04 agosto 2026

L’azzurro dietro Choupenitch – Intervista ad Andrea Borella.

Il M° Andrea Boerella insieme alla moglie Francesca Bortolozzi

È il miglior risultato nella storia schermistica della Repubblica Cheka, Alexander Choupenich è campione del mondo e, come al solito, dietro questo successo c’è molta Italia, che sembra essere un risultato quasi del tutto azzurro anche questo.

D. Cosa puoi dirci di Choupenitch? Tu lo conosci bene vero?

R. Molto bene direi, visto che si è allenato con me da settembre 2022 a dicembre 2023.

D. Mi sembra di intuire che sei contento del risultato.

R. Come maestro sono molto felice che Alex abbia raggiunto questo traguardo in quanto puntava in alto da molto tempo e sentivo che prima o poi sarebbe arrivato un risultato del genere. Spiace per Filippo Macchi, che di certo si rifarà, ma Alex è un atleta esemplare, un professionista eccellente e spero che ricordi con piacere il periodo passato assieme.

D. Come mai non hai continuato ad allenarlo?

R. Le condizioni lavorative non mi permettevano di seguirlo più come prima. Andare due giorni a settimana a Praga era troppo impegnativo fisicamente.

D. Però dopo ha saputo continuare con una certa efficacia.

R. Non va dimenticato che dopo di me ha cominciato a lavorare con Giovanni Bortolaso, che ha compiuto il lavoro fino a portarlo a Hong Kong. Tieni conto che già a Tokyo, quando conquistò il bronzo alle olimpiadi, sulla sua panchina c’era Stefano Cerioni.

D. Praticamente il fioretto parla mestrino, se si sale di livello nel mondo?

R. Ebbene sì.

D. L’ultimo successo della scherma cecoslovacca, risale al 1924 con un quarto posto nella sciabola a squadre, alle olimpiadi di Amsterdam e sempre per mano di Livio di Rosa, che evidentemente, visti i risultati può essere definito il Re Mida della scherma italiana.

R. Fu Livio a dirmi di questo risultato molti anni fa, e proprio per questo andando a Praga, chiesi di visitare il vecchio club dove insegnò e lì ho toccato con mano la memoria di quanto conservato, foto, documenti, e svariate altre cose, che mi hanno molto commosso. Anche lì maestro indimenticato, anche se non fanno più scherma a un alto livello. A quel tempo i maestri erano eccellenti in tutte e tre le armi e lui lo era veramente.

D. Comunque un risultato molto italo-boemo, dopo 102 anni di distanza.

R. È un risultato denso di significato che mi riempie di orgoglio.

D. Forse se avesse continuato con te il lavoro di allenamento, a bordo pedana a Hong Kong ci saresti stato tu.

R. Chi lo sa. Magari sì.

D. Cosa stai facendo adesso, visto che è un anno che non si sentiamo.

R. Io sono stato chiamato come maestro per svariati seminari in molte parti del mondo, Bulgaria, Olanda, e negli Stati Uniti dove ho visto il circuito estivo di gare nazionali, che ritengo molto interessante sotto molti aspetti.

D. Quindi pensi di continuare andando all’estero?

R. Lo spero. Anche perché cambiare ambiente mi ha fatto bene.

D. Te lo auguriamo, e sempre con maggior soddisfazione personale.

 Fabrizio ORSINI