giovedì 2 aprile 2015

DUE PESI E DUE MISURE



https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSdMbUJtqUeFbG9PDo83CaNDy7XS782I074Dap4sWAH4dWw7mdYwwDal sito federale si legge dei provvedimenti disciplinari adottati da Giudice Sportivo e mi ha colpito molto la sanzione adottata a carico di un atleta – 2,5 anni di squalifica e 1.000€ di multa; un altro provvedimento vede in causa un maestro, al quale, a seguito di un cartellino nero comminatogli durante una gara, è stato inflitto una giornata di squalifica. Le norme prevedono che qualora non venga versata la multa, il tesserato rimanga inibito sino al versamento di quanto dovuto. Inoltre è facile anche l’applicazione della squalifica poiché alla FIS basta controllare le iscrizioni alle gare al fine di non farvi partecipare, come è giusto, il sanzionato. Ma come ci si comporta con il maestro che ha subito la giornata di squalifica? Egli non dovrebbe poter stazionare nel parterre del luogo di gara, ovvero deve essergli preclusa la possibilità di assistere i propri atleti. E chi dovrebbe controllare che ciò avvenga? Sicuramente il Direttore di Torneo, al quale la FIS dovrebbe comunicare la lista di coloro che sono stati sanzionati. Ebbene nella gara di San Severo, G.P.G. di sciabola, il maestro squalificato non era vicino al suo atleta, di più. Infatti lo si vede stazionare a ridosso della pedana, dare consigli e raddrizzare la lama del suo allievo senza che l’arbitro intervenga. Esiste documentazione video del fatto. A questo punto mi viene da pensare che l’applicazione delle sanzioni venga assicurata con due pesi e due misure: QUALE CREDIBILITA’ PUO’ AVERE UNA SIFFATTA GIUSTIZIA?
Ezio RINALDI

15 commenti:

  1. Sono certo che il Presidente Federale, in nome della trasparenza che caratterizza il suo mandato, chiarirà su questo blog l'intera vicenda, rivelando i motivi per cui il direttore di torneo della gara di San Severo ha consentito ad un soggetto sottoposto alla sanzione della squalifica di prendere parte attiva alla gara, in evidente spregio del provvedimento del giudice sportivo.
    A tal fine invito il sig. Rinaldi, se non l'avesse già fatto, a trasmettere il video di che trattasi ai vertici FIS affinché il Presidente Scarso possa adottare ogni conseguente provvedimento a tutela della buona 'immagine della Federazione, di cui è custode e garante!

    A. Fileccia

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  2. Egr. Dott. FILECCIA, non posso accettare il Suo invito a pubblicare il video, ne lo trasmetterò alla FIS, la quale se vuole potrà chiedermelo. Sono sicuro che la Federazione esaminerà con attenzione il suo invito.
    RINALDI

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  3. Avendo esperienza del grande senso di responsabilità dei vertici federali e degli organi inquirenti della Fis sono certo che la vicenda non verrà insabbiata. Il popolo della scherma italiana sarà debitamente informato su quanto occorso a San Severo!
    A.Fileccia

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  4. Mi chiedo appunto, ma chi controlla i sanzionati? Mi risulta che più volte capita di trovare in gara, atleti sottoposti a squalifica. Ma poi vediamo e leggiamo solo cartellini neri agli atleti o accompagnatori, ma gli arbitri qualcuno li controlla e sanziona? Mi chiedo se statisticamente un arbitro o sotto una direzione di torneo, in un anno, vengono dati un tot di cartellini neri, forse è l'arbitro o il direttore di torneo che non sa gestire la situazione? Perchè si parte sempre e solo dal presupposto che una reazione, se pur condannabile, deve essere addebitata al solo atleta.
    Non sono un giurista, ma la nostra costituzione ci ritiene innocenti fino a prova contraria e prevede anche la responsabilità altrui per le reazioni (tipo legittima difesa). Allora perchè il giudice sportivo commina una giornata di squalifica per il solo fatto di aver ricevuto un cartellino nero. Ma se fosse innocente? Il giudice come può dare per scontato la colpevolezza leggendo la sola relazione di chi dandoti il nero, sancisce la tua colpevolezza. Inoltre se esiste la responsabilità di chi provoca tale reazione, un arbitro arrogante, impreparato, non in grado di gestire il match, che invece di dare spiegazioni, si erge a depositario della verità e crea diffidenza allontanando senza parlare, è lui che provoca la reazione di chi, già teso per il match, magari diventa inopportuno. Ma, in questo caso, la colpa e sempre e comunque lontana dall'arbitro o da chi lo ha messo ad arbitrare magari non considerando l'inesperienza, i rapporti personali con tecnico e atleta, con la società. Sono fattori che chi decide deve considerare, previo Cartellino Nero. Invece no, quello ha su solo il nome dei tesserati atleti o tecnici.
    Chiediamo al Governo riforme sulla Giustizia, ma non sappiamo farle nel nostro piccolo.
    Italo Rossi

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  5. Avvocato mi dispiace dissentire. Qui non si tratta di sanzioni su regole precise, appunto il Rosso e il vigile. Ma su situazioni. Nella scherma, infatti, per le regole precise ci sono i cartellini gialli e neri. Se un paragone vogliamo farlo e sul Codice Penale. Infatti, quando parliamo di squalifica, cartellino nero, parliamo di situazioni volontarie e provocate, di intemperanze. Se il vigile mi ferma per chiedere i documenti, perchè sono passato con il 'rosso' e mi fa la multa, ok (cartellino giallo o rosso) ma se ci aggiunge qualche parola fuori luogo, usa ilarità, provoca cioè la mia reazione, forse andrebbe sanzionato il vigile? Vede se si commette un reato è giusto punirlo, ma lei mi insegna che si valutano le situazioni contingenti e la causa. Quindi forse valutare la gestione del match da parte degli arbitri, non sarebbe male. Che ne dice Avvocato è come la responsabilità civile per i magistrati, si è deciso di stabilire una responsabilità anche di giudica. Ovviamente l'esempio è eccessivo ma vuole essere una provocazione per chiarire come, anche il suo intervento, conferma la totale 'immunità' dell'arbitro. Dispiace constatare che nella FIS dai dirigenti, agli arbitri, ai CT, sembra che nessuno sbagli mai, la colpa è sempre e solo degli atleti e di chi dissente.
    Italo Rossi 19

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  6. Gent.mo sig. Rinaldi,
    ho visto che il commento dell’avv. Pluchino è stato rimosso dal blog. L’avvocato la invitava a trasmettere il video al Giudice sportivo affinché il trasgressore ricevesse la dovuta sanzione. L’avv. Pluchino, inoltre, osservava che il direttore di torneo (da lui metaforicamente paragonato ad un vigile) non poteva avere alcuna responsabilità per l’accaduto, in quanto nessuna responsabilità potrebbe attribuirsi ad un vigile che non si accorga di colui che passa con il rosso.
    All’avv. Pluchino vorrei replicare in questo modo.
    Immaginiamo che il Presidente del GSA sia il comandante dei vigili urbani; il direttore di torneo sia il maresciallo responsabile di una ztl; il campo di gara sia la ztl; gli arbitri siano i vigili addetti al controllo della ztl.
    Ebbene, un sistema di vigilanza che pretenda di essere efficiente dovrebbe vedere il presidente del GSA impartire le necessarie direttive al direttore di gara che dovrebbe fare altrettanto con i suoi arbitri. Tutti insieme dovrebbero vigilare affinché i soggetti non legittimati non facciano ingresso nel campo di gara.
    Se ciò non è avvenuto è perché il presidente del GSA (comandante dei vigili), il direttore di gara (maresciallo responsabile della ztl) e gli arbitri (vigili addetti al controllo dello ztl) non sono stati in grado di fare il proprio dovere impedendo al soggetto inibito (veicolo non autorizzato all’accesso nella ztl) di fare ingresso e circolare liberamente all’interno del campo di gara per svolgere la sua attività di maestro.
    A questo punto, secondo lei, avv. Pluchino, di chi è la responsabilità di quanto accaduto a S. Severo?
    A. Fileccia

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    1. Egr. Dott. FILECCIA, il commento dell'avv.PLUCHINO l'avevo postato con il telefonino e smpre con lo strsso, in una frettolosa digitazione l'ho eliminato e non sono riuscito più a recuperalo. Devo dire che alla fine non mi è dispiaciuto molto l'eliminazione di detto commento in quanto ritengo il firmatario un nick name e come ben sa non adoro gli anonimi. Considerato che Lei lo cità non posso fare a meno di pubblicare un secondo post dell'avv. in questione, ciò non significa che in avvenire troverà ospitalità, a meno che non si palesi in maniera più chiara, magari inviandomi in privato, quanto meno, la sua e-mail.
      RINALDI

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  7. Buonasera Signori, scusatemi se mi intrometto nella questione ma vorrei poter dire la mia senza pudori e ritegno alcun, senza riserbo e dando un nome a personaggi e circostanze. I fatti che hanno dato origine alla sanzione comminata al M°Pugliese si sono svolti ad Erice, prova di Coppa Italia Regionale Sicilia,il nero viene esposto al M°Pugliese dall'arbitro Emanuele Bucca, reo, a suo dire, di aver "male arbitrato" l'assalto che vedeva impegnato un allievo del suddetto maestro con uno della Società Mazara Scherma, di cui l'arbitro in questione è certamente un tesserato, socio fondatore, sponsor,fratello e cognato del Presidente e di una degli istruttori e ,forse, istruttore egli stesso.Che egli abbia potuto arbitrare un assalto in cui era presente un suo allievo è certamente cosa singolare ma purtroppo abituale in Sicilia.
    Anche il M°Pugliese ha fra i suoi tesserati atleti che sono al contempo arbitri, ma sino a ieri nulla questio, evidentemente gli errori sono sempre stati compensati. Oggi scoppia il caso, o il M°Pugliese è improvvisamente impazzito oppure il signor Bucca l'ha fatta davvero grossa.Particolare importante il Direttore di Torneo è l'onnipresente Giuseppe Bucca, fratello dell'Emanuele. Andiamo adesso a San Severo, teatro dell'inghippo, il M°Pugliese,consapevole della sanzione comminatagli partecipa ugualmente e scientemente alla gara, senza nascondersi anzi tutt'altro. Nessuno gli contesta la presenza , chi avrebbe dovuto, cioè il Direttore di Torneo, per il tramite dell'arbitro di pedana, chiude un occhio, anch'egli proditoriamente e scientemente, . Anche a lui non può esser noto che ad un nero corrisponde automaticamente la squalifica per almeno una gara, sapete il suo nome ? Giuseppe Bucca
    Il Signor Bucca Giuseppe permettendo la partecipazione del Maestro Pugliese alla competizione ha contribuito con lo stesso ad altereare i risultati della gara stessa.Vanno pesantemente sanzionati entrambi, in maniera esemplare, perchè a tutti sia chiaro quali sono le regole e che vanno rispettate.
    O davvero vi sono due pesi e due misure?
    Ma la Federazione che ha fatto? che ha fatto sino ad oggi? che farà nei prossimi giorni?
    Vedremo
    Grazie
    Camillo Misuraca

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  8. Si informi sui fatti col soggetto interessato e vedrà che le cose sono andate in maniera molto lontana dal suo pensiero. Mi scoccia scrivere e spiegare, soprattutto far fare brutte figure a persone che non conosco. Buona Pasqua a tutti.
    Avv. Pluchino

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    1. Gioacchino Seminara5 aprile 2015 12:31

      Avvocato Pluchino, ho letto e mi sono incuriosito , perchè non ci spiega Lei, che evidentemente conosce i fatti meglio del signor Misuraca come sono andate le cose, tanto il soggetto interessato non le risponderà mai, se si riferisce al M°Pugliese, è vincolato , non puo, cosi almeno facciamo chiarezza, faccia pure fare brutta figura a chi dice il falso.

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    2. Dott. SEMINARA l'avv. Pluchino non può risponrLe per la semplice ragione che egli si nasconde dietro uno pseudonimo e non avendo il coraggio di manifestarsi non merita risposte, almeno su questo blog. L'avv. ha inviato un post nel quale dice una serie di cose, anche contro il sottoscritto, che non avrei alcun motivo di non pubblicare, in quanto in un dibattito sereno e costruttivo ci dovrebbe essere uno scambio di informazioni, pur se duro e come ben sa non mi sottrarrei ad un confonto del genere. Credo anche di aver capito chi sia e se fosse veramente la persona che penso mi crollerebbe il mondo addosso, per la stima e la considerazione che avrei per lui.

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  9. L’anonimo avv. Pluchino continua a scrivere commenti che non saranno pubblicati. Sono indotto a sottolineare che, se fosse davvero un uomo di legge, dovrebbe impegnarsi affinché il fenomeno dell’anonimato fosse rifiutato, ma dal momento che egli stesso si nasconde, quale credibilità possono avere i suoi post? Detto ciò lo invito a documentarsi, con opportune indagini, sulla applicazione delle sanzioni. Mi preme evidenziare che non ho nulla contro il Maestro Pugliese, che comunque era presente nel parterre a ridosso delle pedane il sabato, direi il contrario, poiché al suo posto avrei fatto la stessa cosa: al termine di un processo se l’imputato viene riconosciuto colpevole l’autorità giudiziaria ne dispone la restrizione ovvero l’applicazione del provvedimento limitativo. In mancanza di chi esegue il provvedimento, il reo continua ad esercitare le sue mansioni in assoluta libertà e non si sognerà mai di presentarsi autonomamente all’autorità preposta perché gli applichi la sanzione. Ritengo che il Maestro Pugliese si sia comportato come chiunque altro fosse stato nella sua posizione.

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  10. Sono un genitore di un ragazzo di 12 anni che da due anni si è avvicinato a questo bellissimo sport; non sono un profondo conoscitore di regolamenti, né conosco i maestri e gli arbitri citati nel post; da neofita quale mi considero proverò a dare una spiegazione che ai più apparirà ingenua; il provvedimento con il quale è stata comminata la squalifica è del 27 marzo (venerdì); le gare a San Severo si sono svolte il 28 ed il 29 marzo; la segreteria federale aveva il compito di dare esecuzione al provvedimento di squalifica; mi chiedo se sia da escludere la eventualità che la segreteria nella giornata di venerdì non abbia effettuato le prescritte comunicazioni (dubito che si possa inibire la partecipazione ad una gara se la squalifica non è comunicata all'interessato); se così fosse, ritengo che nessuna responsabilità potrebbe essere ascritta al maestro ed al direttore di torneo; certo resterebbe pur sempre il problema di una Federazione che non è stata in grado di applicare tempestivamente una sanzione ; ribadisco la premessa: non sono esperto in tema di norme federali; se ho scritto sciocchezze, mi scuso anticipatamente con i lettori e con il sig. Rinaldi, al quale vanno i miei sinceri complimenti per la serietà e le capacità mostrate nel gestire questo blog Gerlando Calandrino

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  11. Caro Gerlando, per la verità ogni provvedimento del giudice sportivo deve essere comunicato all'interessato e quindi pubblicato ai sensi dell'art. 61 RG Fis. Dalla pubblicazione decorrono i termini per la proposizione del reclamo. Quello in questione era stato pubblicato il 27 marzo. Se poi le persone e i fatti sono quelli indicati nei commenti precendenti, il direttore di torneo che era a S. Severo dovrebbe essere lo stesso che era ad Erice quando è stata comminata la sanzione che ha dato causa alla squalifica. Difficile ritenere che ci sia stato un errore scusabile.
    Paola Puglisi

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  12. Se è vero che i soggetti del GSA che avrebbero dovuto vigilare sulla applicazione della sanzione inflitta al maestro Pugliese fossero gli stessi che hanno inflitto quella sanzione, la vicenda sarebbe talmente paradossale che il Presidente Scarso non potrebbe più esimersi dal fornire pubbliche spiegazioni sull'accaduto!
    Sulla base della mia esperienza pregressa, maturata anche grazie al ruolo di difensore che ho svolto con massimo successo in favore del dott. Seminara, ho affermato che le regole federali vengono applicate nei confronti di alcuni soggetti e interpretate nei confronti di altri.
    Mi auguro che almeno l'odierna vicenda non rientri nel secondo dei casi ipotizzati!
    A. Fileccia

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