martedì 29 maggio 2012

QUASI UN FACCENDIERE


Pochi giorni fa ho fatto una chiacchierata con un amico, il quale mi ha invitato a riflettere sulle difficoltà che incontrerei nella corsa all’ elezione a Presidente della Federazione Italiana Scherma.

Tali difficoltà, secondo lui, oltre che di ordine numerico sono anche di immagine. Ho ascoltato con attenzione le sue considerazioni, in particolar modo quando ha accennato al sottoscritto come ad una figura poco chiara, quasi un faccendiere della scherma. Non ho ben capito dove volesse andare a parare, visto che comunque mi esortava ad andare avanti in quanto la mia candidatura, a suo dire, rappresenta in ogni caso un fatto positivo.

Ad ogni modo, nelle ore e nei giorni successivi ci ho pensato molto su.

Quel termine, ‘faccendiere’, mi aveva lasciato molto perplesso in effetti, perché di norma viene usato con un significato negativo e di sicuro poco edificante, per indicare personaggi che tramano, inciuciano, trafficano spesso nell’ombra, col fine esclusivo di ottenere benefici personali.

Il ‘faccendiere’, insomma, è un soggetto che compie affari, condotte, o manovre all'occorrenza nascoste e illegali. E’ un procacciatore d'affari e un mediatore senza scrupoli.

Da una ricerca più approfondita, inoltre, ho scoperto che all’origine il termine indicava un generico affarista o amministratore, ma ha assunto solo successivamente una connotazione negativa.

In particolare, nel moderno linguaggio giornalistico per ‘faccendiere’ si intende una persona che compie affari perlopiù illeciti per conto di uno o più imprenditori privati con la pubblica amministrazione: per esempio affari di corruzione, insider trading, aggiotaggio o a vantaggio di un gruppo di pressione.

Sul tema ci sarebbe da scrivere molto ma sono sicuro che vi annoierei in quanto sicuramente chi leggerà avrà una idea precisa del soggetto.

Rimane il fatto che quell’amico non mi ha certo fatto un complimento, esprimendo nei miei confronti un giudizio che rimanda a un modo di essere e di agire poco trasparente e molto mirato ad interessi personali.

 Beh, volendo prendere in prestito la famosa esclamazione di un ex Presidente della Repubblica, io dico “Non ci sto”.

Non ci sto perché sfido chiunque ad affermare che io abbia mai tratto un profitto economico dalle attività che ho svolto al servizio della scherma italiana.

Non ci sto perché dalla mia attività di dirigente schermistico ho ricevuto più danni che benefici, sia direttamente che indirettamente.

Non ci sto perché tutto ciò che ho fatto l’ho sempre fatto alla luce del sole, assumendomene piena responsabilità.

Non ci sto perché sono uno dei pochissimi, nel passato prossimo e remoto della FIS, ad aver avuto la capacità di dimettersi alla vigilia di un’Olimpiade, appena preso atto dell’impossibilità di adempiere in modo costruttivo al proprio mandato elettorale.

Non ci sto, infine, perché sono l’unico ad avere espresso pubblicamente e con grande anticipo la propria intenzione di attivare e animare un dibattito politico del tutto trasparente in previsione dell’assemblea del dopo Londra, proprio per non dare l’idea di muovermi ed agire nell’ombra.

Chi vuole dare di me un’idea fosca o truffaldina, solo perché la passione connessa al mio impegno politico mi porta da anni e anni a dialogare con tantissime persone, sforzandomi sempre di trovare con esse un punto d’accordo, si sbaglia di grosso.

Il mio unico obiettivo è quello di fare il bene della nostra amata scherma.

Ad maiora

2 commenti:

  1. E' tanto che non intervengo nel blog, ma questo articolo è, a dir poco, offensivo! Lo è nei confronti di una persona che si è sempre messa a disposizione degli altri e mai ha tenuto un comportamento poco trasparente. Caro Rinaldi io rifletterei sulla posizione del suo "amico" che si intende di FACCENDIERI... Forse questa persona ne frequenta molti? Consigliere Non Mollare... Pinturicchio

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  2. Caro Pinturicchio, grazie per il sostegno e per il momento non mollo.

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