martedì 6 gennaio 2015

FACEBOOK, COMMENTI E POLEMICHE

Le polemiche di questi ultimi giorni, nate da un articolo a firma del sig. Gianfabio Monaco, a mio avviso sono uscite fuori dal seminato. Un conto è il confronto dialettico, sia pure duro ed aspro, altro sono le violenze sulle persone, ed a me sembra che questo sia accaduto.

Sono stato taggato su una foto che nulla ha a che vedere con la mia persona, ma tant’è vivendo una realtà virtuale come Facebook bisogna saperne accettare le conseguenze. Potrei  cancellare alcune amicizie evitando così, per il futuro, fastidiosi commenti ed interventi, ma non è nel mio stile. Vorrei soltanto che se qualcuno avesse delle cose da dire sui vari argomenti, le dicesse nel luogo preposto a questo scopo. Capisco anche che intervenire in tale luogo significherebbe andare contro il sistema. E’ innegabile che sul blog da me gestito siano stati inviati commenti di “Anonimi” che avrebbero voluto essere pubblicati, commenti peraltro particolarmente favorevoli all’attuale Amministrazione Federale, quindi non capisco perché nascondersi. Comunque ognuno è padrone di se stesso e decide come meglio comportarsi.
 
Mi ha fatto molto piacere leggere sulla mia pagina Facebook la condanna agli anonimi, quindi qualcuno condivide la mia linea editoriale. Comunque per “Anonimo” intendo una persona che non è rintracciabile, ma quando ne conosco l’indirizzo ed i dati di identificazione non ho bisogno di foto per sapere chi è. Tutto ciò detto, quanto emerso dal confronto ha posto in evidenza una serie di, chiamiamole “particolarità”, che meriterebbero quanto meno una analisi seria da parte di chi dovrebbe garantire l’applicazione delle proprie norme e codici.
 
Ringrazio chi ha ritenuto che scrivere sul diario altrui sia piuttosto scortese. Lascerò la mia pagina Facebook aperta, nella certezza che le persone che vi accedono lo facciano con il giusto equilibrio. Per ultimo non intendo entrare in polemica con nessuno, ma continuerò a scrivere di ciò di cui gli altri non raccontano per paura di ritorsioni e, credetemi, io ne sono testimone.
Ancora una volta BUON ANNO a tutti.
Ezio RINALDI

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