01 agosto 2015

SCHERMA: sport povero per gente ricca?


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Come ogni anno, con l'arrivo dei giorni più caldi dell'estate, e quindi con l'attività schermistica completamente ferma manco fossimo ancora nei ruggenti anni '60, arriva puntuale il "Calendario dell'attività agonistica" della stagione successiva. Per la maggior parte delle persone oramai simpaticamente soprannominato "Vediamo di che morte devo morire".

Quest'anno la nostra federazione, o chi all'interno di essa si occupa di redigere il calendario degli eventi, si è indubbiamente sbizzarrita più del solito. Le candidature per ospitare le competizioni saranno state particolarmente variegate, motivo per cui qualcuno pensa oramai di potere osare senza freni.

Quest'anno si potranno visitare Roma (2 volte), Acireale, Norcia, Ancona, Riccione (2 volte), Treviso, Caorle, Adria, Bolzano, Foggia, Firenze, praticamente un giro d'Italia in 12 gare!! 

Quello però che qualcuno si ostina a non volere capire sono le spese che occorre affrontare per partecipare a queste competizioni. Il volere continuare a pensare a questa attività come uno sport dove sia possibile avere grandi numeri, per cui sia necessario a livello di immagine creare questi concentramenti nazionali, è veramente fuori dalla realtà. Il numero dei partecipanti alle singole gare spesso non aumenta affatto, e dalla prima alla seconda prova dello stesso circuito, o categoria, si rilevano non di rado cali partecipativi.

Oltre al non secondario fatto che la nostra federazione è composta per la maggior parte di società che hanno 20-30 iscritti, a volte anche meno, e che in questa maniera le si costringe ad avere lo stesso livello di spese di una società grande, che sono una piccola quantità, pure avendo un introito in termini di quote 10-20 volte inferiore. Per una piccola società questa visione dell'attività comporta di dovere muovere un istruttore per ogni gara anche se alla stessa prendono parte 1-2 atleti, mentre alla grande società ne partecipano 15-20. Il costo è lo stesso, non è che le autostrade, gli alberghi e le pizzerie fanno il prezzo in base a quanti si è, ma la ripartizione del costo dell'istruttore è ben diversa. Questo costringe tanti istruttori, quelli che possono, ad andare alle competizioni gratuitamente se non a loro spese, oppure a mandare i Risultati immagini per scherma per bambinibambini da soli. Allo sbaraglio.

Dalla parte delle famiglie si vede questa anacronistica visione dell'attività, fatta ad uso e consumo esclusivo non dei risultati, e nemmeno degli atleti, ma solo dell'attività politica, come un autentico salasso. Questo li spinge sempre più frequentemente ad una attività di convincimento più o meno velato nei confronti del figlio/a a provare altre attività sportive più economiche e meno impegnative in ordine di tempo anche per loro. Fare il giro d'Italia non è solo un problema di costi per l'atleta, ma sono costi per muovere la famiglia, sono giorni di ferie che vanno chiesti. Sono problemi che altre attività come calcio, pallavolo, basket, nuoto, equitazione, ecc. ecc. non danno.

Questa politica dei grandi concentramenti di atleti, accompagnatori e genitori, una massa critica da spostare qua e là per lo stivale a seconda di dove in quel momento storico fa comodo che ci sia, non è più concretamente realizzabile ed ha creato un autentico blocco nella crescita del movimento in termini numerici.

Temo però che come ogni anno, ancora una volta invece di analizzare il problema (che tutti vedono) e cercare di fare compattamente gruppo per cercare di fare qualcosa di concreto, si scatenerà la solita guerra tra poveri, che vedrà contrapposti il nord al sud, il Trentino alla Sicilia, Sondrio a Taormina. Partiranno le solite prese di posizione "per partito preso" per cui ognuno, quasi fosse una medaglia di cui vantarsi, comincerà ad elencare i voli che ha preso ed i chilometri che ha fatto l'anno scorso, quello prima e quello prima ancora. Quasi che il fatto in sé desse diritto ad avere quest'anno una gara sotto casa. Come se il problema fosse quello: la singola gare in un mare di gare.

Ma chi ha il potere in mano sa che finché chi sta sotto è impegnato a scannarsi con gli altri difficilmente verrà a rompergli realmente le scatole.

Ancora più deprimente è questa cieca e ottusa insistenza nel non volere capire il momento storico che sta attraversando questo paese, continuando a proporre luoghi improbabili dove non solo non c'è un aeroporto nell'arco di un kilometraggio decente, ma a volte neppure una stazione ferroviaria! Insomma bisogna spostarsi, e farlo con il mezzo più dispendioso: la macchina.

Mi chiedo a questo punto il senso di tutto questo, e non mi vengano a raccontare dei risultati. Le medaglie le vincevano anche quando l'attività prevedeva tante gare locali, l'unica differenza è che si spendeva molto meno.

Adesso si scatenino pure gli aziendalisti, quelli che se anche gli presentassero un piatto di m. da mangiare, comincerebbero ad enunciarne i mille pregi per la salute, lodando il potere che glielo ha propinano certamente pensando alla loro salute.
Paolo CUCCU