lunedì 2 dicembre 2013

G.S.A. : qualche suggerimento


Dopo questa prima parte della stagione agonistica, confrontandomi alle gare con parecchi miei colleghi, ho dovuto registrare anche quest'anno una certa parte di insoddisfazione avverso i giudizi degli arbitri, in particolare nelle gare di fioretto che sono quelle che frequento in maniera quasi esclusiva.
Il problema che maggiormente ho rilevato è stato certamente la carenza di giudizio su alcune tipologie di azione, tipiche dell'arma del fioretto, da parte dei giudici che provengono dal settore della sciabola.
Molto spesso le azioni composte vengono ricostruite come "primo attacco a vuoto e poi la rimessa", dando così ragione all'atleta che si limita a "tirare dentro" all'avversario, senza cercare una qualche azione in tempo. Questo perché la finta non viene percepita come tale, e più efficacemente è fatta più alte sono le probabilità di una ricostruzione negativa.
Altra problema gli "attacchi sulla preparazione", che troppo spesso noi tecnici vediamo attribuiti ad atleti che indietreggiano, contro ogni logica che vuole che un attacco sia portato avanzando verso l'avversario, e non indietreggiando sotto il suo incalzare.
Una questione più generale, e qui mi devo rammaricare nell'ammettere che è diffusa anche tra arbitri notoriamente specialisti del fioretto, è la conoscenza a volte confusa del regolamento. Soprattutto su regole che magari cambiano con una certa frequenza, come per esempio la questione della passività, ma non solo. Questo denota in alcuni un certo pressapochismo nell'affrontare l'aggiornamento, che porta poi a situazioni in pedana che, se non corrette dal direttorio, possono esporre il fianco a opposizioni tecniche. In quanto non si tratta di giudizi su azioni, ma bensì di regole che si devono solo applicare.
Penso che il giudizio sul GSA italiano non possa che essere complessivamente eccellente, ma questo non significa che non si possa migliorare qualcosina, al fine di venire incontro alle richieste sia della classe magistrale che degli atleti stessi, che spesso essendo molto giovani percepiscono l'errore dell'arbitro come un torto personale, che può anche pregiudicare la sua permanenza nella sala di scherma in futuro.
Per esempio si potrebbe pensare ad una serie di "licenze" da dare ai nostri presidenti di giuria, non più legate a due sole fasce nazionali quali "aspirante arbitro" ed "arbitro nazionale", ma bensì su specializzazioni e livelli. Un primo livello potrebbe essere il GPG, per poi passare al circuito Under20 e quindi agli Open, suddividendoli anche per arma. Quindi si potrebbe avere un arbitro di primo livello in spada e sciabola e di secondo in fioretto, e cosìvia. Rendendo anche più semplice il compito a chi deve convocare i presidenti per le varie gare, pescando da un bacino selezionato ad hoc per ogni livello di competizione. Ogni due anni (almeno) si dovrebbe fare una revisione di queste licenze, tramite un semplice test, al fine di avere sempre un gruppo aggiornato e pronto ad giudicare secondo le ultime modifiche regolamentari.
Naturalmente queste sono solo proposte, anche buttate giù in maniera grezza e superficiale, ma che potrebbero offrire uno spunto di discussione per magari creare un proposta maggiormente articolata per coadiuvare la Federazione ed il GSA nella gestione delle future competizioni.
Paolo CUCCU

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