Vi ricordate l’articolo “SARA’
VERO?, pubblicato il 14 luglio scorso, in cui ipotizzavo un esposto contro
autorevoli personaggi FIS? Ebbene E’ VERO! Infatti il 25 settembre p.v. si
svolgeranno le udienze disciplinari che potrebbero mettere un punto all’annosa
questione che ha visto tra i suoi principali protagonisti i componenti delle
due associazioni Palermitane (di cui si è molto discusso su questo blog) e il
presidente del GSA Pietro Ingargiola e che potrebbero vedere coinvolto finanche
il Procuratore Federale. Da ambienti vicini al mondo sportivo mi è giunta,
infatti, voce che sarebbe stato presentato un esposto contro il Procuratore
federale in relazione alla sua attività istituzionale.
La notizia mi ha fatto sorgere un
dubbio, cosa succederebbe se il tesserato sospettato di illecito è il
Procuratore? A chi toccherebbe condurre le indagini?
Il problema non è di scarso
rilievo perché il Regolamento di Giustizia presenta una lacuna al riguardo.
Dato che solo il Procuratore
federale è il soggetto deputato, per funzione istituzionale, a svolgere le
indagini e procedere alle imputazioni di natura disciplinare, potrebbe
quest’ultimo indagare se stesso e rinviarsi a giudizio? Certamente no!
Il Regolamento di Giustizia nulla prevede al riguardo o,
almeno, così pare. L’unica norma che contiene un minimo riferimento al problema
e quella contenuta nell’art. 56 che recita: Non è
ammissibile la ricusazione del Procuratore Federale, che, tuttavia, ha
l'obbligo di astenersi nei casi previsti dal presente articolo.
Una norma di salvaguardia che non
ha alcuna ragione di esistere e che costituisce una vera è propria immunitÃ
ingiustificatamente garantita ad un soggetto istituzionale per il quale, forse
ancor più che per tutti gli altri, dovrebbe essere assicurata la possibilità di
un controllo esterno sul suo operato.
Il Regolamento di Giustizia non
prevede la possibilità che il Procuratore Federale possa essere sottoposto a
procedimento disciplinare ed esclude finanche che possa essere ricusato per
quelle stesse ragioni per cui può essere ricusato un giudice federale.
Allora, mi domando, in che modo
il problema potrebbe essere concretamente risolto per ritenere l’impianto della
giustizia federale davvero integrale ed
esaustivo?
La riforma della Giustizia
sportiva, fortemente voluta dal Presidente del CONI Giovanni MALAGO’, prevede,
se ho letto bene, che la Procura del CONI possa intervenire su quelle federali
qualora queste ultime non siano nella condizione di garantire un giusto
processo: è forse questo il caso?
Può darsi che nei prossimi giorni
otterremo una risposta al quesito, nel frattempo invito quanti fossero
interessati ad un approfondimento della questione a partecipare alle udienze
pubbliche del 25 settembre p.v. e,
magari, offrire il proprio personale contributo al dibattito su questo blog.
Ezio RINALDI
