venerdì 13 marzo 2015

ASSEMBLEA REGIONALE F.I.S. LAZIO: scrive Sergio BRUSCA

CLUB SCHERMA ROMA
Associazione Sportiva Dilettantistica
Stella d’Oro al merito Sportivo
Scudo d’Onore Fis
Largo Giulio Onesti, 1 - 00197 – Roma – Italia
Centro di Preparazione Olimpica Acqua Acetosa “Giulio Onesti”
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Roma, 10/03/15
Caro Ezio,
            ti mando alcune mie considerazioni su quanto si è discusso durante la riunione delle Società  Schermistiche del Lazio del 7/3/2015 a Frascati.
            A parte alcune considerazioni che mi hanno particolarmente irritato durante la riunione e che ho già ampiamente stigmatizzato in quella sede, nel merito dei Gruppi Sportivi Militari torno a ribadire la mia convinta utilità del lavoro e del sostegno che essi svolgono nei confronti degli atleti meritevoli, dando loro la possibilità di continuare il percorso schermistico con un minimo di serenità dal punto di vista economico ed in proiezione futura.
            Il Club Scherma Roma ringrazia tutti i Gruppi Sportivi Militari per l’aiuto che danno ai nostri atleti e ne apprezza l’impegno istituzionale.
            Nel merito del passaggio di atleti dalle Società civili a quelle Militari o ad altre Società vorrei fare alcune considerazioni:
  1. Non concordo con chi considera i propri Soci-atleti una “proprietà”. Tutti gli atleti per frequentare le nostre sale pagano una quota di iscrizione, l’iscrizione alla FIS e si fanno carico di tutte le spese in generale, noi non facciamo altro che fornire quanto concordato dai nostri statuti, di conseguenza gli atleti sono liberi di scegliere in qualsiasi momento il maestro e la Società che più sia consona alle loro aspettative senza altro dover dare.
  2. Non concordo con chi sostiene che i Soci-atleti siano quindi legati a vita alle Società di appartenenza, tanto meno quando si cerca di giustificare ciò asserendo che la Società  abbia investito nei loro confronti. Il Socio-atleta paga una quota sociale annuale con la quale ha il diritto di usufruire dei maestri, dei preparatori e della struttura senza altro dover dare. Altra cosa è l’affetto e la riconoscenza che ci può legare a loro.
  3. Caso diverso sarebbe se il Socio-atleta fosse remunerato e fosse a totale carico della Società, in quel caso l’atleta sarebbe un professionista o semi professionista e solo in quel caso la Società potrebbe parlare, correttamente, di investimento su di esso.
            In considerazione di quanto detto tengo a sottolineare che come i gruppi sportivi militari hanno facoltà di pagare i loro atleti allo stesso modo non trovo nulla di strano o disdicevole se una società schermistica decidesse di favorire alcuni atleti, magari con forme di borse di studio od equivalenti sostegni economici.
            Detto questo, voglio con forza ribadire che il Club Scherma Roma ha stabilito, da almeno 5/6 anni per gli atleti militari che scelgono il Club come società di allenamento, due regole fondamentali : la prima è che devono necessariamente scegliere un maestro del Club e che non potranno essere dal Club remunerati mettendo già la nostra società a disposizione degli atleti militari, a titolo gratuito, lo staff tecnico e le strutture.
            Per regolamentare e facilitare i passaggi di atleti da una società ad altra abbiamo cercato di fare anche accordi diretti e reciproci come nel caso dell’accordo tra Club Scherma Roma e Frascati Scherma. Siamo sempre aperti a valutare eventualmente altri accordi con altre Società che lo richiedessero.
            In alcuni casi si è anche giunti, per nostra decisione, a non richiedere l’indennizzo stabilito dalla FIS pur cedendo i punti dell’atleta, questo per non arrecare danno all’atleta stesso che in mancanza di un accordo sarebbe stato bloccato e costretto a non poter gareggiare per due anni.
            Il Club Scherma Roma mette innanzi a tutto l’interesse dell’atleta e nel caso di atleti che lasciano la nostra Società per altra Società civile la prima cosa che valutiamo è la motivazione che li porta a tale decisione, nel caso in cui la motivazione fosse tecnica ci preoccupiamo di capire dove possiamo migliorarci anche attingendo ad esperienze di altre società. Se perdo un atleta inutile dare la colpa ad altri perché è probabile che il problema stia dentro casa mia.
            Nei confronti di alcune Società del Lazio si è cercato, in passato, sotto la mia presidenza di valutare sempre, attentamente, i nuovi arrivi e si è sempre cercato di evitare che più atleti di rilievo della stessa società approdassero nelle nostre sale, questo tipo di comportamento sarà ancora tenuto da conto anche se alla luce di alcuni fatti accaduti non potrà più essere sempre applicato con tutti.
Sergio Brusca
Presidente del Club Scherma Roma 

1 commento:

  1. Caro Sergio
    apprezzo le tue considerazioni, ma sull’argomento militari devo farti rilevare che nessuno ha messo in dubbio il grande sostegno che i gruppi sportivi in divisa forniscono alla scherma in generale. A mio avviso il discorso va su un altro binario, che in sede di riunione è stato ampiamente spiegato. Ha ragione il Presidente quando afferma che la costituzione di un tavolo di lavoro (già operativo) potrà, almeno lo spero, dare le giuste risposte. Vorrei rafforzare il concetto che i Gruppi sportivi militari sono una grande risorsa per il mondo dello sport e personalmente sono al loro fianco.
    Un abbraccio, Ezio

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