domenica 29 luglio 2018

I MONDIALI DI WUXI


Panorama della città di WUXI
Si sono conclusi i Mondiali cinesi di Wuxi, e l’Italia ha chiuso con un bottino di 7 medaglie: 4 ori, 2 argenti e 1 bronzo. Malgrado il -2 rispetto alla spedizione tedesca a Lipsia di un anno fa, l’ulteriore allargamento della platea delle Nazionali da medaglia (14 in questa edizione) ci permette di concludere in testa al medagliere. In questo senso si direbbe certamente un Mondiale dagli aspetti positivi, tuttavia la nostra riflessione vuole andare oltre. La competizione cinese ci dice che il fioretto rimane l’arma di punta della nostra scherma (5 metalli, circa il 71,428% del monte complessivo), seguito a distanza dalla sciabola (circa 14,285%) e la spada (circa 14,285%).
Se proprio si vuole puntare l’occhio sui medaglieri azzurri, un’analisi disaggregata dei medaglieri europei e mondiali dal 2005 (anno di inizio della Presidenza Scarso) a oggi, peraltro, suggerisce riflessioni più ampie e abbastanza lontane dai trionfalismi veri o esibiti da parte dello staff federale e rilanciati da diversi organi d’informazione. Su 84 medaglie complessive, infatti, ben 53 vengono dal fioretto, 18 dalla sciabola e 13 dalla spada, ricalcando in proporzione i risultati cinesi. Il tema che si pone, ormai da anni in termini di lavoro federale, rimanda a due aspetti di fondo: avviare una rotazione più incisiva degli atleti in gara, così da incoraggiare quelli oggi in seconda fila a sfruttare le occasioni di scalzare chi sta davanti, senza dover aspettare che si liberi un posto. Il caso della sciabola maschile è abbastanza emblematico in questo senso, ma il discorso vale in genere per tutte e tre le armi. E ancora un coinvolgimento maggiore del vivaio in ottica Nazionale maggiore, e non solo in chiave di strategie promozionali peraltro di dubbia efficacia: il progetto 3R (Rimini-Roma-Rio) si può dire sia infatti fallito miseramente, mentre della Generazione 2024 sembra scomparsa dai radar in coincidenza con il ritiro della candidatura di Roma a ospitare l’Olimpiade.
Ritornando a Wuxi, nel FIORETTO solo la sconfitta, una sorpresa più per proporzioni e andamento che per qualità complessiva espressa in pedana dalle due formazioni, del quartetto femminile (Volpi, Errigo, Mancini, Cini) nella finale per l’oro a squadre contro gli Stati Uniti ha impedito un poker di medaglie d’oro costruito dalle due vittorie all’individuale (Alice Volpi e Alessio Foconi, entrambi al primo oro iridato in carriera, complimenti!) e dalla vittoria a squadre al maschile (Garozzo, Foconi, Avola, Cassarà). Se Alice Volpi completa finalmente un percorso di consacrazione al vertice della specialità iniziato con la vittoria nel Trofeo INALPI di Torino nel 2015 e proseguito fino all’argento mondiale di un anno fa a Lipsia, Alessio Foconi riscatta il meritato premio a un’ottima stagione e più in generale a una carriera fatta di grandi sacrifici e di scelte spesso controcorrente e con pochi adagi, a partire dalla scelta di mantenere Terni come sua sede di allenamenti. Il bronzo di Arianna Errigo ha invece almeno due ombre: la sconfitta, netta (15-2), in semifinale contro la pur ottima francese Thibus, e la scelta (confermata) di proseguire sulla strada della doppia arma (fioretto e sciabola) in ottica Tokyo 2020: come già scritto, da parte nostra confermiamo l’impressione che si tratti di una scelta poco comprensibile oltreché poco compatibile con le esigenze e il dispendio fisico della scherma odierna. Quanto ad alcune uscite del CT Cipressa, affermare ad esempio che il fioretto italiano potrebbe essere gestito anche da un salumiere, con tutto il rispetto per quest’ultimo, non è una bestemmia poiché da che si ricordi vinceva Attilio FINI (non era neanche maestro), ha vinto Michele LEONARDI (Maestro), ha vinto Andrea MAGRO (maestro), ha vinto Titta Coletti, ha vinto Stefano CERIONI e ora vince Andrea CIPRESSA. Il filo conduttore è che in quest’arma siamo tuttora i più forti del pianeta e non tanto perché ci sia una strategia federale, ma perché siamo fiorettisti nel sangue, abbiamo i migliori maestri al mondo, i quali lavorano in sala con i loro allievi, sputando sangue sulla pedana.
Per la SPADA, ad eccezione della medaglia d’oro con cui Mara Navarria ha potuto mettere la maiuscola, a 33 anni, a una carriera già notevole (è solo la terza spadista azzurra a riuscirci), il bilancio non può dirsi positivo. La spada vive di sussulti, ha sempre vissuto così, però oggi abbiamo un CT che quando vince si sente il più bravo di tutti, ma quando perde pare dissolversi. L’unica medaglia vinta nella spada è figlia della determinazione, volontà e sacrificio di un’atleta trentatreenne che ha iniziato la stagione a proprie spese (evidentemente il CT l’aveva scaricata…) con un impegno tale da portarla al primo posto del ranking mondiale prima della Cina. L’atleta in argomento, forse non ha mai avuto dal commissario d’arma la considerazione che merita ed a tal proposito vale la pena ricordare che nel 2003, sempre con CUOMO Ct, fece quasi tutto il circuito della Coppa del mondo Giovani a proprie spese, vincendola, eppure non venne convocata per i Mondiali. In tutte le dichiarazioni rilasciate dalla ragazza, sia sui giornali che sui social ringrazia tutti tranne la Federazione,  il CT ed il suo staff: a noi pare un chiaro messaggio, e chi vuol intendere intenda. Qualcuno si è poi posto il problema della gestione di Rossella FIAMINGO? Un’atleta piena di talento, già oggi una delle più forti spadiste della storia, ma qui una domanda è d’obbligo: come mai questa ragazza nei momenti importanti non ha il suo maestro – Gianni SPERLINGA – al suo fianco? Perché non viene convocato?  All’Olimpiade di Rio, pur dalla tribuna ma era almeno presente ed ha potuto fornire il suo contributo, tanto che l’atleta conseguì una splendida medaglia d’argento. Cosa ci sia sotto è un mistero, che però viene pagato a caro prezzo. Non addentriamoci poi in quella maschile, che ha un preparatore mentale nel dr. Luigi MAZZONE e, al di là di Paolo PIZZO, peraltro portato ai mondiali senza adeguata preparazione ma in cui almeno gli si è lasciata la possibilità di difendere il titolo, gli altri come mai hanno bucato la gara, sia nell’individuale che a squadre? Al netto delle imprevedibilità connesse all’arma, i risultati delle due prove a squadre sono stati nettamente sotto alle attese, e specialmente il nono posto delle ragazze conferma una crisi di risultati e, forse, di struttura stessa del quartetto emersa già con la mancata qualificazione all’ultima Olimpiade e a cui neppure gli ultimi interventi del Ct (Clerici per Santuccio) sembrano nei fatti aver posto alcun rimedio.
La SCIABOLA prosegue il trend degli ultimi anni, fra luci e ombre. Il quartetto maschile (Curatoli, Samele, Berrè, Montano) conquista un argento che conferma la qualità complessiva di una squadra che può puntare sempre al podio ma che dovrebbe porsi comunque il tema di iniziare un processo più incisivo di rinnovamento e inserimento di nuove forze. A livello femminile incide in negativo il non aver approfittato, in ottica podio, di una prova individuale che ha regalato molte più sorprese del previsto, mentre il quarto posto nella prova a squadre toglie eccessivamente merito al nostro quartetto (Gregorio, Vecchi, Gulotta, Criscio) che difendeva il titolo conquistato a Lipsia un anno fa, ma va comunque dato merito per un ottimo assalto in semifinale contro la Russia, perduto solo all’ultima stoccata, che conferma tutte le potenzialità di un gruppo sempre in grado di lottare almeno per il podio e con la possibilità di raggiungere la piena maturità in coincidenza con il prossimo biennio olimpico.
  Mattia Boretti

37 commenti:

  1. Bellissimo articolo, complimenti.

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  2. A me questi articoli invece non piacciono, perché sanno di schieramento politico.

    Lo sport è sport. A volte si vince a volte si perde.

    La ricerca del pelo nell'uovo invece si fa dal divano. Niente trionfalismi, al cui indugiare lo sportivo vero deve sempre astenersi, ma non piacciono neppure le critiche che vorrebbero mettere il coltello nella piaga e attirano solo chi prova un malumore politico e deve in qualche modo sfiatare.

    Al netto delle parole resta il primo posto dell'Italia nel medagliere, con buona pace di chi vuole trovare i difetti. Questo è un fatto. Si poteva fare meglio? Certamente, è una cosa che si può dire anche quando vinci un match 15-1 anziché 15-0.

    Ma i fatti sono fatti e al rumore di fondo della politica dovremmo preferire la lettura di articoli privi di rimostranze, come per esempio questo di Vittorio Feltri.

    http://www.liberoquotidiano.it/news/sport/13364970/vittorio-feltri-perche-italia-vince-scherma-un-inchino-per-questi-campioni-di-cui-non-parla-nessuno.html


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    1. A me l'articolo di Feltri è piaciuto, confesso, ma mi consenta di dire che Feltri scrive per ben altro uditorio che quello di questo blog. Feltri scrive al popolo bove del calcio, obnubilato dalla tartaruga di Ronaldo o dai tatuaggi di Icardi, che guarda caso non vince, anzi semmai è un modello perdente, dal punto di vista sociale. Pochi italiani in serie A, risultati mediocrissimi in campo internazionale. Consensi bassissimi, giornali sportivi che pensano sono alle vendite, sempre facendo leva sui greggi di bovi che sbavano sulla brillantina di Buffon.
      L'articolo sui mondiali di Wuxi è ben più tecnico, molto più dettagliato, sviscera tematiche conosciute agli esperti, che dell'articolo di Feltri se ne sbattono alla grande, perché quello che Feltri dice, lo provano nelle ossa, senza che alcuno glielo venga a dire. Boretti invece dice in sostanza, che nonostante abbiamo vinto il medagliere, la musica è ben altra, perché se vi fossero strategie federali diverse forse di medaglie ne vinceremmo 15 o 18. E non è una questione di avidità sportiva o, per usare una infelice frase applicata su Eddie Merckx, di cannibalismo schermistico. Per Boretti pare che siamo in una condizione agostiniana per la quale sembra che "si veda il bene, ma si continui a fare male".
      Forse è vero, o forse no, è solo una critica, piuttosto costruttiva direi.

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    2. Orsini, se lei fosse Presidente sarebbe tutto diverso. Si candidi!!

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    3. La ringrazio per la fiducia. Non penso che vincerei. Meglio aiutare chi è più capace e degno.

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    4. E invece lei sarebbe perfetto, secondo la logica pascoliana del fanciullino. Colui che è ancora in grado di stupirsi davanti a tutto.

      Cordiali saluti

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  3. Analisi perfetta.

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  4. Caro anonimo delle ore 09,52,non credo che si voglia omettere o non riconoscere la leadership che l'Italia ha dimostrato in questi mondiali cinesi, però la scherma si articola su tre armi, al maschile ed al femminile, e l'analisi va fatta a tutto tondo ed è quello che ha fatto Mattia BORETTI. Se non si riconosce questo allora sarebbe il caso di cambiare nome alla federscherma chiamandola federfioretto, nominando Cipressa Presidente ed il suo staff consiglieri. Detto ciò, il titolare del blog, pur avendo una sua linea politica, mai nascosta, non censura nessun intervento, quindi la tua opinione merita, al pari della mia, tutto il rispetto e la considerazione di questo mondo. La differenza, semmai, sta nel fatto che io la espongono mettendoci la faccia e tu la esponi in anonimo.

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  5. Per onestà di cronaca, le medaglie vinte ad Antalya furono 9 e non 10, come erroneamente riportato nello specchio pubblicato ed il fioretto ne vinse 5 e non 6.

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  6. I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN FAMIGLIA

    Complimentandomi con l'analisi fatta dei risultati provenienti dalla Cina, mi preme ricordare che questo Blog, unica voce a chi ama questo sport, non ha connotazione politica, ma ritengo più che altro che dia informazione interna.
    E' inutile dire che la Scherma in tutti i Tg o Giornali è uscita vincente. Bene così e sicuramente ci fa solo piacere. Siamo amanti di questo sport e fin quando all'esterno ne usciamo bene, ci coinvolge.
    Il vero problema che per gli addetti ai lavori e per tutti quelli che frequentano questo sport, è analizzare le cose per valutare lo stato di salute della nostra Scherma e condividerne le preoccupazioni per il futuro.
    Ci chiediamo quanto ancora il presidente dovrà fare a spese della Fis per la sua campagna elettorale? dopo gli incontri italiani con alcune Federazioni, in Cina ha incontrato l'Hungeria. La voglia di ritorno ed ascesa in Fie costerà all'Italia compromessi pericolosi e l'equilibrio politico prevede rinunce che coinvolgono, spesso, anche atleti e tecnici, oltre agli arbitri. Alla luce delle esperienze passate, cosa concretamente ha portato il ruolo in Fie del nostro presidente, all'intero movimento schermistico nazionale?
    Per quanto riguarda i risultati, facendo mia l'affermazione di Cipressa, anche un salumiere o semplicemente una App da Smartphone potrebbe fare il Ct alla luce di alcuni risultati. Infatti, la difficoltà ed il ruolo del Ct è quello di creare le condizioni affinchè tutti possano ambire e raggiungere il massimo e dare spazio in nazionale a quelli che meglio si esprimono in pedana e fuori. Mantenendo equilibri psicologici e non politici, ma soprattutto gestendo le diverse personalità creando gruppo.
    Alla luce di questo il Fioretto fa bottino pieno, considerando le diverse personalità e che la vittoria di Foconi dimostra come tutti hanno la possibilità di esprimersi ed emergere.
    Nella sciabola sembra che la chiave di successo del CT è quella di creare gruppo gestendo personalità diverse e con differenza di età ampia. I risultati a squadre lo confermano e forse qualche ricostruzione arbitrale in questi anni, è figlia di equilibri 'politici'? (la mia è una domanda non una affermazione).
    La spada, leggendo anche la tabella sopra, dimostra come abbia 5 titoli individuali il CT, di questi 2 sono del talento siciliano, mal gestito in questi anni visto il rendimento nelle gare a squadre e i risultati degli ultimi anni. Poi ci sono i tre titoli 2 di Paolo Pizzo e uno di Mara Navarria. Atleti sui quali il Ct non ha mai puntato e soprattutto spesso li ha messi in secondo piano. Basti pensare alla mancata convocazione di Pizzo nei primi anni del Ct, al fatto che la friulana è l'unica superstite dell'oro ai Campionati del Mondo a squadre arrivato pochi mesi dopo l'insediamento del Ct. La storia dei due atleti e il rapporto con il Ct è ben noto, adesso lasciamo che l'opinione pubblica si complimenti con loro, ma forse chi di scherma ci vive o semplicemente la vive, sa che la spada 'naviga a vista'. Che le velleità di talent scout del Ct e l'essere agente di Polizia, padre di atleta, direttore tecnico della società della moglie, Ct e riferimento del presidente: rappresenta una serie di conflitti non di poco conto.
    Analizziamo e facciamolo con serietà, lasciamo all'esterno i trionfalismi utili all'ego di alcuni.

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    1. A leggere il suo intervento appare proprio chiaro che questo blog non ha nessuna connotazione politica!! Chi era, Totò se non sbaglio, che diceva "ma mi faccia il piacere!!!"

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    2. Certo a leggerlo, quindi deduco non lo abbia fatto. Mi pare non ci siano assolutamente connotazioni politiche, ma una fredda e precisa analisi dei risultati. Io parlo con i dati di fatto alla mano, lei difende il SUO presidente senza motivare o delucidarci.
      Quindi chi è che fa politica, chi descrive i fatti o chi difende il potere?

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    3. Non faccia l'ingenuo. I fatti si possono descrivere senza allusioni o con le allusioni. L'articolo è pieno zeppo di allusioni politiche.
      Sarebbe meglio ammetterlo, almeno così avrebbe maggior autorevolezza, piuttosto che fingersi puri quando non lo si è.
      Questo blog fa politica elettorale (anti elettorale) almeno tanto quanto la fanno gli altri, ma almeno gli altri non dissimulano il contrario vestendo i panni della crocerossina.

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    4. Bhè ci sarebbe da dire molto sul modo di fare politica non dissimulando. Venderci incontri con improbabili Paesi interessati allo sviluppo della scherma, piuttosto che scambi culturali con chi ha poco da darci schermisticamente, spacciati da crocerossina a favore del Mondo. Sono incontri politici a proprio tornaconto elettorale. Parlare quindi del 'morto a casa dell'impiccato'...
      Non leggo allusioni politiche nello scritto. Certo se si immagina un regime dittatoriale, allora ogni forma di critica o annotazione viene sempre e comunque letta con 'obiettivo' politico. Forse è il presupposto nascosto in lei, che chiarisce i suoi interventi critici nei confronti della Piazza.

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    5. Nessun presupposto politico. Solo il fastidio di leggere di continuo sciocchezze. Il vociare privo di effetto delle comari. Se questa è l'alternativa alla attuale classe dirigente, priva di idee proprie che non traggano origine dalla critica a quelle degli altri, dubito che un futuro migliore possa passare attraverso qualcuno dei frequentatori di questo blog

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  7. Nella vita ascoltare e saper leggere le critiche è segno di intelligenza e acume.

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  8. Totò diceva anche "vota Antonio, vota Antonio", praticamente quello che fa il presidente di Federzumba, a spese della Fis in giro per il Mondo.

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  9. Certamente, comunque la si giri l'esito qui su questo blog è sempre uno, che si parla male del Presidente FIS in carica. Se anche non fosse Giorgio Scarso, ne parlereste male comunque, a patto chiaramente che non sia uno dei vostri.
    Ora lei dice che Scarso viaggia troppo, ma se non lo facesse direbbe che viaggia troppo poco.
    Questo blog è ormai chiaro raccoglie i frustrati a prescindere. E' un peccato, perché il servizio che il dott. Rinaldi compie per la scherma con questo sito potrebbe essere davvero eccellente e sicuramente all'origine non voleva essere questo e invece la sua piazza suo malgrado è diventata il luogo della cattiveria infinita.
    Quando si getta il riso subito arrivano i piccioni.
    I piccioni sono sempre tanti e il loro vociare è assordante, quindi alla fine sembra che abbiano anche ragione.
    Ma io, scusate, preferisco essere governato da un'Aquila magari anche autoritaria, che dai piccioni.

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    1. Lo sa che lei è simpatico? Il suo commento fa acqua sotto ogni aspetto logico. Dice che gettiamo riso ai piccioni, e che vorremmo che i piccioni governassero, mentre a lei piacciono le aquile anche se sono autoritarie. Questa visione è talmente ilare che non riesco a fermarmi dal ridere.
      Asserisce poi che diciamo male di tutti, e se vi fosse un altro a dirigere la FIS diremmo male anche di lui, ma se fosse dei nostri faremmo il contrario.
      Mi dica una cosa: va tutto bene in FIS? Le cose che diciamo sono false? No perché se lo sono ci dica dove e saremo felici di accogliere la sua opinione. Se sono vere, di che si lamenta? Ha problemi con il concetto di verità? Ne ha paura?
      Ha paura che volando via l'aquila lei rimanga solo nel nido?
      Stia sereno, non le mangeremo il naso, come si fa con i bambini, mettendolo fra l'indice e il medio, infilando al suo posto il pollice.
      Stia tranquillo, semmai noi piccioncini un domani dovessimo vincere, non le faremo dispetti o vendette, tenuto conto che non ha il coraggio di firmarsi, la dice lunga sulla paura che lei coltiva nel suo intimo.
      Anche per questo dorma tranquillo, non ci nasconderemo sotto il letto per venire fuori all'improvviso e spaventarla.
      Tran-quil-lo.
      Mi chiami se vuole chiarimenti, oppure mi scriva.

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    2. ...“Certamente, comunque la si giri l'esito qui su questo blog è sempre uno, che si parla male del Presidente FIS in carica. Se anche non fosse Giorgio Scarso, ne parlereste male comunque, a patto chiaramente che non sia uno dei vostri...
      Difficile dirlo, sono 17 anni che lui è lì, non abbiamo la controprova.
      ...Ora lei dice che Scarso viaggia troppo, ma se non lo facesse direbbe che viaggia troppo poco....
      Chiariamo viaggio troppo all’Estero e poco alle gare italiane. Ormai difficile vederlo se non sul Web o sui Social.
      ...Questo blog è ormai chiaro raccoglie i frustrati a prescindere....
      Ritengo che il frustrato sia colui il quale ambisse ad un incarico non ricevuto. Qui invece parliamo, con dati di fatto di una realtà morta nella sua democrazia e trasparenza.
      ...E' un peccato, perché il servizio che il dott. Rinaldi compie per la scherma con questo sito potrebbe essere davvero eccellente e sicuramente all'origine non voleva essere questo e invece la sua piazza suo malgrado è diventata il luogo della cattiveria infinita....
      Simpatico il ritorno alle regole del ‘divide et impera’ o semplicemente all’Arte della Guerra di Sunzi. Dividi il tuo nemico e mettili uno contro l’altro per indebolirli. Un inconsueto elogio al Rinaldi per allontanarlo dalla Piazza. Ma si rende conto che il Blogger è persona di esperienza e cultura e non casca in qeste cose. Poi dette da chi spera di averlo come tesserato per perseguirlo! Ridicolo. Semplicemente basterebbe accettare le critiche e soprattutto adeguarsi non in silenzio e basta, ma ammettendo che le segnalazioni della Piazza hanno aperto glio occhi a molti, ma anche alla stessa FIS.
      ...Ma io, scusate, preferisco essere governato da un'Aquila magari anche autoritaria, che dai piccioni....
      Fermo restando che i piccioni sono tanti ed ovunque, che hanno una loro vita solidale, che lasciano ‘segnali’ evidenti della loro presenza, direi che l’Aquila è rapace e vorace, spesso cattiva, vendicativa, possessiva e poco democratica. Quindi non so questa sua definizione, realistica, quanto piaccia ai suoi amici.

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    3. Gli unici 'segnali' che lasciano i piccioni, pur nella bontà della loro vita solidale, sono le ben note '...ate' che scr...mi perdoni, esternano.

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  10. Caro Orsini, l'unica mia paura e incubo notturno è che il governo della Federazione finisca nelle mani di sprovveduti. Quanto al resto, non mi sembra che il suo commento aggiunga o tolga nulla di utile alle questioni tecniche sul piatto quindi non la chiamerò. Che si crede, di essere già il Presidente?? :)

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    1. Facciamo i cognomi di questi sprovveduti.

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    2. Non ce n'è bisogno. Essi non sono mai anonimi perché sono afflitti dalla sindrome del protagonismo.

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    3. A tutto ambisco tranne che alla presidenza caro ignoto.
      Sprovveduti? E lei chi è per dire che questo o quello lo sia? Lei faccia il suo dovere e voti secondo coscienza, poi si tireranno le somme. Si chiama democrazia. E ora che so che non mi chiamerà starò più sereno quando il telefono squillera' in forma anonima. Buona estate

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  11. Certo che come sempre i Fedelissimi del presidente Aquila, insultano, ironizzano, sentenziano. Mai mai rispondono sui fatti.
    Quindi evidentemente i FATTI descritti nel post e nei commenti, sono realistici, direi concreti.

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    1. Non sono fatti, sono il racconto di parte di alcuni fatti. Il fatto sono le medaglie. Ma l'articolo non parla delle medaglie ma dell'ipotesi dei perché non se ne siano vinte di più.

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  12. A proprosito di Aquile, il 4 agosato 1944 veniva catturata dai membri della Gestapo Anna Frank. Sull'ultima pagina del suo famoso diario scrisse "Nonostante tutto continuo a credere nll'intima bontà delle persone". Anche io voglio continuare a crederci, anche se quello che vedo attorno a me tutto fa pensare meno che alla bontà. Persone che hanno più paura dei loro amici che dei loro nemici.

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    1. Eccolo qua ci mancavi solo più tu !!!!!!!!!!!!!!

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  13. Gent.mo Cuccu la sua cultura è sconfinata e le sue massime mi fanno sperare in un futuro migliore. Si candidi insieme ad Orsini.

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    1. Perchè no? per potersi candidare occorre firmare il documento con un nome ed un cognome, cosa che a me non provoca nessun problema. Io ho degli amici, come per esempio il da lei citato Fabrizio, dal quale non mi devo guardare le spalle come deve fare lei con i suoi. Io posso godere della mia libertà perchè non l'ho vendiuta a terzi, o forse lei pensa di potersi candidare firmandosi "Capitan Tsubasa" o "Riccardo Senza Palle" per non farlo sapere ai suoi amici?

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    2. I coraggiosi anonimi che sbeffeggiano chi ci mette il viso.

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    3. I coraggiosi anonimi non hanno tanta brama di farsi vedere perché non sono afflitti da mania di protagonismo.

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    4. Ahahahahahaha mania di protagonismo Ahahahahahah accidenti che colpo di TOSSE!!! ma almeno se la ricorda la prima volta che si è venduto?

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  14. Prenda uno sciroppo, le farebbe bene per la tosse. Per la ridarella non so cosa consigliarle, quella dipende dalla superficialità per la quale non c'è cura né rimedio.

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  15. Ahahahahah manco se lo ricorda tanta è l'abitudine. "Tanto passarono a leccare che si fecero premiare". Lecchi lecchi, vedrà che una palmetta la troveranno anche per lei.

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    1. Il riso abbonda sulle labbra degli stolti.

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