domenica 12 agosto 2018

CODICE ETICO: esiste? E' applicato? E per chi?


Definire oggi il codice etico è come spesso accade in questa federazione definire un modo di regolare la gestione dei rapporti fra affiliati e  tesserati troppo spesso suscettibile di interpretazione. In altri ambiti sportivi chi riveste il ruolo di arbitro si vede interdetto lo svolgimento di molteplici attività federali, nel calcio ad esempio è vietata qualsiasi attività che preveda un tesseramento ed è persino vietato intrattenere rapporti con tesserati  che possano dare adito a malevole interpretazioni.
ricorderete tutti la figura dell'arbitro Concetto Lo Bello, che si vide censurato perché agente di assicurazione di una nota compagnia assicurativa nazionale che aveva fra gli azionisti di maggioranza soggetti facilmente riconducibili ad una importante società calcistica piemontese, risolse il problema rimettendo il mandato agenziale, oppure recentemente le polemiche che investirono Pierluigi Collina allorché una società sportiva (il Milan) ebbe come sponsor un marchio automobilistico tedesco, società con  la quale il Collina intratteneva rapporti lavorativi di consulenza commerciale da ben prima che si concretizzasse il contratto di sponsorizzazione. Ebbene, per evitare che qualche malevolo commentatore potesse fare allusioni di alcun tipo su possibili decisioni arbitrali che avrebbero potuto favorire la squadra sponsorizzata dal marchio comune datore di lavoro, l'attento Collina, arbitro di indiscussa bravura e direi sicura terzietà,  si dimise dall'incarico professionale mantenendo il solo rapporto con l 'A.I.A. salvo poi dimettersi anche da questa sempre per illazioni seguite a quel rapporto , ed è indiscutibile che è stato un arbitro che ha   raggiunto i  maggiori successi mondiali possibili in campo arbitrale. In quasi tutte le federazioni sportive la figura dell'arbitro deve essere ben definita e differenziata dalla figura del tesserato. Nella scherma no.
Assistiamo, a qualunque livello, ad arbitraggi nei quali il tecnico o l'istruttore, palese o occulto, o il compagno di società arbitra l'allievo o il compagno appunto. Ciò è ancora più inaccettabile vista la assoluta rilevanza del giudizio arbitrale in ambito schermistico. Urge una modifica. Recentemente su un noto social sono apparse foto ritraenti un noto arbitro internazionale,un direttore di torneo, più di un maestro, tutti comunque riconducibili ad una associazione schermistica siciliana di buon livello,  in atteggiamento a dir poco confidenziale con un tecnico ed atleta d'altra società, con un passato d'atleta di  gran livello , maestro di società, ed oggi persino facente parte dello staff federale come C.T. . Il tutto con tanto di nomi e cognomi ed un esplicito reciproco ringraziamento per le vacanze trascorse insieme. Ma non è finita qui.... c'è persino chi , atleta anch'esso, fra i commenti a queste foto, sono più d'una, si duole per non essere partecipe di tanta intimità e chi di rimando gli dice "sono a tua disposizione caro amico"!!!
A disposizione? ....che significa? Che potrebbe significare? Siamo fuori dal mondo
Rubo una pensiero  ad un amico.....ma se Orsato o Rizzoli o Tagliavento, arbitri di calcio,ospitassero  a casa propria, al mare o in montagna,o solo andassero a prendere un gelato insieme , che so ,  con Allegri  piuttosto che Ancelotti o Mancini sapete cosa accadrebbe? Come minimo deferimento e sospensione dalla attività, multe salatissime e poi polemiche a mai finire. È figuratevi poi le tifoserie...!! Nella scherma no.
L'arbitro nella scherma è, a volte persino a  dispetto dell'evidenza, assolutamente terzo e imparziale. Questo l'assunto federale. Non mi sento affatto di condividere queste sicurezze federali. Secondo me l'arbitro di scherma,col sistema attuale, quando assomma alla funzione esercitata al momento  anche la figura di tesserato, a qualunque livello e qualsivoglia veste rivesta in una società schermistica, in modo palese o occulto o attraverso congiunti,  non è terzo. Voi che leggete a questo punto direte...ma che c'entra il codice etico? Non prevede niente di quello che ho scritto, ma vi rispondo, è moralmente accettabile, etico, che quanto sopra descritto accada? È notorio che tecnici palesi o occulti, atleti di livello e non, funzionari federali e persino dirigenti federali, ricadano in situazioni moralmente e eticamente censurabili, nelle cosiddette incompatibilità. Ma perché tutto questo venga supinamente accettato nel mondo della scherma,  io non lo comprendo. Se pongo , come ho fatto, la domanda ai singoli interessati, atleti o maestri è indifferente,  ricevo solo consenso, mugugni, lamentele e mille aneddoti, ma guai a pensare di poter avere il coraggio delle proprie idee, di parlare. Si continua piuttosto a penalizzare le società che alzano la testa,  solo perché hanno il coraggio di dissentire. Riforma del sistema arbitrale, revisione della figura dei tecnici e loro rivalutazione, riforma dei calendari oggi sempre più penalizzanti nei confronti dei più, maggiore trasparenza nelle attività federali, perché non è condivisibile il pensiero di chi taccia di ostruzionismo chi chiede documenti o informazioni pur percependo per l'incarico svolto stipendi spropositati, applicazione effettiva Delle incompatibilità, ripristino dell'assemblea biennale, revisione e riforma di statuto e regolamento, revisione del sistema Delle convocazioni,  rispetto del ranking, maggiore attenzione da parte della federazione nei confronti delle società medio-piccole. E chiedere troppo?
Coriolano della Floresta

50 commenti:

  1. https://www.google.com/amp/www.ansa.it/amp/sito/notizie/sport/calcio/2018/06/21/ranuccilimite-mandati-figc-per-12-anni_1032a47f-5108-4934-8527-7d2d92b624ba.html
    E non dico altro!

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  2. Aggiungo anche:
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/08/01/ritardi-e-scadenze-il-pasticcio-che-pesa-sul-destino-del-coni10.html
    Buona lettura

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  3. Ho visto quelle foto, essendo pubbliche non è stato difficile, e mi sono subito chiesto: quando questo arbitro me lo ritroverò a dirigere un assalto tra un mio allievo ed uno di quel maestro nelle foto, magari con egli pure a fondo pedana, come potrò pensare ad errori in buona fede? E non è nemmeno stata l'unica domanda, perché nelle foto si vede sorridente anche un direttore di torneo, quello che designa chi mandate è in quale assalto. Come potrò pensare che in un assalto con opposto un allievo del suo amico non mi manderà il killer di Mestre?

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  4. Poniamo che l'arbitro lavori, nella vita extraschermistica, in un'agenzia di assicurazioni e che un atleta stipuli una polizza assicurativa (per esempio, della sua auto) con tale agente assicurativo. Poniamo che l'agente assicurativo/arbitro giudichi, un domani, un match di scherma tra l'atleta che ha stipulato con lui la polizza ed un altro qualsiasi. Si sentirà garantito l'atleta qualsiasi?

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    1. Essendo assicurato, chi più garantito di lui? In caso di sconfitta potrà avere il risarcimento.

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    2. Coriolano della Floresta13 agosto 2018 14:35

      No caro amico, non funziona così. Mi pare che il suo esempio sia di assoluta pertinenza visto che proprio di un arbitro e di un direttore di torneo che nella vita fanno gli assicuratori stiamo parlando. Ma evidentemente lei non ne era a conoscenza. È però volutamente mal posto. Se infatti l'atleta/assicurato non ha alcun rapporto di lavoro, collaborazione, amicizia, coniugio o altro con l'arbitro/assicuratore in questione nulla quaestio. Altrimenti la vita ordinaria sarebbe incompatibile, per chicchessia. Ma se l'atleta/assicurato dovesse essere un dipendente o un allievo, e dall'arbitro/assicuratore potesse essere favorito in un risarcimento, oppure agevolato in una pratica con esiti per lui favorevoli, la controparte dell'atleta/assicurato che dovesse solo in via del tutto ipotetica e personalistica ricevere un comportamento secondo lui incoerente o a lui non favorevole, venendo a conoscenza o conoscendo già il rapporto fra i due, tre, quattro e forse anche cinque soggetti ritratti nelle foto oggetto della nostra discussione , sarebbe legittimata o no a dubitare della correttezza , della legittimità, della assoluta terzietà? E se poi per paradosso da questo rapporto l'arbitro/assicuratore potesse persino trarre un vantaggio economico o solo di immagine.....lei al loro posto che penserebbe?
      Ricordi Andreotti....
      Coriolano della Floresta

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    3. Lei pensa che dopo i dubbi di un rapporto del tutto ipotetico di causa-effetto tra taluni spostamenti di società e le seguenti convocazioni, dovremmo cominciare a sospettare che possa esserci un rapporto di qualche tipo tra le polizze e le stoccate?

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    4. Soluzione del rompicapo: anche lo schermitore qualsiasi deciderà di scegliere, quali brokers assicurativi, il direttore di torneo e l"arbitro in modo da mettere il cuore in pace. La soluzione ortodossa vorrebbe che gli assicuratori evitassero di stipulare polizze con i soggetti che poi giudicheranno.
      L' etica, oggi, è concetto desueto, vetusto, fastidioso cui si contrappone il rampantismo.
      Poi, a certe latitudini, è prassi non sentire, non vedere, non parlare.

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  5. Ma la Fis dirà che gli arbitri di calcio sono professionisti mentre quelli di scherma no.
    Ma la risposta dimentica che professionisti e professionali non sono obbligatoriamente legati.

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    1. Coriolano della Floresta13 agosto 2018 14:37

      Ed infatti non voglio più arbitri che non siano in condizioni di incompatibilità, seppur risicata, persino professionisti se del caso, ma almeno in linea di principio terzi

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  6. Vogliamo parlare dei CT proprietari e direttore tecnico di sala scherma, con quale trasparenza potranno giudocare e mettere tutti sullo stesso piano.

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    1. Basterebbe pensare ai due ct che selezionano i figli per capire che la FIS è una federazione in perenne conflitto di interessi. Ma qui si va oltre, qui si parla di rapporti extra sportivi tra due realtà che non dovrebbero averne: arbitri e maestri. Se il ct non può evitare di avere un rapporto familiare con la propria figlia, tra non consanguinei che abitano agli opposti dello stivale direi che non sarebbe difficile evitarlo.

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  7. Coriolano della Floresta13 agosto 2018 14:48

    Inoltre, caro "anonimo" delle 22.21, potrei raccontare di vicende a mia conoscenza che hanno visto coinvolte societa, arbitri e maestri siciliani per molto molto meno delle foto che ritraggono le persone a cui lei si riferisce pur non citandone la visione. È possibile che ne fosse già a conoscenza?

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  8. Egr. Sig. Beato Paolo,
    il tutto si potrebbe sintetizzare così: in FIS ci sono situazioni di incompatibilità compatibili, che la stessa ha istituzionalizzato attraverso le tre scimmiette.

    Buon ferragosto a tutti e, nel mentre, meditate, gente, meditate.
    Gaspare Fardella

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  9. Ho dimenticato di aggiungere che, sull'argomento, il Suo mentore, Mr. William Galt, potrebbe scrivere un bel romanzo, soprattutto per aiutare la gente (che vota) a meditare.

    Gaspare Fardella

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  10. Scusate ma il discorso è semplice un ruolo di Ct viene retribuito con 100mila euro l'anno proprio perché si sa che lo stesso dovrà rinunciare ad altro. Quindi se fai Ct sai che non puoi avere palestre, allievi o altro. Per questo le persone serie rinunciano ad altri incarichi quando hanno un ruolo. Direi siamo in Italia, dove docenti universitari hanno i figli come allievi, ex ministri hanno dato appalti alle società dei figli. Non andiamo lontani il presidente della Federzumba ha assunto un suo concottadino, non parliamo di Ny ma di un centro con circa 50mila abitabti, senza concorso e senza titoli.
    Cosa vi aspettate?

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  11. Dai su...impegnatevi...per ferragosto si può fare di meglio !!! Sotto il vostro ombrellone potreste spiare tutte le pagine Facebook ...non deludeteci!!!

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  12. Spiare? Quando uno è così furbo da dare e chiedere l'amicizia a mezzo mondo che neppure conosce ogni fesseria che posta diventa di pubblico dominio. Non vi montate la testa nessuno vi viene a cercare, sono i vostri strabilianti post che si infilano nella sezione notizie dei vostri "amici"

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  13. Infatti è il concetto di amicizia che vi manca...siete voi gli estranei ...anche della scherma. Si! Perché per chi c’è cresciuto nella scherma , la intende una grande famiglia e chi ne fa parte ha colto il vero senso dello sport ...dove finito il gioco si è amici e si condivide anche il piatto di pasta, in una tavola dove non esistono CT, arbitri, maestri e atleti...meditate, ma meditate bene su quali valori far crescere i vostri figli...non ci sono solo avvocati, ricorsi e tribunali!

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  14. Sa Rinaldi, la capisco benissimo ...è dura pubblicare un post ( quello sull’amicizia)...ma so che si sta organizzando per la risposta...mediti bene prima di fare figuracce. Questo può anche non pubblicarlo , è un messaggio privato. Buona meditazione

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    1. Moggi aveva una sacco di amici, di quelli veri e fraterni. Da veri amici erano disponibili ovunque, lui chiamava e loro correvano, e si incontravano a metà strada. Magari in un anonimo autogrill. Per non dire del clima di scherzosità, come quella volta che chiuse dentro lo spogliatoio la terna arbitrale. Ma che ne sa del vero, profondo, sentimento di amicizia quell'invidioso giudice che si mise a spiare tutta questa amicizia, e che poi la tradusse in processi dove altri giudici con un bidone dell'immondizia al posto del cuore giudicarono, come giudicarono. La vera amicizia è prima di tutto complicità, capirsi con uno sguardo. Magari dato seduto a fondo pedana di traverso, alla siciliana.

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    2. Sulla amicizia ho scritto due articoli dal titolo “AMICIZIA” del 12.07.2013 e “AMICIZIA E DELUSIONE” del 25.04. 2018. Basta leggerli per avere un quadro chiaro del mio pensiero sull’argomento, pertanto evito di annoiare con ulteriori disgressioni sul tema.
      Nel mondo della scherma sono ormai tante le persone che hanno scelto di vivere per e di questo sport e non avendo un doppio lavoro (immagino che voi lo abbiate), per esse la questione amicizia è molto seria ed evitano, quindi, atteggiamenti e comportamenti che possano dare adito, se non proprio a conflitti d’interesse, quantomeno a conflitti di valori. Queste persone evitano di palesare le loro frequentazioni, vivendole, come è giusto che sia, con quella intensità che tale sentimento richiede, ma con assoluta discrezione. I tempi attuali ci danno la possibilità di utilizzare diverse piattaforme per comunicare e qui diventa fondamentale il pensiero di Coriolano della Floresta: egli ha inteso porre l’accento sulla questione, poiché, di fatto, quando si pubblica qualcosa su queste piattaforme il tutto diventa di dominio pubblico e non credo che lo si faccia senza sapere ciò che significa o il messaggio che si vuol trasmettere. Faccio un esempio: come noto, sono stato un Ufficiale dell’Esercito Italiano ed ho avuto l’onore ed il privilegio di comandare uomini e nelle mie funzioni di Comandante intrattenevo rapporti di forte cordialità con alcuni miei sottoposti, ma mai e dico mai ho permesso che ciò potesse inficiare la mia azione di comando, dando la sensazione che potessi agevolare qualcuno. Ergo, l’arbitro dirige un incontro ed in tale veste deve necessariamente assicurare la sua terzietà, ma può assicurarla se uno dei contendenti è l’atleta (famoso) con il quale si è fatto fotografare proprio a casa sua?
      Ecco, direi che, se non vogliamo proprio parlare di etica, un po’ di discrezione sarebbe quanto mai gradita e necessaria.

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  15. Egr. Anonimo del 15/8/18, h. 23.41, tra i vari valori non esiste solo quello dell'amicizia, ma anche quelli di solidarietà, sincerità, verità, onestà, integrità, moralità, giustizia, equità, evidentemente a Lei del tutto sconosciuti.

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    1. Comunista...������

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  16. Amicizia?? Mangiare un piatto di pasta non è amicizia. Voi passate il tempo a tessere pseudo alleanze che poi rompete con la facilità con cui si mangia una pizza. Passate il tempo a sorridervi per poi pugnalarvi alle spalle!!!
    Ma smettiamola con queste ridicolaggini, non avete idea di cosa sia la scherma.

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  17. Allucinante lo spiaggiare delle comari... con i loro processi fatti alle intenzioni soltanto perché 2 persone sono amiche nella vita anche se ricoprono ruoli diversi.
    E chi ha poi detto che sono ruoli per forza tanto opposti?
    Arbitri e Maestri collaborano nella crescita sana di persone sane ed equilibrate ricche dei valori che lo sport c'insegna.
    Si vergognino tutti gli altri.

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    1. Arbitri e maestri collaborano solo nella sua visione distorta del mondo dello sport. Tra i due comparti non c'è nessuna connivenza, come lei artificiosamente vorrebbe creare. E sentire un direttore di torneo e arbitro volere rivendicare questa mi fa pensare che, in realtà, stia solo cercando di giustificare a se è agli altri una sua condotta tutt'altro che cristallina. I valori dello sport, che lei evoca, sono ben altra cosa da equivoche amicizie, dal carrierismo senza scrupoli, dal favore in cambio di favore. E forse tutto parte proprio dal fatto che gli arbitri come lei, alla disperata ricerca di un ruolo che potesse attribuirgli una qualche importanza sulla scena dello sport, si siano inventati una carriera che non solo non esiste, ma non deve nemmeno esistere. L'arbitro non è il terzo protagonista di un assalto, è solo un appassionato che mette a disposizione il proprio tempo per lo sport che ama. Senza pretese di protagonismo, ma rimanendo ai margini, lasciando tutta la scena ai veri protagonisti : gli atleti. Chi non è stato in grado di essere protagonista da atleta non può cercare una veloce rivincita nel fare l'arbitro. Perché se questa diventa una carriera, allora ha degli obbiettivi suoi, e quindi ne consegue che per raggiungerli possa essere moralmente giustificabile tutto, compreso il compromesso, la falsità, il ricatto. Questo è il marcio di cui bisogna vergognarsi. Torni alle sue polizze, egregio signore, e ai suoi pesci grigliato con i suoi amici, o presunti tali, e smetta di inquinare un ambiente che non sente la necessità di avere arbitri in carriera.

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    2. Egregio Anonimo 16 agosto 2018 16:49, purtroppo per Lei non sono del mondo assicurativo. Nella vita faccio tutt'altro e ne sono contento. Non veda sempre il marcio dove non ci sta. Mi dispiace deluderla ma non sono nemmeno siciliano. Sorpreso? Se il suo unico pensiero sono gli assicuratori e sopratutto quelli siciliani, si rivolga a loro quando ne avrà l'occasione e sopratutto il coraggio. Ma tanto non lo farà mai perchè nella vita bisogna avere anche il coraggio di affrontare le cose mettendoci anche la faccia e non credo che lei ne sia tanto capace. Continui a cercare misteri e complotti. Un consiglio: si faccia controllare. Ma da uno veramente bravo. Almeno darà un senso alla sua vita.

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    3. Nel post delle 16.49 non mi sembra si parli di Sicilia. Perché la tira in ballo?
      Perché sono tutti così sicuri che l'articolo si riferisce a siciliani? Forse perché lì c'è qualcuno chr si sente al centro del mondo?
      O forse è perché questo qualcuno ha dato il via all'imbarazzante recentissimo scandalo federale e quindi vuole farsi passare per martire così nessuno potrà sospettare di lui e della paternità di alcuni video che continuano a girare...
      Ahiahiai nella scherma non esistono gli amici e anche i muri hanno orecchie

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    4. Al signore del 16 agosto 2018 16:49 dico che per lui non c'è speranza. Purtroppo ci sono individui che non possono esimersi per natura da dire demenzialità.

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  18. Ben vengano le sane anicizie. Ma allora esimersi da arbitrare dove competono gli amici e i loro atleti. Basterebbe questo per confermare la vera amicizia. Magari proprio gli amici e parenti si penalizzano senza volerlo.

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  19. Sarebbe il minimo una cena tra tecnico e arbitri. Basti pensare ad arbitri evidentemente brilli a Riccione a tarda notte il giorno prima della loro ultima giornata di gare. Anche lì con tecnici e familiari e dipendenti Fis.
    Putroppo la professionalità è cosa delicata e prevede anche si spieghi loro di avere un ruolo di esempio per gli atleti.
    Ma pensandoci se non lo hanno Consiglieri Federali pronti a tifare per la propria società o Ct a seguire figli o propri atleti a gare nazionali. È il sistema marcio.

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  20. Mi rivolgo all’illustrissimo Avvocato Gaspare Fardella...arbitro di grande spessore di altri tempi...rispetto ai suoi tempi...è cambiato qualcosa? O anche in quel periodo esistevano queste amicizie?...la prego di ricordare bene...non vorrei arrivassero smentite fotografiche. Grazie a priori per la sua risposta.

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    1. Gaspare Fardella19 agosto 2018 13:00

      Rispondo al coraggiosissimo ed intrepido anonimo del 16/8/18, h. 22,32, che col suo spaventoso "rugito del coniglio", dai contenuti ironico melliflui, vagamente intimidatori, ha maldestramente tentato - senza però riuscirci - di mettermi in imbarazzo, rivolgendomi un inquietante (per lui) interrogativo, da fare tremare i polsi.

      Io, contrariamente agli altri coraggiosi suoi colleghi anonimi, che si limitano a contestare gli assunti, senza mai anche solo provare a dare riscontri esaustivi, non mi sottraggo alle risposte che mi si chiedono e dico subito che poco o nulla è cambiato rispetto ai miei tempi.

      Ma una precisazione è doverosa. Io smisi di arbitrare nel 1992, quando fui nominato componente della Commissione arbitrale, giacché, anche se non era sancita alcuna incompatibilità con l'arbitraggio, non mi sembrava opportuno, ed eticamente corretto, far parte di gruppo in cui avrei potuto autodesignarmi; quindi, la mia carriera arbitrale terminò, per mia libera scelta, la bellezza di 26 anni fa.

      In questo lungo lasso di tempo, poco - ribadisco e confermo - è stato fatto per risolvere il problema oggetto dell'articolo ed oggi (in realtà, da alcuni lustri) avvertito, che si pone all'attenzione di molti.

      Francamente, far passare più di un quarto di secolo, o anche solo 14/18 (a seconda dei punti di vista), senza aver fatto nulla su tale problema, rimanendo così in una situazione di sostanziale immobilismo, mi sembra davvero significativo e singolare di una precisa scelta politica che appare in stridente contraddizione con i roboanti proclami di chi si è imposto invocando il cambiamento ed il rinnovo di tutte le cose.

      Cordialmente.
      Gaspare Fardella

      P.S. Spero di ricordare bene, non vorrei incorrere in smentite fotografiche, di impronta becera e laida, al pari del predetto anonimo autore.

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  21. ...mandate i figli a giocare a calcio...ahahahah

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  22. Questo articolo è una caduta di stile per questo blog...ai livelli di Facebook che da voce anche alle menti minori...se non minorate

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    1. Cari coraggiosi anonimi fedelealisti, ma perché non provate a dare una anche piccola spiegazione, una seppur minima motivazione, una qualche infinitesimale argomentazione a chiarimento di ciò che vi si attribuisce, invece di buttarla in caciara, limitandovi a sostenere che sono tutte falsità?

      Perché non vi sforzate di fornire delle plausibili ragioni, anche semplicemente accennate, a confutazione dei tanti argomenti di discussione qui trattati, invece di continuare in questo vostro triste e squallido atteggiamento di penoso silenzio?

      Ma non vi rendete conto che con queste mancate risposte, con questa vostra debole ed amorfa difesa non fate altro che confermare la vostra pochezza argomentativa e la totale mancanza di seri elementi chiarificatori? Che il vostro collante, cioè, quello che vi unisce, non sono i valori - da voi decantati, senza nemmeno distinguerli - ma soltanto un miserevole fattore di "convenienza", molto ben reso dal noto detto "do ut des", che vi rende prezzolati, conniventi e complici di un sistema improntato unicamente alla ricerca di benefici personali?

      Ma quando vi sveglierete?

      Mutuando una famosa frase, vi saluto dicendo: svegliatevi, gente, svegliatevi

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    2. Da ciò che scrive capisco che lei è un genitore, uno di quelli sfigati col figlio sfigato da zero vittorie al girone...una persona che abbia praticato la scherma non si porrebbe mai certi quesiti demenziali.

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    3. Ciò conferma il mio pensiero, voi siete solo bravi ad offendere e del tutto incapaci di dare risposte.
      Siete solo dei prezzolati mercenari, al soldo del potente di turno.

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    4. Che tristezza questa scherma. Si definisce sfigato un bambino che fa tutte sconfitte.
      Complimenti presidente queste sono le persone che lei cresce e promuove in giro.

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    5. Lei invece deve essere uno di quelli sfigati che si credeva bravo perché batteva giusto e solo quelli più sfigati di lui, ma poi veniva puntualmente bastonato da uno qualsiasi di quelli considerati veramente bravi. Uno di quelli sfigati che non avendo figli non ha la più pallida idea di cosa significhi. Uno di quelli sfigati che la sua immaginaria carriera sportiva l'ha costruita facendo il primo tifoso di quelli veramente bravi, e che pensa di essere importante perché mette su fb le foto assieme a loro. Quelle che la gente guardando le si chiede : ma chi è quello sfogato nella foto con quello veramente bravo?

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    6. I suoi due ultimi scritti fanno capire la maturità della classe arbitrale e dirigenziale. Visto che appunto lei sarà uno di quelli che leccando il .... ha sicuramente trovato il suo spazio ma non la stima ovviamente. Quindi la usano come il Giullare di corte.
      Complimenti presidente adesso si che presiede proprio la federzumba.

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    7. Per la cronaca ho figli anche bravini e mi inorgoglisce di più che sono leali e corretti, rispettosi delle regole e degli avversari. Ma soprattutto lontani da un certo "sistema"

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  23. Ho assistito sia alle finali di Verona che a quelle di Milano. Avevo notato una cosa alla prima confermatasi alla seconda e quindi mi sono informato. Avevo visto un Maestro ex olimpionico di sciabola, in tribuna mentre in pedana c'erano i suoi allievi. Ho visto poi un arbitro, parente di vicepresidente Fis, in giro a seguire gli allievi. Essendo entrambi della stessa società, e non avendo ip rapporti con quella regione ed aria geografica, ho chiesto in giro.
    Con mio positivo stupore ho scoperto che il primo ha questo atteggiamento in gara da quando è responsabile sel settore giovanile della nazionale. Il secondo arbitro internazionale, ha abbandonato quel settore da quando svolge il Tecnico a tempo pieno per una importante società.
    Cavolo quindi c'è qualcuno professionale che rispetta le regole anche non scritte.
    Mentre alle gare di spada dal Ct ai suoi vice e collaboratori, sono sempre lì a fondo pedana, daltronde lo fanno anche i Consiglieri federali di stare a fondo pedana dei propri allievi pure ai gironi, in barba anche ai regolamenti.

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    1. Anche nel fioretto il vari responsabili e collaboratori sono sempre a fondo pedana a seguire i propri allievi. Solo il ct non lo fa, ma semplicemente perché non ha allievi da seguire, al massimo può spingere per la figlia. Questo perché lo staff di ogni nazionale non è composto da professionisti che lavorano esclusivamente per la federazione. Diciamo che qui si aprirebbe un vaso di Pandora che porterebbe a discussione fiume sull'opportunità di questa situazione, sui conflitti di interesse, su maestri pagati dalla propria società, dallo stato e poi dalla federazione per fare lezione allo/a stesso/a atleta, cioè si fanno pagare lo stesso lavoro tre volte. Abbiamo tanto su cui lavorare, e chi si avvicenderà a questa dirigenza dovrà alzarsi le maniche per un quadriennio a testa bassa, e potrebbe anche non bastare come lasso temporale per fare rientrate le cose in un ordine di normalità

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    2. Verissimo per la federazione non sono professionisti ma la professionalità è altra cosa. Fare il ct o essere in nazionale porta vantaggi economici ed aumenta il proprio peso contrattuale in Società. Fin qui giusto, ma come tutte le cose positive comportano sacrifici encompromessi, come quello di esimersi di seguire gli atleti alle gare nazionali. Il Cf rappresenta una società ma quando viene eletto, rappresenta tutti i tesserati e quindi in gara con i tesserati e per loro non per i propri.

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  24. Ho ricevuto questa mattina la segnalazione del Maestro Pietro Ingargiola circa il post a sua firma, il quale mi ha fatto presente che tale commento non gli appartiene e che per tale motivo mi ha chiesto la rimozione dello stesso. Al Maestro porgo le mie scuse per lo spiacevole inconveniente. Devo altresì rilevare come qualche imbecille si diverta a falsificare la propria identità, diffamando altre persone. Sarà posta una maggiore e più efficiente azione nella pubblicazione dei commenti.

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  25. I TESSERATI NON SONO STUPIDI

    Forse per la Fis siamo tutti stupidini. Infatti ci dice che gli autorizzati agli azzurrini 2018 si sapremmo 4/5 giorni prima dell'inizio. Fantastico e pensare che i convocati non sono mai stati pubblicati ma si sanno da mesi. Gli autorizzati anche, visto che nulla è cambiato e cambierà tra ranking e altro.
    Forse l'unica cosa che cambia è la partecipazione o meno a campus di maestri e parenti di Ct?
    Pensar male.... unica verità che gli autorizzati già lo sanno, forse...

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  26. Ma se poi si scoprisse - ma lo diciamo così, per pura fantasia - che i controlli sulle convocazioni spettano anche al Consiglio federale della FIS e che - lo diciamo sempre così, per pura fantasia - questo non avesse mai comunicato nulla alla Segreteria, il Presidente e i Consiglieri del cambiamento che fanno? Lasciano o raddoppiano?

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  27. Deduciamo quindi che il CF si riunirà il 28 per ratificare le scelte dei Ct? Oppure è tutto già scritto?

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