giovedì 12 gennaio 2017

ANNO NUOVO ATTIVITA' VECCHIA

Paolo CUCCU
Il capodanno è in realtà un finto inizio di anno, il vero capodanno dovrebbe essere il 1 settembre, quanto tutto riparte dopo le ferie. Almeno per quanto riguarda l'Italia. Quindi anche il 2017 comincia nella continuità di quanto predisposto nell'anno passato. Solite gare, solite storie. Ma guardando il sito della federazione, non posso non notare che il 90% dei documenti pubblicati riguardano autorizzazioni per gare internazionali. Vuoi che sia di Coppa del Mondo o del Circuito Europeo, Assolute o "Underqualcosa". Al profano, che poi altri non sono che tutti i genitori dei nostri soci più piccoli, potrebbe nascere la domanda: ma il criterio per queste autorizzazioni, quale sarebbe? Risposta semplice, o per meglio dire semplicistica: il Ranking! Questo famigerato sistema che sfrutta una delle prime nozioni matematiche che ci sono state impartite alla scuola elementare, ovvero somme e sottrazioni.
Come funziona questo Ranking è altrettanto semplice. Si partecipa a delle gare ed in base al piazzamento si ottiene un punteggio, gli stessi sommati formano una classifica partendo dallo spadaccino che ha più punti. Tutto facile e bello, non fosse però che le gare autorizzate sono una miriade, le gare alle quali partecipare per farsi autorizzare pochissime!
A questo punto se si vuole dare così tanta rilevanza al Ranking, bisogna anche creare una struttura che sia lo specchio della stagione e non della singola giornata. Non si può parlare di una classifica se la stessa alla fine si basa su due gare. La prima subito ad inizio della stagione, l'altra quando oramai è quasi finita. Difatti sbagliare la prima gara, o peggio ancora essere assenti perché una brutta influenza o una piccolo infortunio ad atleti di alto livello può benissimo capitare, significa saltare una stagione intera. Paradossalmente chi azzecca la prima gara è a posto per tutti i successivi mesi, dove non ha più necessità di fare altri risultati per il ranking nazionale, in quanto poi i campionati italiani assoluti cadono a stagione internazionale, almeno per quanto concerne la Coppa del Mondo, oramai conclusa. Meglio ancora se l'unico risultato dell'anno entra proprio in quest'ultima gara, significa campare di rendita per i successivi 12 mesi con la stagione di coppa assicurata.
Mi pare quindi evidente che questo non sia un sistema per selezionare i migliori, ma solo quelli che riescono ad imbroccare la gara giusta al momento giusto. Il sistema deve cambiare, anche investendo i CT di maggiori responsabilità nelle scelte. Se si vuole mantenere il concetto delle due gare secche a stagione, allora occorre che le stesse siano più ravvicinate nel tempo, ottobre e novembre, cioè in un periodo che dia la possibilità a chi riesce di ottenere quei punti che servono poi per affrontare la stagione di gare internazionali, oppure si torna a considerare i piazzamenti, rendendo convocabili dal CT gli atleti che nell'arco dei 12 mesi abbiamo raggiunto nelle tre gare nazionali un piazzamento almeno nei primi 16 posti. La terza strada ci sarebbe, ovvero quella di creare una stagione nazionale che sia il vero specchio dello stato di forma dei nostri atleti, con gare a cadenza almeno bimestrale.
Quest'ultima soluzione richiederebbe però una seria revisione dell'attività agonistica, abbandonando concetti che sono oramai diretti derivati di quelli con cui si gestiva la scherma negli anni '30 del secolo scorso. Per prima cosa una gestione diversa delle competizioni, con una parte di elite ed una per tutti gli altri, e rendere le competizioni quanto più agonistiche possibile. Qualcosa si potrebbe scopiazzare anche dai cugini francesi, che se sono rispetto a noi un numero spropositato di tesserati, qualcosina in quanto a organizzazione l'avranno anche capita.
Per prima cosa si dovrebbero suddividere le gare in tre livelli. Il primo, quello regionale, dove con una spesa contenuta si approcciano le competizioni, e si esegue una prima e importante scrematura degli atleti. Cosa che per altro già viene effettuata per la spada. Successivamente le gare "splittate" su tre sedi differenti, una per ogni arma, con due giorni di competizione per tutti. al sabato, con inizio nella tarda mattinata o primo pomeriggio, con una fase a giorni ed una a eliminazione diretta con lo scopo di selezionare 64 tiratori. Il giorno successivo i 64 qualificati costituiranno il gruppo di èlite, che ripartendo dai gironi si giocherà la gara che conta, tutti gli altri parteciperanno ad un campionato di seconda categoria, sempre ripartendo dai gironi. Questo per rendere le gare di alto livello più interessanti e gratificanti per chi vi accede, e per tutti gli altri rendere la trasferta qualcosa di più sostenibile nel rapporto qualità/prezzo, con la possibilità di giocarsi due gare e tirare per due giorni. Il costo non aumenterebbe, perché con competizioni che iniziano alle 13/14 non c'è necessità di dormire due notti fuori, ma sempre e solo una, e almeno non si attraversa l'Italia per fare un girone e tornare a casa.
Ovviamente, cosa fondamentale, le premiazioni devono essere effettuate per i primi 8 classificati, sia per il primo livello regionale, che per le due gare nazionali: èlite e seconda categoria.
Paolo CUCCU





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