31 luglio 2026

UN MONDIALE AZZURRISSIMO

Martina FAVARETTO
Si è concluso il Mondiale di scherma di Hong Kong del 2026 e l’Italia ha portato a casa otto medaglie, quattro d’oro e quattro d’argento e siamo orgogliosi di questo magnifico risultato che conferma l’alto livello di lavoro raggiunto fino a oggi.

In cima al medagliere mondiale di scherma c’è l’Italia di Mazzone, che per la verità è quasi uguale a quella di Azzi il precedente Presidente federale, benchè sia stata aggiustata qua e là più sulle panchine che negli atleti. È comunque una nuova vittoria che si aggiunge alle altre passate, andando a ingrossare il numero di medaglie complessivo che è a dir poco esorbitante.

Martini, Marini, Macchi, Bianchi
Il dato in sé non direbbe nulla, se non lo paragonassimo a quelli raggiunti dalle altre nazioni, in quanto la seconda del medagliere, cioè la Corea, di medaglie ne ha la metà e solo una è d’oro ed è grazie ai due argenti che supera la Francia che ne ha uno solo, ma con due bronzi. Segue l’inossidabile Ungheria con
tre medaglie, una d’oro e due bronzi. In realtà va però detto che dopo l’Italia seguono ben otto nazioni con un solo oro e altre dieci con un numero variabile di medaglie a zero ori, fra le quali spicca visibilmente il Giappone, che ha dato filo da torcere in quasi tutte le armi, conquistando quattro onorevolissimi bronzi, pur tuttavia al 13° posto di questa classifica.
Batini, Favaretto, Errigo e Cristino

La prima del continente africano è l’Egitto, mentre la prima di quello Americano sono gli Usa. Corea sempre in alto come già detto, ma incalzata dai nipponici che hanno evidentemente saputo costruire un successo costante nel tempo, ma fra queste due non vanno dimenticate Cina e Hong Kong che seguono la Corea di poche lunghezze, prima di arrivare agli atleti del Sol levante. Va rimarcato che il grande numero di medaglie resta in Europa, dove spiccano gli slavi, cioè Russi, Kazaki, Cheki, Ukraini, Estoni, Rumeni, i già citati e formidabili Ungheresi e, fanalino di coda, ma ben presenti, i Polacchi.

I Francesi invece non riescono a uscire dalla crisi che li avvolge da parecchi anni, sciabola a parte, evidentemente frutto del lavoro passato di Bauer e oramai ben saldo nelle mani di un gruppo di maestri e CT di nuova generazione. Il fioretto ha degli evidenti problemi, e non sappiamo se siano risolvibili in breve o lungo tempo, sebbene LA28, sia quasi dietro l’angolo. Va segnalato per onestà la presenza di Erwan Le Pechouux nella squadra di fioretto maschile giapponese, e di Frank Boidin nella simmetrica squadra femminile. Se fossi il presidente della FFE, mi farei un esamino di coscienza.
Di Veroli


Spicca per la prima volta la medaglia dell’Arabia Saudita nella spada, ma anche di Mohamed El Sayed n°1 del Ranking nella spada individuale, che ha trascinato l’Egitto al bronzo a squadre, diretti dall’inossidabile Aldo Cuomo, il quale si unisce a Maurizio Zomparelli che allena il fioretto a Hong Kong, Giovanni Bortolaso ben piazzato sulla sedia di Alexander Coupenich in Repubblica Cheka e Francesco De Robbio – vice allenatore - , sebbene da poco, su quella della Cina della di Sciabola femminile e maschile. Tutte nazioni che sono andate a medaglia, per non dimenticare che un certo numero di nazionali di fioretto, si sono allenate nel nuovo centro sportivo di Jesi, diretto da Stefano Cerioni, dimostrando così la vitalità della scherma italiana e il livello della sua classe magistrale.

Fabrizio ORSINI