02 marzo 2026

CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE: la FIE interviene sul calendario gare.

 

Il trofeo Luxardo di Sciabola maschile, la gara di Fioretto a Il Cairo, e quella di Sciabola femminile ad Atene, ovvero tutte le gare internazionali che si svolgeranno nei giorni 5-8 marzo sono ufficialmente rimandate.

La notizia è stata reperita tramite Instagram dalla pagina instagram cyrusofchaos molto nota agli sciabolatori e agli schermitori in genere, dove compare una lettera firmata della CEO della FIE Nathalie Rodriguez.

La riportiamo anche noi a beneficio del grande popolo della scherma, in quanto è giusto che sappia che a causa della situazione internazionale in Iran e nel medio oriente è avvenuta l’imponente cancellazione di 2800 voli internazionali, cosa che non consentirà la ripresa delle attività internazionali a breve. Infatti è probabile che queste tre gare, si potranno recuperare molto avanti, forse addirittura dopo i Mondiali di scherma Cadetti e Giovani che si svolgeranno a Rio de Janeiro dall’1 al 9 aprile, data disponibile a valle di tutte le altre prove internazionali.

Ezio RINALDI

01 marzo 2026

INVISIBILI E AFFAMATI

Ammettiamolo: tutti gli sport diversi dal calcio sono definitivamente sport invisibili da parte delle principali testate giornalistiche.

Sono anni che ci lamentiamo dello strabismo giornalistico verso i risultati sportivi diversi dal calcio, e credo sia arrivato il tempo di cambiare qualcosa nella comunicazione. Nel giorno in cui l’Italia ha vinto cinque medaglie all’olimpiade di Milano Cortina, la Gazzetta dello sport ha fatto un trafiletto di taglio alto sotto la testata, per dare al calcio tutto il resto della pagina, ovviamente una notizia del tutto marginale e insignificante rispetto a quella olimpica.

Se poi aggiungiamo che i calciatori del maggiore campionato italiano sono quasi tutti stranieri, non capisco perché ci si accanisca così tanto nel raccontarne le vicende. Confesso che l’attaccamento alla maglia possa essere trainante, ma aprire gli occhi sulla realtà sarebbe quantomai opportuno. Cosa fare allora? Se fossi Rockfeller mi aprirei una testata giornalistica che parli di tutti gli sport, tranne del calcio, o per lo meno ne parlerei per canzonarlo e tirando in questo caso sì, qualche calcio negli stinchi con il preciso scopo di dare una svegliatina a chi segue questo sport con approccio religioso e integralista.

La coda dell’occhio mi è poi caduta su una specie di dettaglio che poi dettaglio non è ovvero che la Norvegia sta vincendo il medagliere delle olimpiadi per la quarta edizione invernale consecutiva, di fronte ad altri giganti della neve come Svezia e Finlandia, ma soprattutto davanti a nazioni demograficamente più potenti come quasi tutti gli stati che ha messo dietro con grande diligenza. Infatti la Norvegia ha gli stessi abitanti della regione Piemonte, su una superficie molto più estesa, lo ammetto, e nonostante questo ha trovato una quadra efficace per produrre una dinamica sportiva nazionale da far impallidire il mondo. Per fare questo hanno infatti regolarizzato il gioco d’azzardo tramite una società che si chiama Norsk tipping che incassa il 100% degli introiti derivati, e li reinveste in modo totale a sostegno di tutte le spese sportive del paese. Si tratta non solo di pagare l’attività di allenamento degli atleti, ma anche i costi di gestione degli spazi e molto altro, cosa che consente di non aver paura di fare sport, in Norvegia.

Ma non è tutto perché lo sport giovanile fino ai tredici anni non è competitivo, non vi sono campioni durante le gare e tutti ricevono una medaglia alla fine della loro competizione, questo per mantenere alto il livello di partecipazione agonistica, che strutturata in tal modo ha del paradossale, ma evidentemente porta frutto.

Magari non sono forti nella scherma, perché ancora non si sono accorti di qualche maestro italiano che in patria è desideroso di migrare, altrimenti ho come il timore, mi direte voi fondato, che riuscirebbero a fare ben altri risultati di quelli che attualmente hanno. Mi sa che gli va dato tempo.

Curioso come invece in Italia lo sport sia stato spostato totalmente sulle spalle delle società sportive e come è naturale su quelle delle famiglie degli atleti. Socialismo sportivo in salsa norvegese, contro liberismo qualunquista in pummarola italica? Mi sa di sì e ci chiediamo chi vincerà la sfida nel lungo termine. Per ora stanno vincendo i norvegesi.

Credo che si debba quindi ragionare in termini del tutto diversi e trovare una via adeguata a molte delle sfide che ci troviamo davanti, e siamo solo all’inizio. Pensiamoci assieme sia per la comunicazione che per l’attività in campo, perché messo così non credo che il sistema in atto possa funzionare bene, e men che meno possa portare i frutti sperati.