mercoledì 1 maggio 2013

RANKING

Mi è stato chiesto se premiare o promuovere iniziative tese ad una valorizzazione, quasi in forma esclusiva, dei giovani Under 20, soprattutto ora che il Ministro dello sport è una campionessa, in attività fino alle ultime olimpiadi, che ha superato da un pezzo i 40 anni, sia giusta.

Mi è stato fatto notare che, stando alle regole vigenti della F.I.S. un Under 20 o anche Under 23 ha moltissimi vantaggi nel partecipare alle gare internazionali ed a tante altre iniziative federali.

Mi hanno chiesto, visto che vengono insegnati ai ragazzi i valori culturali dello sport, dove chi merita e lo dimostra sul campo, va avanti, come sia possibile avere un indirizzo politico finalizzato ad atleti solo in virtù delle loro giovane età?

Ho dissertato con le mie conoscenze sull’argomento, ponendo in evidenza che in qualunque settore gli amministratori devono lasciare il dovuto spazio ai giovani, ancorché meritevoli. Ho posto in evidenza che la F.I.S. da sempre investe risorse economiche e tecniche per la crescita sportiva dei giovani. Peraltro senza una siffatta politica difficilmente arriverebbero i successi a tutti noi noti. Dalla discussione con i miei interlocutori è emerso che spesso alcuni giovani non meritano ovvero sono piuttosto agevolati, quindi è come se fosse stato fatto loro un regalo.

Mi era sconosciuto il fine ultimo della discussione, ma andando avanti con lo scambio di vedute il quadro si faceva più chiaro e così ho potuto intendere ciò che volevano porre in evidenza: il ranking e le sue peculiarità.

Ho posto una maggiore attenzione a ciò che dicevano, cercando di non farmi sfuggire nemmeno una virgola delle loro argomentazioni: come ex Vice Presidente prima e Consigliere poi non volevo dare l’impressione di non sapere di cosa stessero parlando.

Per i miei interlocutori la stranezza di alcune decisioni assunte a vario titolo da parte del Consiglio Federale o dei CT sta nel Ranking. A loro dire, le varie graduatorie per la FIS hanno più valore della fede per la Chiesa. Infatti, grazie al ranking si prendono borse di studio, grazie al ranking si partecipa a gare internazionali e grazie alle suddette gare, si sale nel ranking. Avrei potuto dare subito delle risposte ma ho voluto attendere che finissero di parlare.

Mi hanno fatto degli esempi sottoponendomi un foglio di carta sul quale c’era scritto quanto di seguito trascrivo:

Facciamo un semplice esempio per capire come la compilazione del ranking non sempre sia lineare:

MARIO BRAMBILLA atleta di una arma U17

GENNARO ESPOSITO atleta di una arma U20

CALOGERO SINAGRA atleta di una arma U23

PAOLO PUDDU atleta di una arma Over 23

Chiameremo tutti con le iniziali e poniamo solo l’attenzione sulle gare di circuito valevoli per il ranking assoluto.

MB partecipa alle due prove nazionali di circuito e ottiene discreti piazzamenti 100 punti alla prima 150 alla seconda, ma non si qualifica per gli assoluti.

GE partecipa alla sola prima gara del circuito nazionale e ottiene 150 punti. Alla seconda d’ufficio gli vengono assegnati 150 punti perché GE è stato riserva ai Campionati del Mondo a sq U20. Inoltre, a GE viene dato il permesso di partecipare ai campionati Assoluti senza fare  qualificazioni, dove prenderà minimo 150 punti per la partecipazione. Inoltre a GE vengono assegnati i punti ranking del Campionato Italiano U23.

CS partecipa alle gare nazionali e dopo un ottima prestazione alla prima prova prende 180 punti, per diversi motivi nella seconda ottiene solo 80 punti. Affronta la prova di Coppa Italia ed è il primo dei non qualificati agli assoluti. Ottiene però i punti del U23 validi per il ranking.

PP appena ventitreenne ma fuori dall’U23 dopo molti sacrifici ottiene discreto risultato alla prima prova nazionale 100 punti e un buon risultato alla seconda 150. Si qualifica per gli assoluti.

Ora alla luce di quanto riportato PP dovrebbe essere il più alto nel ranking, considerando la discreta stagione fatta. No assolutamente no per la FEDERAZIONE scherma il poverino pur avendo fatto ottime gare, viene scavalcato da chi ha all’attivo solo il fatto di essere più giovane.

Infatti, il ragionamento è articolato ma semplice.

GE pur avendo solo partecipato ad una gara del circuito nazionale, ha avuto a TAVOLINO i punti della seconda, la partecipazione agli assoluti che gli darà minimo 150 punti e anche quella al circuito U23 al quale GE non può partecipare perché nato 3 mesi prima (gara che vale come un circuito nazionale con 300 partecipanti provenienti da qualificazione, mentre l’italiano U23 vede solo 120 atleti e senza veri big).

Questo significa che GE a differenza del più giovane MB avrà per tutto la stagione 2013/2014 una posizione ranking altissima che gli significa partecipazione a Gare Internazionali e quindi la possibilità di aumentare il suo punteggio ranking, borse di studio, convocazioni ad allenamenti federali, inserimenti liste federali e quanto altro comporta questo.

Fermo restando che già la FIS prevede la partecipazione a gare internazionali con il 50% di U23, considerando che la partecipazioni ai Mondiali ha già dato curriculum e prestigio all’atleta, considerando che lo sport deve essere meritocrazia. Ma perché un 24enne è già vecchio per la FIS e deve subire tutto questo. Non solo concilia lo studio universitario e magari le spese che ne comporta, non solo lotta con i giovani ben seguiti dalla FIS con stage federali, ma deve anche subire la beffa che l’unica cosa trasparente nello sport sono i risultati ottenuti in PEDANA.

Infatti, si trova davanti a lui atleti che in pedana non ci sono saliti, per qualsiasi motivo, e se li trova anche alla finale Assoluti alla quale lui ha lottato per partecipare e poi li ritrova avanti per il Campionato Italiano U23 al quale lui non ha partecipato.

Ma allora a cosa serve questo Ranking la FIS farebbe meglio a presentare un elenco di atleti di suo gradimento e basta.

Siamo in una società dove si trova lavoro a 27anni mediamente, dove si va via di casa a 30anni mediamente e la FIS premia solo chi ha meno di 20anni. Assurdo.

Con questo ranking e questa filosofia forse il ministro IDEM o MAX BIAGI sarebbero andati a fare altro molto prima di vincere medaglie a 40anni. Non ci si dica che se uno vince non ci sono problemi di età. Certo però per vincere ci vuole fiducia, serenità e soprattutto possibilità di emergere. Qui è un cane che si morde la coda. Senza punti RANKING non si fanno gare internazionali, e liste federali, senza quelle non si fanno punti ranking ed esperienza. Quindi se regaliamo tutto questo ad un U20….

NB i punteggi cui si fa riferimento sono simbolici ma rendono l’idea del concetto finale”.

Dico francamente, e spero di non aver omesso nulla, che il discorso, definito semplice, in realtà è un po’ contorto, quindi ho impiegato un certo tempo per capire il tutto, ma alla fine credo di poter dare personalmente alcune risposte, per il resto chi vuole può intervenire a sostegno delle argomentazioni o contestarle.

Fino a quando ero in Consiglio le borse di studio (indennità per allenamenti) venivano assegnate non già sulla base del ranking ma sulla nomina (dichiarazione) di atleta di Interesse Nazionale o Interesse Olimpico. Gli atleti in possesso di tali qualifiche devono essere convocati dai vari CT altrimenti non avrebbe senso dichiararli  I.N. e I.O.

Sulla questione credo sia sufficiente rivolgersi al Presidente della Commissione Atleti (CONFALONIERI), il quale, deputato a trattare le problematiche relative agli atleti con il CDF, è sicuramente a conoscenza di tutto e potrà dare le risposte necessarie.

Per quanto riguarda le regole, queste possono essere riviste dal CDF, anche stagione durante. Qualora la F.I.S. deliberi deroghe ai regolamenti queste possono essere contestate ma non quando la variante ci tocca personalmente, bensì appena la delibera è diventa pubblica e lo devono fare le società schermistiche.

Per quanto attiene al tipo di politica che la FIS pone in essere, bisogna sempre ricordarsi che essa esercita il mandato che la base gli ha conferito.

Ho voluto pubblicare la discussione al fine di evitare che si potesse affermare che non affronti argomenti spinosi. D’altra parte sono convinto che il Presidente, al quale gli va riconosciuta una notevole sensibilità verso gli associati e tesserati, farà in modo che l’argomento trovi le risposte più adeguate.
Ezio RINALDI

 

 

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