martedì 16 febbraio 2016

OLIMPIADI: la spada femminile a squadre non ci sarà.

L'analisi della mancata qualificazione alle olimpiadi della squadra di spada femminile offre spunti di valutazione molto significativi.
inverosimile la sua discesa: due anni fa dominava il ranking mondiale dall'alto della sua prima posizione  e nell’ultima stagione ha sciupato una qualificazione che sembrava essere ormai sicura. Un vero e proprio tracollo, che ha avuto il suo epilogo a Buenos Aires, dove serviva una reazione ed invece è arrivata l’ennesima prestazione negativa, con la sconfitta nei quarti per mano della Russia.
Adesso è il momento della riflessione per capire cosa sia successo in questi ultimi due anni. Resta il grande dispiacere per una squadra che poteva salire sul podio a Rio e che invece vedrà le Olimpiadi da casa. In Brasile per la spada femminile, da regolamento, ci andrà la sola Rossella Fiamingo, con la speranza che la siciliana riesca ad uscire dalle difficoltà di questo brutto momento.
E' un dato di fatto che dal 2009, anno in cui l’attuale CT della spada prese il posto del compianto Carlo Carnevali, vincitore di due medaglie olimpiche con Tagliariol (oro individuale) e la squadra di spada maschile (bronzo), tutto il settore abbia ottenuto risultati altalenanti, culminati con una qualificazione olimpica data per sicura e fallita ed una incerta ed ottenuta, per la quale sembrerebbe abbia poco merito.
In questi anni il CT ha avuto piena fiducia dal Presidente federale ed una libertà di manovra che ha pochi riscontri nel passato. Quindi leggere sui social di accuse alle ragazze è un chiaro segno di rifiuto delle proprie responsabilità. Si è dilapidato tutto quello che di buono era stato creato, gestendo un gruppo di ragazze fortissime, con approssimazione e presunzione. In questo contesto non è difficile individuare gli artefici della disfatta: c’è bisogno di fare nomi? Non credo proprio.
La FIS ha osannato i risultati provenienti da gare e manifestazioni alle quali altre nazioni riservano poca importanza. Vale la pena ricordare che l’unico obiettivo cui una federazione deve perseguire  è il raggiungimento della qualificazione olimpica ed i risultati nella stessa. Per fare ciò vengono impiegate grandi risorse economiche, ivi compreso il lauto compenso per il responsabile tecnico, il quale, peraltro, percepisce già uno stipendio dallo stato essendo egli un uomo in divisa e su questo argomento bisognerebbe discutere con molta serietà. Quindi se si fallisce il traguardo finale bisogna trarne le dovute conseguenze.
Il fallimento è tanto più grave quanto per il fatto che alle olimpiadi del 2020 la spada femminile segnerà il passo e nel prossimo quadriennio si lavorerà per cercare la qualificazione individuale per due sole atlete e tutti sanno quanto possa essere difficile.
Sono state compiute scelte discutibili, e nonostante le continue segnalazioni e denunce fatte anche attraverso Piazza della Scherma, si è proseguito su una strada cieca. Si è cambiato la squadra, sono stati imposti allenamenti lunghi quando, invece, sarebbe stato sufficiente lasciare le atlete nel loro alveo naturale: la propria palestra e la propria casa.
Qualcuno potrà affermare che le ragazze hanno sofferto il caldo argentino, ma è una scusa che non regge poiché scandinave e russe avrebbero dovuto soffrire più delle nostre: non si dica che “Questo è lo sport”. Basta rileggere la storia di questi ultimi tre anni e mezzo per individuare le falle di una gestione discutibilissima, ma è un esercizio che non vorrà fare nessuno, men che meno ammettere i propri errori, come portare via gli atleti per un lungo periodo di tempo dalle loro abitudini, sia tecniche che sociali, e fare un serio mea culpa. Vanno bene gli allenamenti collegiali, se di breve durata e durante i quali si simulano le gare.
In Italia non si dimette mai nessuno, ma con dignità qualcuno dovrebbe prendere in seria considerazione tale atto, anche se crediamo che chi dovrebbe non lo farà mai.
Il quadro è chiaro, alle olimpiadi ci andremo con la spada maschile, il cui staff, va detto, ha operato in maniera sinergica e quindi produttiva: sarà merito del Maestro CHIADO’ o del dottor MAZZONE? Sembrerebbe che l’assenza del CT abbia prodotto una situazione positiva per i ragazzi.
Ora ci attende una guerra fratricida, poiché le possibilità di qualificazione individuale vedranno competere la FIAMINGO e la NAVARRIA per un pass olimpico. Le possibilità sono:
ROSSELLA FIAMINGO SI QUALIFICA A RIO 2016 SE: a Budapest raggiunge almeno i quarti di finale; a Budapest esce agli ottavi o al secondo turo e Mara Navarria non vince; a Budapest esce al primo turno e Mara Navarria non arriva prima o seconda.
MARA NAVARRIA SI QUALIFICA A RIO 2016 SE: a Budapest vince e Rossella Fiamingo non raggiunge i quarti di finale, a Budapest arriva seconda e Rossella Fiamingo esce al primo turno.
Per concludere, credo che un ringraziamento a queste ragazze sia dovuto. A mio avviso hanno dato l’anima per raggiungere l’obiettivo, ad esse nulla è imputabile ed auguro loro tutto il bene possibile. GRAZIE COMUNQUE!
Ezio RINALDI

7 commenti:

  1. Eugenio Attilio RUSSO scrive su facebook:"Questa gestione ha vinto 3 titoli iridati assoluti. .in campo giovanile ha sbaragliato il campo. ..ha vinto parecchie medaglie agli europei. ...Sandro Cuomo....piaccia o non piaccia, ha avuto piena fiducia dalla Fis. ...ma è il Ct più vincente da quando esiste il ct per arma. ..le ragazze hanno fallito. ..la spada non è né la sciabola ne il fioretto. Trovo inutilmente ingeneroso questo post. Non condivido tutte le scelte fatte, e lo sanno tutti....ma certe affermazioni le trovo del tutto inappropriato. Tanto dovuto. Buona giornata e forza epee".

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    1. Caro Eugenio, sulla spada ho scritto molto esprimendo con chiarezza il mio pensiero, giusto o sbagliato che sia. Sono d’accordo con te sulle vittorie e per quanto mi riguarda tutte prestigiose, ma sempre interlocutorie all’obiettivo finale che sono le olimpiadi. Il traguardo di una gestione federale è la partecipazione alla massima competizione planetaria e se la meta non la si raggiunge la gestione per quel settore è da considerarsi fallimentare. Tutta l’attività agonistica, del resto, è finalizzata a quel traguardo. Mi sono giunte notizie circa ampie ed animate discussioni in ambito CdF sull’argomento, segno questo di un disagio reale. Il post non lo ritengo ingeneroso, rispecchia la realtà odierna. Le ragazze, ne sono certo, ci hanno messo il cuore e l’anima e ad esse nulla è imputabile, vanno solo ringraziate per quanto hanno dato. Ho avuto modo di parlare, prima della tappa di Buenos Aires, con alcuni tecnici e da loro non era emerso entusiasmo e positività, piuttosto preoccupazione. Mi preme sottolineare che non ho nulla contro il CT e non ho difficoltà a ritenerlo, sotto l’aspetto preparazione teorica, uno dei più dotati, però Io ho esaminato la situazione ritenendo che siano stati fatti molti errori. Ti ringrazio per il tuo intervento, che come vedi ho postato su Piazza della Scherma. Un caro saluto, Ezio RINALDI

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  2. ONNIPOTENZA E ARROGANZA

    Caro Rinaldi ci complimentiamo per il suo sempre pronto e attento intervento che rende la reale idea delle cose. Dispiace leggere un commento di difesa che oltre a mostrare un senso di evidente "affetto" per il CT ha poco di concreto. I risultati di un arma di vedono soprattutto ai Giochi Olimpici, zero medaglie per la gestione attuale con una mancata qualificazione con la spada femminile e con la mancata qualificazione di uno dei due "posti" disponibili nell'individuale della spada Maschile a Londra 2012. O vediamo solo quello che fa comodo? Certo lei afferma il più vincente e non ho elementi per smentirla se non ricordarle Attilio Fini che proprio con Cuomo e Mazzoni vinse decisamente di più. Le ricordo anche che Cuomo è il più longevo CT dell'era dopo FINI. Carnevali, suo malgrado e anche nostro, fu nominato nel 2002 e si è spento nel dicembre 2008. Diciamo che ai Mondiali 2009 l'argento di Tagliariol (tra polemiche e querele) e l'oro della Squadra femminile, hanno molto di suo. Allora, forse la sua analisi oltre che al cuore dovrebbe avere anche altro. Sul settore giovanile eviterei commenti, anche perché come dice Rinaldi spesso si parla di eventi con 15/16 partecipanti tra i quali 3 italiani.
    Parliamo delle convocazioni, è sul sito FIS la notizia che anche quest'anno e all'indomani di una figuraccia che imponeva modestia e basso profilo, CUOMO convoca niente di meno che suo FIGLIO si un atleta che nonostante la totale presenza in Coppa del Mondo come convocato, ha raggiunto massimo il secondo turno. Al suo attivo un 'miracoloso' ripescaggio ad udine dove ottiene il 'podio'. Escludiamo una gara fuori dai temi come l'U23 di Busto che ha diverse categorie e pochi stranieri. Per il resto non c'è Ranking e non c'è classifica che sostenga questa convocazione. Ricordiamoci che atleti primi del ranking e secondi agli italiani, in passato, sono rimasti a casa. Nella stessa società del CT c'era un più meritevole atleta.
    Pensare che mentre tutta l'Italia si attendeva un gesto di maturità e rispetto per il movimento, ieri, il CF ratificava e autorizzava la convocazione del figlio del CT.
    Vede Rinaldi è questo negare il problema che rende il problema più grave e radicato. Vedere che la FIS toglie dalla sua pagina Facebook una serie di interventi che non sono a favore del CT, dopo che lei li ha evidenziati, questo sconvolge e ci fa riflettere sul perchè professionisti stimati e ex atleti accettino questo invece di contrastarlo in Consiglio.
    Questo atteggiamento induce a pensieri di ogni genere auguriamoci di sbagliare.
    Svevo Morandi

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    1. Caro Svevo, non mi piace coinvolgere i figli anche quando questi praticano lo stesso sport dei genitori. Nel caso specifico, se non ricordo male, CUOMO figlio è un atleta meritevole di attenzione e come tale va considerato. In quest'ottica, così come ho avuto modo di scrivere in un recente post, sarà la pedana a darci il grado di valenza del ragazzo, al quale personalmente faccio il mio più sincero in bocca al lupo. Credo sia giusto commentare a favore del CT e ringrazio chi lo ha fatto: ciò dimostra l'assoluta onestà di chi interviene. Per quanto riguarda il più vincente, i risultati dicono di molte vittorie nelle tappe intermedie tra una olimpiade e l'altra ma per quanto riguarda la massima competizione sportiva non ci sono risultati. Vale la pena porre in evidenza che l'attuale CT fu nominato tale nel 2001 anche da DI BLASI ed anche allora ebbe grossi problemi, principalmente con i maschi ma anche le donne non erano entusiaste. Tutto ciò detto gradirei che la discussione rimasse in un alveo di civile contraddittorio, accettando con serenità il pensiero, positivo o negativo, altrui.

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  3. A tutti i lettori rivolgo l'invito a leggere i commenti sulla mia pagina facebook.

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  4. Ci dispiace se l’intervento possa essere sembrato critico nei confronti di altri solo perché non concordi con il nostro pensiero. Non era questa l’intenzione, infatti, abbiamo anche evidenziato come non potessimo confutare il fatto che fosse il CT più vincente, ne tanto meno volevamo rispondere in modo polemico all’intervento precedente. Anzi, come dice lei, ben venga un confronto vero soprattutto quando gli interlocutori sono accurati e dettagliati nei loro interventi. Inoltre, in un momento nel quale la FIS ignora l’intero movimento non comunicando niente di ufficiale e non prendendo posizioni, ben vengano i confronti sul suo Blog, sempre opportuni e vivi.
    Sul discorso del “figlio di”, qui non si tratta del figlio di qualcuno ma del figlio della palestra di qualcuno. Infatti, il suo blog la settimana scorsa scriveva di una autorizzazione dubbia e forzata a Vancuver, da anni evidenzia di autorizzazioni, convocazioni e altro sempre molto poco chiare e riservate ad atleti della medesima palestra, o trasferitisi in corso, quella diretta dal CT. Quindi nulla togliere al giovane figlio di che è pur sempre il campione italiano U17 dello scorso anno. Il problema, infatti, non è attendere se il ragazzo avrà risultati agli europei e mondiali, ma il fatto che magari le stesse possibilità non siano state date ad altri altrettanto meritevoli e magari più costanti nei risultati. Il problema è sempre lo stesso, oggi parliamo del figlio di, lo scorso anno dell’atleta di, in questi anni dell’atleti di (sempre dello stesso) ma mai che parliamo di regole chiare. Il CF ci dica che un atleta deve ottenere almeno un podio internazionale! Deve essere alto e biondo! Deve essere meridionale! Deve essere tesserato per una palestra! Ci dicano che serve una o tutte queste caratteristiche, ma non ci facciano girare l’Europa e l’Italia ottenendo piazzamenti meritevoli di cronaca e posizioni nel ranking per poi rimanere a casa e vedersi scavalcati da chi è figlio di o atleta di. Cuomo vincerà tutto agli Europei, ben venga per l’Italia e per il ragazzo, ma chi dice che l’atleta che meritava di essere convocato non avrebbe fatto lo stesso. Il problema sta proprio in questo. Diamo regole che siano anche le non regole ma scriviamole. In questi anni, si è considerato il ranking, la volta dopo i risultato secco ed il ranking non valeva, poi le gare italiane, poi quelle estere, poi quelle assolute per le convocazioni U20, poi solo quelle U20, poi il circuito europeo U23 o U17, poi si è detto quello non valeva e via solo i Campionati Italiani. Basta adesso…
    La cosa fa ancora più effetto e delude perché arriva nel momento in cui dal CF ci si aspettava un basso profilo e nessuna scelta azzardata, all’indomani di un risultato che come lo si legga vede la sola spada ottenere il 50% dell’obiettivo a differenza delle altre armi che portano il 100% dell’obiettivo qualificazione olimpica.
    Concludendo lei cita la prima gestione Cuomo, ci siamo informati e forse in quel caso gli atleti e il vertice federale ebbe più forza. Loro scrissero alla FIS il disappunto e la stessa decise di invitare Cuomo alle dimissioni.
    Svevo Morandi

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  5. Sig. Morandi non essendo esperto di selezioni schermistiche non posso esprimere alcun parere sull'argomento; tuttavia, se fosse vero quello che lei racconta, potrebbe ben dirsi che i criteri di selezione avallati dalla vostra Federazione si ispirino un pò al gioco delle "tre carte". Il segreto starebbe, allora, nel poter sapere con anticipo dove si troverà l'asso;
    ma per ottenere ciò non è sufficiente affidarsi al caso!
    Saluti
    A. Fileccia

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