giovedì 28 gennaio 2016

SPADA FEMMINILE: le probabilità di qualificazione olimpica

foto BIZZI
Forse non sarebbe stato il caso di pubblicare l’articolo che segue in quanto, come pone in evidenza l’autore, la pressione sulla squadra sarà ancora più pesante. Tant’è, ormai l’articolo di OA il tempio dello sport (www.oasport.it) a firma di Federico Militello ha già fatto il giro del web per cui credo sia doveroso riprenderlo su Piazza della scherma.
Sostanzialmente sono d’accordo sull’analisi tecnica e quella matematica non la si può discutere. Ritengo che le ragazze abbiano tutti i requisiti per portare a casa il pass olimpico quindi stringiamoci intorno a loro a facciamogli sentire tutto il nostro affetto e tifo: FORZA RAGAZZE!
Tutto in una gara. Dentro o fuori. Un intero quadriennio il cui esito, probabilmente, sarà deciso da una singola stoccata. E’ la dura legge della scherma, in particolare della spada. Le azzurre, che a febbraio dello scorso anno erano addirittura in testa al ranking mondiale, ora rischiano seriamente di non qualificarsi alle Olimpiadi di Rio 2016. Dall’inizio del periodo utile per conseguire il punteggio a cinque cerchi, le nostre portacolori non sono state più le stesse. Di certo può aver pesato sugli equilibri emotivi l’avvicendamento nel quartetto tra Francesca QUONDAMCARLO e Francesca BOSCARELLI, tuttavia l’impressione è che la responsabilità di dover necessariamente staccare il pass olimpico abbia rappresentato una zavorra mentale che le spadiste italiane non hanno saputo gestire in alcun modo, rimanendo distanti anni luce dai loro reali standard di rendimento. La situazione è in parte compromessa, ma c’è ancora una speranza costituita dall’ultima tappa di Coppa del Mondo a Buenos Aires. L’Italia è ancora padrona del proprio destino, a patto di ritrovare convinzione e grinta smarrite.
COME CI SI QUALIFICA ALLE OLIMPIADI?
Partiamo dal regolamento. Saranno otto le nazioni partecipanti di diritto, cui si aggiungerà il Brasile come Paese ospitante. Si qualificano le prime quattro squadre del ranking olimpico, a prescindere dalla loro provenienza continentale. A queste si aggiungono altri quattro team, ovvero i meglio piazzati di ciascun continente (l’Oceania in questo caso è ‘inglobata’ dall’Asia), a patto che rientrino nella top16 del ranking. Se ciò non dovesse accadere, la ‘quota continentale’ verrebbe ceduta alla nazione più in alto in classifica tra quelle escluse. Possiamo già dire, in questo senso, che la prima compagine del Continente Nero si trova al ventesimo posto (il Sud Africa), senza nessuna chance di rientrare nelle 16. Ecco, dunque, che si libera un posto in più che potrebbe rivelarsi determinante per l’Italia.
COME SI CALCOLA IL RANKING OLIMPICO?
Si possono accumulare punti in sette gare complessive. Il punteggio finale si ottiene sommando i risultati ottenuti ai Mondiali, nel torneo continentale (gli Europei, nel caso dell’Italia) ed in quattro tappe di Coppa del Mondo. Ecco un punto saliente: si scarta il peggior piazzamento conseguito in Coppa del Mondo. In quest’ultima competizione i punti vengono assegnati in questo modo:
1) 64; 2) 52; 3) 40; 4) 36; 5) 32; 6) 30; 7) 28; 8) 26; 9) 25; 10) 24; 11) 23; 12) 22; 13) 21; 14) 20; 15); 19; 16) 18; dal 17° posto in poi: 8
NB: tali punteggi vengono raddoppiati per i Mondiali.
LA SITUAZIONE ATTUALE
Al netto degli scarti, la classifica ad una tappa dalla fine è la seguente.
1)       Cina                     316;
2)       Romania              300;
3)       Russia                  268;
4)       Corea del Sud     226;
5)       Estonia                226;
6)       Usa                      220;
7)    Francia                198;
8)    Ucraina               194;
9)    Italia                    188;
10)  Svezia                  164.
Al momento Cina, Romania, Russia e Corea del Sud sarebbero qualificate di diritto. L’Estonia come migliore europea, gli Usa come miglior americana ed il Giappone (ampiamente nella top16) come miglior asiatica. La quota mancante dell’Africa verrebbe assegnata alla Francia. Perché al momento la Corea è davanti all’Estonia? A parità di punti, prevale la squadra che ha conseguito il maggior numero di primi posti, o di secondi, terzi e così a scalare. Al momento le baltiche, a parità di primi e secondi posti, vantano una terza piazza in meno delle asiatiche.
Il risultato dell’Estonia a Buenos Aires sarà fondamentale per l’Italia: se riuscisse a chiudere tra le prime quattro, ecco che automaticamente, classifica alla mano, la quota europea passerebbe alla Francia, mentre quella africana all’Ucraina, appena 6 lunghezze avanti all’Italia.
L’ITALIA SI QUALIFICA SE….
Ecco dunque tutte le possibilità in base al piazzamento finale delle azzurre a Buenos Aires. 
1) L’Italia vince: si qualifica sicuramente per Rio, senza dover attendere i risultati altrui.
2) L’Italia arriva seconda: si qualifica per Rio, a patto che non vincano Francia o Ucraina. Se Francia o Ucraina dovessero vincere, l’Italia dovrà sperare che l’Estonia finisca davanti alla Corea e non perda più di sei punti dagli Usa.
3) L’Italia arriva terza: si qualifica a Rio se l’Ucraina arriva quinta o peggio, la Francia sesta o peggio e la Svezia non vince. Se l’Estonia finisce davanti alla Corea e non perde più di sei punti dagli Usa, all’Italia basterà o che l’Ucraina arrivi quinta o che la Francia chiuda sesta, a patto che la Svezia non vinca.
4) L’Italia arriva quarta: si qualifica a Rio se l’Ucraina finisce sesta o peggio, la Francia ottava o peggio e la Svezia non vince. Se l’Estonia chiude davanti alla Corea e non perde più di sei punti dagli Usa, all’Italia basterà o che l’Ucraina arrivi sesta o che la Francia finisca ottava, a patto che la Svezia non vinca.
5) L’Italia arriva quinta: si qualifica a Rio se l’Ucraina arriva ottava o peggio, l’Estonia precede la Corea e non perde più di sei punti dagli Usa e la Svezia non vince.
6) L’Italia arriva sesta: si qualifica a Rio se l’Ucraina finisce decima o peggio, l’Estonia finisce davanti alla Corea e non perde più di sei punti dagli Usa e la Svezia non vince.
7) L’Italia arriva settima: si qualifica a Rio se l’Ucraina chiude dodicesima o peggio, l’Estonia finisce davanti alla Corea e non perde più di sei punti dagli Usa e la Svezia non arriva seconda o prima.
8) L’Italia arriva ottava: è matematicamente fuori dalle Olimpiadi.
RIASSUNTO
Faber est suae quisque fortunae“, diceva il console romano Appio Claudio Cieco. L’Italia è artefice del proprio futuro, a patto che riesca a vincere. Anche una finale dovrebbe garantire con ogni probabilità il pass olimpico. Dal terzo posto in giù sarà necessario munirsi di calcolatrice ed affidarsi alla sorte. La sensazione è che si possa sperare fino al quinto posto: andare oltre e qualificarsi a Rio rappresenterebbe un autentico miracolo.
Il trend recente non induce all’ottimismo, anzi. Le spadiste italiane, dai Mondiali in avanti, non sono mai andate oltre un sesto posto in quattro gare…Lo diciamo con franchezza: finora le azzurre non hanno fatto nulla per meritarsi la qualificazione, rendendo ben al di sotto di un potenziale smisurato. Servirà ora un colpo di teatro a Buenos Aires per ribaltare un Fato avverso, ma nel quale si intravede ancora un piccolo spiraglio di luce verso la redenzione.
Ezio RINALDI

2 commenti:

  1. AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE

    Il CT della spada che sicuramente ha molto da riflettere sulla situazione che vede la squadra maschile di fatto autonoma dal CT e che non sembra riconoscerne il ruolo. Infatti, i ragazzi da quando sono gestiti da Chiado e Mazzone hanno scalato la classifica del ranking mondiale ed ottenuto la meritata qualificazione. Diverso il discorso della spada femminile che si è affidata al CT e ne ha subito le scelte, le stesse scelte che al momento vedono l’Italia fuori dai Giochi e soprattutto la vedono lontana dal primo posto dello scorso anno.
    Bhè nonostante questo il Ct e il Consiglio Federale che lo sostiene in queste scelte, ha continuato a dettare le sue leggi che sembrano lontane dal rispetto dei sacrifici di tutti e per un sereno futuro della spada. Infatti, nelle autorizzazioni a spese proprie per le prossime gare GpFie con punteggio maggiorato e quindi valide anche per il ranking italiano, ha autorizzato i soliti “noti”.
    Dopo averci imposto il suo atleta Fabrizio Citro a tutti gli allenamenti e a molte gare di Coppa del Mondo, senza risultati, adesso lo manda a Vancuver superando, non capiamo con quale criterio, le richieste del numero 10 del ranking italiano, i numeri 15, 16 e 23, lui che naviga al 25esimo posto del ranking. Ci sarebbe da dire che nonostante le partecipazioni alle gare di Coppa degli ultimi 2 anni, l’allievo di Cuomo è al 383esimo posto del ranking FIE alle spalle di tutti i già citati atleti e sicuramente alle spalle del campione olimpico di Pechino che bene ha fatto nelle ultime prove.
    Stesso discorso per la spada femminile dove a Sara Carpegna, numero 26 del ranking e con un curriculum di vertice, ha preferito la numero 35del nostro ranking, più giovane ma senza alcuna esperienza ufficiale e ben lontana dai vertici delle gare nazionali assolute, ma allieva del fedelissimo maestro di CAF del Lazio.
    La cosa che deprime tutti noi è vedere che chi ci dovrebbe tutelare davanti a tali prepotenze, le avalla, come il CF dimostra.

    Italo Rossi

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    1. Caro Rossi, posso testimoniare che il responsabile del CAF Lazio di spada, M° Filippo LOMBARDO, è persona molto seria e preparata e sulla base di questo assunto se la scelta è caduta sulla sua allieva vuol dire che l'atleta merita attenzione. Comunque il vostro commento rimane un contributo alla chiarezza. Al fine di evitare sospetti credo, quindi, che tutte le scelte vadano spiegate ed auspico che ciò diventi una regola.

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