giovedì 8 agosto 2013

ABROGATO L'OBBLIGO DEI CERTIFICATI PER LO SPORT AMATORIALE!

AMATORI: STOP AI CERTIFICATI

Questo il titolo apparso a pag. 31 della Gazzetta dello Sport del 7 agosto 2013.

L’articolo non ha una firma e riporta in forma sintetica quanto approvato dalla Commissione Istruzione e Sport del Senato.

Tutti i Presidenti di ASD fino a qualche giorno fa sapevano che i propri atleti, amatori e non, per praticare una attività motoria, dovevano presentare un certificato medico che attestasse la buona e robusta costituzione fisica, mentre per le attività che prevedono la partecipazione a gare o competizioni varie, il certificato richiesto è quello per attività agonistica. Non sto a citare tutti gli incidenti che hanno causato il decesso di giovani atleti, ma basta fare riferimento a tale casistica per evitare possibili ulteriori inciampi nefasti.

Mi permetto di affermare che nella Commissione Istruzione e Sport del Senato di veri sportivi non ce n’è nemmeno l’ombra. Sicuramente saranno tutti seri ed onesti professionisti e certamente in buona fede, ma esperienze sportive zero. Come ben sapete non sono un medico ma dirigente sportivo e praticante attività amatoriale sportiva (in gioventù praticavo Judo presso il CUS Roma). Ho sempre presentato il certificato medico attestante l’idoneità all’attività sportiva agonistica, ciò ha messo tranquillo il sottoscritto e la struttura che mi ospita.

La visita medica è il primo atto dell’azione di prevenzione ed avere un elettrocardiogramma è quanto mai opportuno per stabilire se il sistema cardio circolatorio (a riposo) è nella norma. Peraltro l’emendamento presentato a modifica del Decreto Balduzzi non elimina la presentazione di una certificazione medica attestante una buona condizione fisica ed il rilascio di tale documento comporta l’esborso di una parcella al medico di base, perché, se non erro, lo impone la legge allora non capisco dove sia la semplificazione e mi riesce difficile capire anche le eventuali difficoltà economiche delle famiglie che voglio far fare sport ai propri figli: un certificato agonistico costa da 50 a 75 euro, quello del medico di base minimo 25 euro. Contesto anche l’aggravio di lavoro per le ASL in quanto basta rivolgersi ad un medico specializzato in medicina dello sport ed abilitato al rilascio di detti certificati.

Contesto il fatto che gli alunni praticanti uno sport presso la propria scuola ed in orario curriculare non essendo agonisti ma amatoti o se volete praticanti attività ludico motoria non abbiano bisogno della certificazione medica. Vorrei ricordare che negli istituti scolastici generalmente vengono esercitati sport di squadra – palla mano – palla volo -  che pur non partecipanti a campionati o competizioni delle FSN (ci sono tornei interscolastici) prevedono uno sforzo fisico notevole che altera il normale status a riposo del corpo umano. Pertanto i Dirigenti Scolastici si assumo enormi responsabilità a meno di proibire lo sport nel proprio plesso.

Contesto anche l’idea che la richiesta di adeguata certificazione possa allontanare i giovani dallo sport, se così fosse gli irresponsabili sarebbero i dirigenti a tutti i livelli: l’eventuale allontanamento dei giovani dallo sport dipende da altre cause, che richiederebbero l’apertura di un dibattito molto serio.

Condivido pienamente la posizione del Presidente della Federmedici dr. Maurizio CASASCO, il quale afferma che “Così la prevenzione è morta. Il Senato si è assunto una responsabilità enorme.”

Personalmente invito i Presidenti delle ASD, Dirigenti scolastici, titolari di palestre e strutture sportive di richiedere ai loro atleti/alunni ed amatori la certificazione più completa al fine di garantire tutte le parti in causa, ma soprattutto i genitori.
Ezio RINALDI

 

6 commenti:

  1. Caro Ezio, ti ringrazio per aver portato in evidenza quanto deliberato dal Senato, ma posso garantirti che chi vuole fare attività sportiva presso il mio centro prima mi porta la certificazione medica e poi entra.

    Enzo Sebastiano Zuanella Presidente A:S.D.Scherma Ostia

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  2. Come perdere l'occasione di rendere sicuro lo sport per tutti.
    Con questo emendamento si affossa una concreta possibilità di
    attivare una prevenzione precoce delle patologie cardiovascolari e
    non
    solo. Purtroppo la miopia o meglio la cecità del “fare” le cose
    senza
    una visione razionale degli aspetti preventivi ha fatto morire la
    sia
    pur brevissima vita del certificato proposto da Balduzzi che aveva
    infatti previsto una organica , moderna e strutturata visione su
    come
    fare e cosa fare.
    Ai senatori del PD è sfuggito, per colpa o dolo, un particolare
    fondamentale che avrebbe assimilato gli effetti della prevenzione
    del
    Decreto Balduzzi con quelli ottenuti dalla normativa sulla
    certificazione agonistica: una riduzione delle morti improvvise da
    sport e da esercizio fisico grazie al semplice elettrocardiogramma
    e
    agli accertamenti fatti da personale specialistico.

    Ci auguriamo che invece LEi sappia cogliere l'importanza concreta e
    tangibile dei controlli finalmente seri e strutturati che il Decreto
    Balduzzi aveva proposto eliminando l'emendamento del PD

    Questo “governo” avrà altrimenti sulla coscienza tante persone che
    si
    sarebbero
    potute salvare.

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  3. Eccezionalmente ho pubblicato il succitato commento, perché rende un ulteriore contributo alla salvaguardia della salute. Trattandosi di un pensiero assolutamente condivisibile, ma soprattutto educato e non offensivo verso nessuno, sarebbe stato opportuno firmarlo.
    Ezio RINALDI

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  4. Purtroppo al peggio non c'è...A quanto pare tra i proponenti l'abolizione dell'obbligo del certificato ludico ricreativo ci sono i PEDIATRI. Non si comprende il perchè. E' vero che si discute sulle evidenze scientifiche in merito alla costo-efficacia dell'elettrocardiogramma prima di fare sport per la prevenione della morte improvvisa. Ma allora la Società Europea di cardiologia si è bevuta il cervello quando afferma che è bene eseguire una valutazione pre-attività come la si fa in Italia? In un'articolo della American Society Pediatrics (2012;129;e1094; originally published online March 26, 2012;
    SECTION ON CARDIOLOGY AND CARDIAC SURGERY
    Pediatric Sudden Cardiac Arrest) si parla anche della nostra normativa presa come esempio. Si parla anche dei giapponesi che dal lontano 1973 fanno fare un ECG ai loro bambini. Vogliamo vedere articoli scientifici più recenti? il Prog Cardiovasc Dis. 2012 Mar-Apr;54(5):445-50. doi: 10.1016/j.pcad.2012.01.001. dice che negli USA non fanno l'elettrocardiogramma esteso a tutti solo perche "The major obstacle to ECG screening in the United States is the lack of a physician workforce skilled in interpretation of an athlete's ECG" !! Con buona pace per tutti coloro che dicono che è un problema di costi o altro. Vogliamo aggingere altri dati? Il problema è che non si può richiedere un emendamento così "pesante" barattandolo con una batosta economica per le famiglie! trovatemi una famiglia che non voglia spendere trenta euro per una certificazione fatta come si deve compresa di ECG

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  5. Il presente commento è firmato dal Dr. Gianmario Satta e viene trascritto da me in quanto avendolo pubblicato tramite smartfone non veniva visualizzato in chiaro.

    "solo per errore non è stato inserito il mio nome: gianmario satta medico dello sport.
    A completamento di quanto scritto questo malsano emendamento del "fare" ha si abrogato l'obbligo di certificazione ma non ha abrogato il decreto Balduzzi: ergo, il decreto, fino a prova contraria, va applicato seguendo le linee guida previste per l'attività ludico ricreativa e amatoriale."

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  6. Egr. Dr Satta, come può notare il secondo commento risulta pubblicato antecedente al primo. La precisazione è d'uopo affinché chi legge possa avere la cronologia esatta degli interventi.
    La ringrazio ancora, Ezio RINALDI

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