giovedì 16 aprile 2015

LETTERA APERTA del Sig. G. CORSO


EGR. AVV.  PAOLO  AZZI,
le scrivo e la prego di cogliere lo sfogo genitoriale non per la sconfitta di un assalto ma per la sconfitta dello sport della scherma siciliana, ormai da diversi anni in SICILIA vengono perpetrati torti che non sono più tollerabili, la prego di leggere la mia lettera che troverà in allegato, salutandola per la cortese attenzione, le auguro un buon lavoro per risollevare le sorti della sciabola siciliana.

EGR. SIG. EZIO RINALDI,
leggo spesso il suo Blog "PIAZZA SCHERMA liberi pensieri sul mondo della scherma", che ritengo interessante per far conoscere episodi, fatti e quanto può essere legato al mondo della scherma, dopo gli ultimi fatti accaduti in SICILIA per quanto riguarda la sciabola, mi sono deciso a scriverLe per far conoscere cosa da anni accade nel mondo della sciabola siciliana, basta guardare il ranking nazionale per notare la discrepanza fra chi vince il titolo regionale e cosa succede in campo nazionale, la ringrazio anticipatamente se vorrà cogliere il mio sfogo.

Risultati immagini per arbitri di scherma
LETTERA APERTA

ALL ‘AVV. PAOLO AZZI

PRESIDENTE AD INTERIM DEL GSA

 

SIG. EZIO RINALDI

RESPONSABILE DEL BLOG PIAZZA SCHERMA

liberi pensieri sul mondo della scherma

 

Gent.mo avvocato, mi chiamo Giuseppe Corso e sono il papà di Francesco, un giovane sciabolatore siciliano che, con non pochi sacrifici personali e familiari, ha fino ad oggi conseguito soddisfacenti risultati.

La domanda che Le pongo, più da atleta che da amministratore, è questa: si può perdere un assalto da 14 - 11 a 14 -15 “grazie” a quattro cartellini rossi inflitti in maniera consecutiva da un arbitro? Risponderà: Certamente, se l’atleta ha meritato la sanzione! E vorrà, quindi, conoscere meglio i fatti.

Sul punteggio 14/11, dopo tre tempi simultanei, sul “pronti” seguito senza soluzione di continuità dall’”a voi”, l’arbitro ha fatto trascorrere un lasso di tempo superiore a quello normalmente dato , e quindi entrambi gli atleti, costretti ad un’immobilità più prolungata, si sono leggermente mossi.

Mio figlio, in particolare, ha spostato leggermente il piede sinistro e per questo fatto gli è stato inflitto il cartellino rosso.

Questo alternarsi di pronti a voi rapidissimi e poi rallentati si è ripetuto ancora.

I due ragazzi, provati dallo stress della gara che avrebbe dato accesso alla finale e al titolo

regionale, hanno entrambi rischiato la falsa partenza, ma l’arbitro si è interessato soltanto della condotta di mio figlio.

Mio figlio, dopo il secondo cartellino rosso, prima della messa in guardia, preso il coraggio a due mani, ha chiesto all’arbitro “Scusa, ma perché guardi solo me? Anche il mio avversario si è mosso prima dell’ “a voi.” L’arbitro gli ha risposto “io devo guardare te perché sei il sanzionato e comunque non devo darti spiegazioni”.

Il combattimento è ripreso nello stesso modo con una sequenza di “pronti a voi rapidissimi seguiti da uno rallentato, che si sono tradotti in altri due rossi, di cui l’ultimo per il movimento del solo braccio anche se non portato all’attacco.

Quattro cartellini rossi, quattro stoccate di penalizzazione: match finito.

Le ripropongo adesso la domanda: si può perdere un assalto da 14 - 11 a 14 -15 “grazie” a quattro cartellini rossi inflitti in maniera consecutiva da un arbitro?

Il maestro TORAN, intervenendo su questo specifico episodio in una discussione a più voci (tra cui anche la mia), ha così esposto il problema: Problema ampio, ma volutamente ignorato, a mio parere: ci vuole troppo coraggio a modificare un edificio così vetusto. Ne ho già scritto in un articolo, che ti invito a leggere. Scrivevo: “La vera colpa della FIE e delle sue commissioni arbitrali è stata di aver consentito la degenerazione del sistema, per cui le regole scritte non corrispondono più a quelle applicate sulle piste: dall’arbitraggio, siamo passati all’arbitrio.

E’ vero, il regolamento parla di immobilità- Una cosa che non esiste, in natura, e quindi va

interpretata, a discrezione.

E qualcuno ha sapientemente affermato che se un giudice non applica indistintamente una norma nei confronti di tutti, inducendo il dubbio di volerla interpretare a proprio piacimento solo per alcuni, entro questo margine a comandare non sarà la legge ma il mutevole cuore del giudice.

Le scrivo non certo per pretendere giustizia, ma solo per ricordare a tutto il mondo schermistico che

la FIS è una associazione privatistica che vive e si alimenta grazie ai sacrifici economici che

gravano su noi genitori oltrechè sui finanziamenti pubblici che ci vedono nuovamente coinvolti come contribuenti.

E’ forse troppo pretendere che l’immagine di questa Federazione sia talmente limpida da

allontanare qualsivoglia sospetto di parzialità dei giudizi arbitrali?

Nella stessa giornata ho visto arbitri, esultare per la vittoria di un atleta del proprio club e addirittura “battere il cinque”, e addirittura, in alcuni casi, arbitrarne gli assalti.

La vicenda che mi vede coinvolto è già sottoposta al giudizio della Giustizia Sportiva e chi di dovere avrà modo (almeno me lo auguro) di accertare i fatti.

Ciò che mi preme evidenziare è invece la circostanza, a Lei certamente nota, di una scherma siciliana continuamente afflitta da condizioni di incompatibilità che minano fortemente il corretto funzionamento del sistema arbitrale.

A prescindere dal caso di specie, che mi vede direttamente coinvolto a causa di alcuni fatti di cui sono stato falsamente accusato da un componente del GSA, e per i quali intendo coinvolgere anche la giustizia ordinaria, ritengo che sia ormai tempo di ricominciare a parlare liberamente degli arbitri e del loro modo di operare, cercando di evitare due pericolosi ostacoli: l'adorazione fideistica e l'opposizione obbligatoria.

Ma sarà impossibile tornare a discutere serenamente se la posizione della FIS resterà irrigidita nell’instancabile tentativo di dribblare le “grida al complotto” che sempre più numerose si levano contro taluni componenti del GSA.

Sugli arbitri la FIS porta avanti una campagna promozionale per affermarne sempre ed incondizionatamente “l’onorabilità” che, però, secondo quanto si legge su questo blog, non sembra conciliarsi con l’esperienza siciliana dell’anno appena trascorso.

Su alcuni arbitri è addirittura fiorita la retorica chiassosa e per certi versi molto divertente di una professionalità da veri e propri talenti naturali. Una fioritura che rischia, a lungo termine, di trasformarsi in una maionese impazzita poiché sempre più alimentata da suggestioni, più o meno innocenti, che trasformeranno l’immagine degli arbitri in figurine dell'album di tecnici e genitori urlanti la cui rabbia non sarà facile placare con la previsione di un cartellino nero!

Cordialmente

dott. G. Corso

3 commenti:

  1. CONSIGLIERI FIS???
    Egregio sig. Corso, lei ha perfettamente ragione anche e soprattutto perchè, da quello che capiamo, si tratta di bambini e quini gli arbitri, come tutti gli attori di una gara, non devono mai dimenticare di dover avere un ruolo educativo e partecipare alla crescita culturale dei ragazzi. Ben vengano le sanzioni se date in tal senso e soprattutto se spiegate. Un bambini che chiede spiegazioni è già, di per se, un segno da apprezzare, ma rispondergli in quel modo. Poi ci si lamenta se l'intervento, in modo diverso, lo fa il maestro o il genitore.
    Ribadendo la solidarietà a lei e suo figlio, le faccio notare però che lei parte da un presupposto sbagliato e cioè che all'interno della Fis ci sia un Consiglio eletto con Consiglieri autonomi. Grazie alle regole elettorali e alla politica del presidente siciliano, non è così. Il fatto è dimostrato dalle tante, numerose, cose denunciate su questo blog e che si verificano nella scherma, ma che mai e poi mai vedono una posizione del Consiglio che non sia di ratifica delle parole del presidente. Quindi delle due l'una: o gli interessi in ballo sono tanti che nel silenzio ad ogni partecipante c'è la sua "soddisfazione"; oppure c'è un appiattimento della personalità e una "devozione" al superiore. Fatto è che stimati professionisti, ex campioni della scherma e tecnici, tacciono sempre e comunque.
    Il decadimento della Scherma sta nei numerosi provvedimenti disciplinari e ricorsi in opera. Segnale non di giustizia, ma di malessere alto.
    Italo Rossi

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  2. In quanto presente posso affermare che l'avvocato Corso nel suo racconto dice tante inesattezze, a parte quella che dopo 4 cartellini rossi io più che con l'arbitro me l prenderei con il figlio!
    Poi, non vorrei sbagliarmi, ma l'arbitro in questione non mi pare abbia incompatibilità di nessun tipo con gli atleti e le società coinvolte. Complimenti solo per lo spettacolo che atleti , maestri e genitori riuscite a dare nella sciabola. Certe cose nel fioretto o nella spada non si vedono. Mi chiedo se sono gli arbitri più bravi o genitori, atleti e maestri educati diversamente. Nel frattempo godiamoci lo spettacolo.
    Camillo Misuraca

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  3. Sig. Misuraca la prego non ci lasci nel dubbio! Quali sarebbero le "inesattezze" del dott. Corso? Al pari del Sig. Rossi ritengo che l'unico errore che si continua a commettere è quello di coltivare l"ingenua speranza che all'interno dell'attuale assetto federale possa cambiare qualcosa.
    Ma come si dice dalle mie parti CHI È CAUSA DEL SUO MALE PIANGA SE STESSO
    A. Fileccia

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