a gara. Gli unici che ci guadagnano sono gli Hotel e i ristoranti, non certo lo spettacolo o la scherma. Non parliamo di chi arriva ad Ancona o Erba per fare un girone. infatti, nella corsa di finire presto le gare, nonostante i tempi imposti dai primi 16, si elimina sempre il 30% degli atleti ai gironi, quando il regolamento parla di 20% o 30%.
    State ammazzando la scherma agonistica e per questo le tante gare amichevoli o satelliti, hanno il pieno di iscritti.

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    1. Se ricordate lo slogan del presidente è anche quello per cui la sua scherma fa girare l'economia del paese

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