domenica 10 agosto 2014

ETICA SPORTIVA: il pensiero di Lucio VIRGILIO


http://2.bp.blogspot.com/-VULeV3MfDi0/UJERtQlb0VI/AAAAAAAAADs/9hJMYp9o7sQ/s1600/virgilio.jpgSulla Gazzetta dello sport del 23 luglio 2014, a pagina 10, è stato pubblicato “L’angolo dell’etica” in cui Bruno PIZZUL, popolare giornalista e telecronista sportivo, intervistato da Germano Bertin , autore dell’articolo, afferma che “lo sport, nella sua originaria natura possiede un grande patrimonio di valori educativi ed etici atto a farlo diventare vera e propria  scuola di vita: lo sport offre opportunità incredibili di crescita umana, di accoglienza, di solidarietà, di confronto e di integrazione”. Mi fermo qui anche se il giornalista mette l’accento su un ambiente, quello sportivo, che può essere concepito solo attraverso la sinergia convinta e condivisa tra tutti coloro che, seppur in modo diverso, gravitano nel variegato mondo dello sport.

Credo che in queste poche parole egli abbia detto tanto ed a me è venuto in mente il codice etico edito dalla FIS, nel quale non mi è parso di leggere qualcosa sull’educazione sportiva ma tutta una serie di articoli con i quali vengono stabiliti i divieti per i tesserati. Mai un riferimento alla centralità della persona/atleta il cui rispetto, nella sua integralità, dovrebbe essere sempre garantito; mai un accenno alle garanzie sulle pari opportunità; non un richiamo alla lealtà quale obiettivo e percorso da realizzare. Forse non ho letto bene il codice della FIS e spero tanto che la mia superficialità sia conclamata perché ciò smentirebbe, con mio grande piacere, i rilievi accennati.

Mi è sempre sorto l’interrogativo se tale codice non fosse una specie di arma impropria da utilizzare in un ambiente in cui le controversie sono una ragione di vita. Comunque nel documento si fa riferimento alla “imparzialità” alla “indebita pressione” e ad altri fattori come le lezioni in sala o il divieto di partecipazione ai forum sui vari network. Non una citazione sulle incompatibilità di cariche; non una indicazione allo svolgimento di mansioni, ancorché abusive,  in contrasto con i ruoli istituzionali, discorso affrontato e sviscerato su questo blog.

Condivido pienamente il pensiero di Bruno PIZZUL quando afferma che “facendo sport nella giusta maniera i giovani possono maturare in modo naturale e gradevole l’abitudine al rispetto delle regole. Uno sport ben proposto e praticato può diventare una efficace via per uscire dalla odierna emergenza educativa”. Personalmente aggiungo che lo sport non è solamente agonismo e gare ma un mezzo per interagire, comunicare e confrontarsi, dove il rispetto non è imposto con le regole ma viene da una educazione morale per la quale la considerazione della persona viene al primo posto.

Lucio VIRGILIO

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