martedì 29 maggio 2018

DOPING TECNOLOGICO: c'è anche nella scherma?

Ai recenti Campionati Italiani Giovani, ha destato sorpresa, e direi anche perplessità, il provvedimento della Commissione SEMI con il quale, alla fine di un assalto di finale, ha disposto un inusuale quanto intempestivo controllo delle attrezzature degli atleti in gara. A quel punto si sono rincorse voci e sospetti, ma a detta dei presenti, pare non siano emerse irregolarità a carico di nessuno degli atleti. Sembra, però che vi siano stati dei comportamenti che abbiamo destato qualche sospetto sulla possibile manomissione delle attrezzature ritirate. 
Il sospetto, sembra, siamo sempre nel campo delle ipotesi, sia supportato da alcuni video, i quali girerebbero  in maniera quasi virale, e dagli stessi apparrebbero strani comportamenti di uno dei genitori degli atleti, il quale pare abbia tra le mani un oggetto (si presume un telecomando) con cui avrebbe potuto inviare un segnale di inibizione/interruzione all’apparecchio segna stoccate, facendo sì che questo segnali solo una delle due luci.
Nei video in argomento, con i quali sarebbe stato ripreso l’intero l’assalto tra i due schermidori, sembrerebbe che vi sia un filmato che riprenda uno spettatore, molto interessato, armeggiare in maniera compulsiva con qualcosa che ha in tasca.
L’episodio, dicono sempre le voci di corridoio, pare sia ormai sulla bocca di tanti frequentatori dei palazzetti, ma soprattutto tra gli addetti ai lavori, tant’è che anche ai recenti campionati del mondo di Verona più volte, in occasioni di alcuni match che vedevano coinvolto uno degli atleti di cui sopra, vi siano state stoccate incomprensibilmente non segnalate dall’apparecchio, con vibranti proteste soprattutto della delegazione russa.  Sembra inoltre che nel mese di marzo del 2017 sia stata inviata una mail alla FIE e per conoscenza ai componenti della commissione atleti, nella quale vengono addirittura segnalati dei match specifici, con l’elencazione delle stoccate sulle quali, pare, siano stati adombrati sospetti sulla loro regolarità.
Certamente l’intervento della Commissione SEMI farà chiarezza sull’episodio che, sono convinto, risulterà assolutamente inesistente. D’altronde, qualora fosse vero vi immaginate che figura faremmo anche a livello internazionale?
Intanto altri soffioni riferiscono della convocazione di un atleta e dei suoi genitori dal Presidente FIS: che pensare? Che ci sia qualcosa di vero? Oppure il Presidente vorrà dire ai convenuti che sono sotto osservazione? Spero ci sia presto un comunicato chiarificatore che possa eliminare dicerie, sospetti, malignità e pettegolezzi vari.
Ezio RINALDI


32 commenti:

  1. temo, anzi sono quasi sicuro, che tutto verra' insabbiato, perche' a proteggere questi ladri sono gli intoccabili, che sono i protetti, quelli che vestono cento cappelli, che sono una volta dipendenti dei corpi militari e una volta tecnici di società civile e una volta tecnici federali.

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  2. La Federazione Italiana Scherma ha una propria Commissione SEMI.

    Il Regolamento dei Materiali al punto m.36.3 stabilisce che i delegati della Commissione SEMI hanno il diritto in qualunque momento, di farsi consegnare un’arma, un passante, un giubbetto elettrico o altre parti delle attrezzature o dell’abbigliamento per esaminarli.

    Ai recenti Campionati Italiani Giovani, come scritto da Rinaldi, la Commissione SEMI ha disposto un inusuale quanto intempestivo controllo delle attrezzature degli atleti in gara.

    Si è scelto di farsi consegnare il materiale non immediatamente dopo l'incontro ma dopo la premiazione.

    A chi scrive è sembrato chiaro che non si sia voluto lo stato di flagranza e ora si è costretti a valutare le prove indiziarie. In tema di valutazione della prova indiziaria il giudice federale non potrà limitarsi ad una valutazione atomistica e parcellizzata degli indizi, né procedere ad una mera sommatoria di questi ultimi, ma deve valutare, anzitutto, i singoli elementi indiziari per verificarne la certezza, saggiarne l'intrinseca valenza dimostrativa (di norma solo possibilistica) e poi procedere ad un esame globale degli elementi certi, per accertare se la relativa ambiguità di ciascuno di essi, isolatamente considerato, possa in una visione unitaria risolversi, consentendo di attribuire l'illecito all'incolpato "al di là di ogni ragionevole dubbio" e, cioè, con un alto grado di credibilità razionale, sussistente anche qualora le ipotesi alternative, pur astrattamente formulabili, siano prive di qualsiasi concreto riscontro nelle risultanze processuali ed estranee all'ordine naturale delle cose e della normale razionalità umana.

    Si spera che almeno non siano state cancellate le riprese per il video arbitraggio, perché senza queste riprese non si potrà fare chiarezza sull'accaduto.

    Certamente fa riflettere la scelta di non effettuare subvito il controllo sul materiale. Ora sarà battaglia tra Consulenti Tecnici per la ricerca della prova.

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  3. Quanto si legge lascia a dir poco sgomenti!
    E’ inutile sottolineare, come la speranza che mi pervade, è che tutto ciò sia solo il frutto di un chiacchiericcio che non troverà conferme.
    In uno sport come il nostro dove la lealtà ed il rispetto dell’avversario da sempre sono stati punti fermi ed indiscutibili per maestri, dirigenti ed ovviamente atleti, dove il doping non è mai riuscito ad insinuarsi veramente, per attuare la sua perfida filosofia, assistere a simili episodi lascia tutti basiti e senza parole.
    Possiamo solo augurarci che la Federazione possa fare veramente chiarezza su questo episodio a garanzia di tutti e se possibile in maniera ancor più forte nei confronti proprio degli atleti e di eventuali tecnici coinvolti. Tale chiarezza è necessaria affinchè, se come spero non abbiano commesso alcun illecito, vengano pienamente e inconfutabilmente scagionati da ogni sospetto.
    Ma proprio a questo proposito qualche riflessione deve essere fatta. La commissione SEMI attraverso il suo più alto esponente presente sul luogo di gara, ha messo in piedi un controllo a dir poco scomposto, considerando tempi e modalità attuate. Infatti una verifica così detta “a sorpresa” avrebbe dovuto essere tempestiva senza concedere agli atleti coinvolti di scendere di pedana ed addirittura spogliarsi (peraltro sugli spalti), riponendo l’attrezzatura nelle relative sacche. Solo a questo punto pare sia stata richiesta la consegna dell’attrezzatura per il controllo, che guarda caso, è risultato negativo e non ha evidenziato alcuna anomalia. La domanda quindi sulla volontà di accertare veramente le irregolarità è quanto mai legittima.
    Siamo consapevoli che la commissione SEMI sia abituata esclusivamente a fare “controllucci” per far cambiare qualche maschera e poco più, ma in questa occasione sul luogo di gara era presente tutto l’establishment federale e l’alto rappresentante SEMI se non se la fosse sentita di prendere una simile prorompente iniziativa, avrebbe potuto far ricorso direttamente al presidente Scarso che siamo sicuri, come nei migliori film americani, avrebbe preso in mano personalmente le redini della questione…. Ma forse questo accade davvero solo nei film americani.
    Aspettiamo le evoluzioni ed auguriamoci che sia solo un brutto sogno……..

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    1. Sicuramente avrà preso in mano la situazione, le redini del cavallo, per far sì che galoppasse tranquillo verso traguardi sempre piú ambiti ...

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  4. Mi è giunta notizia che il genitore dell'atleta non si sia presentato in federazione al cospetto del Presidente! Forse avrà avuto un contrattempo, forse no. Certo è che la situazione si farebbe più buia!

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  5. Certo che se fosse vero sarebbe uno scandalo notevole che non gioverebbe alla nostra federazione né allo sport in genere. Forse questo ha consigliato un controllo SEMI ”all'acqua di rosa” e un ammonimento federale generico. Del resto gli errori sono spesso permessi, tollerati, impuniti o addirittura nascosti dall'attuale dirigenza FIS.

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  6. Fioretto, Sciabola o Spada?

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  7. Fioretto, Sciabola o Spada?

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  8. Certo che un atleta che si mette a pensare di taroccare la propria attrezzatura, coinvolgendo esperti nel settore elettronico e complici nel far funzionare dall'esterno il marchingegno, dev'essere ben premeditata. Se poi se ne va in giro per gare con questo staff che lo segue, deve anche avere un bel conto in banca. Ho davvero cattivi pensieri in ogni direzione.

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  9. Quanto ho letto mi ha ricordato un'intervista del ciclista Nibali.

    Nibali è durissimo sul doping tecnologico, che nel ciclismo è rappresentato dal motorino in bici.

    «È come rubare, per il doping tecnologico ci vuole la radiazione»

    Il vincitore di Tour, Giro e Vuelta considera la truffa peggiore dell’assunzione di sostanze proibite.

    https://www.corriere.it/sport/16_aprile_17/nibali-motorino-bici-rubare-doping-tecnologico-radiazione-c57620ce-045c-11e6-9af5-d262a7a5f049.shtml

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  10. Perchè stupirsi? Fencing is disappointment, nay, a cheat!
    Miyamoto Musashi

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  11. Certo che se un atleta ha concepito tutto questo, con l'aiuto di altre persone che hanno competenze nel settore elettrotecnico e poi, si fa seguire per le varie gare del campionato, per azionare il telecomando quando ce n'è bisogno, deve avere anche una certa solidità economica, altrimenti il sistema non può funzionare. Credo quindi che non sia del tutto invisibile. Mi piacerebbe conoscere il nome, sempre che lo vogliano rendere noto. Il mio augurio è che sia soltanto una diceria, o una maldicenza, o addirittura una fantasia. Di certo è una brutta gatta da pelare.

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  12. Gentile dottor Rinaldi, il suo articolo di ieri, con il rendere note le comunicazioni mail di terzi nei confronti della Fie riguardanti la dubbia assegnazione di alcune stoccate ( << incomprensibilmente non segnalate dall’apparecchio>>) nell’ambito di alcuni assalti svolti all’interno delle competizioni mondiali giovani e cadetti di Verona, aggiunge colori decisivi ad un quadro che, per i non addetti ai lavori - presenti la scorsa settimana a Verona - era in realtà già apparso, nei suoi contorni, ben delineato. E che oggi, si può forse anche ritenere completato, se solo si srotoli all'indietro il nastro degli incontri di finale e si constatino i numerosi episodi di "dubbio" di malfunzionamento degli apparecchi di segnalazione delle stoccate; la gran parte dei quali, peraltro, appaiono riferibili ad un unico atleta. E se si considerino, ad ulteriore completamento del quadro le evidenze aggiuntive che si ricavano dal filmato che ritrae il premuroso genitore intento ad armeggiare <>.
    Va poi ribadito che tutto questo è accaduto a Verona, nell'ambito delle competizioni dedicate alla categorie giovani e cadetti per l'assegnazione del titolo di "Campione d'Italia". E che il precedente (oggetto delle indicate segnalazioni alla Fie) ha riguardato le competizioni, svolte sempre nel comune scaligero, per l'assegnazione dei titoli di "Campioni del Mondo" della medesima categoria, per le quali sia la Fis che il Comitato organizzatore hanno profuso un encomiabile impegno con impiego di significative energie. Il contesto, pertanto, appare di quelli difficilmente eludibili al chiarimento perché le questioni poste, sono di interesse primario, riguardando i valori fondanti di questo sport e la tutela dell'onorabilità dello stesso atleta e della società di appartenenza.
    Che fare, allora? Sembrerebbe opportuno, sin dall’immediato, l’istituzione di un organismo tecnico di (ri) valutazione ex post degli assalti in questione, composto di esperti indipendenti (tra cui evidentemente arbitri, maestri e il personale tecnico della casa costruttrice dell’attrezzatura), che possa operare l’esame dei filmati delle finali con l’ausilio degli strumenti di analisi dei video, oggi comunemente in uso. E tanto allo scopo di accertare, alla luce delle azioni compiute dagli atleti, e dei punti di contatto delle armi nell’esecuzione dei singoli assalti, il corretto funzionamento (ovvero il malfunzionamento) dell’apparecchio di segnalazione delle stoccate.
    Se ne ricaverebbe sicuramente un primo dato tecnico di rilievo – scevro, peraltro, da personalizzazioni– indice di ordinarietà o straordinarietà dell’errore di funzionamento rilevato(se), anche in considerazione della sua ripetitività e frequenza in condizioni oggettivamente date.
    Ricordo, sul punto che sulla pedana delle finale si sono svolti tutti gli assalti a partire da quelli dedicati ai quarti e che, pertanto, gli esperti avrebbero a loro disposizione abbondante materiale video per dar vita ad una esauriente e compiuta analisi tecnica del tema.
    Giustino

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  13. La lotta all'uso delle droghe tra i giovani e la dispersione scolastica, sono una parte consistente delle battaglie sociali di questi ultimi anni. Lo sport in questo ha un ruolo fondamentale ed è apprezzabile la FIS che ripristina il sistema delle Borse di Studio per gli studenti/atleti.
    Mi chiedo come la FIS faccia questo e poi vari un Calendario Gare che non considera le esigenze scolastiche. Basti vedere Riccione alla fine dell'anno e nel giro di 15 giorni, finali di Riccione e Cadetti/Giovani, cioè quelle fasce d'età che per ogni tipo di scuola sono alle prese con Esami, recuperi o altro.
    Basti vedere il calo di presenze del Gpg e il fatto che in quasi tutte le armi il podio Cadetti, rispecchiava quella Giovani. Evidentemente tra i 18 e i 20 anni si fanno esami di maturità, i primi esami universitari, ma poco importa alla FIS.
    Ottimo aver ottenuto il permesso per cambiare data d'esame agli atleti coinvolti nel progetto 3R, ma cambiare la data del progetto? Sapete bene come, anche nello sport, per raggiungere il massimo bisogna avere la serenità del gruppo e delle scadenze. Adesso un ragazzo al suo primo vero esame della vita, deve far cambiare tutto ad una commissione e pensate lo stato d'animo. Quando non parliamo di Olimpiadi o Mondiali, dove il calendario è fatto da un organo superiore. Parliamo da un calendario fatto da un impiegato e valutato e varato da una Federazione Italiana che dovrebbe conoscere alcune scadenze del nostro Paese. Sarebbe chiedere troppo rispettare atleti e famiglie, non solo i 'professionisti', nel varare scelte e calendari?

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    1. Parole Sante, ma la FIS come sempre ci "imporrà" il Calendario senza considerare assolutamente le esigenze degli atleti e delle loro famiglie.

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  14. Purtroppo in Italia succede di peggio, vedi i concorsi nei gruppi sportivi militari. Molte Raccomandazioni e pochi meriti

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  15. Mi fa riflettere la situazione, in quanto si suppone che un atleta si sia organizzato incaricando degli esperti nel settore elettrotecnico e poi abbia incaricato una persona per farsi seguire durante le gare. Probabilmente ha le spalle coperte economicamente e di certo non è invisibile. Mi piacerebbe conoscerne l'identità, sempre che esista questo fantomatico atleta. Se sì è di certo una brutta gatta da pelare.

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    1. Secondo voi sarebbe possibile usare un pelatore elettrico con comando a distanza?

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  16. Settore elettrotecnico?? ...tre fili una lampada! Mica un piano per rapinare la Banca d’Italia!?!?

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  17. Oggi voglio raccontarvi un progetto appena nato, anche se era nell’aria da un po’: LA MIA STORIA DEL DOPING TECNOLOGICO.
    La mia storia del doping tecnologico è un progetto ambizioso ideato da X e Y di Utopia con cui ho già condiviso alcune avventure tra cui la guida per bambini “Per un aiutino nello sport”.
    X e Y coltivano un sogno da diversi anni: far entrare il doping tecnologico nella vita di ogni bambino. Non il doping tecnologico visto da lontano, il doping tecnologico mordi e fuggi: parliamo di un doping tecnologico vicino, familiare, qualcosa con cui il bambino può crescere e divertirsi insieme ai genitori.
    Il loro sogno è molto ambizioso e visto che i desideri si realizzano e diventano grandi solo quando vengono sognati da più persone ho deciso di aggiungermi a loro e partire per l’avventura.
    Amo il doping tecnologico e amo la visione di X e Y del doping tecnologico per bambini per cui sono salpata alla volte de La mia storia del doping tecnologico in veste di scrittore. Yeee!!!
    L’entusiasmo è a mille!!!
    Si ma come funziona?
    Ogni venerdì sul blog di piazza della scherma, Rinaldi permettendo, verrà pubblicata una nuova puntata della storia del doping tecnologico sotto forma di commento a questo articolo, copiabile e da stampare: ci saranno tante attività per imparare. Non finisce qui: le mie indicazioni spiegano con semplicità ai bambini come utilizzare al meglio il doping tecnologico: materiale da alterare, come memorizzare un copione teatrale in pedana e vincere l’ansia da palcoscenico, e tante altre attività che faranno diventare il bambino il vero protagonista della storia del doping tecnologico! Per cui è fondamentale munirsi di un bel quaderno ad anelli in cui conservare tutte le mie indicazioni!
    Si ma quanto costa?
    Nulla, è gratis.
    Vogliamo raggiungere più bambini possibili! Chiediamo solo alcune cose: rispettare il copyright, diffondere il nostro progetto il più possibile e riempire il blog di vostri commenti!

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  18. Quel giorno io sono stato sugli spalti, attorno a me una trentina di persone. A un certo punto, diversi minuti dalla fine della gara, è stato annunciato un controllo.
    In questo caso l'intervento non è da definire tempestivo, in quanto è stato condotto con troppo ritardo.
    Quello che non riesco a capire è perché, dopo tutta l'esperienza acquisita dalla SEMI, abbiano fatto un controllo così maldestro.

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  19. Insabbiare insabbiare Insabbiare

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  20. Ma si è saputo nulla su come funzionerebbe o potrebbe funzionare il taroccamento inventato dallo sciabolatore? Così lo metto in produzione!

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  21. C’è un nuovo capitolo sul tema del doping tecnologico che coinvolgerebbe purtroppo il mondo della scherma. La notizia ha presto fatto il giro ieri del Palazzetto di Verona, anche se la Fis non ha ancora espresso la sua posizione al riguardo. Agli ultimi Campionati italiani Giovani di sciabola femminile, alla presenza del Presidente della Commissione SEMI, sarebbe stato operato un controllo sulle 4 ragazze premiate sul podio.
    Si sospetta che sia stato manipolato il materiale indossato e con un comando a distanza venisse attivato un collegamento a massa per isolare la maschera e la giubba elettrica. In tal modo, i colpi sferrati dalle avversarie non sarebbero più stati segnalati dall'apparecchio segnastoccate.
    Si vocifera di qualche tecnico insospettito da tempo dalla ripetitività di colpi fortunosi.
    Qualcun altro non era affatto convinto del comportamento di un genitore, che sarebbe stato particolarmente attivo durante le gare della figlia e per questo ripreso da un cellulare mentre schiacciava con le dita della mano qualcosa di nascosto. Secondo i detrattori il telecomando.
    Altre chiacchere riportano che nello stesso controllo ci sarebbe stata una consegna ritardata del materiale sospetto agli uomini della Fis.
    Tanti sospetti, ma niente di concreto, nessuna prova e un clima che è finito per diventare quasi da caccia alle streghe.
    Noi che stavamo vedendo la spada ci siamo messi a ridere e ci siamo chiesti se non sia il caso che la SEMI studi i filmati degli incontri sospetti prima di fare un controllo che ci è sembrato veramente blando, una sorta di ammonimento all’atleta e al genitore.
    Siamo nel campo delle supposizioni, ma di concreto c’è pur sempre un controllo che non era mai stato attivato fino ad ora dalla Fis su propri tesserati dopo un Campionato Italiano.
    Aspettiamo che la Fis si pronunci.

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  22. Questo doping tecnologico della sciabola femminile è un intreccio di misteri che sembra non finire, un fenomeno quasi anomalo che ha fatto evocare dubbi e leggende. Ecco cosa succede realmente.
    Se avete figlie che praticano la sciabola avrete sicuramente sentito parlare delle famose "stoccate misteriose".

    Sembrava effettivamente un mistero: le lame delle due atlete toccavano entrambe bersagli validi ma solo un colpo veniva segnalato e sempre a favore della medesima giovane.


    Per cercare di dare una spiegazione, il Cafs (Centro anti frodi sciabola) ha fatto in questi giorni un'indagine, facendo degli studi tecnici (dettagli su "Sciabola & Paranormale" di luglio/agosto 2018).

    Dai risultati è emerso che si tratta di un intervento umano: un segnale proveniente da un telecomando anche in moderata lontananza chiude il circuito della massa. Per questo motivo la giovane aiutata se colpita non segnala il punto, perché la disattivazione della massa toglie i riferimenti al sistema di segnalazione.

    Dunque nessun mistero, ma un semplice comando a distanza che comunica con un ricevente di piccole dimensioni inserito nel materiale della ragazza. È impressionante il numero dei colpi non segnalati che potete verificare anche voi vedendo i filmati pubblicati su internet a partire dai Mondiali under 17 del 2015.

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  23. Voci da Tunisi sembrerebbero confermare che il clima in Nazionale sia infuocato .... perché il Presidente avrebbe trovato una soluzione non gradita alle sciabolatrici. Al padre ripreso a Verona con la mano destra in tasca sarebbe stato comunicato di non accedere ai luoghi ove si svolgono manifestazioni schermistiche, quasi un DASPO.
    Se questo genitore non dovesse venire ai Campionati Assoluti di Milano saremmo in presenza di una chiara ammissione di colpevolezza, che non farebbe altro che aumentare il malcontento.
    Fosse innocente, questo DASPO sarebbe un ingiusto provvedimento che non può essere preso dal Presidente, ma dagli Organi federali di giustizia sportiva.
    Non si può limitare la libertà personale senza un processo sportivo.
    Ancora una volta sembrerebbe che la Federscherma abbia adottato una decisione che finirà con l'essere di gran lunga inferiore alle attese di giustizia.

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    1. Che deficienti!!!! Quanta incompetenze e improvvisazione. E questi sarebbero dirigenti????
      Hanno scoperto l'acqua calda, impedendo al padre di entrare.
      Basterebbe dare il telecomando ad un altro e il gioco è fatto.


      A casa, dovete andare a casa e cercate di capirlo anche voi che li avete eletti: avete sbagliato una volta a votarli, ma non rifate lo stesso errore.

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  24. Gentile Signor Ezio Rinaldi,
    scrivo una lettera aperta al Presidente Scarso e spero che il suo blog la voglia pubblicare.
    Sono una ragazza sciabolatrice che si sente tradita dopo i fatti di Verona.
    Tutte credono di sapere come si sentirebbero se scoprissero un tradimento, ma la verità è che questo doping tecnologico scatena dei sentimenti inaspettati in chi ne è vittima.

    Ci sono situazioni con cui nessuna sciabolatrice vorrebbe mai misurarsi, il doping tecnologico da parte di una coetanea è certamente fra queste. Si immagina facilmente come ci si potrebbe sentire se questa eventualità si verificasse, si pensa subito al senso di umiliazione e di tristezza che si proverebbe dopo una simile prova. Eppure ci sono anche altre sensazioni che il doping tecnologico mi ha scatenato e alle quali non pensiamo mai.
    Scrivo questa lettera perché le voglio scoprire pubblicamente con voi.
    Ho provato un grande senso di VERGOGNA
    Perché ci si dovrebbe vergognare se a sbagliare non siamo state noi ma una nostra coetanea? Il punto è che la vergogna è l'altra faccia dell'umiliazione ed è generata dal pensiero di non aver fatto abbastanza per evitare quanto ci è successo. Come spesso accade quando un avvenimento shoccante si verifica nella nostra vita, continuiamo a ripassarlo nella mente cercando di capire dove abbiamo sbagliato. Se da una parte questo processo ci mette in causa, dall'altra ci dà l'illusione di avere ancora in mano la situazione

    Grande senso di VUOTO – Il doping tecnologico è stato per me un avvenimento traumatico e molto doloroso e la tristezza che si è scatenata può essere davvero troppo violenta da gestire. Per questa ragione io che ho vissuto questo doping tecnologico percepisco in maniera netta una sensazione di vuoto che altro non è che una difesa contro il dolore, un muro che sto costruendo per cercare di rimanere in piedi.

    IRRITAZIONE - Non si tratta di rabbia, ma proprio di un senso di fastidio diffuso dovuto all'atteggiamento della coetanea che con le sue azioni ha impedito si realizzasse il futuro che tanto desideravamo e ha mandato all'aria ogni nostra aspettativa di gareggiare con pari opportunità.

    Alla fine però ho provato SOLLIEVO – Molte amiche mentre la coetanea metteva in atto il tradimento hanno avuto dei segni, anche dei piccolissimi segnali che dicevano che non era tutto a posto. Dopo essersi sentite per mesi, o anche di più, delle paranoiche finalmente hanno avuto la conferma di non essere pazze. Questo, per quanto paradossale possa sembrare, a me e a loro ha dato una sensazione di sollievo, perché ci si trova a confrontarsi con una cosa reale e concreta e non con una fantasia.

    Ora Presidente Scarso voglio provare un’altra sensazione, la GIUSTIZIA. Le chiedo di radiare la coetanea.
    Grazie.

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  25. Vergogna
    Vuoto
    Irritazione
    Sollievo
    Giustizia
    È un tipico andamento interiore quando si vive una umiliazione che non si sa capire e gestire. Anche io mi associo a questa atleta, sempre che i fatti siano veri. Mi auguro che si faccia chiarezza.

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  26. Un giorno capirai, ma ora ascolta:uomini potenti e prepotenti si sono schierati contro di voi.
    Ecco perché, piccola mia, fai bene a rimanere anonima: qui non ci sarà giustizia.

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  27. Sono un genitore che grazie a questo blog comincia ad avere un quadro più chiaro di questa vicenda. Brava, bravissima a quest'atleta che esprime con dolore al presidente dei sentimenti che non possono e non devono essere solo i suoi.

    Vorrei solo aggiungere delle domande:

    Come è possibile che il 'tradimento' non sia recente ed episodico, ma “è impressionante il numero dei colpi non segnalati che potete verificare anche voi vedendo i filmati pubblicati su internet a partire dai Mondiali under 17 del 2015.”?

    Se i russi non avessero acceso i riflettori sulla vicenda, le nostre ragazze continuerebbero ad essere tacitate e trattate da 'paranoiche'?

    Veramente non si è 'voluto lo stato di flagranza' e ci si è limitati a ' farsi consegnare il materiale non immediatamente dopo l'incontro ma dopo la premiazione'?

    Sono tante le domande che aspettano una risposta e tante le persone giustamente o ingiustamente oscurate da questa vicenda, oltre all'atleta e al suo maestro. Perché va detto che chi dice di non aver avuto sospetti o è in malafede o è incapace, non riesco a trovare una terza via.

    Il mio abbraccio affettuoso a tutte le ragazze che oggi si sentono tradite e derubate, chi d'un podio, chi d'un titolo e chi di un posto in un gruppo sportivo. A queste atlete sono dovute delle pubbliche scuse, indipendentemente dal giudizio finale sulla sospettata alla quale è pur giusto riconosce il beneficio del dubbio fino alla fine che forse sarà la radiazione, lo vedremo. Nel frattempo riterrei prudente la sospensione temporanea dalle gare, almeno da quelle all'estero dove impedisce ad un'altra atleta di partecipare.

    Tuteliamo le nostre ragazze!

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    1. Con dispiacere penso che alla fine prevarrà la "ragion di stato" e che per tutelare il buon nome ed il prestigio della Federazione non ci saranno provvedimenti ufficiali. E tanto, per intenderci con un costo di gran lunga maggiore, che è quello della negazione del buon diritto di ciascuno di ricevere quanto onestamente conquistato in pedana (chi il podio, chi il titolo, chi il gruppo sportivo).
      Mi auguro ovviamente di sbagliare ed in attesa di comprendere come in realtà andrà a finire, ritengo di dover porre in evidenza ciò che sin dall'immediato mi delude profondamente: il silenzio assordante che proviene da quella parte più "tecnica" del movimento che, seppur all'epoca inconsapevole ma oggi sicuramente in grado di comprendere, è stata da sempre vicina a quell'atleta e che ha anche gioito delle sue "fortune".

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