giovedì 14 agosto 2014

EPURAZIONI, SCANDALI, SPRECHI E MALAGESTIONE


https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQMQdrYGF4z2ZEMlxByGva6f6F6bvu5R99PdmsiNdpcPAWs1TbvDa più parti (Espresso-Repubblica, quotidiani, sportivi e non, blog vari e semplici sportivi) si parla sempre più spesso nel mondo dello sport di mala gestione, di epurazioni, scandali e sprechi.

Ultimo in ordine di tempo un articolo a firma di Gloria RIVA, 

Alti Dirigenti, il cui spessore etico è pari allo zero, non ne vogliono sapere di lasciare la poltrone, pur in presenza di condanne subite negli anni passati.

Che dire? Questo è lo specchio della nostra società e pur consapevoli di ciò non abbiamo il coraggio,  sarebbe meglio dire la volontà, di cambiare, in ragione di qualche prebenda, che oggi ci torna utile.

Ho scritto fiumi di parole sulla libertà che ogni individuo deve avere e gli deve essere riconosciuta. Ho avuto modo di sottolineare il comportamento assai discutibile di alcuni soggetti, per i quali esprimersi nascondendosi, nella speranza che qualcun altro  agisca, è il modus vivendi. 

Parlare di ridare il potere contrattuale agli affiliati e tesserati è, oggi, pura follia. Scrissi su queste pagine della paura che essi hanno nel dover esporre con chiarezza il loro pensiero e tale paura nasce dal fatto che una esposizione potrebbe comportare una penalizzazione nell’ambito della conduzione dei propri club.

Mi preme sottolineare che, nel vivere quotidiano, assumersi delle responsabilità nei confronti della società di cui facciamo parte è un dovere morale. L’essere opportunisti, doppiogiochisti ed ipocriti vuol dire essere ignoranti ed infingardi, in altre parole un peso per la società medesima.

https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSV8ONsNHxbwOfUll6rM60007WeTKwW20gz4zFg03Q2AbXs64QtvQAlbertini, candidato alla presidenza F.I.G.C. in contrapposizione a Tavecchio, al termine delle votazioni ha parlato di corporativismo: come dargli torto? Mandare a casa vecchi totem è impresa improba poiché questi si sono inchiodati alla poltrona e a nulla serve il forte richiamo al ricambio. Quando ci si sente insostituibili ed indispensabili, è il momento di fare un passo indietro e, per dirla in moderno gergo metropolitano, che ci si tolga dalle scatole.

Si parla di pensioni ma certi matusalemme del mondo dello sport proseguono imperterriti la propria attività di gestori di ingenti somme di denaro pubblico, senza arretrare di un passo.

Mi domando: come si fa a creare nuove opportunità per i giovani se i vecchi non vogliono andarsene? Ho come l’impressione che tutti siamo disponibili a fare un passo indietro purché non sia io il primo, anzi possibilmente vorrei essere l’ultimo. In quest’ottica si fa di tutto per mantenere lo status quo, anche quello di manipolare gli organi di giustizia ed è quello che pone in evidenza la giornalista Gloria Riva, autrice dell’articolo.

http://www.iconfronti.it/wp-content/uploads/2012/11/soldi.jpgSi parla di contrazione degli stanziamenti che il Governo assegna allo sport, quindi a scendere anche per le Federazioni. Pertanto quando il Dio denaro non avrà più lo stesso potere ed i massimi dirigenti non potranno elargire prebende cosa succederà in periferia? Forse si avvertirà l’esigenza di un cambio di rotta, ma sarà troppo tardi e tutti quei signori che per un piatto di lenticchie hanno venduto il loro onore e la loro dignità, probabilmente, e dico io finalmente, spariranno dal panorama dirigenziale. A quel punto ci vorrà tanta buona volontà per risalire e sarà un percorso irto di difficoltà. Quello che si pagherà domani sarà l’eredità che l’attuale dirigenza avrà lasciato.

Voglio credere che la riforma della Giustizia,  fortemente voluta da Malagò (sue testuali parole), sia veramente tale perché c’è bisogno di pulizia, di certezze e di una giustizia che sia realmente uguale per tutti e ciò vale per tutte le federazioni, nessuna esclusa.
Ezio RINALDI

11 commenti:

  1. A mio avviso, siamo da tempo di fronte ad un fenomeno che sembra inarrestabile, come l'epidemia di una malattia infettiva : La diffusione e la proliferazione di "PROFESSIONISTI DELLA DIRIGENZA SPORTIVA" sistemati in qualche modo da padrini politici esclusivamente per "il bene loro e di tutta la loro santa chiesa".
    Personaggi assolutamente inutili al potenziamento e la diffusione dello sport (fatto, secondo me, quasi esclusivamente dalle Società Sportive a cui il CONI deve - non dimentichiamolo - la sua stessa esistenza).
    Non a caso li troviamo autoesposti in bella mostra nella ricca greppia del mondo del calcio : l'antisport per eccellenza.
    Il mondo dello sport (sarebbe tempo di darne una definizione condivisa) non può sperare nulla da costoro che, infatti, ci parlano continuamente di "contrazione degli stanziamenti" mentre alimentano gli sprechi di cui si nutrono e di cui riempiono i pozzi senza fondo dei loro appetiti.
    Per esempio : al di là delle solite frasi fatte, il Padre dello sport italiano, il Presidente del CONI, il buon Malagò sarebbe disponibile ad argomentare sul regalo di (pare) 62.000.000 di euro alla Federazione Calcio?
    Caro Ezio,mi rendo conto che i discorsi possono moltiplicarsi e diventare, nell'eccesso del numero, vuoto esercizio dialettico . Ciò finora è stato un efficace freno alla mia tendenza ad intervenire: Considera il mio, come uno sfogo suggerito dall'attualità dell'argomentazione proposta e dal fatto che qualche giornalista sportivo pare cominci a porre qualche argomento più interessante dell'insulsaggine diffusa nel mondo del pallone.
    Gianni Sperlinga

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  2. Da facebook il commento di Fabrizio ORSINI
    "Già...togliersi dalle scatole!...vedere perdere il giovane Albertini dall'anziano Tavecchio è stato quasi umiliante. Si è visto vincere un sistema juventino che alla fine ha voluto Conte sulla panchina della nazionale. Magari guardando bene le varie poltrone ci accorgeremo di quanto il sistema Juve è forte, perché vincere è un obiettivo con molti zeri e gli zeri sono importanti se uno sa dove piazzarli.
    Le lenticchie poi si sa che sono buone con lo zampone, specie quello dei soliti volponi, ma vanno servite al momento giusto, altrimenti l'effetto fortuna viene a mancare, specie in certi fuorigioco e nel suono del fischietto al momento opportuno.
    Il togliersi dalle scatole è fosse di altri tempi, ma ci deve essere chi si propone, per poter dire come Giolitti quando gli chiesero perché non appoggiasse la fascistizzazione del parlamento disse: ma mi ci vedete a 70 anni cantare "giovinezza"? ".

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  3. Caro Fabrizio, non è il sistema Juventino a vincere in quanto Agnelli era per Albertini. E' il sistema tutto che non va, è il corporativismo che bisogna eliminare: non è e non sarà facile. Anche il nostro sistema non è immune da quanto denunciato da Albertini. La presidenza Tavecchio da i primi segnali di una gestione che non cambia. Infatti il contratto a Conte ne è la testimonianza: 1.600.000/00 dalla F.I.G.C. e oltre 3.000.000 dalla Puma: è una vergogna per una Italia che non riesce ad uscire dalla recessione e dai mille problemi che l'affliggono, uno per tutti la disoccupazione. Il Presidente F.I.G.C. se avesse voluto dare un segnale nuovo avrebbe dovuto scegliere una soluzione interna, e ce ne erano molte,una per tutte ROCCA. In fondo il CT della nazionale non allena ma coordina, deve andare in giro per la penisola a visionare i calciatori da convocare e organizzare gli stage. E per fare questo gli viene corrisposto uno stipendio netto a stagione di 3.500.000€? Questo è lo scandalo. Ci sarebbe ancora molto da dire, ma mi fermo qui.

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    1. Fabrizio Orsini da facebook
      Hai ragione...certo che è così...il sistema di connessioni di poco valore che superano il valore ultimo delle cose, purtroppo. Comunque quelli che hanno saputo essere onesti e anche sognatori nell'immaginare una federazione nuova, con nuovi contenuti, e nuovi orizzonti possono dormire felicemente senza pensieri...e camminare a testa alta.

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  4. Nemmeno io credo ad un "sistema juve" dietro all'assunzione di Conte quale CT. Le cosidette"cambiali elettorali" il presidente Tavecchio le aveva da pagare eventualmente ad altri, in primis a Lotito suo grande sponsor, ma poi anche da altri della sua corte di ferro quale il presidente dell'Udinese, al quale avrebbe fatto un gran favore se avesse assunto Guidolin, togliendoglielo dal suo libro paga. Oltrettutto Conte ha mollato la Juve come un fulmine a ciel sereno, tacciando la dirigenza di mala gestione negli acquisti dei giocatori. Dubito che dopo un addio così qualche juventino ne avrebbe sponsorizzato l'incarico!
    Piuttosto penso che il buon Tavecchio abbia utilizzato il giochino politico più vecchio del mondo per gettare fumo negli occhi della pubblica piazza (ovvero : i tifosi) : panem et circenses.
    Ha fatto assumere il più celebre tecnico su piazza, attenzione non quello più vincente visti suoi miseri risultati appena messo il naso fuori dagli italici confini, per fare credere anche ad una sua presunta indipendenza intellettuale.
    Detto tra noi, già uno che deve dimostrarla dopo poche ore di mandato fa chiaramente capire che non ne ha molta, ma questi sono altri discorsi.
    Tavecchio ha la sua età, quella nella quale un grande avvenire è alle spalle, quindi prova il colpo : se Conte porterà l'italietta attuale a vincere tra due anni tutto sarà giustificato, la stampa lo osannerà come il salvatore della patria, il presidente della, repubblica (o forse il Re eletto) lo proclamerà eroe nazionale, ed i soldi dell'ingaggio saranno stati perfino pochi per un trionfatore così. Probabilmente a Conte gli verrà anche accordato il Trionfo, come nell'antica Roma. Per lui elezioni tranquille, morirà sul trono del calcio.
    Non è certo il solo a fare così, è solo quello più esposto mediaticamente. Quanti altri presidenti federali hanno sempre utilizzato le medaglie per farsi scudo davanti alle critiche?
    Tutti esortano sempre il dialogo, il confronto, addirittura sui giornali sollecitano che gli vengano sottolineate le criticità della federazione. Sui giornali, appunto.
    In realtà in questa Repubblica delle Banane chi fa notare un mancanza, anche fornendo una proposta costruttiva per ovviarci, viene immediatamente bollato come "antitaliano", "catastrofista", "sobillatore", "traditore", nella migliore delle ipotesi come un "rompiscatole troppo pessimista".
    Insomma nel mondo reale ogni persona che in questo malandato paese sia giunta a qualche posizione di comando, attorno vuole solo una corte di lacchè, pronti sempre ad osannarlo e a riferirgli che tutto va sempre bene. Meglio poi se questi cortigiani sono ricattabili, e meglio ancora se ricattabile è chi comanda. Uno scambio di favori risolve sempre tante questioni.
    Le lenticchiè servono a tenere buono il popolino, che se ha qualcosa nello stomaco è sempre contento, l'importante è non tenerlo completamente digiuno.
    L'italiano da secoli ha imparato ad adattarsi, anche con poco. Tanto oramai lo slogan del popolino è "meglio poco che niente".
    Se gli andasse male, beh.........poco male! Conte tornerà a fare l'allenatore di club, lui tornerà ai suoi giochini politici per rimanere comunque sul trono, e se nel frattempo le cambiali saranno state ottemperate non avrà grandi difficoltà.
    Cambierà qualcosa in futuro? Non credo, in fondo a nessuno interessa veramente che cambi, meglio un piatto di lenticchie senza fatica che dovere guadagnarsi un bel piatto di pastasciutta!!

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  5. Gli e' tutto sbagliato! Gli e'tutto da rifare...

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  6. Giamaria, hai proprio ragione! Ma come rifaresti tutto? Quanti hanno la capacità di rifare tutto? Il mondo dello sport è bello solo in apparenza: dietro le quinte c'è di tutto e spazzarlo via farebbe una fatica immane e potrei definirla la 13° fatica di Ercole!

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  7. Lo sai Ezio come la penso: turn over obbligatorio e piu' spazio ai giovani!

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  8. E tetto alle retribuzioni ! Massimo 100.000 euro all'anno, per allenatori e giocatori, che è più di quanto guadagnano professionisti di alto valore il cui lavoro è molto più utile alla società.

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  9. Magdi Cristiano Allam 14 agosto
    Sul suo profilo facebook scrive sull'argomento:
    ERA SOLO UNA QUESTIONE DI SOLDI: ANTONIO CONTE HA CHIESTO ED OTTENUTO 4,1 MILIONI ALL'ANNO PER DIVENTARE IL NUOVO ALLENATORE DELLA NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO
    Premetto che a me il calcio non interessa, non seguo le partite, non tifo per ne...ssuna squadra. Ma come cittadino italiano e come giornalista di formazione sociologica prendo atto che il calcio, che indubbiamente rappresenta il massimo sfogatoio delle passioni e delle frustrazioni popolari ovunque nel mondo, si è trasformato, da un lato, in un'attività finanziaria mercificata dove il lucro predomina rispetto alla dimensione genuinamente sportiva e, dall'altro, nella calamita capace di attrarre singoli facinorosi e gruppi violenti che usano gli stadi come campi di battaglia contro le istituzioni e i "nemici" calcistici. Ecco perché se da giovane praticavo e mi piaceva il calcio, sono almeno trent'anni che mi preoccupa come fattore e sintomo del degrado sociale.
    Vi domando se è accettabile che l'allenatore della Nazionale italiana di calcio ponga la questione economica come condizione per poter accettare l'incarico. Se può tranquillizzarci il fatto che, non potendo la Federcalcio impegnare più di 1,6 milioni di ingaggio all'anno, le sorti della nostra Nazionale saranno di fatto nelle mani di uno sponsor privato, la Puma, che investirà 2,5 milioni a stagione e in cambio avrà carta bianca nello sfruttamento dell’immagine dell’ex tecnico bianconero che a sua volta avrà carta bianca nelle scelte della Nazionale di calcio. Significa che Conte ogni giorno, compresi quelli che non "lavorerà", guadagnerà 11.232 euro, che è quanto percepiscono all'anno tantissimi italiani lavoratori e pensionati.
    Capisco che nel mondo del calcio c'è chi guadagna molto di più. Apprendo da Internet che Lionel Messi è il giocatore più pagato con uno stipendio netto di 26 milioni all’anno, seguito da Cristiano Ronaldo che ne prende 22 all’anno e da Zlatan Ibrahimovic che riceve 21 milioni di euro. Sono cifre che fanno rabbrividire tenendo presente che siamo in un'Europa dove ormai la povertà sta dilagando.
    Io pongo una questione generale di natura etica: è accettabile che nelle nostre società europee un giocatore di calcio arrivi a guadagnare 26 milioni all'anno, 71.232 euro al giorno? Poi pongo una questione specifica alla nostra Nazionale di calcio che dovrebbe rappresentare l'Italia e il suo popolo: è accettabile che la persona a cui si affida il ruolo di comandante in capo anteponga all'amore e all'orgoglio di diventare l'allenatore della Nazionale italiana l'ammontare stratosferico del suo stipendio?
    http://www.lastampa.it/2014/08/14/sport/calcio/fumata-bianca-conte-sar-il-nuovo-ct-azzurro-HsZpjiDryyI5Xe2s5qgM7J/pagina.html Altro...

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  10. Sono d'accordo con tutti quelli che hanno scritto prima di me a proposito delle storture tipicamente italiane che trovano un magnifico vivaio nel modo dello sport. Quello che non mi vede d'accordo è questa atmosfera di rassegnazione al fatto che "in Italia sarà sempre cosi". In realtà lo sarà soltanto fino a che noi lo vorremo.
    L'articolo parla soprattutto della giustizia sportiva, e fa riferimento a situazioni in cui, mi sembra di capire, la giustizia è stata usata come strumento per zittire chi osa mettersi contro la Federazione di volta in volta coinvolta. Pare però che i destinatari di questo trattamento non si siano arresi e stiano andando avanti nella loro battaglia per ottenere la riaffermazione del proprio buon diritto.
    E' proprio questo il punto: non arrendersi mai. Di fronte alle ingiustizie, alle storture, alle carognate non bisogna mai, mai, mai, mai arrendersi. Chi si arrende, chi delega agli altri, chi aspetta di essere salvato, ha già perso. Per questo invito tutti a non sprecate il proprio tempo in sterili lamenti, ma a fare tutto quello che è dovuto per impedire epurazioni, scandali, sprechi e mala gestione. Dobbiamo essere apertamente solidali con chi subisce ingiustamente, non dobbiamo avere paura di mostrare amicizia verso chi è malvisto, dobbiamo dimostrare con i fatti di essere contro tutto quello che riteniamo essere ingiusto e sbagliato, dobbiamo rompere questo muro di omertà e denunciare apertamente gli amici degli amici infischiandocene delle "ritorsioni". Solo così cambieremo il nostro mondo.
    Io faccio così, e mi pare bene che facciano così anche Ezio Rinaldi e alcuni suoi amici.
    Aspetto tutti gli altri.
    Paola Puglisi

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