31 dicembre 2025

UN 2025 PIENO DI SUCCESSI MA GLI AZZURRI NON FIGURANO NELLA TOP 20 DELLO SPORT ITALIANO

Siamo al 31 dicembre 2025 e come sempre a fine anno si fanno i bilanci e lo ha fatto anche il presidente federale Gigi Mazzone, il quale ha posto giustamente in rilievo l'attività dell'intero anno. Ha magnificato alcuni successi dei nostri sciabolatori (vittoria al mondiale) e in generale di tutta la scherma italiana.

A fronte di tali successi spiace constatare che nessun schermidore FIS sia stato inserito tra i migliori 20 atleti dell'anno. Eppure dagli ultimi mondiali la scherma azzurra è tornata con un pieno di medaglie quindi viene da chiedersi come mai la stampa italiana non ha dato risalto ai risultati azzurri? E' forse una lacuna comunicativa? Forse è proprio cosi, quindi ritengo che poco si sia fatto in termini di divulgazione dei risultati conseguiti. L'addetto stampa federale è un serio professionista e proprio per le sue capacità mi permetto di esortarlo ad una più efficace comunicazione.

Spiace, perchè come posto in rilevo dal presidente federale, sono state vinte 140 medaglie fra cadetti, giovani, e assoluti nelle varie competizioni europee e mondiali, pertanto i nostri ragazzi avrebbero meritato una maggiore attenzione e considerazione.

Con queste riflessioni mi piace augurare al mondo schermistico italiano ed in particolare al Consiglio direttivo, il conseguimento di sempre maggiori successi con un 2026 che possa mettere in primo piano i ragazzi della scherma.


Ezio RINALDI


24 dicembre 2025

GIUSTIZIA SPORTIVA: le indicazioni della UE.

Dalla pagina facebook di GENTE DI SPORT, per opportuna informazione, riporto il pezzo che segue. Sarebbe facile affermare che da sempre auspico una riforma della Giustizia sportiva. Ho sostenuto e sostengo che i componenti degli organi della Magistratura federale debbano essere elettivi e non di nomina dei Presidenti: diversi articoli sono stati pubblicati su questa "Piazza", l'ultimo in ordine di tempo: “GIUSTIZIA SPORTIVA: si riuscirà mai a realizzare una vera riforma?”

Un' altra grande innovazione sarebbe l'elezione dei Vice Presidenti federali che oggi sono di nomina del Consiglio. Ricordo bene perchè fu deciso di modificare l'allora normativa ma non voglio tediarvi nel raccontarvela, riporto solo che attualmente un Vice presidente che osasse avere una difforme visione, su alcuni aspetti gestionali, dalle linee del Presidente o del Consiglio potrebbe essere tranquillamente sollevato dall'incarico, ergo non si potrebbero avere idee diverse se non approvate dal Presidente. Sono fermamente convinto che l'elezione dei vice garantirebbe un maggior equilibrio dei poteri all'interno dell'organismo federale. 

LA F.I.S. potrebbe assumere un ruolo guida se decidesse di procedere ad un esame della situazione ed anticipare i tempi rispetto alle iniziative UE: lo farà mai? Spero di si.

Un ultimo pensiero va al progetto ECOBLADE del quale ne abbiamo parlato in un precedente articolo e qui voglio confermare quanto scritto al riguardo. In prospettiva sostenibilità ecologica, l'iniziativa va assolutamente supportata, sono meno positivo sull'aspetto economico e spiego perché: il ricavato dalla vendita delle lame rotte non produrrà importi significativi per le società ed allora avrei presentato il progetto titolandolo: " ECOSTENIBILITA' E RICERCA SANITARIA". Sicuramente avrebbe avuto un impatto più significativo per la sua riuscita. In altre parole, il ricavato dalle vendite delle lame rotte destinarlo alla beneficenza, intesa come aiuto alla ricerca oncologica o altre malattie incurabili. 

Con questi pensieri mi è caro formulare a tutti i frequentatori della “PIAZZA” gli auguri sinceri e fraterni per un  sereno ed armonioso Santo Natale, sperando che le idee espresse possano trovare accoglienza. 

Ezio RINALDI


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LA MAZZATA
Dall’Unione europea arriva una mazzata alla gestione della giustizia sportiva che deve far riflettere e spingere ad una riforma vera, civile, coerente del sistema.
Il 18 dicembre l’avvocatura della Corte di Giustizia dell’Unione europea ha fatto una cosa apparentemente noiosa, tecnicamente elegante, giuridicamente impeccabile.
Ha compiuto un piccolo atto rivoluzionario: ha ridisegnato i confini tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria, ricordando a tutti che l’autonomia dello sport (nell'ambito della giustizia) non è un fortino inespugnabile, ma una delega condizionata. E revocabile.
Tradotto in lingua comprensibile anche a noi semplici "tifosi della curva": d’ora in poi il diritto non resta fuori dallo stadio e dallo sport.
La giustizia sportiva non può essere un sistema chiuso, autoreferenziale, immune da controlli esterni. Se viola i principi fondamentali del diritto europeo – concorrenza, difesa, proporzionalità – allora sì, il giudice ordinario può e deve intervenire.
Non è la fine dello sport, come qualcuno sostiene.
È la fine dell’arbitrio travestito da tradizione, dal "si è sempre fatto così".
È il tramonto dell’idea che basti una sigla federale per sospendere lo Stato di diritto.
Il paradosso è che lo sport, che ama raccontarsi come epica popolare e di valori, per decenni ha avuto una giustizia degna di un club privato.
Oggi l'Avvocatura della Corte UE ricorda che le regole possono essere speciali, ma i diritti no. Quelli restano universali, anche se indossi i pantaloncini e giochi di sabato.
Cambia tutto? Forse no, non subito.
La Corte UE ora deve esprimersi entro 90 giorni, ma raramente non considera vincolante il parere dell'Avvocatura.
Se la Corte dovesse sostenere il parere dell'Avvocatura ci dovrà essere una rivoluzione consistente della giustizia sportiva. La possibilità di appellarsi alla giustizia ordinaria, farebbe finalmente cadere il castello di carta delle nomine dei procuratori e dei giudici direttamente da parte dei Presidenti e dei Consigli Federali, con conseguenti costi esorbitanti per le Federazioni che potrebbero vedersi decuplicati i procedimenti che arriverebbero sul tavolo dei giudici ordinari. Quindi prima di intentare un procedimento contro qualche "dissenziente", ci dovranno pensare 10 volte, altrimenti rischieranno di farsi tornare indietro con relativi costi e risarcimenti, sentenze dei giudici ordinari che dipendono dallo Stato e non dalle Federazioni stesse.
Le resistenze saranno feroci, le interpretazioni “creative”, i tentativi di annacquare la portata della sentenza già in corso. Ma una cosa è certa: il muro è crepato.
Ora si, che la commissione per la riforma della giustizia sportiva ha una occasione straordinaria.
Fare la cosa giusta.
Anche richiesta a livello europeo.
Generare una VERA terzietà, scegliere SOLO in base alle competenze ed ABOLIRE i conflitti di interesse.
Queste le linee guida.
Buon lavoro, non ci sono più scuse.
Per chi vuole leggere l'intero parere:

01 dicembre 2025

PROGETTO ECOBLADE

Vi ricordate il progetto “Ecoblade”, quello che durante la campagna elettorale del 2024 intendeva riciclare le lame spezzate? (articolo pubblicato su piazza della scherma il 23 novembre 2024 a firma di Fabrizio ORSINI) È partito.

Il n.2 della FIS ha ripreso la tematica annunciando, tramite un video postato sui social, la messa in opera del progetto. Pertanto vale la pena andare un po' più a fondo e per due semplici motivi: 1. Fornire un contributo di idee alla FIS; 2. Analizzare il progetto sia sotto l’aspetto economico che ambientale.

Non voglio entrare, almeno per il momento, in altri temi assai interessanti: ne parleremo in futuro.

Allo stato attuale vale la pena prendere atto che un progetto annunciato in campagna elettorale sta prendendo corpo.

Il piano prevede la raccolta delle lame rotte e la relativa consegna sui luoghi di gara.  L’azienda che compirà il miracolo della rifusione sarà la Valbruna di Vicenza, chiacchierata sul sito del TG3 (https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2025/11/vicenza-bolzano-caso-acciaierie-valbruna-governo-ha-annunciato-di-voler-esercitare-golden-power-e40b31c3-00d0-4492-a8e4-6ee6a292ec21.html), per alcune faccende legate all’assegnazione fondiaria e i soldi, che derivano da questo, che sono il capitolo più interessante della vicenda. Non si intende entrare nel merito della bontà della iniziativa bensì sottoporvi alcuni dati scevri da ideologie o contrapposizioni nei confronti di alcuno.

Il costo dell’acciaio viene pagato circa 1.500€/ton (https://mercatometalli.com/quotazione-rottami/quotazione-rottami-mercato-italiano-quotazioni-rottami-di-acciaio-mercato-italiano/, una cifra non molto distante dal costo dell’acciaio edilizio. Se il peso di una lama si aggira sui 0,4kg (peso molto generoso!), per raggiungere 1,5k€, la FIS dovrebbe totalizzare almeno il peso di 3.750 lame.

Se a una gara come quella Cadetti di Roma, i 1.411 partecipanti avessero spezzato una lama, il progetto Ecoblade avrebbe raggiunto la stratosferica percentuale di circa mezza tonnellata, per un ipotetico incasso di 850/900€. Se e solo se ogni atleta avesse rotto una lama, cifra altamente improbabile.

Facciamo però un secondo calcolo, più esteso e supponiamo che lo sportello per incamerare le lame spezzate sia aperto tutto l’anno e alla fine della stagione sportiva la FIS abbia totalizzato la straordinaria cifra di una lama spezzata per ogni atleta agonista, che dal sito Scherma.me sembrerebbe essere il magico numero di 10.736 atleti, si potrebbe totalizzare circa 4.300kg, cioè 4,3ton, che tradotti in soldi, sarebbero 6.450€, il tutto da ripartire per 362 società (fonte Scherma.me), così come promesso dal Sito federale. Tirando le somme vorrebbe dire poco meno di 18€ per ciascuna società. Ma provate a pensare se ogni atleta rompesse non una, ma tre lame all’anno, siamo nell’ordine di circa 35,6€ per società sportiva!

Considerato, stando ai calcoli, che l’importo conseguibile sarebbe di irrisoria portata, allora sarebbe auspicabile porre in essere iniziative o, se volete, regolamentazioni, che disciplinino la destinazione degli importi realizzati.

Tutto ciò detto, se lo scopo è fornire un contributo alla ecosostenibilità, credo che l’iniziativa vada semplicemente sostenuta, contrariamente se la meta è realizzare un introito da destinare alle società credo che la montagna abbia partorito un topolino.

In conclusione, ho come la sensazione che il progetto sia un lampo che non genererebbe nè un temporale nè una bella giornata.

Ezio RINALDI