venerdì 6 febbraio 2015

IL CERVELLO, L'INTELLIGENZA E L'ARROGANZA



https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQgArtDnISIgD2wxAPYsrzO99ETh0zmDLrgT9zy6WC2xYH2xOz4hAIl cervello è l'organo posto all'apice, sia dal punto di vista della struttura che della funzione, del sistema nervoso centrale. Esso è l'organo più importante del sistema nervoso centrale con un peso piuttosto variabile che non supera i 1.500 grammi ed ha un volume compreso tra i 1100 e i 1300 cm³, tenendo presente la possibilità di significative variazioni tra individuo e individuo, anche legate a sesso, età e altri fattori. Tutti gli esseri viventi ne hanno uno.
L'intelligenza è etimologicamente definibile come quel complesso di funzionalità e abilità psichiche e mentali che consente ad un soggetto in primo luogo di capire, ovvero di giungere autonomamente a delle conoscenze reali per merito di propri trattamenti delle informazioni o come la capacità generale di capire in sé.
La proprietà cognitiva dell'intelligenza sottende alla buona esecuzione di tutte quelle attività della mente che comportino un "lavorare sulle informazioni che si possiede per andare oltre"; esempi di queste attività, possono essere tratte delle conclusioni a partire da ciò che è noto, fare previsioni riguardo al futuro, esprimere un giudizio, risolvere un problema mai incontrato in precedenza, scoprire in una situazione aspetti prima non considerati, creare un prodotto nuovo che risulti efficace dal proprio punto di vista. Funzione che si percepisce nella capacità del soggetto che la detiene di comprendere, adattarsi e fronteggiare con successo nuove situazioni, l'intelligenza può essere concepita anche come una capacità di adattamento all'ambiente. È una caratteristica propria in primo luogo dell'uomo e delle specie animali. Non tutti gli esseri viventi ne sono dotati, in particolare gli umani.
L’arroganza appartiene ad esseri presuntuosi, i quali spesso cercando di mascherare l’aver vissuto ben poche esperienze e temendo il confronto con gli altri tendono ad elevare se stessi facendo credere di “avere qualcosa in più di loro”. Piuttosto che imparare dagli altri, o fare domande (cosa che vedono come segno di vulnerabilità), gli arroganti tendono a generalizzare e, basandosi sulle loro limitate esperienze di vita, vorrebbero imporre agli altri il loro punto di vista.
L’arrogante ha un disperato bisogno di apparire nel modo giusto. Se si prova a fare un piccolo commento non gradito, anche se solo leggermente provocatorio, l’arrogante diventerà furioso nei confronti del suo interlocutore. Questo accadrà ogni qual volta verrà messo in dubbio (anche non volendo) il suo aspetto, la sua intelligenza, la sua abilità atletica, o qualsiasi altra cosa legata all’immagine che vuol dare di se stesso. Non lo giudico negativamente, non l’ho mai fatto poiché scivolerei al suo stesso livello. Spesso indossa una maschera perché deve nascondere il proprio punto debole e la propria paura. Il più delle volte ha bisogno di costruirsi un’impeccabile immagine  per coprire la sofferenza interiore. Di arroganti il mondo ne è pieno, in tutti i campi non escluso quello sportivo.
Mi preme sottolineare, per amore della verità, che quanto espresso è frutto di una approfondita ricerca, che mi ha dato l’occasione di acculturarmi sugli argomenti trattati e di esprimere anche il mio pensiero.
In verità avevo qualche conoscenza, non abbastanza particolareggiata, e molto ci sarebbe ancora da dire, ma non è il blog la giusta sede. A me interessava mettere l’accento su alcuni aspetti delle persone che in qualche modo ho frequentato (nella lettura e di persona). Queste ritengono di essere le portatrici del verbo e reputano di stare sempre dalla parte della ragione, non a caso affermano che il sottoscritto vuole il male della scherma.
Ognuno di noi è libero di esprimersi nel modo a lui più consono, il mio è quello di saper accettare le critiche e le espressioni negative che mi vengono fatte. Una cosa è certa continuerò a dare il mio contributo alla scherma scrivendo ed ospitando quanti hanno voglia di esprimere i loro pensieri. Quello che pretendo è che lo facciano avendo rispetto per gli altri e se hanno timore di firmarsi pubblicamente non ha importanza, quello che conta è che si palesino con il sottoscritto.
Ezio RINALDI




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