13 agosto 2020

IL MIO SETTORE TECNICO: il pensiero di Alberto COLTORTI


M° Alberto COLTORTI
Molti sono gli interrogativi che riguardano il settore tecnico della FIS e il post di Rinaldi, insieme agli interventi di Fardella e Toran hanno cercato di porne in rilievo i maggiori.

Come sottolineato da Fardella i tempi cambiano ma il modo di gestire il settore è rimasto più o meno invariato.

La vera, epocale novità è stata il passaggio da un commissario unico a più responsabili d'arma. Come questi fossero scelti, in base a quali esigenze, competenze e curriculum, non è dato saperlo. L'unico dato certo, ad oggi, è che si debba trattare di ex atleti ancora in forze a corpi dello stato o militari. Sarebbe importante sapere il perché di questa costante.

Indipendentemente dal fatto se i diversi CT debbano avere formazione, curriculum e competenze specifiche per il ruolo che ricoprono, penso che la loro scelta debba dipendere da un motivo fondamentale, cioè se gli atleti d'interesse nazionale debbano essere formati e allenati centralmente, dalla federazione, oppure se questo ruolo debba essere svolto dalle società.

In assenza di un qualsivoglia progetto e nella completa assenza di direttive il Commissario Tecnico diventa un piccolo ras l'esercizio del cui potere dipende soprattutto dal suo buon senso. In quest'ottica osserviamo situazioni anomale dove si associano conflitti d'interesse, nepotismi, selezione di atleti e tecnici indipendenti dal loro valore e così via.

Senza volersi addentrare in situazioni particolari penso che un direttivo federale debba avere una precisa idea, caratterizzarsi per una determinata politica sportiva in mancanza della quale tutto diventa aleatorio tanto che i risultati della gestione, in qualsiasi campo, soprattutto in quello tecnico, sono frutto del caso.

Alberto Coltorti

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