venerdì 17 aprile 2015

RISPOSTE DEL PROF. GIUSEPPE SIMONE VULLO AI VARI COMMENTI ALLA LETTERA APERTA DEL SIG: CORSO




Egr. Colonello Rinaldi, avrei voluto rispondere ai vari appunti, alla lettera aperta del sig. Corso, ma il mio scritto avendo superato i 4.000 caratteri non mi dà la possibilità di commentare, pertanto se riterrà opportuno pubblicare il mio post sull'intera vicenda ed in risposta ai vari interventi anonimi o con nik name, le allego il mio commento.


Buongiorno a tutti, fino ad ora mi sono limitato a leggere di tutto, ma la cosa che mi sorprende e come tanti falsi moralisti e falsi del rispetto delle regole si nascondano dietro un nik name o falso nome, ma... andiamo per ordine.


  1. in merito alla lettera aperta del sig. Corso genitore di un mio atleta, è stato invitato dallo scrivente a svolgere il ruolo di genitore e non di altro, ed è una regola che contraddistingue tutti i genitori che portano i figli presso il nostro Sodalizio Sportivo, per quanto riguarda il contenuto posso con assoluta certezza confermare quanto scritto dal sig. Corso, perchè realmente presente ai fatti e ho sentito personalmente la risposta dell’arbitro quando l’atleta lo invita a guardare anche l’avversario, mi sento confortato dal commento del maestro Toran che interviene attraverso il Social FB dicendo esattamente <<E’ vero, il regolamento parla di immobilità- Una cosa che non esiste, in natura, e quindi va interpretata, a discrezione.>> e mi pare giusto quanto afferma il sig. Corso <<E qualcuno ha sapientemente affermato che se un giudice non applica indistintamente una norma nei confronti di tutti, inducendo il dubbio di volerla interpretare a proprio piacimento solo per alcuni, entro questo margine a comandare non sarà la legge ma il mutevole cuore del giudice.>>, confortato dalla sentenza del Giudice Sportivo in merito alla questione, che assolve la Società Sportiva (http://www.federscherma.it/giustizia-federale/13907-provvedimento-del-giudice-sportivo-n11-del-2015/file), mi dispiace se ci rimarrete male , ma “ Dura lex, sed lex”, non poteva essere altrimenti.
  2. al sig. Camillo Misuraca che sicuramente è un falso nome dico, che sarebbe bello confrontarsi guardandoci negli occhi, dove bisogna dimostrare di avere gli “ATTRIBUTI” per potersi confrontare. Mi chiama in causa quando dice << Complimenti solo per lo spettacolo che atleti , maestri e genitori riuscite a dare nella sciabola.>>  il sottoscritto, è deputato ed autorizzato dal regolamento nelle gare di GPG a fare gli interessi dell’atleta e ad interloquire con l’arbitro, ma il Sottoscritto non si è mai preso a legnate, ne ha scagliato sedie nel parter, vogliamo parlare cosa succede nella spada e nel fioretto fino a qualche anno fa? o forse calca le pedane da troppo poco tempo e non ne è a conoscenza? La verità sa qual’è che “'cca nisciuno è fesso” e a lei oggi sta bene così, perchè forse il suo amato figliolo porterà a casa un titolo regionale, ma... quando si confronterà in campo nazionale saranno lacrime amare, cosa che non succede ai miei atleti, i risultati sono fin troppo eloquenti!!! Si sciacqui la bocca  quando parla di “EDUCAZIONE” perchè i miei atleti sono fin troppo educati, al suo insegni la lealtà sportiva e magari piuttosto che vincere un assalto o un titolo regionale con tanti dubbi, lo convinca che ci sono ragazzini più forti sia in prestazione fisica che tecnica schermistica, questo è lo sport. In merito alle inesattezze del sig. Corso le elenchi, se mai ce ne fossero. Poi rilegga la lettera bene visto che non è stato neanche in grado di capirne il contenuto, lei dice << l'arbitro in questione non mi pare abbia incompatibilità di nessun tipo con gli atleti e le società coinvolte.>> il sig. Corso dichiara << Nella stessa giornata ho visto arbitri, esultare per la vittoria di un atleta del proprio club e addirittura “battere il cinque”, e addirittura, in alcuni casi, arbitrarne gli assalti.>> in particolar modo, finale allievi sciabola. Quindi caro Camillo le ho dimostrato che se lei non è in “mala fede mi convinca adesso della sua “BUONA FEDE” e la prego, la smetta di usare un falso nome, quando mi incontrerà mi inviti per un caffè e ne parliamo guardandoci negli occhi.
  3. Al sig. Italo Rossi posso semplicemente dire che, secondo me lo sfogo di un genitore che ormai da anni frequenta le gare ci sta, magari scritto di getto, senza conoscere i reali ruoli che ogni componente della FIS svolge. Se, poco poco, mi avesse consultato si poteva fare di meglio, o forse di peggio non lo so, una cosa è certa, sta permettendo di potersi confrontare in questo Blog, che se non andiamo fuori il seminato credo che il Colonnello Rinaldi potrà ospitarci ancora e discutere delle problematiche del nostro mondo. Dice bene << Ben vengano le sanzioni se date in tal senso e soprattutto se spiegate. Un bambino che chiede spiegazioni è già, di per se, un segno da apprezzare, ma rispondergli in quel modo. Poi ci si lamenta se l'intervento, in modo diverso, lo fa il maestro o il genitore.>> si quando ci si veste di autorità si perde il lume della ragione pensando di essere i veri protagonisti.
    CONCLUDO dicendo a tutti i falsi moralisti ed educatori che si nascondono dietro il web che accusano il papà piagnone di un assalto, il mio Atleta Francesco Corso a fine match mi ha detto <<chiedo scusa per non aver saputo portare in porto una facile vittoria, e aver fatto arrabbiare mio Padre, ma io all’arbitro l’ho detto che stava puntando solo me e non guardava l’altro>>, parole che a fine gara in mia presenza sono state ripetute al responsabile GSA Marco Barrera, che mi auguro vorrà valutare bene l’increscioso episodio, che non passi in sordina e che sappia dare degli evidenti segnali a società maestri e non per ultimo agli arbitri.
    Prof. Giuseppe   Simone Vullo

20 commenti:

  1. Posso solo dirle di non mollare. Le sue parole sono chiare e non necessitano di commenti ma solo di stimoli a non mollare.
    Italo Rossi

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  2. PARTE PRIMA
    Sig. Rinaldi mi scuso anticipatamente, ma la mia corposa risposta alla lettera del dott. Corso e al commento della M° Pippo Vullo non riesce a trovare spazio nella casella a ciò deputata. Forse è anche colpa dell’esuberanza di partecipazioni che il suo Blog registra con crescente frequenza. La prego pertanto di voler trovare il tempo e lo spazio per poterla pubblicare.
    Grazie
    A Fileccia

    Egr. Prof. Giuseppe Simone Vullo , egr. dott. Giuseppe Corso
    l’integrale rivisitazione dell’assetto federale nella forma in cui lo conosciamo da troppi anni, è certamente d’auspicio. La strada da percorrere è abbastanza lunga e la prudenza obbligatoria. Qualcosa però comincia a muoversi.
    Il fatto che il dott. Corso, la sig.ra Colombo, il sig. Rossi, non abbiano avuto remore a manifestare il loro pensiero critico su questo blog, liberi da ogni possibile condizionamento esterno, è un fatto molto importante. Però sono soltanto i primi passi. Il che, tra l'altro, potrebbe giustificare la probabile diffidenza di quanti ancora non trovano il coraggio di manifestare il proprio malessere.
    In ogni caso, al di là degli aspetti tecnici emerge un dato “politico”. Non è un caso che negli ultimi mesi il dibattito offerto da questo blog si è incrementato ed arricchito nei suoi contenuti.
    Il sig. Rinaldi ha messo in moto un meccanismo virtuoso nel tentativo di parlare all'opinione pubblica ma soprattutto di far parlare il pubblico; quel pubblico che per paura o per incompetenza si muove alla spicciolata, preda di un pessimismo incontenibile che può trasformarsi in energia positiva solo in vista di un radicale cambiamento di rotta.
    E la “lettera aperta” all’avv. Paolo Azzi non può che essere interpretata come un segnale positivo.
    Atleti, tecnici, associazioni e genitori che in passato hanno consegnato il proprio patrimonio di fiducia alla FIS, restando poi delusi, hanno ancora abbastanza tempo per ripensare le proprie scelte.
    La distanza fra chi è animato da confuse esigenze di rinnovamento, oggi silenziate ed atterrite da immotivati timori, e coloro che in un futuro abbastanza prossimo saranno gli audaci sostenitori di una riforma del sistema federale che voglia essere più giusta e ragionata, si assottiglierà sempre di più con il risultato di potere viaggiare nella medesima direzione per scongelare quel monolite che ai più viene ancora rappresentato come eternamente insuperabile.
    L’esperienza mi ha dato ragione. C’è voluto del tempo ma alla fine il presidente del GSA si è ( o forse è stato) dimesso.
    Ma veniamo a Lei, prof. Vullo, è proprio sicuro che le sue perplessità possano trovare conforto nella sentenza del giudice sportivo?
    Mi spiego meglio.
    Dalla lettura della sentenza n. 11/2015, da lei richiamata, emerge una pronuncia che sembra suonare come un compromesso
    (SEGUE)
    Antonello FILECCIA

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  3. PARTE SECONDA
    La contestazione che è stata mossa alla vostra associazione a causa delle “imprecazioni” asseritamente imputate al dott. Corso, vostro sostenitore, è esternata con il richiamo all’art. T 87.2
    Sennonché l’art. T 87.2 recita:
    Maniera di combattere
    2. Ogni incontro deve conservare le caratteristiche di cortesia e lealtà . Ogni atto anormale (flèche che termina con uno spintone all’avversario, gioco disordinato, spostamenti anormali, colpi portati con brutalità, colpi portati con la coccia, stoccata a portata durante o dopo una caduta) o comportamenti antisportivi sono assolutamente proibiti (vedi da t.114 a t.120). In caso di una tale infrazione, la stoccata eventualmente portata dallo schermitore falloso sarà annullata.

    Detto questo, mi domando cosa possa entrarci il dott. Corso con il combattimento del figlio? Nulla, salvo volere affermare che lo stesso sia sceso in pedana ed in preda ad un delirio paranoide si sia sostituito al proprio figlio per sferrare un attacco all’avversario, imprecandogli contro. Ma ciò non è certamente avvenuto.
    Allora mi domando perche il giudice è giunto ad una conclusione logicamente dissociata rispetto alla premessa?
    Se il comportamento censurato dall’arbitro e dal direttore di torneo era quello di una incontrollata e disdicevole imprecazione consumata sugli spalti dal dott. Corso perché il giudice Lo Schiavo non ha dato atto che la violazione contestatagli era del tutto strampalata poiché fondata sul richiamo di una norma che riguarda la “MANIERA DI COMBATTERE” e quindi unicamente il comportamento degli atleti durante un assalto?
    A parità di giudizio un giudice dello Stato avrebbe pronunciato sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non avrebbe costituito illecito. Il giudice sportivo invece è giunto ad una conclusione paradossale, ma anche molto divertente.
    In altri termini sostiene il dott. lo Schiavo che “l’imprecazione” c’è stata, pur tuttavia non essendo indirizzata all’arbitro e non costituendo turbativa dell’ordine pubblico non sarebbe disciplinarmente rilevante.
    Che una bestemmia - (ero presente e so bene che l’arbitro ha contestato al sig. Corso di aver bestemmiato e non piuttosto di avere imprecato che è cosa ben diversa dal bestemmiare) - non possa essere indirizzata ad un arbitro o a qualunque altra entità che non sia una divinità o similia, mi pare ovvio. Altrettanto ovvio è il fatto che una bestemmia, per quanto disdicevole, non possa creare, per se stessa, turbativa dell’ordine pubblico.
    E allora mi domando: ma questi arbitri e direttori di torneo della FIS hanno mai letto i regolamenti federali che sono chiamati ad applicare? Perché il giudice sportivo non ha più semplicemente dato atto delle strampalate accuse mosse nei confronti del dott. Corso? E perché non ha trasmesso gli atti al GSA per valutare la persistente idoneità tecnica dell’arbitro e del direttore di torneo? Se il cartellino nero impone l’immediata espulsione del soggetto cui è rivolto, perche il delegato regionale Marco Barrera, il direttore di Torneo Giuseppe Bucca, entrambi presenti in loco, non hanno fatto nulla per impedire al dott. Giuseppe Corso di permanere all’interno del palazzetto dove continuavano a svolgersi le gare?
    Sarebbe quanto mai opportuno che l’avv. Paolo Azzi, presidente ad interim del GSA, fornisse plausibili risposte a questi interrogativi.
    Antonello FILECCIA

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  4. Da quanto scrive il signor Fileccia è l'unico a non aver mai letto un regolamento...si è perso un passaggio, o meglio non gli hanno detto, che chiunque assista ad essere n incontro di scherma è considerato schermidore e per questo soggetto al regolamento. Secondo...nessuno può obbligare di far abbandonare un luogo pubblico, quale il palazzetto, se non attraverso le forze dell'ordine e per gravi motivi. Insomma, il Fileccia farebbe bene ad informarsi. E lei Rinaldi farebbe bene a leggere ciò che pubblica!
    Camillo Misuraca

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    1. sig. Misuraca mi auguro che lei non sia un arbitro perché se cosi fosse saremmo alla frutta!
      Il precetto contestato dall’arbitro al sig. Corso riguarda esclusivamente i tiratori (t87.2).
      Se poi lei pretende di equiparare gli spettatori anche ai tiratori, per le prossime gare mi aspetto che la FIS ne subordini l'accesso sugli spalti soltanto all'ora indicata per l'inizio di ogni girone, completamente equipaggiati in modo conforme al regolamento e se donne solo con i capelli ben raccolti. Tutti insieme dovranno assumere l'impegno d'onore essere deferenti nei confronti dell'arbitro e degli assessori ed effettuare il saluto dello schermitore, così come imposto dagli artt. T84 e ss
      Quanto alla permanenza sugli spalti, le ricordo che l’esibizione del cartellino nero ha come immediata conseguenza l’espulsione ( cfr T108 e T118). Mi indichi, allora, in che modo debba essere eseguita e a cosa serva irrogarla. Forse per la risposta esatta dovremmo consultare “IL” Direttore di Torneo, non uno qualunque!
      Chi sa se almeno lui avrà letto il regolamento, magari fino all’articolo T93!
      Saluti
      A. Fileccia
      (PS: se trova un po’ di tempo libero, lo impegni per migliorare la sintassi!)

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    2. La invito a leggere gli art. T81 e T82.
      PS: Se Trova tempo Un po di tempo libero, cerchi la differenza tra il verbo "possono" e "devono" riferito all'art. T83
      C. Misuraca

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    3. Camillo Misuraca18 aprile 2015 15:02

      Gentili Signori tutti, esimio Signor “falso” Camillo Misuraca, sono mancato qualche giorno e ho trovato tante novità!!
      Innanzitutto vorrei però e prima d'ogni altra cosa invitare il ladro d'identità a non utilizzare il mio nome per scrivere liberamente sul blog, poiché non voglio che possa essermi addebitata la sua ineducazione ma soprattutto la sua totale mancanza di capacità interpretativa del Regolamento su cui sembra essere così informato ed a cui sembra così affezionato nonché i difetti cognitivi,lessicali,sintattici e culturali cui purtroppo sembra soggiacere.
      Nel contempo lo diffido dal continuare in questa “appropriazione d'identità” che gli ha permesso di scrivere inesattezze e commenti astiosi, malevoli ed in malafede .
      Se ha coraggio ed onore della sua vera identità si palesi.
      Sia che lei sia un arbitro, un atleta,un dirigente federale,un dirigente di società o chissà chi altro.
      Non tema gli strali della Federazione o il giudizio degli altri ; soprattutto abbia il coraggio delle sue azioni e delle sue idee.
      Come più volte ha ripetuto, il Signor Rinaldi è ben felice di ospitare sul suo blog i liberi pensieri dei veri “amanti” della scherma.
      La contrapposizione dialettica fra soggetti dotati di intelligenza,capacità critica ed autocritica, buonsenso ma soprattutto buona educazione e rispetto delle altrui idee, può solo arricchire chi è partecipe del blog, sia esso lettore che redattore.
      Voglia quindi farci conoscere il suo patronimico oppure lasci questi spazi a chi ha caratteristiche diverse dalle sue !.
      Sarebbe un buon segno, un segno di stile, un ottimo saluto se lei così facesse senza rispondere stizzito e ineducatamente a questo mio invito, ma dubito fortemente che lo farà.
      Grazie, comunque.
      Camillo Misuraca

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    4. Camillo Misuraca18 aprile 2015 15:17

      P.S. I verbi da cercare dovrebbero essere piuttosto "potere" e "dovere",quindi la differenza potrebbe consistere nel significato da dare al presente,terza persona plurale di questi verbi che possono essere transitivo ed intransitivo il primo, solo transitivo l'altro, entrambi della II coniugazione, ma il cui utilizzo va calato nel contesto della frase o del discorso cui viene impiegato . Riferendoli all'art: T 83 comprendo la capacità discrezionale che il legislatore rimette al giudizio ed al buonsenso dell'arbitro e o della Direzione del Torneo, ma non leggo da cosa discenda il "devono" .

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    5. Sig. Misuraca n. 2 lei continua a scrivere delle castronerie. Se vuole che le sue geniali intuizioni possano essere realmente di ausilio al GSA le faccia prima avallare dall’avv. Azzi e dal presidente Scarso e poi le trasmetta al giudice sportivo chiedendogli contezza del perché, allora, ha risparmiato una condanna all’associazione IL DISCOBOLO.
      Al termine di questa ricerca potrà rendere edotti i lettori del blog, ovviamente a condizione che vi sia l’imprimatur della FIS .
      Nel frattempo la invito a frequentare, (oppure a ripetere?), un corso di aspiranti arbitri con l’auspicio che lei possa muovere qualche passo verso la comprensione delle regole arbitrali e dei principi ermeneutici necessari ad una loro corretta applicazione.
      A. Fileccia

      P.S.: Sig. Misuraca n. 2, la chiamo così perché ho notato differenze nel lessico, nella sintassi oltre che nell’impostazione critica tra i diversi interventi a suo nome; il n 1 ha espresso critiche al GSA mentre i numeri 2 e 3 hanno invertito la rotta e si differenziano tra loro per il fatto che il n. 3 mostra gravi deficienze espressive mentre il n. 2 se la cava meglio con la sintassi, pur avendo poca confidenza con l’uso del troncamento. Entrambi i nn. 2 e 3 restano però accomunati dall’assoluta incapacità di comprendere il significato dei testi regolamentari.
      A.Fileccia

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    6. Intanto chiarisco che per un mio errore avevo eliminato il commento del Dott. FILECCIA,che ho provveduto a ripubblicare come Ezio RINALDI. Chiedo Scusa per l'inconveniente.
      Rispondo al Dott. MISURACA (quello vero) ringraziandolo per il suo intervento spiacendomi per il furto d'identità. Con il commento del Dott. FILECCIA e successivamente quello Suo, avete smascherato un signor nessuno, il quale vigliaccamente ha agito alle nostre spalle: ALLA FACCIA DELLA LEALTA' SPORTIVA E DEL CODICE ETICO. Ho avuto modo di informare alcuni giorni fa il Presidente della Federazione, comunicandogli che i suoi sostenitori sono anonimi: questa è la gente che lo circonda e sostiene. Non aggiungo altro.
      RINALDI

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  5. Signor Misuraca, il motto del blog è: LIBERI PENSIERI SUL MONDO DELLA SCHERMA. Il Dott. FILECCIA ha espresso il suo pensiero Lei ha controbattuto, non vedo perchè dovrei censurare se chi scrive ci mette la faccia. Sono sicuro che avrà una risposta adeguata poichè sono altrsì convinto che il dott. FILECCIA avrà di che argomentare. A mio avviso lo spettatore sulle tribune, e non nel parterre, non può essere considerato alla stregua di uno schermidore: e questo è il mio pensiero, al di la di tutti i regolamenti. Comunque ben venga il contraddittorio e La ringrazio per il Suo intervento.
    RINALDI

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  6. Questo blog è diventato un gran casino, non si riesce più a capir nulla!...chi fa la domanda è lo stesso di chi dà la risposta....ma non è meglio utilizzare Facebook così non ci sono gli anonimi???
    Andrea

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    1. Andrea, non so chi tu sia, per la prima volta ti ospito sul blog e rispondo al tuo quesito. Pensi realmente che gli anonimi che ogni tanto riescono ad entrare sotto mentite spoglie su questo blog si paleserebbero Facebook? Se così fosse si potrebbero eliminare tutti i blog esistenti nella rete e sai bene che non sarebbe possibile. Tu ti manifesteresti?
      Cordialmente RINALDI

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    2. Camillo Misuraca18 aprile 2015 16:46

      Caro Andrea, se avesi letto con più attenzione avresti colto delle differenze sostanziali negli scritti che ti avrebbero portato a dubitare della comune paternità degli stessi. In ogni caso ben vengano i ladri di identità, perchè è grazie a loro che chi è davvero in condizione di elaborare pensieri compiuti ed è davvero sereno nell'interpretare Codici,Regolamenti e quant'altro può esplicitare il suo pensiero. Che poi lo si condivida o meno è altra questione, ricorderai certamente Voltaire, ....." disapprovo quel che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo...".Ecco , esercizio di tolleranza e coraggio delle proprie idee, questo è ciò in cui dovrebbe impegnarsi un uomo libero degno di questo appellativo.
      Grazie anche a te per il tuo intervento,
      Camillo Misuraca

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  7. Beh, allora lei dovrebbe pubblicare tutto di tutti, anche gli anonimi...ognuno avrebbe un nick e si capirebbe qualcosa. Ovviamente escluderei i post offensivi!
    Andrea

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    1. Ti ho ospitato una volta e questa è l'ultima. Se non è chiaro lo rispiego: gli anonimi non sono ammessi. Per criticare, anche in maniera feroce, bisogna metterci la faccia. E' una linea che il blog segue fin dalla sua nascita. Sono graditi tutti gli interventi: le porte sono aperte, ma, come dicevo prima, bisogna metterci la faccia. L'anonimo può farla franca una volta forse due, ma poi viente tanato e non più ospitato.
      RINALDI

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  8. Purtroppo alle facce toste bisogna rispondere, ringrazio il sig. Italo Rossi, per il sostegno e l’invito a non mollare, cosa che difficilmente farò!!!
    Al Camillo Misuraca (n 2 e 3) che non si merita neanche il prefisso di signore ed identifico come persona di poco spessore e di grande falsità etica sociale e morale di “andare a quel paese” finchè non avrà gli attributi per metterci la faccia. Il Camilo (nome Falso) lo identifico come uno di quei signori che sta al tavolo tranquillamente seduto con il joystick e non ci dice quali siano le inesattezze riferite dal dott. Corso. Sono sempre convinto che in realtà non vi è un Camillo falso, ma sono più persone che scrivono con lo stesso nik name, la differenza sostanziale sta nel fatto che uno di essi è veramente IGNORANTE, l’altro forse ha studiato un po’ di più.
    Egr. dott. Fileccia, è la seconda volta che mi rivolgo a Lei, nella prima ricorderà che l’ho redarguita in favore di Pietro Ingargiola; forse potevo farmi gli “affari miei” visto che i tanti amici di Pietro non sono intervenuti e si sono fatti gli affari propri, e questo comportamento mi lascia pensare che forse tutti avevano interesse più che amicizia e quindi alla fine lo hanno scaricato. Ma poco importa, alla fine verità e giustizia verrà fuori. Adesso devo rispondere alla sua domanda. Le devo dire che con il tempo ho imparato a mie spese che molte volte bisogna guardare al bicchiere mezzo pieno, anche se io sono uno di quelli che lo vede quasi sempre mezzo vuoto. Se ripenso a quando qualcuno tentò di “svuotarmi” la società degli atleti più prestigiosi che con gli anni avevo con umiltà e passione costruito, mi viene la pelle d’oca. Forse Lei non sa che è grazie ad una battaglia che ho combattuto da solo contro tutti se oggi il trasferimento degli atleti da una società ad un'altra, per gli atleti di certo valore, da diritto ad un compenso economico per la società di provenienza in quell’occasione un autorevole persona della Federazione mi disse, <> ma la mia risposta fu senza dubbio quella per cui lo vedevo sempre mezzo vuoto. A distanza di circa sei anni ho compreso il vero e sottile significato di quelle parole, non sempre si può abbattere Golia; forse se Davide avesse scagliato altre cento volte quella pietra non sarebbe riuscito ad abbattere Golia. Per concludere le dico semplicemente che per riformare un sistema bisogna iniziare dalla base, è una mia personale convinzione niente di più; il buon Giovanni disse <>. Io non riesco proprio ad abbassare la testa, le miglior risposte le do con i fatti. In campo nazionale non si litiga mai e raramente ci sono situazioni “folcloristiche” come quelle di Messina, forse sarà la qualità degli arbitri? Io le dico sicuramente NO, perché chi arbitra in Sicilia nella sciabola lo fa anche in campo nazionale ed internazionale, e allora……….
    In fine rispondo ad Andrea, anche tu sei un Anonimo?
    Prof. Giuseppe Simone Vullo

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  9. Caro Prof. Simone Vullo, come prevedibile la sua risposta non lascia molto spazio all'immaginazione.
    Ho saputo, e per questo Le faccio i complimenti, dell'ottimo risultato ottenuto nella gara NAZIONALE di oggi. In bocca al lupo anche per domani.
    Non perda il suo tempo con personaggi come i sigg. Misuraca 2 e 3 che tentano soltanto di apparire più furbi del solito. Come di certo saprà il credersi furbi è il modo più sicuro per essere fatti fessi!
    distinti saluti
    A. Fileccia

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  10. Le polemiche di questi giorni, scaturite da lettere di genitori rivolte al V.Presidente AZZI ed a questo blog, hanno posto in evidenza un forte disagio ed a quanto sembra anche un fumus persecutionis verso alcuni club delle Sicilia. La lettera del Prof. Giuseppe Simone VULLO chiarisce meglio tale situazione: i commenti a tale lettera sono dei più svariati e quello che mi ha colpito di più riguarda l’insegnamento che tecnici e genitori dovrebbero dare ai loro allievi/figli, cioè quello di imparare a perdere. Discorso che non farebbe una piega se non che tale situazione si avverte particolarmente in terra di Sicilia, ove sono emersi torti arbitrali o quanto meno interpretazioni regolamentari a senso unico. Ciò che ha destato la mia attenzione è il prestigioso risultato che due atlete appartenenti a club siciliani, promotori della sciabola, hanno ottenuto a livello nazionale – coppa Italia cadetti. Le atlete in questione sono allenate dal Prof. Giuseppe Simone VULLO e dal Maestro PUGLIESE, due tecnici che recentemente sono stati attori protagonisti nelle ultime vicende arbitrali siciliane. Nelle gare locali i loro atleti sono stati diretti da arbitri siculi i quali con le loro decisioni hanno scatenato le ire dei due tecnici. Nella Coppa Italia cadetti, ove la Direzione di gara era sostenuta da persone provenienti da altre regioni d’Italia e le stesse atlete sono state dirette da arbitri non siculi, non si sono verificate situazioni discutibili. Sono convinto che i nostri arbitri dirigano gli assalti in assoluta buona fede e capacità, ma sarà un caso o una coincidenza il fatto che le due ragazze a livello locale trovano mille difficoltà ad emergere ed a livello nazionale hanno conseguito un brillate secondo e terzo posto? Come diceva ANDREOTTI: a pensar male si fa peccato, però spesso ci si azzecca.

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  11. Buonasera a tutto il bolg!!

    Sono il genitore di un atleta di sciabola,
    che con molti sacrifici sostiene l'amore
    per la scherma del proprio figlio.
    Noto, dalle diverse polemiche che quest'argomento comincia a diventare fastidioso per qualcuno, tanto da intervenire con false identità.
    Peccato questo blog ai tempi dei campionati regionali sostenuti da mio figlio non esisteva, altrimenti mi avrebbe fatto comodo per sfogare i miei liberi pensieri.
    Anche noi in passato abbiamo avuto difficoltà con presunti errori arbitrali,
    tanto da ricordare diversi episodi in cui ci ritrovavamo con l assalto girato.
    Ma le difficoltà a capire se veramente erano errori arbitrali fatti in buona fede o non, sta nel fatto che i genitori degli avversari a fine gara, ci venivano a chiedere se i propri figli avessero vinto per loro bravura o perche lo hanno fatto vincere di proposito.
    A voi la risposta!

    La mia soddisfazione oggi sta nel fatto, di gran lunga evidente, che, in campo nazionale mio figlio sta sempre nei gradini alti. (Vedi Coppa Italia Cadetti svoltasi ieri)
    Per concludere, anche io condivido come il Colonnello Ezio Rinaldi, che ho avuto il piacere di conoscere, come disse Andreotti ""A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca""

    Cordialmente

    Salvo Napoli

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