martedì 6 luglio 2021

RANKING AMIS

E’ uscito da poco il ranking master aggiornato alla luce del recente campionato italiano, svoltosi a Bressanone. Premettendo che sono direttamente coinvolto nella questione non posso fare a meno di costatare alcuni fatti che voglio esporre cercando di essere scevro da qualsiasi tipo di condizionamento e per i quali vorrei si potessero ricevere commenti, suggerimenti o anche critiche. I suggerimenti in special modo sarebbero graditi così che il Consiglio Direttivo dell’AMIS possa trarne un qualche giovamento per le stagioni future.
Il ranking, così come da disposizioni emanate dall’AMIS il 23 aprile 2021 prevede che sia conteggiato sulla base “della media dei punteggi dei due migliori risultati ottenuti nelle 4 gare indicate di seguito:
-          Le due prove del Circuito Nazionale 2020-2021
-          I Campionati Italiani 2021
-          Il punteggio acquisito nel Ranking iniziale 2020-2021
Per chi avesse disputato meno di 2 gare, la media dovrà comunque essere calcolata dividendo per due la somma dei punteggi disponibili
In quest’anno così particolare, ci sono però delle cose da evidenziare.
La prima, a differenza degli altri anni, è che si poteva partecipare al Campionato italiano anche senza aver partecipato a nessuna delle prove nazionali (fino allo scorso anno invece la partecipazione ad almeno una prova era obbligatoria). Su questo punto penso che si possa dire che si sia fatto una scelta di buon senso. Vista la pandemia in corso, le difficoltà a muoversi durante l’anno sia per le restrizioni imposte sia per le paure personali, credo sia stato incentivante consentire la partecipazione al Camp. Italiano anche a chi non aveva potuto/voluto partecipare alle 2 prove nazionali. Ciò ha consentito sicuramente una maggiore partecipazione rispetto alle prove nazionali.
Ciò che stona a mio avviso, ma anche ad altri dell’ambiente con cui ho parlato, nonostante l’intento cercasse di essere buono, è il conteggiare due soli risultati soprattutto alla luce di alcuni fattori a mio avviso non trascurabili:
-          I Camp. Italiani hanno un coefficiente di difficoltà maggiorato rispetto alle competizioni nazionali (K moltiplicativo pari ad 1,2 anziché’ 1) che, dando una lettura veloce al ranking nelle diverse armi e categorie, comporta una media di circa 20 punti in più rispetto al punteggio medio di una singola competizione nazionale. Sulla media di 2 risultati significa avere in totale 10 punti in più. Roba non per nulla trascurabile che va a premiare il singolo, specialmente se si è classificato nei primi 3 posti agli italiani, magari senza gare nell’anno in corso ed ancora di più se con un primo o secondo posto dell’anno precedente.
-          Per quale motivo qualcuno ha rischiato (certo volontariamente!!!) di poter contrarre il COVID, di spostarsi e si è addossato ulteriori spese (viaggio, 1 tampone a trasferta) per fare due competizioni nazionali la cui valenza o meglio il cui punteggio viene surclassato in maniera sproporzionata dal solo Campionato Italiano?
-          Il ranking è uno strumento nelle mani del Consiglio e dei Tecnici scelti dallo stesso Consiglio per effettuare le convocazioni ai Mondiali (quest’anno sono ad ottobre in Florida) ed Europei (quest’anno cancellati). E’ più giusto premiare il singolo per una bellissima singola prova o preferireste convocare uno che è più costante e che magari si alterna tra un primo ed un secondo posto alle prove nazionali? Quest’ultimo da questo ranking ne esce ahimè penalizzato.
So che molti mi contesteranno che in questo hanno le prove nazionali hanno “meno valore” (????) proprio perché non c’è stata la partecipazione di tutti… ma qualcuno si è messo in gioco, qualcun altro, seppur per validi motivi, è rimasto a casa e non si è confrontato con gli altri. E’ giusto poter accedere ai Mondiali o Europei rimanendo a casa e stando a guardare gli altri?
Aggiungo che i campionati italiani, con questo punteggio così spropositato, oltre a “falsare” in qualche modo il ranking rischiano inevitabilmente di ridimensionare, loro malgrado, il valore di alcuni atleti che hanno avuto un rendimento elevato costante e che magari sono finiti in una giornata no.
E’ bene valutare tutti gli aspetti ma soprattutto, a mio avviso, è bene avere una classifica che rispecchi il vero valore di ciascun atleta senza avere delle classifiche che risultino troppo influenzate dal peso di una singola competizione che, ripeto, ha già un punteggio maggiorato. Sicuramente auspico un ritorno ad un ranking sulla media di più risultati conseguiti durante l’anno.
Si aggiunga a tutto questo anche il nuovo metodo, approvato dal Consiglio AMIS con la sola opposizione di un consigliere, per le convocazioni al mondiale in Florida. Ebbene nelle regole da poco emanate si è lasciato ampio spazio alla scelta discrezionale da parte del Referente d’Arma dove alle gare individuali, per esempio, convocherà’ 2 atleti in base al ranking e 2 a scelta. Ora mi chiedo se questo è stato voluto poiché il ranking è ritenuto fasullo per quanto da me enunciato prima (ma allora si doveva ragionare a priori sui meccanismi che lo definiscono visto che qualcuno si gioca un Mondiale a proprie spese) oppure se si vuole in qualche modo investire i referenti di un potere quasi assoluto che però mal si concilia con il carattere di assoluta volontarietà dello stesso. Nessuno di questi referenti infatti viene messo a rimborso spese qualora volesse presenziare ad alcune prove nazionali o anche al Campionato Italiano creando, di fatto, una latitanza sul campo gara che mal si concilia con il potere discrezionale loro assegnato.
Concordo in questo caso con il pensiero di Riccardo Bonsignore quando dice: “se i criteri di selezione della nazionale devono diventare progressivamente sempre più discrezionali e metà squadra deve essere scelta da referenti tanto vale avere un CT professionista presente, avere dei raduni, un minimo di programmazione e tutte le attenzioni che vanno riservate a una nazionale”.
Ultima nota dolente che segnalo è la durata di questo Consiglio che sta concludendo il suo quinto anno di mandato. Non si capisce come mai il Consiglio non sia stato rinnovato con regolari elezioni così com’è sempre stato, arrivando alla scadenza naturale del mandato con il quadriennio olimpico. Non ci venga detto che non si potevano organizzare causa pandemia o che si doveva dare continuità al movimento. La prima motivazione è smentita dalle elezioni avvenute per il consiglio FIS, la seconda mal si concilia con lo stop di un anno delle competizioni master. All’AMIS contesto anche un silenzio quasi assordante nei mesi di pandemia. Mi dicono, voci, ma non vedo comunicazioni ufficiali in tal senso, come non si sono avute per la proroga di un anno, che le elezioni si terranno a ottobre 2021. Forse dopo i Mondiali?
Insomma i punti dolenti in seno all’AMIS sono tanti, la pandemia ha minato il movimento, ne ha notevolmente ridotto i numeri e lo sforzo da fare per ravvivare i Master sarà davvero notevole. Un vero cambiamento passa anche attraverso un adeguamento di norme e regolamenti.
Luca GIOVANGIACOMO

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