19 febbraio 2026

AFFOGATO

È stato affogato il documento che vi alleghiamo, una prassi che viene posta in essere per tutti i documenti relativi alla giustizia sportiva della FIS, ma credo anche di altre federazioni.

Il provvedimento arriva dopo un procedimento penale, cui la Federazione non ha potuto sottrarsi, e non sappiamo se in maniera proporzionata alla sentenza oppure no. Al fine di tenere informato il popolo della scherma, ci riserviamo di acquisire ulteriori notizie sull'argomento e, soprattutto, se l'adozione della sanzione sia stata congrua alla eventuale gravità del fatto accaduto.

Ci preme far sapere che sia più che mai giusto, in base ai principi espressi dal diritto alla privacy e per proteggere da eventuali haters gli attori in causa, che in tale documento non si faccia alcun riferimento a persone o a fatti avvenuti. Pertanto, se non vedrete per circa due mesi taluni personaggi nei prossimi appuntamenti agonistici, sappiate che è perché sono stati sospesi per fatti a noi non noti(?!).

Vi invitiamo, quindi, ad essere presenti in gara il più possibile nei prossimi due mesi, e ciò al fine di evitare che possiate essere individuati o semplicemente accostati a degli ipotetici colpevoli.

 PS. speriamo ci siano abbastanza gare da qui al prossimo 18 aprile o giù di lì.

Ezio RINALDI

13 febbraio 2026

UN RECORD DI SESSANTASEI ANNI

Sesto giorno di olimpiade invernale e scricchiola il record di Edoardo Mangiarotti delle 13 medaglie vinte in sole quattro olimpiadi, dislocate in un quarto di secolo e con una guerra mondiale nel mezzo. Oggi infatti, 12 febbraio 2026 a Milano-Cortina, Arianna Fontana ha eguagliato il grande campione della scherma italiano con tredici medaglie vinte alle olimpiadi, riuscendo nell’impresa in “solo” sei olimpiadi e dopo “soli” settantasei anni!

Questa impresa di Arianna Fontana è grandiosa, non c’è alcun dubbio e siccome siamo in attesa di altre gare che la riguardano e speriamo di altri podi, è probabile che il record del più grande schermitore di tutti i tempi, durato tre quarti si secolo, crollerà e forse, anzi ci auguriamo, che Arianna lo conserverà per molto tempo.

Una quasi identica tenuta lo ebbe il record del livornese Nedo Nadi, il quale conservava il primato di cinque medaglie d’oro in una sola olimpiade vinte nel 1920 ad Amsterdam. Questo risultato crollò a Monaco nel 1972, per mano, o se vogliamo bracciata, del nuotatore americano di origine ebraica Mark Spitz. Un muro che durava “solo” da mezzo secolo, cinquantadue anni per la precisione, che poi venne ampiamente superato nel terzo millennio da Michael Phelps, sempre nel nuoto, sempre americano.

Due italiani, due schermitori, eppure qualcuno ancora oggi mi dice che “ci vorrebbe un Sinner che sia in grado di appassionare i ragazzi per farli venire in palestra di scherma”, mentre io, quando vedo le statistiche del nostro sport, mi chiedo cosa non si debba ancora dire, per avere le palestre più piene.

Arianna Fontana spero sia destinata a diventare la più grande atleta di tutti i tempi, in quanto potrebbe raggiungere la ginnasta Larysa Latynina che detiene il primato di diciotto medaglie olimpiche, come la sciatrice norvegese Marit Biøjorgen tenendo conto che le ventotto di Phelps sono ancora molto lontane.

Forza azzurri!

Fabrizio Orsini

 

07 febbraio 2026

Un inizio magnifico – Milano Cortina 2026

L’inizio della Olimpiade Milano-cortinese, è stata un magnifico successo tanto da far scolorire la grandeur francese, grazie a una organizzazione ben più umile, e dimessa, ma di grande effetto e Marco Balich è infatti una garanzia di successo. Se solo Macron gli avesse fatto una telefonata due anni fa, la cerimonia di apertura dei Giochi parigini, non sarebbe finita in una grottesca e indigesta sceneggiata, specie per i presenti, i quali sotto la pioggia preferirono la fuga, alla presenza.

Scenografie, musiche, costumi, coreografie, canti e recitazioni, hanno saputo creare una narrazione così efficace che verrebbe voglia di farne un’altra, magari a Roma nel 2040, alla faccia della Raggi volle cancellare co’ du’ schizzi de penna, quella del 2032.

Il rischio era quello di vedere una mediocre imitazione, se non addirittura replica della cerimonia di Torino 2006, con Pavarotti, Bolle, e la Ferrari che sgommava, invece, sebbene alcuni temi sono stati comuni in modo inevitabile, la loro declinazione è stata originale e non ripetitiva. Gli ospiti, Mariah Carey, Lang Lang, non sono stati predominanti rispetto a Cecilia Bartoli e Andrea Bocelli, come invece furono Lady Gaga e Celine Dion a Parigi. Ognuno ha partecipato come comprimari adorabili dimostrando che si possa essere culturalmente inclusivi, senza strafare, ottenendo una perfetta armonia fra le parti, o meglio le sequenze, al punto che la frase dello stilista Valentino “l’eleganza è equilibrio fra proporzioni, emozione e sorpresa”, sembra essere stato il mantra di chi ha concepito tutto lo spettacolo.

Infatti proprio di equilibrio si tratta, poiché quella semplicità che ha visto sfilare la Fiaccola per tutta Italia, è la stessa che ha spolverato il tram per portare gente comune, artisti, bambini e il Presidente della repubblica, seppur guidato dal sempre simpatico Valentino Rossi. Una narrazione così semplice che ha ricordato, anche se da lontano, il neorealismo semplice di Zavattini e De Sica.

I monumenti milanesi visti con nonchalance, e non eccessivo romanticismo, mi hanno fatto voglia di prendere il treno e andarci, e non ce ne frega nulla se potremmo incontrare Snoop Dog o altri poco interessanti personaggi. (PS la frottola che Skysport ha messo in rete dicendo che ci sarebbe stato Tom Cruise, è inspiegabile)

Immancabile l’Andrea nazionale Bocelli e la sempreverde “Nessun dorma” di Puccini, accanto a “Volare”, di Modugno interpretata e bene all’americana, da Mariah Carey cui va il nostro plauso per averla imparata in italiano, mentre inutile è parsa la polemica di Ghali che avrebbe voluto cantare l’inno di Mameli, soffiato (per fortuna) dall’altra nazionale Laura Pausini, che ha saputo lanciare il do con il suo petto e penso che l’abbia anche meritato, in questi trent’anni di carriera. Nulla da fare per l’italo tunisino, più tunisino che italo, visto che ha fatto parlare di sé per giorni in quanto voleva cantare in arabo, è stata destinata una perfetta poesia di Gianni Rodari sulla pace.

Stucchevole, a mio personalissimo giudizio, il ritornello sulla resilienza e l’inclusione, oramai aggettivi in dismissione, e persino la ridondanza sulla pace, cosa che i popoli vogliono sempre più, a dispetto degli sforzi dei politici. A questa ridondanza si affianca in qualche modo, anche la già vista celebrazione parigina dell’eroismo femminile, che a Milano è tornata nei militari schierati sempre in numero uguali di maschi e femmine, l’inspiegabile quadro su Margherita Hack, con Samantha Cristoforetti, seguito dal pipponcino, per fortuna breve, di Charlize Theron che ha recitato una frase di Nelson Mandela, sempre sulla pace, il tutto contornato da ballerini che figuravano una colomba della pace, sdraiandosi sul palcoscenico, riproposta dalla regia anche tramite un disegno di luce anche questo tema un tantinello ripetitivo, come a dire che i compiti a casa sono stati fatti.

Sorprendente il discorso di Giovanni Malagò, che ha soffiato la scena a Buonfiglio, in qualità di presidente del Comitato organizzatore dell’olimpiade e presenziando quindi accanto alla quarantaduenne Kirsty Coventry, presidentessa del CIO. Il suo inglese è formidabile, fluente ed efficace, al punto che sembrava addirittura leggere il gobbo. Al contrario il primo discorso olimpico della zimbabuese Coventry che è sembrata molto più emozionata dell’italiano.

Esilarante invece Brenda Lodigiani, che ha mimato, purtroppo, solo una piccola parte dei tipici gesti degli italiani che tutti conoscono, e molto simpatica Sabrina Impacciatore, trasformata in cartoon e poi in ballerina. Anche loro donne, ma evidentemente Checco Zalone non era abbastanza sportively correct.

Alla fine il toto accensione ha lasciato tutti felicemente soddisfatti, in quanto Alberto Tomba e Deborah Compagnoni hanno acceso il braciere milanese mentre quello Ampezzano è stato illuminato dalla bergamasca Sofia Goggia, alla quale avrei accoppiato in modo simmetrico Gustav Thoeni, invece di fargli fare solo il penultimo tratto.

Se questo è l’inizio, allora non vedo l’ora di vedere il resto pur sapendo che sabato e domenica ci sarà il Grand Prix Inalpi di fioretto a Torino.

Forza e sempre ai nostri Azzurri!

Fabrizio Orsini


10 gennaio 2026

BILANCIO DI UN ANNO

Un altro anno schermistico se n’è andato, il 2025, ovvero l’anno del nuovo insediamento presidenziale di Luigi Mazzone e di un Consiglio che in alcune sue componenti affrontava, ed affronta, per la prima volta il tema della gestione federale, poiché in passato non era mai stato coinvolto in attività federali in posizioni dirigenziali, e che prometteva innovamento, e cambiamenti.

Sembra un secolo fa, ma di fatto sono passati solo dodici mesi dalle ultime elezioni, visto che Mazzone è stato eletto il 25 gennaio del 2025 un anno in cui sono accadute molte cose, e il Blog è sempre stato vicino ai suoi lettori, sempre pronto a informare in milleuno dettagli le vicende della nostra Federazione.

Ammettiamo che sono stati dodici mesi un po’ scarni di articoli, solo 64, con una media di poco più di cinque al mese, e con un Novembre vuoto di notizie da parte nostra. Se pensiamo che il 2024 vide la bellezza di 96 articoli, otto per mese, ammettiamo di aver scritto molto meno, ma era anche l’anno delle olimpiadi parigine, ricordate?

Quest’anno però abbiamo inaugurato le interviste a campioni e maestri italiani, cosa che continueremo a fare, anche perché i contatti nel 2025 sono stati 108.000, che corrispondono a una media di 9000 mensili. Dati che ci riscaldano il cuore, perché nonostante una lieve flessione della nostra presenza sul web, l’interesse per le nostre ricerche è stato sempre alto da parte dei lettori, ragion per cui andremo avanti con il solito entusiasmo e la solita serietà per raccontare in maniera indipendente e libera cosa accade nella scherma.

Non nascondiamo che ci schiereremo sempre e comunque per il nostro candidato presidente preferito, allorquando se ne manifesterà l’occasione, perché abbiamo una nostra visione della scherma e della sua gestione.

Da oramai tredici anni diamo opinioni, raccogliamo notizie, e talvolta sveliamo piccoli segreti che gli infaticabili lavoratori della pedana non conoscono. Un esempio su tutti fu rivelare che la Federazione di Mazzone non era altro che un riciclaggio della Federazione di Scarso, ben mascherata, cui per altro nessuno credette né a noi, né chi esprimeva a chiarissime lettere che nulla sarebbe cambiato se fosse stato eletto il giovane dottore catanese. Di contro esprimevamo il nostro sostegno a Paolo Azzi, che fin dal suo insediamento, pur difendendo il lavoro fatto negli anni con il proprio mentore Scarso per l’appunto, nei fatti ne prendeva le distanze con il suo stile morbido ed equilibrato, forte dell’avvicendamento e della difesa dei ruoli che ognuno ricopriva. Una cosa che forse non piacque al punto che fu creata una cordata per la sua sostituzione e che vide il Presidente Onorario attore protagonista nel supportare il nuovo Presidente, e mi si passi il paragone, quasi in perfetto stile gattopardesco.

Interessante invece un dato emerso durante le interviste, cioè il nuovo Consiglio non ha percepito il blog come un ricettacolo di comari che sparlottano senza conoscere né verificare i fatti, anzi tutto il contrario. E proprio per questa serietà intrinseca, ogni intervista è stata sempre accolta dai suoi protagonisti con entusiasmo e profonda collaborazione. A ognuno di loro va il nostro ringraziamento con la speranza futura di poter ampliare sempre più il popolo di questi protagonisti.

Propositi per il nuovo anno, come tutti ne vogliamo fare, purché reali e proficui per la scherma in generale.

1. Statistiche. Cercheremo di migliorarle e approfondirle per capire se le innovazioni apportate dal Consiglio federale saranno efficaci oppure no. Perciò ci occuperemo di risultati sportivi, ma anche di numeri di tesserati, perché la forza di una federazione non sono solo i suoi campioni, quanto tutto il movimento.

2. Critica. Il blog non è solo cronaca, ma anche critica a margine dei fatti e degli eventi. Ci preme mantenere questo taglio anche se è scomodo, se urta alcune persone. Ma è proprio per questo che rinnoviamo l’invito a commentare, e a scrivere, perché ogni persona che abbia voglia di far sentire la propria voce, vuoi con un articolo, o con una intervista è sempre benvenuto e il Blog si farà garante di opinioni e serietà comunicativa.

3. Politica. Ci occuperemo sempre del ruolo dei protagonisti federali, perché pensiamo che la federazione sia di tutti, e come recita l’articolo della Costituzione italiana, il Popolo è sovrano, e quindi anche il popolo della scherma è tale nei confronti dei suoi governanti. Per questo motivo riteniamo che la politica federale abbia e avrà un peso sempre crescente, soprattutto perché la Fis è vincente, ma numericamente bassa, forse troppo in rapporto alle sue medaglie.

4.  Nuove idee. Al fine di fornire un contributo al miglioramento del sistema, in tredici anni abbiamo esposto molte idee e formulato diverse proposte. Vorremmo fare di più e siamo in grado farlo ma abbiamo anche bisogno di chi sia capace di recepirle. Tutto ciò al fine di raggiungere una dimensione più popolare, più utile, e a nostro avviso più adeguata alle richieste, così da sbloccare i numeri che come sappiamo sono da tempo, in modo preoccupante, in situazione di stallo.

5.   Speranze. Molte e di vario tipo. In tale quadro riferiamo testualmente quanto ci è stato segnalato da più parti, non ultimo nella gara di Fiumicino (Cadetti – Giovani ed assoluti): ”Per prima cosa ci auguriamo che i costi si abbassino, per esempio il tesseramento, le gare, le trasferte, i materiali. Ma anche che il calendario sia organizzato meglio, con più gare vicine, magari entro l’ora di spostamento, e laddove i numeri sono maggiori, creare una formula ad hoc, per una gestione più agile della prestazione. (Giusto per informarvi, l’ultima gara GPG interregionale Lombardia/Piemonte vedeva nella categoria Maschietti spada una presenza di 56 atleti, mentre quella accorpata Ragazzi-Allievi, il triplo, cioè 153).

Altra speranza è quella di non veder morire le armi convenzionali che attualmente sopravvivono, o se vogliamo agonizzano. (Sempre nella medesima gara Interregionale i Maschietti di fioretto erano 26, mentre gli sciabolatori erano 19. Invece nella categoria Ragazzi-Allievi i fiorettisti erano 66 mentre gli sciabolatori 50). Se siamo coscienti del fatto che la categoria GPG sia il seminario della scherma, il vivaio, il terreno da coltivare, non possiamo far altro che sperare di aprire un tavolo di riflessione serio e unire le forze ed essere totalmente operativi.”

Formuliamo a tutti gli auguri per un 2026 secondo le proprie aspettative.

Ezio RINALDI

Fabrizio ORSINI