24 dicembre 2025

GIUSTIZIA SPORTIVA: le indicazioni della UE.

Dalla pagina facebook di GENTE DI SPORT, per opportuna informazione, riporto il pezzo che segue. Sarebbe facile affermare che da sempre auspico una riforma della Giustizia sportiva. Ho sostenuto e sostengo che i componenti degli organi della Magistratura federale debbano essere elettivi e non di nomina dei Presidenti: diversi articoli sono stati pubblicati su questa "Piazza", l'ultimo in ordine di tempo: “GIUSTIZIA SPORTIVA: si riuscirà mai a realizzare una vera riforma?”

Un' altra grande innovazione sarebbe l'elezione dei Vice Presidenti federali che oggi sono di nomina del Consiglio. Ricordo bene perchè fu deciso di modificare l'allora normativa ma non voglio tediarvi nel raccontarvela, riporto solo che attualmente un Vice presidente che osasse avere una difforme visione, su alcuni aspetti gestionali, dalle linee del Presidente o del Consiglio potrebbe essere tranquillamente sollevato dall'incarico, ergo non si potrebbero avere idee diverse se non approvate dal Presidente. Sono fermamente convinto che l'elezione dei vice garantirebbe un maggior equilibrio dei poteri all'interno dell'organismo federale. 

LA F.I.S. potrebbe assumere un ruolo guida se decidesse di procedere ad un esame della situazione ed anticipare i tempi rispetto alle iniziative UE: lo farà mai? Spero di si.

Un ultimo pensiero va al progetto ECOBLADE del quale ne abbiamo parlato in un precedente articolo e qui voglio confermare quanto scritto al riguardo. In prospettiva sostenibilità ecologica, l'iniziativa va assolutamente supportata, sono meno positivo sull'aspetto economico e spiego perché: il ricavato dalla vendita delle lame rotte non produrrà importi significativi per le società ed allora avrei presentato il progetto titolandolo: " ECOSTENIBILITA' E RICERCA SANITARIA". Sicuramente avrebbe avuto un impatto più significativo per la sua riuscita. In altre parole, il ricavato dalle vendite delle lame rotte destinarlo alla beneficenza, intesa come aiuto alla ricerca oncologica o altre malattie incurabili. 

Con questi pensieri mi è caro formulare a tutti i frequentatori della “PIAZZA” gli auguri sinceri e fraterni per un  sereno ed armonioso Santo Natale, sperando che le idee espresse possano trovare accoglienza. 

Ezio RINALDI


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LA MAZZATA
Dall’Unione europea arriva una mazzata alla gestione della giustizia sportiva che deve far riflettere e spingere ad una riforma vera, civile, coerente del sistema.
Il 18 dicembre l’avvocatura della Corte di Giustizia dell’Unione europea ha fatto una cosa apparentemente noiosa, tecnicamente elegante, giuridicamente impeccabile.
Ha compiuto un piccolo atto rivoluzionario: ha ridisegnato i confini tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria, ricordando a tutti che l’autonomia dello sport (nell'ambito della giustizia) non è un fortino inespugnabile, ma una delega condizionata. E revocabile.
Tradotto in lingua comprensibile anche a noi semplici "tifosi della curva": d’ora in poi il diritto non resta fuori dallo stadio e dallo sport.
La giustizia sportiva non può essere un sistema chiuso, autoreferenziale, immune da controlli esterni. Se viola i principi fondamentali del diritto europeo – concorrenza, difesa, proporzionalità – allora sì, il giudice ordinario può e deve intervenire.
Non è la fine dello sport, come qualcuno sostiene.
È la fine dell’arbitrio travestito da tradizione, dal "si è sempre fatto così".
È il tramonto dell’idea che basti una sigla federale per sospendere lo Stato di diritto.
Il paradosso è che lo sport, che ama raccontarsi come epica popolare e di valori, per decenni ha avuto una giustizia degna di un club privato.
Oggi l'Avvocatura della Corte UE ricorda che le regole possono essere speciali, ma i diritti no. Quelli restano universali, anche se indossi i pantaloncini e giochi di sabato.
Cambia tutto? Forse no, non subito.
La Corte UE ora deve esprimersi entro 90 giorni, ma raramente non considera vincolante il parere dell'Avvocatura.
Se la Corte dovesse sostenere il parere dell'Avvocatura ci dovrà essere una rivoluzione consistente della giustizia sportiva. La possibilità di appellarsi alla giustizia ordinaria, farebbe finalmente cadere il castello di carta delle nomine dei procuratori e dei giudici direttamente da parte dei Presidenti e dei Consigli Federali, con conseguenti costi esorbitanti per le Federazioni che potrebbero vedersi decuplicati i procedimenti che arriverebbero sul tavolo dei giudici ordinari. Quindi prima di intentare un procedimento contro qualche "dissenziente", ci dovranno pensare 10 volte, altrimenti rischieranno di farsi tornare indietro con relativi costi e risarcimenti, sentenze dei giudici ordinari che dipendono dallo Stato e non dalle Federazioni stesse.
Le resistenze saranno feroci, le interpretazioni “creative”, i tentativi di annacquare la portata della sentenza già in corso. Ma una cosa è certa: il muro è crepato.
Ora si, che la commissione per la riforma della giustizia sportiva ha una occasione straordinaria.
Fare la cosa giusta.
Anche richiesta a livello europeo.
Generare una VERA terzietà, scegliere SOLO in base alle competenze ed ABOLIRE i conflitti di interesse.
Queste le linee guida.
Buon lavoro, non ci sono più scuse.
Per chi vuole leggere l'intero parere:

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