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| avv. Gaspare FARDELLA |
Cari lettori
tutti, anonimi e non, fedelealisti e non, federalisti e non, sostenitori in
buona fede e non, consentitemi di fare un breve excursus sui principali e
più importanti accadimenti dell'anno in corso.
· 18/2/19, il TAR del Lazio accoglie
il ricorso dell'ANS e, in poche, parole, riconosce e consacra all'Accademia la
competenza al rilascio dei diplomi magistrali (che sono, poi, quelli di cui si
fregiano, giustamente, Giorgio Scarso e Saverio Crisci, rispettivamente
Presidenti della FIS e dell'AIMS).
· 19/5/19, l'assemblea straordinaria a
Riccione, sapientemente gestita, cancella di netto il ruolo che lo Stato
italiano ha da sempre, con apposita sua legge, assegnato all'ANS, e
successivamente ribadito con la predetta sentenza del TAR, non riconoscendole
più la legittimazione al rilascio dei titoli di insegnamento.
· Siamo al paradosso: da un lato,
l'ANS non può più rilasciare diplomi, anche se ne ha la competenza, facoltà e
legittimazione, perché non vengono riconosciuti dalla FIS; dall'altro, la FIS
che, seppur mancante di apposito provvedimento autorizzativo, si
autoproclama abilitata al rilascio dei diplomi magistrali, di quei
titoli cioè che, essendo rilasciati in assenza di autorizzazione, sono
del tutto privi di valore. Il paradosso sta proprio in questo: non si formano
nuovi tecnici/maestri, perché chi è legittimato e autorizzato al rilascio dei
diplomi validi non può farlo; mentre, chi non è autorizzato né legittimato a
tale rilascio lo fa ugualmente, dando dei titoli che, allo stato, sono senza
alcun valore.
· Sempre in quella assemblea (sembra)
viene approvata la nuova dizione/denominazione da assegnare a chi è abilitato
all'insegnamento, si lascia il titolo (storico) di "MAESTRO" per
quello più moderno di "tecnico".
· 3/6/129, il Presidente Mattarella a
Palermo, per la celebrazione dei 110 anni della FIS e dei centesimi campionati
italiani, seppur in chiave quasi romantica, dà una valenza ed un significato
assolutamente reale e condivisibile del termine MAESTRO, affermando “Non
è senza significato che l’istruttore di scherma sia chiamato ‘maestro’, perché
c’è molto di pedagogico e di trasmissione di valori che la scherma immette nel
nostro Paese.”
In quel
contesto, però, Giorgio Scarso si guarda bene dal correggere il Capo dello
Stato, informandolo del fatto che quel termine è stato, qualche giorno prima,
modificato e cancellato.
· Nei giorni a seguire, comincia il
caldo torrido a Palermo e, contemporaneamente, i Campionati Italiani Assoluti,
che si svolgono, in considerazione della ben nota penuria di impianti sportivi
cittadini, in un capannone plastificato; splendida idea, se non fosse che tali
strutture hanno, come difetto, di mantenere al loro interno una temperatura
che, durante tutte le gare, è stata in continua crescita, unitamente ad un
elevato grado di umidità.
Certo, il
caldo di Palermo e la mancanza in loco di idonea impiantistica non sono da
attribuire alla FIS, ma la scelta del periodo, del luogo e dei siti SI', sono
assolutamente da ascrivere alla attuale governance, che avrebbe dovuto
preventivamente ed adeguatamente valutare il tutto ed invece non lo ha fatto o
saputo fare.
· Nel frattempo, il 4/6/19, la Errigo
rovina a Scarso la festa dei 110 anni della FIS, rivolgendosi al TAS di Losanna
e denunciando la Federazione di averla discriminata, per averle pregiudicato,
di fatto, la qualificazione olimpica nella sciabola.
· Sale così la temperatura della FIS,
che sta superando i livelli di guardia.
· 14/6/19, arriva la mazzata finale:
il CdS rigetta l'istanza cautelare, proposta dalla FIS, di sospensione
dell'efficacia della sentenza del TAR del Lazio che ha riconosciuto le ragioni
dell'ANS.
In
conclusione, non può non notarsi che, fatta eccezione del momento assembleare,
che è stato dai vertici federali strumentalmente usato per dare una (vana
quanto inutile) dimostrazione di forza, l'anno in corso si è rivelato un vero e
proprio "annus horribilis" per i federali e federalisti tutti, ma in
special modo per i vertici, che potrebbe rappresentare l'inizio di un
inesorabile loro declino.
A tal
riguardo, vorrei dedicare loro il seguente passo, tratto dalle Epistole di
Orazio, che testualmente recita: "solve senescentem mature sanus equum,
ne peccet ad extremum ridendus et ilia ducat" (stacca per
tempo il cavallo che invecchia, se hai buon senso, prima che sfiancato
stramazzi e desti il riso al traguardo).
Ave atque
vale
Gaspare
Fardella
P.S.:
Permettetemi una battuta finale.
Posto che il
temine "maestro" è stato modificato in "tecnico", è ovvio
che da adesso in poi dovremo chiamare con tale appellativo anche coloro che,
nel passato, hanno conseguito il relativo titolo e ciò non potrà che valere per
tutti.
Ma un dubbio
mi sovviene.
Quando
dovremo identificare un insegnante tra i più qualificati, in quanto dotato di
una particolare "perizia", oppure colui che raggiunge le più alte
cariche federali, al quale quella perizia gli dovrà essere concettualmente ed
istituzionalmente riconosciuta, come lo chiameremo?
Non c'è che
una sola risposta: Perito Tecnico, e ciò varrà pure per i Presidenti FIS
e AIMS, che peraltro quel titolo lo hanno conseguito all'ANS.